Di seguito la lettera che commercianti e residenti del Centro Storico di Rieti hanno inviato a Prefettura di Rieti, ASL, Forze dell’Ordine, ARPA Lazio, Comune di Rieti e Associazione Rieti Cuore Piccante:
“Residenti e operatori economici del Centro Storico di Rieti si rivolgono alle SS.LL. in relazione allo svolgimento della Fiera Internazionale del Peperoncino, manifestazione giunta quest’anno alla sua quindicesima edizione.
Premesso che:
● sono 15 anni che gli eventi si svolgono in questa area;
● è aumentata la durata delle attività in termini sensibili di giorni con l’aumento di masse di persone e di turisti che partecipano;
● riconoscendo il successo di pubblico che la manifestazione continua a riscuotere, quest’anno stimato in centinaia di migliaia di visitatori secondo le dichiarazioni espresse dagli organizzatori, pur in attesa di documentate e accertate secondo le stime diffuse dagli organizzatori, ma non ancora accompagnate da dati verificabili sulla provenienza dei visitatori (la folla non documenta necessariamente turisti) e sulla ricaduta economica, visto che non si tratta di flussi stabili, continuativi sull’anno e remunerativi sul piano della recettività per gli operatori reatini e per il Comune, riteniamo doveroso portare all’attenzione delle Autorità e agli Enti/stampa in indirizzo le criticità che, edizione dopo edizione, gravano in modo sempre più pesante su chi il Centro Storico lo abita e lo vive tutto l’anno, e non soltanto nei dieci giorni ufficiali della fiera. In conseguenza chi risiede o lavora entro le mura vive infatti un periodo di faticosissimo disagio ben più esteso dei dieci giorni della manifestazione, a causa dei tempi di allestimento e smontaggio delle strutture. Siamo convinti che le criticità di seguito descritte possano e debbano essere ridotte attraverso una migliore pianificazione partecipata con i residenti, senza che ciò comprometta in alcun modo il successo della fiera sempre più rispondente alle caratteristiche di una sagra. Tutte le criticità di seguito descritte sono state da noi documentate fotograficamente, come da documentazione allegata alla presente.
Criticità riscontrate
1. Parcheggi e mobilità
La chiusura del Centro Storico al traffico, protratta ben oltre i dieci giorni ufficiali della fiera per consentire l’allestimento e lo smontaggio degli stand, priva residenti e operatori economici di qualunque possibilità di parcheggio nelle immediate vicinanze della propria abitazione o attività per periodi prolungati, senza che vengano messe a disposizione alternative adeguate (aree di sosta riservate, navette dedicate, rafforzamento dei permessi).
Il blocco del Centro Storico nelle aree interessate dalla fiera con totale libera circolazione nelle vie circostanti del Centro, con auto, moto, motorini, furgoni, di visitatori e non, in particolare su via Garibaldi fino al Teatro, via Tancredi fino a via Nuova, e così via, ha generato intasamenti, occupazione dei parcheggi anche quelli riservati e a sosta vietata, creando caos assolutamente inutile e inquinante. La sera le vie sono diventate luogo di parcheggio selvaggio che ha ristretto o potenzialmente ostacolato i percorsi utilizzabili da mezzi di emergenza. Più volte i residenti hanno chiamato la polizia municipale per le aree limitrofe. Senza che si sia pensato per gli avventori di mettere a disposizione alternative adeguate (aree di sosta riservate, navette dedicate, rafforzamento tempestivo dei controlli intorno alla fiera). In sintesi il problema non è la fiera in sé, ma l’assenza di un piano di gestione della mobilità nel Centro storico (piccolo) e nelle sue immediate vicinanze
2. Odori
La concentrazione di un numero elevato di stand di street food, in particolare fast food, frittura pesce e banchi di hamburger, soprattutto in Piazza Oberdan e in Piazza Mazzini, produce per l’intera durata della manifestazione odori intensi e persistenti che si propagano alle abitazioni circostanti, rendendo l’aria pressoché stagnante, irrespirabile per chi vi abita, giorno e notte.
3. Rumore e mancato rispetto della quiete pubblica
I concerti serali e le relative prove tecniche che, se pur finiti a mezzanotte, si protraggono in tanti altri orari (prove e altro) con livelli sonori percepiti all’interno delle abitazioni come estremamente elevati e insostenibili tali da provocare vibrazioni di tapparelle e infissi e da impedire il normale riposo;
4. Impatto sulla vita domestica
Come diretta conseguenza dei punti precedenti, per l’intera durata della fiera, soprattutto in queste giornate e notti di caldo torrido, è risultato impossibile tenere le finestre aperte, di giorno come di notte, conversare all’interno delle proprie abitazioni, ascoltare la tv, invitare amici, o semplicemente leggere, a causa del rumore sistematico, altissimo e continuo proveniente dall’esterno. Chi ha potuto, è stato costretto a partire o a essere ospite di famigliari lontani dal centro interessato.
5. Pulizia delle strade in orario notturno/mattutino
Le operazioni di pulizia meccanizzata delle strade, effettuate con macchinari molto rumorosi, hanno preso avvio ogni giorno già alle 4:00–5:00 del mattino, ben prima quindi di un orario compatibile con il riposo dei residenti; a ciò si è sommato il rumore prodotto dalle operazioni di raccolta dei rifiuti, aggravando ulteriormente la privazione del sonno per chi abita nel Centro Storico. Il Centro Storico è abitato anche da lavoratori che svolgono lavori usuranti, da anziani, da bambini e da portatori di invalidità. Alle quattro del mattino è stato registrato il tutto con un video e con il sonoro, poi inviato al Presidente ASM Vincenzo Regnini.
6. Mancato riconoscimento degli spazi di rispetto del Sacro
Segnaliamo con particolare preoccupazione la mancata considerazione di adeguati spazi di rispetto attorno ai luoghi di culto del Centro Storico. A nulla sono valse le richieste di maggiore decoro e sobrietà, nonché rispetto del bene culturale, inascoltate le parole dette e scritte da parte del parroco della Cattedrale e di quello della Basilica di S. Agostino:
● il sagrato della Cattedrale è stato di fatto ostruito alla vista da un’esposizione di autovetture (mostra di automobili Ferrari), scelta che risulta particolarmente stridente agli occhi di chi si reca in quel luogo anche per motivi di fragilità sociale o economica. A tale criticità si aggiunge una circostanza che riteniamo opportuno portare comunque all’attenzione delle Autorità: sull’impattante camion di trasporto delle Ferrari, esposto davanti alla chiesa, risultava visibile il marchio “Decima Divisione Balistica” (XDB), produttore di armi da fuoco sportive/da competizione con sede a Poggibonsi (SI). La presenza di un marchio legato alla produzione di armi proprio davanti al sagrato del Duomo e alla statua di San Francesco, patrono della pace, la cui figura è stata più volte richiamata negli ultimi anni anche dal Magistero pontificio in relazione al tema del commercio delle armi, costituisce una dissonanza simbolica che si somma, e non sostituisce, alla criticità già segnalata sull’occupazione fisica dello spazio;
● nei primi giorni della fiera uno stand ha ostruito finanche l’ingresso della Mensa dei Poveri su Palazzo del Seminario, per coloro che si dovevano lavare di primo mattino;
● lungo il fianco della Basilica duecentesca di Sant’Agostino sono stati posizionati, per l’intera durata della fiera, ben tre giganteschi camion americani adibiti alla cottura di hamburger, attivi dalla mattina alla sera, che hanno lasciato sull’acciottolato e sui sampietrini di porfido perimetrali estese chiazze d’olio, il cui ripristino è difficile anche con idropulitrice professionale in quanto ormai assorbite dalla pietra, con conseguente alterazione o danneggiamento – da accertare tecnicamente – a una pavimentazione storica e costosa.
7. Allacci elettrici pericolosi
È stato documentato fotograficamente – ed evidenziato indirettamente dal blackout verificatosi durante l’edizione 2026 – modalità di allaccio alle centraline Enel di Piazza Oberdan, con cavi intrecciati tra i rami degli alberi della piazza: una modalità della quale si chiede di verificare conformità, protezione e certificazione. Tutto ciò riteniamo possa costituire un evidente rischio potenziale per l’incolumità pubblica.
8. Cottura di cibo su fornelli non a norma nelle piazze
In Piazza Oberdan è stata osservata la cottura di arrosticini su un barbecue portatile da parte di un venditore ambulante, con modalità delle quali si chiede di verificare la conformità in materia di sicurezza antincendio e igiene alimentare, in un’area affollata e circondata da alberi, senza alcun rispetto per la pavimentazione: il grasso gocciolava sulle lastre pavimentali.
Richieste
Alla luce di quanto sopra esposto, chiediamo alle Autorità in indirizzo e a tutti gli Enti preposti, ciascuno per le proprie competenze, di voler valutare e adottare, in vista della prossima edizione della manifestazione, le seguenti misure:
● limitare la durata effettiva del blocco del Centro Storico, contenendo il più possibile i tempi di allestimento e smontaggio, e prevedere soluzioni di mobilità e sosta dedicate a residenti e operatori economici stabili;
● limitare, disciplinare con maggior rigore e controllo la collocazione e la concentrazione degli stand di street food, prevedendo sistemi di aspirazione/abbattimento degli odori, copertura adeguata della pavimentazione delle piazze già malmessa ma per ora non interessata a un ripristino, e soprattutto una distribuzione più equilibrata sul territorio cittadino di tutti gli stand;
● far rispettare rigorosamente gli orari di quiete pubblica previsti dal regolamento comunale attraverso rilievi fonometrici indipendenti durante concerti e prove tecniche;
● rivedere gli orari delle operazioni di pulizia meccanizzata e di raccolta rifiuti nelle vie del Centro Storico, posticipandoli a un orario compatibile con il riposo notturno dei residenti;
● individuare, d’intesa con la Soprintendenza competente, adeguate fasce di rispetto attorno alla Cattedrale e alla Basilica di Sant’Agostino, escludendo da tali aree allestimenti commerciali, giochi di gomma a pagamento (come nelle precedenti edizioni) e cotture che possano arrecare danno permanente alle pavimentazioni storiche, nonché agli edifici e monumenti storici dove si creano depositi di fumi grassi, con richiesta di valutazione e ripristino, a carico dei soggetti responsabili, dei danni già arrecati al basolato e ai ciottoli di fiume della Basilica di Sant’Agostino, nonché ai suoi paramenti e portali;
● disporre una verifica tecnica urgente, prima e durante il festival, da parte del gestore della rete elettrica e/o dei Vigili del Fuoco, sulle modalità di allaccio degli stand alla rete elettrica in Piazza Oberdan e nelle altre aree della manifestazione, con rimozione di ogni collegamento non a norma;
● verificare il rispetto delle normative in materia di sicurezza antincendio e igiene alimentare da parte di tutti gli operatori ambulanti, comprese eventuali cotture su fornelli o barbecue portatili nelle piazze, nonché il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. La verifica deve essere fatta anche in merito ai contenitori frigo per la manutenzione di carne e di pesce, visto il caldo torrido di fine estate.
Domande e proposte migliorative
Nell’ottica di un confronto costruttivo con l’Amministrazione e con il Comitato organizzatore, sottoponiamo inoltre alcuni quesiti e alcune proposte operative che riteniamo utili in vista delle prossime edizioni della manifestazione.
● Chi vigila sulla sicurezza degli impianti elettrici degli stand e dei relativi allacci alla rete pubblica, e con quale frequenza vengono effettuati i controlli durante lo svolgimento della fiera?
● Chi si occupa, all’interno dell’organizzazione, di individuare e garantire percorsi alternativi e accessibili per i residenti del Centro Storico con disabilità e i loro famigliari non residenti, nei giorni di chiusura al traffico e di massimo affollamento?
● Si possono visionare i dati degli eventuali controlli effettuati in occasione dei concerti, nonché rilievi fonometrici da parte dell’Arpa nelle abitazioni private a ridosso delle piazze interessate agli eventi musicali?
● Proposta migliorativa. Totale chiusura al traffico nel Centro Storico, naturalmente ad eccezione dei residenti con parcheggi dedicati a questi, ridistribuzione degli stand in una superficie maggiore e rendendo meno intasate piazze e vie, in particolare ove ci sono monumenti ed edifici di pregio.
● Proponiamo soprattutto di valutare, per le prossime edizioni, un ripensamento della durata complessiva e della dislocazione delle attività legate alla ristorazione: perché non trasferire la cottura e la somministrazione di cibo – in particolare i grandi automezzi attrezzati per la cottura alla piastra – presso l’area del Foro Boario, spazio già utilizzato dal Comune per fiere e manifestazioni cittadine, più adatto per dimensioni, accessibilità e distanza dalle abitazioni a ospitare questo tipo di attività?
Oppure Piazzale Leoni? Si potrebbero incoraggiare anche passeggiate a piedi che incentivino collegamenti tra le diverse aree, tutte facilmente raggiungibili, senza dislivelli, per una distribuzione della folla, senza resse e rischio sicurezza.
Più in generale, perché non distribuire gli stand “a macchia di leopardo” sul territorio cittadino, replicando il modello già sperimentato con successo per Piazza Cavour, utilizzando MA IN MODO DISCRETO E DILUITO anche Piazza San Francesco, via Terenzio Varrone per collegare Piazza Marconi con via Cintia, Piazza Beata Colomba e lo slargo di Palazzo Sanizi, nei pressi dell’edicola? Una distribuzione di questo tipo consentirebbe di:
● non concentrare tutti gli eventi in un’area troppo ristretta e soffocata del Centro Storico (dove incide anche FS e partenza degli autobus per il Terminillo, per la provincia e per Roma), riducendo l’affollamento e i potenziali pericoli connessi;
● migliorare le condizioni di sicurezza complessive della manifestazione, oggi aggravate dalla concentrazione di decine di migliaia di persone in pochi metri quadrati, resi totalmente saturati, vista la presenza massiva di persone e di famiglie con bambini piccoli;
● estendere soprattutto i vantaggi economici generati dall’indotto della fiera anche ai commercianti che operano al di fuori delle piazze finora coinvolte – bar, pizzerie, ristoranti, gelaterie e pasticcerie – e alle strutture ricettive del Centro Storico (verificare, mediante dati documentati, come il ritorno economico si sia distribuito tra le diverse attività e zone cittadine), oggi sostanzialmente esclusi dal ritorno commerciale della manifestazione perché non toccati da essa. Ciò ha generato proteste tra gli avvantaggiati e gli svantaggiati sulla base della collocazione stradale del loro esercizio.
Restiamo a disposizione per un incontro con l’Amministrazione comunale e con il Comitato organizzatore, nella convinzione che un dialogo costruttivo tra chi promuove la manifestazione e chi vive quotidianamente il Centro Storico sia il modo migliore per conciliare il legittimo interesse turistico ed economico della città con il diritto dei residenti alla salute, al riposo e alla qualità della vita. Restiamo altresì a disposizione per concertare in modo partecipato eventuali proposte di eventi culturali nel Centro Storico da parte del Comune al fine di restituire una diversa vocazione a questa città che ospita Università, istituti scolastici di pregio, un bellissimo teatro, un museo civico e una biblioteca di interesse significativo, nonché beni culturali che andrebbero valorizzati come cornice differente. Il turismo culturale, diverso da quello enogastronomico, dalla sagra e dal mercato/fiera, potrebbe portare Rieti a divenire un riferimento tematico di eventi e incontri in un circuito nazionale di Festival (cfr. elenco fine documento dal titolo: alcuni festival italiani da prendere come esempio, anche per eventuali gemellaggi o partenariati”.
Così nella lettera i residenti e gli operatori economici del Centro Storico di Rieti firmatari. I referenti Ines Millesimi e Roberto Fallerini