Il fascino dell’antico torna a risplendere in Sabina. Si riapre ufficialmente mercoledì 10 giugno il cantiere archeologico sul sito del santuario dedicato alla dea Vacuna. Giunta alla sua VIII edizione, la prestigiosa missione internazionale vede rinnovarsi la sinergia tra l’Università francese Lumière Lyon 2, il Comune di Montenero Sabino e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti (sotto la supervisione scientifica della funzionaria di zona, la dott.ssa Nadia Fagiani). Per un mese, fino al 9 luglio, Montenero si trasformerà in un laboratorio di ricerca vivo e pulsante. Sette studenti iscritti ai corsi di laurea e dottorato in archeologia, lavoreranno sul campo affiancati da un team di massimi esperti. A coordinare le operazioni sarà l’archeologo e professore Aldo Borlenghi, coadiuvato dai colleghi Marylise Marmara, Lucie Motta, Alexandre Rabot, Fabien Thevenon, Kilian Blanc, Sidonie Bochaton, Jean-Luc Gisclon e Alessandro Peinetti. Come di consueto, la fine dei lavori sarà celebrata con una speciale giornata a porte aperte: residenti, turisti e appassionati potranno accedere all’area di scavo e ammirare da vicino la selezione dei reperti emersi.
Quello di Montenero Sabino rappresenta un unicum nel panorama scientifico: si tratta dell’unica indagine archeologica attiva nella provincia di Rieti dedicata a un luogo di culto della dea Vacuna. Le ricerche, iniziate nel 2019 dopo il ritrovamento del cippo iscritto (oggi custodito a Palazzo Bonacasata) hanno già regalato scoperte straordinarie: mosaici d’eccezione, tra i pavimenti decorati più antichi e meglio conservati dell’intero Lazio; ex voto e terrecotte che testimoniano la natura rituale del sito e una cronologia millenaria. L’area risulta, infatti, già frequentata tra la fine del IV e l l’inizio del III secolo a.C., abbandonata in epoca tardo-imperiale e parzialmente riutilizzata nel Medioevo con la Chiesa di San Giovanni in Leone, come confermato dagli studi del prof. Daniele Farese e dalle sepolture emerse. Le attività di quest’anno si concentreranno sulla prosecuzione delle indagini nell’area con l’obiettivo di raccogliere ulteriori e nuovi elementi utili alla comprensione del sito e aggiungere nuovi tasselli alla storia del santuario. L’attesa in paese è già altissima, a dimostrazione di un legame ormai profondo tra la comunità montenerina e la squadra di ricerca francese. “L’avvio di questa ottava campagna rappresenta una tappa fondamentale per la valorizzazione del nostro territorio – ha dichiarato la Sindaca, Lavinia De Cola. Anno dopo anno, questo scavo si conferma un patrimonio culturale e umano in continua crescita, capace di arricchire l’intera comunità. Siamo fieri di accogliere nuovamente gli studenti francesi, i docenti e l’intero team di ricerca: la sinergia scientifica e lo scambio culturale che si creano a Montenero sono il vero cuore di questo progetto e il nostro paese è pronto a fare la sua parte, come sempre, con il massimo entusiasmo”.




