I Carabinieri della Stazione di Rieti, a conclusione di una mirata attività d’indagine, hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria un cittadino cubano di 42 anni, domiciliato ad Ardea (RM), ritenuto responsabile dei reati di truffa e indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento. I fatti risalgono a qualche mese fa. La vittima, una donna reatina di 74 anni, si trovava presso uno sportello bancomat del centro cittadino per effettuare un prelievo. In quel frangente è stata avvicinata dall’indagato il quale, raggirandola, l’ha convinta che la sua carta di pagamento fosse rimasta accidentalmente incastrata nel dispositivo, inducendola ad allontanarsi per chiedere assistenza. Approfittando dell’assenza della donna, il malfattore ha tempestivamente effettuato due prelievi fraudolenti per un importo complessivo di 1.800 euro.
Non appena resasi conto dell’inganno, l’anziana si è rivolta ai Carabinieri della Stazione di Rieti per sporgere formale denuncia. I militari hanno immediatamente avviato una prolungata e scrupolosa attività investigativa, concentrandosi in particolar modo sull’acquisizione e sull’analisi minuziosa delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza degli istituti di credito dove il malfattore aveva effettuato gli indebiti prelievi. Tale attività ha permesso di risalire all’identità del quarantaduenne che è stato, così, denunciato alla Procura della Repubblica. Alla luce di tale episodio, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Rieti raccomanda alla cittadinanza di prestare la massima attenzione durante le operazioni agli sportelli automatici e di diffidare di sconosciuti. I truffatori, infatti, agiscono strategicamente e spesso si presentano con modi estremamente cortesi e rassicuranti, approfittando della buona fede delle vittime per trarne un illecito profitto, sia di lieve che di ingente entità.
Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.




