“Si tratta di un segnale importante che va nella direzione della trasparenza, della tutela del vero Made in Italy e della corretta informazione ai consumatori, su un tema che Coldiretti porta avanti da tempo a difesa delle imprese agricole e dei cittadini e della salute dei consumatori”. Così il direttore regionale del Lazio e provinciale di Coldiretti Rieti, Carlo Picchi, sull’approvazione da parte della Giunta, dell’atto di indirizzo sulla revisione della disciplina comunitaria relativa all’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. L’atto approvato dal Comune di Rieti, richiama infatti la necessità di intervenire sulla normativa europea, con particolare riferimento all’articolo 60 del Regolamento UE del 2013, per superare un sistema che oggi consente di considerare italiani prodotti alimentari realizzati anche con materie prime provenienti dall’estero, generando ambiguità, concorrenza sleale e possibili danni economici e reputazionali per le aziende del territorio.
“Ringraziamo il sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, la Giunta comunale e in particolare l’assessore alla sostenibilità ambientale, Giuliano Sanesi – spiega il presidente di Coldiretti Rieti, Claudio Lorenzini – per aver raccolto e sostenuto una battaglia che Coldiretti considera fondamentale. Difendere l’origine dei prodotti significa difendere il lavoro degli agricoltori, la qualità delle produzioni locali e il diritto dei consumatori a compiere scelte consapevoli”. Per Coldiretti Rieti è essenziale che venga affermato con chiarezza il principio secondo cui, per i prodotti agricoli e alimentari, l’origine debba coincidere con il luogo di provenienza reale delle materie prime, così da garantire piena trasparenza lungo tutta la filiera.
“L’attenzione dimostrata dal Comune di Rieti – conclude Picchi – rappresenta un atto concreto di vicinanza al mondo agricolo e al territorio. Ci battiamo da sempre per l’etichettatura obbligatoria e l’abolizione della regola dell’origine del codice doganale, che consente l’inganno dell’ultima trasformazione sostanziale, che consente ad un prodotto che italiano non è, di diventarlo. Ci auguriamo che questa iniziativa possa contribuire a rafforzare, anche a livello nazionale ed europeo, un percorso di revisione normativa non più rinviabile”.










