INIZIA LA CHIUSURA DELLE CASSE CAMBIALI

Cambiale

Ennesima beffa per gli utenti bancari di Rieti. Non solo la locale sede della Banca d’Italia ha chiuso i battenti, ma c’è anche il concreto rischio delle chiusura delle casse cambiali presso la agenzie delle banche reatine.

È quello che ha iniziato a fare il Monte dei Paschi di Siena con la sua filiale e due agenzie, accentrando la cassa cambiali a Viterbo, in netto contrasto con quanto previsto dalla legge che prevede per ogni capoluogo di provincia, almeno una cassa.

Tale decisione appare disattendere quanto sancito nel regio decreto del 1933, ossia quello istitutivo della cambiale, il quale indica la banca presso la quale pagare il titolo come obbligo e non come una facoltà.

Occorre ricordare che il possesso del titolo equivale al pagamento, ma nel caso specifico come fa un utente a pagarlo quando lo stesso titolo non è più presente materialmente allo sportello della banca in cui è stato domiciliato?

Le conseguenze sul piano pratico sono un netto risparmio di costi per la banca, la quale non dovrà di fatto più smistare i titoli cambiari presso le proprie agenzie, con riduzione di personale nelle singole filiali che non erogheranno più il servizio e con costi enormi per gli utenti, i quali in caso di ritardato pagamento o di protesto, saranno costretti, loro malgrado, a recarsi presso il centro di lavorazione e a pagare oneri maggiori.

Di fatto, tale operazione, con l’andare del tempo, tenderà a togliere competenze agli ufficiali giudiziari (questo è il caso di Rieti) e a concentrare, come fu fatto per gli assegni, la lavorazione e il relativo protesto presso le due stanze di compensazione, una a Roma e una a Milano.

La conseguenza di ciò sarà una totale confusione per gli operatori economici che si troveranno con una ulteriore situazione di disagio non sapendo come affrontarla e, come accadde per gli assegni quando l’allora Banca Nazionale del Lavoro iniziò a far pagare una tassa aggiuntiva del 10 per cento sugli assegni non pagati in prima istanza e poi adottata da tutti gli istituti di credito, così tra breve si avrà una nuova tassa sul pagamento di un titolo cambiario fuori termine.

Lanciamo un ulteriore grido di allarme sulla sempre più difficile situazione economica in cui si trova la nostra provincia che ormai da troppo tempo non è più considerata tale.

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