Apicoltura, COPAGRI Lazio: “Sosteniamo il progetto “Bombe di semi”

“La Copagri Lazio, da sempre molto attenta ai temi della sostenibilità e della biodiversità, aderisce convintamente al progetto ‘Bombe di semi per un’esplosione di biodiversità’, promosso dalla Comunità Laudato Sì di Accumoli-Amatrice con il duplice obiettivo di salvaguardare le api e promuovere e difendere la biodiversità”.

Lo annuncia il presidente della Federazione regionale della Copagri Guido Colasanti, anche a nome dei presidenti provinciali Fabrizio Neglia e Julia Antonucci, ricordando che l’innovativa iniziativa, dalla forte valenza simbolica, si terrà il prossimo 20 maggio, in occasione della Giornata mondiale delle api.

“Vogliamo essere di supporto a questa nobile causa mettendo a disposizione le nostre strutture a livello regionale e provinciale, così da informare tutti coloro che vorranno aderire all’iniziativa e ricevere la confezione di semi preparata e distribuita dalla Comunità Laudato Sì di Accumoli-Amatrice”, prosegue Colasanti, spiegando che “il progetto, il cui fine è creare delle micro-oasi a salvaguardia delle api e della biodiversità, prevede di ‘lanciare’ delle vere e proprie bombe di semi sui terreni, ma anche dai propri balconi, compiendo così un gesto simbolico, ma concreto, per contribuire alla salvaguardia degli insetti impollinatori”.

“Questa simpatica iniziativa di ‘guerrilla gardening’ aiuterà a tutelare il comparto apistico, che è di fondamentale importanza per la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità, in ragione del ruolo primario e imprescindibile svolto dalle api quali ‘indicatori’ naturali di impatto dell’inquinamento ambientale; all’apicoltura, infatti, va riconosciuta la funzione fondamentale di base del sistema agricolo, poiché è grazie al servizio di impollinazione svolto dagli insetti pronubi che viene ottenuta una grandissima parte delle produzioni agricole”, ricorda il presidente della Copagri Lazio.

“L’Italia è il quarto paese dell’UE per numero di alveari, con quasi 1,5 milioni di unità; secondo recenti stime dell’Osservatorio Nazionale, il nostro Paese, senza contare la produzione hobbistica e l’autoconsumo, produce oltre 23mila tonnellate di miele, grazie a una moltitudine di alveari diffusa in tutte le Regioni e concentrata in Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna; nonostante questi numeri, bisogna individuare misure che favoriscano lo sviluppo del comparto, in quanto la produzione è inferiore al fabbisogno nazionale e si importano migliaia tonnellate di prodotto dall’estero, spesso adulterato, sulle quali è necessario implementare i controlli ufficiali”, conclude Colasanti

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