Era il 1945 quando il noto regista inglese, Alfred Hitchcock, firmò uno dei suoi più noti e acclamati capolavori, “Io ti salverò”, un riuscito tentativo di rappresentare e divulgare degli aspetti centrali della Teoria Psicoanalitica. Se si tiene conto che Freud muore nel 1939, l’opera rappresenta il segno di un’attenzione e un’importanza davvero significativa che la cultura europea, e non solo, stava riservando verso la comprensione della mente e del comportamento umano. Il Liceo delle Scienze Umane di Rieti, nel segno della continuità con progetti formativi che intrecciano ormai da anni letture e interpretazioni dei personaggi dei fumenti, delle fiabe e delle favole, e oggi dei film, a partire da prospettive filosofiche e ancora più significativamente psicologiche, aiuta gli alunni partecipanti a questi corsi formativi, a sviluppare conoscenze nell’ambito disciplinare delle Scienze Umane e soprattutto potenziare le loro capacità e competenze nell’applicazione e personalizzazione dei contenuti studiati.
La magistrale interpretazione di Ingrid Bergman, nel ruolo della dottoressa Costanza Petersen, e Gregory Peck, nel ruolo del dottor John Ballantyne, si snoda all’interno di almeno tre piani di sviluppo del film: un vero e proprio thriller, dove lo spettatore è inviato a confrontarsi con indizi, sospetti, prove, colpi di scena, tipici di una narrazione “gialla” in piena regola; una delicata e romantica storia d’amore, dove la fedeltà e il coraggio premiano l’affermazione della verità; ed infine l’impalcatura sottostante che sostiene essenzialmente le altre due, quella legata alla Teoria Psicoanalitica che sembra essere ulteriormente rappresentata da una sorta di “clone” di Freud, il dottor Alessio Brulov, interpretato dall’attore russo, candidato all’Oscar, Michail Aleksandrovič Čechov.
Si tratta quindi di un’originale modalità per avvicinare gli studenti alla Psicoanalisi e più in generale alla Psicologia, guidandoli, tramite la visione del film di Hitchcock, nel capire le vie d’accesso all’inconscio, fermandosi e riflettendo su brevi brani del film scelti con cura dal prof. Alessio Valloni, ideatore del progetto e docente di Scienze Umane e Filosofia, con particolare riferimento all’interpretazione dei sogni, per la quale il regista inglese coinvolse anche il pittore spagnolo Salvador Dalì per l’allestimento delle scene oniriche. Notevole il numero dei partecipanti, tanto da dover programmare tre turni di incontri, come anche l’interesse e il coinvolgimento dimostrato, soprattutto quando, tramite le scene del film, gli alunni hanno potuto comprendere meglio il concetto di setting terapeutico, di transfert e controtransfert, la resistenza del paziente, il complesso di colpa, il meccanismo di difesa della rimozione, la funzione e i criteri che regolano la costruzione del sogno e altro ancora. Alla conclusine del corso verrà proposta una visita didattica al Museo del film di Roma.















