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venerdì 25 Settembre 2026
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Autrasporto sul piede di guerra, Confartigianato: “Ancora senza riscontro sul tavolo di crisi”

La situazione del comparto reatino è stata più volte portata all’attenzione delle istituzioni.
Confartigianato Trasporti Rieti, attraverso la Presidente Rachele Lunari, ha chiesto l’apertura di un tavolo di crisi presso la Provincia di Rieti, per affrontare insieme alle istituzioni e agli operatori le criticità del settore e individuare possibili interventi sul territorio. Una necessità che Confartigianato aveva già pubblicamente evidenziato nei mesi scorsi. Ad oggi, tuttavia, Confartigianato Trasporti Rieti è ancora in attesa di un riscontro alla richiesta.

“I numeri parlano da soli, afferma Maurizio Aluffi, Segretario di Confartigianato Imprese Rieti. Perdere 58 imprese in dieci anni significa perdere il 32,4% del comparto provinciale. Non possiamo aspettare che ne chiudano altre prima di affrontare seriamente il problema. Per questo abbiamo chiesto un tavolo di crisi:
serve un confronto concreto tra istituzioni e imprese, perché in un territorio come il nostro l’autotrasporto non è soltanto un settore economico, ma un servizio indispensabile per la tenuta delle attività produttive e
delle aree interne”.

SERVONO INTERVENTI STRUTTURALI
Per Confartigianato Trasporti Rieti è necessario intervenire contemporaneamente sul caro carburante e sulla sostenibilità economica del settore. Servono meccanismi capaci di intervenire sugli aumenti eccezionali del gasolio, un effettivo adeguamento delle tariffe all’andamento dei costi, tempi di pagamento certi, maggiore tutela delle piccole imprese nei rapporti con la grande committenza e controlli efficaci sul rispetto delle norme europee da parte di tutti gli operatori. Occorre soprattutto evitare che siano sempre le imprese di autotrasporto a finanziare di fatto la filiera, anticipando immediatamente carburante e costi di esercizio per servizi che vengono pagati anche molti mesi dopo. Difendere l’autotrasporto significa difendere una componente essenziale dell’economia. Fabbriche, cantieri,
negozi, attività produttive e distribuzione dipendono quotidianamente dal trasporto su gomma. Le imprese non chiedono privilegi: chiedono tariffe che riconoscano il costo reale del servizio, pagamenti certi
e regole uguali per tutti. Perché dietro ogni camion ci sono un’impresa, lavoratori e famiglie.
E quando si ferma l’autotrasporto, si ferma l’Italia”. Così nella nota Confartigianato Rieti

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