Non è solo un riconoscimento istituzionale. È una dichiarazione di identità. Bastia Umbra entra ufficialmente nell’elenco delle “Città del Sollievo”, diventando una delle 37 realtà italiane che hanno scelto di trasformare la cura in valore pubblico e la fragilità in responsabilità condivisa. Ma più di ogni altro elemento, è la visione espressa dall’Assessore ai Servizi Sociali Elisa Zocchetti a restituire il senso autentico di questo traguardo. Dal suo comunicato emerge una linea netta: il sollievo non è un atto episodico, ma una postura culturale. Non è risposta all’emergenza, ma costruzione quotidiana di comunità.
Una visione che supera la dimensione amministrativa e diventa scelta etica e civile: mettere la persona al centro, riconoscere il valore della prossimità, attivare una rete reale tra istituzioni, volontariato e territorio. È in questa coerenza tra pensiero e azione che Bastia Umbra ha costruito il proprio percorso, oggi riconosciuto a livello nazionale. La cerimonia si è svolta in un clima di partecipazione autentica, alla presenza delle autorità comunali, della Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, delle autorità religiose e di numerose associazioni, anche dalla vicina Assisi.
Il riconoscimento è stato conferito dalla Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti, con il patrocinio di ANCI, attraverso la consegna ufficiale dell’attestato da parte dei rappresentanti reatini Mario Santarelli ed Emilio Garofani. Un gesto simbolico che ha rafforzato il senso di rete tra territori e comunità. Il titolo di “Città del Sollievo” viene attribuito a quelle realtà che si distinguono per l’impegno concreto nel contrasto al dolore fisico e psicologico, promuovendo dignità, accompagnamento e qualità della vita.
Il riconoscimento si inserisce nel solco della direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri, promossa su proposta del Professor Umberto Veronesi, che invita a diffondere una vera e propria cultura del sollievo: una visione che integra cura, relazione e responsabilità sociale. In questo scenario si inserisce anche Musikologiamo APS di Rieti, che aderisce idealmente al network delle Città del Sollievo, riconoscendone il valore e contribuendo diffondere una cultura in cui l’arte, la musica e la relazione diventano strumenti di benessere e inclusione.
Una scelta coerente con un’idea di cultura viva, capace di incidere nei contesti sociali e di generare connessioni autentiche tra persone e territori. L’ingresso di Bastia Umbra tra le Città del Sollievo non rappresenta un punto di arrivo, ma un punto di partenza. È il segnale che un modello diverso è possibile: più umano, più consapevole, più vicino alle persone. Un modello che può essere replicato, adattato, condiviso. Perché il sollievo, prima ancora che un diritto, è una scelta collettiva. E oggi, questa scelta parla con chiarezza: nasce dall’incontro tra volontariato e Comune