Accorpamento Camere Commercio, arrivata sospensiva. Dichiarazioni di Regnini

Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dalla Camera di Commercio di Rieti in merito all’accorpamento con la Camera di Commercio di Viterbo.

“La richiesta – spiega Regnini – si è poggiata su motivazioni di carattere formale volte a dimostrare la non corretta applicazione delle norme sul riordino istituzionale. Obiettivo dell’Ente camerale reatino è ora utilizzare il tempo che ci separa dal giudizio di merito per sollecitare la politica a rivedere le norme sul riordino, che prevedevano anche la cancellazione del livello provinciale e che di fatto hanno subito uno stop in seguito della vittoria del “no” al referendum del 4 dicembre 2016, ed a tenere conto dell’attenzione particolare che richiede il nostro territorio a seguito dei sismi del 24 agosto 2016 e seguenti”.

“Noi riteniamo quindi che gli accorpamenti che erano stati decisi a tavolino portando a 60 il numero di Camere a livello nazionale senza che tale numero fosse scaturito da valutazioni tecnico-economiche, debbano essere rivisti su base volontaria – continua – e prendendo in debita considerazione le esigenze post-sisma del territorio reatino che non sono di breve termine, perché i processi di ricostruzione e ritessitura tecnico-produttiva delle aree colpite dal terremoto richiedono un orizzonte temporale pluriennale”.

Da qui l’appello alla politica locale e nazionale affinché l’istanza che viene dal mondo della rappresentanza trovi adeguato accoglimento. Una istanza che non vuole rappresentare una posizione ostativa nei confronti della Camera di Commercio di Viterbo, ma che chiede solo di prendere in considerazione una specifica esigenza territoriale.

Un percorso, ha ricordato Regnini, che vede la Camera di Commercio di Rieti in “compagnia” di altre Camere di Commercio d’Italia che stanno procedendo analogamente. Tra queste la vicina Camera di Commercio di Terni che ha avviato questo percorso in ragione del riconoscimento del proprio territorio come “Area di crisi complessa”, status già riconosciuto anche per il Reatino.

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