Entra ufficialmente in funzione la Zona Logistica Semplificata (ZLS) del Lazio, segnando un passaggio importante nelle politiche di sviluppo territoriale e industriale della regione. L’iniziativa si inserisce nel quadro più ampio della strategia nazionale promossa dal Governo centrale, con l’obiettivo di attrarre investimenti, semplificare le procedure burocratiche e sostenere la crescita delle imprese. La ZLS del Lazio, che interessa 64 Comuni (16 in provincia di Roma, 22 a Frosinone, 7 a Rieti, 15 a Latina e 4 a Viterbo; elenco nelle pag. 13 e 14), prevede una serie di agevolazioni fiscali e amministrative per le aziende che decidono di insediarsi o ampliare le proprie attività nelle aree individuate. Tra i principali benefici figurano crediti d’imposta per gli investimenti produttivi, tempi ridotti per le autorizzazioni e un accesso facilitato ai fondi pubblici per complessivi cento milioni di euro. Si tratta di strumenti pensati per rendere il territorio più competitivo, soprattutto in un contesto economico internazionale sempre più sfidante.
I VANTAGGI PER LE IMPRESE CHE OPERANO NELLA ZLS
Il progetto coinvolge diverse aree strategiche della regione, con un’attenzione particolare ai poli logistici, industriali e portuali. L’obiettivo è rafforzare il ruolo del Lazio come snodo centrale nel sistema economico italiano e mediterraneo, valorizzando la sua posizione geografica e le infrastrutture esistenti. L’istituzione ufficiale della Zona Logistica Semplificata (ZLS) del Lazio, resa operativa con il decreto governativo del mese di novembre 2025, rappresenta uno dei passaggi più significativi per la politica industriale e logistica regionale degli ultimi anni. Il perimetro coinvolge 64 Comuni delle province del Lazio, comprendendo i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta e le rispettive piattaforme retroportuali e intermodali. Il nuovo quadro operativo introduce strumenti fiscali dedicati, iter autorizzativi accelerati e una governance specifica, con effetti diretti sulla capacità delle imprese di programmare e realizzare investimenti produttivi. L’istituzione della ZLS Lazio offre un insieme di benefici concreti per le imprese già insediate e per quelle che intendono attivare nuovi investimenti nel perimetro territoriale.
Riduzione dei tempi di autorizzazione
Le imprese possono accedere a uno sportello unico dedicato che coordina autorizzazioni:
- edilizie e urbanistiche;
- ambientali;
- logistiche e produttive.
Ciò consente di ridurre i tempi burocratici, spesso fonte di ritardi nell’avvio dei cantieri e nelle fasi di ampliamento aziendale.
Miglioramento dell’accesso alle infrastrutture
La vicinanza e l’integrazione con i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta favoriscono:
- il potenziamento dell’export;
- l’efficientamento dei flussi di approvvigionamento;
- la riduzione dei costi di trasporto e della logistica interna.
Incremento dell’attrattività territoriale
La ZLS incrementa la capacità della regione di attrarre imprese e capitali, grazie alla combinazione di incentivi fiscali, infrastrutture connesse e semplificazioni procedurali.
Supporto ai distretti produttivi
Le filiere del Lazio, in particolare logistica, manifattura, ceramica, agroalimentare, chimica e meccanica, possono beneficiare di una maggiore integrazione con la rete portuale e intermodale.
Agevolazioni fiscali per gli investimenti
L’elemento di maggiore rilievo introdotto dal decreto del 2025 è il credito d’imposta dedicato agli investimenti effettuati all’interno della ZLS.
Caratteristiche principali del credito d’imposta
- Periodo agevolabile: investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.
- Dotazione complessiva: 100 milioni di euro.
- Misura dell’agevolazione:
-
- fino al 25% della spesa ammissibile per le imprese di grandi dimensioni;
- fino al 35% per le Piccole e Medie Imprese (PMI).
Spese ammissibili
Rientrano nel bonus fiscale:
- acquisto di nuovi macchinari e impianti;
- attrezzature produttive;
- immobili strumentali e interventi di ampliamento;
- nuovi siti produttivi all’interno della ZLS o in aree ammissibili agli aiuti di Stato a finalità regionale (art. 107 TFUE).
Per accedere al beneficio, l’impresa deve verificare la propria localizzazione rispetto alla perimetrazione della ZLS e predisporre un progetto d’investimento coerente con gli obiettivi del Piano di Sviluppo Strategico.
Semplificazioni amministrative e procedurali
La ZLS Lazio introduce un insieme di semplificazioni progettato per facilitare lo sviluppo delle attività economiche e ridurre il peso degli adempimenti.
Principali misure introdotte
- Sportello unico regionale
Un punto di accesso centralizzato per tutte le autorizzazioni necessarie, con coordinamento tra enti e riduzione dei passaggi procedurali. - Iter autorizzativi accelerati
Tempi certi per rilascio dei permessi edilizi, ambientali e logistici, con procedure standardizzate e digitalizzate. - Digitalizzazione dei processi
Utilizzo di piattaforme telematiche per la presentazione delle istanze e la gestione delle comunicazioni. - Governance dedicata
Un Comitato di indirizzo composto da Regione Lazio, Ministero delle Infrastrutture e Autorità di Sistema Portuale garantisce uniformità e coordinamento nella fase attuativa.
COSA SONO LE ZONE LOGISTICHE SEMPLIFICATE (ZLS)
Le Zone Logistiche Semplificate (ZLS) sono aree specifiche individuate per favorire lo sviluppo economico e logistico di una regione, in particolare attraverso la semplificazione burocratica e l’incentivazione degli investimenti. Sono regolate dall’art. 1, commi 61-65, della legge n. 205 del 2017 e dal DPCM n. 40 del 4 marzo 2024. Con la loro istituzione si configura un sistema integrato di politiche economiche e territoriali, finalizzato a rafforzare la competitività e l’attrattività delle regioni coinvolte, sostenendo al contempo la creazione di nuove opportunità occupazionali e di crescita economica. Le ZLS sono istituite con Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, su proposta della Regione interessata, per una durata massima di 7 anni, rinnovabile fino ad un massimo di ulteriori 7. La proposta, previa redazione del Piano di Sviluppo Strategico da parte della Regione interessata, sentiti i sindaci delle aree coinvolte, dovrà essere presentata alla Presidenza del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno e di concerto con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Con riferimento ai tre porti del Network laziale le ZLS sono istituite, nella regione Lazio, nei porti di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrione e il suo Presidente sarà a capo del Comitato d’indirizzo (struttura di governance delle ZLS), composto da un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri, da un rappresentante del Ministero dei Trasporti e da un rappresentante della Regione Lazio.
Criteri di Istituzione:
- Regioni ammesse: Possono essere istituite in regioni individuate dall’Unione Europea come “più sviluppate”.
- Numero massimo: Una ZLS per ciascuna regione.
- Presenza di un’area portuale: Ogni ZLS deve includere un’area portuale o un’Autorità di sistema portuale, come previsto dalla legge n. 84 del 28 gennaio 1994.
- Estensione: La ZLS può includere altre aree all’interno della medesima regione.
GLI OBIETTIVI
La Regione Lazio, come anche declinato nel Piano, intende associare alla ZLS i seguenti obiettivi strategici:
- sviluppare nuovi investimenti da parte delle piccole e medie imprese locali nei settori di riferimento dell’economia regionale, quali l’agroalimentare, l’automotive, il settore farmaceutico e quello chimico, il packaging, i servizi, la nautica da diporto e la cantieristica navale, gli impianti di energia rinnovabile ivi incluse le attività rivolte alla produzione degli stessi impianti, la grande distribuzione e il turismo, finalizzati all’eco-innovazione di prodotto, al consolidamento delle supply chain e all’espansione dei mercati di sbocco, soprattutto esteri;
- attirare investimenti di nuovi operatori in grado di assorbire la mano d’opera in uscita da settori in crisi o soggetti a pesanti ristrutturazioni o di incrementare i livelli di occupazione;
- promuovere l’integrazione delle catene del valore e la c.d. “filiera corta” a livello regionale e interregionale, attraverso la valorizzazione e il rilancio del ruolo e delle funzioni di integrazione logistica e produttiva dei sistemi portuali e delle piattaforme e degli snodi logistici regionali, promuovendo la realizzazione delle opere infrastrutturali di collegamento tra i porti del Lazio e tali piattaforme logistiche, favorendo in tal modo lo sviluppo in chiave ecosostenibile dei trasporti (riducendo i tempi di percorrenza) nonché lo sviluppo e l’integrazione dei corridoi trasversali Tirreno/Adriatici;
- attivare le azioni infrastrutturali e funzionali necessarie perché il territorio regionale acquisisca un ruolo logistico-infrastrutturale centrale all’interno dei flussi di trasporto di merci e passeggeri al livello locale, nazionale ed internazionale, proponendosi così, sia per le imprese localizzate nella regione che per quelle operanti al di fuori di essa, come area logistica infrastrutturata, efficiente, innovativa e sostenibile. In particolare, si intende dare nuovo impulso funzionale al sistema portuale laziale, affinché possa recuperare livelli di competitività in grado di farlo competere strutturalmente nel proprio contesto di mercato;
- ricostruire un’identità “marittima” adeguata al suo sviluppo costiero, in grado di produrre sinergia tra aree costiere ed aree interne, connettendo efficacemente il territorio interessato e creando tutte quelle sinergie istituzionali, imprenditoriali e di servizio utili alla caratterizzazione del Lazio come regione che sul mare e dal mare può fondare una parte rilevante del proprio sviluppo economico ed occupazionale.
- snellimento amministrativo e burocratico delle procedure amministrative per l’ottenimento delle autorizzazioni per attività produttive e per la realizzazione di opere (ivi incluse quelle all’interno dell’ambito portuale demaniale), intervenendo anche sul miglioramento generale della capacità amministrativa e sulla promozione delle Aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA);
- efficientamento dei servizi portuali e doganali (es. digitalizzazione dei processi; creazione di corridoi controllati doganali, ecc.), valorizzando il nesso economico funzionale tra i porti del network laziale con i principali centri logistici ed interporti del Lazio;
- rafforzamento dei collegamenti funzionali strutturali tra i porti e i centri logistici attraverso il potenziamento delle linee ferroviarie di collegamento e di quelle stradali, individuando le priorità;
- definizione dei benefici fiscali e/o di contributi per coloro che svolgono attività imprenditoriali all’interno della ZLS;
- attivazione di strumenti di finanza pubblica, con il coinvolgimento della Regione o della BEI, a favore delle imprese che sono insediate (o intendono insediarsi) nelle aree ZLS.
RICOSTRUZIONE DEL PERCORSO AMMINISTRATIVO
DELLA ZONA LOGISTICA SEMPLIFICATA (ZLS) DEL LAZIO
- Quadro normativo di riferimento
La Zona Logistica Semplificata (ZLS) del Lazio si inserisce nel quadro normativo nazionale delineato dall’articolo 1, commi 61 e seguenti, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, nonché dal DPCM 4 marzo 2024, n. 40, (allegato alla scheda) che disciplina criteri, modalità istitutive e funzionamento delle ZLS. Tale disciplina prevede la predisposizione, da parte della Regione, di un Piano di Sviluppo Strategico (PSS), quale presupposto per l’istituzione della ZLS con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
- Avvio del percorso regionale (2022)
Il percorso amministrativo è stato avviato nel 2022 con la predisposizione del primo Piano di Sviluppo Strategico. Tale fase ha rappresentato la base programmatica per gli sviluppi successivi.
- Adeguamento al DPCM n. 40/2024 e prima proposta (DGR n. 797/2024)
A seguito dell’adozione del DPCM 4 marzo 2024, n. 40, la Regione Lazio ha proceduto all’aggiornamento del Piano di Sviluppo Strategico, adeguandolo ai nuovi criteri normativi. Con DGR n. 797 del 15 ottobre 2024 è stato approvato l’“Aggiornamento 2024” del Piano, con individuazione di una prima perimetrazione comprendente 49 Comuni. Il Piano è stato quindi trasmesso al Dipartimento per le Politiche di Coesione (DIPCOES) per l’avvio dell’istruttoria statale.
- Aggiornamento della perimetrazione (DGR n. 1092/2024)
Nel corso dell’istruttoria, la Regione ha proseguito le interlocuzioni con il territorio, recependo ulteriori elementi conoscitivi e richieste di integrazione. Con DGR n. 1092 del 13 dicembre 2024:
- è stato aggiornato il Piano;
- è stato ampliato il numero dei Comuni a 60;
- è stata affinata la perimetrazione delle aree;
- è stato integrato il dettaglio tecnico (anche catastale).
Il Piano aggiornato è stato nuovamente trasmesso al DIPCOES.
- Ulteriore aggiornamento e assetto definitivo regionale (DGR n. 291/2025)
Con DGR n. 291 del 29 aprile 2025 la Regione ha approvato un ulteriore aggiornamento del Piano di Sviluppo Strategico e dei relativi allegati, pervenendo alla configurazione definitiva della ZLS, composta in via definitiva da 64 Comuni.
Tale aggiornamento ha consentito:
- il riequilibrio della distribuzione delle aree;
- la definizione del perimetro finale;
- il consolidamento del quadro complessivo delle aree produttive coinvolte.
Istruttoria statale e recepimento osservazioni (MEF e MIT)
Nel corso del 2025, il Piano è stato oggetto di valutazione da parte delle Amministrazioni statali competenti, in particolare:
- Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF);
- Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).
Le osservazioni formulate hanno riguardato:
- aspetti tecnici e formali del Piano;
- coordinamento con la normativa sugli aiuti di Stato;
- coerenza con la disciplina delle agevolazioni e dei regimi fiscali e doganali.
La Regione ha recepito integralmente tali osservazioni.
- Adeguamento finale regionale (Decreto n. G13120/2025)
Con decreto del Direttore della direzione Programmazione economica, Fondi europei e Patrimonio naturale n. G13120 dell’11 ottobre 2025:
- è stato adeguato il Piano di Sviluppo Strategico alle osservazioni;
- sono stati aggiornati gli allegati tecnici;
- sono stati confermati, sulla base dell’istruttoria statale:
- il perimetro della ZLS;
- i Comuni individuati;
- le superfici complessive.
Tale atto ha consolidato definitivamente la proposta regionale.
Istituzione della ZLS (DPCM)
Il procedimento si è concluso con l’adozione del DPCM di istituzione della ZLS del Lazio, firmato a novembre 2025 e trasmesso alla Regione nel gennaio 2026, che ha recepito integralmente la proposta regionale.
Con tale atto si è perfezionata l’istituzione della ZLS.
Fase attuativa
A seguito dell’istituzione, la ZLS è entrata nella fase attuativa, finalizzata alla concreta operatività dello strumento.
In tale ambito sono previsti:
- l’istituzione del Comitato di indirizzo, ai sensi del DPCM n. 40/2024;
- l’attivazione degli strumenti operativi della ZLS;
- lo sviluppo di strumenti digitali e attività di supporto alle imprese.
10 DPCM istitutivo del Comitato di Indirizzo
Il 17 marzo 2026 è stato trasmesso a Regione il DPCM relativo al Comitato di indirizzo, firmato il 3 marzo, che completa l’assetto di governance e consente il passaggio alla fase attuativa della ZLS. Il Comitato è presieduto dal Presidente della Regione, svolge soprattutto funzioni di coordinamento tra i diversi livelli istituzionali coinvolti, garantendo l’attuazione unitaria del Piano di Sviluppo Strategico e consentendo l’avvio concreto delle misure di semplificazione amministrativa e di attrazione degli investimenti previste dalla normativa.
Prospettive future
Nella fase successiva all’istituzione, la ZLS del Lazio è destinata a svilupparsi attraverso l’attivazione progressiva degli strumenti previsti dalla normativa vigente e dal Piano di Sviluppo Strategico.
In particolare, assumono rilievo:
- la piena operatività del Comitato di indirizzo, quale sede di coordinamento istituzionale e di proposta di aggiornamento del Piano;
- il consolidamento delle procedure semplificate;
- il monitoraggio degli effetti economici e territoriali dello strumento, anche ai fini di eventuali aggiornamenti del perimetro e dei contenuti del Piano.
La disciplina vigente consente, nell’ambito delle procedure previste dal DPCM n. 40/2024, la revisione del Piano di Sviluppo Strategico in funzione delle esigenze emergenti e dei risultati conseguiti, secondo un percorso istruttorio definito e nel rispetto dei criteri normativi stabiliti.
- Considerazioni finali
Il percorso amministrativo della ZLS del Lazio si è sviluppato in modo progressivo e coerente con il quadro normativo nazionale, attraverso una sequenza di atti che hanno consentito di definire e consolidare la proposta regionale fino alla sua approvazione definitiva.La fase attuale è orientata all’attuazione operativa dello strumento, con l’obiettivo di garantire piena efficacia alle misure previste e di valorizzare le potenzialità della ZLS per lo sviluppo economico del territorio regionale.
Prossimi passaggi operativi
ella fase attuale, l’attenzione è rivolta all’attivazione piena degli strumenti previsti dalla ZLS, attraverso:
- l’insediamento e l’operatività del Comitato di indirizzo;
- il coordinamento tra amministrazioni coinvolte per l’attuazione delle semplificazioni;
- il progressivo avvio delle misure di sostegno e attrazione degli investimenti;
- iniziative di comunicazione istituzionale, volte ad assicurare la piena conoscibilità delle opportunità connesse alla ZLS e a favorire il coinvolgimento del sistema produttivo.
- il monitoraggio degli effetti economici e territoriali, anche ai fini di eventuali aggiornamenti del Piano di Sviluppo Strategico.




