I pescatori professionali delle acque interne del Lazio lanciano un appello urgente alla Regione Lazio affinché venga riconosciuto un contributo per il mancato guadagno causato dal prolungato fermo della pesca all’anguilla, imposto dal 1° gennaio al 30 giugno di ogni anno. Il blocco, in vigore ormai da diversi anni, deriva da direttive comunitarie legate alla tutela dell’anguilla europea, specie considerata in difficoltà riproduttiva a livello continentale. Tuttavia, nei bacini lacustri e fluviali del Lazio, in particolare in questo periodo caratterizzato da piogge abbondanti, acque torbide e livelli idrici elevati, si registrano condizioni ambientali ideali e una presenza significativa di anguille, che tradizionalmente garantirebbero un’importante fonte di reddito per i pescatori.
“Ci troviamo – spiega Tonino Pandolfi, socio Copagri Lazio e portavoce dei pescatori – di fronte a una contraddizione evidente: mentre l’ambiente naturale offre condizioni ottimali e la risorsa è presente, a noi è impedito di lavorare. Questo comporta perdite economiche gravissime per decine di famiglie che vivono esclusivamente di pesca professionale nelle acque interne”.
I pescatori non mettono in discussione la necessità di tutelare la specie, ma chiedono che le istituzioni si facciano carico delle conseguenze economiche di una misura che viene imposta per motivi ambientali di interesse generale. Per questo motivo viene formalmente richiesta alla Regione Lazio l’istituzione di un fondo di compensazione per il mancato reddito, destinato ai pescatori professionali singoli e alle cooperative di pesca delle acque interne. Un sostegno economico è indispensabile per evitare la scomparsa di una categoria storica, che svolge anche un ruolo di presidio ambientale e di gestione sostenibile delle acque.
“Non chiediamo privilegi – sottolinea Pandolfi – ma equità. Se una risorsa viene tutelata nell’interesse collettivo, chi subisce il danno economico non può essere lasciato solo”. I pescatori auspicano un incontro urgente con la Regione Lazio per individuare strumenti concreti che permettano di coniugare tutela ambientale e sopravvivenza economica delle imprese di pesca. Così nella nota Copagri Lazio







