A 3 MESI DAL VENTENNALE DELLA MORTE DI MALFATTI, SI EVIDENZIA IL FUTURO INDUSTRIALE NEL REATINO

Franco Maria Malfatti

E’ singolare che Rietiinnova si svolga a poco meno di tre mesi dal Ventennale della morte dell’onorevole Franco Maria Malfatti, fondatore del nucleo di industrializzazione Rieti – Cittaducale negli anni ’60/70 dello scorso secolo, per le cui celebrazioni e la loro organizzazione sta lavorando il presidente della provincia Fabio Melilli.

A poche ore dall’inaugurazione della manifestazione di Rietiinnova c’è attesa per quella che appare un’involontaria anticipazione dei tanti temi da discutere e da dibattere, che il Ventennale ovviamente susciterà, insieme all’approfondimento delle linee individuate per l’atteso rilancio dell’attività industriale nel Reatino.

Quest’ultima, da troppo tempo auspicata, è purtroppo minata da disunità di propositi, da schieramenti ideologici contrapposti, da interventi fuori luogo e oltre misura evidenziatisi in talune sedute del consigli comunale di Rieti quando si è giunti a negare sconsideratamente la cittadinanza onoraria ad uno degli esponenti più in vista dell’attuale governo, chiamato poi a riparare i non pochi guasti causati all’interno del settore industriale e occupazionale reatino.

A tale riguardo, è opportuno accennare che Rieti ebbe bisogno in ogni epoca, per il proprio sviluppo, di un protettore, che doveva interpretare questo ruolo a Roma, sede di ogni potere. Il primo fu l’onorevole Emilio Maraini insieme al principe Potenziani, governatore della Capitale, il secondo addirittura lo stesso Mussolini, il terzo Malfatti. Perché il quarto non potrebbe essere l’onorevole Gianni Letta, che è anche mezzo reatino e persona degna?

Alla vigilia di Rietiinnova non sarà male ricordare il difficile approdo di una provincia eminentemente agricola ad una economia industriale e a quello che si chiama il terziario avanzato, il boom degli insediamenti industriali e dell’occupazione di 8.500 addetti fino al 1994, anno in cui la Texas andò via ed iniziò il processo di deindustrializzazione assieme a quello della delocalizzazione. Sarà interessante a considerare come avvenne l’attuazione del dimenticato Patto territoriale ideato dalla Provincia di Rieti, classificatosi secondo nel Mezzogiorno d’Italia per originalità, e come si va ora realizzando il programma di ampliamento delle aree industriali con il Polo della logistica a Passo Corese, che è sbocco naturale di un processo demografico inarrestabile, il rafforzamento di quello di Borgorose e la definizione di quello che fu chiamato Polo tecnologico, elettronico ed informativo di Rieti.

Memoria storica e propulsore protempore di queste accennate politiche, è uno dei maggiori organizzatori di Rietiinnova, Andrea Ferroni, Presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti. Il quale, bisogna dirlo, non ha una vita facile. Anzi, addirittura difficilissima! Evidenziare quindi in modo positivo alcuni aspetti di Rietiinnova, prima che abbia inizio il programma stabilito, non sarà male per incoraggiare gli organizzatori (tra gli altri, il presidente della Camera di Commercio Vincenzo Regnini, il presidente della Federlazio Carmine Rinaldi ed il presidente di Unindustria-Confindustria, Gianfranco Castelli).

Controbattere la generica sentenza che spesso si dà in molti ambienti, anche istituzionali, in modo tout court: il Nucleo è finito, dovrebbe essere un proposito di tutti, sindacati e partiti politici in testa. Al riguardo, oltre alle notevoli, complesse, numerosissime attività commerciali, notizie ufficiali danno presenti nell’area del nucleo 240 imprese tra medie e piccole, per l’impiego di 5.000 addetti. Dunque, si sono perduti 3.500 posti. Ma quelli rimasti non sono poca cosa per ripartire. Se il Nucleo fosse finito, come superficialmente si afferma, tutto questo non esisterebbe e saremmo già cancellati come provincia dal contesto economico e produttivo della nazione.

Dal programma di Rietiinnova, si apprende che l’Università reatina, e per essa la facoltà d’ingegneria, sarà a fianco del Consorzio industriale e metterà a disposizione del Nucleo la propria capacità di ricerca e quella innovativa e progettuale. Sta avvenendo quello che si sperava, 11 anni fa, quando nacque la sede distaccata della Sapienza. Saranno infatti il prof. Carlo Cecere, ordinario di ingegneria civile e industriale, coordinatore della facoltà e benemerito animatore delle attività universitarie locali e Giulio Vannucci PhD Research Student a presentare il progetto di un polo industriale sostenibile: iniziative pilota a Rieti, realizzato, si intuisce, dalla stessa facoltà frequentata da oltre 800 studenti, che sono una ricchezza troppo spesso sottovalutata. E a seguire, finalmente, sarà possibile ascoltare la relazione sulla crescita delle aziende e dell’innovazione tecnologica e la presentazione di esperienze sul Polo della Logistica di Passo Corese.

E’ singolare ancora che alla vigilia di Rietiinnova si sia aperto il cantiere che sta costruendo la strada di penetrazione al depuratore del Consorzio industriale situato a Camporeatino, partendo dalla rotatoria della Rieti-Finocchieto, per 700 mila euro di lavori e per sottolineare che i problemi industriali non sono stati accantonati. Il depuratore è la maggiore fonte di introiti del Consorzio ed è operativo sia per le industrie del Nucleo che per la Città di Rieti. L’impianto fu costruito fuori zona Cassa del Mezzogiorno in via del tutto eccezionale su intervento dell’on. Malfatti che ne ottenne anche il finanziamento, perché il municipio reatino non aveva neanche una lira per realizzalo!

A meno di dieci giorni dall’inizio di Rietiinnova, Solsonica-Eems, primo produttore italiano di celle, moduli e soluzioni fotovoltaiche, ha dato notizia di aver siglato un accordo con Sinergia Sistemi che dà il via ad una partnerchip per la vendita di energia elettrica da fonte fotovoltaica al servizio delle Piccole e Medie Imprese italiane. Il valore di questa iniziativa è stato sottolineato dal Sole24 Ore e da Il Corriere della Sera.

Al 51esimo Salone Nautico Internazionale di Genova, che si aprirà l’1 ottobre, Lombardine Marine presenterà l’innovativo gruppo elettrogeno LMG 6000, cui è pronosticato grande successo sui mercati mondiali.

Dal canto suo lo stabilimento Baxter Manufacturing, che ha fatturato 70 milioni di euro l’anno scorso, ha iniziato ad investirne 35 al fine di raddoppiare la capacità produttiva e la forza lavoro ora stabilita in 219 addetti. Baxter, ha quasi triplicato l’occupazione negli ultimi 10 anni e investito più di 25 milioni di dollari nel sito produttivo reatino. Ad oggi l’utilizzo degli impianti – chiarisce la multinazionale americana – è parziale, ma l’impegno di Baxter è quello di raddoppiare, in un breve periodo di tempo, l’attuale capacità produttiva, portandola dagli attuali 700.000 litri ad oltre 1 milione e trecento litri di plasma, con conseguente incremento del numero delle maestranze fino a raggiungere le 350 unità. Le industrie citate sono tutte innovative, dedite alla ricerca ed esportatrici dei loro prodotti in Europa e nel mondo.

C’è, purtroppo, il caso Ritel ad impensierire e non poco. Ed altri casi ancora. Ma i presupposti per le opportunità di ripresa ci sono tutte, anche se le difficoltà internazionali economiche e finanziarie aggravano la situazione.

Da questi pantani, prima o poi si uscirà, se tutti gli attori dell’industrializzazione reatina, saranno coscienti di dover costruire, anziché di distruggere. Cominciando da Rietinnova e fino alle Celebrazioni del Ventennale della morte di Malfatti.

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