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A.i.p.a.

A Rieti da quasi vent’anni i malati affetti da embolia polmonare, trombosi venosa profonda, infarto del miocardio anche con il rischio di svilupparlo, hanno un punto di riferimento nell’A.I.P.A. (Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati), un’associazione di volontariato composta da pazienti, medici, paramedici e volontari che opera presso l’Ospedale Provinciale “San Camillo De Lellis” in collaborazione con il laboratorio di analisi del nosocomio reatino diretto dal Dott. Enrico Zepponi e dalla Dott.ssa Erminia Gentileschi, responsabile della T.A.O. (Terapia Anticoagulante Orale).

Responsabili dell’A.I.P.A sono il Dott. Enzo Spadoni, che ne è anche il Presidente, il Dott. Maurizio Murino e la Dott.ssa Sebastiani (Resp.le Comitato Scientifico).

Il Dott. Spadoni è anche un testimone diretto di che cosa vuol dire essere affetti da un simile problema, visto che nel 1991 ha subito un intervento per un problema alla valvola aortica. Le motivazioni che lo hanno spinto a fondare anche qui a Rieti un’associazione del genere sono in termini di «missione verso gli altri e verso tutte quelle persone colpite da questo grave problema, portando anche la mia esperienza personale».

Nella nostra città, i pazienti anticoagulanti sono 1.500 di cui 80 iscritti all’A.I.P.A., mentre il numero delle persone che quotidianamente si rivolgono all’associazione nella sua struttura ospedaliera sono circa 50-60.

A livello nazionale, l’A.I.P.A. viene fondata nel 1987 a Padova per volontà di alcuni medici e pazienti e i suoi scopi sono di fornire aiuto e specifico sostegno medico e psicologico a tutte quelle persone che si trovano nella difficile condizione di pazienti in trattamento anticoagulante, di proporre delle iniziative di vario tipo in funzione educative per consentire una migliore qualità di vita ed infine anche una funzione di sollecito nei confronti delle autorità sanitarie per l’istituzione di Centri di Sorveglianza dell’anticoagulazione che abbiano la funzione di garantire sicurezza e mobilità ai pazienti dovunque si trovino, in qualsiasi zona del nostro territorio, attraverso l’adozione di metodi unificati di analisi e controllo, il tutto per contrastare una malattia che, secondo recenti stime, affligge in Italia un numero di persone comprese tra le 450.000 e le 700.000.

Qual è il profilo di un paziente anticoagulato è presto detto: è una persona che conduce una vita quasi regolare ma con dei vincoli precisi, come sottoporsi ad analisi, prelievi e controlli in media 2 volte al mese ma nei casi più gravi si può arrivare anche a prelievi ogni 10 giorni e deve seguire poi una dieta attenta e specifica.

A livello nazionale, oltre a tutte queste cose citate, l’A.I.P.A. offre anche corsi di educazione, convegni e iniziative sociali, un vademecum dell’anticoagulato, di facile consultazione per problemi piccoli legati al trattamento dei farmaci specifici per questa malattia, un bracciale con una piastrina di riconoscimento per le emergenze mentre sul periodico “A.I.P.A. NEWS” trovano spazio dibattiti e confronti tra pazienti anticoagulati di diverse realtà regionali o anche estere o sui vari problemi che si avvalgono di consulenze medico-scientifiche.

L’ A.I.P.A. dedica poi particolare attenzione al volontariato, rivolto a giovani e non, un impegno circoscritto di uno o due anni, compatibile con gli impegni che può avere un giovane ed è proprio per questo che l’associazione traccia il profilo del suo volontario ideale in una persona di 40-50 anni, con una situazione familiare ed economica stabile che possa consentire un impegno di 2-3 ore a settimana in modo costante.

Per ulteriori informazioni sul mondo del volontariato: Cesv-Spes Piazza Mercatanti 5 (c/o Perseo) Tel: 0746/272342 Fax: 0746/488131 E-mail: rieti@spes.lazio.it - www.volontariato.lazio.it.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Ottobre 2009 11:09