27 C
Rieti
domenica 13 Settembre 2026
HomeAttualitàLo sport che unisce e crea legami. A Rieti il Torneo a...

Lo sport che unisce e crea legami. A Rieti il Torneo a Colori ha regalato emozioni con la sua III edizione

Tutti in campo per un’appassionante terza edizione del “Torneo a Colori”. L’impianto sportivo della New Real Rieti ha accolto sabato 12 settembre l’ormai tradizionale evento che ha visto protagonisti atleti Special Olympics e persone rifugiate, uniti attraverso lo sport in un momento di incontro, condivisione e inclusione. L’iniziativa ha coinvolto, oltre alla società ospitante della New Real Rieti con gli atleti Special Olympics del team Rietinclude, tanti rappresentanti della Cooperativa Il Volo con diverse nazionalità in campo tra cui Turchia, Gambia, Senegal, Mali e Somalia. Un appuntamento che ha come vero gol, la creazione di una società in cui ogni persona
possa sentirsi accolta, valorizzata e parte attiva della comunità,
superando le differenze e costruendo relazioni attraverso il linguaggio universale dello sport.

Tante le autorità che hanno testimoniato con la loro presenza la vicinanza al Torneo, a cominciare dal Comune di Rieti con Chiara Mestichelli vicesindaco, assessore Sport e Turismo e con Giovanna Palomba, Assessore ai Servizi sociali e Pari Opportunità, Sergio Quattrini, Secondo vice governatore Lions Club Rieti Varrone, Morena De Marco, direttore provinciale Special Olympics Italia team Rieti, Gerlald
Mballe, Coordinatore del programma Unified with Refugees di Special Olympics Italia, Carlo D’Amico e Sara Capone in rappresentanza dello staff nazionale di Special Olympics Italia. Con loro a fare gli onori di casa nella doppia veste di presidente della società organizzatrice e membro del Lions Club locale, Riccardo Severoni. Durante l’intervallo 74 tiratori, in collaborazione con il team di
basket Fortitudo Rieti, hanno dato vita alla prima tappa del Challenge
“Play Together, Win Together”. Una lunga carrellata di tiri liberi che
ha contribuito a totalizzare un punteggio complessivo di 134 punti, aprendo il viaggio per percorrere insieme, simbolicamente, gli 11.936 km che ci separano da Santiago, sede della prossima edizione dei Giochi Mondiali Special Olympics. Il challenge ha visto protagonisti anche tanti atleti del Team Atletica Sport Terapia, guidati da Adriana Catini.

Gerald Mballe, Coordinatore del programma Unified with Refugees ha dichiarato: “Questo evento e tutto il nostro programma rappresentano un esempio di come lo sport possa restituire speranza, ricostruire la fiducia e creare un senso di appartenenza. Per molti rifugiati, questa iniziativa è molto più di un semplice gioco: è un percorso verso l’amicizia, la guarigione, la leadership e un futuro costruito sulla
dignità e sulle opportunità. Io stesso ne sono la prova vivente: quando le comunità scelgono l’inclusione attraverso lo sport, le vite delle persone possono essere trasformate.”

La crescita del programma Special Olympics Unified with Refugees è stata resa possibile grazie al generoso sostegno finanziario e alla collaborazione di ESPN, Special Olympics Italia, dell’Agenzia delle
Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), della Lions Clubs International
Foundation (LCIF) e di una rete di partner nazionali e locali. Oggi il programma è attivo in Italia, Bosnia-Erzegovina, Burundi, Cipro,
Kenya, Malawi, Moldavia, Polonia, Romania, Slovacchia, Spagna, Tanzania, Uganda e Bangladesh, continuando ad ampliare la propria presenza e il proprio impatto a livello globale. Questa terza edizione del Torneo a Colori rappresenta un’ulteriore
opportunità per celebrare il potere dello sport come strumento di
inclusione, dialogo e coesione sociale, dimostrando come la
partecipazione condivisa possa abbattere barriere e creare comunità più accoglienti e inclusive per tutti. Dal suo lancio nel 2016, l’iniziativa Unified with Refugees ha avuto un
impatto positivo su oltre 10.000 rifugiati e persone con disabilità
intellettive in tutto il mondo. Il programma crea significative
opportunità di integrazione sociale attraverso lo sport, riunendo atleti
Special Olympics e rifugiati in squadre Unified, dove persone con e senza disabilità intellettive giocano insieme. Oltre a promuovere l’attività fisica, l’iniziativa rafforza il benessere emotivo, favoriscenuove amicizie, riduce l’isolamento sociale e sensibilizza il pubblico
sui temi dell’inclusione, della dignità e delle pari opportunità.

Close Popup

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online e per attivare tutte le funzionalità del sito. Cliccando su "Accetto" aderisci alla nostra politica sui cookie.

Close Popup
Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookie. Abilita o disabilita i cookie del sito dal pannello sottostante. Alcuni cookie non possono essere disabilitati perchè necessari al funzionamento del sito stesso.

Questi cookie sono necessari per il funzionamento del sito Web e non possono essere disattivati nei nostri sistemi.

Cookie tecnici
Per utilizzare questo sito web usiamo i seguenti cookie tecnici necessari: %s.
  • wordpress_test_cookie
  • wordpress_logged_in_
  • wordpress_sec

Rifiuta tutti i Servizi
Save
Accetta tutti i Servizi
Open Privacy settings