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sabato 10 Gennaio 2026
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Abusivismo e lavoro sommerso, Confartigianato Imprese: “A Rieti e nel Lazio la concorrenza sleale mette a rischio l’artigianato regolare”

A Rieti, come nel resto del Lazio, il lavoro sommerso non rappresenta più una distorsione marginale del mercato, ma una forma strutturale di concorrenza sleale che penalizza quotidianamente le imprese artigiane che operano nel rispetto delle regole. Nel Lazio operano oltre 91.000 imprese artigiane, quasi 3.500 in provincia di Rieti, in gran parte micro e piccole imprese che garantiscono occupazione regolare, sicurezza, qualità e presidio economico dei territori. È proprio questo modello produttivo a essere oggi sotto pressione. Secondo le più recenti stime ISTAT (2022–2023), il Lazio registra una incidenza del lavoro irregolare superiore alla media nazionale, collocandosi tra le regioni più esposte del Centro Italia. Il fenomeno interessa in modo trasversale numerosi settori: edilizia, impiantistica, servizi alla persona, benessere, commercio e turismo, con ricadute dirette sulla sicurezza dei cittadini e sulla qualità degli interventi. Le elaborazioni di Confartigianato indicano che oltre 7 imprese artigiane laziali su 10 risultano esposte alla concorrenza sleale del sommerso. In termini concreti, questo significa prezzi falsati, lavori senza garanzie, operatori improvvisati che non rispettano norme fiscali, contributive e di sicurezza, mettendo fuori mercato chi investe in formazione, autorizzazioni e professionalità.

Rieti: la fragilità del territorio amplifica il fenomeno
Nella provincia di Rieti il lavoro sommerso assume caratteristiche ancora più critiche. Il fenomeno si innesta infatti su un contesto segnato da sisma, spopolamento delle aree interne e assenza di strumenti strutturali di competitività, come l’esclusione dal perimetro della ZES. In un territorio post-sisma, con margini economici ridotti e costi in aumento, la mancanza di politiche di riequilibrio territoriale accentua il divario competitivo tra chi opera nel rispetto delle regole e chi sceglie scorciatoie illegali. Nel cratere e nelle aree interne reatine, il sommerso non riguarda più solo prestazioni occasionali, ma coinvolge edilizia leggera, manutenzioni, impiantistica e servizi alla persona, con effetti diretti sulla sicurezza e sulla qualità degli interventi.

Protocollo di Legalità: un impegno concreto di Confartigianato contro l’economia illegale
In questo quadro si inserisce il Protocollo di Legalità sottoscritto tra Confartigianato Imprese e il Ministero dell’Interno, uno strumento operativo che rafforza l’azione di contrasto alla concorrenza sleale e alle infiltrazioni criminali nel sistema produttivo.
Il Protocollo mira a tutelare la libertà d’impresa e il corretto funzionamento del mercato, valorizzando il ruolo delle imprese artigiane come presidio di legalità nei territori, e mette a disposizione delle associazioni territoriali strumenti concreti, come l’accesso alla Banca Dati Nazionale Antimafia per supportare le imprese nei percorsi di trasparenza, affidabilità e corretta concorrenza. Un impegno che Confartigianato Imprese Rieti considera parte integrante della propria azione di rappresentanza e tutela delle imprese regolari.

“Il lavoro sommerso non è solo evasione fiscale, ma una vera e propria aggressione alle imprese oneste che rispettano le regole e garantiscono sicurezza, qualità e occupazione. – dichiara Maurizio Aluffi, Segretario di Confartigianato Imprese Rieti – In un territorio fragile come il nostro, segnato dal sisma e dallo spopolamento, l’abusivismo diventa un fattore che accelera la desertificazione economica. Per questo il contrasto al sommerso deve andare di pari passo con politiche di equità territoriale e con strumenti concreti di legalità, come il Protocollo sottoscritto con il Ministero dell’Interno. Difendere l’artigianato regolare significa difendere il futuro di Rieti.”

Per Confartigianato Imprese Rieti, contrastare il lavoro nero non può limitarsi a controlli episodici. Servono controlli mirati e continuativi, strumenti rapidi di segnalazione, ma anche politiche pubbliche coerenti che non penalizzino ulteriormente le imprese regolari, soprattutto nelle aree interne. Le imprese artigiane non chiedono privilegi, ma regole uguali per tutti. Difendere l’artigianato regolare significa difendere lavoro, sicurezza e sviluppo per Rieti e per l’intero Lazio.

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