Le canzoni di Lucio Battisti diffuse online in streaming

Il Corriere della Sera riferisce che Gaetano Presti, liquidatore della società Edizioni Musicali Acqua Azzurra, ha deciso di pubblicare online tutto il repertorio di Lucio Battisti, avendo formalmente annunciato alla Siae “l’estensione del mandato anche all’incasso dei diritti sul web”. La disposizione arriva dopo una lunga battaglia legale tra i soci della società e gli eredi, da sempre oppositori alla diffusione della musica del cantautore.

Secondo il quotidiano è probabile che gli stessi eredi si preparino già a una controffensiva legale. Gaetano Presti, però, ha tutti i poteri, delegatigli dal Tribunale di Milano, e l’obbligo di salvaguardare il patrimonio della società. Un patrimonio davvero enorme (economico e culturale), e a 50 anni dal primo 33 giri, tutte le canzoni dei 12 album storici della coppia Battisti-Mogol saranno disponibili sulle piattaforme di streaming Spotify, Apple Music o Deezer, ovvero i luoghi dove il mercato discografico raccoglie in pratica ormai la metà dei ricavi.

Fino ad oggi Lucio Battisti è assente online, ci sono solo cover o basi musicali. Nel settembre 2018 era comparso in streaming un album “Best of” siglato dalla misteriosa Universal Digital Enterprises, che è stato rimosso dopo poche ore.

LA SOCIETA’ E LE AZIONI LEGALI – La società Acqua Azzurra Srl è nata nel 1969 con lo scopo di gestire i diritti degli album prodotti dalla premiata ditta. Le quote sono così divise: 56% a Lucio Battisti (alla cui morte, subentrerà la moglie Grazia Letizia Veronese con il figlio Luca), 9% a Mogol e il restante 35% alla Ricordi, oggi Universal. Nel 2012 Mogol aveva iniziato una causa contro gli eredi per aver ostacolato lo sfruttamento commerciale del repertorio Mogol/Battisti. Il paroliere aveva avuto nel 2018 un risarcimento parziale del danno (oltre 2 milioni e mezzo di euro), commentando la decisione della magistratura: “Si tratta di un risarcimento parziale del danno. Per me in questi anni il danno maggiore l’ha subito la cultura popolare italiana e i più penalizzati da questa storia sono i giovani”.

FONTE: Tgcom24

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