A quasi dieci anni dal sisma che ha colpito Amatrice e il suo territorio, il tema dell’ospedale continua a muoversi in un perimetro di incertezza che non è più comprensibile. Nell’ottobre scorso era stato indicato l’obiettivo di un pronto soccorso operativo per l’estate 2026. Oggi su questo punto è calato il silenzio. È legittimo chiedersi se quell’impegno sia ancora confermato e, in caso contrario, perché no. Nel recente confronto pubblico, oltre alla buona volontà di Rieti, non sono emersi elementi di risposta puntuale. Ora si parla di luglio, ma per la sola componente edilizia. Nessun impegno è stato preso sulle componenti attrezzature, impianti speciali (e successiva fase di accreditamento), collegamenti urbanistici, che sono evidentemente decisivi (e certamente complessi) per l’avvio dell’attività ospedaliera. Sulla pianta organica e sulla riabilitazione specialistica post-acuzie è stato dichiarato di non esserci ancora un quadro definito. Un’incertezza che riguarda uno dei pilastri funzionali della struttura e che non può restare tale. Sui tempi di apertura, si ipotizza la fine del 2027, subordinata però a passaggi che non dipendono dalla ASL. Analogo interrogativo riguarda l’elisuperficie: la presenza dell’edificio “Tigre”, non ancora demolito, rimanda tutto a fasi progettuali non chiarite. Chi dovrebbe occuparsene?
Resta aperto anche il nodo del personale sanitario: turnazioni, eventuali avvicendamenti con personale proveniente da Rieti, oppure investimenti su personale locale, che contribuirebbero anche al ripopolamento del territorio? Qual è la posizione dell’Amministrazione? E soprattutto: quando verranno attivati i concorsi annunciati?
Per quanto riguarda prevedibili indennità di disagio sono in corso analisi da parte dei competenti organismi amministrativi regionali, da approfondire con le organizzazioni sindacali. Altrettanto cruciale è il tema del centro dialisi, servizio essenziale per un’area interna come la nostra, su cui non si registrano aggiornamenti. Perplessità ed incertezze riguardano la prevista vasca idrica per la riabilitazione e l’utilizzo della donazione Ferretti per la telemedicina. Il quadro che emerge è frammentato. Per questo chiediamo due cose semplici e non più rinviabili: un cronoprogramma aggiornato, pubblico e verificabile, e una chiarezza cristallina su tempi, modalità e servizi effettivi dell’ospedale. Attendiamo risposte esaurienti anche dall’Assessore alla Ricostruzione e dal Sindaco; dopo un decennio e a fronte di un investimento così rilevante, non si tratta di una richiesta straordinaria, ma del minimo dovuto alla comunità”. Così nella nota il Comitato Civico 3e36