I Carabinieri della Stazione di Borbona hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria una donna residente nella provincia di Roma, già nota alle Forze dell’Ordine, ritenuta responsabile dei reati di appropriazione indebita ed estorsione.
L’attività investigativa ha tratto origine dalla denuncia presentata da un cittadino domiciliato a Borbona, il quale ha riferito di aver prestato la propria autovettura a una donna di sua conoscenza. Decorso il termine concordato per la restituzione, il veicolo non veniva tuttavia riconsegnato e ogni successivo sollecito risultava vano.
Gli accertamenti tempestivamente sviluppati dai militari hanno consentito di ricostruire l’esatta dinamica della vicenda.
È emerso, infatti, come la donna, dopo essersi indebitamente appropriata del mezzo, avesse preteso dal legittimo proprietario il pagamento della somma di 600 euro quale condizione tassativa per la restituzione dello stesso.
Tale condotta configura il fenomeno noto in gergo come “cavallo di ritorno”, fattispecie che sul piano giuridico integra il reato di estorsione, in quanto la richiesta di denaro sfrutta l’illecita disponibilità del bene per costringere la vittima a un ingiusto esborso economico pur di rientrarne in possesso.
Le indagini, condotte dai Carabinieri della Stazione di Borbona in sinergica collaborazione con i colleghi della Stazione Carabinieri di Tivoli, hanno permesso di localizzare il veicolo, ancora nella disponibilità della donna. L’autovettura è stata quindi recuperata e prontamente restituita al legittimo proprietario, evitando così ulteriori e più gravi pregiudizi economici per la vittima.
L’operazione si inserisce nell’ambito delle quotidiane attività di contrasto ai reati contro il patrimonio e testimonia l’efficacia del coordinamento operativo tra i diversi reparti dell’Arma dei Carabinieri, dislocati anche in province differenti.
Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.










