Arriva a Rieti il 9 e 10 ottobre il Festival ArteScienza, manifestazione organizzata dal CRM – Centro Ricerche Musicali dedicata all’incontro fra musica contemporanea, arti performative, installazioni audiovisive e interattive. Suono, immagine e tecnologia dialogano nella nuova edizione che apertasi lo scorso 14 settembre a Roma, con una serie di incontri, concerti, installazioni, proiezioni non solo nella capitale ma in altre città italiane prosegue fino al 7 novembre.
Venerdì 9 e sabato 10 ottobre, alla Chiesa di San Domenico, il Festival presenta i due concerti “Alea e Rigore” (ore 19, preceduti da una introduzione all’ascolto alle ore 18.30) in collaborazione con Sabina Elettroacustica e per gentile concessione della Direzione Centrale degli Affari dei Culti e l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno. Venerdì 9 il “Rigore” è con l’organista Angelo Bruzzese che esegue in apertura un preludio corale di Bach, per proseguire con la musica di György Kurtág, György Ligeti, Emanuele Stracchi e suonare la prima assoluta di Iro to Kū (colore e vuoto) di Giorgi Nottoli, dedicata allo stesso organista. Sabato 10 l’“Alea” viene invece affidato a un ensemble strumentale di cinque musicisti (Gianni Trovalusci e Gabriele Pirrotta flauti, Marco Pennese chitarra, Gabriele Boccio violoncello, Angelo Bruzzese organo) con la voce del soprano Valentina Piovano, live electronics Danilo Santilli, regia del suono Federico Scalas, che esegue opere di Angelo Bruzzese (Meine Seele per organo, voce e flauto in prima assoluta), Bruno Maderna, Danilo Santilli, Kaija Saariaho, Giacinto Scelsi.
Le due giornate mettono in relazione due modalità apparentemente opposte di concepire il processo creativo: da una parte il rigore della costruzione, della forma e dell’organizzazione del suono; dall’altra l’apertura all’indeterminazione, all’improvvisazione e all’elemento aleatorio. Vengono così valorizzate le caratteristiche sonore e spaziali dell’Organo Pontificio Dom Bedos-Roubo Benedetto XVI della Chiesa, che entra in dialogo con strumenti acustici, voce ed elettronica, e si attraversano differenti modalità di esplorazione del timbro, della materia sonora e dello spazio, mostrando come la ricerca contemporanea possa confrontarsi con la tradizione e trasformarla. Il progetto “Alea e Rigore” diventa quindi un itinerario tra controllo e imprevedibilità, struttura e libertà, nel quale l’ascolto è chiamato a cogliere le diverse forme con cui il suono può essere organizzato, trasformato e messo in relazione. Una occasione per approfondire e riflettere sul tema del Festival di quest’anno “Interrogare il caso. Visionarietà e concretezza della conoscenza” dedicato proprio al tema dell’indeterminatezza e dell’aleatorio nel campo della creatività artistica e musicale.


