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sabato 2 Maggio 2026
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Latte, Coldiretti: “Ora l’accordo va applicato e va riconosciuto il differenziale del Lazio”

Si è svolto in Regione Lazio un nuovo tavolo dedicato alla filiera del latte, convocato dopo la richiesta di Coldiretti Lazio di coinvolgere anche le industrie di trasformazione. Oltre alle organizzazioni agricole, erano presenti Latte Sano e Centrale del Latte, le quali rappresentano la totalità della raccolta del latte del Lazio per mezzo delle cooperative, chiamate a confrontarsi direttamente sulle criticità che continuano a pesare sulle stalle del territorio.

 

Nel corso dell’incontro Coldiretti Lazio ha ribadito con forza le difficoltà che stanno vivendo gli allevatori, ai quali continua a non essere riconosciuto un prezzo equo, nonostante l’accordo raggiunto al Masaf sul prezzo del latte a 47 centesimi al litro base Nord Italia, più premi, più qualità.

 

Un’intesa che, ad oggi, continua a non trovare piena applicazione sul territorio regionale, dove non viene tenuto in considerazione neanche il differenziale del Lazio di 2/3 centesimi, dovuto principalmente ai diversi costi di produzione (fattori di produzione). Il prezzo del latte nella nostra regione deve attestarsi, infatti, almeno a 49 centesimi al litro, proprio in considerazione del differenziale rispetto al Nord Italia.

 

“Abbiamo ribadito che agli allevatori laziali non viene ancora riconosciuto il giusto prezzo – afferma il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – e questo non è più accettabile. Questa filiera strategica per la nostra regione è l’unica che potrebbe avere l’autosufficienza, ma è messa continuamente a rischio dalle selvagge importazioni dall’estero, più precisamente sono 800.000 le tonnellate importate di latte e circa 90.000 le tonnellate importate di cagliata”.

 

Strategico l’impegno dell’assessore Righini che rende disponibili 4,5 milioni di euro per il settore, 3 a sostegno degli allevatori ed 1,5 a sostegno del mercato a vantaggio dei trasformatori. Le parti, dopo aver preso impegni reciproci si sono dati una settimana di tempo per poter determinare una equa soluzione. Il contesto di incertezza, l’impennata dei fattori di produzione, la fluttuazione dei prezzi e le speculazioni in atto nel settore sono determinanti, obbligano tutte le parti a trovare una soluzione solida e duratura, che possa mettere al sicuro una filiera strategica per il settore agricolo del Lazio.

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