Prima domenica di Avvento/A. Punto e a capo. Inizia un nuovo anno (liturgico). Già impacchettati i programmi parrocchiali, i ritiri, la novena, etc. Manca qualcosa? Speriamo non manchi Qualcuno! L’Avvento è il tempo opportuno per maturare consapevolezza che noi, per primi, siamo attesi, e che c’è Uno che non vede l’ora di entrare nella nostra vita e che “ci prova” come fa un innamorato con la persona amata. Per non mancare all’appuntamento occorre essere svegli, abbandonando quell’accidia che a volte ci assale, altrimenti sarà “come ai giorni di Noè”.
Non che si sbagliassero (anche ovviamente!) ma il dramma della vita, di quelli e della nostra, è “non accorgersi di nulla finché arriva il diluvio”. La scelta allora non è tra “vita spericolata” e vita piatta, ma forse tra una vita attenta e una distratta, una in cui la viviamo dinanzi a Dio e coloro che ci mette accanto o un’altra in cui restiamo accartocciati su noi stessi, rinchiusi fino ad appassire per timore di esporci o per modalità “off” in cui abbiamo deciso di stare ritrovandoci ad abitare delle vere e proprie scomfort-zone. Ma…niente paura! Ancora una volta, e sempre, saranno i Profeti, Giovanni soprattutto, e la Madre ad allenarci e a comprometterci con le sorprese e i sogni di Dio che sempre viene nella nostra vita. Abbiamo terribilmente bisogno di Dio anche quando ci sfiora il contrario. Non ci reggiamo da soli. E si vede! Buon inizio di Avvento! Sentiti atteso. Verrà anche per te!