L’omelia del mercoledì delle Ceneri «ai tempi del coronavirus» Vescovo: “Mai come ora scopriamo la forza del legame che ci unisce”

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Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai. L’omelia del mercoledì delle Ceneri, «ai tempi del coronavirus», assume un significato particolare.

Simulazione a largo Vittori per la Settimana Europea sicurezza sul Lavoro – IL VIDEO

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La mattina del 25 ottobre, in occasione della Settimana Europea sicurezza sul Lavoro, Provincia di Rieti e Ausl, in collaborazione con Croce Rossa Italiana, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Protezione Civile, hanno dato vita ad un’ora di simulazione a largo Vittori, per far comprendere ai più giovani l’importanza della sicurezza negli ambienti di lavoro. Inscenato un soccorso di persone ustionate ed intossicate da anidride carbonica dopo un incendio nel salone vescovile.

DIRETTA – RietinvetrinaSimulazione a largo Vittori per la Settimana della Protezione Civile

Opublikowany przez Rietinvetrina giornale on line Piątek, 25 października 2019

Giro di prostitute e trans. Chiuso per 15 giorni l’Hotel Blu

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Gli agenti della Polizia di Stato hanno notificato all’esercente di un noto hotel reatino, l’Hotel Blu in via Salaria per L’Aquila, il decreto del Questore di Rieti, che ha disposto la chiusura dell’attività per 15 giorni. La chiusura è conseguente ad un’indagine, svolta dagli agenti della Squadra Mobile, che ha permesso di accertare numerosi casi di donne e transessuali di nazionalità straniera che si prostituivano nell’hotel dopo aver pubblicizzato i loro annunci su un sito web. Sul sito inserivano i loro numeri telefonici, foto e video hard, indicazioni su come recarsi nelle stanze dell’hotel reatino e consigli sull’elusione della registrazione quali ospiti della struttura ricettiva. Il gestore dell’hotel, quindi, è stato anche denunciato per aver omesso di comunicare in Questura le generalità di alcune persone alloggiate. Nel corso delle indagini, inoltre, gli agenti della Polizia di Stato, mentre procedevano all’arresto di un cittadino nigeriano destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno anche rinvenuto in una camera dell’hotel della sostanza stupefacente. Le caratteristiche di evidente pericolosità sociale dell’attività dell’hotel, che si riflette sulla moralità ed il buon costume, hanno quindi suggerito l’adozione del provvedimento di chiusura.

Polizia di Rieti seda violenta lite tra due gruppi di ragazzi davanti Sant’Agostino

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Due pattuglie della Questura di Rieti sono intervenute intorno alle ore 19 di oggi, giovedì 29 ottobre, in piazza Mazzini di fronte alla Basilica di Sant’Agostino per una violenta lite tra due gruppi di ragazzi. Gli agenti hanno sedato l’alterco prima che potesse degenerare.

SEI TU IL REPORTER – “Biciclette e rifiuti abbandonati nella zona attorno al Costaggini di Rieti”

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Per la rubrica di Rietinvetrina SEI TU  IL REPORTER arriva in redazione la segnalazione di un lettore che ha notato diverse biciclette abbandonate nelle sterpaglie attorno all’Istituto Alberghiero Costaggini di Rieti. Oltre alle due ruote è facile trovare rifiuti vari, carrelli in ferro, pezzi di plastica e quant’altro. LA REDAZIONE DI RIETINVETRINA È A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE

Un anno d’oro per il Gruppo Storico Sabino: da Rieti ai confini dell’Impero, dodici mesi di trionfi culturali

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Nato solo un anno fa con l’ambizioso obiettivo di ridare voce e forma al glorioso passato dell’antica Sabina ed al suo legame indissolubile con Roma, il Gruppo Storico Sabino traccia il bilancio di dodici mesi straordinari. Un anno di crescita verticale che ha visto l’associazione reatina trasformarsi, a tempo di record, in un’eccellenza della rievocazione storica e del history telling non solo in Italia, ma anche in ambito internazionale. Mettendo in scena la storia dei tre re romani di origine sabina (Tito Tazio, Numa Pompilio e Anco Marzio) e i fasti della dinastia dei Flavi (Vespasiano, Tito e Domiziano), le cui radici affondavano proprio nel territorio reatino, il gruppo ha saputo unire il rigore della divulgazione scientifica alla magia dello spettacolo vivente. La Sabina al centro: tra miti fondativi e amori imperiali Il cuore pulsante delle attività è rimasto legato alla valorizzazione del territorio d’origine, con eventi che hanno lasciato il segno nella comunità locale: • Rieti terra delle Acque: In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il gruppo ha rievocato la profonda vocazione agricola del territorio. Lo ha fatto partendo dalla figura di Manio Curio Dentato e dalla grandiosa opera di bonifica che portò alla nascita della piana reatina laddove un tempo si estendeva il Lacus Velinus. • Il Festival dei Sabini: L’evento di punta dell’associazione ha letteralmente trasformato l’area del Ponte Romano e il centro storico di Rieti in un teatro a cielo aperto. Davanti ad un pubblico rapito sono andate in scena ricostruzioni suggestive e uniche come “Pecunia non olet”, l’Accensione del Fuoco, la “Captio Virginis” (il rito delle Vestali) e il Rito della Concordia, arricchiti da mercati storici e didattica accessibile a tutti. • “Lontano da occhi indiscreti”: Nella splendida cornice archeologica della Villa di Tito a Castel Sant’Angelo, il gruppo ha firmato l’epica e struggente ricostruzione dell’amore tormentato tra l’imperatore Tito e la regina Berenice, regalando nuova vita a un sito dal valore inestimabile. La conquista dell’Europa: da Roma a Sofia In soli dodici mesi, il Gruppo Storico Sabino ha saputo esportare la cultura e le radici reatine ben oltre i confini provinciali, partecipando da protagonista ai più importanti festival europei: • Roma (Idi di Marzo e Natale di Roma) Il debutto a Largo Argentina e lo spettacolo al Circo Massimo con la rievocazione del celeberrimo Ratto delle Sabine. • Spagna Blanes (Blandae Ciutat Romana) Un vero e proprio trionfo internazionale grazie all’applauditissimo history telling dedicato a Quintiliano. • Francia Fréjus Grande successo per i laboratori e le attività di didattica sugli acquedotti romani e sulla figura dei littori. • Bulgaria Sofia Un salto indietro nel tempo per mostrare al pubblico dell’est Europa l’affascinante e sacro rito delle Terme. Un futuro ancora da scrivere Questo primo anniversario non è un traguardo, ma un trampolino di lancio. In un solo anno, il Gruppo Storico Sabino ha dimostrato che la storia non è qualcosa di chiuso nei libri, ma un patrimonio vivo, capace di unire i popoli, generare turismo e riaccendere l’orgoglio delle proprie radici. Se il buongiorno si vede dal mattino, la Sabina ha trovato dei custodi della memoria eccezionali, pronti a conquistare nuovi e prestigiosi palcoscenici.

Grano alle Svalbard, European Consumers: “La visione scientifica di Strampelli si realizza attraverso la diffusione e la coltivazione delle sementi, non tramite la musealizzazione”

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In risposta alle note diffuse da Copagri Lazio e dall’Associazione Dottori in Agraria e Forestali di Rieti, European Consumers APS intende ricondurre il dibattito sui binari del rigore scientifico e della corretta gestione delle risorse fitogenetiche. È necessario chiarire un punto nodale sollevato dal prof. Enrico Martinelli in merito alla figura del prof. Alessandro Bozzini (erroneamente menzionato come “Bossini”) e alla costituzione del grano Creso. Il Creso non rappresenta un esempio di valorizzazione delle risorse genetiche autoctone, bensì un prodotto di mutagenesi indotta tramite radiazioni ionizzanti (raggi gamma) applicate al frumento duro senatore Cappelli. Sebbene la Direttiva europea 2001/18/CE escluda tecnicamente la mutagenesi convenzionale dagli obblighi normativi previsti per gli OGM transgenici, sul piano biologico ed ecologico si tratta di una profonda modificazione artificiale in laboratorio, antitetica ai processi di selezione conservativa e dinamica del germoplasma locale. L’argomentazione secondo cui l’assenza di fondi storici per i test di germinabilità a Rieti giustifichi la delocalizzazione del patrimonio di Strampelli evidenzia un fallimento strutturale della governance agricola locale, non una necessità scientifica. La conservazione ex situ in condizioni di congelamento estremo (come alle Svalbard) rappresenta una misura di backup statico che interrompe l’evoluzione adattativa della pianta e, nel caso specifico, sradica il legame storico e biologico con l’areale reatino. Inoltre, l’accessibilità e la governance di tali banche globali, regolate da accordi internazionali complessi e influenzate da macro-interessi geopolitici e finanziari privati, pongono seri interrogativi sulla reale persistenza della sovranità genetica nazionale e locale sui materiali depositati. La visione scientifica di Nazareno Strampelli, basata sul miglioramento genetico mirato alla produttività e alla resilienza nei campi, si realizza attraverso la diffusione e la coltivazione delle sementi, non tramite la sua musealizzazione in un regime extraterritoriale privo di garanzie di rientro per il territorio d’origine. European Consumers APS ribadisce che la priorità scientifica e istituzionale deve essere lo sviluppo di strategie di conservazione in situ e on-farm, supportando una rete locale di agricoltori certificati e l’istituzione di un centro di ricerca e stoccaggio pubblico a Rieti. Solo il mantenimento del seme in un ciclo colturale vivo garantisce la vera tutela della biodiversità e la sicurezza alimentare del Paese. Agr. Dott. Marco Tiberti, presidente European Consumers APS  

Incidente sulla Rieti – Terni: coinvolti due motociclisti

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Nel pomeriggio odierno sulla Rieti – Terni altezza svincolo gallerie di Colle Giardino, direzione Rieti, si è verificato un incidente stradale autonomo che ha visto coinvolti due motociclisti in sella ad una moto. Sul posto due autoambulanze che hanno preso in carico i centauri trasferiti al de Lellis di Rieti. Sul posto anche le Forze dell’Ordine.

10 anni dal sisma, il Cammino delle Terre Mutate e ActionAid hanno fatto tappa ad Arquata del Tronto

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La ricostruzione non si esaurisce negli interventi strutturali: ha bisogno di comunità, relazioni e presenze capaci di accompagnare i territori nel tempo. È questo il messaggio emerso il 24 ottobre ad Arquata del Tronto, durante l’incontro promosso dal Cammino nelle Terre Mutate e ActionAid in occasione di «Marrone che Passione». Un momento di restituzione della Carovana 2026, il viaggio collettivo che dall’11 al 25 luglio ha attraversato per quindici giorni i territori colpiti dal sisma, lungo il Cammino da Fabriano a L’Aquila. A dieci anni dal sisma del 2016-2017, mentre prosegue la ricostruzione materiale, resta fondamentale mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita, sulle relazioni sociali e sul futuro di chi abita questi luoghi. Tornare nei territori, incontrare le comunità e continuare a osservare le trasformazioni in corso significa contribuire a una ricostruzione che sia anche sociale e partecipata. L’incontro ha riunito abitanti, camminatori e camminatrici tornati sul territorio per l’occasione, associazioni e rappresentanti delle istituzioni. «Riportare la sagra nel cuore del paese per noi è stato di fondamentale importanza», ha dichiarato il sindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi, sottolineando lo sforzo compiuto in sole tre settimane per riportare l’evento sul lungofiume e restituire vitalità al territorio. «Questo territorio ha bisogno di comunità allargate e diffuse, che tornano a trovarci. Siamo tutti parte di questo tessuto sociale», ha ricordato Antonella Ciccolini, neoeletta presidente della Pro Loco, originaria di Pretare e tornata a vivere sul territorio, dove ha scelto di impegnarsi attivamente. Un percorso di monitoraggio civico con ActionAid La collaborazione tra il Cammino nelle Terre Mutate e ActionAid, avviata in occasione della Carovana 2026, proseguirà nei prossimi mesi con l’obiettivo di rafforzare il monitoraggio civico della ricostruzione e promuovere una maggiore partecipazione delle comunità alle decisioni che riguardano il loro futuro. Francesca Zambito, rappresentante di ActionAid, ha sottolineato l’importanza dell’accesso alle informazioni e della possibilità, per chi abita i territori, di comprendere e seguire le scelte che riguardano la ricostruzione. «Avere accesso ai dati, avere accesso alle informazioni e poter partecipare, poter dire la propria sulle decisioni, sulla ricostruzione, è un diritto», ha affermato, annunciando l’intenzione di avviare nei prossimi mesi una scuola di monitoraggio civico. L’obiettivo è fornire a cittadini e associazioni strumenti per leggere i dati della ricostruzione, comprendere le decisioni istituzionali e partecipare attivamente ai processi che trasformano i territori. Come ha ricordato Zambito, la ricostruzione riguarda anche il tessuto sociale: quando le informazioni non sono disponibili, accessibili o comprensibili, chi abita i territori rischia di restare escluso dalle decisioni che ne determinano il futuro. Il Cammino come presidio dei territori Il contributo del Cammino nelle Terre Mutate si inserisce in questo percorso, ma va oltre il monitoraggio in senso stretto. Camminare significa attraversare i luoghi, osservare le trasformazioni, incontrare le persone e ascoltare le esperienze di chi continua ad abitare questi territori. Significa anche tornare, mantenere vive le relazioni e costruire legami che resistano al tempo. Attraverso le sue 14 tappe, da Fabriano a L’Aquila, il Cammino attraversa un territorio vasto e articolato, interessato dalla ricostruzione post-sisma in 138 comuni. Un paesaggio in trasformazione, nel quale convivono cantieri, nuovi vuoti, esperienze di ritorno e condizioni abitative ancora emergenziali. Interrogarsi sul futuro di questi luoghi significa anche chiedersi quali comunità resteranno quando la ricostruzione sarà conclusa e quali condizioni renderanno possibile continuare a viverci. «Questo Cammino ha forse ancora più importanza ora. Ci sarà sempre qualcosa da osservare», hanno ricordato i referenti di tappa presenti all’incontro, sottolineando la necessità di una presenza continuativa sui territori. «Camminare è un modo per osservare, ascoltare e continuare a essere presenti. Crediamo nell’importanza della trasparenza, dell’accesso alle informazioni e della possibilità per le comunità di comprendere e accompagnare le trasformazioni in corso. Per noi il Cammino deve sempre più essere uno strumento di monitoraggio civico e rafforzare il proprio ruolo nel costruire relazioni, tornare nei luoghi e sostenere chi li abita, contribuendo a mantenere viva l’attenzione sul loro futuro», ha dichiarato Annalisa Spalazzi, presidente del Cammino nelle Terre Mutate. Da Torino, Novara, Verona, Cento, Mantova, Roma, L’Aquila e da molte altre località, oltre venti partecipanti alla Carovana sono tornati ad Arquata del Tronto per condividere questo momento con la comunità locale, in occasione della sagra. Un ritorno che testimonia come l’esperienza del Cammino non si esaurisca con il viaggio ma continua attraverso le persone che scelgono di mantenere un legame con questi territori. La Carovana continua, anche dopo il viaggio L’incontro si è concluso con l’impegno a proseguire il cammino, non soltanto lungo i sentieri, ma attraverso uno sguardo attento e consapevole sulle trasformazioni dei territori e sulle esigenze delle comunità. Le persone che hanno partecipato alla Carovana si sono rese disponibili a continuare a essere punti di riferimento del Cammino nelle diverse parti d’Italia, contribuendo a costruire una rete diffusa di relazioni e attenzione. La Carovana si trasforma così da esperienza collettiva di quindici giorni in un impegno che prosegue nel tempo. Perché la ricostruzione del Centro Italia non riguarda soltanto i territori direttamente coinvolti, ma interroga l’intero Paese sulla capacità di accompagnare le comunità, garantire partecipazione e riconoscere il valore dei luoghi in cui le persone continuano a vivere.

Artigianato, UAI: “Secondo stime INPS persi oltre 570mila iscritti dal 2011. Calo superiore al 5% annuo nell’ultimo triennio”

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Oltre 571mila iscritti in meno in quattordici anni e una contrazione che, nell’ultimo triennio, ha superato il 5% annuo. È il quadro che emerge dall’analisi statistico-attuariale dell’INPS sull’andamento delle iscrizioni e delle cessazioni nella Gestione Artigiani, relativa al periodo 2018-2024 e promossa dal presidente del Comitato amministratore, Francesco Sgherza. Tra il 2011 e il 2025, la platea dei contribuenti è diminuita del 31,3%, passando da circa 1,82 milioni a 1,25 milioni di iscritti stimati. Preoccupa soprattutto l’accelerazione della flessione: dal calo medio annuo del 2% registrato nel decennio precedente si è passati, dal 2023, a riduzioni superiori al 5%, fino alla contrazione stimata del 5,91% tra il 2024 e il 2025. Lo studio ha analizzato le successive transizioni lavorative di 692.971 soggetti cancellati dalla Gestione tra il 2018 e il 2024, verificandone la posizione negli archivi INPS nell’anno successivo alla cessazione. Il 50,33% ha trovato una nuova occupazione. Tra questi, il 63,6% si è ricollocato come dipendente del settore privato, il 18,3% nel lavoro autonomo o parasubordinato e il 13% è rientrato nella stessa Gestione Artigiani. Il pensionamento rappresenta il 23,61% delle uscite, mentre il 4,58% riguarda persone decedute. Particolarmente significativo il dato relativo ai cosiddetti silenti: il 21,48% dei cancellati, pari a circa 148.800 persone, non risulta rintracciabile negli archivi INPS l’anno successivo alla cessazione, né come lavoratore attivo, né come pensionato o deceduto. La percentuale sale al 26,47% nel Mezzogiorno e nelle Isole e interessa soprattutto la fascia tra i 45 e i 59 anni. L’analisi evidenzia anche un progressivo invecchiamento della platea. La quota dei cancellati con più di 60 anni è passata dal 27,21% del 2018 al 37,28% del 2024, mentre diminuisce il peso delle uscite nella fascia tra i 30 e i 44 anni. Anche l’età media degli ex artigiani che trovano una nuova occupazione è aumentata, passando da 44,4 anni nel 2019 a 47,4 anni nel 2025. Un andamento che richiama l’attenzione sulla trasformazione demografica del settore e sulla necessità di favorire il ricambio generazionale. Sul piano territoriale, oltre il 58% delle cancellazioni si concentra nel Nord Italia, con il 33% nel Nord-Ovest e il 25,5% nel Nord-Est. Il Centro rappresenta il 21,5% e il Mezzogiorno il 20%. Se il ricollocamento di circa la metà degli ex artigiani dimostra la capacità del mercato del lavoro di assorbire una parte significativa di chi abbandona l’attività, la riduzione complessiva degli iscritti resta un segnale di forte criticità per un comparto fondamentale dell’economia italiana. Le conclusioni dello studio richiamano l’esigenza di una riflessione sulla Legge n. 443 del 1985, la normativa quadro dell’artigianato, alla luce dei profondi cambiamenti intervenuti negli ultimi quarant’anni. Globalizzazione, trasformazioni dei mercati, nuovi modelli produttivi ed evoluzione delle regole economiche impongono di verificare l’adeguatezza dell’attuale disciplina. L’obiettivo è individuare strumenti normativi e condizioni operative capaci di sostenere la competitività delle imprese, valorizzare il lavoro artigiano e favorire l’ingresso delle nuove generazioni, preservando un patrimonio produttivo, professionale e sociale essenziale per il Paese. Questo il commento da parte di Gabriele Tullio, componente del Comitato amministratore della Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani presso l’INPS e Presidente Nazionale dell’Unione Artigiani Italiani (UAI): “I dati dell’artigianato sono logicamente preoccupanti: registriamo un trend negativo e un calo del 5% annuo nell’ultimo triennio, un dato inaccettabile per un settore che ha da sempre rappresentato un pilastro per l’Italia. Serve adesso un forte sforzo congiunto, a partire dalla politica e dalla nuova legge sull’artigianato in fase di elaborazione, per invertire questa tendenza. Dobbiamo tornare a essere positivi: l’artigianato è sinonimo di occupazione e porta ricchezza reale sui territori”. Così nella nota la UAI – Unione Artigiani Italiani

Incidente SUV – camion nella Salaria per Roma

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Nuovo incidente sulla Salaria per Roma. Stavolta coinvolti, per cause ancora non note, sono stati un SUV che ha riportato la distruzione del muso ed un camion (nella foto) altezza rotonda di Passo Corese. Sul posto l’Arma Carabinieri. Traffico scorrevole.

Il Ristorante “La Corte” di Elia e Krizia Grillotti nella guida dei Ristoranti Italiani Gambero Rosso 2027

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Un altro importante riconoscimento per Elia Grillotti e sua moglie Krizia, accompagnati dal proprio staff. Il Ristorante “La Corte” nella guida dei Ristoranti Italiani del Gambero Rosso 2027.

Terzo premio per gli studenti del Circolo dei Lettori del Rosatelli di Rieti al concorso: “La biblioteca scolastica che vorrei”

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I ragazzi del Circolo dei Lettori dell’Istituto Superiore Celestino Rosatelli di Rieti conquistano il terzo premio al concorso “La biblioteca scolastica che vorrei. Le biblioteche scolastiche del Lazio per la creatività”, realizzando un video che racconta la loro biblioteca ideale e le esperienze vissute a scuola. Il riconoscimento consiste in un kit bibliografico del valore di 800€, che arricchirà la nostra biblioteca scolastica. Un ulteriore riconoscimento è stato assegnato all’Istituto per il sostegno alle attività formative, in particolare al laboratorio di motivazione alla lettura del 26 ottobre.

Unione Sindacale di Base: Confermato lo sciopero generale dei Trasporti del 30 ottobre. Stop alla disinformazione

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L’Unione Sindacale di Base (USB) conferma la mobilitazione e lo sciopero generale dell’intero comparto Trasporti previsto per la giornata di domani, 30 ottobre 2026, nonostante l’ordinanza di precettazione emanata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). Un’ordinanza che riteniamo illegittima e a cui come USB non intendiamo sottostare, accollandosi l’eventuale sanzione per il sindacato e i suoi delegati e informando i lavoratori e le lavoratrici del settore delle pesanti sanzioni individuali cui potrebbero andare incontro. Denunciamo la diffusione di avvisi all’utenza errati, incompleti e fuorvianti da parte di numerose aziende del settore: richiediamo la tempestiva rettifica di queste comunicazioni, che rischiano di generare ingiustificata confusione e danni all’utenza fatta da cittadini e pendolari. Le eventuali assenze dal servizio registrate nella giornata del 30 ottobre dovranno essere considerate e qualificate come adesioni alla mobilitazione sindacale: qualsiasi tentativo di classificarle come ordinarie assenze ingiustificate, costituisce una violazione del diritto di sciopero e sarà contrastato con ogni tutela nelle sedi opportune. Invitiamo le Associazioni datoriali a diramare con urgenza comunicazioni ufficiali e vincolanti a tutte le aziende.  Cogliamo l’occasione per ricordare che per tutte le categorie pubbliche e private è in piedi e pienamente legale lo sciopero generale a scanso di voci messe in giro da chi evidentemente vorrebbe far fallire la sacrosanta protesta dei lavoratori”. Così nella nota l’Unione Sindacale di Base (USB) – Settore Trasporti

Confartigianato celebra 80 anni di storia. Da Roma una svolta per il futuro delle imprese artigiane

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Ottant’anni di storia, di rappresentanza e di impegno al fianco di chi, con il proprio lavoro, contribuisce ogni giorno alla crescita economica e sociale del Paese. L’Assemblea nazionale di Confartigianato Imprese, svoltasi all’Auditorium della Conciliazione di Roma, ha rappresentato molto più di una celebrazione: un momento di confronto sulle grandi sfide dell’artigianato italiano e, soprattutto, un’occasione per delineare nuove prospettive di sviluppo per milioni di micro e piccole imprese. Significativa la partecipazione di Confartigianato Imprese Rieti, presente con una delegazione di 25 persone, guidata dal presidente Andrea Lucio Giulivi e dal segretario Maurizio Aluffi, insieme a imprenditori, rappresentanti associativi e amministratori locali. A testimoniare il forte legame tra il mondo dell’impresa e le istituzioni del territorio, hanno preso parte all’Assemblea anche la consigliera regionale Eleonora Berni, il sindaco di Poggio Nativo Gianluca Vagni, il vicesindaco di Fara in Sabina Simone Fratini, l’assessore Pamela Martini, la consigliera Chiara Costantini, il vicesindaco di Stimigliano Ilario Di Loreto e il vicesindaco di Magliano Sabina Francesco Toni. Una presenza istituzionale particolarmente significativa, che conferma quanto il dialogo tra amministrazioni pubbliche e sistema produttivo sia essenziale per affrontare le difficoltà delle imprese, sostenere l’economia locale e creare nuove opportunità di crescita, soprattutto nelle realtà territoriali più piccole e nelle aree interne. Una riforma storica per un artigianato che vuole crescere Al centro dell’Assemblea, la relazione del presidente nazionale Marco Granelli, che ha ribadito il ruolo determinante delle micro e piccole imprese nell’economia italiana, richiamando l’attenzione sulle principali criticità che ne condizionano lo sviluppo: costi energetici, accesso al credito, carenza di personale qualificato, ricambio generazionale e necessità di rafforzare la competitività. Particolarmente atteso l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha annunciato per la stessa giornata l’approvazione in Consiglio dei ministri della riforma della legge quadro sull’artigianato, risalente al 1985. Una revisione normativa attesa da oltre quarant’anni, che si propone di adeguare le regole alle profonde trasformazioni del sistema produttivo, superando vincoli che hanno spesso rappresentato un ostacolo alla crescita delle imprese. Tra le novità illustrate, la possibilità, a determinate condizioni, di mantenere la qualifica artigiana anche a fronte di un ampliamento della struttura aziendale e del numero degli addetti, insieme a una maggiore flessibilità organizzativa e alla semplificazione degli adempimenti. Un cambiamento di prospettiva importante: la crescita non deve più rappresentare un limite all’identità artigiana, ma un’opportunità da sostenere e accompagnare. “È un passaggio che segna una svolta importante per il nostro sistema produttivo – dichiara il presidente di Confartigianato Imprese Rieti, Andrea Giulivi – per troppo tempo le dimensioni aziendali hanno rappresentato un vincolo per imprese che avrebbero potuto svilupparsi ulteriormente. L’artigianato non può essere identificato soltanto con la dimensione dell’azienda, ma deve essere riconosciuto per ciò che realmente esprime: competenza, qualità, capacità di innovare e valore del lavoro. Consentire alle imprese di crescere senza perdere la propria identità significa riconoscerne finalmente il potenziale economico e occupazionale”. Giovani, competenze e accesso al credito: le sfide decisive L’Assemblea ha posto particolare attenzione anche al futuro delle nuove generazioni, alla formazione professionale e alla necessità di favorire il trasferimento delle competenze tra imprenditori esperti e giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Un tema particolarmente sentito in una provincia come quella di Rieti, dove il progressivo invecchiamento della popolazione imprenditoriale e la difficoltà di reperire figure professionali qualificate rischiano di compromettere la continuità di attività che custodiscono conoscenze, professionalità e tradizioni produttive di grande valore. Rafforzare il collegamento tra scuola, formazione e impresa, valorizzare i percorsi tecnici e professionali e restituire attrattività ai mestieri artigiani rappresentano dunque priorità non più rinviabili. Accanto alla formazione, particolare rilievo hanno assunto gli interventi annunciati sul credito, tra cui il rilancio di Artigiancassa, con nuovi strumenti di sostegno agli investimenti, e le misure per accompagnare le imprese nei processi di innovazione, digitalizzazione ed efficientamento energetico. “Le imprese hanno bisogno di risposte concrete, non soltanto di principi condivisibili –  sottolinea il segretario di Confartigianato Imprese Rieti, Maurizio Aluffi – l’accesso al credito, l’aumento dei costi di gestione, la burocrazia e la difficoltà di trovare personale qualificato incidono quotidianamente sulla capacità delle nostre aziende di investire e programmare il futuro. È fondamentale che le misure annunciate siano realmente accessibili anche alle microimprese e che si tenga conto delle specificità dei territori come il nostro, dove fare impresa significa spesso confrontarsi con difficoltà ulteriori rispetto ai grandi centri produttivi”. Ottant’anni di Confartigianato, una storia che guarda avanti Fondata nel 1946, negli anni della ricostruzione, Confartigianato ha attraversato ottant’anni di trasformazioni economiche e sociali, accompagnando generazioni di imprenditori e contribuendo alla crescita di quel patrimonio di competenze, creatività e capacità produttiva che rende riconoscibile il Made in Italy nel mondo. Una storia che trova un significato particolare nella provincia di Rieti, dove le imprese artigiane costituiscono non soltanto una componente fondamentale dell’economia, ma anche un presidio di occupazione, servizi e coesione sociale. Realtà che, soprattutto nei piccoli comuni, contribuiscono a mantenere vivi i territori, contrastando lo spopolamento e preservando professionalità che rischierebbero altrimenti di scomparire. La partecipazione all’Assemblea nazionale di una rappresentanza così significativa di imprenditori e amministratori reatini testimonia una consapevolezza condivisa: il futuro del territorio passa anche dalla capacità di sostenere chi fa impresa, crea lavoro e investe nelle comunità locali. “Ottant’anni rappresentano un traguardo importante, ma non possono essere soltanto un’occasione per celebrare il passato – conclude il presidente Giulivi – il modo migliore per onorare questa storia è assumersi la responsabilità di costruire il futuro. Dobbiamo creare le condizioni affinché le nostre imprese possano crescere, i giovani possano trovare opportunità professionali e imprenditoriali e i nostri territori continuino a vivere. L’artigianato non è un settore da proteggere perché appartiene al passato, ma una risorsa strategica sulla quale investire perché appartiene al futuro”. Confartigianato Imprese Rieti rinnova così il proprio impegno nella rappresentanza e nella tutela delle imprese della provincia, rafforzando il dialogo con le istituzioni e la collaborazione con il territorio. Perché sostenere l’artigianato significa sostenere il lavoro, la capacità di innovare e le prospettive di sviluppo dell’intera comunità.

A Leonessa denunciato dai Carabinieri un 40enne reatino per detenzione di stupefacenti

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Nell’ambito di specifici servizi di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione e al contrasto dei reati in materia di sostanze stupefacenti, i Carabinieri della Stazione di Leonessa con il supporto del personale dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Cittaducale hanno deferito in stato di libertà un quarantenne reatino. L’operazione è avvenuta in prima serata nel comune di Leonessa, a seguito di un controllo nei confronti dell’uomo il quale presentava apparenti segni di alterazione psicofisica riconducibili ad un probabile uso di droghe; sospetti che hanno condotto i Carabinieri all’ispezione della persona e ad estendere le operazioni anche presso la sua abitazione con una mirata perquisizione. L’intuito investigativo degli operanti ha consentito, durante le fasi della perquisizione domiciliare, di rinvenire e sequestrare un involucro in cellophane contenente 6,17 grammi di cocaina unitamente a un bilancino di precisione e a strumenti per il confezionamento ritenuti nell’immediatezza presumibilmente utili ad un’attività illecita rivolta non ad un uso personale ma ad un vero e proprio spaccio dello stupefacente sequestrato. Gli elementi probatori raccolti consentivano ai militari di procedere al deferimento dell’uomo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti per la violazione dell’articolo 73 del D.P.R. 309/1990 che disciplina la detenzione illecita di sostanze stupefacenti, ai fini di spaccio. Le attività svolte dai militari della Compagnia di Cittaducale trovano attuazione nell’alveo di un ampio e continuo monitoraggio del territorio della Provincia di Rieti, in prossimità di punti sensibili quali stazioni ferroviarie, parchi pubblici ed i più frequentati luoghi di aggregazione giovanile, con finalità preventive e repressive relativamente a reati predatori ed in materia di stupefacenti. Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

COTRAL, rinviato lo sciopero del 30 ottobre

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S’informa che lo sciopero generale di 24 ore, programmato per venerdì 30 ottobre 2026, è stato differito a data da destinarsi a seguito di un provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Venerdì 30 ottobre il servizio sarà quindi regolare per l’intera giornata. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.cotralspa.it e al Contact Center 800 174 471. Così nella nota COTRAL

Gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario Luigi di Savoia in visita all’Abbazia di San Salvatore di Concerviano

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Nella giornata di mercoledi gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario hanno partecipato a un’uscita didattica presso l’Abbazia di San Salvatore di Concerviano, un luogo di grande fascino, immerso nel silenzio e nella natura, che ha offerto un’importante occasione di apprendimento e approfondimento. L’attività ha previsto un percorso dedicato alla conoscenza del mondo vegetale, con particolare attenzione allo studio delle cosiddette erbe infestanti, definite dall’esperta risorse vegetali, a sottolineare come quelle che spesso consideriamo semplicemente infestanti possano invece rappresentare una ricchezza da conoscere e valorizzare. Grazie alla guida dell’esperta, gli studenti hanno potuto approfondire la struttura del fiore, osservando i diversi organi fiorali e scoprendo caratteristiche e particolarità legate ai processi di adattamento ed evoluzione delle piante. Un’occasione preziosa per cogliere dettagli che difficilmente si riescono a osservare a occhio nudo e per comprendere più da vicino la complessità del mondo vegetale. L’esperienza ha permesso di collegare gli argomenti affrontati in classe all’osservazione diretta, rendendo più concreti e accessibili i contenuti teorici. La didattica sul campo si conferma così uno strumento prezioso per stimolare la curiosità, consolidare le conoscenze e favorire un apprendimento più consapevole e partecipato. La visita è proseguita con la scoperta dell’Abbazia, luogo ricco di fascino e di testimonianze di un’epoca passata, offrendo agli studenti l’opportunità di comprendere l’importanza della tutela e del rispetto del patrimonio storico e culturale. Il contesto naturale e il valore storico del luogo hanno contribuito a rendere la giornata un’esperienza formativa a tutto tondo, capace di coniugare competenze scientifiche, conoscenza del territorio ed educazione al rispetto dell’ambiente. Le uscite didattiche rappresentano, infatti, un’importante opportunità per integrare l’attività svolta in aula con esperienze concrete, favorendo al contempo la socializzazione, la collaborazione e la crescita personale degli studenti. Un ringraziamento al dirigente scolastico per la sensibilità dimostrata nel comprendere le esigenze formative dei ragazzi e nel sostenere iniziative che valorizzano una didattica aperta al territorio e alle esperienze dirette. Una giornata che testimonia come la scuola possa trasformare luoghi di interesse naturalistico e storico in autentici spazi di apprendimento, dove conoscenza, scoperta e rispetto diventano parte integrante del percorso educativo. Perché imparare significa anche cambiare prospettiva: ciò che spesso consideriamo un’erba infestante può rivelarsi una risorsa preziosa, se impariamo a conoscerla e a riconoscerne il valore.

A Casaprota un incontro tra CER, Comuni, cittadini e imprese

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Sabato 31 ottobre, dalle 9:30 alle 13:30, il Teatro Fausto Tozzi di Casaprota ospiterà l’incontro “Comunità Energetiche Rinnovabili: energia, comunità e territorio”, organizzato dalla CER Alta Valle del Farfa ETS. Una mattinata di informazione e confronto per approfondire le opportunità offerte dalle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), conoscere le esperienze già avviate sul territorio e discutere di come trasformare l’energia condivisa in una risorsa per lo sviluppo delle comunità locali. L’iniziativa vedrà la partecipazione di diverse realtà del territorio: CERS Illuminati Sabina ETS, CER Valle del Tevere di Torrita Tiberina, CER di Antrodoco, CER Alta Sabina di Rocca Sinibalda e CER di Orvinio, insieme al Coordinamento delle CERS di Roma e del Lazio. Un’occasione per mettere a confronto esperienze concrete, condividere buone pratiche, raccontare i risultati raggiunti e affrontare le difficoltà incontrate nei percorsi di costituzione e crescita delle comunità energetiche. La tavola rotonda conclusiva, “Far crescere una CER, far crescere una comunità: opportunità, ostacoli e condizioni di successo”, sarà dedicata al ruolo delle amministrazioni pubbliche, al coinvolgimento di cittadini e imprese, alla realizzazione di impianti comunitari e alle condizioni necessarie per garantire la sostenibilità delle iniziative nel tempo. L’obiettivo è favorire un dialogo concreto tra le diverse realtà locali e individuare nuove possibilità di collaborazione. Per i piccoli Comuni e le aree interne e rurali, le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano infatti un’opportunità che va oltre la transizione energetica. Produrre e condividere energia significa anche rafforzare i legami tra le persone, creare nuove opportunità economiche e sociali e restituire centralità ai territori, contribuendo a contrastare lo spopolamento e la disgregazione delle comunità locali. L’incontro si rivolge alle amministrazioni comunali interessate a promuovere nuove iniziative, ma anche a cittadini, piccole e medie imprese, associazioni e proprietari di impianti che desiderano conoscere più da vicino questo modello e valutare la possibilità di partecipare a una CER, come consumatori o produttori di energia. Con questo appuntamento, la CER Alta Valle del Farfa ETS intende contribuire alla crescita della rete delle comunità energetiche in Sabina, favorendo la diffusione di conoscenze, lo scambio di esperienze e la nascita di nuovi progetti condivisi. L’appuntamento è per sabato 31 ottobre, dalle 9:30 alle 13:30, presso il Teatro Fausto Tozzi, in piazza del Municipio a Casaprota. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti. Un’occasione per informarsi, confrontarsi e scoprire come l’energia possa diventare uno strumento di partecipazione, collaborazione e sviluppo sostenibile per il territorio.

Infiltrazioni nella ricostruzione, SI-AVS: “Fallimento della gestione Fratelli d’Italia. Giù le mani dal cratere laziale e stop propaganda”

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“L’operazione antimafia nelle Marche squarcia il velo sul fallimento politico della destra e dimostra come il modello di gestione di Fratelli d’Italia sia permeabile ai clan. Non permetteremo che quel sistema di potere, fatto di opacità e subappalti fuori controllo, si estenda al versante laziale del cratere, a meno che non sia già accaduto. L’inchiesta della DDA di Ancona mette sotto accusa la filiera di FdI che governa le Marche. La retorica della destra securitaria crolla davanti ai 29 provvedimenti antimafia già emessi quest’anno nel cratere. La minoranza consiliare del Comune di Amatrice denuncia da tempo una ricostruzione pubblica lenta e non trasparente. Questo stallo e la mancanza di trasparenza sono il brodo di coltura in cui i comitati d’affari e le ditte infiltrate speculano a danno dei cittadini.I cittadini aspettano da dieci anni una vera rinascita: il loro dolore non può diventare il banchetto di camorra e ‘ndrangheta. Chiediamo presidi straordinari immediati: Isolamento dal sistema Marche: blocco delle aziende coinvolte nelle indagini o legate a reti societarie opache, stop ai subappalti a cascata: stop definitivo alle filiere infinite nei cantieri di Amatrice e Accumoli, trasparenza amministrativa: piena luce sui ritardi delle opere pubbliche, accogliendo le richieste dell’opposizione di Amatrice, tracciabilità della manodopera: monitoraggio in tempo reale per fermare caporalato e lavoro nero.Se FdI pensa di esportare nel Lazio le vulnerabilità del proprio sistema marchigiano, troverà nella sinistra reatina un muro invalicabile”. Così nella nota la Federazione regionale Lazio Sinistra Italiana AVS – Federazione Provinciale Rieti Sinistra Italiana AVS

Dietro le porte di un ospedale, dove il tempo rallenta e la mente corre

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Di seguito la lettera aperta che Michele ha inviato alla redazione di Rietinvetrina. Una riflessione a più ampio raggio, sulla sanità, le liste d’attesa, le tensioni ed emozioni che si vivono in un nosocomio: “Spesso leggiamo di malasanità, disservizi e brutte esperienze negli ospedali. E quasi sempre la rabbia finisce per ricadere su medici, infermieri e operatori sanitari. Ma siamo sicuri che il problema sia davvero tutto lì? E soprattutto, ce la prendiamo con le persone giuste? Scrivo queste righe dall’ospedale di Rieti, dove sono stato ricoverato prima per sei giorni, in occasione di un intervento, e poi per altri diciannove. Ieri, finalmente, sono tornato a casa. Tra qualche settimana dovrò rientrare in ospedale per un nuovo intervento. Queste settimane mi hanno permesso di conoscere da vicino diversi reparti, di parlare con altri pazienti e con i loro familiari e di osservare il lavoro quotidiano di chi, ogni giorno, si prende cura delle persone. Un’esperienza che mi ha lasciato tante domande, ma anche una convinzione sempre più forte: quando qualcosa nella sanità non funziona, dovremmo provare a guardare oltre il singolo episodio. Quando si sta male, si ha paura o si vede soffrire una persona cara, perdere la pazienza è facile. A volte la frustrazione finisce proprio su chi ci sta assistendo. È comprensibile, ci sono passato anch’io. Ma chi abbiamo davanti è davvero responsabile di tutto quello che non funziona? Medici, infermieri e OSS lavorano spesso con risorse limitate, turni pesanti, tempi stretti e regole che non dipendono da loro. Questo non significa giustificare gli errori, che vanno segnalati e per i quali le responsabilità devono essere accertate. Significa però distinguere gli sbagli individuali dai problemi di un sistema che, troppo spesso, non mette i professionisti nelle condizioni migliori per lavorare. La sanità rischia di diventare una questione di protocolli, procedure e numeri, dimenticando che al centro c’è una persona. Le regole sono necessarie, ma non possono sostituire il tempo per ascoltare, una spiegazione fatta con calma o la possibilità di approfondire un dubbio. Quando si è ricoverati, anche una parola può fare la differenza. E allora dobbiamo chiederci perché alcuni reparti siano in difficoltà, perché manchi personale e perché si ricorra sempre più spesso ai cosiddetti gettonisti, con costi che in alcuni casi possono essere molto elevati. Non sarebbe meglio investire su chi lavora stabilmente negli ospedali, rendere più attrattivi i reparti e riconoscere responsabilità, competenze e condizioni di lavoro? Non tutti i problemi, però, nascono dentro gli ospedali. Una parte importante della soluzione passa da ciò che c’è fuori: la medicina territoriale, i medici di famiglia, l’assistenza domiciliare e le strutture intermedie che possono accogliere chi non ha più bisogno di un ricovero ospedaliero, ma non è ancora in grado di tornare a casa. Siamo un Paese che invecchia e ha sempre più bisogno di assistenza continuativa. Se mancano servizi adeguati sul territorio, le conseguenze ricadono inevitabilmente sugli ospedali: i posti letto restano occupati più a lungo, i nuovi ricoveri diventano difficili e i pronto soccorso si riempiono di persone in attesa di una risposta. Per questo non basta chiedere agli ospedali di fare di più. Bisogna costruire una rete di assistenza che funzioni davvero, capace di seguire le persone prima che il problema diventi un’emergenza e anche dopo le dimissioni. A volte, per migliorare le cose, servirebbero anche strumenti semplici. Pensiamo a un ecografo nello studio di un medico di medicina generale adeguatamente formato e supportato. Non è una soluzione a tutto, naturalmente, e non sostituisce gli esami specialistici quando sono necessari. Ma, nei casi appropriati, potrebbe aiutare a valutare più rapidamente alcuni disturbi, orientare meglio il paziente e capire quando è necessario approfondire. Un esame in più fatto nel posto giusto potrebbe evitare attese inutili, accessi impropri al pronto soccorso e, in alcuni casi, ritardi nella diagnosi. È questo il senso di una medicina territoriale che funziona: non spostare semplicemente le prestazioni da un luogo all’altro, ma offrire risposte accessibili e tempestive vicino a casa, con professionisti preparati e strumenti adeguati. Anche il pronto soccorso deve poter svolgere il proprio compito. Durante la mia permanenza mi è capitato di vedere persone arrivare per problemi che, in assenza di complicazioni, potrebbero essere affrontati in altri contesti. Non si tratta di giudicare chi chiede aiuto: quando si sta male, è normale cercare una risposta. Ma se vogliamo evitare che tutto finisca in ospedale, dobbiamo prima garantire alternative concrete, facilmente accessibili e funzionanti. Poi ci sono le liste d’attesa, che costringono troppe persone a scegliere tra pagare una prestazione privata e aspettare mesi, spesso con la preoccupazione che il proprio problema possa peggiorare. Non possiamo considerarlo normale. Una sanità pubblica che garantisce le cure a tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche, è una conquista da difendere. Proprio per questo dobbiamo lavorare perché quel diritto sia reale, non soltanto scritto sulla carta. Conoscere i propri diritti è un primo passo. Come Associazione Luca Coscioni, cerchiamo anche di aiutare concretamente le persone a orientarsi e a tutelare il proprio diritto alle cure. Per le prestazioni ambulatoriali, le classi di priorità indicate nella prescrizione prevedono tempi massimi di riferimento generalmente pari a 72 ore per le prestazioni urgenti (U), 10 giorni per quelle brevi (B), 30 giorni per le visite differibili (D) e 60 giorni per gli esami diagnostici differibili. Per le prestazioni programmabili (P), il riferimento è generalmente di 120 giorni. Per i ricoveri ospedalieri valgono invece specifiche classi di priorità. Se i tempi vengono superati, ci si può rivolgere alla propria ASL o azienda sanitaria per conoscere le procedure di tutela applicabili. È possibile contattare la Direzione generale, il Responsabile unico aziendale per le liste d’attesa (RUA) o l’Ufficio relazioni con il pubblico (URP). Conviene conservare la prescrizione e la documentazione del CUP e informarsi prima di pagare una prestazione privatamente, perché il rimborso non è automatico e dipende dalle condizioni previste. Per informazioni è disponibile l’infoline nazionale dell’Associazione Luca Coscioni al numero 06 9931 3409. Sapere a chi rivolgersi non risolve tutti i problemi, ma aiuta a non rinunciare ai propri diritti senza aver prima cercato una risposta. Prima di concludere, voglio dire grazie. Grazie a tutti i medici, agli infermieri e agli OSS dei reparti di Chirurgia 1 e Medicina 1 A dell’ospedale di Rieti. Grazie per la pazienza, la disponibilità, le parole scambiate e la vicinanza che mi avete dimostrato in questi giorni. Grazie per avermi sopportato non soltanto nei momenti di malessere fisico, ma anche in quelli in cui la stanchezza e la preoccupazione si facevano sentire. Ieri sono tornato a casa e so già che dovrò rivedervi tra qualche settimana. Non è ancora finita, ma oggi voglio fermarmi sul valore di quello che ho ricevuto. Quando si è ricoverati non si ha bisogno soltanto di cure. Si ha bisogno di qualcuno che sappia ascoltare, di una parola al momento giusto e della sensazione di essere trattati come persone, non come un numero. In queste settimane, nonostante le difficoltà che certamente esistono, ho incontrato persone che hanno saputo offrirmi anche questo. E non voglio darlo per scontato. Forse una sanità migliore comincia anche da qui: dal rispetto per chi cura, dall’attenzione per chi soffre e dalla volontà di costruire un sistema che permetta a entrambi di fare la propria parte nel modo migliore. Grazie davvero”. Michele Per maggiori info (CLICCA QUI)  

Lo storico Mondo Antico è tornato in piena attività: nuovo evento il 31 ottobre

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È tornato in piena attività lo storico locale Mondo Antico di via Comunali, 23 a Rieti (Piana Reatina), con una formula tutta da gustare. Un nuovo concetto di locale, uno spazio dove tutto l’anno potrai organizzare i tuoi eventi, feste e ricevimenti, sempre con la professionalità che lo ha contraddistinto. Nelle ampie sale potrai vivere momenti conviviali, di divertimento e allegria. E dopo il successo dello scorso 26 settembre secondo grande evento al Mondo Antico. Sabato 31 ottobre dalle ore 20 ti aspetta l'”Halloween Night”, cena spettacolo con ottimo cibo e musica per tutti i gusti. Redazionale pubblicitario