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sabato 17 Gennaio 2026
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In viale Liberato di Benedetto la nuova Sede CAI Rieti

In viale Liberato di Benedetto ai numeri 20/22 aprirà la nuova Sede del CAI di Rieti, e per la prima volta dalla sua fondazione (febbraio 1933), in un immobile di proprietà dello stesso CAI. Acquistato da poco, con un notevole sforzo finanziario, la Sede va ad occupare il posto di una storica attività commerciale di Rieti, ormai chiusa, il Punto Gomme in Via Liberato di Benedetto 20/22. “Stiamo avviando alcuni lavori di adeguamento e di ristrutturazione dei locali – dice il Presidente del CAI Francesco Battisti (nella foto) – e contiamo di aprire la nuova sede ai soci ed a tutta la città entro la prossima primavera.”

Siamo negli anni Venti. Attorno alla figura di Domenico Rinaldi, futuro ingegnere minerario presso il Ministero dell’Industria, si crea un folto gruppo di reatini che condividono con lui la passione della montagna.  Decidono, all’inizio del 1933, di fondare la Sezione del CAI di Rieti, dopo che nella città, da poco diventata capoluogo di Provincia, era già attiva dal 1926 una Sottosezione del CAI di Roma. Ricordiamo che ancora prima, nel 1901, era nato nel 1901 il Rifugio Umberto I, sulla cima del Terminilletto. Quel rifugio oggi non c’è più, ma su quelle spoglie è stato poi ricostruito fedelmente il Rifugio Massimo Rinaldi, dedicato al vescovo reatino amante della montagna.  “Il CAI di Rieti ha oggi circa 700 soci – aggiunge Battisti – divisi fra la Sede di Rieti e le sottosezioni di Valle Gemini (Poggio Mirteto), di Cima d’Arme (Poggio Bustone) e di Rascino. La nostra è una associazione senza fini di lucro, mantenuta e gestita da volontari, che di recente ha ottenuto la qualifica di Agenzia di Promozione Sociale (APS). Abbiamo due Rifugi di proprietà, il Rinaldi ed il Sebastiani, oggetto lo scorso anno di importanti interventi di manutenzione, come l’impianto di depurazione delle acque reflue al Sebastiani. Sul Rinaldi, di recente, abbiamo avviato, in collaborazione con il CNR, il progetto Rifugi Sentinella, per monitorare la qualità dell’aria, dell’acqua e della neve in alta quota.”

Il CAI, oltre alle sue attività istituzionali, legate alla manutenzione, ripristino e segnatura dei sentieri, alla organizzazione e gestione di attività escursionistiche, speleologiche, corsi di orientamento, serate culturali, ha negli ultimi anni svolto una serie di altre attività socialmente importanti: Montagna Terapia con la Asl di Rieti, Trekking urbano con il Comune di Rieti, collaborazione con l’Università di Tor Vergata, organizzazione Controllo Medico in alta quota, Settimana nazionale insegnanti CAI. “Vorrei anche ricordare – conclude – il Progetto ‘La Via del Grifone’, avviato due anni fa, in collaborazione con la Guardia di Finanza di Rieti, la Fondazione Varrone, i Comuni di Poggio Bustone, Cantalice, Rivodutri, Leonessa e Nespolo per la valorizzazione dei percorsi sull’antico Confine Papalino – Borbonico”.

 

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