“La riforma della legge sull’artigianato non può creare condizioni artificiose che scoraggino la crescita delle piccole e medie imprese industriali perché questo aumenterebbe una debolezza nota dell’intero tessuto economico. Come Unindustria abbiamo profonda considerazione e rispetto dell’artigianato e crediamo che sia un valore importante ed identitario dell’economia della regione Lazio, un tassello fondamentale del suo sviluppo e della sua crescita” dichiara Cristiano Dionisi Presidente della Piccola Industria Unindustria e delegato per Filiere e Reti d’Impresa. “Tuttavia dobbiamo mettere al centro dell’attenzione una evidente criticità: che aziende già strutturate e presenti sui mercati industriali abbiano la possibilità di muoversi di volta in volta in regimi più convenienti in base ai costi da sostenere. Una misura così impostata non è un sostegno al sistema produttivo, ma una scelta che può alterare la concorrenza e disincentivare investimenti e crescita”.
“Un allargamento indiscriminato dei confini del settore artigiano comporterebbe infatti diversi gravi rischi. Il divario nei costi salariali tra i diversi contratti collettivi rischia di innescare una “migrazione” che indebolirebbe le tutele dei lavoratori. In secondo luogo, emergono criticità evidenti per la finanza pubblica, con minori entrate per lo Stato e l’Inps stimate a livello nazionale, come emerso dalle stime di Confindustria, per oltre 1 miliardo di euro annui tra minori entrate Inps e Irpef. C’è inoltre il pericolo concreto di scoraggiare gli investimenti in innovazione, tecnologia e sviluppo dimensionale, barattando una convenienza immediata con la rinuncia al miglioramento di fattori fondamentali per restare agganciati alle catene del valore internazionali e rispettare standard di certificazione sempre più stringenti”.
“Non è un caso che la promozione della crescita dimensionale delle imprese sia uno degli obiettivi strategici fondamentali del Piano Industriale del Lazio. La vera competitività non si ottiene riducendo o frammentando il perimetro delle regole, ma puntando su produttività, crescita e investimenti. Per questo chiediamo di sospendere l’iter del decreto delegato, avviando – prima di adottare qualsiasi provvedimento – un confronto molto serrato su questa riforma con un coinvolgimento di tutte le parti sociali, a partire da industria e lavoratori”.


