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domenica 11 Ottobre 2026
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Aveva sottoposto per anni i genitori a minacce e violenze per ottenere soldi per comprare droga

Per anni avrebbe sottoposto i propri genitori conviventi a continue minacce e violenze, costringendoli a consegnargli quotidianamente denaro contante per l’acquisto di sostanze stupefacenti. È questo il grave quadro indiziario emerso a conclusione delle indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Borgorose che ha portato all’emissione di una misura cautelare disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Rieti. Il provvedimento prevede per l’indagato il divieto di avvicinamento ai genitori e ai luoghi da essi abitualmente frequentati, prescrizione resa esecutiva mediante l’applicazione del dispositivo di controllo elettronico a distanza.
Da quanto emerso dall’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Rieti, l’uomo avrebbe iniziato da diverso tempo a esercitare una sistematica pressione psicologica e fisica sui familiari. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, le richieste estorsive erano divenute una consuetudine giornaliera: le vittime erano costrette a consegnare la somma di 50 euro al giorno per finanziare l’acquisto di droga. Una drammatica situazione di sopraffazione protrattasi a lungo nel silenzio, alimentata dal timore e dalla particolare natura del legame familiare, fino a quando la vicenda è stata portata all’attenzione dei Carabinieri. I tempestivi accertamenti dai militari hanno permesso di raccogliere elementi di colpevolezza tali da deferire l’uomo all’Autorità Giudiziaria per il reato di estorsione continuata.
Accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica, il GIP ha ritenuto indispensabile l’applicazione della misura cautelare per interrompere ogni contatto tra l’indagato e le persone offese, garantendo a queste ultime adeguate tutele di sicurezza attraverso il monitoraggio elettronico.

L’operazione sottolinea ancora una volta la particolare complessità delle vicende di violenza consumate all’interno delle mura domestiche e ribadisce l’importanza fondamentale della tempestiva segnalazione alle Forze dell’Ordine, unico strumento per attivare i percorsi di protezione previsti dalla legge a difesa delle vittime. Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

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