La mattina del 25 ottobre, in occasione della Settimana Europea sicurezza sul Lavoro, Provincia di Rieti e Ausl, in collaborazione con Croce Rossa Italiana, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Protezione Civile, hanno dato vita ad un’ora di simulazione a largo Vittori, per far comprendere ai più giovani l’importanza della sicurezza negli ambienti di lavoro. Inscenato un soccorso di persone ustionate ed intossicate da anidride carbonica dopo un incendio nel salone vescovile.
DIRETTA – RietinvetrinaSimulazione a largo Vittori per la Settimana della Protezione Civile
Gli agenti della Polizia di Stato hanno notificato all’esercente di un noto hotel reatino, l’Hotel Blu in via Salaria per L’Aquila, il decreto del Questore di Rieti, che ha disposto la chiusura dell’attività per 15 giorni.
La chiusura è conseguente ad un’indagine, svolta dagli agenti della Squadra Mobile, che ha permesso di accertare numerosi casi di donne e transessuali di nazionalità straniera che si prostituivano nell’hotel dopo aver pubblicizzato i loro annunci su un sito web.
Sul sito inserivano i loro numeri telefonici, foto e video hard, indicazioni su come recarsi nelle stanze dell’hotel reatino e consigli sull’elusione della registrazione quali ospiti della struttura ricettiva.
Il gestore dell’hotel, quindi, è stato anche denunciato per aver omesso di comunicare in Questura le generalità di alcune persone alloggiate.
Nel corso delle indagini, inoltre, gli agenti della Polizia di Stato, mentre procedevano all’arresto di un cittadino nigeriano destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno anche rinvenuto in una camera dell’hotel della sostanza stupefacente.
Le caratteristiche di evidente pericolosità sociale dell’attività dell’hotel, che si riflette sulla moralità ed il buon costume, hanno quindi suggerito l’adozione del provvedimento di chiusura.
Questa mattina, sabato 29 novembre, l’assessore alle Frazioni e Manutenzione del Comune di Rieti, Fabio Nobili, ha incontrato il Maresciallo Capo, Marco Azzarello, nuovo Comandante Stazione Arma Carabinieri di Contigliano. “A lui ho portato i saluti dell’Amministrazione Comunale di Rieti e delle frazioni del nostro Comune che ricadono nella sua giurisdizione – commenta Nobili – la sua nomina rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la sicurezza dei nostri cittadini. L’Arma dei Carabinieri ha sempre svolto un ruolo essenziale a tutela del nostro territorio, e siamo certi che, anche con il suo contributo, continueremo a lavorare insieme per garantire un ambiente sicuro e sereno per tutti. La collaborazione tra l’Amministrazione comunale e le Forze dell’Ordine è la chiave per affrontare al meglio le sfide di oggi. Al Maresciallo Azzarello auguro un proficuo e gratificante lavoro” – conclude l’assessore Fabio Nobili.
Il lupo in Italia sta vivendo una nuova e insidiosa forma di rischio: non più quello demografico, come negli anni ’70, ma quello genetico. Un recente studio condotto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT) e dall’Università di Roma La Sapienza, pubblicato sulla rivista internazionale Biological Conservation, evidenzia infatti come l’ibridazione con il cane domestico stia compromettendo in modo crescente l’identità genetica della specie. Nonostante il fenomeno sia noto da tempo, la sua estensione nell’Italia peninsulare ha ormai raggiunto livelli preoccupanti. Dal punto di vista biologico, cane e lupo appartengono alla stessa specie e possono quindi generare ibridi fertili; un evento raro in natura, ma sempre più probabile in contesti umanizzati, dove la presenza del cane e la frammentazione degli habitat favoriscono gli accoppiamenti misti.
“Il cane è il prodotto di millenni di selezione artificiale finalizzata ad adattamenti e comportamenti funzionali all’uomo, profondamente diversi da quelli originari del lupo” spiega Rita Lorenzini, genetista IZSLT e primo autore dello studio. “Le barriere ecologiche e comportamentali che normalmente prevengono l’ibridazione diventano inefficaci in aree fortemente antropizzate, soprattutto laddove i cani sono numericamente prevalenti”. Lo studio ha analizzato oltre 740 lupi rinvenuti morti tra il 2020 e il 2024 in diverse regioni italiane, dalla Toscana alla Calabria. L’analisi genetica ha rivelato una proporzione di esemplari ibridi mai osservata prima né in Italia né a livello internazionale: il 46,7% degli individui esaminati presenta tracce di ibridazione, con il 29,5% riconducibile fino alla seconda generazione di reincrocio e il 17,2% a generazioni più remote.
“Un dato particolarmente allarmante” commenta Lorenzini. “Ci aspettavamo un aumento, ma non una diffusione così ampia e uniforme. La presenza di ibridi di prima generazione indica che le condizioni che favoriscono il fenomeno sono tuttora attive”. Le conseguenze non riguardano solo l’ambiente accademico, ma l’intera collettività. Il lupo rappresenta infatti un simbolo della conservazione faunistica in Italia. “È realistico che i geni di origine canina possano modificare morfologia, fisiologia e comportamento del lupo, soprattutto negli ibridi più recenti” spiega Paolo Ciucci, zoologo e docente di Ecologia e Conservazione della Fauna a La Sapienza, autore senior dello studio. “Questi cambiamenti possono alterare le relazioni ecologiche del lupo e il suo rapporto con l’uomo. Per questo l’ibridazione è riconosciuta da anni come una delle minacce più subdole a livello europeo”. Gli autori sottolineano inoltre come interventi reattivi, quali catture o abbattimenti selettivi, siano oggi impraticabili e socialmente conflittuali. La gestione del problema dovrà invece concentrarsi sui fattori che aumentano le probabilità di incroci, tra cui la presenza di cani vaganti e l’elevata mortalità antropica dei lupi, che indebolisce la struttura sociale dei branchi. Il lavoro mette in luce l’infondatezza scientifica della recente decisione europea di declassare il lupo da specie “particolarmente protetta” a “protetta” entro dicembre 2026, una scelta che, secondo gli autori, non tiene conto dell’effettiva composizione genetica delle popolazioni.
A chiusura, il Commissario Straordinario dell’IZSLT, Stefano Palomba, richiama la necessità di una risposta condivisa: “I risultati di questo studio confermano quanto sia urgente affrontare in modo coordinato e responsabile il tema dell’ibridazione tra lupo e cane. Proteggere il patrimonio genetico del lupo significa tutelare un elemento fondamentale della nostra biodiversità e del nostro equilibrio ecologico. L’IZSLT continuerà a mettere a disposizione competenze scientifiche e dati oggettivi affinché le istituzioni possano adottare strategie efficaci e sostenibili, basate sull’evidenza e su una visione di lungo periodo.”
Bisogna intervenire e farlo anche subito con provvedimenti normativi che contribuiscano a colmare il gap tra l’ultimo stipendio e una pensione decurtata del 35% 40% per il personale del comparto difesa e sicurezza. Siamo in ritardo rispetto a delle decisioni che andavano prese a suo tempo e rischiamo di creare i poveri del futuro. È questo il grido di allarme emerso dal convegno sulla previdenza militare svoltosi presso la sala Matteotti della Camera dei Deputati, organizzato congiuntamente dal S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari e dal S.I.A.M.O. Esercito. L’evento, sapientemente moderato dal Presidente del S.IA.M.O. Esercito, Stefano Filippi, ha visto la partecipazione dei Senatori Bruno Marton, Alessandro Alfieri e Maurizio Gasparri e dell’Onorevole Davide Faraone, che nei loro interventi hanno evidenziato ampia convergenza verso un provvedimento che consenta al personale militare, in virtù della propria specificità, di poter godere un trattamento pensionistico adeguato al servizio reso e che non mortifichi, quindi, chi ha servito il proprio Paese in armi per più di 40 anni.
Nutrita la partecipazione all’evento dei dirigenti delle due associazioni sindacali, che ha costituito anche momento di alta formazione per coloro che rappresentano le colleghe e i colleghi in armi ai vari livelli. Infatti, le presentazioni di Vittorio Coppola e Maurizio Grasso del S.I.A.M.O. e di Francesco Azzarello del S.U.M. hanno rappresentato un momento di approfondimento per contribuire a formare una classe dirigente sindacale sempre più informata verso un tema importante e particolarmente sentito.
Il Presidente del S.U.M., Antonello Arabia, ha ringraziato in particolar modo i dirigenti del proprio sindacato per la loro costante presenza, evidenziando come serva un provvedimento amministrativo per poter sanare questa sperequazione. L’evento si è poi concluso con gli interventi di Alessandro Marino e Vincenzo Ferri rispettivamente Vice Segretario Nazionale e Segretario Nazionale dell’Aeronautica del S.U.M. e di Mauro Palmas Segretario Nazionale del S.I.A.M.O. Esercito. La giornata si è conclusa con la firma ufficiale di un protocollo d’intesa tra le due associazioni sindacali su temi specifici quali appunto:
previdenza dedicata: promozione dell’introduzione di un sistema previdenziale specifico per il personale militare;
revisione dello stato giuridico ed economico: azioni per la revisione normativa con particolare riferimento a: introduzione del premio di congedamento per i militari volontari, estensione dell’indennità NASpI al personale militare.
miglioramento delle condizioni economiche e professionali: iniziative per il riconoscimento economico e la valorizzazione professionale del personale militare;
indennità di comando: rivendicazione dell’indennità di comando per Graduati e Sergenti, Comandanti di Squadra;
disciplina degli scatti economici: tutela dei diritti relativi ai sei scatti per il personale all’atto del congedo;
coefficienti di rivalutazione: azioni per l’adeguamento dei coefficienti di rivalutazione delle Casse di previdenza.
Il passo successivo sarà ora la creazione di un tavolo tecnico dedicato, per la trattazione di questi argomenti con eventuali approfondimenti in sede parlamentare, che consentiranno di presentare ai decisori politici e ai Vertici Militari delle chiare proposte normative in merito.
Di seguito il percorso che Santa Barbara compirà a bordo dell’automezzo dei Vigili del Fuoco oggi 29 novembre 2025, per salutare la città di Rieti. Partenza ore 16 dal Comando VVF, Borgo, Porta d’Arce, viale Morroni, viale Canali, viale Maraini, viale de Juliis, via Angelo Maria Ricci, Quattro Strade, via Manio Curio Dentato, via Liberto di Benedetto, via Molino della Salce, via Fratelli Cervi, via Theseider, viale Matteucci, Fiume Velino.
I Carabinieri della Stazione di Collalto Sabino hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 50 anni, ritenuto responsabile dei reati di abbandono e maltrattamento di animali. La scoperta è avvenuta nel corso di un ordinario servizio perlustrativo quando i militari, transitando lungo una strada periferica, hanno notato un’autovettura parcheggiata a lato carreggiata in una posizione tale da destare sospetto. Avvicinatisi per un controllo più approfondito, i Carabinieri hanno udito un flebile lamento provenire dal bagagliaio del veicolo. Una volta aperto il vano, si sono trovati davanti a una scena particolarmente toccante: un cane di piccola taglia, legato a un guinzaglio e privo di acqua e cibo. Attraverso l’immediata verifica del numero di targa, i militari sono risaliti al proprietario dell’auto, successivamente rintracciato e identificato. Le prime ricostruzioni hanno permesso di appurare che l’animale era stato lasciato chiuso all’interno del bagagliaio da diverse ore. Il cane, fortunatamente in buone condizioni generali, è stato immediatamente affidato al servizio veterinario dell’ASL, che ne ha preso in carico le cure e le verifiche sanitarie necessarie. Al termine degli accertamenti, l’interessato è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Rieti per abbandono e maltrattamento di animali.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito ai cittadini a segnalare tempestivamente ogni comportamento sospetto o potenzialmente lesivo nei confronti degli animali, ricordando che la tutela del loro benessere rappresenta un preciso dovere civico oltre che un valore etico condiviso.Si dà atto che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali del soggetto denunciato saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.
Prima domenica di Avvento/A. Punto e a capo. Inizia un nuovo anno (liturgico). Già impacchettati i programmi parrocchiali, i ritiri, la novena, etc. Manca qualcosa? Speriamo non manchi Qualcuno! L’Avvento è il tempo opportuno per maturare consapevolezza che noi, per primi, siamo attesi, e che c’è Uno che non vede l’ora di entrare nella nostra vita e che “ci prova” come fa un innamorato con la persona amata. Per non mancare all’appuntamento occorre essere svegli, abbandonando quell’accidia che a volte ci assale, altrimenti sarà “come ai giorni di Noè”.
Non che si sbagliassero (anche ovviamente!) ma il dramma della vita, di quelli e della nostra, è “non accorgersi di nulla finché arriva il diluvio”. La scelta allora non è tra “vita spericolata” e vita piatta, ma forse tra una vita attenta e una distratta, una in cui la viviamo dinanzi a Dio e coloro che ci mette accanto o un’altra in cui restiamo accartocciati su noi stessi, rinchiusi fino ad appassire per timore di esporci o per modalità “off” in cui abbiamo deciso di stare ritrovandoci ad abitare delle vere e proprie scomfort-zone. Ma…niente paura! Ancora una volta, e sempre, saranno i Profeti, Giovanni soprattutto, e la Madre ad allenarci e a comprometterci con le sorprese e i sogni di Dio che sempre viene nella nostra vita. Abbiamo terribilmente bisogno di Dio anche quando ci sfiora il contrario. Non ci reggiamo da soli. E si vede! Buon inizio di Avvento! Sentiti atteso. Verrà anche per te!
“Nella seduta del Consiglio regionale di ieri pomeriggio sono stati approvati due importanti emendamenti alla proposta di Legge numero 232/2025 che permettono alla Regione di compiere un passo concreto per rafforzare i servizi essenziali e garantire una gestione responsabile, trasparente e orientata alle reali esigenze dei cittadini. Si tratta di interventi rilevanti, che consentono di liberare risorse, valorizzare gli utili del sistema sanitario regionale e destinarli a investimenti strutturali e sociali di fondamentale importanza”. È quanto dichiara l’assessore al Bilancio della Regione Lazio, Giancarlo Righini.
“Il primo intervento destina 153,8 milioni di euro di utili del Servizio Sanitario Regionale agli investimenti in edilizia e attrezzature sanitarie. Sono risorse generate da una gestione rigorosa dei bilanci 2023 e 2024, che abbiamo scelto di reinvestire interamente per modernizzare ospedali, tecnologie e infrastrutture del nostro sistema sanitario. Il secondo emendamento ci consente di liberare 70 milioni verso servizi pubblici essenziali: politiche sociali, sostegno alle famiglie, servizi per la disabilità, diritto alla casa e interventi per l’infanzia. In totale, oltre 60 milioni in più saranno subito disponibili per piani sociali di zona, servizi per persone con disabilità, contributi per asili nido e CAA e per il sostegno all’affitto», evidenzia l’Assessore. Si tratta di una scelta di responsabilità che ci permette di investire su sanità, welfare e bisogni reali delle famiglie, senza aumentare la spesa e utilizzando al meglio ogni euro del bilancio regionale” – conclude Righini.
Su un mutuo ventennale da 180.000 € a tasso fisso, scegliendo il green si risparmiano in media 41 € sulla rata rispetto a un finanziamento standard. Tra le soluzioni di finanziamento disponibili oggi sul mercato, quella dei mutui green rappresenta la migliore per ottenere le condizioni più favorevoli. Queste tipologie di finanziamento sono finalizzate all’acquisto di un immobile ad alta efficienza energetica, oppure alla ristrutturazione per il miglioramento delle prestazioni energetiche dello stesso, e trattandosi di strumenti in linea con le politiche europee a favore della transizione ecologica, studiati per favorire la riqualificazione energetica delle case e per incentivare l’acquisto di immobili ad alta efficienza, permettono ai consumatori di beneficiare di un notevole risparmio sui costi del finanziamento, con gli istituti di credito che offrono tassi di interesse più bassi fino a 40-50 punti base rispetto alle opzioni tradizionali. Infatti, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio di MutuiOnline.it a novembre il TAN medio dei mutui green a tasso fisso si attesta al 2,95% contro il 3,40% di quelli “standard”, mentre per quanto riguarda il tasso variabile la differenza è minore, con 2,43% per i green e 2,68% per i finanziamenti tradizionali.
Scegliere un mutuo “verde” garantisce dunque un notevole risparmio su pagamento mensile e costi totali del finanziamento. Su un mutuo a 20 anni da 180.000 € a tasso fisso la rata è pari a 994 € per l’opzione green, 41 € in meno rispetto alla media delle opzioni tradizionali a 1.035 €. Sull’intera durata del finanziamento, questa differenza si traduce in un risparmio di oltre 9.800 € di interessi in favore dei mutui green. Per quanto riguarda il tasso variabile, invece, la differenza sulla rata mensile è pari a 22 € in favore dell’opzione “verde” (948 € contro 970 € in media), per un risparmio sui 20 anni di finanziamento di quasi 5.300 €.
“I mutui green rappresentano un’opportunità per molti consumatori di ottenere condizioni di finanziamento molto competitive, soprattutto alla luce del recente adeguamento della direttiva europea – spiega Matteo Favaro, COO & Managing Director Financial Product di MutuiOnline.it – ora questi mutui possono essere concessi anche a immobili in classe energetica C o D, a differenza di quanto accadeva in passato quando dovevano appartenere alla classe A o B, e i nuovi criteri includono la valutazione di altri fattori come l’anno di costruzione, la zona climatica dove si trova la casa e dell’indice di prestazione energetica dell’edificio. Il sistema aggiornato di valutazione dell’immobile permette di allargare la quota di case italiane che rientrano tra quelle acquistabili attraverso un finanziamento “verde”, anche se al momento solo un numero limitato di istituti di credito ha adottato le nuove direttive, includendo anche le case di classe C o facendo direttamente riferimento al PED (indice di prestazione energetica).”
Nel 2025 per i mutui green si richiedono importi oltre 20.000 € maggiori di quelli standard. Nel Lazio il valore medio delle case green è 265.000 €
Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, chi sceglie un mutuo green 2025 opta per il tasso fisso nel 97,0% dei casi, mentre appena il 2,5% si orienta sul variabile. Rispetto ai finanziamenti standard, i mutui green si differenziano sotto diversi aspetti. In primo luogo, dal momento che gli immobili ad alta efficienza energetica presentano prezzi di vendita più elevati, l’importo medio richiesto dai mutuatari che accedono a un finanziamento “verde” è di oltre 20.000 € maggiore rispetto a chi sceglie un mutuo tradizionale, con un dato che nel 2025 si attesta sui 160.000 € contro i 138.500 € di quelli standard. Inoltre, i finanziamenti green hanno una durata media leggermente maggiore rispetto a quelli tradizionali, 25 anni contro 24 anni e mezzo, e i richiedenti sono più giovani, con un’età di 39 anni e 4 mesi contro 39 anni e 9 mesi in media. Le due tipologie di mutuo si differenziano poi anche in termini di Loan-to-Value, ovvero il rapporto tra il valore dell’immobile acquistato e l’importo richiesto dal mutuatario: per i mutui green si tende a versare meno anticipo; infatti, il dato medio registrato quest’anno è del 67,7% per questa tipologia, mentre per quelli tradizionali si arriva al 70,1%. Dal punto di vista territoriale, infine, dal Nord Italia arrivano quasi la metà delle richieste totali per questa tipologia di mutui (48,3% del mix nel 2025). Il Centro assorbe il 31,5% del totale delle richieste, mentre solo il 13,4% arrivano dal Sud e il 6,8% dalle Isole.
Nel Lazio l’importo medio richiesto per i mutui green nel 2025 è pari a 162.000 €, dato quasi 10.000 € maggiore rispetto ai finanziamenti standard, per i quali l’importo richiesto si ferma a 153.000 € in media. Per quanto riguarda il valore medio degli immobili, quelli green staccano quelli tradizionali di oltre 10.000 €, con 265.000 € in media contro 251.000 €.
Mutui green: a Latina richiedenti più giovani, a Roma importo richiesto record Analizzando i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it relativi al 2025, la provincia di Latina è quella dove l’età media dei richiedenti di mutui green è più bassa di tutto il Lazio, con un dato di 39 anni e 3 mesi contro i 41 anni e mezzo per quanto riguarda quelli “standard”. In quella di Rieti, invece, la durata dei mutui “verdi” è la più lunga dell’intera regione, con una media di 25 anni e 7 mesi, ovvero oltre un anno in più rispetto ai finanziamenti tradizionali (24 anni e 4 mesi in media). Per quanto riguarda l’importo richiesto quest’anno per mutui green, Roma si distingue come la provincia dove il dato è più alto, con una media di 166.353 €, oltre 5.000 € in più rispetto a quanto accade per i finanziamenti standard (158.530 € in media). Guardando al rapporto tra importo richiesto alla banca e valore dell’immobile da acquistare (Loan-to-Value), è la provincia di Frosinone quella che fa segnare il dato più basso per i mutui green: 66,3% contro 69,4 % di quelli standard.
Macchine infernali, come schegge impazzite invadono, da più di un anno, le strade della Città, creando disagi inenarrabili agli ignari pedoni ed agli automobilisti. Come non ricordare un incidente di qualche mese fa, dove delle transenne, evidentemente non ben posizionate, si sono abbattute su una macchina parcheggiata, distruggendola completamente. Questo episodio può essere considerato rappresentativo dei disagi, delle brutte avventure, della stanchezza e dello scontento di noi cittadini. In questa Città messa a ferro e fuoco, una domanda diventa corale: siamo veramente contenti di tutti questi lavori? E’ stata veramente riqualificata Rieti nel suo patrimonio culturale, storico, artistico? Un tempo il centro storico era lastricato di sanpietrini, che accomunavano Rieti ad altre città papaline, dove queste vestigia del passato sono rimaste a loro posto; a nessuno infatti è mai venuto in mente di poterle rimuovere. Anche se usurati dal tempo e dal traffico, i nostri sanpietrini potevano sempre essere restaurati, al pari di chiese, palazzi, fontane. Anni fa invece si preferì sostituirli con una diversa e più moderna pavimentazione, che attualmente è stata rimossa da ruspe e picconi per sostituirla con una ancor più nuova. Fino a quando durerà? Se lo chiedono sconsolati i cittadini, stanchi di tutto questo fare e disfare. Altre vie limitrofe al centro storico, altri quartieri, sono stati “tirati a lucido” e dotati di nuovi marciapiedi. Se prima la Città ne era sprovvista ora ce ne sono anche troppi per una cittadina i cui abitanti preferiscono spostarsi con la macchina. Dove sono infatti tutti questi pedoni, tutti questi cittadini desiderosi di camminare a piedi? Inoltre questi marciapiedi così larghi, come se ci dovesse passare una intera carovana, hanno provocato un ristringimento della carreggiata, causando una notevole congestione del traffico, soprattutto nelle ore di punta. Molti ne hanno anche notato la mancanza di omogeneità nella progettazione, nella forma e nei materiali usati. In alcuni lo scalino per accedervi è troppo alto per chi ha problemi ortopedici; in altri la propaggine troppo allungata e a punta costituisce un serio problema per gli pneumatici delle macchine. Altri ancora sono inframezzati da delle strisce di terra che rimandano a delle ipotetiche aiuole. Ma quanti giardinieri occorrerebbero per la manutenzione? In attesa di capire a cosa siano preposti questi spazi, molti hanno preso l’iniziativa di mettere a frutto la spesa fatta, considerandoli grossi contenitori di lattine e bicchieri di plastica, sparsi un po’ ovunque. Altra difformità si registra nei parcheggi delle macchine, designati in alcune strade da normale segnaletica, mentre in altre vie sono eleganti mattoncini a designarne il parcheggio. La totale mancanza di omogeneità ed armonia che si evidenzia nella progettazione ed esecuzione di questi lavori, mi fa pensare ad una orchestra privata del suo direttore, in cui gli orchestrali, incapaci di offrirci l’armonia di una sinfonia, producano solo suoni stridenti con strumenti non accordati. E che dire di Città Giardino? Si può ancora chiamare così quel quartiere vicino al Fiume, che offriva ristoro all’ombra dei suoi alberi, del suo verde? Accanto ad alcuni pini “pericolosi” a detta degli esperti, sono stati abbattuti troppi alberi che non sono stati sostituiti con altrettanti degni di questo nome. Una colata di cemento, un trionfo di mattoni e mattoncini sembra caratterizzare il quartiere, che non si riconosce più. Siamo green, sempre più green, peccato che ci siamo solo dimenticati degli alberi, del verde. Rispolverando l’antico detto “Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini” possiamo, con diritto, affermare che a Rieti ciò che non ha fatto il 110, lo sta facendo il PNRR. Esso doveva servire per creare sviluppo, lavoro, ricchezza meglio distribuita e ci chiediamo perplessi: tubi, marciapiedi, sinfonie di mattoni e mattoncini, che c’entrano con le finalità dei soldi erogati? I conventi francescani, racchiusi nella nostra vallata, ci ricordano che la nostra terra, fulcro di grande spiritualità nel Medioevo, è stata solcata da san Francesco. Come allora non inserire Rieti nel circuito di un turismo religioso come Assisi, con contatti diretti con la cittadina umbra, con la quale presenta uno stretto legame? Molte poi sono le eccellenze presenti nel nostro territorio: le acque termali, l’aeroporto, i laghi, la montagna, ma servono infrastrutture, collegamenti per valorizzarle. Fonte Cottorella viene anche citata da Indro Montanelli nel suo libro “Storia di Roma” quando racconta che l’imperatore Tito Flavio Vespasiano, che era nato a Rieti, vi tornava spesso per ritrovare i suoi amici di gioventù, fare con loro una battuta di caccia alla lepre, mangiare i fagioli con le cotiche e bere l’acqua di Fonte Cottorella. La cinta muraria di Rieti, con la sua meravigliosa merlatura guelfa, racchiude inoltre, come in una nicchia, gioielli architettonici di inestimabile valore, affreschi cinquecenteschi, chiostri, chiese, palazzi testimoni di un passato glorioso che si potrebbe far rivivere e far conoscere con competenza e amore.
Maria Grazia Carrozzoni
“Giudizio Universale” dei fratelli Torresani / Cappella della Caserma Verdirosi ex Oratorio di San Pietro Martire
Nel pomeriggio del 19 novembre scorso, il personale della Squadra Mobile della Questura di Rieti, impegnato nelle attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, ha portato a conclusione una indagine di polizia giudiziaria che aveva evidenziato una costante e diffusa attività di spaccio di sostanze stupefacenti nel Comune di Contigliano, da parte di un sessantacinquenne del luogo.
Dopo una lunga serie di servizi di osservazione e pedinamento, gli investigatori della Polizia di Stato, notando l’ennesimo incontro tra l’indiziato ed un uomo, finalizzato ad una compravendita di sostanze stupefacenti, hanno bloccato l’acquirente, identificato per un cinquantenne del posto, che è stato trovato in possesso di un involucro contenente oltre mezzo grammo di cocaina, acquistata in cambio della somma di 20 euro, mentre un’altra pattuglia della Polizia di Stato ha seguito e bloccato immediatamente l’autovettura condotta dal fornitore. Quest’ultimo, un sessantenne di Contigliano, è stato trovato in possesso di uno zainetto contenente 102 grammi di cocaina, di due panetti di hashish del peso di quasi 150 grammi, di un altro involucro contenente oltre 1 grammo di cocaina e della somma di 20 euro, provento della cessione effettuata poco prima.
La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire, nella camera da letto in uso all’indagato, un tavolo apparecchiato per il taglio, la pesatura ed il confezionamento di dosi di cocaina, con bilancini di precisione, ritagli in cellophane e sostanza da taglio, oltre ad un foglietto manoscritto con nomi e numeri di probabili acquirenti.
Dal momento del suo ingresso in abitazione e durante l’attività di perquisizione, l’indagato è rimasto seduto, impassibile, sul divano letto posto davanti alla postazione di confezionamento, con il probabile intento di impedire il controllo degli investigatori proprio in quel preciso punto dove, infatti, sono state trovate, nascoste in un cassetto estraibile del divano, due borse contenenti banconote, prevalentemente da 50 euro, suddivise in mazzette avvolte nel cellophane, per un importo complessivo di oltre100mila euro, sulla cui provenienza l’indagato non ha saputo fornire valide giustificazioni, non avendo né lui, né gli altri componenti della famiglia alcuna attività lavorativa o redditi leciti dichiarati. La somma di denaro è stata, pertanto, sottoposta a sequestro preventivo. Nella camera in uso al figlio dell’indagato è stato rinvenuto un frammento di hashish, del peso di tre grammi, che il giovane asseriva essergli stato donato dal padre.
L’uomo è stato arrestato per cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti mentre il figlio e l’acquirente sono stati segnalati, quali assuntori di sostanza stupefacente, alla locale Prefettura per i provvedimenti amministrativi di competenza. Stanti le gravi condizioni di salute dell’arrestato, il Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Rieti ha disposto per l’uomo gli arresti domiciliari, misura cautelare confermata all’esito dell’udienza di convalida. Successivamente, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, gli Agenti della Squadra Mobile hanno proceduto anche al sequestro preventivo della somma di 70.000 euro depositata sul conto corrente bancario del figlio dell’arrestato, della quale dovrà essere accertata la provenienza.
Nell’ambito del procedimento penale instauratosi nei suoi confronti l’eventuale responsabilità penale verrà accertata dal Giudice. Il presente comunicato si trasmette a fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti dell’indagato che, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, è da presumersi innocente fino a sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza
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