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giovedì 26 Marzo 2026
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Fabretti (Segretario FP CGIL): “ASL Rieti tra comportamento antisindacale, pazienti nei corridoi e interrogativi sulla reale attività del Robot Da Vinci Xi”

“La Direzione Generale della ASL di Rieti, dai proclami, dovrebbe tornare alla realtà. È ora di abbandonare gli annunci trionfalistici, le belle foto, i social e affrontare concretamente i problemi della salute pubblica: liste d’attesa vecchie e nuove (sembrerebbe in ambito della disabilità adulta e infantile), aggravate dalla carenza di medici e specialisti. Per di più, ancora oggi questa Direzione colloca i pazienti provenienti dal Pronto Soccorso nei corridoi dei reparti. E quando qualcuno afferma che “meglio lì che al Pronto Soccorso”, dovrebbe riflettere su questo: davvero un cittadino che paga le tasse merita, al di là delle condizioni cliniche, di essere lasciato in un corridoio, esposto ai parenti durante gli orari di visita, costretto, se in grado, ad alzarsi per6 raggiungere un bagno all’interno di una stanza di degenza? Con quale dignità si può giustificare tutto questo? Ricordiamo che i pazienti non devono restare giorni al Pronto Soccorso e neanche essere ubicati nei corridoi; ma se il Pronto Soccorso esiste è perché ha una funzione precisa: mettere in sicurezza il paziente e indirizzarlo rapidamente nel luogo più idoneo per essere curato, con strumenti adeguati e un’accoglienza dignitosa. Quindi il Pronto Soccorso DEVE FUNZIONARE, e bene. Per questo ci domandiamo ancora una volta: perché i pazienti finiscono nei corridoi, nonostante gli ingenti investimenti già effettuati e quelli che si continueranno a fare?

Ed è proprio su questi ultimi investimenti che diamo un’altra informazione alla cittadinanza di Rieti: ieri la Direzione Generale, con la delibera n. 288/DG/2026, ha autorizzato l’incarico a sei coordinatori destinati proprio al Pronto Soccorso. Premettiamo che il Pronto Soccorso di Rieti è tra i più piccoli DEA di I livello del Lazio. Eppure, solo qui si prevede un numero così elevato di coordinatori, pagati come incarichi superiori. Basta un termine di paragone: l’Ospedale Umberto I di Roma ha un solo coordinatore al Pronto Soccorso. A Rieti ce ne saranno sei. La Direzione Generale ci ha comunicato che questa sarebbe una “sperimentazione organizzativa”. Ricordiamo però che, nel tempo, le problematiche del Pronto Soccorso, a detta della Direzione Generale, sono state attribuite prima alla struttura, poi all’organizzazione, fino ad arrivare alle soluzioni oggi intraprese: la nomina di un consulente esterno, una costosa ristrutturazione, l’ubicazione dei pazienti lungo i corridoi e ora la nomina di sei coordinatori in un DEA tra i più piccoli del Lazio. Tutte scelte che, alla luce dei risultati attuali, non sembrano aver prodotto i miglioramenti attesi. Abbiamo più volte ribadito al Direttore Generale che servono medici assunti a tempo indeterminato e non gettonisti, infermieri, OSS, posti letto, investimenti in apparecchiature, procedure chiare, formazione e soprattutto la volontà di fare scelte giuste, e NON scelte dettate da logiche opportunistiche.

A questo si aggiunge il comunicato diffuso il 18 marzo 2026 sui “primi mesi di utilizzo” del sistema robotico Da Vinci Xi. Si descrive un quadro entusiasmante che, PERÒ, non trova riscontro nei dati reali, poiché si tratta di scelte organizzative e programmatiche della Direzione Generale e non certo dei medici e dei lavoratori, che anzi subiscono le decisioni della Direzione stessa. Diamo quindi un dato che non compare nei comunicati: il robot Da Vinci Xi, presentato come svolta epocale per la sanità reatina, avrebbe di fatto effettuato ad oggi soltanto 2 interventi, eseguiti a febbraio, a fronte di un investimento di quasi 2 milioni di euro, donato dalla Fondazione Varrone nel novembre 2025. Pertanto è legittimo chiedere alla Direzione Generale come sia possibile che uno strumento così celebrato nelle sale stampa, sui social, abbia prodotto numeri tanto imbarazzanti. Perché questa Direzione non riesce a far decollare l’attività robotica nella programmazione, che a distanza di mesi dovrebbe ormai essere pienamente operativa?

Chiediamo risposte reali, non comunicati dolcificati. Chiediamo alla Direzione Generale, ormai in evidente difficoltà, perché le liste d’attesa non diminuiscono. Perché se ne generano di nuove? Perché, nonostante i TANTI soldi già spesi e quelli che continuerete a spendere tra convenzioni, ristrutturazioni e ora i sei incarichi di coordinamento al P.S., i cittadini vengono lasciati per giorni sulle barelle, senza dignità, e non riescono a effettuare esami urgenti e trattamenti per la propria salute?

Le ASL sono beni pubblici, pagati dai cittadini. Non possono diventare luoghi di sperimentazioni organizzative enigmatiche o di gestione del potere. Chiediamo infine al Sindaco di Rieti, in qualità di massima autorità sanitaria locale, se davvero non ha nulla da dire sulle condizioni in cui vengono curati i suoi cittadini e su quelle in cui lavorano gli operatori, tenuto conto anche della recente sentenza che ha riconosciuto un comportamento antisindacale da parte della Direzione Generale”. Così nella nota il Segretario Generale Rieti Roma Eva Francesco Frabetti

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