Centro biomasse a Piani Poggio Fidoni. I residenti dicono NO

Pubblichiamo integralmente la lettera che i residenti di Piani Poggio Fidoni e Piani Sant’Elia hanno inviato al Comune di Rieti (Sindaco Cicchetti, Assessori Emili e Valentini):

“Gentile Sindaco, Siamo gli abitanti di Piani di Poggio Fidoni e Piani Sant’Elia, abitiamo in questo territorio da generazioni e lo amiamo perché ci ricorda le nostre radici.

Lo abbiamo visto modificare con la realizzazione della superstrada Rieti – Terni e lo abbiamo accettato perché ritenemmo l’opera fosse di pubblica utilità, sopportammo con pazienza i disturbi di un fastidioso inquinamento ambientale quando il Comune di Rieti rilasciò l’autorizzazione alla costruzione di “serrai agricoli” che servirono solamente ad aggirare le norme per la realizzazione di un impianto fotovoltaico di notevoli dimensioni, opera rimasta unica su tutto il territorio della piana reatina.

Questa volta però, non possiamo accettare la realizzazione di un impianto a biomasse per la produzione di energia da fonti rinnovabili nelle nostre campagne, oggi di fronte al progetto presentato da imprenditori privati agli uffici dell’urbanistica del Comune di Rieti per trasformare quest’area da agricola ad industriale per giunta con l’insediamento e la realizzazione di un impianto a biomassa DICIAMO BASTA  e siamo disposti a mobilitarci per opporci alla sua realizzazione.

Sappiamo che c’è una corsa allo sfruttamento delle centrali a biomassa, che sta imperversando un po’ tutta Italia; questo incremento è forte solo per il fatto che tali impianti, adatti a produrre energia termica per il riscaldamento ed energia elettrica da immettere nelle rete pubblica gode di particolari incentivi.

E’ necessario chiarire bene il concetto di biomassa; nel nostro Paese non esiste una definizione chiara ed inequivocabile. Troppi materiali, troppe provenienza diverse e troppi i campi di utilizzo, troppe anche le fonti legislative e istituzionali che danno diverse definizioni.

<<Biomassa, frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese pesca e acquacoltura, gli sfalci e potature provenienti dal verde pubblico e privato, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani, possiamo dire che in questa definizione si trovano una marea di materiali che con ciò che possiamo definire “bio”, hanno davvero poco.>>

In base alla definizione di cui sopra l’impianto in questione diventerà l’inceneritore dei rifiuti industriali e urbani di Rieti non avendo questo territorio quantitativi significativi di residui di origine biologica provenienti dell’agricoltura, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese pesca e acquacoltura, gli sfalci e potature provenienti dal verde pubblico e privato.

Sappiamo che, ogni processo di combustione implica l’emissione di Cov (composti organici volatili), di diossine, di metalli pesanti che sono comunque contenuti nel legno e di particolato ultrasottile (nanopolveri), se sono la fonte di maggiori pericoli per gli esseri viventi, in quanto talmente piccoli da legarsi alle molecole, generando forme tumorali.

La centrale che utilizza un processo di combustione, inevitabilmente immette nell’aria particolari pericolosi e Co2, non rappresenta un impianto di pubblica utilità, aumenta a dismisura le emissioni in atmosfera, non è compatibile con l’ecosistema che la ospita, e quindi non ha un senso di sostenibilità.

Per queste ragioni chiediamo e ci appelliamo a Lei, Sindaco Cicchetti, affinché l’impianto a biomassa non venga realizzato.”

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