“Ciao Gioacchino, sono Gioele. Ti aggiorno: l’interrogazione di storia è andata benissimo, ce l’ho fatta anche grazie ai tuoi consigli e alla voglia di non mollare mai. Prossimamente ci saranno i Giochi della Gioventù e parteciperò con la squadra di basket della mia scuola. Sono un po’ emozionato, ma anche felice, perché so che tu saresti fiero di noi.
La mia professoressa di inglese, Tiziana Giovanelli, è stata una tua allieva. Mi ha fatto vedere delle foto dove c’eri tu, tua sorella Laura e lei mentre partecipavate a un torneo di basket invernale. In quelle foto si vede quanto eri felice e quanto amavi il basket e i tuoi ragazzi. Gioacchino, oggi è il tuo giorno. Sono due settimane che non ci sei più e pesa, pesa, pesa come un macigno. A volte sembra ancora impossibile pensare che non sei qui con noi in palestra, a urlare, a ridere, a incoraggiarci. Oggi è un grande giorno, anche se triste, ma sarà una giornata dedicata a te: il GIO DAY. Noi giocheremo per te, daremo tutto in campo e fuori dal campo. E tu, da lassù, ci aiuterai come sempre, come facevi quando eri con noi. Faremo un grandissimo tifo in tuo onore, perché un coach è per sempre, sempre presente nel cuore di chi ha insegnato a credere nei propri sogni” – conclude il piccolo Gioele.







