Il 16 ottobre, in occasione della Giornata mondiale del pane, Assipan Confcommercio Lazio Nord richiama l’attenzione sul valore di uno dei prodotti simbolo della cultura gastronomica italiana e, soprattutto, sulla necessità di ascoltare chi ogni giorno lo realizza. La panificazione rappresenta un comparto importante del sistema produttivo italiane e conta 20.720 imprese attive, che generano un fatturato di circa 8,4 miliardi di euro. Numeri che raccontano il peso economico di una filiera che non è soltanto espressione della nostra tradizione gastronomica, ma anche fonte di occupazione, presidio dei territori e servizio quotidiano alle comunità. Il pane è molto più di un alimento: è tradizione, identità, qualità artigianale e presenza quotidiana nelle comunità. Dietro ogni prodotto ci sono competenze, investimenti, lavoro e responsabilità. Ci sono imprese che continuano a garantire un servizio essenziale, spesso affrontando difficoltà crescenti per mantenere la propria attività sostenibile. È proprio da qui che nasce la preoccupazione di Assipan. L’aumento dei costi di produzione e di gestione mette sotto pressione i bilanci dei panifici, mentre adeguare i listini non è sempre possibile. Il pane è un bene ancora oggi percepito come primario, il suo prezzo è particolarmente sensibile per le famiglie e i panificatori ne sono pienamente consapevoli. Ma questa attenzione non può trasformarsi nell’aspettativa che siano le imprese ad assorbire indefinitamente ogni aumento, mettendo a rischio la propria tenuta economica. Per questo, nella Giornata mondiale del pane, Assipan vuole lanciare un messaggio chiaro: la categoria deve essere ascoltata. Non per rivendicare un diritto di prevalenza di categoria dato che tante altre stanno soffrendo come la nostra, ma per portare all’attenzione delle istituzioni, dei consumatori e dell’opinione pubblica le difficoltà reali di un settore che ha bisogno di condizioni sostenibili per continuare a investire, produrre qualità e tramandare un mestiere fondamentale per il Paese.
“Celebrare il pane significa anche guardare alla realtà di chi lo produce. I panificatori continuano a svolgere il proprio lavoro con serietà e senso di responsabilità, consapevoli del valore sociale di un alimento presente ogni giorno sulle tavole degli italiani. Ma oggi non possiamo ignorare le difficoltà di tante imprese, strette tra costi crescenti e la difficoltà anche emotiva, in molti casi, di adeguare i prezzi di vendita. Chiediamo che questa realtà venga ascoltata e compresa. Difendere il pane italiano significa anche mettere i panificatori nelle condizioni di continuare a produrlo, senza che la sostenibilità delle loro imprese venga compromessa” – dichiara Fabrizio Fiorentini, Presidente di Assipan Confcommercio Lazio Nord. La Giornata mondiale del pane non deve essere soltanto una celebrazione della sua storia e delle sue qualità, ma anche un’occasione per riconoscere il valore economico e sociale della panificazione e dare voce alle preoccupazioni di chi ne garantisce ogni giorno la continuità. Il pane è un patrimonio della nostra cultura gastronomica, ma la sostenibilità delle imprese che lo producono non può essere data per scontata; il suo futuro dipende anche dalla capacità di ascoltare e sostenere chi lo porta ogni giorno sulle nostre tavole.


