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L’omelia del mercoledì delle Ceneri «ai tempi del coronavirus» Vescovo: “Mai come ora scopriamo la forza del legame che ci unisce”

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Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai. L’omelia del mercoledì delle Ceneri, «ai tempi del coronavirus», assume un significato particolare.

Simulazione a largo Vittori per la Settimana Europea sicurezza sul Lavoro – IL VIDEO

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La mattina del 25 ottobre, in occasione della Settimana Europea sicurezza sul Lavoro, Provincia di Rieti e Ausl, in collaborazione con Croce Rossa Italiana, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Protezione Civile, hanno dato vita ad un’ora di simulazione a largo Vittori, per far comprendere ai più giovani l’importanza della sicurezza negli ambienti di lavoro. Inscenato un soccorso di persone ustionate ed intossicate da anidride carbonica dopo un incendio nel salone vescovile.

DIRETTA – RietinvetrinaSimulazione a largo Vittori per la Settimana della Protezione Civile

Opublikowany przez Rietinvetrina giornale on line Piątek, 25 października 2019

Giro di prostitute e trans. Chiuso per 15 giorni l’Hotel Blu

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Gli agenti della Polizia di Stato hanno notificato all’esercente di un noto hotel reatino, l’Hotel Blu in via Salaria per L’Aquila, il decreto del Questore di Rieti, che ha disposto la chiusura dell’attività per 15 giorni. La chiusura è conseguente ad un’indagine, svolta dagli agenti della Squadra Mobile, che ha permesso di accertare numerosi casi di donne e transessuali di nazionalità straniera che si prostituivano nell’hotel dopo aver pubblicizzato i loro annunci su un sito web. Sul sito inserivano i loro numeri telefonici, foto e video hard, indicazioni su come recarsi nelle stanze dell’hotel reatino e consigli sull’elusione della registrazione quali ospiti della struttura ricettiva. Il gestore dell’hotel, quindi, è stato anche denunciato per aver omesso di comunicare in Questura le generalità di alcune persone alloggiate. Nel corso delle indagini, inoltre, gli agenti della Polizia di Stato, mentre procedevano all’arresto di un cittadino nigeriano destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno anche rinvenuto in una camera dell’hotel della sostanza stupefacente. Le caratteristiche di evidente pericolosità sociale dell’attività dell’hotel, che si riflette sulla moralità ed il buon costume, hanno quindi suggerito l’adozione del provvedimento di chiusura.

Ponte Cavallotti, Minoranza: “Dilettanti allo sbaraglio e i cittadini ne pagano le spese”

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“La situazione dei lavori sul Ponte Cavallotti sta diventando preoccupante. Non è più ammissibile una gestione così approssimativa e dilettantistica dei lavori pubblici e, nello specifico, di un lavoro delicato, che ha spaccato a metà la Città. All’inizio delle lavorazioni nessuno aveva previsto e comunicato che il ponte sarebbe stato chiuso al transito, successivamente si è comunicata una data per la riapertura che è stata smentita, successivamente è stata comunicata una riapertura parziale per poi dover ammettere che prima della fine dell’estate il ponte non tornerà transitabile. Ci chiediamo se la Sovraintendenza stia controllando e valutando le lavorazioni in corso e siamo preoccupati delle lungaggini e dei continui rinvii, evidentemente legati a scarsa programmazione e sottovalutazione. E’ un danno enorme quello causato ai cittadini e alle attività economiche. Un’Amministrazione di dilettanti allo sbaraglio e una città umiliata da un Sindaco inadeguato. Anche per questi motivi il Presidente competente convocherà urgentemente la Commissione controllo e garanzia”.  Così nella nota RietiCittàFutura, PD, PSI – Nome Officina Politica, Per il Bene Comune  Progetto Civico, T’Immagini

Atto vandalico all’interno della Chiesa di Madonna del Cuore in piazzale Melvin Jones. Crocefisso rigirato

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Nella notte tra sabato e domenica ignoti sono penetrati all’interno della Chiesa di Madonna del Cuore in piazzale Melvin Jones per compiere un grave atto vandalico. Il crocefisso è stato rivolto, mettendo a soqquadro l’altare. Fortunatamente non è stato toccato il prezioso affresco contenuto nella Chiesa. Sul posto sono intervenute le Forze dell’Ordine che stanno indagando. Sconcerto da parte dei fedeli e di don Rino.

Matteo Patacchiola è un nuovo ciclista del Team Amore & Vita Radiomondo

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Nell’ultima uscita ufficiale del Team Amore & Vita Radiomondo, la società ciclistica reatina ha presentato il nuovo acquisto per la stagione 2026 – 2027. Si tratta del ciclista Matteo Patacchiola il quale ha fatto il suo esordio durante il GP Frasso dello scorso 24 maggio. Patacchiola darà il suo contributo alle prossime vittorie del Team. Amore & Vita Radiomondo.

Corpus Domini, nella Basilica di Santa Maria a Rieti la celebrazione con il vescovo Piccinonna

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Domenica 7 giugno alle ore 18 nella Basilica Maggiore di Santa Maria a Rieti si terrà la celebrazione del Corpus Domini, Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. La Santa messa sarà presieduta dal vescovo di Rieti, Sua Eccellenza Vito Piccinonna. A seguire processione nelle vie del centro storico cittadino. FOTO: Famiglia Cristiana

Denunciati in tre: trovati alla guida ubriachi o sotto sostanze stupefacenti

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Prosegue senza sosta l’attività di controllo del territorio da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Rieti. Le operazioni, finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati, hanno posto particolare attenzione alla sicurezza della circolazione stradale. Nel corso di mirati servizi, tre persone sono state deferite in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per gravi violazioni al Codice della Strada legate alla guida in condizioni psico-fisiche alterate. A Cittaducale, una pattuglia del Nucleo Radiomobile della locale Compagnia ha fermato un automobilista in un’area nota per il consumo e lo spaccio di stupefacenti. Sottoposto a controllo preliminare, l’uomo è risultato positivo alla cocaina. A seguito del suo rifiuto di sottoporsi ai prescritti accertamenti sanitari presso la struttura ospedaliera, è scattata la denuncia per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e rifiuto di accertamenti, con contestuale ritiro della patente ai fini della sospensione. È stato inoltre segnalato alla Prefettura quale assuntore, ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 309/90. Ad Antrodoco, i Carabinieri della locale Stazione hanno intercettato lungo la SS 4 Salaria un conducente in evidente stato di alterazione. L’accertamento tramite etilometro ha evidenziato un tasso alcolemico pari a 1,95 g/l, un valore quasi quattro volte superiore al limite consentito dalla legge (0,50 g/l). L’uomo, risultato peraltro sprovvisto di patente al momento del controllo, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria e il veicolo è stato affidato a una persona idonea alla guida. Infine, i militari della Stazione di Collevecchio hanno fermato un cittadino italiano di 44 anni, incensurato, alla guida di un veicolo di grossa cilindrata. Mostrando un evidente stato di agitazione, l’uomo si è categoricamente rifiutato di sottoporsi agli accertamenti tossicologici e all’alcoltest. La successiva perquisizione personale e veicolare ha permesso di rinvenire circa un grammo di cocaina e cinque grammi di hashish. Lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro. Il 44enne è stato deferito all’Autorità Giudiziaria e contestualmente segnalato alla Prefettura di Rieti. La patente di guida è stata ritirata, mentre il veicolo, essendo intestato a una terza persona estranea ai fatti, è stato affidato a quest’ultima. Le violazioni contestate comportano sanzioni severe, di natura penale e amministrativa, che spaziano dalla sospensione o revoca della patente fino a pesanti sanzioni pecuniarie e, nei casi più gravi, alla confisca del mezzo. L’Arma dei Carabinieri ribadisce l’assoluta importanza di mettersi alla guida esclusivamente in condizioni psicofisiche idonee. L’assunzione di alcol o droghe altera significativamente i tempi di reazione, la percezione del pericolo e la capacità di controllo del veicolo, aumentando in modo esponenziale il rischio di incidenti stradali, anche con conseguenze letali. Si dà atto, come di consueto, che i procedimenti penali sono ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Morte Scarani, il cordoglio del sindaco di Rieti

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“La notizia della scomparsa di Stefano Scarani mi addolora profondamente. Con Stefano Rieti perde non soltanto un professionista di straordinario talento, un artista e un designer apprezzato ben oltre i confini della nostra città, ma soprattutto una persona speciale, capace di trasmettere umanità, sensibilità e passione in ogni progetto, in ogni incontro, in ogni idea condivisa. Ha amato profondamente Rieti e lo ha dimostrato con i fatti, mettendo il proprio sapere, la propria creatività e la propria visione al servizio della comunità. In ogni suo lavoro c’era il desiderio di valorizzare la bellezza, di creare legami, di lasciare qualcosa di positivo per gli altri. La sua capacità di guardare oltre, di immaginare nuove prospettive senza mai perdere il contatto con le proprie radici, rappresenta un esempio che resterà vivo nella memoria di tutti noi. La città gli deve molto e oggi si stringe con affetto e gratitudine attorno al suo ricordo. Ad Antonella, alla loro bambina ai suoi cari e a tutti coloro che hanno condiviso con lui percorsi di vita, di amicizia e di lavoro, rivolgo a nome mio personale e dell’intera Amministrazione comunale le più sincere e sentite condoglianze. Rieti custodirà il suo ricordo con riconoscenza e affetto, e continuerà a ritrovarlo nelle tante tracce di bellezza che ha lasciato lungo il suo cammino”. Così nella nota il sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi

Il Comune più boscoso d’Italia è Marcetelli: presentato il rapporto Foreste in Comune

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Marcetelli, con il 98,4% di superficie coperta da boschi, è il Comune italiano con la più alta percentuale di foreste mentre Gubbio (PG) detiene il primato per estensione assoluta di superficie forestale con 26.804,26 ettari. Sono alcuni dei risultati che emergono dal rapporto “Foreste in Comune”, la prima Indagine socio economica sul patrimonio forestale dei comuni italiani” promossa da PEFC Italia con il supporto e la collaborazione di UNCEM, Legambiente e Consorzio Caire che, per la prima volta, analizza e condivide dati inediti come l’Indice di Boscosità, ovvero il rapporto tra superficie forestale e superficie totale del comune, e la superficie forestale totale di ciascun territorio comunale, integrandoli con altri elementi strategici per le politiche della montagna: dall’andamento demografico degli ultimi vent’anni al consumo di suolo, fino ai fenomeni di spopolamento o ripopolamento. A livello generale, il rapporto (scaricabile qui in versione completa) conferma come l’Italia sia diventata una nazione forestale, con le foreste hanno superato i 100.000 chilometri quadrati di estensione, occupando oltre un terzo del territorio nazionale e superando, dal 2020, la stessa Superficie Agricola Utilizzata, fatto che non accadeva dal Medioevo. Un cambiamento profondo, avvenuto nell’arco degli ultimi decenni soprattutto a seguito dell’abbandono di terreni agricoli e pascoli marginali e di colture tradizionali non più redditizie, che ha trasformato il paesaggio italiano e il ruolo che il bosco svolge nei territori. Foreste che devono essere pianificate, gestite, certificate PEFC, in un processo in cui le comunità locali fanno la differenza. La classifica per Indice di Boscosità: nel Lazio il comune più boscoso d’Italia. Il Rapporto è stato presentato proprio a Marcetelli, in provincia di Rieti nel Lazio: cuore dell’Appennino, il Comune presenta solo il 2% della superficie edificata mentre il 98% è coperta da bosco, aggiudicandosi lo scettro come “comune più boscoso d’Italia” considerando l’Indice di Boscosità. Marcetelli, inoltre, è parte – insieme ad altri nove paesi del reatino – della Green Community “IN. Alta Sabina”, guidata dal Comune di Rocca Sinibalda. Guardando all’incidenza della foresta sul territorio comunale, sul podio salgono poi Bormida (Savona) con il 97,07% di superficie coperta dal bosco, e Percile (Roma) con il 96,99%. Seguono, Drenchia (Udine) con il 96,79% e Grimacco (Udine) con il 96,59%. Nella top ten figurano inoltre Cosio d’Arroscia (Im), Sambuca Pistoiese (Pt), Quarna Sopra (Vb), Vignola-Falesina (Tn) e Rocca Canterano (Rm), tutti comuni nei quali oltre il 95% del territorio è occupato da superfici forestali. La classifica per estensione assoluta: Gubbio è il comune con la superficie boschiva più ampia. Considerando invece l’estensione totale delle aree boschive e valutando la grandezza assoluta del patrimonio forestale di ogni singolo comune, al primo posto della classifica stilata dal PEFC sale Gubbio (Perugia) con 26.804 ettari di bosco, seguito da San Giovanni in Fiore (Cosenza) con 21.938 ettari e da Città di Castello (Perugia) con 21.838 ettari. Completano la top ten Massa Marittima (Gr), Firenzuola (Fi), Ventasso (Re), Arezzo, Bagno di Romagna (Fc), Spoleto (Pg) e Longobucco (Cs), tutti territori nei quali il bosco rappresenta una componente strutturale dell’identità locale. Iper-boscosità e aree senza foreste: la geografia del verde italiano. L’analisi mette inoltre in evidenza come il patrimonio forestale nazionale sia fortemente concentrato nelle aree montane. Nei 3.596 comuni montani italiani, che rappresentano il 47,8% della superficie territoriale nazionale e ospitano il 13,5% della popolazione, si concentra infatti il 75,7% dell’intera superficie forestale italiana. Un dato che evidenzia il ruolo centrale delle montagne nella tutela del capitale naturale del Paese e la responsabilità che grava sulle comunità che vivono questi territori.     La ricerca mostra inoltre come il bosco non sia distribuito uniformemente sul territorio nazionale. Per circa metà dei quasi 7.900 comuni italiani la presenza forestale è marginale o quasi assente: l’indice di boscosità è inferiore al 20% e questi territori, dove vive oltre i due terzi della popolazione italiana, ospitano meno del 10% delle foreste nazionali.     All’opposto, sono invece 3.149 i comuni italiani nei quali oltre il 40% del territorio è coperto da foreste, territori che custodiscono più dei tre quarti dell’intero patrimonio forestale nazionale. Ancora più significativa è la situazione dei 495 comuni “iper-boscosi”, dove il bosco occupa oltre l’80% della superficie comunale. In questi comuni vive appena l’1% della popolazione italiana ma si concentra il 13,94% della superficie forestale nazionale, una quota superiore a quella presente nell’intera metà del Paese dove il bosco è quasi assente.       Il bosco non è marginalità: cresce l’attrattività dei territori forestali Lo studio PEFC supera inoltre uno dei luoghi comuni più diffusi sul patrimonio forestale italiano, ovvero che il bosco sia necessariamente associato ai territori più marginali e arretrati. Se infatti è vero che la presenza forestale è strettamente legata ai territori a bassa densità abitativa, emerge anche come molti dei comuni maggiormente caratterizzati dalla presenza del bosco siano oggi protagonisti di nuove dinamiche di attrattività sociale ed economica.       Particolarmente significativo è il dato relativo ai flussi migratori. Tra il 2021 e il 2025, 932 comuni italiani hanno registrato un saldo migratorio positivo, superiore al 10 per mille, segnalando una rinnovata capacità di attrarre popolazione. Questi comuni rappresentano appena l’11,8% del totale nazionale e ospitano solo il 5% della popolazione italiana, ma custodiscono il 10,65% dell’intera superficie forestale del Paese. Oltre tre quarti di questa superficie ricade in comuni con un indice di boscosità superiore al 60%.       Secondo gli autori della ricerca, la crescente attenzione verso qualità ambientale, benessere, contatto con la natura e qualità della vita potrebbe rappresentare una delle determinanti di questa nuova attrattività territoriale, con il bosco che diventa un elemento sempre più rilevante nella scelta di vivere o investire nelle aree interne e montane.   Anche sul piano economico emergono elementi di particolare interesse visto che la presenza del bosco non coincide necessariamente con le aree economicamente più deboli del Paese. Nei 1.113 comuni montani caratterizzati dai livelli di PIL pro capite più elevati, dove vive il 40,4% della popolazione montana, si concentra il 32,25% della superficie forestale dell’intero arco montano. Quasi la metà di questi territori presenta inoltre un indice di boscosità superiore al 60%.  La ricerca evidenzia infine una relazione positiva tra presenza forestale e filiere agricole specializzate, suggerendo come i territori più dinamici siano spesso quelli capaci di integrare agricoltura di qualità, gestione forestale, turismo e valorizzazione delle risorse naturali. Foreste italiane: una risorsa strategica per ambiente, comunità ed economia. “Il rapporto ‘Foreste in Comune ci restituisce per la prima volta una fotografia dettagliata del patrimonio forestale italiano alla scala comunale e permette di leggere il bosco non soltanto come una componente ambientale, ma come una infrastruttura strategica capace di generare benefici ecologici, sociali ed economici. Comprendere dove si trovano le foreste e quale relazione instaurano con le comunità locali è il primo passo per costruire politiche efficaci di gestione forestale sostenibile e valorizzazione delle filiere forestali”, dichiara Antonio Brunori, Segretario generale di PEFC Italia. “Questa indagine, insieme a quella dal titolo #rigeneraboschi sulla percezione delle foreste presentata ad aprile su iForest (promossa da Sorgenia in collaborazione con PEFC Italia), dimostra quanto importante sia la conoscenza dei numeri reali, sia per i decisori pubblici che per i cittadini comuni, che considerano i boschi alleati chiave contro la crisi climatica (94%), rifugi per la biodiversità (90%) e strumenti per il benessere psicofisico (85%), sebbene la maggior parte non conosca ancora i vantaggi di una gestione forestale attiva rispetto alla crescita spontanea”. “Il fatto che oltre tre quarti delle foreste italiane siano concentrate nei Comuni montani racconta meglio di qualsiasi altra statistica il ruolo delle montagne nella tutela del capitale naturale nazionale. Le foreste producono servizi ecosistemici fondamentali per tutto il Paese e rendono evidente la necessità di rafforzare strumenti di governance territoriale e politiche che sostengano concretamente le comunità che custodiscono questi patrimoni”, afferma Marco Bussone, Presidente PEFC Italia, UNCEM e AIEL. “Nessuno – prosegue – aveva mai messo in fila tutti i numeri delle foreste italiane e nei Comuni italiani. PEFC rende questo percorso a disposizione di tutti, per un viaggio in Italia di grande impatto e fascino”. “La gestione sostenibile degli ecosistemi forestali rappresenta una delle risposte più efficaci alle grandi sfide ambientali del nostro tempo, dalla crisi climatica alla perdita di biodiversità, ed è la chiave per decarbonizzare l’economia e sostenere i territori e le comunità che si prendono cura dei boschi. Questa ricerca dimostra che il patrimonio forestale italiano è molto più rilevante e diffuso di quanto spesso si immagini e, a dispetto di quanto si creda, è ricco di biodiversità e di specie a rischio. La sfida oggi non è soltanto conservarlo, ma accompagnarne l’evoluzione attraverso una gestione sostenibile e partecipata, capace di coniugare tutela ambientale e sviluppo delle comunità locali. Non è un caso che questi dati vengano presentati nell’ambito di Voler Bene all’Italia, la storica campagna di Legambiente dedicata ai piccoli comuni e alle aree interne: proprio qui, dove il rapporto tra comunità e patrimonio naturale è più stretto, la valorizzazione delle foreste può diventare una leva fondamentale per contrastare lo spopolamento, creare opportunità economiche sostenibili e rafforzare la resilienza dei territori”, aggiunge Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette di Legambiente. Il Comune più boscoso d’Italia genera 8 milioni di euro l’anno in servizi ecosistemici. Tra le conclusioni più significative dell’indagine emerge la necessità di superare una visione del bosco come semplice conseguenza dell’abbandono rurale. Le foreste italiane si trovano oggi al centro di una nuova stagione di opportunità che coinvolge le Green Community, i servizi ecosistemici, la gestione forestale sostenibile, la certificazione e le nuove forme di sviluppo territoriale delle aree montane. Per gli autori dello studio, il futuro delle foreste italiane dipenderà dalla capacità di integrare tutela ambientale, attrattività sociale e sviluppo economico, trasformando il patrimonio forestale in una leva concreta per il rilancio dei territori interni del Paese.     Un patrimonio che rappresenta appunto anche una ricchezza economica concreta, ancora in gran parte inesplorata. Il bosco che avvolge il comune più boscoso d’Italia, Marcetelli, produce valore ogni giorno, attraverso i servizi ecosistemici che fornisce al territorio. Dalla purificazione dell’aria alla ricarica delle falde acquifere, dalla protezione contro l’erosione del suolo alla mitigazione delle alluvioni, dal sequestro di anidride carbonica alla produzione di legname e funghi: sono tutti i benefici che un territorio naturale come questo fornisce gratuitamente alla collettività.       Una stima che per il piccolo paese reatino ammonta a quasi 8 milioni di euro all’anno, circa 150.000 euro l’anno ad abitante di valore naturale per la collettività, come dimostra uno studio condotto da CURSA nell’ambito della strategia PNRR IN. Alta Sabina.       “L’evidenza dello studio PEFC e i risultati del progetto IN. Alta Sabina ci consegnano un dato straordinario e al tempo stesso una responsabilità” dice il Sindaco di Marcetelli, Armando Cipolloni. “La ricchezza naturale del nostro territorio oggi non si traduce in opportunità concrete per chi vive qui. Dobbiamo lavorare come comunità per avviare meccanismi di pagamento per i servizi ecosistemici. È una strada che va percorsa, intrecciando le risorse con politiche nazionali capaci di sostenere i piccoli comuni che presidiano questo patrimonio. Senza queste leve, rischiamo di avere il bosco più prezioso d’Italia e non saperlo valorizzare”.       “Due anni di lavoro con le comunità, i ricercatori, le aziende e le istituzioni sabine ci hanno portato a firmare un Contratto Territoriale che guarda ai prossimi dieci anni” dichiara Stefano Micheli, Sindaco di Rocca Sinibalda e capofila della strategia IN. Alta Sabina. “È un patto che mette in primo piano proprio il valore di questo territorio: 130 milioni di euro l’anno solo dai servizi ecosistemici. Lavorare in una sinergia concreta tra uomo e ambiente è la strada per costruire futuro, prima di tutto per le comunità che già lo abitano”

Memoria della UIL Scuola inviata alla Commissione Cultura della Camera su Educazione Musicale nei nidi e nelle scuole di ogni ordine e grado

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La UIL Scuola Nazionale ha inviato alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati la memoria relativa alla proposta di legge A.C. 2392 relativa all’ introduzione,in via sperimentale, dell’educazione musicale nei nidi e nelle scuole di ogni ordine e grado. Nel contributo presentato la UIL Scuola ha evidenziato il valore formativo, inclusivo e sociale della musica, condividendo le finalità della proposta ma evidenziando la necessità di garantire risorse adeguate, investimenti strutturali ed organici sufficienti per assicurarne una reale applicazione su tutto il territorio nazionale

Lunedi 8 giugno le esequie di Stefano Scarani

Si terranno lunedi 8 giugno alle ore 15:30 nella Cattedrale Maggiore di Santa Maria a Rieti le esequie di Stefano Scarani, l’imprenditore reatino prematuramente scomparso a soli 58 anni Lascia la moglie Antonella e l’amatissima figlia.

Contigliano, Paolo Lancia (Impegno Civico): “L’attuale sindaco trascina il Comune al dissesto finanziario”

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6 giugno 2023 – 6 giugno 2026. Esattamente tre anni fa la Corte dei Conti approvava il piano di riequilibrio finanziario del Comune di Contigliano. Malgrado il mare di debiti trovati nel 2019 e faticosamente censiti, malgrado il degrado funzionale e amministrativo in cui versava nel 2019 il Comune. Malgrado il biennio disastroso del covid e della zona rossa. Il piano di riequilibrio prevedeva il risanamento finanziario in 15 anni: un tempo congruo, ma ovviamente dilazionabile in caso di imprevisti e di maggiori difficoltà dell’Ente. Piano di riequilibrio che sottopone la contabilità comunale al riesame ogni 6 mesi, da parte della Corte dei Conti: ma che lascia comunque il Comune sovrano, libero di governare sé stesso, il proprio territorio, i propri beni. Invece questo percorso amministrativo, approvato e vigilato dagli Enti ministeriali di controllo, è venuto meno. L’attuale sindaco trascina il Comune al dissesto finanziario: tra poche settimane a meno di miracoli, avremo il Commissario ministeriale, e per anni Contigliano subirà l’umiliazione della guida esterna: e non potrà decidere dei propri beni, delle proprie tasse, dei propri servizi. Tutto questo nel clima torbido in cui ai consiglieri di minoranza (e forse anche a molti della maggioranza) è negato l’accesso alla documentazione contabile: ufficialmente, per le non-spiegate indagini in corso “della Procura della Corte dei Conti” e “del pubblico ministero”. Nel clima torbido in cui il sindaco stesso insiste con motivazioni false, giuridicamente infondate, a voler spostare Villa Franceschini “al patrimonio disponibile” del Comune. Insiste cioè a rendere vendibile Villa Franceschini, e nel frattempo a sottrarla da subito (con incredibile urgenza: da questo mese di giugno) all’utilizzo pubblico. E stabilisce così, di fatto, una connessione opaca tra l’imminente arrivo del Commissario ministeriale (cui il sindaco stesso ha aperto la porta), e la sottrazione di Villa Franceschini al patrimonio pubblico. Vergogna dentro alla vergogna, su cui bisognerà fare luce.