Si sono aperte sabato ad Assisi le celebrazioni per l’VIII centenario del Transito di san Francesco, alla presenza dei rappresentanti delle Famiglie francescane. Un momento prezioso che porta a compimento gli anniversari legati alla fase conclusiva della vita del Poverello, avviati nel 2023 con gli ottocento anni della Regola a Fonte Colombo e del primo presepe di Greccio, proseguiti a La Verna nel ricordo del dono delle stimmate nel 2024 e illuminati lo scorso anno dall’ottavo centenario del Cantico delle creature. Quattro anni intensi di spiritualità, memoria e riscoperta della testimonianza di Francesco, che hanno coinvolto profondamente la Valle Santa reatina e continuano a interpellarci, sollecitandoci a fare del Vangelo la chiave di lettura delle nostre vite. “La pace è la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto. Che illusione sarebbe pensare di costruirla con le sole forze umane! E tuttavia è un dono attivo, da accogliere e vivere ogni giorno” – ha scritto papa Leone nella lettera ai ministri generali della Conferenza della Famiglia Francescana. Un messaggio che non è riservato a pochi, ma parla a tutti, e che invita a trasformare lo spazio concreto e simbolico dei quattro santuari reatini in una vera e propria Officina di pace, capace di generare percorsi di riconciliazione, fraternità e speranza per il nostro tempo







