Nel 2015, sul palco del Fara Music Festival, il pianista Sullivan Fortner si esibiva accanto al grande trombettista Roy Hargrove, uno dei musicisti più influenti del jazz contemporaneo. Erano gli anni in cui il Fara Music iniziava ad affiancare ai concerti nel borgo di Fara in Sabina una nuova programmazione presso l’Abbazia di Farfa, ampliando il dialogo tra il territorio e la scena musicale internazionale. A distanza di dieci anni, Sullivan Fortner è stato insignito di uno dei riconoscimenti più prestigiosi al mondo, il Grammy Award (Best Jazz Instrumental Album), confermando un percorso artistico che lo ha portato ai vertici della scena musicale globale.
Fortner, pianista e compositore originario di New Orleans, è considerato una delle voci più autorevoli del jazz contemporaneo. Un risultato che, riletto oggi, restituisce valore anche a quelle esperienze maturate in contesti culturali attenti e lungimiranti, capaci di intercettare artisti nel pieno della loro evoluzione.
Un riconoscimento che parla anche di visione culturale / Questo Grammy vinto da Sullivan Fortnerpochi giorni fa – afferma Enrico Moccia, direttore artistico del Fara Music Festival – va ad affiancarsi ai molti riconoscimenti internazionali ottenuti nel tempo da artisti che hanno calcato il palco del Fara Music. È la conferma di come il Festival, pur valorizzando con continuità la scena nazionale, sia da sempre attento ai linguaggi più vitali e alle tendenze più significative della musica internazionale”.
Un territorio dentro le rotte culturali internazionali / Dal 2007, il Fara Music Festival ha ospitato musicisti che negli anni sono diventati punti di riferimento mondiali del jazz e della musica creativa. Il valore di un festival non risiede solo nella notorietà dei nomi che accoglie, ma nella capacità di inserirli in un contesto culturale coerente, intercettandoli in momenti cruciali del loro percorso artistico. In questo processo, la Sabina non è stata soltanto cornice di eventi, ma parte attiva di una rete culturale che dialoga stabilmente con il panorama europeo e internazionale.
Da Farfa ai Grammy, una traiettoria che continua
Il Grammy vinto da Fortner non rappresenta un episodio isolato. L’album premiato vede infatti come coprotagonista il batterista Marcus Gilmore, artista di primo piano della scena mondiale.
Gilmore ha registrato infatti nel 2020 e nel 2025 due album presso il Tube Recording Studio, in Sabina, affiancando il sassofonista italiano Francesco Cafiso, uno dei musicisti più apprezzati della scena jazz europea. Un dato che testimonia come il territorio non sia soltanto luogo di ospitalità, ma anche spazio di produzione, creazione e confronto artistico.
Un valore che va oltre il jazz / Il jazz può apparire un linguaggio specialistico, ma le ricadute di un progetto culturale continuativo sono trasversali: generano visibilità, relazioni, mobilità artistica e contribuiscono a costruire un’identità territoriale riconoscibile e credibile. Quando artisti premiati a livello mondiale hanno suonato, registrato o creato in un luogo, quel luogo entra stabilmente nella loro geografia artistica e, indirettamente, nella storia culturale contemporanea. La vicenda che lega Sullivan Fortner, Roy Hargrove e Marcus Gilmore alla Sabina rappresenta un esempio concreto di come anche territori lontani dai grandi centri urbani possano diventare punti di riferimento riconosciuti nella scena culturale europea, se sostenuti da una visione coerente e di lungo periodo.







