“A seguito di un sopralluogo effettuato lungo le sponde del Fiume Velino in data 3 ottobre 2026, alla presenza del Dottore Forestale Gian Pietro Cantiani, professionista con 45 anni di esperienza, la costituenda sede di Rieti di Italia Nostra intende esprimere alcune valutazioni indirizzate all’Amministrazione comunale e ai progettisti dell’intervento sull’argine nei pressi di ponte Giovanni XXIII, nell’ambito del cantiere incluso nel piano di lavori “Il Fiume al Centro”. Le verifiche preliminari sul campo condotte dall’esperto evidenziano una motivata e circostanziata preoccupazione riguardo alla collocazione di alcune opere fisse. In particolare, le strutture in muratura previste per ospitare le sedute a gradoni risultano posizionate troppo a ridosso dei salici situati a monte, nella spiaggetta interessata dai lavori. Dottor Cantiani evidenzia che la realizzazione di fondazioni e murature in prossimità dei fusti dei salici comporta il concreto rischio di recidere radici vitali, oltre a causare un dannoso compattamento e appesantimento del terreno a ridosso delle alberature. Tali interventi rischiano di compromettere la salute e la stabilità futura di piante decennali, a maggior ragione in un contesto destinato a registrare un’intensa antropizzazione.
Riguardo alla reale profondità dell’incisione nel suolo, occorre considerare che sull’area è già stato asportato l’intero cotico erboso per una profondità stimabile in circa 30 centimetri. Di conseguenza, qualsiasi ulteriore opera di scavo per le fondazioni insiste su un terreno già ribassato: la loro profondità va dunque misurata complessivamente, sommando i centimetri di suolo già sottratti all’ulteriore profondità delle strutture di fondazione. Per queste ragioni, Italia Nostra chiede con urgenza di valutare una semplice variante di cantiere per riposizionare i muretti e le sedute. Come rilevato dal Dottore Forestale, la struttura può essere agevolmente arretrata e collocata nella fascia di terreno adiacente, azzerando ogni rischio per le alberature esistenti. Infine, si richiede l’accesso al cantiere per consentire ai tecnici dell’associazione un’osservazione più ravvicinata dello stato delle zolle radicali delle altre alberature presenti nell’area di cantiere. Un confronto tecnico consentirebbe di tutelare al meglio il patrimonio naturale del Fiume Velino”. Cosìnella nota Italia Nostra









