L’omelia del mercoledì delle Ceneri «ai tempi del coronavirus» Vescovo: “Mai come ora scopriamo la forza del legame che ci unisce”

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Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai. L’omelia del mercoledì delle Ceneri, «ai tempi del coronavirus», assume un significato particolare.

Simulazione a largo Vittori per la Settimana Europea sicurezza sul Lavoro – IL VIDEO

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La mattina del 25 ottobre, in occasione della Settimana Europea sicurezza sul Lavoro, Provincia di Rieti e Ausl, in collaborazione con Croce Rossa Italiana, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Protezione Civile, hanno dato vita ad un’ora di simulazione a largo Vittori, per far comprendere ai più giovani l’importanza della sicurezza negli ambienti di lavoro. Inscenato un soccorso di persone ustionate ed intossicate da anidride carbonica dopo un incendio nel salone vescovile.

DIRETTA – RietinvetrinaSimulazione a largo Vittori per la Settimana della Protezione Civile

Opublikowany przez Rietinvetrina giornale on line Piątek, 25 października 2019

Giro di prostitute e trans. Chiuso per 15 giorni l’Hotel Blu

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Gli agenti della Polizia di Stato hanno notificato all’esercente di un noto hotel reatino, l’Hotel Blu in via Salaria per L’Aquila, il decreto del Questore di Rieti, che ha disposto la chiusura dell’attività per 15 giorni. La chiusura è conseguente ad un’indagine, svolta dagli agenti della Squadra Mobile, che ha permesso di accertare numerosi casi di donne e transessuali di nazionalità straniera che si prostituivano nell’hotel dopo aver pubblicizzato i loro annunci su un sito web. Sul sito inserivano i loro numeri telefonici, foto e video hard, indicazioni su come recarsi nelle stanze dell’hotel reatino e consigli sull’elusione della registrazione quali ospiti della struttura ricettiva. Il gestore dell’hotel, quindi, è stato anche denunciato per aver omesso di comunicare in Questura le generalità di alcune persone alloggiate. Nel corso delle indagini, inoltre, gli agenti della Polizia di Stato, mentre procedevano all’arresto di un cittadino nigeriano destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno anche rinvenuto in una camera dell’hotel della sostanza stupefacente. Le caratteristiche di evidente pericolosità sociale dell’attività dell’hotel, che si riflette sulla moralità ed il buon costume, hanno quindi suggerito l’adozione del provvedimento di chiusura.

Associazione Civica “Salviamo Viale Maraini: “Il salvataggio del pino di piazza Oberdan deve farci riflettere sull’esigenza di un Piano del Verde”

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La prova di trazione da noi richiesta ed effettuata lo scorso 17 agosto dall’agronomo incaricato dal Comune, che ha sottoposto l’albero a sollecitazioni paragonabili a quelle di un uragano, ha certificato la stabilità della pianta, scongiurandone l’abbattimento immediato. Con prescrizioni mirate, quali la potatura di contenimento, il monitoraggio costante biennale e l’installazione di sistemi di ancoraggio strutturale, il pino di Piazza Oberdan continuerà a vivere, a fare ombra e a proteggere la salute dei reatini, come ha fatto negli ultimi 70 anni della sua vita. Questo episodio dimostra una volta di più che gestire il verde cittadino in un’ottica di sicurezza e di rapporto costi/benefici è un’azione complessa, che richiede gli strumenti giusti, e che necessita di tempo e denaro. Perciò, l’Associazione “Salviamo Viale Maraini” ritiene che non possa più essere procrastinata l’adozione, tra l’altro obbligatoria per i Comuni con più di 15mila abitanti, di un “Piano del Verde”. Nell’incontro avvenuto giovedì scorso con l’Assessore all’Ambiente Giuliano Sanesi, l’Associazione ha preso atto delle croniche difficoltà di organico e di bilancio che affliggono gli uffici comunali. Ma è proprio qui che il Piano del Verde si rivela non come un costo insostenibile, bensì come l’unica vera ancora di salvezza. Come dimostrano le linee guida nazionali ed europee, dotarsi di una pianificazione strategica del verde urbano è il requisito indispensabile per poter intercettare i ricchi finanziamenti dei bandi europei e nazionali sull’adattamento climatico e la forestazione urbana. L’Associazione ha teso la mano all’Amministrazione, offrendo la propria collaborazione per individuare questi canali di finanziamento e impostare una bozza del piano, guardando anche ai modelli di successo già attivi in Italia: come per esempio la “Città Spugna” di Padova, che utilizza rain gardens e de-pavimentazione per evitare allagamenti urbani e ondate di calore, intercettando fondi per riqualificare piazze e altri luoghi. Oppure come il modello “Dalla cura della città alla città che cura” di Rimini, vincitore del Premio Sviluppo Sostenibile 2024, per progettare aree verdi capaci di generare benefici per tutta la collettività, dove gli alberi abbassano le temperature e proteggono la salute pubblica. I prestigiosi titoli internazionali “Tree Cities of the World 2025” conferiti a Bergamo e Modena per la gestione avanzata delle loro alberature urbane indicano che questi percorsi sono non soltanto percorribili, ma che possono portare lustro ai Comuni che li delineano con convinzione e scelte coraggiose. Rieti parte dall’anno zero e purtroppo sconta ancora un forte disinteresse pubblico su questi temi. Tuttavia, l’estate torrida del 2026 appena trascorsa, con le sue ondate di calore che incidono sulla salute delle fasce più fragili, e i contraccolpi idrogeologici a ogni temporale violento ci ricordano che il tempo è scaduto. Il verde ben progettato è un’infrastruttura salvavita, non un lusso estetico. Per scuotere l’opinione pubblica e raccogliere dati scientifici da mettere a disposizione del Comune, l’Associazione “Salviamo Viale Maraini” esorta i cittadini a segnalare direttamente sulla nostra pagina Instagram i quartieri più esposti alle isole di calore e le strade che subiscono i maggiori allagamenti, diventando protagonisti attivi della Rieti del futuro. Invitiamo dunque tutti i comitati di quartiere e le forze sociali a sostenerci in questa battaglia di civiltà, sicurezza e salute pubblica.

Addio ad Antonio Imperatori, storico titolare de “Lu Bermontese”

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Questa notte a Terze Ville di Belmonte in Sabina è venuto a mancare Antonio Imperatori, per tutti conosciuto come “Tonino lu bermontese”, fondatore ed ex titolare dello storico locale “Lu Bermontese” (nato nel 1972 in via Sacchetti Sassetti) e successivamente legato alla gestione della pizzeria tavola calda “Il Mulino” di via Molino della Salce. Si tratta di una figura indimenticabile per la nostra città e per intere generazioni di reatini.  

Motociclisti caduti mentre percorrevano la Ternana, soccorsi e trasferiti al de Lellis

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Intorno alle ore 10 di stamane due motociclisti, per cause non note, sono caduti mentre percorrevano la strada Ternana altezza Basso Cottano. Sul posto sono intervenute due autoambulanze, una automedica, e i Vigili del Fuoco. I feriti sono stati trasferiti all’ospedale de Lellis di Rieti.

Collalto Sabino, Luciano Violante alla Fondazione Olitec per incontrare giovani e cittadini

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La Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca ospiterà il 15 settembre 2026, presso la propria sede di Collalto Sabino, Luciano Violante, presidente emerito della Camera dei deputati. L’incontro coinvolgerà i giovani della Fondazione e i cittadini in un dialogo dedicato alle prospettive delle nuove generazioni, accompagnato dal racconto della sua esperienza come uomo di Stato. Al centro dell’appuntamento vi sarà il rapporto tra giovani e futuro: le aspettative di chi si prepara a entrare nella vita adulta, il valore della formazione e la possibilità di contribuire alla società attraverso le proprie capacità. Il confronto offrirà l’occasione per collegare le aspirazioni personali a una riflessione più ampia sulle responsabilità che accompagnano la partecipazione alla vita collettiva. La testimonianza di Violante consentirà di avvicinare l’esperienza delle istituzioni al percorso di chi sta costruendo il proprio orientamento umano e professionale. Il racconto del suo servizio pubblico costituirà il punto di partenza per comprendere, attraverso una voce diretta, il significato dell’impegno nello Stato e il rapporto tra decisioni, interesse generale e responsabilità verso i cittadini. Per la Fondazione, che accoglie e accompagna i giovani in un percorso di addestramento e crescita, l’iniziativa si inserisce nell’attenzione riservata alla formazione della persona. Lo sviluppo delle competenze si affianca così alla conoscenza della realtà istituzionale e alla capacità di leggere il contesto nel quale quelle competenze saranno esercitate, anche nei settori della ricerca e della tecnologia. Il coinvolgimento della cittadinanza estende il valore dell’appuntamento all’intera comunità di Collalto Sabino. La sede della Fondazione diventerà un luogo di incontro tra generazioni, nel quale mettere in relazione l’esperienza di chi ha assunto responsabilità pubbliche con lo sguardo di chi si prepara ad affrontare le sfide dei prossimi anni. Per informazioni organizzative e indicazioni sulla partecipazione è possibile contattare l’Ufficio stampa e la Segreteria organizzativa della Fondazione

Farfa, inaugurazione dei lavori di restauro della Basilica abbaziale. Investimento da 2,55 milioni di euro

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Il patrimonio millenario restituito alla sua piena bellezza attraverso un articolato intervento di conservazione, tutela e valorizzazione. Si è svolta oggi, nell’Abbazia di Santa Maria di Farfa, la cerimonia di inaugurazione dei lavori di restauro della Basilica abbaziale, uno dei luoghi di maggiore rilievo storico, artistico e spirituale della Sabina e uno dei grandi complessi monastici della tradizione europea. L’intervento, finanziato per 2 milioni e 550 mila euro, è stato realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR, Missione 1, Componente 3, Investimento 2.4, dedicato alla sicurezza sismica nei luoghi di culto, al restauro del patrimonio del Fondo Edifici di Culto (FEC) e ai siti di ricovero delle opere d’arte – Recovery Art. Il progetto è stato promosso dal Ministero della Cultura, in stretta sinergia con il Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno. La giornata ha avuto inizio alle ore 17 30 con la Santa Messa presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Angelo De Donatis, Penitenziere Maggiore, e concelebrata da S.E. Mons. Ignazio Sanna, Commissario Pontificio per l’Abbazia di Farfa, e da S.E. Mons. Ernesto Mandara, Vescovo di Sabina-Poggio Mirteto. Alla celebrazione sono seguiti i saluti e gli interventi istituzionali del Ministero della Cultura e delle autorità presenti. MONS. MANDARA: FARFA, CASA DI FEDE, PREGHIERA E INCONTRO Per il Vescovo di Sabina-Poggio Mirteto, S.E. Mons. Ernesto Mandara, la conclusione dell’importante intervento assume un significato che va oltre la pur fondamentale tutela del patrimonio storico e artistico. “Restituire alla sua piena bellezza un luogo come questo non significa soltanto preservare un patrimonio storico e artistico di straordinario valore, ma soprattutto custodire e rilanciare un luogo che nei secoli è stato casa di fede, di preghiera e di incontro. Farfa è parte profonda della storia della nostra terra e continua ancora oggi a parlare a chi la visita, credente o non credente” “L’auspicio è che questa inaugurazione non rappresenti soltanto il punto di arrivo di un lavoro di recupero, ma anche l’occasione per rinnovare il legame con un luogo che continua a custodire e trasmettere la ricchezza della nostra storia e della  nostra fede” – ha aggiunto il Vescovo. UN INTERVENTO CHE HA COINVOLTO L’INTERA BASILICA / Il cantiere ha interessato contemporaneamente la struttura della Basilica, i suoi apparati decorativi e la dotazione tecnologica e impiantistica. Tra gli interventi di maggiore rilievo figurano il restauro del monumentale soffitto ligneo a cassettoni, delle superfici pittoriche della navata centrale, degli otto sottarchi laterali, dell’arco trionfale e del grande Giudizio Universale del 1561 sulla controfacciata. Sul fronte strutturale ed esterno sono stati realizzati il completo rifacimento della copertura, il recupero dei prospetti, la revisione degli infissi e l’installazione di nuove vetrate. Sono state inoltre affrontate le criticità legate all’umidità e alla regimentazione delle acque, mentre sul piano impiantistico si è proceduto alla revisione dell’impianto elettrico, all’installazione di nuovi corpi illuminanti e alla realizzazione di un moderno sistema di videosorveglianza. Particolare attenzione è stata riservata al Giudizio Universale, la cui superficie presentava alterazioni dovute all’umidità, alle efflorescenze saline e a precedenti trattamenti che ne compromettevano la corretta percezione. Gli interventi conservativi hanno consentito di recuperarne profondità, leggibilità e qualità cromatica, restituendo all’opera la sua straordinaria forza narrativa. Anche il soffitto ligneo è stato oggetto di una capillare attività di verifica, consolidamento e riadesione delle superfici pittoriche, insieme a specifici trattamenti per prevenire il degrado biologico e gli attacchi xilofagi. Il recupero delle pitture murali ha inoltre permesso di riportare alla luce alcune aree affrescate delle imbotti delle finestre che erano state in precedenza celate da intonaci e corpi illuminanti. Un elemento significativo dell’intervento è stato lo svolgimento del cantiere in maniera compatibile con la vita ordinaria della Basilica. Le opere provvisionali, i ponteggi e le piattaforme di lavoro sono stati infatti progettati in modo da consentire la prosecuzione delle celebrazioni liturgiche e delle visite durante i lavori. LAMBUSIER: “CONSERVAZIONE, FRUIZIONE E ACCESSIBILITÀ” / La Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, arch. Lisa Lambusier, sottolinea il valore complessivo dell’intervento: “L’intervento che presentiamo intende restituire nella sua pienezza un monumento d’eccellenza, ponendo le premesse per un programma di tutela che integra la conservazione con la fruizione e l’accessibilità”. Il risultato, evidenzia la Soprintendente nell’opuscolo dedicato al progetto, nasce da una collaborazione corale tra amministrazioni, istituzioni ecclesiastiche, funzionari, tecnici, professionisti, restauratori e maestranze specializzate, nella consapevolezza che la salvaguardia della memoria storica rappresenti anche un punto di partenza per il futuro e la crescita del territorio. PNRR E FONDO EDIFICI DI CULTO Un ruolo centrale nella realizzazione del progetto è stato svolto dall’Unità di Missione per l’attuazione del PNRR presso il Ministero della Cultura, diretta dal dott. Angelantonio Orlando, e dalla Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto delMinistero dell’Interno, nell’ambito della quale il Viceprefetto Antonio Tedeschi ha seguito le diverse fasi del progetto. «Il restauro di Farfa mostra concretamente come le risorse del PNRR possano trasformarsi in un investimento duraturo nella tutela del patrimonio culturale e nella valorizzazione dei territori», sottolinea Angelantonio Orlando, Direttore dell’Unità di Missione per l’attuazione del PNRR. «La tutela di un luogo come Farfa dimostra il valore della collaborazione tra istituzioni civili ed ecclesiastiche nella salvaguardia di un patrimonio che appartiene alla storia e alla comunità», afferma Antonio Tedeschi, Viceprefetto della Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno. FARFA, UN PATRIMONIO STORICO E ARTISTICO MILLENARIO / L’intervento ha rappresentato anche una nuova occasione di studio e conoscenza della Basilica, la cui configurazione attuale è strettamente legata alla grande stagione di trasformazione avviata tra Quattrocento e Cinquecento. La chiesa abbaziale fu riedificata durante la gestione del cardinale Giovanni Battista Orsini e completata nel 1494, come testimonia l’iscrizione sul soffitto ligneo. La decorazione pittorica prese avvio dalla controfacciata con il monumentale Giudizio Universale del 1561, commissionato dal priore e dai monaci a maestranze fiamminghe attive nell’ambiente veneziano. Nel corso del secondo Cinquecento venne quindi sviluppato un ampio programma decorativo dedicato alla Vergine, alla vita di Cristo e ai santi benedettini. Tra il 1597 e il 1598 anche Orazio Gentileschi lavorò nell’Abbazia, affrescando le cappelle di Sant’Orsola, Sant’Anna e dei Santi Pietro e Paolo lungo la navata sinistra. “Il restauro consente oggi di leggere con maggiore chiarezza la straordinaria ricchezza dell’apparato decorativo della Basilica e offre nuove opportunità di conoscenza e di studio», sottolinea il dott. Giuseppe Cassio, Funzionario storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti e responsabile della direzione scientifica degli interventi di natura storico-artistica. LE AUTORITÀ PRESENTI / Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, S.E. il Prefetto di Rieti, dott.ssa Pinuccia Niglio; il Colonnello Valerio Marra, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Rieti; la dott.ssa Roberta Cuneo, Sindaca di Fara in Sabina e Presidente della Provincia di Rieti; la Soprintendente Lisa Lambusier; Angelantonio Orlando, Direttore dell’Unità di Missione per l’attuazione del PNRR; Antonio Tedeschi, Viceprefetto del Ministero dell’Interno – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto; Giuseppe Cassio, Funzionario storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti. Presenti inoltre i Comandanti delle Stazioni dei Carabinieri di Fara in Sabina e Passo Corese, il Comandante della Guardia di Finanza di Poggio Mirteto e alcuni Sindaci dei Comuni confinanti.    

I volontari CRI a Poggio Bustone per gli screening di “vivere in salute”

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Continuano gli screening itineranti del Progetto “Informarsi per vivere in salute 3.0” organizzato dalla Croce Rossa Italiana Comitato di Rieti, con il sostegno della Fondazione Varrone. Sabato 5 settembre, i Volontari CRI saranno a Poggio Bustone in Piazza Nassirya. I cittadini interessati potranno sottoporsi gratuitamente a screening dell’udito, della misurazione della Pressione Arteriosa, della Glicemia ed iscriversi come Socio Sostenitore della Croce Rossa Italiana Comitato di Rieti

Avvertita scossa di terremoto ad Accumoli

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Intorno alle ore 6 di stamane avvertita ad Accumoli una scossa di terremoto magnitudo 2.9 con epicentro proprio nel Comune reatino, ad una profondità di 8.9 chilometri ha svegliato i residenti. A questa sono seguite altre due scosse di 2.1 e 2.4. Terremoto avvertito anche a Borbona.

Incidente auto – motorino in via Emilio Greco

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Incidente auto – motorino in via Emilio Greco, a pochi metri dall’ingresso della rotatoria. Il sinistro si è verificato attorno alle ore 18:45 di oggi, 4 settembre.

Agroalimentare, Pitorri (Unindustria): “Imprese Rieti punto di riferimento per crescita settore nel Lazio”

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“La filiera alimentare reatina dimostra ogni giorno di essere un settore dinamico, capace di innovare e di competere” ha dichiarato Matilde Eloisa Pitorri, vicepresidente della Sezione Alimentare di Unindustria, durante l’incontro “Sostenibilità del sistema industriale reatino e focus sulla filiera alimentare”. “L’appuntamento promosso da Unindustria a Rieti ha confermato il ruolo centrale del territorio reatino come laboratorio di innovazione e sostenibilità, grazie a caratteristiche uniche che ne fanno un contesto competitivo per le imprese: qualità ambientale, disponibilità di acqua, filiere produttive radicate e un mercato del lavoro dimensionato in modo equilibrato. Le nostre imprese stanno investendo in qualità, sostenibilità e valorizzazione delle risorse locali e stanno diventando sempre più un punto di riferimento per la Regione Lazio. È fondamentale continuare a lavorare insieme, perché la crescita del territorio passa dalla capacità di fare sistema e di costruire una visione condivisa. Va sottolineato, inoltre, che il tessuto imprenditoriale e sociale è molto vivo e ha tutte le condizioni per svilupparsi in maniera ulteriore”. L’incontro si è svolto all’interno dello Spazio Italia della Fiera Mondiale Campionaria del Peperoncino. Dopo i saluti istituzionale dell’assessore allo Sviluppo economico di Rieti Claudia Chiarinelli e del presidente della Piccola Industria di Unindustria Rieti Marco Pezzopane, focus su “Misurare la sostenibilità del sistema produttivo”, a cura dell’ufficio Esg di Unindustria. A seguire tavola rotonda con la partecipazione di alcune delle realtà più rappresentative del settore, oltre che della stessa Pitorri (che è ad Antiche Fonti di Cottorella): Alessandro Bianchetti (Naturally Made of Italy), Sabina Petrucci (Azienda Agricola Petrucci Sabina), Claudia Mundo (La Romana Società Cooperativa) e Luca Monica (Sano). Un confronto ricco di contributi che ha messo in luce le potenzialità della filiera, la capacità delle imprese di innovare e l’importanza di politiche territoriali che sostengano la competitività del settore. Francesca Rosati, dell’’Ufficio speciale Ricostruzione Lazio, ha illustrato invece le potenzialità del Biodistretto, evidenziando come la sinergia tra ricostruzione, sostenibilità e filiere agroalimentari possa generare nuove opportunità di sviluppo per l’intero territorio. Conclusioni affidate a Manuela Rinaldi, assessore Regione Lazio ai Lavori pubblici, politiche di ricostruzione, viabilità, infrastrutture. A moderare l’incontro Carlo Hausmann.

Giù le mani dall’Amatriciana: il New York Times ora propone il chorizo al posto del guanciale

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Di seguito l’articolo di TGCOM24 Mag sulla nuova polemica che vede coinvolta l’Amatriciana: Dopo la senape nella panzanella arriva il chorizo al posto del guanciale nell’Amatriciana. La provocazione è sempre del New York Times, con un post pubblicato sui propri canali social e la foto di un piatto di bucatini presentato come “Pasta Amatriciana… ma con chorizo affumicato”. La ricetta è dichiaratamente una variazione, ma tanto è bastato per riaccendere gli animi dei puristi, e non solo. Comunque, nel caso dell’Amatriciana, tutti concordi: non si tocca il guanciale. Il delitto: sostituire il guanciale con il chorizo – L’idea viene dal food writer Kevin Pang. Ma qui non siamo davanti a una semplice sostituzione tecnica. Guanciale e chorizo raccontano due cucine diverse. Il guanciale è ricavato dalla guancia del maiale, viene salato e stagionato ed è profondamente legato alla tradizione gastronomica del Centro Italia. In padella rilascia il suo grasso e costruisce quella parte fondamentale del sapore dell’Amatriciana, insieme al pomodoro e al pecorino. Il chorizo è invece un insaccato di carne suina tipico della tradizione iberica, generalmente insaporito con aglio e pimentón, la paprika spagnola che gli conferisce il caratteristico colore rosso e un gusto più deciso e speziato. Tradotto dal linguaggio gastronomico a quello diplomatico: non sono la stessa cosa e non vogliono nemmeno esserlo. Non chiamatela Amatriciana – Il post del New York Times ha acceso i commenti, con molti utenti pronti a difendere la ricetta originale. In sintesti, puoi anche mangiarla, puoi anche trovarla deliziosa, ma non chiamarla Amatriciana. C’è chi sostiene che si tratti semplicemente di una pasta al pomodoro e chorizo. Chi invita a rispettare i classici della cucina italiana. E chi considera la sostituzione un vero e proprio affronto alla tradizione di Amatrice. La guerra infinita degli ingredienti – In realtà, la guerra del chorizo è solo l’ultimo capitolo di una disputa che accompagna da sempre la cucina italiana fuori dai confini nazionali. Ma per chi considera l’Amatriciana un patrimonio gastronomico preciso, la libertà creativa deve fermarsi alla “sacralità” degli ingredienti. E così il povero chorizo, probabilmente entrato in scena senza alcuna intenzione bellicosa, si ritrova al centro di una guerra culturale, e anche se proposto con le migliori intenzioni (perché più economico del guanciale) non può essere degno dell’Amatriciana. Quella si fa solo con il guanciale. (TGCOM24)

Al PalaSojourner arriva la Virtus Roma

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Prosegue il precampionato della RSR Sebastiani Rieti, pronta a tornare sul parquet del PalaSojourner per un nuovo appuntamento davanti al proprio pubblico. Sabato 5 settembre alle ore 18, gli amarantocelesti affronteranno la Virtus Roma in un’altra tappa del percorso di preparazione verso l’inizio della nuova stagione. La squadra avrà così un’ulteriore occasione per continuare a lavorare sui meccanismi di gioco e verificare sul campo i progressi compiuti durante queste settimane di preparazione. Sarà anche un momento per ritrovare il calore dei tifosi e vivere insieme un altro pomeriggio di basket in vista degli appuntamenti ufficiali della stagione. L’ingresso al Palazzetto sarà libero e sarà aperta la tribuna A. Le parole del coach Andrea Fabrizi: “Credo che contro la Virtus sarà una sfida diversa, è una squadra costruita con buoni giocatori di A2. Secondo me loro arriveranno con un sistema importante dal punto di vista di giochi e situazioni. Per noi, come già detto, non è ancora il tempo di preparare le partite, ma di lavorare su noi stessi. In base alle condizioni di Bartoli e Deme capiremo chi sarà in campo e se dovremo adattarci molto come fatto contro la BC Roma, ma questo lo sapremo nei prossimi giorni”.

Cittaducale, denunciati per furto due minori ospiti in casa famiglia

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Carabinieri della Compagnia di Cittaducale hanno deferito in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, due giovani ospiti di una casa famiglia del territorio. I minori sono ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro, di due distinti tentativi di furto aggravato commessi nel mese di agosto nel centro cittadino. L’attività d’indagine, condotta con tempestività dall’Aliquota Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della citata Compagnia, ha permesso di ricostruire la dinamica dei fatti attraverso l’analisi dei filmati estrapolati dai circuiti di videosorveglianza, i rilievi tecnici effettuati sui luoghi e i successivi riscontri investigativi, anche grazie alla preziosa collaborazione prestata dalla Polizia Municipale di Cittaducale. Nello specifico, agli indagati vengono contestati due episodi. Il primo risale alla notte del 21 agosto, quando i due avrebbero tentato di introdursi nel magazzino di un supermercato di Cittaducale, dopo aver forzato la porta d’ingresso. Prima di agire, al fine di eludere i controlli, uno di essi aveva divelto e asportato una telecamera di sorveglianza esterna. L’azione delittuosa, tuttavia, non è stata portata a termine. Il secondo episodio si è verificato la notte del 24 agosto, quando i giovani hanno preso di mira un bar del medesimo centro urbano. Dopo aver infranto una finestra laterale, uno degli indagati si è introdotto nel locale, determinando l’attivazione del sistema di sicurezza antifumo. L’entrata in funzione del dispositivo ha costretto i due a una precipitosa fuga, senza che riuscissero ad asportare nulla. Nel corso delle successive perquisizioni e degli accertamenti, i militari hanno rinvenuto e sequestrato capi di abbigliamento e ulteriori elementi probatori del tutto compatibili con quelli immortalati dai sistemi di sicurezza durante la commissione dei reati. Al termine degli accertamenti di polizia giudiziaria, i due minori sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria minorile per l’ipotesi di reato di tentato furto aggravato in concorso. Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Intelligenza artificiale a scuola: al via i nuovi percorsi di formazione al Rosatelli di Rieti

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L’Intelligenza Artificiale sta cambiando il modo di apprendere, insegnare, progettare e organizzare la scuola. Per accompagnare questo cambiamento con consapevolezza, competenza e responsabilitàL’I.I.S “C. Rosatelli” di Rieti, in qualità di snodo formativo per l’Intelligenza Artificiale previsto dal DM 219/2026, dà avvio a un articolato programma di formazione e approfondimento rivolto al personale scolastico. Un’occasione concreta per trasformare l’IA da semplice tecnologia emergente a strumento educativo, inclusivo e strategico, mettendo al centro le persone, la professionalità e la qualità della scuola. Quattro percorsi per conoscere, sperimentare e progettare con l’IA I corsi, realizzati in modalità blended, prevedono 12 ore di formazione in presenza e 10 ore online, per un totale di 22 ore e avranno inizio il 9 settembre 2026. Un modello pensato per coniugare il confronto diretto, la sperimentazione e la flessibilità dell’apprendimento a distanza. I percorsi proposti affrontano alcune delle sfide più attuali che l’Intelligenza Artificiale pone al mondo dell’istruzione: • “AI Literacy, etica, AI Act e policy di Istituto” / Per acquisire una conoscenza consapevole dell’IA, comprenderne opportunità e rischi e affrontare gli aspetti etici, normativi e organizzativi, fino alla definizione di adeguate policy di Istituto. • “Agenti IA applicati alla didattica” / Un percorso dedicato alla scoperta degli agenti di Intelligenza Artificiale e delle loro possibili applicazioni nei processi di insegnamento e apprendimento • “IA come strumento di inclusione: percorsi personalizzati e riduzione del digital divide” / Per esplorare le potenzialità dell’IA nel sostenere l’inclusione, personalizzare i percorsi formativi e contribuire a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle opportunità digitali. • “Formazione dei formatori: progettare didattica con IA nei curricoli scolastici” / Un percorso specificamente pensato per formare figure in grado di accompagnare altri professionisti della scuola nella progettazione di attività didattiche e curricolari integrate con l’Intelligenza Artificiale. I percorsi formativi sono attivati sulla piattaforma Scuola Futura che consentirà alla fine del percorso il rilascio dell’attestato di partecipazione. Per il personale non interno allo Snodo Formativo interessato a partecipare ai corsi di formazione previsti nell’ambito della piattaforma Futura Scuola, sarà possibile effettuare la propria iscrizione inviando una richiesta all’indirizzo di posta elettronica formazioneIA@rosatelli.edu.it. Tutti i dettagli all’indirizzo https://www.rosatelli.edu.it/pnrr-snodi-formativi-i-a-formazione-attiva-dal-9-settembre-2026/ Una formazione che guarda già alla scuola di domani / L’obiettivo non è semplicemente “imparare a usare” nuovi strumenti, ma sviluppare una cultura dell’Intelligenza Artificiale, capace di coniugare innovazione, pensiero critico, responsabilità e attenzione alla persona. La formazione rappresenta infatti una delle chiavi per affrontare la trasformazione in atto: conoscere le tecnologie significa poterle scegliere e utilizzare in modo più efficace, consapevole e coerente con le finalità educative della scuola. L’I.I.S. “C. Rosatelli” si propone così come luogo di incontro, sperimentazione e condivisione di competenze, mettendo a disposizione del personale scolastico percorsi pensati per accompagnare concretamente la transizione verso una scuola sempre più preparata alle sfide dell’era dell’IA. Attenzione alla scadenza! Le iscrizioni ai corsi sono aperte fino all’8 settembre 2026. Per ciascun percorso sono disponibili soltanto 20 posti. Per chi lavora nella scuola e vuole essere protagonista, anziché spettatore, della trasformazione digitale, è dunque il momento di agire. Affrettatevi a iscrivervi: l’Intelligenza Artificiale è già entrata nella scuola. La formazione è il primo passo per imparare a governarla.  

Presenza di Trote Iridee nel Canale di Santa Susanna

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La Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile rende noto che l’1 settembre 2026 si è verificato un episodio di fuga di esemplari di Trota iridea (Oncorhynchus mykiss) nel Canale di Santa Susanna (Comune di Rivodutri), provenienti da un impianto ittiogenico privato presente sul territorio. A seguito della segnalazione pervenuta dal Comando Carabinieri Nucleo Forestale di Rivodutri e dalla ASL di Rieti, l’Ente ha tempestivamente attivato tutte le procedure previste, lavorando in stretta collaborazione con gli stessi organi di competenza. Essendo stati rilevati anche esemplari morti, la ASL di Rieti sta attualmente procedendo alle analisi del caso, mentre si sta provvedendo alla rimozione degli stessi esemplari deceduti al fine di monitorare la situazione, tutelare l’ecosistema locale e gestire l’evento nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Privacy, il Garante sanziona il Comune di Rieti. Volpicelli: “Avevamo avvertito l’Amministrazione, ma preferì non ascoltare”

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Nel settembre 2024 denunciammo la pubblicazione online, da parte del Comune di Rieti, dei dati personali di oltre 31.000 cittadini. Chiedemmo al Sindaco di informare le persone coinvolte e segnalammo il rischio che una gestione superficiale della vicenda potesse esporre l’Ente anche a sanzioni da parte del Garante della Privacy. Non si trattava di un semplice errore formale. Erano finiti online codici fiscali, indirizzi di residenza, dati catastali, superficie e tipologia degli immobili e categorie TARI di oltre 31.000 utenze. In sostanza, per il periodo in cui quei documenti sono rimasti accessibili, era possibile associare una persona al luogo in cui abitava e conoscere caratteristiche e dimensioni della sua abitazione. Informazioni che, combinate tra loro, potevano ricostruire aspetti della condizione personale e patrimoniale dei cittadini ed esporli a utilizzi illeciti. Eppure, di fronte a un fatto così serio, un’Amministrazione attentissima a comunicare ogni metro quadrato di asfalto rifatto scelse sostanzialmente il silenzio. Se non avessimo sollevato pubblicamente il caso, viene da chiedersi quando e come i cittadini ne sarebbero stati informati. La risposta del Comune alla nostra denuncia fu invece perentoria: «Nessuna lentezza o reticenza, ma ferrea applicazione delle norme». Ci venne spiegato che erano stati seguiti scrupolosamente i protocolli, sottolineando che non erano stati pubblicati dati “sensibili” o giudiziari e che sarebbe stato il Garante, eventualmente, a indicare la necessità di informare i cittadini. A distanza di due anni, il provvedimento del Garante racconta una realtà molto diversa. L’Autorità ha accertato numerose violazioni del GDPR e ha irrogato al Comune una sanzione di 6.000 euro. Ha chiarito che la natura e la combinazione dei dati pubblicati determinavano un elevato livello di rischio per i diritti e le libertà delle persone coinvolte, anche per la possibile esposizione a furti e discriminazioni. Ma c’è un passaggio ancora più significativo. Il Comune ha provato a far valere proprio il comunicato stampa con cui aveva risposto alle nostre contestazioni come forma di informazione alla cittadinanza. Il Garante ha stabilito che quella comunicazione non era idonea ad assolvere agli obblighi previsti dalla normativa. In altre parole, persino l’informazione ai cittadini è arrivata sostanzialmente dentro una replica politica a chi aveva denunciato il problema, anziché attraverso una comunicazione chiara e specificamente rivolta alle oltre 31.000 persone coinvolte. Il Garante ha inoltre ritenuto inadeguata la valutazione del rischio effettuata dal Comune e contestato che la decisione sulla comunicazione agli interessati fosse stata impropriamente rimessa all’Autorità. Questa vicenda racconta, purtroppo, anche un metodo. Di fronte a un problema sollevato dall’opposizione, la prima preoccupazione sembra essere respingere la critica, minimizzarla e dimostrare che l’Amministrazione ha comunque ragione. È un’arroganza istituzionale che non è soltanto un problema di stile: impedisce di ascoltare, di correggere gli errori e, qualche volta, anche di evitare conseguenze peggiori. E produce anche un danno reputazionale per il Comune. Perché la fiducia dei cittadini nelle istituzioni si costruisce anche riconoscendo tempestivamente un errore, spiegando cosa è accaduto e assumendosene la responsabilità. Il controllo dell’opposizione può essere uno strumento utile anche a chi governa, se si ha l’umiltà istituzionale di ascoltare. Nel 2024, invece di liquidare le nostre osservazioni rivendicando la “ferrea applicazione delle norme”, sarebbe stato più utile prenderle sul serio. Oggi è il Garante a certificare che quelle norme non erano state affatto applicate correttamente. La sanzione economica è la conseguenza più immediata. Ma il prezzo più serio è quello che paga un’Amministrazione quando, per arroganza, preferisce difendere se stessa anziché riconoscere un errore e tutelare fino in fondo i propri cittadini”. Così nella nota Rosella Volpicelli, consigliera comunale PD

La giornalista indipendente Asmae Dachan a Rieti il 5 settembre per presentare il suo libro “Siria, il giorno dopo”

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L’Associazione Il Sorriso di Filippo organizza per sabato 5 settembre, alle ore 17, presso Le Tre Porte, la presentazione del libro “Siria, il giorno dopo”. Sarà presente l’autrice Asmae Dachan (giornalista indipendente, fotografa, poetessa) che dialogherà con Stefania Ciriello.  

UIL Pensionati: “Sanità in agonia. L’esodo dal SSN condanna il Lazio al sottoconsumo sanitario”

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La UIL Pensionati Lazio, tramite il suo Segretario Generale Oscar Capobianco, lancia un grido d’allarme senza precedenti sullo stato di salute del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e, in particolare, sul collasso assistenziale che sta investendo la Regione Lazio e l’area metropolitana di Roma. I dati del Sesto Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, pubblicati in queste ore, rappresentano in tutta la loro inequivocabile crudezza una conferma, uno schiaffo e una sfida. Una conferma di quanto il Sindacato stia denunciando da tempo relativamente al progressivo “assottigliamento” della qualità e della quantità delle prestazioni del SSN che incide negativamente sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Questi dati descrivono il drammatico passaggio da un servizio universalistico a un sistema basato sul censo. “L’Italia è ultima nel G7! È il fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro capite, con un valore che si attesta al 6,3% del PIL, sotto la media OCSE (7,1%) ed europea (6,9%)”, riporta Capobianco, sottolineando un gap di 43 miliardi nel finanziamento pro capite rispetto alla media dei Paesi europei. Non a caso, come UIL, da anni chiediamo ai governi in carica di attivare il MES Sanitario, che valeva 37 miliardi, risorsa con cui avremmo potuto arginare questo disavanzo. Nel Lazio e a Roma tutto questo si sta trasformando in un dramma: il 10,6% delle famiglie è in crisi per le gravi difficoltà a sostenere le spese sanitarie per mancanza di reddito disponibile, generando un drammatico fenomeno di rinuncia totale e silenziosa alle cure. Escludendo la spesa per i farmaci, il rischio relativo di impoverimento per prestazioni specialistiche e diagnostiche nel Lazio (Odds Ratio 1,08) supera la media del Paese. Nella Capitale si concentrano inoltre i tempi di attesa più lunghi della regione, alimentando una mobilità forzata e una privatizzazione strisciante intollerabile. Denunciamo da tempo come le politiche degli ultimi quindici anni abbiano scientificamente ridotto l’efficacia del servizio pubblico. Le liste d’attesa non sono un incidente organizzativo, ma un volano per la privatizzazione: chi non può attendere mesi per una risonanza o una visita oncologica a Roma si vede costretto a pagare di tasca propria nel privato o a indebitarsi. Chi non ha le risorse economiche semplicemente rinuncia, sparendo dalle statistiche e scivolando nel sottoconsumo sanitario. Il recente decreto ministeriale del governo (DL 73/2024), emanato con toni trionfalistici prima della tornata elettorale, si sta rivelando un guscio vuoto. Senza adeguate coperture finanziarie strutturali e in un contesto di gravissima carenza di organico, si rischia di compromettere la qualità stessa delle prestazioni e accelerare la fuga dei professionisti dal pubblico. Le politiche sanitarie che spianano la strada ai colossi privati sono un danno per i più deboli: famiglie monoreddito, giovani, ma soprattutto anziani e persone fragili. Questa disuguaglianza e ingiustizia sociale va combattuta con un rifinanziamento stabile e immediato. Chiediamo alla politica e alle istituzioni competenti di intervenire non più con parole o spot sui social media, ma con i fatti e con reali investimenti strutturali, per modificare l’attuale situazione prima che diventi irreversibile. In questa direzione si muove la proposta del Segretario Generale della UIL Pensionati, Carmelo Barbagallo, che ancora ieri tornava a chiedere al Governo di elevare dal 6,3% al 7,5% del PIL la spesa sanitaria prevista nel Bilancio dello Stato. Questa scelta, oltre a restituire ai cittadini i diritti riconosciuti dalla Costituzione, consentirebbe al nostro Paese di abbandonare l’ultima e squalificante posizione nel G7 per qualità e investimenti nel sistema sanitario. Così nella nota la UIL Pensionati

Il Cesenese Nero di Cantina Le Macchie conquista l’oro al Mondial des Vins Extrêmes 2026

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Il Cesenese Nero di Cantina Le Macchie conquista la Medaglia d’Oro al Mondial des Vins Extrêmes 2026, il concorso internazionale dedicato ai vini della viticoltura eroica. A ottenere il riconoscimento è L’Ultimo Baluardo 2023, prodotto dalla famiglia Di Carlo sulle colline reatine. Un risultato che arriva nell’edizione più partecipata di sempre del concorso: 1.175 vini presentati da 432 aziende provenienti da 22 Paesi, con oltre 50 denominazioni DOC e IGT e più di 250 vitigni rappresentati. Per Cantina Le Macchie la medaglia assume un significato particolare perché premia un vino nato da un vitigno intimamente legato alla storia agricola del territorio reatino. Il Cesenese Nero, conosciuto localmente anche come Cesenese di Castelfranco, è infatti documentato nel Reatino già nell’Ottocento. ARSIAL lo annovera oggi tra le risorse genetiche autoctone del Lazio e ne indica proprio Castelfranco, frazione di Rieti, come luogo della sua riscoperta. Il vitigno è registrato con il codice 478 ed è stato oggetto negli anni di attività di caratterizzazione, conservazione e valorizzazione della biodiversità viticola regionale. Il lavoro svolto da ARSIAL – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, insieme alle attività di ricerca e caratterizzazione dei vitigni autoctoni regionali, ha contribuito a restituire attenzione e prospettiva produttiva a varietà che rappresentano una parte della biodiversità agricola del Lazio. Tra queste figura anche il Cesenese Nero, oggi nuovamente vinificato e raccontato attraverso il territorio dal quale proviene. È proprio a questa storia che Cantina Le Macchie ha legato L’Ultimo Baluardo. Il nome del vino richiama infatti la torre di avvistamento di Castelfranco, borgo nel quale si trova anche la cantina storica della famiglia Di Carlo. La torre rappresentava l’ultimo baluardo di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie: da qui la scelta di un nome capace di unire il vino alla memoria del luogo in cui nasce. “Questa Medaglia d’Oro ci emoziona particolarmente perché premia un vino nel quale abbiamo creduto fin dall’inizio e che racconta una parte molto precisa della nostra terra. L’Ultimo Baluardo porta nel nome Castelfranco, la sua storia e le nostre radici. Vedere oggi il Cesenese Nero premiato in un concorso internazionale dedicato alla viticoltura eroica è una grande soddisfazione, ma è anche uno stimolo a continuare a investire nella valorizzazione di un territorio vitivinicolo ancora tutto da raccontare”. Antonio Di Carlo, Cantina Le Macchie La filosofia produttiva di Cantina Le Macchie nasce proprio dal rapporto con la montagna. I vigneti aziendali si sviluppano sulle colline e sulle pendici del territorio reatino, a quote comprese tra i 600 e i 1.000 metri, fino al Monte Terminillo. Altitudine, escursioni termiche, esposizioni e condizioni di coltivazione diventano parte integrante dell’identità dei vini. La Medaglia d’Oro ottenuta da L’Ultimo Baluardo 2023 porta così all’attenzione internazionale non soltanto un’etichetta, ma anche un vitigno, un paese e un territorio che fino a pochi anni fa occupavano uno spazio marginale nel racconto del vino italiano. Il Mondial des Vins Extrêmes è il concorso enologico internazionale dedicato specificamente ai vini prodotti in territori caratterizzati da condizioni di viticoltura estrema ed eroica. L’edizione 2026, con 1.175 vini e produttori provenienti da 22 Paesi, è stata la più partecipata dalla nascita della manifestazione. Cantina Le Macchie è una realtà vitivinicola familiare di Rieti. Alla produzione di vini di montagna la famiglia Di Carlo affianca un progetto di enoturismo che accompagna gli ospiti attraverso i vigneti, la cantina di produzione e la cantina storica di Castelfranco, con degustazioni e percorsi enogastronomici. Il progetto di accoglienza prosegue attraverso il Ristorante La Foresta e il Rifugio diVino, caratterizzato da originali alloggi a forma di botte immersi nel verde, con l’obiettivo di raccontare il territorio reatino attraverso vino, cucina e ospitalità.

Costituito il Comitato Poggio Vecchio di Poggio Mirteto

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Si è costituito giovedi 3 settembre ufficialmente il Comitato Poggio Vecchio, un vero e proprio Comitato di quartiere nato dalla volontà di un gruppo di residenti di impegnarsi concretamente per la tutela e la valorizzazione del centro storico di Poggio Mirteto e per migliorare la qualità della vita di chi ogni giorno lo vive. La nascita del Comitato parte dalla consapevolezza delle grandi potenzialità del centro storico mirtese, ma anche dalle difficoltà che i suoi abitanti affrontano quotidianamente: incuria, carenze nella pulizia e nell’igiene urbana, episodi di vandalismo e comportamenti lesivi del patrimonio comune, dei beni dei cittadini e degli animali. Il Comitato Poggio Vecchio si propone quindi come uno spazio di partecipazione civica aperto, con l’obiettivo di rappresentare le esigenze dei residenti e contribuire alla tutela dei beni storici, architettonici e culturali, al decoro e alla vivibilità degli spazi pubblici, alla sicurezza, alla tutela degli animali e, più in generale, alla qualità della vita nel centro storico. Non soltanto segnalazione dei problemi, ma anche proposta e collaborazione. Il Comitato intende infatti promuovere un dialogo costruttivo con l’Amministrazione comunale, le istituzioni, le autorità competenti, le associazioni, le attività economiche e tutti i cittadini che condividono l’obiettivo di restituire attenzione e valore al cuore storico di Poggio Mirteto. Alla guida del Comitato Poggio Vecchio è stata eletta Presidente Paola Bischetti, insegnante della scuola primaria e residente da sempre nel centro storico. Fanno parte del Consiglio Direttivo Natascia Tipà, Lucia Alberti, Andrea Castiglia, Elettra Latini, Giulia Ponziani e Marco Angelici. La costituzione del Comitato rappresenta il primo passo di un percorso che vuole coinvolgere progressivamente la comunità, raccogliendo idee, segnalazioni e proposte e favorendo una partecipazione attiva alla vita del quartiere. Poggio Vecchio è prima di tutto un luogo in cui si vive. Prendersene cura significa tutelarne la storia, il patrimonio e, soprattutto, le persone e gli animali che ne fanno parte

A Rieti il 4 settembre presentazione de “Joanna degli incanti”

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Nel cortile di Palazzo Marcotulli (via Garibaldi, 241) venerdi 4 settembre, alle ore 18, si terra la presentazione di “Joanna degli incanti”. Sarà presente l’autrice Simona Lo Iacono, con lei dialogherà Silvia Meloni. Letture a cura di Helena Cocco.