“Negli ultimi giorni stanno circolando insistenti voci secondo cui avrei un accordo segreto con Sinibaldi e che, di conseguenza, la mia sarebbe una candidatura fittizia. È una ricostruzione falsa, che respingo con chiarezza. Il mio nome sarà sulla scheda elettorale nel 2027 come candidato sindaco. Non esiste alcun accordo, né esplicito né implicito. Posso rassicurare tutti su questo punto. Sono uscito dalla maggioranza non per contrasti personali o per appartenenze politiche, ma per una divergenza profonda sul modo di amministrare la città. Il mio confronto con l’attuale sindaco è ed è sempre stato politico, evidente e anche dialetticamente corretto, ma le scelte che vengono portate avanti non sono quelle che condivido. Se fossi al suo posto opererei decisioni diverse ed è per questo che mi pongo come possibile alternativa. Attribuirmi accordi inesistenti serve soltanto a indebolire la mia azione politica. È un tentativo che comprendo nel contesto della dialettica politica, ma è altrettanto legittimo chiarire pubblicamente che non corrisponde alla realtà.
Ritengo di poter rappresentare un’alternativa credibile e lo dimostrano le continue attestazioni di stima, di affetto e di condivisione che ricevo quotidianamente. All’inizio questa azione politica veniva sminuita o sbeffeggiata; oggi non più. Oggi viene presa sul serio, soprattutto dai cittadini, e questo è già un primo risultato concreto. In molti mi fermano per strada, mi salutano, mi dicono di seguirmi e di condividere questa battaglia. È un segnale che considero importante e che mi spinge ad andare avanti con ancora maggiore convinzione. La vera difficoltà di questa campagna elettorale sta in una visione ormai superata della politica: l’idea che il popolo conti poco e che basti mettere insieme apparati, partiti e portatori di pacchetti di voti per vincere. Io penso l’esatto contrario. Credo che le persone votino in modo autonomo e che questa libertà di scelta sia la vera forza della democrazia. Proprio per questo considero il consenso libero dei cittadini il mio principale punto di forza, anche per non dover cedere a ricatti o a scambi che spesso accompagnano la costruzione di pacchetti di voti. Amministrare bene significa essere liberi, e ogni cambiamento reale può nascere solo da una spinta popolare. Abbiamo messo a disposizione una federazione civica aperta, capace di accogliere chiunque, indipendentemente dal proprio passato politico, con un unico obiettivo: il bene della collettività e una gestione del Comune orientata all’interesse pubblico. Il Comune è l’istituzione più vicina ai cittadini, il primo livello di politica con cui le persone possono interagire direttamente. È qui che si esercita la politica di prossimità, quella che consente un confronto diretto, quotidiano, concreto. È la forma di politica che più mi appartiene e che ho sempre praticato. Il popolo e gli elettori devono dimostrare di avere ancora un peso reale, altrimenti continueranno a prevalere gli apparati e gli interessi di pochi, a scapito dell’interesse collettivo della città. Ribadisco quindi con chiarezza: non esiste alcun accordo. Sul piano umano mantengo un atteggiamento cordiale e rispettoso verso tutti. Sul piano politico, invece, propongo un’alternativa diversa da quella che oggi governa la città”.
Così nella nota Claudio Valentini
















