17.1 C
Rieti
martedì 13 Ottobre 2026
HomeAttualitàEndometriosi, con l'A.P.E. il volontariato accorcia la strada verso la diagnosi

Endometriosi, con l’A.P.E. il volontariato accorcia la strada verso la diagnosi

Sono pazienti prima ancora che volontarie. Da vent’anni le donne dell’A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi trasformano la propria esperienza con la malattia in informazione, formazione e supporto per chi oggi cerca risposte. Un impegno che assume un valore ancora più forte in occasione della Giornata Mondiale del Volontariato del 5 dicembre 2026, momento in cui l’associazione traccia un bilancio del proprio impatto sul territorio e della forza con cui le donne sanno fare rete per colmare i ritardi del sistema sanitario. L’endometriosi riguarda circa 3 milioni di donne in Italia e il 10% delle donne in età fertile nel mondo. Il ritardo diagnostico resta alto: tra i 5 e gli 8 anni, fino ai 12 anni se i primi sintomi insorgono in adolescenza. Anni di dolore invisibile e risposte mancate che comportano anche un enorme costo sociale, stimato dal Ministero della Salute in oltre 4 miliardi di euro all’anno solo per le giornate lavorative perse. L’A.P.E. punta a ridurre i tempi della diagnosi per migliorare la qualità della vita delle donne, che convivono con una malattia per la quale ancora non esistono cure definitive, agendo su tre pilastri: formazione dei professionisti, educazione dei giovani e informazione capillare. La formazione del personale sanitario, grazie alla collaborazione con medici esperti e specializzati in endometriosi, e ai contributi raccolti con il 5X1000, è il primo pilastro. “Abbiamo iniziato a Parma e a Reggio Emilia con incontri dedicati ai medici di famiglia, i primi ad intercettare le pazienti -, spiega Jessica Fiorini, vicepresidente nazionale dell’associazione – poi abbiamo investito anche nella formazione specifica per la diagnosi e il trattamento dell’endometriosi”.

Sono 15 i corsi di alta specializzazione realizzati dal 2017 al 2025 e finanziati grazie al 5 per mille: tre edizioni di Surgery & Ultrasound in Deep Endometriosis al Gemelli di Roma, tre corsi di ecografia a Parma e uno a Roma nel 2025, cinque edizioni a Negrar di Valpolicella sul trattamento integrato medico chirurgico dell’endometriosi profonda, un appuntamento per i radiologi a Bologna e due per psicologi e psicoterapeuti. Oltre 340 professionisti, tra ginecologi, radiologi e specialisti della salute mentale, hanno seguito questi percorsi, durante i quali le volontarie affiancano i docenti per raccontare la propria storia clinica, affinché la competenza tecnica incontri l’ascolto e l’empatia. Il secondo pilastro riguarda le nuove generazioni. Con il progetto ComprendEndo, le lezioni interattive tenute in aula da esperti e volontarie hanno raggiunto 350 istituti scolastici e oltre 25.000 studenti, che hanno imparato a riconoscere precocemente i segnali della malattia e a sostenere potenzialmente le compagne di classe che ne soffrono. Il terzo pilastro è la sensibilizzazione capillare, perché solo conoscendo l’endometriosi si può arrivare a diagnosi più precoci e a migliori percorsi terapeutici. Sono 1.600 circa gli incontri organizzati dall’A.P.E. per fare informazione, un milione e mezzo i volantini distribuiti in tutta Italia, a cui si aggiungono la 12ª edizione di Vetrine Consapevoli nel 2026 e la campagna I Fiori della Consapevolezza, che nel 2026 ha coinvolto circa 40 città italiane, e poi i gruppi di sostegno in tante località della penisola e la continua informazione sul web e sui social, con interviste a medici ed esperti, dati, indicazioni sui centri specializzati a cui rivolgersi, testimonianze.
“Oggi su internet e sui social circolano tante informazioni sull’endometriosi – sottolinea Annalisa Frassineti, presidente dell’A.P.E. – se da un lato questo è positivo, perché si parla sempre di più della malattia, dall’altro è fondamentale imparare a riconoscere le fonti di informazione, capire da dove provengono e cosa dunque è corretto. Perché fare informazione è importante, ma farlo correttamente lo è ancora di più”.

Oggi l’azione dell’A.P.E. si concentra anche sulla tutela normativa e sociale. Se da un lato l’inserimento dell’endometriosi nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) garantisce l’esenzione dal ticket per visite ed ecografie semestrali, questa tutela resta limitata solo agli stadi più avanzati (III e IV stadio) e previa conferma istologica. Inoltre, l’assenza di un Registro Nazionale centralizzato e le tabelle d’invalidità civile ancora inadeguate lasciano molte pazienti senza la necessaria protezione. «Serve una legislazione che tuteli chi deve assentarsi dal lavoro nei giorni di invalidità, senza rischiare discriminazioni o licenziamenti», commenta Annalisa Frassineti. Sul fronte delle terapie si registrano però alcuni passi avanti: dopo anni di impegno, dal marzo 2024 alcune alcuni farmaci a base di Dienogest sono rientrati in Fascia A, e possono quindi essere prescritti a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di terapie progestiniche utilizzate nel trattamento dell’endometriosi e considerate tra le opzioni di prima linea per il controllo della sintomatologia dolorosa. Resta aperto l’impegno per estendere la rimborsabilità anche alle altre opzioni terapeutiche e uniformare i percorsi di cura sul territorio nazionale. Sostenere l’A.P.E. significa contribuire concretamente ai suoi progetti di informazione, formazione e supporto. È possibile farlo attraverso il 5 per mille, una scelta che non comporta alcun costo per il contribuente: nella dichiarazione dei redditi basta firmare nel riquadro dedicato agli Enti del Terzo Settore e indicare il codice fiscale 91130230351. Ma il sostegno all’associazione passa anche dalle donazioni e dalla partecipazione alle iniziative solidali organizzate durante l’anno, come i Fiori della Consapevolezza e i panettoni solidali. L’associazione è indipendente da case farmaceutiche, sponsor commerciali e partiti politici, perché il suo sostegno arriva dalle persone che scelgono di credere nel suo lavoro.
“Ogni contributo ci permette di formare più medici, raggiungere più scuole, aiutare più donne – conclude Jessica Fiorini – l’Endometriosi è invisibile finché nessuno la racconta, noi continuiamo a renderla visibile”.

Cos’è l’endometriosi? L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica che colpisce in Italia circa il 10% della popolazione femminile in età fertile, anche se i dati sono estremamente parziali e probabilmente sottostimati. I sintomi più diffusi sono: forti dolori mestruali ed in concomitanza dell’ovulazione, cistiti ricorrenti, irregolarità intestinale, pesantezza al basso ventre, dolori ai rapporti sessuali, infertilità nel 35% dei casi. Per una malattia di cui non si conoscono ancora le cause, per la quale non esistono cure definitive né percorsi medici di prevenzione, per limitare i danni che l’endometriosi provoca, è fondamentale fare informazione per creare consapevolezza!
Così nella nota A.P.E.

Close Popup

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online e per attivare tutte le funzionalità del sito. Cliccando su "Accetto" aderisci alla nostra politica sui cookie.

Close Popup
Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookie. Abilita o disabilita i cookie del sito dal pannello sottostante. Alcuni cookie non possono essere disabilitati perchè necessari al funzionamento del sito stesso.

Questi cookie sono necessari per il funzionamento del sito Web e non possono essere disattivati nei nostri sistemi.

Cookie tecnici
Per utilizzare questo sito web usiamo i seguenti cookie tecnici necessari: %s.
  • wordpress_test_cookie
  • wordpress_logged_in_
  • wordpress_sec

Rifiuta tutti i Servizi
Save
Accetta tutti i Servizi
Open Privacy settings