La Rieti Jazz Orchestra al Live@Colosseo Festival 2025

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La Rieti Jazz Orchestra al Live@Colosseo Festival 2025. Il concerto “Swing all’Italiana” nell’ambito della rassegna We Love Big Band. Sabato 27 settembre alle ore 21 la Rieti Jazz Orchestra salirà sul prestigioso palco romano del Live@Colosseo Festival 2025, per partecipare alla rassegna “We Love Big Band”, una delle iniziative più attese dell’autunno musicale capitolino. La direzione artistica della rassegna è affidata al M° Mario Corvini e l’edizione di quest’anno è dedicata alla memoria di Marcello Rosa, trombonista, compositore e arrangiatore scomparso nel 2024, figura di spicco della scena jazz italiana. Per questa prestigiosa occasione la Rieti Jazz Orchestra sarà diretta dal M° Marco Tiso arrangiatore e direttore d’orchestra con alle spalle una lunghissima carriera che lo ha visto spaziare dal jazz alla musica classica, dalle colonne sonore alla big band e dirigere prestigiosi ensemble e orchestre (dalla RAI alla Grande Orchestra Nazionale di Jazz, fino a Sanremo, dove è stato più volte direttore-concertatore). La sua attività lo ha visto protagonista in contesti sinfonici, jazz, televisivi e teatrali, confermandolo come una figura di riferimento nella concertazione e direzione musicale. E’ attualmente docente di Arrangiamento e Orchestrazione presso il Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone. La big band reatina presenterà il concerto intitolato “Swing all’Italiana”. Alla voce, il cantante jazz e attore romano Riccardo Mei. Il concerto ripercorre i momenti più vivaci del periodo d’oro dello swing italiano ed è un omaggio ad alcuni dei protagonisti dell’epoca. Brani che rappresentano delle vere e proprie icone degli anni Quaranta e Cinquanta, quando il jazz incontrò la canzone leggera dando vita a uno stile unico, brillante e raffinato. La scaletta comprende grandi successi come Il giovanotto matto, Nessuno, Chiedimi tutto, Una zebra a pois e Legata ad uno scoglio. Non mancherà un omaggio a Garinei & Giovannini (Soldi, soldi, soldi – Donna – Un bacio a mezzanotte) e alla tradizione melodica italiana con brani come Roma nun fa la stupida stasera e Arrivederci Roma. La presenza della Rieti Jazz Orchestra alla rassegna We Love Big Band rappresenta per la storica big band reatina un importante traguardo artistico ed è il riconoscimento dell’intensa attività musicale svolta negli ultimi anni sul territorio

AVIS Rieti: “Emergenza sangue 0 negativo e A negativo”

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“Siamo qui a rinnovare questo appello dopo aver ricevuto una telefonata “accorata” dal responsabile del Centro Trasfusionale del de Lellis. Mi rivolgo a tutte le persone che possono aiutarci, donatori e Donatrici ma anche chi a non mai donato! Stiamo chiamando i nostri Donatori e le nostre Donatrici, ma loro possono donare solo ogni 3 mesi e le donne 2 volte l’anno! Vi aspettiamo al Centro Trasfusionale dal lunedì al sabato compreso, dalle 8 alle 11:30. Per prenotare o per informazioni, chiamateci la mattina al numero 0746 200655 o quando volete al numero 393 8248254”. Così nella nota Aldo Lafiandra, presidente AVIS omunale di Rieti

Azioni intraprese in merito al recupero delle indennità da videoterminalista, il commento della presidente Roberta Cuneo

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Ringrazio le minoranze per l’opportunità che mi è stata data oggi (26 settembre ndr) di poter illustrare, in seno al Consiglio provinciale, le motivazioni e le azioni intraprese in merito al recupero delle indennità da videoterminalista. Come è noto, si tratta di una vicenda che, sin dall’inizio del 2023, ha visto la Provincia esposta a critiche su più fronti, soprattutto in merito alle modalità e alle scelte adottate, senza che venissero mai chiarite fino in fondo le misure poste a tutela del personale dipendente. La deliberazione del 2023 è stata assunta, con senso di responsabilità e legittimità, per disporre il recupero di una retribuzione ritenuta illegittima, concordata nelle contrattazioni decentrate del periodo 2013–2018. È opportuno sottolineare che tale situazione non ha avuto origine nei tavoli negoziali della presidenza Cuneo. L’illegittimità nell’erogazione di una indennità per l’uso dei videoterminali è stata accertata in più sedi: diverse sentenze della Corte dei Conti, disposizioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze e le Linee guida dell’ARAN hanno chiarito che tale emolumento non poteva essere riconosciuto. Ne consegue che l’inserimento di questa indennità nel contratto decentrato è stato considerato illegittimo e, pertanto, corretta la delibera del presidente del 2023 che ha previsto il recupero. Decisione analoga è stata assunta anche dal Comune di Fara in Sabina, che, a seguito di una nota del MEF, ha adottato un provvedimento di recupero simile. Dal punto di vista politico e tecnico, la Provincia è stata costretta al recupero delle somme, non potendo giuridicamente rivalersi sui dipendenti che avevano percepito direttamente l’indennità. Intervenendo sul fondo, ed applicando il decreto “Salva Roma”. Contestualmente, per una scelta politica volta a colmare tale riduzione, il fondo è stato integrato con risorse discrezionali pari a circa 60.000 euro per ciascuna delle annualità 2023, 2024 e 2025.
Nonostante la citata sentenza della Corte dei Conti imponesse all’Ente il recupero delle somme, gli interventi messi in atto hanno sempre avuto come obiettivo la tutela dei dipendenti provinciali, e mai la loro mortificazione. Ne è testimonianza anche la possibilità riconosciuta al personale di accedere alle progressioni verticali, progressioni orizzontali, l’assegnazione di una Posizione organizzativa, tutte possibilità bloccate fino al 2024, e riaperte con la presidenza Cuneo. Inoltre, a seguito di un ricorso presentato da una sigla sindacale e da due dipendenti della Provincia, in questi giorni si è tenuta un’udienza. Nella fase di conciliazione, il Tribunale ha prospettato la possibilità di un accordo transattivo con le controparti. La proposta che avrà come obiettivo principale quello di chiudere una brutta pagina della nostra provincia verrà condivisa con i consiglieri tutti, con la speranza che si raggiunga un accordo in grado di riportare serenità.

SEI TU IL REPORTER – “In viale Matteucci posteggi dei disabili occupati abusivamente”

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Nuova segnalazione per la rubrica SEI TU IL REPORTER di Rietinvetrina: “È un continuo! Il secondo parcheggio è del disabile che non ppuò posteggiare perché lo stallo occupato da un’altra auto. Il disabile deve parcheggiare sul marciapiede perché trova occupato” – conclude il lettore di Rietinvetrina.

A TU PER TU, PER SAPERNE DI PIU’

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Ogni giovedì in diretta da studio alle ore 11:15 A TU X TU rubrica di attualità, politica e sport.

SEI TU IL REPORTER – Claudio: “In viale Matteucci ormai costretti a posteggiare ovunque, come capita. Non esistono più stalli auto”

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Claudio scrive a Rietinvetrina per segnalare attraverso la nostra rubrica SEI TU IL REPORTER la situazione che si vive ormai in viale Matteucci, uno dei più frequentati di Rieti: “Qui in foto è viale Matteucci, altezza poco più avanti della Torrefazione. Un’auto lasciata su un marciapiede, di traverso, alla bene in meglio”.

SEI TU IL REPORTER – Porta Conca, ancora auto sulle strisce pedonali

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Nuova giornata e nuova segnalazione per la nostra rubrica SEI TU IL REPORTER. La lettrice che alcuni giorni fa aveva scritto a Rietinvetrina segnalando un’auto posteggiata sulle strisce pedonali di Porta Conca, oggi 26 settembre ci invia un’altra foto con una ‘altra macchina parcheggiata sempre sulle strisce adibite all’attraversamento pedonale: “

Il Lions Club RietiVarrone al fianco della Comunità RietiSorriso

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Autunno di impegno e di speranza: così si chiude il ciclo annuale del Service Nazionale Lions 2024/2025, con una giornata dedicata all’autismo e all’inclusione, tema “Nessuno escluso”. Il Lions Club RietiVarrone, accompagnato dai giovani Leo e da una nutrita schiera di Soci, ha fatto tappa presso la struttura che ospita il Centro Autismo Rieti Sorriso, dell’associazione Tabata. Alla presenza delle famiglie dei bambini, degli operatori del Centro e del 1° Vice-Governatore del Distretto Lions 108L, Luigi Capezzone, che ha portato i saluti augurando che il cammino intrapreso prosegua con lo stesso slancio e la stessa passione, è stata inaugurata con gioia una nuova altalena pensata per l’inclusione e il benessere. Il dono, offerto dal L.C. Rieti Varrone, chiude simbolicamente il Service Nazionale e apre una prospettiva di socialità e gioco accessibile a tutti i bambini. Il Centro RietiSorriso nasce da un sogno con radici profonde: l’incontro tra una famiglia disposta a mettere a disposizione terreno e fabbricati nella Piana Reatina e il Centro Autismo dell’associazione Tabata, già impegnato nella dimensione terapeutica, ma ora avviato a creare un luogo di socialità, apprendimento e divertimento. Una realtà in costante espansione che sta realizzando strutture e migliorie necessarie per accogliere i bambini autistici e non le loro famiglie in ambienti confortevoli, adeguati e sicuri. Il progetto, avviato lo scorso luglio, prosegue nel solco della sinergia tra il nostro Club, animato dal principio della sussidiarietà, cardine dell’azione Lionistica, e le famiglie nonché tutti gli operatori del Centro. In questa cornice, l’inclusione diventa mezzo e obiettivo: un territorio che si amplia per offrire opportunità di crescita, gioco e relazione, senza lasciare indietro nessuno.

Prezzi, Coldiretti: “In 20mila piazze per dire basta ai trafficanti di grano”

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” Coldiretti propone un piano in 7 punti per rilanciare il grano italiano a partire dalla Commissione unica nazionale, lotta alle pratiche sleali e più contratti di filiera. Ventimila agricoltori della Coldiretti sono scesi in piazza da Nord a Sud per dire basta ai trafficanti di grano che schiacciano il prodotto nazionale sotto i costi di produzione, costringendo le imprese agricole a lavorare in perdita e spingendo sempre più sulle importazioni estere. Un grido partito da Bari, cuore del “Granaio d’Italia”, e da Palermo, con manifestazioni simultanee anche a Cagliari, Rovigo e Firenze, dove è presente anche Coldiretti Lazio, tra cartelli, cori e sacchi vuoti con il tricolore per denunciare un sistema che distrugge il reddito agricolo. A rischio ci sono quasi 140mila imprese agricole, soprattutto nel Mezzogiorno. La protesta arriva mentre il prezzo del grano duro è crollato a 28 euro al quintale, con un calo del 30% in un anno, tornando ai livelli pre-guerra in Ucraina, mentre i costi di produzione sono aumentati del 20% dal 2021. Un chilo di pasta oggi viaggia sui 2 euro, ma agli agricoltori vengono riconosciuti appena 28 centesimi al chilo di grano. “Serve dare dignità agli agricoltori, rispettando la legge sulle pratiche sleali che vieta la vendita sotto i costi di produzione – ha dichiarato il presidente Ettore Prandini – e rivedere completamente il sistema delle borse merci locali che vanno superate con una CUN (commissione unica nazionale) per la formazione del prezzo. Non possiamo svendere il grano sotto i costi, vogliamo più controlli contro gli speculatori. E agli agricoltori diamo un’indicazione chiara: i contratti di filiera sono lo strumento di difesa del reddito”. “Lottiamo contro i trafficanti di grano che vogliono uccidere la distintività e l’origine. L’Italia non produce tutto il grano che le serve perché viene pagato agli agricoltori cifre offensive, che nessuna impresa potrebbe sostenere – denuncia il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo –. Ma questa non è solo una battaglia per il prezzo: è una battaglia per la salute e per la sovranità alimentare. Non possiamo accettare che il grano italiano venga sottopagato e poi si faccia mangiare la pasta col grano canadese al glifosato. E dobbiamo investire su invasi e stoccaggi, per creare delle riserve strategiche. Tutelare gli agricoltori vuol dire tutelare i cittadini”. IL PIANO COLDIRETTI PER IL GRANO ITALIANO Per affrontare la situazione Coldiretti propone un piano con sette richieste chiave, tutte mirate a difendere l’agricoltura italiana da speculazioni, concorrenza sleale e logiche di mercato che penalizzano chi produce cibo. La prima richiesta è l’istituzione immediata della Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro, per superare le borse merci locali e fermare il meccanismo opaco che consente quotazioni artificialmente basse, spesso al di sotto dei reali costi sostenuti. Allo stesso tempo è necessario che Ismea pubblichi immediatamente i costi medi di produzione, in trasparenza e dando un riferimento certo per i controlli. Fondamentale aumentare fino a 40 milioni di euro il sostegno del Ministero ai contratti di filiera pluriennali, che garantiscano un reddito equo e coprano 400mila ettari su 1,2 milioni di ettari di produzione totale. Poi il blocco delle importazioni sleali, a partire da quelle di grano trattato con sostanze vietate in Europa, come il glifosate canadese o i pesticidi e fungicidi impiegati in Turchia e Russia. È inaccettabile che il nostro grano, prodotto nel rispetto delle regole europee, venga penalizzato da una concorrenza tossica che minaccia non solo la redditività ma anche la salute dei consumatori. La reciprocità delle regole, altro nodo chiave da sciogliere, è una delle battaglie storiche dell’organizzazione. Coldiretti chiede che i prodotti agroalimentari importati da Paesi terzi rispettino gli stessi standard – ambientali, sanitari, di sicurezza e sociali – che valgono per gli agricoltori italiani ed europei. In gioco c’è la credibilità del sistema alimentare comunitario e la sopravvivenza delle nostre aziende. Altro punto importante l’obbligo di indicare l’origine del grano sulle confezioni di pasta in tutta Europa, come già avviene in Italia grazie alle battaglie vinte da Coldiretti. I consumatori hanno il diritto di sapere cosa mettono nel piatto, e solo la trasparenza può tutelare chi produce qualità. Necessari anche più investimenti in ricerca, innovazione e sostegno alla transizione tecnologica, anche attraverso il coinvolgimento diretto del Crea. L’agricoltura del futuro ha bisogno di strumenti avanzati per migliorare rese, qualità e sostenibilità ambientale, mantenendo viva la competitività. Infine, ma non meno importante degli altri, un piano nazionale per gli stoccaggi e gli invasi, anche con nuovi contributi a sostegno degli investimenti legati all’irrigazione del settore cerealicolo per garantire riserve strategiche e sicurezza nelle forniture. L’Italia, sottolinea la prima organizzazione agricola d’Europa, ha bisogno di politiche concrete per la gestione dell’acqua e delle scorte agricole, a tutela della sovranità alimentare e contro le speculazioni stagionali”. Così nella nota Coldiretti

Il Nido di Ana approda in Parlamento: il peso del silenzio, Fibromialgia e violenza di genere

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Il Nido di Ana approda in Parlamento con la Presidente, Anna Vigilante e la vice nonché referente Lazio CFU-Italia Nicoletta Giuli. Che nesso c’è tra fibromialgia e violenza di genere? Quanto il trauma può influire sull’insorgere di una patologia che provoca dolori muscoli-scheletrici, come la fibromialgia, per il cui manifestarsi la letteratura scientifica chiama in causa anche il disturbo da stress post -traumatico (PTDS)? Il tema sarà affrontato martedì 30 settembre, alla Sala Stampa della Camera dei Deputati, dalle 13 alle 14, in una conferenza stampa organizzata dall’onorevole Sergio Costa, Vice Presidente Camera Deputati, in collaborazione con Nido di Ana OdV e CFU-Italia OdV (Comitato Fibromialgici Uniti). Il focus sarà sull’impatto della violenza di genere sulla salute e sullo sviluppo della fibromialgia. Come spiega Anna Vigilante, Presidente Nido di Ana, “se il silenzio è spesso un ostacolo a rivelare la propria sofferenza, corporea e interiore, l’obiettivo è superarlo grazie a due distinte indagini, con dati incrociabili su violenza fisica, psicologica, economica, stalking. Uno destinato alle donne seguite nei CAV e nelle Case Rifugio, l’altro alle persone fibromialgiche”.

Alla base della correlazione, come anticipano Vigilante e Barbara Suzzi, Presidente CFU-Italia, sta la consapevolezza che diversi studi documentano un’elevata incidenza di sovrapposizione dei sintomi psicologici e fisici tra le due malattie, con plausibile condivisione dei meccanismi fisiopatologici. La violenza fisica reiterata è responsabile nel tempo di dolore cronico diffuso osseo e muscolo tendineo. “Si è infine tenuto conto dei recenti dati dello studio pilota EpiWE (Epigenetics for Women) realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con varie Università Italiane su donne vittima di violenza di genere reclutate nei Pronto Soccorso e nei Centri Antiviolenza. Iniziato nel 2019, con dati preliminari nel 2023 evidenzia come la violenza di genere sia in grado di causare modificazioni epigenetiche sulla funzionalità del DNA”. Il tutto sarà sottoposto all’attenzione della Commissione parlamentare su Femminicidio e Violenza di Genere. Presenti martedì, oltre all’onorevole Costa a Vigilante, Giuli e Suzzi, saranno infatti le componenti della commissione Luana Zanella, Stefania Ascari, Elisabetta Lancellotta. Ancora, la consigliera regionale del Lazio e componente Commissione, Sanità Marta Bonafoni; William Raffaeli, Presidente Fondazione Isal Ricerca sul Dolore Cronico.

IMPORTANTE PER ACCREDITO Possibile partecipare alla conferenza stampa, con accredito giornalisti, scrivendo entro lunedì alle 10 a info@ufficiostampacomunicazione.com o telefonando a Camilla Ghedini, 335/454928.

CFU-Italia OdV, è un’associazione nazionale di pazienti, con sede a Castenaso (Bologna), che si occupa di promuovere conoscenza e sensibilizzazione sulla fibromialgia, patologia di cui soffrono almeno 3 milioni di italiani ma ancor oggi non inserita nei LEA. L’associazione si avvale di un comitato medico che comprende una cinquantina di professionisti di differenti specialità: dai chirurghi agli psicologi, dagli internisti ai reumatologi. www.cfuitalia.it

Associazione “Il Nido di Ana OdV”. gestisce il Centro Antiviolenza, con sede a Rieti, che si occupa di accoglienza di donne vittime di violenza. Fornisce supporto anche ai loro figli/e, a loro volta vittime di violenza assistita. L’associazione offre servizi di ascolto, consulenza legale e psicologica e aiuta la donna a costruire percorsi tesi ad uscire dai circuiti di violenza di genere . Il Centro è inserito nella mappatura nazionale del numero 1522 e inserisce i propri dati sulla piattaforma regionale LARA, collegata con l’ISTAT www.centroantiviolenzarieti.it