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L’omelia del mercoledì delle Ceneri «ai tempi del coronavirus» Vescovo: “Mai come ora scopriamo la forza del legame che ci unisce”

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Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai. L’omelia del mercoledì delle Ceneri, «ai tempi del coronavirus», assume un significato particolare.

Simulazione a largo Vittori per la Settimana Europea sicurezza sul Lavoro – IL VIDEO

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La mattina del 25 ottobre, in occasione della Settimana Europea sicurezza sul Lavoro, Provincia di Rieti e Ausl, in collaborazione con Croce Rossa Italiana, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Protezione Civile, hanno dato vita ad un’ora di simulazione a largo Vittori, per far comprendere ai più giovani l’importanza della sicurezza negli ambienti di lavoro. Inscenato un soccorso di persone ustionate ed intossicate da anidride carbonica dopo un incendio nel salone vescovile.

DIRETTA – RietinvetrinaSimulazione a largo Vittori per la Settimana della Protezione Civile

Opublikowany przez Rietinvetrina giornale on line Piątek, 25 października 2019

Giro di prostitute e trans. Chiuso per 15 giorni l’Hotel Blu

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Gli agenti della Polizia di Stato hanno notificato all’esercente di un noto hotel reatino, l’Hotel Blu in via Salaria per L’Aquila, il decreto del Questore di Rieti, che ha disposto la chiusura dell’attività per 15 giorni. La chiusura è conseguente ad un’indagine, svolta dagli agenti della Squadra Mobile, che ha permesso di accertare numerosi casi di donne e transessuali di nazionalità straniera che si prostituivano nell’hotel dopo aver pubblicizzato i loro annunci su un sito web. Sul sito inserivano i loro numeri telefonici, foto e video hard, indicazioni su come recarsi nelle stanze dell’hotel reatino e consigli sull’elusione della registrazione quali ospiti della struttura ricettiva. Il gestore dell’hotel, quindi, è stato anche denunciato per aver omesso di comunicare in Questura le generalità di alcune persone alloggiate. Nel corso delle indagini, inoltre, gli agenti della Polizia di Stato, mentre procedevano all’arresto di un cittadino nigeriano destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno anche rinvenuto in una camera dell’hotel della sostanza stupefacente. Le caratteristiche di evidente pericolosità sociale dell’attività dell’hotel, che si riflette sulla moralità ed il buon costume, hanno quindi suggerito l’adozione del provvedimento di chiusura.

8 marzo, Sindacato Nursing Up: “In Europa l’85% degli infermieri è donna. Per 7 professioniste su 10 resta difficile conciliare lavoro e famiglia”

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“L’approfondimento-studio elaborato dal Nursing Up, in occasione della Giornata internazionale della donna, mette in relazione dati scientifici internazionali e modelli organizzativi dei principali sistemi sanitari europei per evidenziare una questione centrale: la conciliazione tra lavoro sanitario e vita familiare resta uno dei nodi più delicati per le professioniste dell’assistenza. Nel confronto Italia-Europa il nostro Paese appare oggi tremendamente in affanno: mentre nei principali sistemi sanitari del Vecchio Continente la sanità sta rilanciando modelli organizzativi più moderni e programmati, capaci di favorire un migliore equilibrio tra lavoro e vita familiare, in Italia la gestione dei turni e delle risorse resta uno dei nodi più critici. In Europa la professione infermieristica è sempre più al femminile. Secondo dati di organismi internazionali come World Health Organization, Organisation for Economic Co-operation and Development e International Council of Nurses, oltre l’85% degli infermieri europei è donna, una percentuale che conferma come le professioni sanitarie dell’area assistenziale rappresentino uno dei settori lavorativi più femminilizzati nei sistemi sanitari occidentali. “La sanità europea si regge in gran parte sul lavoro delle donne – sottolinea Antonio De Palma, presidente del Nursing Up – infermiere e professioniste sanitarie garantiscono ogni giorno continuità assistenziale e relazione con i pazienti, ma questo impegno si intreccia spesso con responsabilità familiari e personali che non possono essere ignorate dalle politiche sanitarie” SANITÀ AL FEMMINILE: LA PRESENZA PIÙ CONTINUA ACCANTO AI PAZIENTI Le professioni sanitarie non mediche, in particolare infermieri, ostetriche e professionisti dell’assistenza, rappresentano la presenza più continua accanto ai pazienti. Studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali indicano che gli infermieri sono i professionisti sanitari che trascorrono più tempo nella relazione assistenziale diretta, garantendo continuità delle cure, monitoraggio clinico e supporto alle famiglie. In particolare ricerche pubblicate su The Lancet Commission on Nursing e sull’International Journal of Nursing Studies evidenziano come il tempo assistenziale infermieristico sia uno dei fattori più direttamente associati alla qualità delle cure, alla sicurezza dei pazienti e alla continuità assistenziale. Una dimensione che rende evidente il ruolo umano e relazionale della professione infermieristica, svolta in larga parte da donne che quotidianamente tengono insieme responsabilità professionali e impegni familiari. “Ricordare che infermiere e ostetriche sono spesso madri e pilastri delle loro famiglie, oltre che professioniste sanitarie, non è retorica ma fotografia sociale di una professione che sostiene due fronti della cura: quello dei pazienti e quello della vita privata” – continua De Palma. IL NODO DELLA CONCILIAZIONE TRA TURNI E VITA FAMILIARE La letteratura scientifica internazionale evidenzia che il cosiddetto work-life balance nelle professioni sanitarie resta una sfida aperta. Studi pubblicati su riviste come BMJ Open e Journal of Nursing Management mostrano che circa il 70% degli infermieri europei segnala difficoltà nel conciliare turni di lavoro e vita familiare, soprattutto a causa di turnazioni notturne, responsabilità assistenziali continuative e difficoltà nella pianificazione dei tempi personali. “Non è solo un tema di organizzazione del lavoro, ma di sostenibilità della professione», osserva De Palma. «Quando i turni diventano imprevedibili e il carico assistenziale cresce, la prima dimensione a soffrirne è proprio quella dell’equilibrio tra lavoro e vita privata”. SODDISFAZIONE DELLE PROFESSIONISTE SANITARIE: IL PREOCCUPANTE DIVARIO TRA ITALIA ED EUROPA Le indagini europee sul benessere lavorativo nelle professioni sanitarie indicano che nei Paesi con modelli organizzativi più strutturati cresce anche il livello di soddisfazione professionale delle infermiere, soprattutto rispetto alla possibilità di conciliare lavoro e vita familiare. Le analisi comparative condotte nell’ambito del grande studio europeo RN4CAST, pubblicate anche sul Journal of Nursing Management e su riviste internazionali di organizzazione sanitaria, evidenziano infatti che nei sistemi sanitari con maggiore stabilità organizzativa e programmazione dei turni gli infermieri riportano livelli più elevati di soddisfazione lavorativa e minori difficoltà nella gestione dell’equilibrio tra lavoro e vita privata. Insomma, nei sistemi sanitari di Germania, Francia, Regno Unito, Belgio e Paesi Bassi sono più diffusi strumenti organizzativi che favoriscono la stabilità lavorativa, come programmazione anticipata dei turni, team assistenziali più strutturati e percorsi di sostituzione del personale più rapidi. Questi modelli organizzativi sono stati analizzati da numerose ricerche sull’organizzazione del lavoro infermieristico pubblicate sull’International Journal of Nursing Studies e richiamate anche nella Lancet Commission on Nursing, che evidenzia come sistemi sanitari con maggiore pianificazione della forza lavoro e modelli assistenziali più strutturati favoriscano condizioni di lavoro più sostenibili per gli infermieri. In Italia, al contrario, vengono segnalati livelli di soddisfazione professionale più bassi proprio sul tema della conciliazione tra lavoro e vita privata, con molte professioniste che indicano nella gestione dei turni e nella pressione assistenziale i principali fattori critici. Lo confermano studi internazionali comparativi come il progetto europeo RN4CAST (Nurse Forecasting in Europe) pubblicato su BMJ Quality & Safety e le ricerche sull’organizzazione del lavoro infermieristico pubblicate sull’International Journal of Nursing Studies e sul Journal of Nursing Management, che evidenziano come nei sistemi sanitari caratterizzati da maggiore pressione assistenziale e minore stabilità nella programmazione dei turni gli infermieri riportino livelli più bassi di soddisfazione lavorativa e maggiori difficoltà nel bilanciare vita professionale e familiare. “Il confronto europeo è chiaro – sottolinea De Palma – dove l’organizzazione del lavoro è più stabile e programmata, le professioniste sanitarie riescono a trovare un equilibrio più sostenibile tra lavoro e famiglia” . BURNOUT TRA GLI INFERMIERI: UNA SFIDA PER I SISTEMI SANITARI Un altro elemento che emerge dalla letteratura scientifica riguarda il fenomeno del burnout. Studi pubblicati su riviste come The Lancet e International Journal of Nursing Studies indicano che tra il 30% e il 40% degli infermieri nei sistemi sanitari occidentali mostra livelli significativi di burnout professionale, legati principalmente a carichi assistenziali elevati e turni complessi. Il burnout non incide solo sul benessere degli operatori ma può avere ricadute sulla qualità del lavoro, sulla relazione con i pazienti e sull’equilibrio della vita familiare, diventando una delle principali sfide organizzative per i sistemi sanitari moderni. “Questo dimostra, afferma De Palma, che la problematica dei carichi di lavoro e delle responsabilità è presente in Italia come in Europa, ma nella Ue sono le politiche sanitarie e l’organizzazione a fare la differenza e a tendere una mano alle professioniste”. ITALIA: RESILIENZA PROFESSIONALE E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO Nel caso italiano gli approfondimenti di Nursing Up evidenziano come le professioniste sanitarie, come non mai nel contesto storico post-Covid, dimostrino una straordinaria capacità di resilienza professionale, pur operando spesso in contesti organizzativi complessi. Le criticità più frequentemente segnalate riguardano una realtà italiana che, rispetto alla maggior parte dei paesi europei, emerge in negativo con turnazioni poco prevedibili e carichi assistenziali elevati, fattori che possono rendere più difficile programmare la vita familiare e il tempo personale. “Valorizzare il lavoro delle professioniste sanitarie significa rafforzare la qualità dell’assistenza –  conclude De Palma – servono politiche organizzative moderne, una migliore programmazione del lavoro e modelli che permettano davvero di conciliare professione e vita familiare. Perché una sanità che sostiene le sue professioniste, le sue donne della sanità, è una sanità che funziona meglio per tutti: operatori e pazienti”. Così nella nota il Sindacato Nursing Up

Servizio Civile con il CSV Lazio – COME ISCRIVERSI

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Servizio Civile con il CSV Lazio. Hai tempo fino alle 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟒 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝟖 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔. Con 𝐂𝐒𝐕 𝐋𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐄𝐓𝐒 puoi scegliere tra:
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Tutte le info e i progetti al link: http://tinyurl.com/bando-scu

Arrestata pensionata per spaccio di droga avvenuto nel 2020: sconterà la pena ai domiciliari

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I Carabinieri della Stazione di Antrodoco hanno dato esecuzione a un ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare emesso dalla Procura della Repubblica di Rieti e dal Tribunale di Sorveglianza di Roma nei confronti di una donna di 54anni, già nota alle Forze dell’Ordine, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il provvedimento riguarda una pensionata, riconosciuta colpevole dei reati puniti dal Testo Unico ovvero la violazione dell’articolo 73 del D.P.R. 309/1990 e ora dovrà scontare una pena residua di mesi 7 e giorni 26 di reclusione. La condanna si riferisce a fatti commessi nel mese di luglio 2020, quando la donna, a seguito di attività di controllo, venne trovata all’interno della propria abitazione in possesso di marijuana per un peso complessivo di grammi 87, e di hashish per 2 grammi, detenuti non per uso personale. La condannata sconterà la pena in regime di detenzione domiciliare presso la propria abitazione.  

Olio, al convegno ITS “Mangiare sicuro, vivere meglio” appello di Coldiretti Rieti su origine in etichetta

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Il convegno organizzato dall’ITS Agroalimentare Rieti Academy Sistema Agroalimentare Rieti “Mangiare sicuro, vivere meglio. Sicurezza alimentare e cibo sano”, nella sala consiliare della Provincia di Rieti “Angelo Maria Cicolani”, sarà l’occasione per Coldiretti Rieti di tornare su un tema decisivo per la sopravvivenza delle aziende agricole e la tutela della salute dei consumatori: la trasparenza e la difesa del Made in Italy, a partire dall’olio extravergine di oliva. Un tema che Coldiretti Lazio ha affrontato anche nell’assemblea che si è svolta nelle scorse settimane all’Auditorium Parco della Musica di Roma, che visto la partecipazione di oltre 4 mila agricoltori provenienti da tutta la regione. Nel corso del convegno interverranno rappresentanti del mondo scientifico, istituzionale e accademico. Dopo i saluti del sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi e della presidente della Provincia Roberta Cuneo, ad aprire i lavori sarà la rettrice dell’Università della Tuscia, Tiziana Laureti. Seguiranno gli interventi di Fabrizio Anniballi dell’Istituto Superiore di Sanità, Riccardo Fargione, direttore della Fondazione Aletheia e Felice Adinolfi dell’Università di Bologna. Le conclusioni saranno affidate al presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri. A moderare l’incontro sarà il giornalista del TG5, Paolo Di Lorenzo. Per Coldiretti Lazio parlare oggi di sicurezza alimentare significa avere regole chiare, controlli efficaci e informazione corretta ai consumatori. Troppo spesso l’etichetta non aiuta a capire la provenienza dei prodotti. Solo nel 2025 sono stati oltre mezzo miliardo i chili di olio d’oliva che hanno attraversato le frontiere italiane, con una pressione costante al ribasso sui prezzi dell’extravergine nazionale e con un aumento del rischio di pratiche opache e frodi a danno della salute dei cittadini. A questo scenario si sommano gli effetti del cambiamento climatico, che in questa campagna olearia ha inciso in modo evidente anche sul territorio. Nel Lazio la produzione regionale si è attestata a poco più di 8 mila tonnellate di olio prodotto a fronte di circa 61 mila tonnellate di olive molite e una resa del 13,64%, facendo segnare un meno 46,9% di olio prodotto. Nella precedente campagna del 2024/2025 la produzione era stata di oltre 15.632 tonnellate con 143.135 tonnellate di olive molite e una resa del 10,92%. Anche la provincia di Rieti ha registrato un arretramento con un calo del 38,1% e 983 tonnellate di olio prodotto e poco più di 7 mila tonnellate di olive molite, resa del 13,73%, contro le 1.587 tonnellate del 2024 con 13.571 tonnellate di olive e resa dell’11,69%. “Il convegno di sabato è un momento importante per parlare di cibo sano e sicurezza alimentare – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – che è strettamente legato con il futuro delle nostre aziende agricole e alla salute dei cittadini. Se vogliamo tutelare davvero i consumatori e gli agricoltori servono più controlli alle frontiere e regole europee con non permettano scorciatoie. L’olio extravergine italiano rappresenta un’eccellenza, ma non può competere con dumping e opacità. Ecco perché ci battiamo per l’etichettatura obbligatoria e l’abolizione della regola dell’origine del codice doganale, che con l’inganno dell’ultima trasformazione sostanziale, consente ad un prodotto che italiano non è, di diventarlo”. Il tema della consapevolezza del consumatore e della cultura del cibo sarà al centro del confronto di sabato con la partecipazione del mondo scientifico, università e istituzioni, insieme alla filiera agricola. “Formazione e conoscenza hanno un ruolo fondamentale in questo percorso – spiega il presidente dell’ITS Academy Sistema Agroalimentare Rieti, Claudio Lorenzini – perché aiutano a distinguere qualità e processi, a valorizzare la tracciabilità e a rafforzare le filiere locali, ma soprattutto a creare figure professionali altamente qualificate, come quelle che formiamo all’ITS”. E proprio sulla formazione Coldiretti Lazio sta investendo molto sia con gli ITS come quello di Rieti e Latina sia con progetti come il protocollo d’Intesa tra la Re.N.Is.A, Rete Nazionale Istituti Agrari e Coldiretti, volto a favorire e migliorare il rapido inserimento dei giovani nel mondo del lavoro nel settore agricolo e agroalimentare. “Accanto ai controlli e alle regole – spiega il direttore di Coldiretti Lazio e Rieti, Carlo Picchi – c’è un altro pilastro su cui stiamo lavorando con decisione ed è la formazione. Stiamo investendo in modo sempre più organizzato e continuativo a partire dall’ITS Academy Sistema Agroalimentare di Rieti, che promuove questo importante incontro. E’ un percorso aperto ai diplomati senza vincoli di età e costruito su competenze che oggi servono alle imprese. Lo stesso modello su cui stiamo lavorando su Latina con l’ITS Academy Bio Campus. Entrambi registrano tassi di inserimento lavorativo che superano l’80%. Sulla filiera olivicola l’attenzione da parte nostra è sempre stata alta e insieme ad Unaprol abbiamo introdotto una nuova figura professionale, l’Evologo. A questo si aggiunge la nascita della prima scuola nazionale dell’olio extravergine d’oliva, Evoo School, promossa da Unaprol con Coldiretti e Campagna Amica”.

Rieti, promossi 6 carabinieri: Mattia Agostino, Gaetano Coccia, Enzo Trotta, Alessio Fidenzi, Luigi Comunale, Christian Mancini

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Nei giorni scorsi, all’interno della Caserma intitolata al Car. MOVM Raoul Angelini di viale De Juliis, si è tenuto un breve incontro tra il Comandante Provinciale, Colonnello Valerio Marra, e sei Carabinieri, neo promossi al grado di Carabiniere Scelto. I graduati in questione sono: Mattia Agostino e Gaetano Coccia, effettivi alla Compagnia di Cittaducale, Enzo Trotta, Alessio Fidenzi e Luigi Comunale, della Compagnia di Poggio Mirteto e Christian Mancini, della Compagnia di Rieti. Il Colonnello Marra, nel corso di un incontro formale ha voluto esprimere personalmente gli auguri ai militari neopromossi, ringraziandoli per il costante impegno nel servizio a favore delle comunità, ognuno nelle rispettive competenze, e sottolineando l’importanza del nuovo grado quale segno tangibile della fiducia dell’Arma nei confronti del suo personale da cui derivano sicuramente maggiori responsabilità. Il Comandante ha sottolineato come questo avanzamento di grado debba essere considerato non solo un riconoscimento per il lavoro svolto, ma un punto di partenza verso nuovi e più ambiziosi obiettivi professionali. Ai promossi gli auguri da parte di tutti i colleghi per un futuro pieno di ulteriori soddisfazioni professionali.

Giornata Verde, il 7 marzo appuntamento a Madonna del Cuore

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Prosegue il calendario 2026 della Giornata Verde, l’iniziativa promossa da ASM Rieti in collaborazione con il Comune di Rieti, dedicata alla raccolta e al corretto conferimento dei rifiuti verdi. Il prossimo appuntamento è previsto per sabato 7 marzo, dalle ore 8 alle ore 14, con punto di raccolta allestito in Via Giotto, nel quartiere Madonna del Cuore. Durante la mattinata i cittadini, residenti nel comune di Rieti, potranno conferire sfalci, potature e altri residui derivanti dalla cura di giardini e aree verdi, contribuendo così a una gestione più ordinata e sostenibile dei materiali vegetali. Un gesto semplice che aiuta a mantenere pulita la città e a tutelare l’ambiente. La partecipazione dei cittadini rappresenta un elemento fondamentale per migliorare la qualità ambientale e il decoro urbano. Si ricorda inoltre che è sempre possibile conferire i rifiuti verdi anche presso il Centro di Trasferenza di Casapenta, aperto dal lunedì al sabato, dalle ore 14 alle ore 18.

“Uniti per Fara”, sabato 7 marzo al Parco Augusteo inaugurazione del comitato elettorale

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Sarà inaugurato sabato 7 marzo alle ore 18, presso il Parco Augusteo di Passo Corese (Via Salaria, Km 36), il comitato elettorale della lista di maggioranza “Uniti per Fara”. Un momento di incontro e partecipazione, alla presenza di tutto il gruppo di maggioranza, aperto alla cittadinanza, pensato per condividere il percorso amministrativo degli ultimi cinque anni e guardare alle sfide future della comunità. All’evento interverranno anche rappresentanti delle principali forze politiche del centrodestra a livello provinciale: Mariano Calisse, coordinatore provinciale della Lega, Simone Labonia, consigliere provinciale di Forza Italia, Stefano Eleuteri, coordinatore provinciale di Noi Moderati, Matteo Carrozzoni, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia. Presenza che testimonia il sostegno e l’attenzione delle forze politiche del territorio verso il percorso amministrativo intrapreso. Roberta Cuneo dichiara: “Domani sarà un momento di particolare rilevanza per la nostra comunità. Sarà una grande festa e un’occasione speciale per condividere con i nostri cittadini il percorso amministrativo di questi cinque anni, un cammino fatto di impegno, risultati e scelte importanti per la nostra comunità. Vogliamo ripartire dalle radici della nostra identità per guardare insieme a un nuovo futuro, continuando a lavorare con responsabilità e spirito di servizio per il bene del territorio e dei nostri cittadini”

A Masterchef 2026 l’emozione di Ilaria che propone una ricetta legata ad Amatrice

Nella prima puntata di Masterchef 2026, andata in onda su TV8, non sono mancate le emozioni. Fra tutte quella di Ilaria (in foto), 26 anni, animatrice in feste per bambini, la quale ai tre chef giurati: Locatelli, Cannavacciuolo e Barbieri, ha proposto una ricetta rivisitata di due tradizioni culinarie a lei molto vicine. La prima da parte della nonna, la seconda da parte del nonno di Amatrice. Il piatto proposto, dal nome “Cappellacci de mì nonna”, è stato composto da cappellacci di melanzane e ricotta, con rivisitazione di sugo all’amatriciana e fonduta di pecorino. Dopo gli assaggi e le valutazioni, per lei sono arrivati i fatidici tre sì con conseguente grembiule bianco, che ha voluto dire ammissione ufficiale a Masterchef 2026.  

Avvertita scossa di terremoto nel Reatino

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Alle 22:46 avvertita nel Reatino con epicentro a  Leonessa una scossa di terremoto di magnitudo 2.7 ad una profondità di 9.6 chilometri.

Ricerca, dal MUR 4.5 milioni di euro alle università del Lazio per assumere 154 ricercatori

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Le università del Lazio potranno assumere fino a 154 ricercatori grazie a un finanziamento di 4,5 milioni di euro da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca. Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto di attuazione del piano straordinario di reclutamento e valorizzazione del personale della ricerca previsto dalla legge di Bilancio 2026. Il piano punta a rendere strutturali le competenze sviluppate nell’ambito dei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.  Nel 2026 gli atenei del Lazio riceveranno oltre 1 milione di euro che nel 2027 aumenteranno a 4,5 milioni di euro annui. Sul totale di 154 ricercatori, 84 saranno PNRR. Nello specifico, l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” riceverà un finanziamento di 2,5 milioni di euro per 87 ricercatori, di cui 52 PNRR; l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” otterrà uno stanziamento di oltre 708 mila euro per 24 ricercatori di cui 11 PNRR; l’Università degli Studi della Tuscia 531 mila euro per 18 ricercatori di cui 10 esclusivamente PNRR; l’Università degli Studi di Roma Tre riceverà un finanziamento di oltre 472 mila euro per 16 ricercatori di cui 6 PNRR; l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale 263 mila euro per 8 ricercatori di cui 5 PNRR e l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” otterrà oltre 29 mila euro per 1 ricercatore. “Lo stanziamento di 4,5 milioni di euro agli atenei del Lazio è il riconoscimento concreto del valore e delle competenze delle ricercatrici e dei ricercatori che il PNRR ha contribuito a formare”, commenta il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. “Con questo piano diamo un segnale chiaro: quelle professionalità non andranno disperse, ma diventeranno la base su cui costruire nuova conoscenza e crescita duratura”. Sul piano delle risorse nazionali, nel 2026, il Ministero dell’Università e della Ricerca destinerà, per le assunzioni di ricercatori in università ed enti di ricerca, un finanziamento complessivo di 18,5 milioni di euro che aumenterà a 60,7 milioni di euro annui a partire dal 2027. Dei 2.000 che verranno assunti a livello nazionale, 1.051 saranno ricercatori PNRR. Nello specifico, 847 nelle università e 204 negli enti di ricerca vigilati dal MUR.