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L’omelia del mercoledì delle Ceneri «ai tempi del coronavirus» Vescovo: “Mai come ora scopriamo la forza del legame che ci unisce”

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Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai. L’omelia del mercoledì delle Ceneri, «ai tempi del coronavirus», assume un significato particolare.

Simulazione a largo Vittori per la Settimana Europea sicurezza sul Lavoro – IL VIDEO

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La mattina del 25 ottobre, in occasione della Settimana Europea sicurezza sul Lavoro, Provincia di Rieti e Ausl, in collaborazione con Croce Rossa Italiana, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Protezione Civile, hanno dato vita ad un’ora di simulazione a largo Vittori, per far comprendere ai più giovani l’importanza della sicurezza negli ambienti di lavoro. Inscenato un soccorso di persone ustionate ed intossicate da anidride carbonica dopo un incendio nel salone vescovile.

DIRETTA – RietinvetrinaSimulazione a largo Vittori per la Settimana della Protezione Civile

Opublikowany przez Rietinvetrina giornale on line Piątek, 25 października 2019

Giro di prostitute e trans. Chiuso per 15 giorni l’Hotel Blu

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Gli agenti della Polizia di Stato hanno notificato all’esercente di un noto hotel reatino, l’Hotel Blu in via Salaria per L’Aquila, il decreto del Questore di Rieti, che ha disposto la chiusura dell’attività per 15 giorni. La chiusura è conseguente ad un’indagine, svolta dagli agenti della Squadra Mobile, che ha permesso di accertare numerosi casi di donne e transessuali di nazionalità straniera che si prostituivano nell’hotel dopo aver pubblicizzato i loro annunci su un sito web. Sul sito inserivano i loro numeri telefonici, foto e video hard, indicazioni su come recarsi nelle stanze dell’hotel reatino e consigli sull’elusione della registrazione quali ospiti della struttura ricettiva. Il gestore dell’hotel, quindi, è stato anche denunciato per aver omesso di comunicare in Questura le generalità di alcune persone alloggiate. Nel corso delle indagini, inoltre, gli agenti della Polizia di Stato, mentre procedevano all’arresto di un cittadino nigeriano destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno anche rinvenuto in una camera dell’hotel della sostanza stupefacente. Le caratteristiche di evidente pericolosità sociale dell’attività dell’hotel, che si riflette sulla moralità ed il buon costume, hanno quindi suggerito l’adozione del provvedimento di chiusura.

Nuova area camper al Presepe della Pace per rafforzare l’accoglienza turistica di Rieti

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Il Comune di Rieti compie un nuovo passo avanti nel percorso di valorizzazione turistica del territorio e delle aree legate al progetto del Presepe della Pace. La Giunta comunale, su proposta del Vice Sindaco e Assessore al Turismo e Sport Chiara Mestichelli, ha infatti approvato la presa d’atto del Progetto di Fattibilità Tecnico Economica relativo alla realizzazione di una nuova area camper in via Fonte Cottorella, nell’area sottostante al Presepe della Pace. Il progetto prevede un investimento complessivo pari a 201.300 euro e consentirà la realizzazione di una nuova infrastruttura dedicata al turismo itinerante in una zona strategica della città, a ridosso di uno dei luoghi simbolici del territorio reatino. Contestualmente, l’Amministrazione comunale avvierà le procedure necessarie all’approvazione della variante urbanistica e all’acquisizione dei pareri previsti attraverso la Conferenza dei Servizi. Il Vice Sindaco e Assessore al Turismo e Sport Chiara Mestichelli: “Con questo atto prosegue il lavoro dell’Amministrazione comunale per potenziare l’offerta turistica della città e valorizzare luoghi di grande identità e attrattività. La nuova area camper rappresenta un servizio importante per intercettare un segmento turistico in costante crescita, offrendo spazi adeguati e migliorando l’accoglienza per i visitatori che scelgono Rieti e il territorio reatino. L’intervento consentirà inoltre di riqualificare e rendere ancora più fruibile l’area del Presepe della Pace, inserendola in un percorso di valorizzazione più ampio legato anche alle iniziative delle celebrazioni francescane e ai cammini spirituali e naturalistici che attraversano il nostro territorio”.

Un viaggio fotografico nel cuore di Stimigliano

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Stimigliano si racconta attraverso la fotografia: inaugurato un percorso visivo nel cuore del paese L’Amministrazione Comunale di Stimigliano annuncia il completamento di una nuova installazione fotografica urbana dedicata alla valorizzazione delle bellezze naturali, dei paesaggi, della cultura e della storia del territorio. Il progetto trasforma alcuni dei principali punti del paese in un percorso visivo aperto a cittadini e visitatori, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico sull’identità della comunità e sulle tradizioni che caratterizzano Stimigliano. L’iniziativa è stata realizzata dall’Amministrazione Comunale con la partecipazione del Vice Sindaco, del Presidente del Consiglio Comunale Fabio Bischetti, del Presidente e del Vicepresidente della Pro Loco Stimigliano, Luigi Duranti e Marco Di Paolo, e con il prezioso contributo di Bargellini Digital Studio. Il percorso fotografico prende avvio dalla stazione ferroviaria del paese e si sviluppa lungo Via Primo Maggio, Piazza dei Ceramisti e Viale Garibaldi, accompagnando il visitatore in un viaggio tra immagini, colori e scorci che raccontano il territorio e la sua identità. L’installazione nasce dalla volontà di valorizzare Stimigliano e rafforzare il senso di appartenenza della comunità, attraverso la forza evocativa della fotografia e la capacità delle immagini di custodire e trasmettere memoria, cultura e tradizioni. L’Amministrazione Comunale invita cittadini e visitatori a scoprire il percorso e a vivere un’esperienza che unisce arte, territorio e comunità.

Marco Faraglia nominato presidente Collegio Revisori di ACI Rieti

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Il Collegio dei Revisori dell’Automobile Club Rieti ha nominato Marco Faraglia alla carica di Presidente del Collegio dei Revisori Legali. La nomina, espressione della fiducia riposta dai colleghi revisori, attribuisce allo stesso la responsabilità di garantire la correttezza e la trasparenza della gestione economico-finanziaria dell’Ente, il quale ha dichiarato: “Sono onorato di ricoprire l’incarico conferitomi dai colleghi revisori, che proseguirò con dedizione e passione.” “Faccio i miei più sinceri complimenti a Marco Faraglia per la nomina a Presidente del Collegio dei Revisori: una scelta che rispecchia la stima e la fiducia che tutti nutriamo nei suoi confronti. Auguro a lui e all’intero Collegio ricomposto un proficuo e sereno lavoro, nella certezza che sapranno svolgere il proprio mandato con rigore e dedizione nell’interesse dell’Ente.” Avv. Alessandro de Sanctis, Presidente dell’Automobile Club Rieti “Con la nomina di Marco Faraglia si perfeziona l’iter avviato a seguito delle dimissioni di Giovanni Grillo. Il Collegio dei Revisori torna così alla sua piena operatività, con una guida autorevole e riconosciuta. È un passaggio istituzionale importante per l’Automobile Club Rieti, che può ora proseguire con continuità e stabilità nella propria azione”. Dott. Fabio Mantellini, Direttore dell’Automobile Club Rieti. L’Automobile Club Rieti augura al Presidente un proficuo lavoro nel suo nuovo ruolo.

Minoranza al Comune di Rieti: “Congratulazioni e buon lavoro al nuovo Presidente e al nuovo CdA della Fondazione Varrone”

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La Fondazione Varrone è patrimonio comune dell’intera cittadinanza e deve essere al servizio della comunità provinciale. Congratulazioni e buon lavoro al nuovo Presidente e al nuovo Consiglio di Amministrazione, nella consapevolezza che sapranno appianare le diatribe di questo ultimo periodo e aprire una stagione di riconciliazione e pacificazione all’interno dell’Ente. La Fondazione Varrone è di tutti, come Istituzione al servizio del territorio, e non può essere oggetto di appropriazioni partitiche e/o politiche, interessi personali o di gruppi. Confidiamo nel fatto che il nuovo corso sappia interpretare al meglio la necessità di una gestione collegiale e aperta al confronto con il territorio e i cittadini. Va difesa e preservata la natura neutra e istituzionale dell’Ente, che deve perseguire l’unico interesse di servire il territorio e la sua comunità. Per quanto ci riguarda intendiamo collaborare,  con lo spirito di servizio che deve guidare qualsiasi impegno civico. Così nella nota RietiCittàFutura, PD, PSI-Nome Officina politica, Per il bene comune – Progetto Civico, T’Immagini

Lega Rieti: “Il PD vede fantasmi. Truini non ha la tessera di partito: la sinistra attacca l’uomo per colpire noi”

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“Siamo al ridicolo: il Partito Democratico è talmente ossessionato dalla Lega da arrivare a contestare l’elezione di un professionista che non ha mai avuto la tessera di partito in tasca”. Il coordinatore provinciale Mariano Calisse e il coordinatore cittadino Emanuele Olivieri replicano duramente alle accuse di “occupazione politica” sollevate dal PD sulla presidenza della Fondazione Varrone. Secondo i coordinatori della Lega, il PD dimostra una preoccupante confusione sulle basi stesse del funzionamento dell’ente. Forse il Partito Democratico non sa, o finge di non sapere, che quella di oggi non è affatto – come da loro dichiarato – una “nomina tecnica e statutaria”, quasi fosse un atto burocratico calato dall’alto. Si è trattato invece di una elezione democratica interna eseguita dai membri della Fondazione stessa. Mettere in dubbio questo passaggio significa non rispettare la sovranità degli organi dell’ente e la libertà di scelta dei suoi componenti. Secondo Calisse e Olivieri, parlare di “occupazione” o di “bancomat” della politica non è solo un attacco alla Lega, ma un’offesa gratuita all’onorabilità dell’avvocato Costanzo Truini e all’autonomia dell’intero Organo della Fondazione. L’avvocato Truini è un professionista libero, stimato per la sua carriera e la sua integrità, e non è un iscritto alla Lega. Esprimere soddisfazione per la sua elezione non significa “mettere una bandierina politica”, ma riconoscere che finalmente ai vertici delle istituzioni cittadine siedono persone scelte per il curriculum e non per l’appartenenza politica. Il PD, invece, dimostra il suo volto peggiore: se un nome non è benedetto da loro, diventa automaticamente un nemico dell’autonomia dell’ente. L’attacco della sinistra coinvolge, secondo la Lega, l’intero tessuto civile e professionale della città. Dando il via a questo processo alle intenzioni, il PD offende non solo Truini, ma l’intero sistema delle professioni reatine. Sostenere che l’autonomia della Fondazione scompaia solo perché la Lega esprime stima verso un avvocato indipendente è un insulto all’intelligenza dei cittadini. Forse il PD è ancora abituato a considerare le istituzioni come proprie segreterie e non tollera che oggi si scelgano figure di garanzia, capaci di parlare con tutti ma schiave di nessuno. La Fondazione Varrone gestisce risorse collettive e siamo certi che il nuovo Presidente lo farà con la massima imparzialità, proprio perché la sua storia professionale parla per lui. In conclusione, la Lega accetta volentieri i consigli non richiesti del PD, ma nel leggere il loro comunicato sorge il dubbio spontaneo che la sinistra si stia agitando tanto per coprire le proprie manovre in vista delle prossime elezioni. Invece di preoccuparsi della Lega, il PD dovrebbe chiarire se stia lavorando per costruire un’alternativa seria o se stia semplicemente prestando il fianco a qualche altro interesse lontano dal bene dei cittadini. Noi guardiamo ai fatti, mentre la sinistra può continuare pure con i suoi giochi di palazzo.

Fondazione Varrone, PD Rieti: “Se la LEGA esulta, l’autonomia dell’Ente scompare”

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“Le recenti note stampa con cui la LEGA ha accolto con entusiasmo il rinnovo delle cariche presso la Fondazione Varrone non possono passare inosservate. Se da un lato è legittimo l’interesse per i vertici di una delle Istituzioni più importanti del territorio, dall’altro il tono trionfalistico del partito trasforma quella che dovrebbe essere una nomina tecnica e statutaria in una vera e propria “bandierina” politica. Una Fondazione non è una segreteria di partito. È necessario ricordare che la Fondazione Varrone gestisce risorse che appartengono alla collettività e ha il compito statutario di operare in totale autonomia dalla politica attiva. Quando un partito come la Lega sente il bisogno di rivendicare pubblicamente il risultato delle elezioni interne alla Fondazione, ammette implicitamente che la scelta non è avvenuta nelle sedi Istituzionali dell’Ente, ma in quelle dei palazzi della politica. Questo “abbraccio” politico rischia di soffocare l’imparzialità della Fondazione. Come potranno i cittadini e le associazioni sentirsi garantiti da un ente i cui vertici vengono pubblicamente “benedetti” da una specifica forza di governo? Il ritorno alla “politica dei notabili” Assistere a questo spettacolo di esultanze partitiche ci riporta indietro ad una gestione della cosa pubblica basata sulla spartizione e sul controllo capillare dei centri di spesa. Rieti non ha bisogno di una Fondazione che funga da “bancomat” o da ufficio di rappresentanza dei partiti, ma di un Ente che sappia dire dei “no” quando necessario e che metta al centro lo sviluppo reale del territorio, non il consenso elettorale. Chiediamo chiarezza e, soprattutto, un sussulto di dignità da parte delle istituzioni coinvolte. La LEGA e le altre forze politiche si occupino delle amministrazioni comunali e provinciali. La Fondazione Varrone venga restituita al suo ruolo di Ente terzo, libero da logiche di coalizione e da comunicati stampa che sanno più di “occupazione” che di servizio. Il PD di Rieti augura un buon lavoro al nuovo presidente della Fondazione Varrone e ai nuovi membri del consiglio di amministrazione confidando nel fatto che sapranno distinguersi rispetto al clima attuale e lavorare per il bene del nostro territorio”. Così nella nota il Partito Democratico Rieti

Il vescovo Piccinonna e don Drazza hanno incontrato la stampa reatina nella 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali – LA LETTERA DI PAPA LEONE

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Nella Sala degli Stemmi del Palazzo Papale di Rieti stamane, venerdì 15 maggio, il Vescovo, monsignor Vito Piccinonna, e don Tony Drazza, della Segreteria della CEI, hanno incontrato la stampa reatina. DI SEGUITO LA LETTERA DI PAPA LEONE XIV Cari fratelli e sorelle! Il volto e la voce sono tratti unici, distintivi, di ogni persona, manifestano la propria irripetibile identità e sono l’elemento costitutivo di ogni incontro. Gli antichi lo sapevano bene. Così, per definire la persona umana gli antichi greci hanno utilizzato la parola “volto” (prosopon) che etimologicamente indica ciò che sta di fronte allo sguardo, il luogo della presenza e della relazione. Il termine latino persona (da per-sonare) include invece il suono: qualsiasi, ma la voce inconfondibile non un suono di qualcuno. Volto e voce sono sacri. Ci sono stati donati da Dio che ci ha creati a sua immagine e somiglianza chiamandoci alla vita con la Parola che Egli stesso ci ha rivolto: Parola prima risuonata attraverso i secoli nelle voci dei profeti, quindi divenuta carne nella pienezza dei tempi. Questa Parola, questa comunicazione che Dio fa di sé stesso, l’abbiamo anche potuta ascoltare e vedere direttamente (cfr 1 GV I,1-3), perché si è fatta conoscere nella voce e nel Volto di Gesù, Figlio di Dio. Fin dal momento della sua creazione Dio ha voluto l’uomo quale proprio interlocutore e, come dice San Gregorio di Nissa, ha impresso sul suo volto il riflesso dell’amore divino. affinché possa vivere pienamente la propria umanità mediante l’amore. Custodire volti e voci umane significa perciò custodire questo sigillo, questo riflesso indelebile dell’amore di Dio. Non siamo una specie fatta di algoritmi biochimici, definiti in anticipo. Ciascuno di noi ha una vocazione insostituibile e inimitabile che emerge dalla vita e che si manifesta proprio nella comunicazione con gli altri. La tecnologia digitale, se veniamo meno a questa custodia, rischia invece di modificare radicalmente alcuni dei pilastri fondamentali della civiltà umana. che a volte diamo per scontati. Simulando voci e volti umani, sapienza e conoscenza, consapevolezza e responsabilità, empatia e amicizia, i sistemi conosciuti come intelligenza artificiale non solo interferiscono negli ecosistemi informativi, ma invadono anche il livello più profondo della comunicazione, quello del rapporto tra persone umane. La sfida pertanto non è tecnologica, ma antropologica. Custodire i volti e le voci significa in ultima istanza custodire noi stessi. Accogliere con coraggiogie, determinazione e discernimento le opportunità offerte dalla tecnologia digitale e dall’intelligenza artifciale non vuol dire nascondere a noi stessi i punti critici, le opacità, i rischi. Non rinunciare al proprio pensiero ci sono da tempo molteplici evidenze del fatto che algoritmi progettati per massimizzare il coinvolgimento sui social media, redditizio per le piattaforme, premiano emozioni rapide e penalizzano invece espressioni umane più bisognose di tempo come lo sforzo di comprendere e la riflessione. Chiudendo gruppi di persone in bolle di facile consenso e facile indignazione, questi algoritmi indeboliscono la capacità di ascolto e di pensiero critico e aumentano la polarizzazione sociale. A questo si è aggiunto poi un affidamento ingenuamente acritico all’intelligenza artificiale come “amica” onnisciente, dispensatrice di ogni informazione, archivio di ogni memoria, “oracolo” di ogni consiglio. Tutto ciò può logorare ulteriormente la nostra capacità di pensare in modo analitico e creativo, di comprendere i significati, di distinguere tra sintassi e semantica. Sebbene I’IA possa fornire supporto e assistenza nella gestione di compiti comunicativi, sottrarsi allo sforzo del proprio pensiero, accontentandoci di una compilazione statistica artificiale, rischia a lungo andare di erodere le nostre capacità cognitive, emotive e comunicative. Negli ultimi anni i sistemi di intelligenza artificiale stanno assumendo sempre di più anche il controllo della produzione di testi, musica e video. Gran parte dell’industria creativa umana rischia cosi da essere smantellata e sostituita con l’etichetta “Powered by Al”, trasformando le persone in meri consumatori passivi di pensieri non pensati, di i prodotti anonimi, senza paternità, senza amore. Mentre i capolavori del genio umano nel campo di musica, arte e letteratura vengono ridotti a un mero campo di addestramento delle macchine. La questione che ci sta a cuore, tuttavia, non è cosa riesce O riuscirà a fare la macchina, ma cosa possiamo e potremo fare noi, crescendo in umanità e conoscenza, con un uso sapiente di strumenti così potenti a nostro servizio. Da sempre l’uomo è tentato di appropriarsi del frutto della conoscenza senza la fatica del coinvolgimento, della ricerca e della responsabilità personale. Rinunciare al processo creativo e cedere alle macchine le proprie funzioni mentali e la propria immaginazione significa tuttavia seppellire i talenti che abbiamo ricevuto al fine di crescere come persone in relazione a Dio e agli altri. Significa nascondere il nostro volto, e silenziare la nostra voce. Essere o fingere: simulazione delle relazioni e della realtà. Mentre scorriamo i nostri flussi(feed), diventa così sempre più difficile capire se stiamo interagendo con altri esseri umani o con dei “bot” o dei “virtual influencers”. Gli interventi non trasparenti di questi agenti automatizzati influenzano i dibattiti pubblici e le scelte delle persone. Soprattutto i chatbot basati su grandi modelli linguistici (LLM) si stanno rivelando sorprendentemente efficaci nella persuasione occulta, attraverso una continua ottimizzazione dell’interazione personalizzata. La struttura dialogica e adattiva, mimetica, di questi modelli linguistici è capace di imitare i sentimenti umani e simulare così una relazione. Questa antropomorfizzazione, che può risultare persino divertente, è allo stesso tempo ingannevole, soprattutto per le persone più vulnerabili. Perché i chatbot resi eccessivamente “affettuosi”, oltre che sempre presenti e disponibili, possono diventare architetti nascosti dei nostri stati emotivi e in questo modo invadere e occupare la sfera dell’intimità delle persone. La tecnologia che sfrutta il nostro bisogno di relazione può non solo avere conseguenze dolorose sul destino dei singoli, ma può anche ledere il tessuto sociale, culturale e politico delle società. Ciò avviene quando sostituiamo alle relazioni con gli altri quelle con IA addestrate a catalogare i nostri pensieri e quindi a costruirci intorno un mondo di specchi, dove ogni cosa è fatta “a nostra immagine e somiglianza”. In questo modo ci lasciamo derubare della possibilità di incontrare l’altro, che è sempre diverso da noi, e con il quale possiamo e dobbiamo imparare a confrontarci. Senza l’accoglienza dell’alterità non può esserci né relazione né amicizia. Un’altra grande sfida che questi sistemi emergenti pongono è quella della distorsione (in inglese bias), che porta ad acquisire e a trasmettere una percezione alterata della realtà. I modelli di IA sono plasmati dalla visione del mondo di chi li costruisce e possono a loro volta imporre modi di pensare replicando gli stereotipi e i pregiudizi presenti nei dati a cui attingono. La mancanza di trasparenza nella progettazione degli algoritmi, senza una adeguata rappresentanza sociale dei dati, tendono a farci rimanere intrappolati in reti che manipolano i nostri pensieri e perpetuano e approfondiscono le disuguaglianze e le ingiustizie sociali esistenti. ll rischio è grande. Il potere della simulazione è può anche illuderci con la fabbricazione di “realtà” parallele, appropriandosi dei nostri volti e delle nostre voci. Siamo immersi in una multidimensionalità, dove sta diventando sempre più difficile distinguere la realtà dalla finzione. A ciò si aggiunge il problema della mancata accuratezza. Sistemi che spacciano una probabilità statistica per conoscenza stanno in realtà offrendoci al massimo delle approssimazioni alla verità, che a volte sono vere e proprie “allucinazioni. Una mancata verifica delle fonti. insieme alla crisi del giornalismo sul campo che comporta un continuo lavoro di raccolta e verifica di informazioni svolte nei luoghi dove gli eventi accadono, può favorire un terreno ancora più fertile per la disinformazione, provocando un crescente senso di sfiducia, smarrimento e insicurezza. Una possibile alleanza. Dietro questa enorme forza invisibile che ci coinvolge tutti, c’è solo una manciata di aziende, quelle i cui fondatori sono stati recentemente presentati come creatori della “persona dell’anno 2025”, ovvero gli architetti dell’intelligenza artificiale. Ciò determina una Preoccupazione importante riguardo al controllo oligopolistico dei sistemi algoritmici e di intelligenza artificiale in grado di orientare sottilmente i comportamenti, e persino riscrivere la storia umana, compresa la storia della Chiesa, spesso senza che ce ne si possa rendere realmente conto. La sfida che ci aspetta, non sta nel fermare l’innovazione digitale, ma nel guidarla, nell’essere consapevoli del suo carattere ambivalente. Sta a ognuno di noi alzare la voce in difesa delle persone umane affinché questi strumenti possano veramente essere da noi integrati come alleati. Questa alleanza è possibile, ma ha bisogno di fondarsi su tre pilastri: responsabilità, cooperazione e educazione. Innanzitutto la responsabilità. Essa può essere declinata, a seconda dei ruoli, come onestà, trasparenza, coraggio, capacità di visione, dovere di con dividere la conoscenza, diritto a essere informati. Ma in generale nessuno può sottrarsi alla propria responsabilità di fronte al futuro che stiamo costruendo. Per chi è al vertice delle piattaforme online ciò significa assicurarsi che le proprie strategie aziendali non siano guidate dall’unico criterio della massimizzazione del profitto, ma anche da una visione lungimirante che tenga conto del bene comune allo stesso modo in cui ognuno di essi ha a cuore il bene dei propri figli. Ai creatori e agli sviluppatori di modelli di lA chiesta trasparenza e responsabilità sociale riguardo ai principi di progettazione e ai sistemi di moderazione alla base dei loro algoritmi e dei modelli sviluppati, in modo da favorire un consenso informato da parte degli utenti. La stessa responsabilità è chiesta anche ai legislatori nazionali e ai regolatori sovranazionali, ai quali compete di vigilare sul rispetto della dignità umana. Una regolamentazione adeguata può tutelare le persone da un legame emotivo con i chatbot e contenere la diffusione di contenuti falsi, manipolativi o fuorvianti, preservando l’integrità dell’informazione rispetto a una sua simulazione ingannevole. Le imprese dei media e della comunicazione non possono a loro volta permettere che algoritmi orientati a vincere a ogni costo la battaglia per qualche secondo di attenzione in più prevalgano sulla fedeltà ai loro valori professionali, volti alla ricerca della verità. La fiducia del pubblico si conquista con l’accuratezza, con la trasparenza, non con la rincorsa a un coinvolgimento qualsiasi. I contenuti generati o manipolati dall’lA vanno segnalati e distinti in modo chiaro dai contenuti creati dalle persone. Va tutelata la paternità e la proprietà sovrana dell’operato dei giornalisti e degli altri creatori di contenuto. L’informazione è bene pubblico. Un servizio pubblico costruttivo e significativo non si basa sull’opacità, ma sulla trasparenza delle fonti sull’inclusione dei soggetti coinvolti e su uno standard elevato di qualità. Tutti siamo chiamati a cooperare. Nessun settore può affrontare da solo la sfida di guidare l’innovazione digitale e la governance dell’lA. È necessario perciò creare meccanismi di salvaguardia. Tutte le parti interessate, dall’industria tecnologica ai legislatori, dalle aziende creative al mondo accademico, dagli artisti ai giornalisti, agli educatori, devono essere coinvolte nel costruire e rendere effettiva una cittadinanza digitale consapevole e responsabile. A questo mira l’educazione: ad aumentare le nostre capacità personali di riflettere criticamente, a valutare l’attendibilità delle fonti e i possibili interessi che stanno dietro alla selezione delle informazioni che ci raggiungono, a comprendere i meccanismi psicologici che attivano, a permettere alle nostre famiglie, comunità e associazioni di elaborare criteri pratici per una più sana e responsabile cultura della comunicazione. Proprio per questo è sempre più urgente introdurre nei sistemi educativi di ogni livello anche l’alfabetizzazione ai media, all’informazione e all’ lA che alcune istituzioni civili stanno già promuovendo. Come cattolici possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo. affinché le persone acquisiscano la capacità di pensiero critico e crescano nella libertà dello spirito. Questa alfabetizzazione dovrebbe inoltre essere integrata in iniziative più ampie di educazione permanente, raggiungendo anche gli anziani e i membri emarginati della società, che spesso si sentono esclusi e impotenti di fronte ai rapidi cambiamenti tecnologici. L’alfabetizzazione ai media, all’informazione e all’IA aiuterà tutti a non adeguarsi alla deriva antropomorfizzante di questi sistemi, ma a trattarli come strumenti, a utilizzare sempre una validazione esterna delle fonti, che potrebbero essere imprecise o errate, fornite dai sistemi di IA, a proteggere la propria privacy e i propri dati conoscendo i parametri di sicurezza e le opzioni di contestazione. È importante educare ed educarsi a usare l’IA in modo intenzionale, e in questo contesto proteggere la propria immagine (foto e audio), il proprio volto e la propria voce, per evitare che vengano utilizzati nella creazione di contenuti e comportamenti dannosi come frodi digitali, cyberbullismo, deepfake che violano la privacy e l’intimità delle persone senza il loro consenso. Come la rivoluzione industriale richiedeva l’alfabetizzazione di base per permettere alle persone di reagire alla novità, così anche la rivoluzione digitale richiede un’alfabetizzazione digitale (insieme a una formazione umanistica e culturale) per comprendere come gli algoritmi modellano la nostra percezione della realtà, come funzionano i pregiudizi dell’IA, quali sono i meccanismi che stabiliscono la comparsa di determinati contenuti nei nostri flussi di informazioni (feed), quali sono e come possono cambiare presupposti e modelli economici dell’economia della lA. Abbiamo bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona. Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica. Nel proporre queste riflessioni, ringrazio quanti stanno operando per le finalità qui prospettate e benedico di cuore tutti coloro che lavorano per il bene comune con i mezzi di comunicazione. Dal Vaticano, 24 gennaio 2026. Memoria di San Francesco di Sales LEONE PP. XIV  

Operazione antidroga nei boschi di Sant’Elia. Arrestato marocchino per spaccio e resistenza ai Carabinieri

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Continuano senza sosta le attività predisposte dal Comando Provinciale Carabinieri di Rieti per contrastare il fenomeno dello spaccio di stupefacenti all’interno di bivacchi di fortuna, allestiti prevalentemente nelle aree boschive limitrofe al capoluogo. In tale contesto, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Rieti, con il supporto dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia” e della Stazione di Rieti, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un cittadino di nazionalità marocchina di 19 anni. Il giovane, irregolare sul territorio nazionale e già titolare di alcuni precedenti di polizia, è ritenuto responsabile dei reati di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e resistenza a Pubblico Ufficiale. L’intervento è scattato nel primo pomeriggio nella frazione di Sant’Elia (località Fonte Colombo). A seguito di mirati accertamenti preliminari, i Carabinieri hanno cinturato l’area ed effettuato un’irruzione in un punto dove, accuratamente nascosto tra la vegetazione, era stato individuato un bivacco adibito a base per la vendita al dettaglio di diverse tipologie di droghe. Alla vista dei militari, il giovane ha tentato una precipitosa fuga tra la fitta vegetazione, opponendo un’attiva resistenza fisica nel vano tentativo di sottrarsi alla cattura, ma è stato prontamente bloccato dal dispositivo di sicurezza messo in atto dall’Arma. La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire e porre sotto sequestro circa 27 grammi di cocaina, in parte già ripartita in cinque dosi pronte per lo smercio, e 13 grammi di hashish. Oltre allo stupefacente, i militari hanno sequestrato un bilancino di precisione, vario materiale per il confezionamento, un coltello e la somma contante di 130 euro, ritenuta provento dell’illecita attività di spaccio. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Rieti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Il 16 maggio manifestazione dei settori Trasporto e Agricoltura

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I rappresentanti dei settori del trasporto e dell’agricoltura del territorio reatino, Confartigianato Imprese Rieti, Confartigianato Trasporti, Copagri Lazio, Agricoltori e Allevatori del Reatino, annunciano la manifestazione prevista per il 6 maggio 2026 con concentramento dalle ore 8 presso l’ex Foro Boario di Rieti e successivo incontro presso la Sala Universitaria della Provincia a partire dalle ore 11. La mobilitazione nasce dalla grave situazione economica che da mesi sta mettendo in seria difficoltà imprese, lavoratori e famiglie. L’aumento dei costi del carburante, dell’energia e delle materie prime, unito alle conseguenze internazionali legate ai conflitti in Medio Oriente, sta rendendo sempre più difficile la sopravvivenza delle imprese del comparto. Trasportatori e agricoltori chiedono interventi concreti e strutturali affinché venga garantita la continuità lavorativa senza penalizzare produttori e consumatori. Tra i principali temi al centro della protesta: • stop all’aumento delle accise; • contenimento dei costi energetici che colpiscono serre, macchinari e trasporti; • revisione automatica dei prezzi negli appalti pubblici in base all’andamento del carburante e delle materie prime; • tutela dei produttori agricoli contro dinamiche di mercato e prezzi troppo bassi imposti dalla grande distribuzione; • riconoscimento di crediti d’imposta e recupero delle accise; • semplificazione burocratica e normativa; • sostegno al ricambio generazionale nei settori del trasporto, della logistica e dell’agricoltura. La manifestazione vuole rappresentare un momento di sensibilizzazione e confronto con istituzioni e cittadini, per difendere il lavoro, il territorio e il futuro delle imprese locali. “Dietro ogni città che vive, c’è un mondo che lavora”: questo il messaggio scelto per una mobilitazione che intende richiamare l’attenzione sull’importanza strategica del trasporto e dell’agricoltura per l’economia e la vita quotidiana del Paese. Rachele Lunari, Presidente Confartigianato Trasporti Rieti, dichiara: “Non chiediamo privilegi, ma condizioni che ci permettano di continuare a lavorare. Oggi trasportatori e agricoltori sono schiacciati da costi sempre più alti e margini sempre più bassi. Difendere queste categorie significa difendere famiglie, imprese e territori.”

Iniziati gli interventi di riqualificazione ambientale dei Giardini del Vignola

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Sono iniziati in questi giorni gli interventi di riqualificazione ambientale, manutenzione e valorizzazione dei Giardini del Vignola, storico spazio verde e autentico fiore all’occhiello della città di Rieti, da sempre punto di riferimento per cittadini, famiglie ed eventi culturali che animano il capoluogo durante il periodo estivo. I lavori, promossi dalla Provincia di Rieti attraverso il delegato all’ambiente Maurizio Ramacogi, hanno l’obiettivo di restituire alla città un luogo ancora più curato, sicuro e armonioso, preservandone al tempo stesso il valore storico, botanico e paesaggistico. I Giardini del Vignola rappresentano infatti uno degli esempi più caratteristici di giardino all’italiana presenti nel territorio, con le storiche siepi di bosso, le essenze ornamentali e le numerose piante di pregio, tra cui i maestosi tassi e i tre pini secolari che caratterizzano l’intera area. In questi giorni è stata avviata una delicata operazione di potatura bilanciata dei pini monumentali, intervento necessario per preservarne la stabilità e garantirne la conservazione nel tempo. In particolare, una delle alberature presentava una situazione di potenziale rischio di caduta che ha richiesto un’azione specialistica mirata e altamente qualificata. Le operazioni vengono eseguite dalla società “Dimensione Verde Uno Srl”, sotto la supervisione tecnica del Dott. Rocco Sgherzi, agronomo incaricato dalla Provincia di Rieti, professionista esperto nella gestione e nel riequilibrio delle piante monumentali. Nei prossimi giorni, inoltre, il patrimonio verde dei Giardini del Vignola verrà ulteriormente arricchito attraverso la piantumazione di un leccio, intervento che contribuirà ad aumentare la varietà botanica e il valore ambientale dell’area. Ramacogi ha espresso soddisfazione per l’avvio dei lavori: “I Giardini del Vignola rappresentano un patrimonio storico, ambientale e identitario della città di Rieti. Intervenire con attenzione e professionalità su questo luogo significa tutelare non solo il decoro urbano, ma anche un patrimonio naturale di grande valore che appartiene all’intera comunità. Con questi lavori vogliamo garantire sicurezza, valorizzazione e piena fruibilità di uno spazio che nei prossimi mesi ospiterà numerosi eventi e momenti di aggregazione.” Ramacogi ha inoltre sottolineato l’importanza dell’intervento tecnico specialistico sulle alberature monumentali: “La salvaguardia dei pini secolari richiede competenze specifiche e interventi mirati. Per questo motivo la Provincia ha voluto affidarsi a professionalità altamente qualificate, affinché ogni operazione venga eseguita nel massimo rispetto dell’equilibrio e della salute delle piante.” Il Delegato provinciale ha poi rivolto un ringraziamento a tutti coloro che stanno contribuendo alla realizzazione dell’intervento: “Desidero ringraziare il Dott. Rocco Sgherzi per la preziosa attività tecnica svolta, la ditta Dimensione Verde Uno Srl per la professionalità dimostrata e gli uffici tecnici provinciali coordinati dall’Ing. Giansanti per il grande lavoro portato avanti con impegno e attenzione.” Infine, Maurizio Ramacogi ha ribadito la vicinanza della Provincia alla città di Rieti e alla tutela del patrimonio ambientale cittadino: “Questa è una dimostrazione concreta della presenza e della vicinanza dell’Ente Provincia alla città di Rieti. Investire nella cura degli spazi verdi significa migliorare la qualità della vita dei cittadini e preservare luoghi simbolici che rappresentano la storia, la bellezza e l’identità del nostro territorio.”