L’ANPI Rieti oggi ricorda la figura di Filippo Palieri, Commissario di Polizia e Medaglia d’Oro al Merito Civile. Palieri nacque a Cerignola (Foggia) il 22 maggio 1911, fu un Ex-Allievo della Scuola Militare Nunziatella di Napoli, si laureò in Giurisprudenza a Roma nel 1933 ed entrò nella Polizia in giovane età, percorrendo una rapida carriera che lo portò a diventare il Capo di Gabinetto della Questura di Rieti, assumendone la responsabilità a causa dell’assenza per malattia del suo superiore gerarchico. Proprio durante il suo servizio a Rieti, il giovane Commissario Filippo Palieri si adoperò per evitare la deportazione nei campi di lavoro in Germania di circa 300 artigiani reatini, nascondendo i loro nominativi e avvisandoli personalmente del pericolo. Nello stesso periodo, Palieri fu un attivo collaboratore della Resistenza italiana che operava sulle montagne della Sabina, rifiutandosi più volte di aderire alla Repubblica di Salò, fino al giorno del suo arresto, quando fu deportato nel lager di Wietzendorf, dove morì il 13 aprile 1945 a causa degli stenti e delle torture subite. Il Commissario non rivide più, così come da lui previsto e confidato al suo compagno di prigionia Salvatore Poti, i suoi genitori, la moglie Giuliana Annesi, poetessa e scrittrice, ed i tre figli. Il 26 gennaio del 2024 ,giorno della memoria, sono state poste 2 pietre d’inciampo davanti la Questura di Rieti per ricordare il loro sacrificio.
Così nella nota Cosmo Bianchini, presidente ANPI Rieti




