BORSE LAVORO, CASCIOLI: UNA CADUTA DI STILE QUELLA DELL'ASSESSORE BIGLIOCCHI

Sonia Cascioli, consigliere comunale di Rieti
Avrei preferito non tornare sull’argomento, ma leggendo le dichiarazioni dell’assessore Bigliocchi apparse oggi sulla stampa locale, tornano alla memoria i tempi lontani della scuola quando, al momento dell’esame, non mancava mai chi, privo di preparazione o fantasia, doveva necessariamente scopiazzare dal compagno di banco. A dichiararlo è il consigliere comunale Sonia Cascioli.
Vero è, infatti, che ieri la scrivente, unitamente ai Consiglieri Sebastiani e Festuccia, ha inviato agli organi di stampa un comunicato nel quale si fa espresso riferimento ad una proposta concreta (e non già alla mera richiesta di protrarre i contratti in essere) “già perseguita in tante altre città (vedasi su tutte Torino) proprio per risolvere criticità come quella che stiamo vivendo a Rieti”. E aggiungo che la nostra concreta proposta è stata puntualmente presentata dal Consigliere Sebastiani in seno alla Conferenza dei Capigruppo di giovedì 14 e consegnata proprio all’assessore Bigliocchi dalle borse lavoro nel corso della riunione di ieri.
E allora, caro assessore, da un uomo della prima, della seconda e della terza Repubblica, ovvero da un uomo che dovrebbe rappresentare l’emblema dell’esperienza pluridecennale, non mi sarei mai aspettata questa caduta di stile. Noi giovani abbiamo bisogno di buoni maestri, non di mistificatori della realtà. Noi non abbiamo chiesto semplicemente di mantenere lo status quo: abbiamo chiesto di traghettare con dignità questi lavoratori verso una soluzione possibile e condivisa, indicando anche i termini concreti della richiesta. Quindi, grazie per aver rilanciato la nostra proposta, certi che la politica di fronte alla necessità di risolvere problemi vitali non solo non possa dividersi ma debba utilmente unire le forze.
Per quanto riguarda, infine, la richiamata “responsabilità morale” – conclude Cascioli – che dovrei sentire riguardo la passata gestione, ripeto ancora una volta, ma evidentemente è uno spauracchio che fa comodo agitare, che la mia responsabilità morale è quella che deriva dal mio impegno quotidiano per determinare una politica che esca definitivamente dal recinto degli slogan per diventare strumento di soluzione delle questioni sociali.

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