Corsa contro il tempo per non far chiudere il Centro Alzheimer di Cantalice causa fondi ridotti di 163.000 euro

Nell’Aula consiliare del Comune di Cantalice c’erano tutti i dipendenti del CDA e molti familiari dei malati ospiti, tutti preoccupati perchè causa taglio regionale dei fondi per l’Alzheimer, sono disponibili per il Centro Diurno solo 82.000 euro, mentre tutti ormai sappiamo che il costo reale della struttura è di 245.000 euro/anno. Mancano 163.000 euro per il fabbisogno dei degenti.

All’incontro erano presenti anche il sindaco di Cantalice, Boccini, che ringraziamo per l’ospitalità, l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Rieti avvocato Palomba e il direttore ad Interim del Consorzio Sociale di Rieti dott. Matteocci.

Chiaramente era presente anche AMAR che ha organizzato questo incontro. Si sono informati i presenti sullo stato dei fatti e sulle possibili soluzioni. La più rapida e praticabile è cercare fondi non spesi o residuati da progetti fatti in ambito sociale negli anni precedenti, nell’ambito del territorio del Montepiano Reatino.

Insomma quello che si fa in tutte le famiglie in un momento di difficoltà economica; si cerca nei cassetti chiusi, nelle tasche di vecchi abiti, nelle borse riposte della passata stagione se c’è qualche soldino dimenticato. Qualcosa si trova sempre, a questo punto si chiede al “Pater Familias” (vedi Regione Lazio) il permesso di spenderli per un’altro progetto. (richiesta già fatta dal Consorzio ma non ancora autorizzata). In questo modo, forse, raschiando a fondo ben bene tutto il barile, si potrebbero trovare circa 100.000 euro, ma come abbiamo visto, non bastano! A questi, però, si potrebbero aggiungere quei contributi per l’assistenza infermieristica che l’ASL/RI si era impegnata, in un protocollo firmato con le parti , a dare al Centro e che, a partire dal 2017, in modo unilaterale e senza dare alcuna giustificazione, non ha più versato!

Questo, forse, permetterebbe di superare indenni il 2020, e poi? A partire da gennaio 2021 il problema si ripresenterebbe! Allora la soluzione , prospettata da Matteocci e dai politici presenti , potrebbe essere trovata nell’integrazione socio-sanitaria; cioè il centro diurno non dovrà più essere solo una struttura “sociale” ma, svolgendo anche una funzione di riabilitazione, dovrà essere considerata una struttura socio-sanitaria.

Questo, in un paese normale, sarebbe ovvio ! ma non dimentichiamo che siamo in territorio laziale. Il sostegno e la partecipazione attiva (cittadini e non sudditi) dei lavoratori del CDA e dei familiari degli ospiti è importante, come la loro determinazione a difendere questo servizio; sicuramente si potrà contare su quei politici presenti all’incontro, che , del resto , hanno sempre supportato e difeso il nostro Centro; speriamo di poter contare anche sui nostri rappresentanti politici a livello regionale. Mantenere il CDA di Cantalice è un atto dovuto perchè lo stesso svolge un servizio essenziale per i malati di demenza. Ricordiamo ancora che è l’unico Centro Diurno dedicato, presente in ambito provinciale. Invitiamo tutti, lavoratori e familiari, a tenere alta la guardia! Da parte di AMAR la promessa di vigilare ed informare tutti.”

AMAR Rieti

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