Per il futuro della Stazione di Granicoltura “Nazareno Strampelli” di Campomoro il 2026 si annuncia come una tappa importante: entro la primavera il vincitore dell’appalto concorso per la ristrutturazione del complesso di via Borgorose dovrà presentare il progetto esecutivo. Con questo intervento l’Amministrazione Comunale, la Regione Lazio, il Ministero dell’Agricoltura e l’Università della Tuscia, hanno scongiurato che la struttura di Campomoro si indirizzasse verso un quantomeno nuovo indirizzo: un laboratorio per lo studio dell’olivicoltura e la qualità dell’olio. Un’assurdità proprio lì dove il genetista marchigiano aveva creato la futura “casa madre” della rivoluzione verde. Non è quest’ultima, però, la prima causa della determinante salvezza della Stazione di granicoltura “Nazareno Strampelli”: quella vera risale a 58 anni fa.
Di quel tempo è da ricordare un brano del discorso che il senatore democristiano Marzio Berardinetti, il 5 dicembre 1967, rivolse (assente il Ministro) al Sottosegretario per l’Agricoltura e Foreste, Dario Antoniozzi. (entrambi reatini) : «Se fosse presente l’onorevole Ministro certo mi direbbe che quella che io gli prospetto è una questione sentimentale. Vorrei anche non essere cattivo con l’onorevole Ministro e, quindi, sarei quasi pronto ad accettare tale rilievo, e a dichiarare candidamente che io sono per il sentimento; ma sono anche per una questione morale, ed infine per il doveroso rispetto verso quelli che si resero utili per l’economia del Paese, elevandone, in pari tempo il prestigio verso il mondo intero.»
Il parlamentare reatino, ricordando l’impulso dinamico e progressista che Nazareno Strampelli aveva dato alla cerealicoltura e soprattutto alla produzione del grano nel nostro Paese, segnando un periodo florido conosciuto non solo in Italia, in Europa e nel mondo intero ha ribadito il fatto che “si sarebbe dovuto e potuto evitare un colpo così ferale al prestigio, se mi consentite, della mia modesta ma gloriosa città di Rieti e mentre in altre parti del mondo si intitolano stazioni di genetica di granicoltura a Nazareno Strampelli, l’unica che abbiamo avuto e che è stata la prima in Italia, in Europa e nel mondo, la distruggiamo”. Sono stati, poi, i fedeli collaboratori di Nazareno Strampelli, primo tra i quali l’agronomo Eugenio Margaritelli, a cercare di rimarginare le ferite che la legge procurò all’Istituto Sperimentale di Campomoro caduta in stato di abbandono i questi ultimi anni. Oggi, finalmente, sulla Stazione Sperimentale di Campomoro si accende una nuova luce. Così nella nota Tito Cheli, presidente Comitato Nazzareno Strampelli







