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L’omelia del mercoledì delle Ceneri «ai tempi del coronavirus» Vescovo: “Mai come ora scopriamo la forza del legame che ci unisce”

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Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai. L’omelia del mercoledì delle Ceneri, «ai tempi del coronavirus», assume un significato particolare.

Simulazione a largo Vittori per la Settimana Europea sicurezza sul Lavoro – IL VIDEO

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La mattina del 25 ottobre, in occasione della Settimana Europea sicurezza sul Lavoro, Provincia di Rieti e Ausl, in collaborazione con Croce Rossa Italiana, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Protezione Civile, hanno dato vita ad un’ora di simulazione a largo Vittori, per far comprendere ai più giovani l’importanza della sicurezza negli ambienti di lavoro. Inscenato un soccorso di persone ustionate ed intossicate da anidride carbonica dopo un incendio nel salone vescovile.

DIRETTA – RietinvetrinaSimulazione a largo Vittori per la Settimana della Protezione Civile

Opublikowany przez Rietinvetrina giornale on line Piątek, 25 października 2019

Giro di prostitute e trans. Chiuso per 15 giorni l’Hotel Blu

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Gli agenti della Polizia di Stato hanno notificato all’esercente di un noto hotel reatino, l’Hotel Blu in via Salaria per L’Aquila, il decreto del Questore di Rieti, che ha disposto la chiusura dell’attività per 15 giorni. La chiusura è conseguente ad un’indagine, svolta dagli agenti della Squadra Mobile, che ha permesso di accertare numerosi casi di donne e transessuali di nazionalità straniera che si prostituivano nell’hotel dopo aver pubblicizzato i loro annunci su un sito web. Sul sito inserivano i loro numeri telefonici, foto e video hard, indicazioni su come recarsi nelle stanze dell’hotel reatino e consigli sull’elusione della registrazione quali ospiti della struttura ricettiva. Il gestore dell’hotel, quindi, è stato anche denunciato per aver omesso di comunicare in Questura le generalità di alcune persone alloggiate. Nel corso delle indagini, inoltre, gli agenti della Polizia di Stato, mentre procedevano all’arresto di un cittadino nigeriano destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno anche rinvenuto in una camera dell’hotel della sostanza stupefacente. Le caratteristiche di evidente pericolosità sociale dell’attività dell’hotel, che si riflette sulla moralità ed il buon costume, hanno quindi suggerito l’adozione del provvedimento di chiusura.

Amatrice, ok all’intervento di riparazione, restauro e ripristino del Santuario Madonna della Filetta in località Rocchetta

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La conferenza permanente ha dato il via libera all’ intervento di riparazione, restauro e ripristino del santuario Madonna della Filetta” in località Rocchetta ad Amatrice Il santuario rurale della Madonna della Filetta si trova in prossimità della frazione di Rocchetta, una piccola località distante dal centro di Amatrice, al centro di una radura sulle pendici di un querceto. Il complesso del santuario si compone di due edifici, la chiesa e il rifugio. Il complesso del santuario si compone di due corpi edilizi distinti ma adiacenti: la chiesa e il rifugio. La chiesa rurale ad aula è composta da un unico vano rettangolare che termina nella zona presbiteriale con un abside semicircolare coperto da volta a catino in muratura di pietra. Il rifugio è un corpo a pianta rettangolare sviluppato su tre livelli ciascuno dei quali è suddiviso internamente in tre vani. Sono previsti il rinforzo delle murature tramite iniezione di malta, intervento di riparazione tramite tecnica “scuci e cuci”, realizzazione nuovo architrave, cuciture a secco mediante barre elicoidali in acciaio inox, intervento di chiusura nicchie con mattoni pieni; rinforzo murario tramite ristilatura armata dei giunti di malta, realizzazione di nuove ammorsature alle angolate e ai martelli murari, intervento di consolidamento della volta, smontaggio e rimontaggio vela campanaria in muratura con rinforzo metallico e la realizzazione di nuovo cordolo, previo smontaggio controllato di una porzione di muratura, in muratura armata in copertura in mattoni. Il costo dell’intervento è di 1.950.000,00 euro. “Si tratta di un altro passo importante nel percorso di ricostruzione e rinascita del territorio. Restituire alla comunità un luogo di culto così profondamente legato alla storia, alla devozione e all’identità locale significa ricostruire non soltanto un edificio, ma anche un punto di riferimento spirituale e sociale. Ringrazio l’assessore regionale Manuela Rinaldi, il Vescovo Vito Piccinonna, il Questore della Camera Paolo Trancassini, il sindaco Giorgio Cortellesi e tutti i soggetti coinvolti, affinché il patrimonio religioso e culturale colpito dal sisma possa tornare pienamente fruibile, nel rispetto della sua storia e con i più elevati standard di sicurezza” – dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. “L’approvazione dell’intervento sul Santuario della Madonna della Filetta rappresenta un risultato importante per Amatrice e per un territorio che ha nella propria storia e nelle proprie tradizioni un patrimonio di straordinario valore. Restituire dignità a questo luogo significa restituire alla comunità uno spazio che appartiene alla memoria collettiva e che, da generazioni, rappresenta un punto di riferimento per la devozione e per il legame profondo con il territorio. La ricostruzione dei luoghi di culto assume un significato che va oltre il recupero del patrimonio edilizio, perché consente di preservare quelle radici culturali e spirituali che contribuiscono a mantenere vive le comunità e a rafforzarne il senso di appartenenza. L’investimento di 1,95 milioni di euro previsto per il santuario testimonia la volontà di proseguire con concretezza nel percorso di rinascita di Amatrice, intervenendo anche sui luoghi più decentrati e restituendo dignità e sicurezza a un patrimonio diffuso che merita di essere tutelato. È attraverso una ricostruzione capace di guardare all’insieme del territorio, senza lasciare indietro nessuna realtà, che possiamo accompagnare il ritorno alla piena vitalità delle nostre comunità. Il lavoro portato avanti dalle istituzioni e da tutti i soggetti coinvolti conferma l’importanza di una collaborazione seria e costante per trasformare le risorse disponibili in interventi concreti e restituire ai cittadini luoghi sicuri, valorizzati e nuovamente accessibili” evidenzia il Questore della Camera On. Paolo Trancassini. “L’approvazione dell’intervento di riparazione, restauro e ripristino del santuario Madonna della Filetta conferma che la ricostruzione va avanti con risultati concreti. Restituire il Santuario alla comunità significa tutelare un luogo simbolo della storia e dell’identità di Amatrice. Come Regione Lazio continuiamo a lavorare in piena sinergia con il Commissario Castelli, l’onorevole Paolo Trancassini, gli enti locali e la Diocesi per accelerare gli interventi e dare risposte concrete, investendo sulla sicurezza, sulla valorizzazione del patrimonio e sul futuro delle nostre comunità”, aggiunge l’assessore alle Politiche di ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi. “Ogni anno, la domenica dell’Ascensione, è lì che si rinnova la festa della Madonna di Filetta, patrona di Amatrice, con la processione che parte dal capoluogo e attraversa il bosco di querce fino al santuario. È anche per questo che il suo recupero pesa così tanto. La struttura, seppur non crollata, è stata pesantemente danneggiata dai terremoti del 24 agosto 2016 e dal 30 ottobre 2016. A 10 anni da quel 24 agosto, rivederla tra gli interventi simbolo di ripartenza non è solo un restauro architettonico, è restituire alla comunità un luogo di identità. La Chiesa di Santa Maria dell’Ascensione o Filetta è un santuario che si trova nei pressi di Amatrice nel territorio della parrocchia di Villa San Lorenzo a Flaviano. Fu costruita nel 1472 sul luogo in cui la pastorella Chiarina Valente vide cadere dal cielo un cammeo luminoso, nel quale riconobbe l’immagine della Madonna” sottolinea il sindaco Giorgio Cortellesi.

A Poggio Bustone il campo scuola “Anch’io sono la Protezione Civile”

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Dal 27 al 31 luglio 2026 a Poggio Bustone prenderà il via la seconda edizione del campo scuola “Anch’io sono la Protezione Civile”, organizzato dai volontari del Gruppo Comunale di Protezione Civile in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Il campo rientra nell’iniziativa nazionale “Anch’io sono la Protezione Civile”, progetto promosso dal Dipartimento della Protezione Civile insieme alle Regioni e alle organizzazioni di volontariato nazionali e locali, che da giugno a settembre vede impegnati migliaia di ragazze e ragazzi in centinaia di campi distribuiti su tutto il territorio italiano. Per cinque giorni i partecipanti saranno impegnati in un intenso percorso formativo fatto di esercitazioni pratiche, giochi di simulazione e momenti di confronto sui temi della sicurezza, della protezione dell’ambiente e della gestione delle emergenze. Il programma prevede moduli dedicati al Servizio Nazionale della Protezione Civile, ai piani di Protezione Civile locali, alla lotta agli incendi boschivi, al primo soccorso, all’orientamento, alle telecomunicazioni, alle unità cinofile e all’allestimento di un campo operativo, grazie anche al coinvolgimento di Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e altre organizzazioni di volontariato. Il campo scuola “Anch’io sono la Protezione Civile” rappresenta per Poggio Bustone un investimento concreto sui giovani e sulla cultura della prevenzione, trasformando il territorio in un laboratorio di cittadinanza attiva e confermando la volontà condivisa di fare della Protezione Civile un valore quotidiano, vissuto non solo nelle emergenze ma nella formazione continua delle nuove generazioni.

Festeggiato il 10° anniversario del Rieti Bike Park

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Il 23 luglio festeggiato il 10° Compleanno del Rieti Bike Park. La struttura sportiva nata da un’idea di Fabio Crescenzi, è stata nel corso degli anni scenario di numerose gare anche di carattere nazionale, di importanti stage federali e scuola di ciclismo federale. “Sono troppo felice – racconta Fabio – nel vedere un area trials frequentata da così tanti giovani. Siamo diventati nel corso degli anni i numeri uno in Italia. Vantiamo di 32 giovani atleti il che nella nostra realtà non sono pochi. 10 anni di intensa attività sportiva sono a dimostrare la nostra tanta passione e la tanta voglia di inttattenere i giovani facendo fare sport e stando all’aria aperta. Il notro bike park è invidiato da tutta Italia e non solo. Ed è frequentato molto spesso anche da atleti provenienti da diverse parti del mondo. Ieri sera ho voluto regalare agli atleti e alle proprie famiglie una serata davvero magica, allietata dalla splendida musica di Tito Alfano che ringrazio di vero cuore” – conclude Crescenzi.

Dinamica imprese Alto Lazio: nel II trimestre 2026 prosegue il consolidamento trainato dai servizi e dalla vitalità delle società di capitali

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In linea con un contesto nazionale che nel secondo trimestre 2026 conferma la tenuta del sistema imprenditoriale italiano con un saldo positivo di 32.709 unità, anche l’economia dell’Alto Lazio evidenzia una dinamica di consolidamento e rafforzamento anche se con un ritmo inferiore rispetto alla media Italia. I dati Movimprese, relativi al II trimestre 2026, mostrano per le province di Rieti e Viterbo una crescita rispettivamente del +0,39% e del +0,34% ed una trasformazione strutturale in corso. Si osserva, infatti, non solo un progressivo spostamento del baricentro economico verso il settore dei servizi, ma anche un rafforzamento organizzativo delle imprese stesse, con una netta preferenza verso forme giuridiche più strutturate. Tutti i dati sono disponibili su http://www.infocamere.it/movimprese e navigabili dalla dashboard interattiva. A livello nazionale, la crescita è sostenuta in gran parte dai servizi e dalle costruzioni. Questo andamento bifasico, che vede da un lato l’espansione dei comparti innovativi o legati ai servizi alla persona, e dall’altro un passo più incerto per i settori tradizionali (come manifattura e commercio), trova riscontro anche nell’Alto Lazio. Parallelamente, l’analisi delle forme giuridiche evidenzia il ruolo trainante delle società di capitali, che si confermano il vero motore della crescita sia a livello nazionale che nei territori di Rieti e Viterbo. L’approfondimento sulle nature giuridiche delle imprese evidenzia una tendenza al rafforzamento della base imprenditoriale in entrambe le province. A Viterbo, le società di capitali guidano la crescita con un tasso dello 0,90% (frutto di 117 iscrizioni e 38 cessazioni), portando lo stock a 8.864 unità. Risultano in positivo, seppur con incrementi più lievi, anche le ditte individuali (+0,19%) e le società di persone (+0,04%). A Rieti la performance delle società di capitali è ancora più marcata: con un tasso di crescita dell’1,05% (50 iscrizioni contro solo 11 cessazioni), questa forma giuridica si espande a ritmi superiori rispetto alla media nazionale (+1,00%). Segno più anche per le ditte individuali reatine (+0,24%), mentre si registra una fisiologica flessione per le società di persone (-0,32%), in linea con una tendenza di lungo periodo che vede una migrazione verso modelli d’impresa a responsabilità limitata.

L’andamento settoriale nella provincia di Viterbo

Il tessuto imprenditoriale viterbese nel secondo trimestre del 2026 registra uno stock complessivo di 36.027 imprese registrate. Dal punto di vista settoriale, si evidenzia la notevole vitalità delle attività finanziarie e assicurative (+1,68%), seguite da solide performance nel settore dell’Istruzione e formazione e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,12%), segno di un terziario avanzato in buona salute. Anche le attività amministrative e di supporto mantengono un ritmo vivace (+1,00%). Il comparto strategico dell’alloggio e ristorazione contribuisce positivamente al saldo trimestrale (+0,52%). Per contro, settori storicamente centrali per l’economia locale, come il commercio all’ingrosso e al dettaglio (-0,64%) e le attività manifatturiere (-0,79%), evidenziano ancora qualche difficoltà, pur a fronte di una sostanziale stabilità per il comparto agricolo (-0,01%).

L’andamento settoriale nella provincia di Rieti

Nella provincia di Rieti, le imprese registrate al termine del II trimestre 2026 ammontano a 14.038 unità, chiudendo il periodo con un tasso complessivo positivo (+0,39%). A fare da traino è in particolare il settore delle costruzioni, che registra un ottimo +0,96%, a dimostrazione del fermento legato all’edilizia. Risultano molto brillanti, all’interno dei servizi, le attività finanziarie e assicurative (+1,60%) e il comparto delle telecomunicazioni e informatica (+1,15%). Il manifatturiero mostra un lieve ma incoraggiante segno positivo (+0,13%). Al contrario, si denotano segnali di rallentamento, in parte fisiologici nel contesto di riassestamento post-pandemico e inflattivo, nel commercio (-0,35%) e nelle attività professionali (-0,25%).  

Escursionista colto da malore sul Terminillo soccorso dal CNSAS Lazio

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Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – Servizio Regionale Lazio è intervenuto nella tardo pomeriggio di ieri sul massiccio del Terminillo per soccorrere un escursionista appartenente a un gruppo di quattro persone provenienti dall’Umbria. L’uomo, giunto nei pressi di Cima dell’Innominata, è stato colto da forti crampi agli arti inferiori che gli hanno impedito di proseguire l’escursione. Ricevuta la richiesta di aiuto, una squadra di tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Lazio ha raggiunto il gruppo a piedi, prestando la necessaria assistenza all’escursionista e predisponendo le operazioni di recupero. Successivamente è intervenuto l’elicottero dei Vigili del Fuoco, che ha effettuato il recupero del paziente. L’infortunato è stato quindi trasportato fino alla piazzola di Campoforogna, dove è stato affidato al personale sanitario del 118 per le valutazioni e le cure del caso. Terminate le operazioni di soccorso, i restanti componenti del gruppo sono stati accompagnati a valle dai tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico. All’intervento hanno partecipato anche il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) e i Vigili del Fuoco.

A Poggio Mirteto i Carabinieri donano ai Vigili del Fuoco un divaricatore sequestrato

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Ci sono oggetti che sembrano destinati a raccontare soltanto storie di illegalità; strumenti utilizzati per infrangere la legge, violare la sicurezza delle persone e arrecare danno alla collettività. Eppure, a volte, grazie all’impegno dello Stato e di chi quotidianamente lo rappresenta, anche ciò che nasce per scopi illeciti può trovare una nuova vita al servizio del bene comune. È la storia di un divaricatore meccanico, originariamente utilizzato da ignoti per consumare un furto e oggi donato dai Carabinieri al Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Poggio Mirteto. Al termine dell’azione criminosa, l’attrezzo venne abbandonato sul luogo del delitto dai malviventi nel tentativo di agevolare la propria fuga. Il tempestivo intervento dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Poggio Mirteto consentì di porre sotto sequestro il prezioso elemento di prova, avviando una serrata attività investigativa che ha poi permesso di identificare i responsabili e assicurarli alla Giustizia. Concluso il percorso giudiziario, e ottenuta la necessaria autorizzazione della competente Autorità Giudiziaria, il divaricatore ha intrapreso un destino completamente diverso. L’attrezzo è stato infatti donato formalmente al locale Distaccamento dei Vigili del Fuoco, dove entrerà a far parte delle dotazioni operative utilizzate negli interventi di soccorso. Potrà ora essere impiegato per creare varchi tra le lamiere deformate negli incidenti stradali, liberare persone intrappolate o superare ostacoli durante operazioni di emergenza, contribuendo concretamente a salvare vite umane. Si tratta di un gesto dal profondo valore simbolico, prima ancora che pratico. Quello stesso strumento che era stato impugnato per violare un diritto diventa oggi un mezzo per proteggerlo. In questa vicenda si coglie appieno il significato dell’azione quotidiana dell’Arma dei Carabinieri: non soltanto reprimere i reati, ma restituire alla collettività ciò che le era stato sottratto, trasformando un simbolo dell’illegalità in un’opportunità. La vittoria più bella dello Stato non è soltanto sottrarre uno strumento al crimine, ma riconsegnarlo alla comunità con una missione completamente diversa: oggi quel divaricatore non servirà più ad aprire la strada all’illegalità, ma ad aprire un varco verso la vita.

Tragedia a Fara in Sabina: scende dal treno e muorę

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Tragedia alla stazione di Fara in Sabina. Nella serata di giovedi 23 luglio un uomo di 59 anni, per cause al vaglio delle Forze dell’Ordine intervenute sul posto, è sceso dal treno per poi accasciarsi e morire. I soccorritori giunti sul posto, dopo chiamata dei pendolari presenti, purtroppo non hanno potuto che constatarne il decesso.

Alla Camera dei Deputati conferenza stampa di presentazione della 34ª Scopigno Cup Rieti

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Sarà la prestigiosa cornice istituzionale della Camera dei Deputati a ospitare, lunedì 27 luglio 2026 alle ore 11:30, la conferenza stampa di presentazione ufficiale della 34ª edizione della Scopigno Cup Rieti World Football Tournament. Il celebre torneo calcistico internazionale, riservato alla categoria Under 17, si disputerà quest’anno dal 18 al 21 agosto 2026. Nel corso dell’evento romano oltre alle numerose novità dell’edizione 2026, verranno inoltre svelati i vincitori dei prestigiosi Premi Nazionali ed Internazionali Manlio Scopigno e Felice Pulici per la stagione calcistica 2025/2026, assegnati dalla giuria d’onore presieduta da Dino Zoff e Gianni Letta con l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo. A testimonianza della rilevanza etica e formativa della manifestazione, per il settimo anno consecutivo la Scopigno Cup ha ottenuto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, conferito dalla Presidente On. Roberta Metsola. Il torneo si svilupperà su un circuito interregionale che toccherà diverse città e territori, unendo la competizione agonistica alla promozione turistica, convegni, prevenzione della salute e sociale: Rieti Cittareale Cantalice Poggio Bustone L’Aquila Roma Napoli L’edizione 2026 vedrà sfidarsi i migliori talenti dei settori giovanili nazionali e internazionali. Tra le prime grandi partecipanti della massima serie figurano la S.S. Lazio, A.S. Roma e il Cagliari Calcio. Per consentire la massima visibilità ai futuri campioni del calcio mondiale, i principali match della competizione saranno trasmessi in diretta televisiva sui canali RAI Sport. Le dichiarazioni del Presidente ASD Scopigno Cup, Fabrizio Formichetti: “Siamo orgogliosi di presentare la 34ª edizione in una sede di massimo rilievo come la Camera dei Deputati. Il legame consolidato con il Parlamento Europeo e le istituzioni italiane premia lo sforzo nel promuovere i valori del Fair Play, della solidarietà e della valorizzazione culturale dei territori, in particolare di quelli colpiti dal sisma. La Scopigno Cup si conferma un punto di riferimento assoluto per il calcio giovanile mondiale.” Le dichiarazioni INTESA SANPAOLO SPA ” Anche quest’anno Intesa Sanpaolo, primo gruppo bancario italiano, conferma il proprio supporto come spiega Roberto Gabrielli, Direttore Regionale Lazio e Abruzzo Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: “Intesa Sanpaolo affianca ormai da molti anni la Scopigno Cup che è una delle manifestazioni sportive di maggior richiamo nella regione e che con grande passione si impegna a promuovere e diffondere i valori dello sport. Lo sport racchiude in sé valori importanti e universalmente riconosciuti e offre un importante contributo nel promuovere la pace, la tolleranza e il rispetto, l’educazione e l’inclusione sociale; valori che come Gruppo Intesa Sanpaolo condividiamo e promuoviamo nelle nostre tante iniziative a supporto dei territori in cui operiamo.

ACI: “Nel 2025 calano le vittime. Per la prima volta dal 2021 il numero scende sotto 3.000”

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“Per la prima volta dal 2021, quindi dal dopo Covid, il numero delle vittime della strada torna sotto quota 3.000. È un risultato importante, che ci consegna un messaggio chiaro e incoraggiante: ridurre il numero delle vittime è possibile. Il calo del 5,3% dei morti e la diminuzione del tasso di mortalità dimostrano che gli investimenti nella sicurezza stradale producono risultati concreti e salvano vite umane. Un risultato ancor più significativo se si considera che la riduzione registrata in Italia è superiore alla media europea – ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa, commentando i dati ACI-Istat sull’incidentalità stradale 2025 diffusi oggi”.

“Sarebbe, però, un grave errore considerarlo un punto di arrivo – ha aggiunto La Russa – al contrario, è un punto di partenza: uno stimolo a fare ancora di più. La strada verso una mobilità a mortalità zero è ancora lunga. Incidenti e feriti continuano ad aumentare e, soprattutto, i giovani e gli utenti più vulnerabili continuano a pagare un prezzo ancora troppo elevato”.

“Per questo – ha concluso il Presidente dell’Automobile Club d’Italia – dobbiamo continuare a investire nell’educazione stradale, a partire dalle giovani generazioni. In questa prospettiva, accogliamo con grande favore l’avvio della task force dedicata alla sicurezza stradale promossa dai Ministeri dell’Interno, delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Istruzione e del Merito, che riconosce all’educazione stradale un ruolo centrale nelle politiche di prevenzione. È un segnale importante: l’educazione stradale richiede un impegno condiviso e coordinato da parte di tutte le Istituzioni coinvolte. La sicurezza non si costruisce soltanto con le sanzioni o con la tecnologia: si costruisce soprattutto con la cultura. Il rispetto delle regole non nasce dal timore delle sanzioni, ma dalla consapevolezza del valore della vita. È da qui che dobbiamo ripartire.”

“I dati del 2025 confermano una riduzione del 5,3% del numero delle vittime negli incidenti stradali rispetto al 2024. Si tratta di un risultato incoraggiante che, tuttavia, non è ancora sufficiente a garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2030», spiega il Presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli. «A metà del decennio di “Azione per la Sicurezza Stradale”, infatti, la diminuzione delle vittime rispetto al 2019, anno di riferimento, si attesta al 9,6%, un valore significativamente inferiore a quello coerente con la traiettoria di riduzione necessaria per conseguire l’obiettivo di dimezzamento delle vittime entro il 2030, e che prevede una diminuzione media annua del 6,1%.”

“Ogni anno la presentazione dei dati sugli incidenti stradali rappresenta – aggiunge il presidente dell’Istat – un momento fondamentale non solo per il bilancio della sicurezza sulle nostre strade, ma anche per la misurazione dello sviluppo del nostro Paese. Con questo monitoraggio l’Istituto contribuisce in modo determinante al popolamento degli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (BES) e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, riaffermando come la tutela della vita sulle strade costituisca un pilastro imprescindibile per la sostenibilità e la crescita della collettività.”

ACI-ISTAT 2025: DATI DI SINTESI Nel 2025 si sono verificati in Italia 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone; le vittime sono state 2.868 e i feriti 237.822. Rispetto all’anno precedente, i morti sulle strade diminuiscono del 5,3%, mentre il numero di incidenti e quello dei feriti registrano un aumento (rispettivamente +2,2% e +1,7%); il tasso di mortalità stradale passa da 51,4 a 48,7 morti ogni milione di abitanti. Rispetto al 2019, anno di benchmark per il decennio 2021-2030 della sicurezza stradale, le vittime della strada, che ammontavano a 53,1 ogni milione di abitanti, diminuiscono del 9,6%. Il costo sociale degli incidenti stradali con lesioni a persone – calcolato con parametri aggiornati da Istat e ACI nel 2023 – ammonta a poco più di 18 miliardi di euro nel 2025 (quasi l’1% del Pil nazionale). Se si aggiungono anche i costi legati ai sinistri con soli danni alle cose (circa 4,4 miliardi di euro stimati da ANIA), si arriva a circa 22,6 miliardi di euro.

INCIDENTI STRADALI CON LESIONI A PERSONE

2019

2024

2025

Var. 2025/2024

Var. 2025/2019

Incidenti

172.183

173.364

177.207

+2,2%

+2,9%

Morti

3.173

3.030

2.868

-5,3%

-9,6%

Feriti

241.384

233.853

237.822

+1,7%

-1,5%

Morti per milione di abitanti

53,1

51,4

48,7

Nel 2025, il numero di vittime per incidenti stradali diminuisce, seppur meno intensamente rispetto all’Italia, anche nel complesso della Ue27 (-2,4% rispetto al 2024), riduzione simile a quella dell’anno precedente (-2,5%); rispetto al 2019, la variazione percentuale è stata del -14,7%. In termini assoluti, le vittime nella Ue27 sono state 19.463 nel 2025, a fronte di 19.945 nel 2024 e 22.823 nel 2019. Sebbene nel nostro Paese il tasso di mortalità sia diminuito rispetto al 2024, passando da 51 a 49 vittime per milione di abitanti, l’Italia scende dal 19° al 20° posto nella graduatoria europea della mortalità stradale: il tasso di mortalità stradale nella Ue27 è pari a 43 decessi per milione di abitanti. Morti in incidenti stradali nei Paesi membri dell’Unione Europea (UE27). Anni 2010, 2019, 2024 e 2025, valori assoluti, variazione percentuale e tasso di mortalità stradale (per milione di abitanti).

PAESI UE27 (a)

Valori assoluti

Variazione percentuale (b)

Tasso di mortalità stradale

2010

2019

2024

2025

2025/2024*

2025/2019*

2025/2010 *

2010

2024

2025

Austria

552

416

351

403

14,8

-3,1

-27,0

65,9

38,3

43,8

Belgio

850

644

470

445

-5,3

-30,9

-47,6

78,4

39,8

37,4

Bulgaria

776

628

478

456

-4,6

-27,4

-41,2

104,6

74,2

70,8

Cipro

60

52

41

45

9,8

-13,5

-25,0

73,2

42,4

45,8

Croazia

426

297

239

261

9,2

-12,1

-38,7

99,0

61,9

67,4

Danimarca

255

199

145

136

-6,2

-31,7

-46,7

46,1

24,3

22,7

Estonia

79

52

69

43

-37,7

-17,3

-45,6

59,3

50,2

31,4

Finlandia

272

211

181

193

6,6

-8,5

-29,0

50,8

32,3

34,2

Francia

3.992

3.244

3.193

3.263

2,2

0,6

-18,3

63,6

48,3

49,0

Germania

3.651

3.059

2.770

2.814

1,6

-8,0

-22,9

44,6

33,2

33,7

Grecia

1.258

688

664

517

-22,1

-24,9

-58,9

112,5

63,8

49,8

Irlanda

212

140

171

183

7,0

30,7

-13,7

46,6

32,0

33,6

Italia

4.114

3.173

3.030

2.868

-5,3

-9,6

-30,3

68,8

51,4

48,7

Lettonia

218

132

112

118

5,4

-10,6

-45,9

102,8

59,8

63,4

Lituania

299

186

124

138

11,3

-25,8

-53,8

95,2

43,0

47,7

Lussemburgo

32

22

18

27

50,0

22,7

-15,6

63,7

26,8

39,6

Malta

15

16

12

21

75,0

31,3

40,0

36,2

21,3

36,6

Paesi Bassi

640

661

566

759

34,1

14,8

18,6

38,6

31,5

42,1

Polonia

3.907

2.909

1.896

1.660

-12,4

-42,9

-57,5

102,4

51,8

45,5

Portogallo

937

688

618

589

-4,7

-14,4

-37,1

88,6

58,1

54,8

Repubblica Ceca

802

617

494

475

-3,8

-23,0

-40,8

76,7

45,3

43,5

Romania

2.377

1.864

1.478

1.296

-12,3

-30,5

-45,5

117,1

77,5

68,1

Slovacchia

345

245

262

227

-13,4

-7,3

-34,2

64,0

48,3

41,9

Slovenia

138

102

68

92

35,3

-9,8

-33,3

67,4

32,0

43,2

Spagna

2.478

1.755

1.785

1.777

-0,4

1,3

-28,3

53,3

36,7

36,2

Svezia

266

221

213

203

-4,7

-8,1

-23,7

28,5

20,2

19,2

Ungheria

740

602

497

454

-8,7

-24,6

-38,6

73,9

51,9

47,6

Ue27

29.691

22.823

19.945

19.463

-2,4

-14,7

-34,4

67,6

44,6

43,4

* Stime preliminari 2025 per Danimarca, Finlandia, Grecia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Spagna e Romania.

(a) Fonte: European Transport Safety Council, Annual PIN report. Year 2026 – 20th Annual Road Safety Performance Index (PIN Report) – ETSC; European Commission 24/03/2026 – EU road deaths drop by 3% in 2025 – Mobility and Transport (b) Le variazioni percentuali per l’anno 2025 rispetto al 2024, 2019 o 2010 sono state calcolate come segue: ((M2025/ M2024 o 2019 o 2010) -1)

GIOVANI E BAMBINI I PIÙ ESPOSTI, IN AUMENTO LE DONNE TRA LE VITTIME Le vittime di incidenti stradali sono state 2.868 nel 2025: 2.300 uomini (80,2%) e 568 donne (19,8%). I conducenti deceduti ammontano a 2.089 (1.865 uomini e 224 donne), i passeggeri a 360 (186 uomini e 174 donne) e i pedoni a 419 (249 uomini e 170 donne). Guardando la distribuzione per età, il numero assoluto di vittime risulta più elevato nelle classi di età 55-59, 60-64 e 20-24 anni, sebbene tra le donne le classi più numerose siano quelle delle over 75. Rispetto al 2024 gli aumenti più consistenti si registrano tra i bambini 0-4 anni (da 8 a 14 vittime; +75%) e i giovani di 18-19 anni (da 78 a 87 vittime; +11,5%). Si segnala, inoltre, che, tra le donne, si registrano incrementi significativi anche nelle classi di età 20-24 anni, 45-64 anni. Resta infine preoccupante, e in aumento rispetto all’anno precedente, il numero di bambini tra 0 e 14 anni deceduti in incidenti stradali entro il 30° giorno dall’evento: nel 2025 le vittime sono state 33, rispetto alle 29 registrate nell’anno precedente. Nonostante siano numerose le misure attuate per migliorare la sicurezza dei bambini in auto, anche supportate dalle indicazioni del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2030 (PNSS), le azioni di sensibilizzazione all’utilizzo corretto dei dispositivi di protezione in auto e quelle sanzionatorie non hanno ancora raggiunto l’esito sperato. L’obiettivo di vision zero per i bambini è quindi ancora lontano. Tra il 2024 e il 2025 si osserva un aumento del numero dei feriti in incidenti stradali, particolarmente marcato tra i giovani di età compresa tra 15 e 29 anni (+4,8%). Incrementi si registrano anche nelle classi di età superiori ai 55 anni (+3,1% nel complesso), con il valore più elevato nella fascia 75-79 anni (+9%). Va inoltre segnalato che, rispetto al 2019, anno di riferimento per il decennio 2021-2030, si rileva un incremento del numero delle vittime nelle classi di età 15-17 anni (+10,4%) e 55-69 anni (+12,4%). La distribuzione dei tassi di mortalità stradale per età, calcolati sulla popolazione residente, conferma lo svantaggio di giovani e anziani: il tasso specifico di mortalità più elevato è nella classe 85-89 anni (90,4 ogni milione di abitanti) seguita da quella 80-84 e 20-24 anni (rispettivamente 82,8 e 77,1 ogni milione di abitanti).

PIÙ VITTIME TRA CICLISTI, CONDUCENTI E PASSEGGERI DI MONOPATTINI E AUTOCARRI Il numero delle vittime aumenta tra conducenti e passeggeri di biciclette, biciclette elettriche, monopattini elettrici e autocarri, mentre diminuisce per tutte le altre categorie di utenti della strada. Le vittime della mobilità attiva e della micromobilità ammontano complessivamente a 253 (+21,6% rispetto al 2024): 198 tra ciclisti (+20%), 30 tra utilizzatori di biciclette elettriche (+50%) e 25 tra conducenti di monopattini elettrici (+8,7%). Per il secondo anno consecutivo cresce il numero di deceduti tra gli occupanti di autocarri, che raggiunge 166 (+13,7%). In diminuzione risultano invece le vittime tra gli occupanti di autovetture (1.125; -10,1%), i motociclisti (802; -3,4%), i ciclomotoristi (56; -8,2%) e i pedoni (419; -10,9%).

VITTIME PER TIPO DI UTENTE DELLA STRADA

Categoria

Vittime 2025

Var. 2025/2024

Occupanti di autovetture

1.125

-10,1%

Motociclisti

802

-3,4%

Pedoni

419

-10,9%

Ciclisti

198

+20,0%

Occupanti di autocarri

166

+13,7%

Ciclomotoristi

56

-8,2%

Utilizzatori di biciclette elettriche

30

+50,0%

Utilizzatori di monopattini elettrici

25

+8,7%

Nel complesso, gli utenti più vulnerabili rappresentano il 53,3% dei morti sulle strade (51,8% nel 2024). I rischi più elevati di mortalità e lesività si registrano tra gli utenti vulnerabili: l’indice di mortalità per i pedoni, pari a 2,4 ogni 100 incidenti per investimento di pedone, è 4 volte superiore a quello degli occupanti di autovetture (0,6), il valore dell’indice di mortalità riferito ai motociclisti è 2,5 volte superiore (1,6 morti ogni 100 incidenti) ed è circa 1,5 volte più alto quello per i conducenti e passeggeri di biciclette (elettriche e non) e di monopattini (1 morto ogni 100 incidenti). Con riferimento agli obiettivi europei di dimezzamento del numero delle vittime e dei feriti gravi, rispetto al 2010 e al 2019, le categorie che hanno registrato i decrementi meno consistenti nel tempo, in termini di mortalità (in alcuni casi persino incrementi), sono state quelle dei motociclisti (-15,6% dal 2010 e +14,9 dal 2019), dei ciclisti (-4,5% dal 2010, nessun progresso dal 2019) e dei pedoni (-32,5% dal 2010, -21,5% dal 2019). Ciclomotoristi e automobilisti hanno mostrato, invece, nel complesso, una più marcata riduzione della mortalità negli ultimi decenni, grazie a una molteplicità di fattori, tra i quali la sensibilizzazione a un corretto utilizzo del casco e dei dispositivi di sicurezza e i notevoli progressi della tecnologia per la costruzione di dispositivi di sicurezza dei veicoli. Resta da sottolineare che il numero di ciclomotori in circolazione è diminuito nel tempo.

AUMENTANO DI POCO LE VITTIME SULLE AUTOSTRADE, MA IN CALO SULLE STRADE URBANE Nel 2025 si registra, rispetto al 2024, un aumento degli incidenti stradali sulle strade urbane (+1,8%) e sulle strade extraurbane (+4,7%), mentre sulle autostrade e i raccordi si osserva una diminuzione (-2,4%). Anche rispetto all’anno di riferimento 2019 gli incidenti risultano in aumento sulle strade urbane (+1,7%), sulle autostrade (+1,6%) e, in misura più consistente, sulle strade extraurbane (+7,6%). Nel 2025 il numero delle vittime diminuisce, rispetto al 2024, sulle strade urbane (-7,1%) e sulle strade extraurbane (-4,9%), mentre registra un lieve aumento sulle autostrade (+0,8%). Nel confronto con il 2019, il numero dei morti risulta in calo per tutte le categorie di strada (-9,6% nel complesso), con una riduzione particolarmente marcata sulle autostrade (-16,8%). La distribuzione percentuale conferma che gli incidenti avvengono con maggior frequenza sulle strade urbane (72,9%), mentre il maggior numero di vittime si concentra sulle strade extraurbane (48,8%). Sulle autostrade e i raccordi si registra, invece, il 5,2% degli incidenti e il 9,0% dei deceduti. L’indice di mortalità resta più elevato sulle strade extraurbane, con 3,6 decessi ogni 100 incidenti, scende a 2,8 sulle autostrade, mentre è pari a 0,9 sulle strade urbane (rispettivamente 4,0, 2,7 e 1,0 nel 2024). La media nazionale è pari a 1,6.

INCIDENTI E VITTIME PER CATEGORIA DELLA STRADA

Categoria

Incidenti 2025

Var. incidenti 2025/2024

Morti 2025

Var. morti 2025/2024

Morti ogni 100 incidenti

Strade urbane

129.146

+1,8%

1.209

-7,1%

0,9

Strade extraurbane

38.843

+4,7%

1.401

-4,9%

3,6

Autostrade e raccordi

9.218

-2,4%

258

+0,8%

2,8

Totale

177.207

+2,2%

2.868

-5,3%

1,6

TASSO DI MORTALITÀ SOPRA LA MEDIA NAZIONALE IN 13 REGIONI, STABILE PER I GRANDI COMUNI Nel 2025 il numero di morti per 100mila abitanti risulta più elevato della media nazionale (4,9) in 13 regioni, da 7,4 della Basilicata, a 5,0 della Toscana. Viceversa, il tasso di mortalità è più basso della media nazionale in Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Umbria, Calabria, Campania, Liguria, Piemonte (valori dei tassi da 3,5 a 4,7), in Puglia il tasso di mortalità coincide con quello nazionale (4,9).

TASSO DI MORTALITÀ STRADALE NELLE REGIONI

Regione

Morti 2025

Var. 2025/2024

Tasso per 100.000 abitanti

Basilicata

39

+21,9%

7,4

Valle d’Aosta

9

+28,6%

7,3

Sardegna

100

-11,5%

6,4

Friuli-Venezia Giulia

73

0,0%

6,1

Emilia-Romagna

266

-2,6%

6,0

Abruzzo

76

-11,6%

6,0

Italia

2.868

-5,3%

4,9

Piemonte

198

+15,8%

4,7

Liguria

69

+11,3%

4,6

Campania

244

-6,5%

4,4

Calabria

78

-18,8%

4,3

Umbria

36

-41,9%

4,2

Provincia autonoma di Trento

21

-44,7%

3,8

Lombardia

347

-9,4%

3,5

Le variazioni percentuali del numero delle vittime rispetto al 2024 e all’anno di benchmark 2019 mostrano una variabilità territoriale. La diminuzione delle vittime, nel 2025, a livello nazionale è pari a 162 (-5,3%), la riduzione più significativa rispetto all’anno precedente si osserva per il Sud (-11,8%), seguito dal Nord-est (-6,7%). Il Nord-ovest mantiene valori stabili rispetto al 2024, mentre le Isole rappresentano l’unica area con un aumento rispetto al 2019 (+22,1%). Il tasso di mortalità nazionale scende da 5,1 a 4,9 decessi per 100.000 abitanti; nel 2025 i valori più elevati si registrano nel Nord-est e nelle Isole (5,5), mentre il Nord-ovest presenta il tasso più basso (3,9). L’analisi dell’incidentalità stradale nei Grandi Comuni italiani consente di delineare importanti caratteristiche nelle principali realtà urbane e di individuare elementi utili per le politiche sulla sicurezza stradale locale. I Grandi Comuni selezionati, in ordine di posizione geografica, sono Torino, Milano, Verona, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Messina, Catania. Nel 2025 gli incidenti stradali in tali aree rappresentano il 25,5% del totale (45.121), le vittime il 12,1% (348), la popolazione residente il 15,9% (oltre 9 milioni di abitanti) e il parco veicolare il 14,6% (8.255.915 veicoli). Nel 2025 il numero delle vittime nei Grandi Comuni è stato pari a 348, in aumento solo di 3 unità rispetto al 2024 (345). L’aumento registrato (+0,9%) è in controtendenza rispetto a quello osservato nel complesso in Italia (-5,3%). Rispetto alla distribuzione delle vittime per ambito stradale, si osserva un aumento sulle strade extraurbane (da 48 a 59 vittime, pari a +22,9%) e una diminuzione sulle strade urbane (da 297 a 289 vittime, pari a -2,7%). Nel confronto con il 2019 si rileva una diminuzione solo dello 0,9% (-9,6% in media nazionale). Il tasso di mortalità stradale rimane stabile a 3,7 per 100mila abitanti, rispetto al 2024, contro una media nazionale di 4,9 e varia tra 1,7 di Milano a 6,7 di Catania.

AUTO PIÙ SICURE, DUE RUOTE ANCORA AD ALTO RISCHIO PER I CONDUCENTI COINVOLTI NEGLI INCIDENTI I veicoli dotati di protezioni esterne si confermano i più sicuri per i conducenti coinvolti in incidenti. In linea con i nuovi obiettivi europei sulla sicurezza stradale, è prevista l’introduzione obbligatoria di dispositivi tecnologici avanzati, sempre più presenti di serie nei modelli recenti. Queste innovazioni hanno già contribuito a migliorare significativamente le prestazioni in termini di sicurezza: i conducenti di autovetture e autocarri nel complesso rappresentano, infatti, l’89,6%, del totale degli incolumi, il 53,9% dei feriti e il 47,2% dei morti, mentre per le due ruote a motore gli incolumi pesano per il 3,7%, i feriti per il 32,3% e i morti per il 38,9%. Per le biciclette e le biciclette elettriche nel complesso (esclusi i monopattini) gli incolumi rappresentano lo 0,7%, i feriti il 10,2% e le vittime il 10,9%. I conducenti di monopattini, infine, rappresentano lo 0,2% del totale degli incolumi, il 2,2% dei feriti e l’1,1% dei morti.

DISTRAZIONE ALLA GUIDA PRIMA CAUSA DI INCIDENTE, SEGUONO ECCESSO DI VELOCITÀ, MANCATO RISPETTO DELLE REGOLE DI PRECEDENZA E MANOVRA IRREGOLARE Tra i comportamenti errati alla guida (escluso il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata; 23,7%), si confermano come più frequenti la guida distratta, il mancato rispetto della precedenza o delle segnalazioni semaforiche, la velocità troppo elevata e la manovra irregolare. I quattro gruppi rappresentano complessivamente il 43,1% delle cause di incidente (101.773 casi). Tra le altre cause più rilevanti, il mancato mantenimento della distanza di sicurezza (14.832 casi; 6,3%), il mancato rispetto della precedenza al pedone sugli attraversamenti (7.822 casi; 3,3%) e il comportamento scorretto del pedone (6.419 casi; 2,7%). Con riferimento alla categoria della strada, sulle strade urbane la prima causa di incidente è il mancato rispetto della precedenza o delle segnalazioni semaforiche (15,2%), seguita dalla guida distratta (12,7%); sulle strade extraurbane prevale invece la guida distratta o l’andamento indeciso (21,3%), seguita dalla velocità troppo elevata (10,1%) e dal mancato rispetto della precedenza o delle segnalazioni semaforiche (5,7%).

PRINCIPALI CAUSE ACCERTATE O PRESUNTE

Comportamento

Casi

Quota

Guida distratta o andamento indeciso

35.667

15,1%

Mancato rispetto della precedenza o del semaforo

29.782

12,6%

Velocità troppo elevata

18.423

7,8%

Manovra irregolare

17.901

7,6%

Mancata distanza di sicurezza

14.832

6,3%

Ad integrazione delle fonti di dati correnti sono state utilizzate anche le sanzioni elevate da Polizia Stradale e Carabinieri in occasione di incidente stradale, con particolare riferimento agli incidenti stradali alcol e droga correlati. Su 58.607 incidenti stradali rilevati dai due organi, il 7,7% è risultato correlato all’alcol (4.495 casi) e il 3,8% alle droghe (2.208 casi). Il livello di incidenti stradali alcol correlati mostra un trend in lieve ma costante diminuzione negli ultimi anni (8,2 nel 2024), mentre la proporzione di incidenti stradali droga correlati sale da 3,0 a 3,8%. Nel 2019 le proporzioni di incidenti stradali alcol e droga correlati erano rispettivamente 8,7% e 3,4%.

DIVIETO DI SOSTA ED ECCESSO DI VELOCITÀ I COMPORTAMENTI PIÙ SANZIONATI Le sanzioni per violazioni alle norme di comportamento elevate da Polizia Stradale, Arma dei Carabinieri e Polizie Locali dei Comuni capoluogo di Provincia sono mediamente diminuite del 13,3% nel 2025 rispetto al 2024, collocandosi al di sotto anche rispetto alle contravvenzioni elevate nel 2019 (-10,1%), anno in cui la mobilità non era ancora stata influenzata dalla pandemia. La contrazione è stata determinata in particolare dal calo delle infrazioni di competenza della Polizia Locale (-17%) che pesano quasi l’80% sul totale, a fronte di una riduzione per le contravvenzioni rilevate da Carabinieri (-4,8%) e un incremento per quelle sanzionate dalla Polizia Stradale (+7,8%). La guida troppo veloce risulta, come oramai accade da diversi anni, il secondo comportamento maggiormente sanzionato, con una quota pari al 37% sul totale; tuttavia, si evidenzia una flessione se confrontata con il 2024 (-5,3%). La variazione è determinata dal calo rilevato per le infrazioni registrate dalla Polizia Locale, pari al -10,3% (la percentuale delle contravvenzioni elevate dalle Polizie Locali rappresentano l’80% sul totale). Risultano in aumento, invece, le contravvenzioni per eccesso di velocità disposte dalla Polizia Stradale (+21,9%) e dai Carabinieri (+11,2%).

Il primo comportamento sanzionato riguarda, infine, sempre la disciplina della sosta (39%) Tra le altre sanzioni, quelle per l’inosservanza della segnaletica orizzontale e semaforica rappresentano il 7,1%, valore in calo rispetto allo scorso anno (era l’8%). In crescita le sanzioni per comportamento dei conducenti in caso di incidente (art.189), che sono state 12.660, con 751 multe in più rispetto al 2024. Si riscontra altresì un incremento delle contravvenzioni per mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, che rappresentano il 2,1% del totale (+0,3% rispetto al 2024), a fronte di una forte contrazione di quelle per mancato uso del casco, -66,9% rispetto al 2024, determinato in particolare dalla diminuzione delle contravvenzioni elevate dalla Polizia Municipale, circa il 61% del totale. Rimane alto il numero di sanzioni per uso improprio di dispositivi in auto, in particolare dello smartphone, pari al 94,6% di quelle elevate per art.173 del Codice della Strada dalla Polizia Stradale e al 93,6% sempre per art.173 rispetto ai dati forniti dalla Polizia Municipale. In forte crescita le contravvenzioni relative al comportamento dei ciclisti, +36,5%, soprattutto rispetto a quelle comminate dalla Polizia Locale +40,5% (incidenza sul totale delle sanzioni pari all’85%) e dai Carabinieri, +38,6%. Nel complesso, nei Comuni capoluogo sono state elevate 24.139 sanzioni a conducenti di monopattini, un valore più di tre volte superiore a quello del 2024, effetto della introduzione delle modifiche al codice della strada. Un cenno alle infrazioni irrogate per guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: nel primo caso sono state emesse 33.203 multe, in flessione del 9,8% rispetto al 2024, nel secondo caso 6.543, in aumento del 47,1% a confronto con l’anno precedente (+68% l’incremento di sanzioni comminate dai Carabinieri). Complessivamente nel 2025 sono stati effettuati 80.893 controlli con dispositivi utilizzati per la vigilanza della circolazione stradale dalla Polizia Municipale nei Comuni capoluogo.

SANZIONI: I DATI PIÙ SIGNIFICATIVI

Violazione o fenomeno

Dato 2025

Disciplina della sosta

39% delle sanzioni

Velocità troppo elevata

37%

Mancato uso di cinture e sistemi di ritenuta

2,1%

Sanzioni ai conducenti di monopattini nei capoluoghi

24.139

Guida sotto l’effetto di stupefacenti

6.543; +47,1%

Guida in stato di ebbrezza

33.203; -9,8%

FERITI GRAVI IN DIMINUZIONE NEL 2024, MA ANCORA LONTANO L’OBIETTIVO UE 2030 Il dimezzamento dei feriti gravi in incidenti stradali, con orizzonte temporale decennale, è stato posto formalmente come obiettivo nell’Agenda per la Sicurezza Stradale 2021-2030, proposta dalla Commissione europea. Risulta quindi sempre più importante produrre dati consolidati e armonizzati. L’analisi dei dati riguarda il periodo 2018-2024 (ultimo dato disponibile). Nel 2024 si registrano 16.740 feriti gravi, valore in lieve diminuzione rispetto al 2023 (-1,5%) e anche in calo rispetto al 2019 (17.600, -4,9%). Sebbene si registri un lieve miglioramento nel 2024, il risultato è ancora lontano dall’obiettivo di dimezzamento del numero dei feriti gravi entro il 2030. Nel 2024, inoltre, si registrano in Italia 5,5 feriti gravi per ogni decesso in incidente stradale (rapporto di gravità). Il livello del rapporto di gravità rimane pressoché stabile rispetto al 2019 (5,6 feriti gravi) e diminuisce rispetto al 2020 (5,9 feriti gravi). Livelli particolarmente elevati del tasso di lesività, molto superiori alla media calcolata per tutte le età e costanti nel tempo, si rilevano per gli individui nelle classi di età 70-79 (38,7 per 100.000 abitanti) e 80 e oltre (43,0). Tra i più giovani il tasso di lesività grave registra livelli più elevati tra i 20 e 29 anni (28,9).

Furto aggravato presso ASM Rieti: 46enne arrestato in flagranza di reato

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I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Rieti hanno tratto in arresto un 46enne del luogo, già noto alle Forze dell’Ordine, colto nella flagranza del reato di furto aggravato con violenza sulle cose. L’intervento è scattato nel pomeriggio, intorno alle ore 15, a seguito di una segnalazione pervenuta al Numero Unico di Emergenza 112 e gestita dalla Centrale Operativa dell’Arma. I militari si sono tempestivamente recati presso la sede dell’Azienda Servizi Municipalizzati (A.S.M.) di via Tancia, sorprendendo l’uomo all’interno degli uffici. Quest’ultimo, dopo aver forzato un distributore automatico di bevande, si era appena impossessato del denaro contenuto all’interno della cassa. La rapidità dell’azione operativa ha consentito ai Carabinieri di bloccare il soggetto prima che potesse darsi alla fuga, recuperando l’intera refurtiva e ricostruendo con precisione la dinamica dell’accaduto. L’uomo è stato condotto presso gli uffici della Compagnia di Rieti per gli adempimenti di rito terminati i quali è stato messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria reatina. L’episodio testimonia la costante e capillare presenza dell’Arma dei Carabinieri sul territorio reatino, impegnata quotidianamente nella tutela del patrimonio e degli spazi di pubblica utilità. Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.