L’omelia del mercoledì delle Ceneri «ai tempi del coronavirus» Vescovo: “Mai come ora scopriamo la forza del legame che ci unisce”

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Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai. L’omelia del mercoledì delle Ceneri, «ai tempi del coronavirus», assume un significato particolare.

Simulazione a largo Vittori per la Settimana Europea sicurezza sul Lavoro – IL VIDEO

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La mattina del 25 ottobre, in occasione della Settimana Europea sicurezza sul Lavoro, Provincia di Rieti e Ausl, in collaborazione con Croce Rossa Italiana, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Protezione Civile, hanno dato vita ad un’ora di simulazione a largo Vittori, per far comprendere ai più giovani l’importanza della sicurezza negli ambienti di lavoro. Inscenato un soccorso di persone ustionate ed intossicate da anidride carbonica dopo un incendio nel salone vescovile.

DIRETTA – RietinvetrinaSimulazione a largo Vittori per la Settimana della Protezione Civile

Opublikowany przez Rietinvetrina giornale on line Piątek, 25 października 2019

Giro di prostitute e trans. Chiuso per 15 giorni l’Hotel Blu

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Gli agenti della Polizia di Stato hanno notificato all’esercente di un noto hotel reatino, l’Hotel Blu in via Salaria per L’Aquila, il decreto del Questore di Rieti, che ha disposto la chiusura dell’attività per 15 giorni. La chiusura è conseguente ad un’indagine, svolta dagli agenti della Squadra Mobile, che ha permesso di accertare numerosi casi di donne e transessuali di nazionalità straniera che si prostituivano nell’hotel dopo aver pubblicizzato i loro annunci su un sito web. Sul sito inserivano i loro numeri telefonici, foto e video hard, indicazioni su come recarsi nelle stanze dell’hotel reatino e consigli sull’elusione della registrazione quali ospiti della struttura ricettiva. Il gestore dell’hotel, quindi, è stato anche denunciato per aver omesso di comunicare in Questura le generalità di alcune persone alloggiate. Nel corso delle indagini, inoltre, gli agenti della Polizia di Stato, mentre procedevano all’arresto di un cittadino nigeriano destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno anche rinvenuto in una camera dell’hotel della sostanza stupefacente. Le caratteristiche di evidente pericolosità sociale dell’attività dell’hotel, che si riflette sulla moralità ed il buon costume, hanno quindi suggerito l’adozione del provvedimento di chiusura.

Rotary Club Rieti e Sentiero Planetario: quattordici anni di impegno per il Terminillo

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Ci sono progetti che si sostengono per un periodo e altri che, invece, entrano a far parte della storia di un Club. Per il Rotary Club Rieti, il Sentiero Planetario del Monte Terminillo appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Il legame nasce fin dalle origini. Nel 2012, quando prese forma l’idea di trasformare le distanze del Sistema Solare in un percorso da vivere realmente, il Rotary Club Rieti fu tra i protagonisti della nascita e della realizzazione del progetto, insieme ai tecnici volontari e alle altre realtà che contribuirono a trasformare quell’intuizione in un itinerario concreto sul Monte Terminillo. Dentro quella storia, un ruolo particolarmente significativo è quello di Felice Marchioni, Past President del Rotary Club Rieti, tra coloro che seppero intuire fin dall’inizio le potenzialità del Sentiero e accompagnarne lo sviluppo nel tempo. La sua visione contribuì a spingere il progetto oltre la sola dimensione astronomica, trasformandolo progressivamente in uno spazio capace di far dialogare scienza, paesaggio, pensiero e immaginazione. È in questa evoluzione che il Sentiero trova una delle sue identità più originali: non soltantoun percorso attraverso il Sistema Solare, ma anche un luogo di riflessione e racconto, fino a diventare Parco filosofico e letterario “Giulio Verne” .Un passaggio che ha ampliato il senso stesso del progetto, facendo del Terminillo non solo lo scenario del viaggio tra i pianeti, ma anche un luogo in cui guardare il cielo diventa occasione per interrogarsi, conoscere e immaginare. Il 26 agosto 2012 il Sentiero venne inaugurato: da quel momento il rapporto tra il Rotary Club Rieti e il Sentiero non si è più interrotto. Sono trascorsi quattordici anni durante i quali il percorso è cresciuto, è diventato luogo di divulgazione, cultura, incontro e scoperta e ha continuato ad avere bisogno di attenzione, progettualità e cura.Ed è proprio nella continuità dell’impegno che si misura il significato della presenza del Rotary Club Rieti. Essere stati tra i protagonisti della nascita del Sentiero significa anche continuare a sentirne la responsabilità nel tempo. Negli anni il Rotary Club Rieti ha mantenuto vivo questo legame, accompagnando le iniziative dedicate al percorso e contribuendo alla sua valorizzazione.Nel 2025 l’impegno del Club si è tradotto concretamente nel ripristino del Sole, il punto dal quale prende idealmente avvio il viaggio attraverso il Sistema Solare. Un intervento dal forte valore simbolico. Il Sole, infatti, non è soltanto una delle installazioni del percorso: è il punto dal quale tutto comincia. È l’inizio del viaggio del visitatore e, idealmente, della luce che attraversa il Sentiero. Intervenire proprio sul Sole ha significato quindi riportare attenzione all’origine del percorso e al legame storico che unisce il Rotary Club Rieti al progetto fin dalla sua nascita. Nel 2026 l’impegno del Rotary Club Rieti ha trovato una nuova forma. Accanto alla cura materiale del percorso è nata la volontà di rafforzarne il racconto e costruire una comunicazione più continua e riconoscibile. La Commissione di Club per l’immagine ha avviato così un lavoro dedicato alla valorizzazione del Sentiero Planetario, con l’obiettivo di farne conoscere non soltanto gli appuntamenti, ma anche la storia, le caratteristiche, il rapporto con il Monte Terminillo e le tante suggestioni che accompagnano il viaggio tra i pianeti. Un racconto pensato per vivere durante tutto l’anno. Una tappa del percorso può diventare l’occasione per parlare di astronomia. Un’immagine può raccontare la montagna. Un ricordo può riportare alle origini del progetto. Un intervento di manutenzione può mostrare quanto lavoro sia necessario per custodire ciò che è stato costruito.Rotary Club Rieti ha scelto così di affiancare alla presenza concreta sul Sentiero anche un lavoro di comunicazione capace di mantenerne viva l’identità nel tempo. Perché un luogo continua a vivere anche attraverso il modo in cui viene raccontato. Sito web e social network diventano quindi strumenti di una strategia più ampia di valorizzazione, capace di tenere insieme memoria, divulgazione, immagini, territorio e comunità. Dietro quei 7,7 chilometri, infatti, non c’è soltanto una rappresentazione del Sistema Solare. C’è una storia iniziata quattordici anni fa. C’è l’intuizione di persone che hanno saputo immaginare qualcosa che ancora non esisteva. E il Rotary Club Rieti è parte di quella storia fin dal primo giorno. Dal contributo alla nascita del Sentiero nel 2012, alla sua evoluzione nel Parco filosofico e letterario “Giulio Verne”, dal ripristino del Sole nel 2025 fino al nuovo lavoro sulla comunicazione sviluppato nel 2026, emerge un filo che attraversa quattordici anni di attività. È la volontà del Rotary Club Rieti di continuare a contribuire alla tutela e alla valorizzazione di un patrimonio del Monte Terminillo che nel tempo è diventato molto più di un percorso astronomico. Il Sentiero oggi è divulgazione, natura, cultura, educazione e comunità. E per il Rotary Club Rieti continuare ad accompagnarlo significa rimanere fedele a un progetto al quale ha creduto fin dall’inizio. Perché alcuni progetti non terminano nel giorno della loro inaugurazione. È proprio da quel giorno che comincia la responsabilità di farli vivere nel tempo. E, quattordici anni dopo, il Rotary Club Rieti continua a camminare accanto al Sentiero Planetario del Monte Terminillo

L’istituto Comprensivo Alda Merini selezionato per la sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive

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Con Decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito firmato il 24 luglio 2026, dal prossimo anno scolastico 2026/2027 l’Istituto Comprensivo “Alda Merini” di Rieti prenderà parte alla Sperimentazione nazionale triennale dedicata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici, attraverso la definizione di modelli educativi innovativi e inclusivi, la raccolta e la condivisione di buone pratiche e la valutazione del loro impatto sull’apprendimento, sul benessere scolastico e sulla prevenzione della dispersione. L’iniziativa, prevista dalla Legge n. 22 del 19 febbraio 2025, punta a rafforzare in modo strutturato abilità come collaborazione, comunicazione efficace, problem solving, capacità decisionale, gestione delle emozioni e adattamento ai cambiamenti, integrando l’educazione socio-emotiva e le abilità trasversali nei curricoli di ogni ordine e grado per supportare la crescita armonica degli studenti. Per l’I.C. “Alda Merini”, guidato dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Irene Di Marco, la selezione rappresenta un nuovo riconoscimento alla propria visione educativa che pone la persona al centro del percorso formativo e di una missione orientata all’inclusione, alla ricerca didattica e alla valorizzazione delle potenzialità di ogni bambino e alunno. Il progetto PersonalMENTE insieme presentato e approvato trae spunto difatti dal paradigma operativo A.L.D.A (Apprendimento Laboratoriale per la Didattica e l’Apprendimento), elaborato dall’Istituto nel 2016 e focalizzato sulla didattica laboratoriale nelle sue diverse forme ed espressioni, analogiche e digitali, con il modello Scuola senza zaino per la Primaria, quale principale metodologia di promozione dell’azione di insegnamento-apprendimento in tutti i suoi ordini scolastici. Le attività e i percorsi ideati, volti a sviluppare le competenze trasversali e non cognitive relative all’area personale, sociale e relazionale, cognitiva e degli apprendimenti, a partire dai bambini di tre anni, costituiranno allora una straordinaria opportunità di crescita per la comunità scolastica e per l’intero Territorio comunale, con il coinvolgimento di quest’ultimo in tutte le sue componenti (Enti Locali; ASL; Forze dell’Ordine; Associazioni Educative, Culturali e del Terzo Settore; Biblioteche e Musei, Associazioni Sportive e Federazioni; famiglie) nell’ottica di un efficace esercizio della cittadinanza attiva.

Coldiretti Lazio soddisfatta per l’alleggerimento costo polizze assicurative sulle produzioni

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Coldiretti Lazio esprime soddisfazione per il contributo integrativo previsto dalla Regione Lazio per alleggerire il costo delle polizze assicurative sulle produzioni. Una misura che recepisce una proposta avanzata proprio da Coldiretti Lazio, per rafforzare gli strumenti di tutela delle aziende agricole. “Accogliamo con favore un intervento che avevamo sollecitato alla Regione e che rappresenta una risposta concreta alle esigenze delle nostre imprese – dichiara il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – ridurre il peso dei premi assicurativi significa consentire a un numero maggiore di agricoltori di proteggere le proprie produzioni e il proprio reddito, in una fase in cui gli effetti dei cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più complessa e rischiosa l’attività agricola”. Il contributo regionale, destinato alle produzioni del Lazio, andrà ad affiancare gli strumenti già previsti a livello nazionale e dalla Politica agricola comune, aumentando la quota di sostegno pubblico alla spesa sostenuta dalle aziende per le coperture assicurative. Una misura particolarmente importante in un contesto segnato dalla crescente frequenza di eventi estremi, dalle ondate di calore prolungate alla siccità, fino a grandinate e precipitazioni violente, che possono compromettere in poche ore mesi di lavoro e investimenti. “La gestione del rischio è ormai una delle grandi sfide dell’agricoltura – prosegue Granieri – e non può essere lasciata esclusivamente sulle spalle degli imprenditori. Per questo avevamo chiesto alla Regione Lazio un intervento capace di rendere più sostenibile il ricorso alle assicurazioni. Il fatto che questa proposta sia stata raccolta rappresenta un segnale importante di attenzione e di ascolto del mondo agricolo”. Coldiretti Lazio sottolinea inoltre come la maggiore accessibilità alle coperture assicurative contribuisca non soltanto a tutelare le singole aziende, ma anche a garantire la continuità produttiva e la tenuta dell’intero sistema agroalimentare regionale. “Ora è importante proseguire su questa strada – conclude Granieri – rafforzando gli strumenti di prevenzione e di gestione del rischio e continuando a costruire interventi che rispondano alle reali necessità delle imprese agricole del Lazio”.

Run delle Valli 2017-2026. Dieci anni di strada e solidarietà

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Dal 2017 i gruppi HOG Harley Davidson italiani insieme all’associazione Micciani Unita APS, viaggiano sulle strade del centro Italia per ricordare e per sostenere le terre colpite dal sisma. Domenica prossima si accenderanno ancora una volta i motori per *Amatrice e Accumoli*, a 10 anni dal triste evento. Saranno presenti tutti i Chapter HOG Harley Davidson e tutti i gruppi di volontariato che hanno sostenuto le 10 edizioni, e sono stati protagonisti dello scopo benefico, alla presenza di sindaci e enti locali. Il programma della giornata toccherà tre località: Cittaducale, Amatrice e Accumoli. Alle ore 9 ritrovo a Cittaducale sulla bellissima piazza del Popolo per l’accoglienza, con visita del borgo angioino e saluti istituzionali.  Alle ore 11 partenza per Amatrice e successivamente il viaggio continuerà anche ad Accumoli con deposizione di omaggio floreale ai monumenti delle vittime del terremoto. Alle ore 13:30 tutti si ritroveranno a Grisciano presso l’area allestita per la sagra locale, dove le associazioni Accumulesi, daranno il benvenuto con un pranzo a base di piatti tradizionali. Vi saranno momenti di condivisione e ricordo degli anni passati, assieme alle associazioni che hanno accompagnato i 10 anni. RUN DELLE VALLI: La strada è la nostra passione. La solidarietà è il nostro carburante. Ringraziamo anticipatamente tutti coloro che parteciperanno e gli Enti che hanno autorizzato l’evento.

“La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore”, presentazione del progetto Croce Rossa Italiana Comitato di Amatrice dedicato a tutte le comunità

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In occasione del decimo anniversario del sisma che il 24 agosto 2016 colpì Amatrice e i territori del Centro Italia, nasce “La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore”, un docufilm dedicato alla memoria di quei giorni e all’impegno delle donne e degli uomini che prestarono soccorso alla popolazione. Il progetto nasce dalla volontà di raccogliere e valorizzare testimonianze, immagini, documenti e ricordi legati all’intervento della Croce Rossa Italiana durante l’emergenza e nei mesi successivi, riunendoli in un unico racconto capace di restituire la complessità del lavoro svolto e, soprattutto, la dimensione umana di chi ha vissuto quei momenti. Il film attraversa tre momenti: il sisma, l’esserci e quello che resta. Dalla notte del 24 agosto e dalle prime ore dell’emergenza, il racconto segue la mobilitazione dei soccorritori, l’organizzazione della risposta e il lavoro della Croce Rossa Italiana, per poi concentrarsi sulle persone, fino ad arrivare a Amatrice oggi, dieci anni dopo. Attraverso le voci di rappresentanti della Croce Rossa Italiana, Volontari, operatori sanitari, istituzioni e cittadini, il docufilm racconta ciò che spesso non emerge dai numeri di un’emergenza: l’angoscia, la responsabilità, la solidarietà, il rapporto con le persone soccorse e la forza di continuare a esserci. Il racconto arriva fino al presente, interrogandosi sull’eredità che il sisma di Amatrice ha lasciato alla Croce Rossa Italiana e alla comunità colpita, anche attraverso la costituzione e la crescita del Comitato CRI di Amatrice, divenuto negli anni una presenza costante al servizio del territorio. Il docufilm è una produzione del Comitato Croce Rossa Italiana di Amatrice. Nasce da un’idea di Giuseppe Pignoli, Presidente del Comitato CRI di Amatrice, e di Marcello Mozzetti, Volontario del Comitato di Amatrice, con la regia di Barbara Montani e Giorgio Marconi, Volontari della Croce Rossa Italiana del Comitato Municipi 8-11-12 di Roma. La sceneggiatura e le interviste sono di Barbara Montani, mentre riprese e montaggio sono a cura di Giorgio Marconi. Un progetto nato per custodire una memoria e, allo stesso tempo, per trasmettere alle nuove generazioni il valore della solidarietà, del volontariato e del servizio alla comunità. Un docufilm ideato e realizzato da Volontari della Croce Rossa Italiana per raccontare, a dieci anni dal sisma Centro Italia, la memoria di quei giorni, l’impegno dei soccorritori e ciò che quell’esperienza ha lasciato nella comunità di Amatrice. La proiezione si terrà domenica 23 agosto 2026 alle ore 18, presso l’Auditorium “Monti della Laga” di Amatrice. Il docufilm nasce all’interno della Croce Rossa Italiana con l’obiettivo di raccogliere e valorizzare testimonianze, immagini, documenti e ricordi legati al sisma del 2016, e al lavoro svolto nei mesi e negli anni successivi. Un racconto che non vuole essere un bilancio della ricostruzione, né una ricostruzione tecnica degli eventi, ma una testimonianza di memoria, servizio e solidarietà. Dalla notte del sisma a quello che resta Il docufilm è strutturato in tre parti: “03.36”, “Esserci” e “Quello che resta”. La prima parte riporta lo spettatore alla notte del 24 agosto, alla scossa, alle prime chiamate, all’arrivo dei soccorritori e alla complessa macchina organizzativa messa in campo per affrontare l’emergenza. Il racconto si concentra in particolare sulla risposta della Croce Rossa Italiana e sul coordinamento dei soccorsi nelle prime ore, anche attraverso i numeri della risposta: nel corso dell’emergenza del Sisma Centro Italia furono mobilitati oltre 4.200 Volontari CRI e operatori CRI provenienti da tutta Italia, con circa 1.500 mezzi impiegati. L’assistenza alle comunità colpite proseguì per mesi, ben oltre la fase del primo soccorso, con oltre 33.000 pasti preparati e distribuiti nei campi di accoglienza. Ma il docufilm parte proprio dai numeri per andare oltre i numeri. Perché dietro ogni mezzo, ogni intervento e ogni pasto distribuito ci sono persone. Ci sono i Volontari arrivati da tutta Italia, chi ha coordinato i soccorsi, chi ha lavorato tra le macerie, chi ha assistito la popolazione e chi, una volta terminata l’emergenza, ha continuato a esserci. Un ruolo centrale è dedicato anche al Comitato della Croce Rossa Italiana di Amatrice, costituito nel settembre 2022, in seguito al sisma, e divenuto negli anni una presenza costante al servizio della comunità e del territorio. Poi il racconto cambia prospettiva. Non sono più soltanto i soccorsi ad essere i protagonisti, ma le persone: Volontari, rappresentanti delle istituzioni e cittadini raccontano cosa ha significato trovarsi dentro un’emergenza di quella portata, quando anche chi presta aiuto può essere parte della comunità colpita. La parte finale racconta Amatrice oggi, dieci anni dopo. Le testimonianze si interrogano sull’eredità di quell’esperienza, sul cambiamento della comunità e su ciò che il sisma ha lasciato alla Croce Rossa Italiana, sul piano dell’organizzazione e della gestione delle emergenze. Un progetto nato nella Croce Rossa Italiana “La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore” è una produzione del Comitato Croce Rossa Italiana di Amatrice. Il progetto nasce da un’idea di Giuseppe Pignoli, Presidente del Comitato CRI di Amatrice, e Marcello Mozzetti, Volontario del Comitato di Amatrice. La regia è di Barbara Montani e Giorgio Marconi, Volontari della Croce Rossa Italiana – Comitato Municipi 8-11-12 di Roma. La sceneggiatura e le interviste sono curate da Barbara Montani, mentre le riprese ed il montaggio sono a cura di Giorgio Marconi. Il risultato è un racconto nato dalla volontà di custodire la memoria di un’esperienza che ha segnato profondamente la Croce Rossa Italiana, le persone che vi hanno preso parte e la comunità di Amatrice. Il docufilm si conclude con una domanda lasciata alle diverse voci del documentario: “Amatrice oggi è…”. Una parola, una frase, un’immagine per raccontare ciò che resta dieci anni dopo. La risposta non è una sola. È fatta di tante voci, tanti ricordi e tante persone. L’APPUNTAMENTO “La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore”. Domenica 23 agosto 2026, ore 18, Auditorium “ Monti della Laga”.

SEI TU IL REPORTER – Emanuele Maria: “Con l’ennesima chiusura di via Garibaldi come si farà a tornare alle proprie abitazioni?”

Nuova segnalazione a Rietinvetrina da parte di un lettore che scrive alla nostra redazione per la rubrica SEI TU IL REPORTER: “Si legge sui giornali un nuovo comunicato della Polizia Locale per la chiusura nuovamente di via Garibaldi – commenta Emanuele Maria – non vengono indicate vie alternative per accedere con auto e moto alla zona del Centro Storico. Vista oltretutto la preparazione della fiera del peperoncino, come si farà a tornare alle proprie abitazioni, e come faranno disabili, mezzi di soccorso, etc?” – conclude Emanuele Maria. LA REDAZIONE DI RIETINVETRINA E’ A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE

Momentaneamente chiusa via Porrara. APS sul posto

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Dalle ore 12:15 circa è momentaneamente chiusa via Porrara svincolo da viale Maraini con traffico deviato. Sul posto c’è una squadra di APS. Fare attenzione e rispettare le regole della strada se si transita in zona.

Fermata 41enne ternana sorpresa in vacanza sul Terminillo. Su di lei, però, pendeva un divieto di ritorno nel Reatino

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I Carabinieri della Stazione di Monte Terminillo, a conclusione degli accertamenti scaturiti da uno dei consueti controlli ai mezzi di trasporto in transito (ulteriormente intensificati nella settimana del Ferragosto), hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rieti una 41enne, residente a Terni e già nota alle Forze dell’Ordine. La donna è stata fermata e identificata lo scorso 12 agosto, in località Campoforogna, dove stava trascorrendo un periodo di vacanza. Dai successivi riscontri della banca dati è emerso che a suo carico figurava un provvedimento di divieto di ritorno nel Comune di Rieti, emesso lo scorso aprile. All’esito delle verifiche la 41enne è stata segnalata all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’art. 76, comma 3, del D.Lgs. 159/2011 (Codice delle Leggi Antimafia e delle Misure di Prevenzione).

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Donna causa incidente stradale autonomo: trovata con un tasso alcolemico ben oltre il consentito. Deferito un uomo sempre alla guida ubriaco

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Proseguono i servizi di controllo del territorio disposti dai comandi dell’Arma dei Carabinieri nella provincia di Rieti, finalizzati alla prevenzione delle condotte di guida pericolose e alla tutela della sicurezza di tutti gli utenti della strada. Le attività, condotte sia sulle principali arterie urbane ed extraurbane sia attraverso mirati posti di controllo diurni e notturni, hanno portato a importanti risultati operativi. In particolare, i Carabinieri della Sezione Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Rieti sono intervenuti tempestivamente a Cantalice, a seguito di un incidente stradale autonomo che non ha visto il coinvolgimento di altri veicoli. Giunti sul posto intorno all’una, i militari hanno identificato la conducente, una donna di 35 anni residente in provincia e già nota alle Forze dell’Ordine. Sottoposta ad accertamento speditivo mediante etilometro, la stessa è risultata positiva con un tasso alcolemico pari a 1,93 g/l, un valore di gran lunga superiore ai limiti consentiti dalla normativa vigente pari a 0,50 g/l. Al termine delle verifiche di rito, la donna è stata deferita in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di guida in stato di ebbrezza, con conseguente ritiro immediato della patente di guida e sequestro amministrativo del veicolo ai fini della confisca. Parallelamente, nell’ambito dei servizi straordinari condotti proprio nel giorno di Ferragosto dai Carabinieri della Compagnia di Poggio Mirteto, i militari dell’Aliquota Radiomobile hanno sottoposto a verifica un automobilista 52enne, residente nella zona, sorpreso nel centro abitato alla guida di un furgone in evidente stato di alterazione psicofisica riconducibile all’abuso di sostanze alcoliche. I successivi accertamenti tecnici hanno confermato il superamento dei limiti di legge, registrando un tasso alcolemico pari a 1,92 g/l. Nei confronti del conducente si è proceduto alle sanzioni previste dal Codice della Strada, al ritiro della patente, trasmessa alla Prefettura di Rieti, e all’affidamento del mezzo a una persona di fiducia idonea alla guida. Anche in questo caso, il conducente è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti per l’avvio del relativo procedimento penale. L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito a mantenere sempre la massima prudenza alla guida, ricordando che i controlli stradali proseguiranno senza sosta su tutto il territorio provinciale a tutela della sicurezza pubblica. Si dà atto, come di consueto, che i procedimenti penali sono ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Quarta amichevole pre-season per il Rieti Calcio che sfida l’Albalonga

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Oggi 20 agosto il Rieti Calcio scenderà di nuovo in campo per un nuovo test pre-season. La prima squadra sarà impegnata alle ore 17:30 contro l’Albalonga, formazione di Serie D, allo Stadio Comunale di Pavona. Un altro banco di prova importante per i ragazzi in vista dell’inizio della stagione

10 anni dal sisma 2016. Vescovo Piccinonna a Famiglia Cristiana: “C’é una cappa di sfiducia da parte della gente verso le Istituzioni e tutto ciò che riguarda la ricostruzione”

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Si mescolano senso di abbandono e memorie vive. Per il decennale la popolazione pare vivere un misto di commemorazione emotiva e rivendicazione”. A parlare a Famiglia Cristiana è monsignor Vito Piccinonna, Vescovo di Rieti, intervistato in occasione dei 10 anni dal sisma che colpì il Centro Italia nella notte tra il 23 e il 24 agosto, cui il settimanale dedica la storia di copertina.  Il prelato denuncia lo scarto fra narrazione sulla ripresa e percezione della popolazione che, per quasi la metà degli allora sfollati – 20 mila su 41 mila – vive ancora nelle Soluzioni abitative di emergenza: “La ricostruzione è certamente complessa ma c’è rabbia per una serie di soluzioni ritenute possibili, ma non realizzate, nonostante le importanti risorse destinate alla ricostruzione – racconta il vescovo – la vita concreta porta a porre l’accento su quanto manca, perché ciò incide sulla vita reale più di quanto non facciano i cantieri visibili”. Sentimenti che si accentuano con l’avvicinarsi della ricorrenza del decennale: “Ciò che sembra emergere è il senso di rassegnazione. In tanti anni per molti è cambiato poco”. Da sempre accanto a loro c’è la Chiesa. Sacerdoti, religiose, parrocchie che fin dal primo momento sono stati accanto alla popolazione per offrire quella speranza che in molti sembra vacillare: “La nostra presenza non è mai venuta meno, con marce e modalità diverse – illustra mons. Piccinonna – sin dai primi giorni dell’emergenza, anche in maniera più attiva e grazie all’aiuto economico di Caritas italiana e tanti benefattori”. Accanto alle difficoltà, il territorio continua a mostrare segni di resilienza: tra cantieri ancora fermi, prefabbricati comunali e servizi essenziali da reinventare, Famiglia Cristiana racconta le molte comunità non hanno mai smesso di organizzarsi. Ad Accumoli, ad esempio, i volontari garantiscono trasporti per anziani e persone fragili rimaste nelle SAE, mentre ad Amatrice botteghe e attività artigiane riaprono dove tutto era crollato. A Ussita, iniziative locali e nuove nascite diventano simboli di una ripartenza possibile: come quella della piccola Eva, nata il 29 maggio a Ussita da mamma Martina e papà Valerio. Tuttora abitano in una casa SAE in attesa che venga ultima l’abitazione di Visso: “L’abbiamo chiamata come la prima donna. Non ci aspettavamo fosse accolta in modo così entusiasta, ma ne siamo felici e speriamo ne arrivino altri”. In un territorio così segnato dallo spopolamento, si può davvero ricominciare da un fiocco rosa. Edizioni San Paolo

SEI TU IL REPORTER – Orietta: “Sant’Eleuterio, vicino al Cimitero di Rieti, una memoria millenaria soffocata dalle erbacce”

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Nuova segnalazione giunge alla redazione di Rietinvetrina per la rubrica SEI TU IL REPORTER. A scriverci Orietta: “Un luogo che custodisce quasi duemila anni di storia oggi rischia di scomparire non soltanto dalla vista, ma anche dalla memoria collettiva. L’area di Sant’Eleuterio, nei pressi dell’attuale cimitero cittadino di Rieti, si presenta abbandonata al degrado, invasa dalla vegetazione spontanea e ricoperta di erbacce. Una condizione che stride con l’importanza storica, archeologica e religiosa del sito. Secondo la tradizione, proprio in questa zona si trovavano le sepolture dei martiri cristiani Eleuterio e Anzia. Tra il II e il V secolo vi sarebbe sorto un antico luogo di culto, attorno al quale si svilupparono un cimitero sotterraneo paleocristiano e, successivamente, una chiesa con un monastero. Nelle vicinanze si trova anche la fonte di Sant’Eleuterio, considerata dalla tradizione locale la prima fonte battesimale della Rieti paleocristiana. Un elemento che rafforza il valore simbolico dell’intera area, indicata come uno dei luoghi nei quali affondano le radici della prima comunità cristiana reatina. Sant’Eleuterio è inoltre legato alla memoria di san Francesco d’Assisi. Le fonti francescane ricordano una sua sosta presso il romitorio che sorgeva “di fronte a Rieti”, inserendo questo luogo nel più ampio itinerario spirituale della Valle Santa. Un legame che potrebbe trasformare l’area in una tappa di interesse religioso e culturale, soprattutto in un territorio profondamente segnato dalla presenza del Santo. Dell’antico complesso, tuttavia, oggi rimane ben poco. La chiesa e il monastero subirono nel corso dei secoli danneggiamenti e trasformazioni, anche in seguito ai violenti terremoti del 1703. Alla fine dell’Ottocento, durante la costruzione del cimitero monumentale di Rieti, gran parte delle strutture superstiti venne distrutta. Proprio per questo, ciò che resta dovrebbe essere tutelato con particolare attenzione. Al contrario, l’area appare dimenticata: la vegetazione incontrollata nasconde le tracce del passato, rende difficile riconoscere i luoghi e restituisce l’immagine di un patrimonio lasciato senza manutenzione e senza un progetto di valorizzazione. Non si tratta soltanto di tagliare le erbacce. Servirebbero una ricognizione archeologica e documentaria, una pulizia rispettosa del sito, una segnaletica adeguata e un percorso capace di raccontarne la storia. Anche la fonte potrebbe essere inserita in un itinerario che colleghi le testimonianze paleocristiane della città ai luoghi francescani della Valle Santa. Lasciare Sant’Eleuterio nell’incuria significa permettere che un capitolo fondamentale della storia di Rieti venga lentamente cancellato. Recuperarlo, invece, vorrebbe dire restituire alla comunità un luogo della memoria e offrire ai visitatori una testimonianza preziosa delle origini cristiane del territorio. La città e le istituzioni competenti sono dunque chiamate a intervenire. Sant’Eleuterio non può continuare a essere un nome ricordato soltanto nei documenti e nelle pubblicazioni storiche, mentre il luogo reale scompare sotto le erbacce. Un patrimonio tanto antico merita cura, tutela e rispetto” – conclude Orietta. LA REDAZIONE DI RIETINVETRINA E’ A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE

Campus Giovani 2026, esperienza e divertimento con la Croce Rossa sul Terminillo 

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La Croce Rossa Italiana in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, nell’estate del 2026 organizza 8 Campi Giovani per giovani di età compresa tra i 18 ed i 25 anni. Il Monte Terminillo per 5 giorni consecutivi ospiterà il secondo di questi campi e sarà un campo di prossimità, pensato in particolare per garantire la piena partecipazione anche di giovani con disabilità (fisica, sensoriale, cognitiva o relazionale). La dimensione locale di questi campi permette l’adozione di misure di supporto personalizzate e un contesto sicuro e accessibile. Tante saranno le attività che verranno svolte dai ragazzi mirando a stimolare confronto, consapevolezza e partecipazione attiva. Passeggiate nella natura, laboratori pratici ed altri momenti da vivere insieme saranno lo stimolo per affrontare diverse tematiche, anche grazie all’intervento di giovani volontari della CRI. Le attività e l’organizzazione dei 5 giorni saranno affidate al Comitato CRI di Rieti, nella figura del Delegato Area Sociale Alfredo Vulpiani. Ancora una volta il Terminillo si conferma meta privilegiata per confronti di questo tipo e per esperienze all’aria aperta, coinvolgendo le attività del luogo. Un importante ringraziamento anche alle associazioni Il Guazzabuglio Emergenza e Povertà OdV nella persona di Federica Paolucci, conosciuta come Nanina e la ASD Atletica Sport Terapia nella figura di Annacarla Purificati, che hanno aderito al progetto e preso parte a questa esperienza. 

A Castelnuovo di Farfa si pensa a migliorare la comunicazione ai cittadini grazie al progetto “infopaese”

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Con la collaborazione di un gruppo di cittadini, il Comune di Castelnuovo di Farfa ha deciso un’azione orientata alla massima e più capillare informazione verso tutta la Comunità del paese. Nasce così il progetto “infopaese”, un canale di comunicazione che utilizzerà social, messaggi, manifesti e volantini in modo integrato. Inoltre il Comune sta pensando di collocare nel centro del borgo un pannello elettronico che fornirà le stesse informazioni ai passanti. Sarà necessario utilizzare tutti i sistemi atti a raggiungere ogni cittadino, anche chi non utilizza pc o smartphone, mediante affissione di manifesti e distribuzione di volantini. Il flusso di comunicazioni sarà costituito in particolare da informazioni di servizio, notizie dai giornali, comunicazioni istituzionali; annuncio di eventi, informazioni culturali, storiche e quanto altro sarà ritenuto utile per la Comunità. La messaggistica di “infopaese” sarà attiva solo verso i cittadini che manifesteranno il consenso a ricevere le informazioni. L’obiettivo è tenere aggiornati i cittadini, condizione imprescindibile oggi per ogni comunità. Infopaese parte da settembre iniziando a raccogliere le adesioni al servizio che in via sperimentale era già attivo da luglio verso un gruppo di un centinaio di cittadini. Infopaese conta di raggiungere tutti i cittadini che richiederanno il servizio entro un anno. Giuseppe Manzo

Cantalice dedicherà una piazza a Claudio Di Muzio

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A margine della serata evento in memoria dell’organettista Claudio Di Muzio, tenutasi stasera mercoledì 19 agosto a Cantalice, il sindaco del paese, Gianluca Leoni, ha dichiarato che sarà intitolata una piazza di Cantalice a Claudio Di Muzio, prematuramente scomparso due anni fa. Alla serata è intervenuto anche Fabio Nobili, assessore alle Frazioni del Comune di Rieti, il quale ha ricordato Claudio Di Muzio come una persona che é riuscita a trasmettere a tantissime persone la passione per l’organetto.

Consigliere Alessio Aureli: “Un anfiteatro nuovo già dimenticato. Ornaro Alto merita attenzione”

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“Ci sono immagini che raccontano meglio di qualsiasi comunicato stampa come viene amministrato un territorio. Quelle che pubblico oggi arrivano da Ornaro Alto, nei pressi del campetto sportivo e del centro storico, dove è stata realizzata una struttura che dovrebbe rappresentare uno spazio a servizio della comunità, una sorta di anfiteatro all’aperto. Eppure, a pochi mesi dalla sua realizzazione, ciò che emerge dalle fotografie è un quadro che lascia francamente sconcertati: erba e vegetazione infestante che crescono tra le tavole, lungo i gradoni e negli spazi dell’area, mentre alcune parti della staccionata e delle strutture in legno mostrano già evidenti segni di deterioramento e necessità di manutenzione. La domanda è semplice: è questo il modo in cui si amministra il patrimonio pubblico? Perché non basta inaugurare, realizzare o finanziare un’opera. Un’amministrazione comunale ha il dovere di occuparsi anche della sua manutenzione, della sua conservazione e del suo decoro. Soprattutto quando si interviene in una frazione e si realizzano spazi che dovrebbero essere messi a disposizione dei cittadini. Non è accettabile che un’area appena riqualificata venga lasciata in condizioni simili. E rivolgo una domanda precisa anche ai due amministratori eletti nella frazione di Ornaro Alto: dove siete? Qual è la vostra attenzione nei confronti del territorio che rappresentate? Non si può chiedere ai cittadini di avere pazienza mentre, contemporaneamente, si lasciano deteriorare opere appena realizzate. Non si può amministrare soltanto quando c’è da tagliare un nastro o da pubblicare una fotografia. Amministrare significa esserci anche dopo. Significa controllare, intervenire, mantenere e rendere conto ai cittadini. Io sono Alessio Aureli, consigliere comunale di minoranza del Comune di Torricella in Sabina, e proprio perché vivo il territorio e lo percorro quotidianamente non ho intenzione di far finta di non vedere. Non sto contestando l’idea di realizzare uno spazio per la comunità. Sto contestando ciò che viene dopo: l’assenza di attenzione, di manutenzione e di controllo che rischia di trasformare un investimento pubblico in un’opera destinata a degradarsi sotto gli occhi di tutti. E allora pongo una domanda all’Amministrazione comunale: quanto è costata quest’opera ai cittadini? Chi deve occuparsi della sua manutenzione? È stato previsto un programma di manutenzione? E soprattutto, quando verrà ripristinato il decoro dell’area? Sono domande legittime. Anzi, sono domande che un consigliere comunale di minoranza ha il dovere di porre. Perché i soldi pubblici non sono soldi di nessuno. Sono i soldi dei cittadini. E quando si spendono risorse pubbliche per realizzare un’opera, quella stessa opera deve essere mantenuta nel tempo. Ornaro Alto merita attenzione, non abbandono. Io continuerò a segnalare ciò che non funziona, a chiedere risposte e a pretendere che il territorio venga amministrato con serietà e rispetto. Le fotografie parlano da sole. Ora attendiamo che parlino anche gli amministratori” – conclude Alessio Aureli, consigliere comunale di Minoranza del Comune di Torricella in Sabina

Seconda giornata Scopigno Cup 2026. Verso la fase finale

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Entra nel vivo la 34ª edizione della Scopigno Cup, prestigioso torneo di calcio giovanile che continua a regalare emozioni e grande agonismo sui campi. Dopo l’emozionante giornata inaugurale, le formazioni partecipanti sono tornate in campo per la seconda giornata della fase a gironi, offrendo sfide di alto livello tecnico e tattico.La mattinata è stata interamente dedicata alla valorizzazione e alla scoperta del territorio: tutte le squadre iscritte, accompagnate dai rispettivi staff tecnici e dirigenti, hanno preso parte a visite guidate nei luoghi più suggestivi ed ameni delle città ospitanti. Un’iniziativa che conferma ancora una volta la vocazione della Scopigno Cup come veicolo fondamentale di promozione culturale, turistica e di aggregazione sociale oltre i confini del rettangolo di gioco. Nel pomeriggio, spazio all’agonismo con le quattro sfide in programma: S.S. Lazio – Nuova Rieti Calcio: 7-0 (ore 17 – Stadio “Valletonda”, Poggio Mirteto – Rieti)Marcatori: 2 Mistretta, 2 Nedev, 2 Rago, Sulaj.F.C. Ferencváros – L’Aquila Calcio: 2-0 (ore 17:30 – Stadio “Gran Sasso d’Italia”, L’Aquila) Marcatori: Petò (Ferencváros), Horvath (Ferencváros).U.S. Salernitana 1919 – Benevento Calcio: 0-0 (ore 17:30 – Stadio “Casola”, Napoli)Cagliari Calcio – F.C. Guidonia Montecelio: 0-0 (ore 17 – Stadio “Ramacogi”, Cantalice – Rieti) VERSO LA FASE FINALE Il torneo entra ora nella fase decisiva. Venerdì mattina, a partire dalle ore 9:30, andranno in scena le attesissime semifinali che decreteranno le contendenti al titolo: Prima Semifinale: ore 9:30 – Poggio Bustone Seconda Semifinale: ore 9:30 – Stadio “Ramacogi” di Cantalice.

SEI TU IL REPORTER – Giovanni: “La Ciclovia Conca Reatina ormai ridotta più che altro ad una selva”

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Nuova segnalazione giunge alla redazione di Rietinvetrina per la nostra rubrica SEI TU IL REPORTER. A scriverci Giovanni: “Segnalo lo stato di totale degrado e abbandono nel quale versa la Ciclovia Conca Reatina, ormai ridotta più che altro ad una selva. Pericolose radici nel mezzo delle corsie, segnaletica orizzontale assente e, soprattutto, erba che ha del tutto assorbito il manto stradale, andandolo a ricoprire. La situazione è estremamente pericolosa per i ciclisti, auspico un rapido intervento di manutenzione” – conclude Giovanni. LA REDAZIONE DI RIETINVETRINA È A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE

Un nuovo argentino per la NPC, Benjamin Dutto alla guida della prima squadra maschile

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La NPC annuncia l’arrivo di Benjamin Dutto alla guida della prima squadra maschile, che nella stagione sportiva 2026/2027 affronterà il campionato di Serie C. Nato in Argentina nel 1981 e in possesso della doppia nazionalità argentina e italiana, Dutto è laureato in Scienze Motorie. Il nuovo coach della NPC vanta una lunga esperienza nel mondo della pallacanestro, maturata tra Italia e Argentina, sia nel settore giovanile che alla guida di prime squadre.

La sua carriera da allenatore è iniziata nel 2003 al Club Atletico Universitario di Córdoba, dove ha guidato le formazioni U.15 e U.17. In Italia ha poi lavorato con la Pallacanestro Alessandria (U.15) nel 2006, Virtus Termoli (U.17) nel 2007, Lanciano Basket (minibasket e U.19) dal 2010 al 2012 e Virtus Montesilvano (U.15 e U.16) nel 2018/19. In Argentina ha guidato il Club 9 de Julio di Freyre (U.13 e U.15) nel 2014 e, successivamente dal 2021 al 2023, il Club Tiro Federal e Deportivo di Morteros, ricoprendo il ruolo di capo allenatore della prima squadra e dell’U19, U.17, e U15. Nel 2024 il ritorno in Italia sulla panchina della Pallacanestro Urbania in Serie C, prima dell’esperienza del 2025 alla guida dell’Asociación Atlética Banda Norte. Dutto ha inoltre alle spalle una lunga esperienza da giocatore, maturata principalmente in Italia. Ha disputato sei stagioni tra il 2007 e il 2012, vestendo le maglie di Virtus Termoli, Nuovo Pineto Basket, Basket San Vito, Lanciano Basket, Vasto Basket e Antoniana Pescara. In questo percorso ha totalizzato 179 presenze e 3.730 punti, con una media complessiva di 20,8 punti a partita e un massimo di 42 punti in una singola gara.

Ora per Dutto si apre una nuova avventura a Rieti, alla guida della NPC, con l’obiettivo di costruire insieme alla società un percorso ambizioso e affrontare il prossimo campionato di Serie C che si prospetta lungo e competitivo.

Le parole di Benjamin Dutto: “Sono molto contento di arrivare in una città come Rieti, con tanta storia cestistica, e di ritornare ad allenare in Italia dopo il 2024. Ringrazio la società NPC per questa scelta e non vedo l’ora di essere sul campo per cominciare a lavorare.
Sarà un anno molto impegnativo, perché è un bel girone, dove troveremo squadre con tanta storia e tanti giocatori che hanno militato in categorie professionistiche. Di sicuro il lavoro non mancherà e faremo di tutto per portare il nome della NPC il più in alto possibile. Speriamo di poter coinvolgere tanti tifosi, per avere qualcosa in più in ogni partita. Grazie ancora e ci vediamo ai nastri di partenza!”

Il sindaco di Contigliano Angelo Toni risponde a Paolo Lancia

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“Ho letto con attenzione le dichiarazioni dell’ex sindaco Paolo Lancia in merito all’aumento delle tariffe del trasporto scolastico e ritengo doveroso ristabilire la verità dei fatti, come più volte è stato necessario fare, soprattutto perché quando si parla di dissesto finanziario di un Comune non si può fare propaganda sulla pelle dei cittadini né raccontare soltanto la parte della storia che fa più comodo. Il Comune di Contigliano è in dissesto finanziario e questo non è un’opinione politica e non è una scelta dell’attuale amministrazione: è una condizione finanziaria che impone all’Ente precise conseguenze, obblighi e sacrifici, con l’obiettivo di riportare il bilancio comunale in equilibrio e garantire nel tempo la continuità dei servizi. Per questo motivo trovo sorprendente che proprio chi ha amministrato il Comune negli anni precedenti oggi parli di “fallimento vero” e di “vergogna”, chi amministra un Comune in dissesto non può far finta che nulla sia accaduto e continuare a spendere per sostenere servizi senza considerare i loro costi effettivi e la sostenibilità complessiva del bilancio. Il servizio di trasporto scolastico ha un costo per il Comune che non può essere per la maggior parte a carico del bilancio dell’Ente, soprattutto quando quel bilancio è sottoposto alle stringenti regole del dissesto. Con la tariffa di 145 euro all’anno, alla quale fa riferimento Lancia, si è coperto finora solo poco più del10% del costo del trasporto cosa non più sostenibile se si vuole risanare il bilancio comunale. Inoltre differenziare la tariffa tra residenti e non residenti è un atto di giustizia nei confronti dei cittadini di Contigliano che pagano i tributi in questo comune rispetto ai non residenti, Oggi siamo chiamati a prendere decisioni difficili perché abbiamo certamente il dovere di garantire che i servizi possano continuare a essere erogati ma anche di amministrare con responsabilità le risorse pubbliche. Quanto all’affermazione secondo cui l’aumento della tariffa “non serve assolutamente a niente” nel processo di risanamento, lascio che siano i numeri e gli atti amministrativi a parlare. Certamente l’aumento della tariffa del trasporto scolastico non risolve da solo il problema del bilancio ma comunque contribuisce insieme ad altre risorse all’equilibrio di bilancio, spese ed entrate devono essere valutate con  oculatezza.  Quanto agli attacchi personali e alle parole come “incapacità”, “arroganza” e “padroni del nulla”, non intendo rispondere scendendo sullo stesso piano. I cittadini ci hanno affidato un mandato per amministrare il Comune e noi stiamo cercando di fare il meglio nell’interesse della collettività assumendoci con coraggio le nostre responsabilità”. Così nella nota il sindaco Angelo Toni