Affollata assemblea pubblica il 17 settembre a Vacone, organizzata dal Comitato Acqua Bene Comune – Sabina. Hanno partecipato i cittadini dei dieci comuni sabini il cui servizio idrico è passato dal Consorzio Media Sabina ad Aps Spa. Al centro dell’iniziativa, le bollette maggiorate ricevute da APS. Un gruppo di volontari si mette a disposizione degli utenti per le contestazioni e i ricorsi. Ma gli attivisti chiedono anche trasparenza sul passaggio di gestione e sui debiti. Nel corso dell’assemblea tenutasi il 17 settembre a Vacone e organizzata dal Comitato Acqua Bene Comune – Sabina, gli abitanti dei dieci Comuni il cui servizio idrico è passato quest’anno dal Consorzio Media Sabina ad APS spa hanno espresso la volontà di contestare le prime bollette ricevute dal nuovo gestore. Inoltre, i presenti hanno lamentato a più riprese l’inazione dei Sindaci che, dopo aver votato il passaggio ad APS Spa, non si stanno impegnando per tutelare i loro concittadini. L’assemblea, un successo per numero di presenti dai diversi paesi (circa 80) e per la modalità di decisione dal basso, è stata un’occasione per far conoscere meglio l’attività del Comitato Acqua Bene Comune – Sabina, nato quest’anno mentre maturava il passaggio dell’acquedotto dal Consorzio ad APS Spa. I prossimi impegni del Comitato si concentrano sulle contestazioni delle bollette e sul tentativo di coinvolgere i sindaci dei dieci comuni ma anche di interpellare autorità regionali. Il Comitato ribadisce che il passaggio ad APS SpA è avvenuto in una totale mancanza di trasparenza e che gli attuali aumenti tariffari sono legati alla necessità di coprire debiti accumulati dal Consorzio Media Sabina per cause, negligenze, responsabilità tuttora ignote agli utenti.
Per la contestazione delle bollette, anche quelle già pagate, i passi da intraprendere sono i seguenti: primo, contestazione ad ApS Spa (via PEC o raccomandata). Successivamente, rivolgersi al servizio di conciliazione offerto da Arera. In caso di insuccesso, il Comitato penserà a una class action, se i ricorrenti saranno molti. I primi due passi sono individuali, per sostenere i cittadini, il Comitato si mette a disposizione degli utenti paese per paese: referenti volontari convocheranno giornate dedicate alla consulenza gratuita per i reclami e verranno anche predisposti moduli standard da riempire. Un altro passo deciso in assemblea è la raccolta firme per una lettera da consegnare a tutti i sindaci dell’ex Consorzio, allo scopo di richiamarli alle loro responsabilità. La lettera non si limiterà alla questione tariffe ma chiederà trasparenza sul passaggio di gestione e su tutti i punti opachi. Altre iniziative sono allo studio, come un appello al Garante del servizio idrico integrato della regione Lazio, sia sulle tariffe che sulla gestione (si pensi anche agli impianti di depurazione).
Comitato Acqua Bene Comune – Sabina


