Declassificazione servizi de Lellis, Nome Officina Politica: L’ospedale chiude o rilancia?

Due tipi di comunicazione contrastanti si vanno a scontrare, in questi giorni, intorno all’Ospedale del Lellis.

Una, allarmata, denuncia un pericolo imminente di declassificazione di alcuni servizi, (in particolare lab. analisi, immunotrasfusionale, anatomia patologica) che a cascata provocherebbe la frana dei servizi connessi.

Un’altra, rassicurante, rivendica la fine di un lungo periodo di “austerity”: nuove assunzioni di personale ed il rilancio, o riapertura, di alcune strutture periferiche.

L’incontro promosso Giovedì scorso dal Comitato diritto alla salute, alla presenza della direzione Aziendale, con il contributo di dirigenti medici e delle Associazioni di volontariato, consente di mettere a fuoco alcuni punti.

1. Il sistema sanitario nazionale, da un decennio, è in fase di profonda revisione. Si andrà, sempre più, in ospedale SOLO per curarsi, mentre altri tipi di servizi, che siamo abituati a vedere “dentro” l’ospedale, sono e saranno decentrati altrove.

2. Spetta alle Regioni attuare la Leggi nazionali, organizzando ciascun sistema nel rispetto delle specificità dei territori, coniugando economicità e qualità dei servizi.

3. Nella Regione Lazio, il tema della “riorganizzazione” si intreccia con quello del “piano di rientro economico”: la sanità laziale, come noto, è in profondo rosso, con molti ospedali romani a trascinare in un baratro i dati economici.

Quello che emerge è che i giochi politici, a seconda degli schieramenti, per interessi di parte puntano ora su uno, ora su un altro aspetto, senza offrire (volutamente?) una visione complessiva.

Con il dubbio che le scaramucce di parte siano funzionali a sviare da quella che deve essere una battaglia del territorio, a partire da punti imprescindibili:

1. sulle “specificità” del territorio di Rieti non è neanche il caso di dilungarsi;

2. il “peso” economico di investimenti sulla sanità reatina, e sulle province in generale, è infinitesimo rispetto ai problemi elefantiaci di Roma; al contrario, investimenti sulla provincia sono opportunità per sgravare situazioni incancrenite nella capitale

E’ per questo che, in maniera unitaria, associazioni, politica, professionisti sanitari, cittadini, devono spingere insieme perché Rieti sia presente sui tavoli decisionali, quelli veri, non quelli di carta che siamo ultimamente abituati a vedere dalle nostre parti, che si esauriscono nello spazio di un articolo di giornale.

E’ per questo che è necessario che venga convocata la Assemblea dei Sindaci (ma il Sindaco Cicchetti, massima autorità sanitaria della Città, quando inizia a svolgere il suo ruolo nella partita?), per promuovere un’azione seria, documentata, politicamente sostenuta che porti in Consiglio Regionale il tema della “messa in sicurezza” non di un Ospedale, ma di un intero sistema territoriale fragile e isolato, già ferito dal terremoto e da un sistema produttivo in difficoltà.

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