Per oltre 35 anni la mensa scolastica di Contigliano è stata un fiore all’occhiello del nostro Comune. Gestione diretta, personale comunale qualificato, cucina attrezzata, materie prime acquistate dai commercianti locali. Un modello che garantiva qualità, controllo e un costo sostenibile per le famiglie: 3,90 euro a pasto a tariffa piena, con riduzioni per ISEE più bassi. Fino a giugno scorso il servizio era considerato ottimo. Bambini e famiglie soddisfatti.
Poi, a settembre, alla vigilia della riapertura delle scuole, l’Amministrazione ha deciso, con affidamento diretto, di esternalizzare il servizio alla società Toscana Food, realtà nota per la gestione della mensa della Takeda nel Nucleo Industriale di Rieti. L’affidamento prevede che la società fornisca le materie prime e organizzi il ciclo produttivo con propri cuochi, utilizzando però la cucina comunale e gran parte del personale dipendente del Comune. La motivazione ufficiale: il pensionamento delle due cuoche storiche. Una motivazione che lascia perplessi. In una fase di pre-dissesto, dove le assunzioni stabili sono difficili, si sarebbero potute valutare soluzioni alternative (personale interinale, come avvenuto in altri settori). Perché non farlo anche per un servizio così delicato? Sin dall’inizio dell’anno scolastico si sono registrati problemi:
• pasta cruda e fredda
• cibi troppo salati
• piatti poco appetibili
• pane duro
• frutta non sempre fresca
A dicembre si è tenuto un incontro tra amministratori, rappresentanti della società e genitori. Sono state date rassicurazioni sulla qualità e sull’organizzazione del servizio. Purtroppo, secondo molte segnalazioni, la situazione non sarebbe migliorata. Alcune famiglie ritirerebbero molto volentieri i propri figli dalla mensa, ma è una scelta impraticabile per chi frequenta il tempo pieno. Quando si parla di alimentazione scolastica, la soglia di attenzione deve essere massima. Non stiamo parlando di un lampione spento o di un marciapiede dissestato, ma di un momento centrale della giornata educativa e della tutela della salute dei bambini. Non si tratta di polemica, ma di responsabilità. I genitori, e la comunità tutta, hanno il diritto di sapere:
1. Perché esternalizzare un servizio che funzionava?
2. Perché non valutare soluzioni alternative al pensionamento delle cuoche?
3. Quali controlli vengono effettuati sul rispetto della convenzione e sulla qualità delle materie prime?
4. Qual è la provenienza effettiva degli alimenti?
5. I cuochi incaricati sono specificamente qualificati per la preparazione di pasti destinati a bambini dell’asilo nido, dell’infanzia e della primaria?
6. Perché si è scelto di interrompere il rapporto con i fornitori locali, spostando gli acquisti verso la grande distribuzione (si parla di Pregis come principale fornitore), delocalizzando di fatto queste risorse economiche? La mensa non è un servizio qualunque. È salute, educazione alimentare, qualità della vita scolastica. È anche economia locale. Chiediamo trasparenza, controlli puntuali e soprattutto un cambio di rotta. I bambini vengono prima di tutto”. Così nella nota il PD Contigliano




