Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) accoglie con favore la proposta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari di valutare una sperimentazione del Taser in dotazione alla Polizia Penitenziaria, con specifica formazione degli operatori e protocolli rigorosi di utilizzo. Una proposta che, sottolinea il primo Sindacato del Corpo, va nella direzione di una richiesta avanzata da anni a tutela del personale che quotidianamente opera negli istituti penitenziari e nel settore della giustizia minorile.
“Accogliamo positivamente le parole del sottosegretario Ostellari e soprattutto l’attenzione rivolta alla necessità di dotare la Polizia Penitenziaria di strumenti moderni, adeguati e proporzionati alle esigenze operative”, dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Sono anni che il SAPPE chiede che anche gli appartenenti al Corpo possano disporre del Taser, naturalmente nell’ambito di un percorso serio di formazione, addestramento e definizione di precise procedure operative”. Per il SAPPE, la questione riguarda concretamente la sicurezza degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, del personale che lavora negli istituti e delle stesse persone detenute. “Chi lavora quotidianamente nelle carceri si trova a gestire situazioni di particolare complessità e, in alcuni casi, di elevata criticità. È quindi necessario che gli operatori possano contare su strumenti adeguati per affrontarle, sempre nel rispetto della legge, della proporzionalità dell’intervento e della tutela della persona”, aggiunge Capece.
“Non chiediamo strumenti da utilizzare senza regole, ma esattamente il contrario: formazione specifica, protocolli chiari, responsabilità definite e una sperimentazione che consenta di verificare concretamente modalità ed efficacia dell’utilizzo del Taser negli istituti penitenziari. Su questo – prosegue il segretario generale del SAPPE – riteniamo importante che dalle parole si passi rapidamente ai fatti. La richiesta del SAPPE non nasce oggi e non è legata alla contingenza del momento. Da anni sosteniamo la necessità di rafforzare la dotazione strumentale della Polizia Penitenziaria, perché la sicurezza degli istituti passa anche attraverso la possibilità per il personale di intervenire in maniera tempestiva, professionale e con strumenti adeguati alle diverse situazioni”.
“Ci auguriamo pertanto che la proposta del sottosegretario Ostellari possa tradursi in un percorso operativo concreto e in tempi rapidi. La Polizia Penitenziaria – conclude Capece – ha bisogno di attenzione, investimenti e strumenti moderni. La sperimentazione del Taser può rappresentare un passo importante in questa direzione e chiediamo al Ministero della Giustizia di affrontare la questione con la necessaria urgenza, coinvolgendo anche le rappresentanze del personale nella definizione dei percorsi formativi e dei protocolli di impiego”. Il SAPPE ribadisce infine la propria disponibilità a confrontarsi con l’Amministrazione e con le istituzioni affinché la sperimentazione possa essere definita attraverso criteri chiari, adeguata formazione degli operatori e precise garanzie operative, nell’interesse della sicurezza e del buon funzionamento degli istituti penitenziari”. Così nella nota il SAPPE


