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sabato 31 Gennaio 2026
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Salta la truffa grazie al figlio della donna che stava dando i propri monili in oro al malvivente bloccato in autostrada

Nei giorni scorsi la Questura di Arezzo ha diramato una nota di ricerca di un’autovettura Fiat 500 i cui occupanti un uomo e una donna si erano resi responsabili di una truffa ai danni di un’anziana donna in provincia di Arezzo.
La signora aveva ricevuto una telefonata con voce femminile che spacciandosi per la figlia, diceva di essere trattenuta in una caserma dei carabinieri a causa di multe non pagate e che l’unico modo per non finire in prigione era quello di provvedere al pagamento di una somma in denaro o in preziosi. La donna presa dal panico, ricevuta una seconda telefonata da un sedicente carabiniere, preparava tutti i monili d’oro in suo possesso, per poi consegnarli al finto carabiniere che di lì a poco si era presentato presso la sua abitazione.

Il piano sarebbe andato buon fine se non fosse stato per il rientro improvviso del figlio della donna che visto quanto stava accadendo ha tentato di bloccare l’uomo, nonostante ciò il truffatore è riuscito a fuggire con la refurtiva e allontanarsi insieme alla sua complice che lo attendeva in auto. Il figlio della donna è riuscito comunque a prendere parte della targa del veicolo e comunicarla al numero unico di emergenza 112.

L’auto è stata intercettata e fermata dagli agenti della Polizia Stradale di Roma Nord sull’autostrada A1 in provincia di Rieti. In considerazione della nota di ricerca diramata e dell’atteggiamento sfuggente e nervoso degli occupanti, i poliziotti procedevano ad una perquisizione veicolare e personale che permetteva di rinvenire nel vano portaoggetti dell’auto diversi monili d’oro dei quali l’uomo e la donna non erano in grado di spiegarne il possesso. Accertato che quanto rinvenuto era frutto della truffa consumata ai danni dell’anziana signora, alla quale saranno restituiti i monili, i due fermati venivano arrestati e su disposizione della Procura di Rieti condotti rispettivamente presso il carcere di Rieti ed il carcere femminile di Rebibbia.

Nell’ambito del procedimento penale instauratosi nei loro confronti, l’eventuale responsabilità penale verrà accertata dal Giudice

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