Casadei e Guerci rispondono alle critiche: “Le ricadute economiche, turistiche e culturali sono enormemente superiori ai piccoli disagi temporanei. La Fiera non è soltanto enogastronomia, ma anche cultura, arte e promozione del territorio. Un centro storico deve essere vissuto, non soltanto conservato”.
In merito alla lettera diffusa da alcuni residenti del centro storico, attraverso i referenti Ines Millesimi e Roberto Fallerini, riteniamo necessario ribadire il valore della Fiera Mondiale del Peperoncino per l’economia e l’immagine della nostra città. Come rappresentanti di Federalberghi Rieti e Confcommercio Lazio Nord, rispettiamo le opinioni espresse, ma non condividiamo una visione che si concentra prevalentemente sui disagi, trascurando gli straordinari benefici della manifestazione. Un centro storico deve essere vissuto, non soltanto conservato. Le nostre piazze non sono musei da tenere sotto una campana di vetro, ma luoghi di incontro, commercio, cultura e turismo. Secondo il bilancio degli organizzatori, l’edizione 2026 ha registrato circa 300.000 presenze stimate e una ricaduta economica potenziale di 6 milioni di euro. Dati estimativi che testimoniano la dimensione raggiunta dall’evento. Durante la Fiera, alberghi, B&B, ristoranti, bar e attività commerciali registrano un significativo incremento del lavoro, con strutture ricettive e locali che raggiungono il tutto esaurito. Benefici concreti ai quali si aggiunge un’importante visibilità nazionale e internazionale per Rieti. La Fiera, inoltre, non è soltanto enogastronomia. L’edizione 2026 ha ospitato mostre d’arte, iniziative dedicate al patrimonio storico, convegni, spettacoli e delegazioni internazionali. Secondo gli organizzatori, la mostra dedicata ai Luoghi del Cuore FAI ha registrato oltre 8.000 presenze e le aperture straordinarie del Teatro Flavio Vespasiano hanno accolto 351 visitatori, di cui 288 provenienti da fuori provincia. È quindi sbagliato contrapporre turismo culturale ed enogastronomico: sono due risorse che si rafforzano reciprocamente. Basta guardare alla vicina Perugia, dove Umbria Jazz ed Eurochocolate rappresentano importanti occasioni di attrazione turistica ed economica. Un’indagine della Camera di Commercio dell’Umbria ha rilevato, durante Eurochocolate 2024, un incremento del 116% del volume della spesa cittadina rispetto alla corrispondente settimana dell’anno precedente. Lo stesso vale per manifestazioni come Lucca Comics & Games e il Festivaletteratura di Mantova, che animano centri storici di grande pregio, contribuendo alla loro notorietà. Ogni grande evento comporta inevitabilmente qualche cambiamento temporaneo nella quotidianità, ma siamo convinti che le ricadute economiche, turistiche, culturali e occupazionali siano enormemente superiori ai piccoli disagi che possono accompagnarlo. Le imprese del nostro territorio hanno bisogno di queste opportunità. Non possiamo lamentare la scarsità di flussi turistici durante l’anno e poi considerare negativamente l’arrivo di migliaia di visitatori. Il vero problema di Rieti non è avere tanti visitatori per dieci giorni, ma riuscire ad averne di più durante gli altri 355. La Fiera Mondiale del Peperoncino è un patrimonio da sostenere e valorizzare, nell’interesse del commercio, del turismo e dell’intera economia cittadina. Una città viva non può avere paura del proprio successo. Deve saperlo trasformare in crescita. Perché un centro storico vive non soltanto della bellezza dei suoi monumenti, ma anche delle persone che lo frequentano e delle imprese che vi lavorano”.
Michele Casadei
Presidente Federalberghi Rieti
Riccardo Guerci
Presidente Confcommercio Lazio Nord









