Un ingente sforzo economico proveniente dai fondi 5×1000 e dalle casse sezionali, un lavoro durato alcuni anni, un’area completamente riqualificata. Sono questi gli interessanti particolari alla base della costruzione ed organizzazione dell’orto botanico “Andrea Tomei” della sezione CAI di Amatrice aperto ufficialmente al pubblico il 4 ottobre 2026. Una vasta area pubblica esattamente dietro la Casa della Montagna, 500 mq dove prima sorgeva la scuola Romolo Capranica, è stata affidata alla cura del CAI locale con una convenzione tra il Comune della cittadina ed il sodalizio montano per far sorgere un campo scientifico dove poter mettere a dimora diverse specie di piante che vivono a bassa quota nella conca amatriciana. Riprodurre, quindi, in piccolo ciò che in natura troviamo disseminato su campi, zone umide e rocce. 9 aiuole più una roccera permetteranno ai visitatori di fare conoscenza con l’innumerevole patrimonio erbario della zona dei Monti della Laga che non è affatto povero. Anzi!
Per portare a termine questo lavoro ci sono voluti alcuni anni, dalla firma della convenzione fino alla fine dei lavori, nei quali si è organizzato e creato ex novo l’orto botanico al quale hanno lavorato buona parte dei soci della sezione impegnati in dissodamento del terreno, sfalcio delle erbacce, disposizione delle aiuole sul campo. L’orto botanico di Amatrice è il secondo orto in ordine di nascita in quanto già uno era sorto, sempre a cura della sezione, nella frazione di Preta nell’area delle ex scuole elementari ma, purtroppo, è stato reso inagibile con il crollo del fabbricato a causa del sisma. Alla costituzione di questo primo orto botanico aveva preso parte anche Andrea Tomei, giovane socio della sezione, operatore TAM, purtroppo scomparso nel sisma del 2016. Un lavoro non da poco l’orto cittadino che è servito anche a riqualificare un’area che, nel corso del tempo, si era trasformata in accumulo di rimanenti calcinacci e macerie della vecchia scuola crollata a causa del sisma. Rilevanti botanici ed esperti del settore hanno curato personalmente la messa a dimora delle piante che hanno attecchito piuttosto bene al terreno nonostante la difficoltà nel coltivarlo a causa del pietrame che si trova al di sotto. Un’opera rilevante, dunque, che servirà non soltanto ai cittadini ed ai turisti per conoscere la flora delle proprie terre ma, e questo è uno degli intenti principali del progetto, anche a studiosi che volessero saperne di più sulle specie erbacee che nascono e vivono ai piedi dei Monti della Laga e per sviluppare cicli di formazione scientifica molto probabilmente nei mini laboratori che la sezione ha intenzione di creare nei prossimi mesi a proprie spese. A margine della giornata si è svolta anche un’escursione sul sentiero che va dalla frazione di Voceto a quella di Sommati. Nel corso della camminata il Prof. Giancarlo Tondi, botanico e socio della sezione, ha spiegato e descritto ai partecipanti le piante arbacee presenti lungo il sentiero.








