Il rinnovo dell’amministrazione provinciale cade in una fase molto diversa da quella in cui, cinque anni fa, si insediò la giunta uscente.
Per effetto dei processi di globalizzazione del mercato, si registrano, anche nei nostri territori, gravi fenomeni di crisi economica ed occupazionale esasperati da problemi e criticità preesistenti del nostro sistema economico produttivo.
Si cominciano ad intravedere gli effetti devastanti di scelte politiche governative tese a ridurre le risorse destinate alla rete di protezione sociale pubblica, a vantaggio del mercato, nell’ambito del quale dovrebbero essere acquistati i servizi essenziali.
Il tutto avviene in uno scenario mondiale in cui si evidenziano i limiti di un modello di sviluppo insostenibile per l’eccessiva quantità di energia consumata e per la disparità della distribuzione di risorse che esso produce. Le catastrofi ambientali in atto o annunciate, le guerre e i fenomeni terroristici che riguardano oramai tutti gli abitanti del pianeta sono i frutti avvelenati di questo modello.
In questo quadro, appena accennato, occorre definire certamente per questo territorio ed i suoi abitanti un nuovo progetto che, tenendo conto dei problemi attuali, individui soluzioni capaci di dare risposte all’inquietudine di tutti i settori sociali ed economici prospettando un “futuro sostenibile”, un futuro in cui al centro della società e delle scelte che la governano ci siano i diritti della persona, il rispetto per l’ambiente naturale e la democrazia.
Per questo è indispensabile un rinnovato, forte e democratico ruolo pubblico nell’economia, un superamento della crescita quantitativa per rilanciare la qualità dei consumi, del lavoro, delle produzioni, della vita, un modello di economia e di società improntato su una maggiore sobrietà, sul concetto del limite dello sviluppo, su un rapporto armonico tra consumi e risorse, su politiche di cooperazione e di fratellanza tra i popoli costruita dal basso.
E’ inconcepibile dunque l’applicazione di logiche puramente mercantili alla gestione di beni comuni dell’umanità quali ad esempio l’acqua, o allo svolgimento di servizi pubblici locali attinenti ai diritti sociali fondamentali e alla tutela della salute e dell’ambiente. Occorre difendere assolutamente la gestione pubblica di tali beni e servizi rafforzandone la qualità, la trasparenza ed il carattere partecipativo.
IL RUOLO DELLA PROVINCIA
La Provincia, quale ente territoriale di area vasta, preposto al riequilibrio del territorio tra aree deboli (l’interno e le periferie), aree forti (il capoluogo e le aree produttive) e tra gòi enti territoriali minori, può diventare il punto di riferimento culturale e programmatico per quanti abitano e operano al suo interno.
Attraverso il dialogo fra gli Enti, i cittadini e le loro associazioni, è possibile impostare un governo del territorio che assuma il lavoro, le tradizioni, i saperi e l’ambiente come risorse e garantendo la loro tutela come diritto prioritario sul quale costruire le relazioni con altri obiettivi (lavoro, salute, giustizia, acqua, servizi pubblici efficienti, ecc.).
La Provincia può far questo utilizzando gli strumenti di analisi, progettazione, indirizzo e coordinamento del territorio di cui dispone per rendere più efficaci e democratiche le politiche di concertazione, perché non siano settoriali e frazionate e non assecondino soltanto gli appetiti dei settori sociali ed economici forti e speculativi.
IL METODO DI GOVERNO
Nel nostro territorio provinciale è necessario fare uno sforzo di creatività, di adottare strumenti e procedure decisionali valide ed efficaci, che, valorizzando il tessuto dell’associazionismo e della società civile organizzata, permettano di connettersi con la realtà sociale sino a dare direttamente la parola ai cittadini per recepirne proposte, suggerimenti, istanze, instaurando così un propositivo rapporto con le istituzioni e la politica.
Su questi temi è possibile rilanciare un ruolo attivo della provincia anche attraverso un ufficio di coordinamento della partecipazione, quale osservatorio delle esperienze sul territorio, che concretamente costituisca un supporto di carattere informativo e formativo favorendo l’accesso ai finanziamenti europei disponibili.
La partecipazione richiede inoltre capacità di semplificazione dei rapporti tra i cittadini e l’ente pubblico, trasparenza delle procedure amministrative, libero accesso alle informazioni. Tutti obiettivi che la tecnologia può aiutare a perseguire contribuendo al superamento di un modello di pubblica amministrazione che male interagisce con il cittadino. Il potenziamento della infrastruttura informatica provinciale può supportare i comuni più piccoli ad offrire un migliore servizio ai cittadini ed aiutare a colmare la distanza centro-periferia favorendo un decentramento dei servizi capace di avvicinare i cittadini all’ente e di valorizzare i territori facenti parte della provincia, con la conseguenza di un maggiore equilibrio nella distribuzione degli interventi e dei servizi. È fondamentale inoltre una precisa distinzione tra le funzioni politiche e democratiche e quelle tecniche gestionali.
UN FUTURO SOSTENIBILE
Affermare la necessaria prospettiva di un “futuro sostenibile” equivale a considerare il benessere della persona e degli esseri viventi come obiettivo permanente e riferimento costante del governo della cosa pubblica.
E’ indispensabile, per questo, partire dalla ricognizione e valutazione dello stato del territorio, dell’ambiente, delle risorse in campo e poi scegliere le politiche,adeguate che debbono tendere alla crescita della ricchezza “immateriale” anche – almeno apparentemente - a scapito di quella “materiale”. Questa scelta può consentire di sostituire le perdite di occupazione che comunque conseguiranno alla crisi dell’attuale modello di sviluppo con l’incremento di posti di lavoro più duraturi e coerenti con uno sviluppo sostenibile, e con l’innovazione di sistema. La Provincia di Rieti, con il suo patrimonio naturalistico e culturale, può giocare un ruolo importante nel riassetto economico produttivo che, inevitabilmente, dovrà seguire alla crisi economica in atto. È per questo che le scelte programmatiche della prossima amministrazione Provinciale dovranno andare coraggiosamente in controtendenza rispetto a quelle dettate dal modello di sviluppo ancora predominante ma che, ormai, sta volgendo al termine.
Sinistra Critica esprime già da adesso una propria posizione chiara nel voler perseguire una politica rispettosa del territorio che possa, al contempo, valorizzare le vere risorse della nostra Provincia, i nostri veri “gioielli di famiglia”; ma questa scelta non può che passare per un radicale ripensamento delle scelte “strategiche” fatte dalle precedenti Amministrazioni: andranno sicuramente rivisti pericolosi progetti come il Polo della logistica di Passo Corese con il quale, per lasciar spazio a decine di capannoni di cemento, si vogliono sacrificare circa 200 ettari di terra agricola produttiva sempre più preziosa in un momento in cui il modello globalista è in profonda crisi. Per realizzare centinaia di capannoni che sono il simbolo del sistema economico in crisi, si rischia di compromettere un inestimabile tesoro archeologico di epoca romana e precedente. Allo stesso modo, va valorizzato l’immenso valore della montagna che costituisce, come avvenuto per secoli, la nostra vera fonte di ricchezza, con le risorse naturali di cui dispone, risorse sempre più minacciate da faraonici progetti di un improbabile rilancio del turismo sciistico (vedi Vallonina). A tal proposito, crediamo che la montagna abbia un valore molto maggiore se conservata e sfruttata in modo sostenibile, riammodernando gli impianti e le strutture già esistenti, che non se deturpata per sempre da nuove strutture e dalla distruzione di importanti appezzamenti di bosco. Per la montagna, la nostra proposta è quella dell’istituzione di parchi e riserve, in primis il “parco dei monti Sabini” sul monte Tancia Pensando poi alle zone pianeggianti e collinose della bassa Sabina, riteniamo urgente un rilancio economico basato sul turismo e l’agricoltura di qualità, tramite l’istituzione di un parco agricolo, che comprenda tutta la media valle del Tevere ed una politica di sviluppo concordata con la Provincia di Roma per le zone di confine tra le due province.
Infine, va dato particolare risalto all’acqua, elemento sempre più prezioso di cui la nostra Provincia è estremamente ricca, che può costituire, anch’esso, una risorsa di grande ricchezza per la nostra Provincia, se si saprà tener testa ai continui tentativi di appropriazione da parte di privati e se verrà attuata una politica orientata a rivedere l’accordo di interferenza tra Ato 2 Roma e Ato 3 Rieti.Quanto sopra esposto non è che un esempio di come Sinistra Critica pensa lo sviluppo della Provincia, uno sviluppo incentrato su un razionale utilizzo delle risorse e delle strutture già esistenti, in modo che lo sviluppo industriale possa coesistere con quello turistico, culturale, enogastronomico.
ENERGIE RINNOVABILI E SVILUPPO COMPATIBILE
Oggi grazie alle fonti di energia rinnovabile è possibile dare una risposta concreta alle problematiche legate all’inquinamento ed al risparmio energetico.
Entro i prossimi cinque anni ci prefissiamo l’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza energetica di tutti gli edifici pubblici di competenza provinciale (scuole superiori, uffici, Pala Sojourner) mediante l’installazione di impianti solari termici e fotovoltaici compatibilmente ai vincoli architettonici e paesaggistici.
E’ nostra intenzione incentivare questa operazione anche a livello comunale stipulando accordi di programma con i comuni interessati a raggiungere lo stesso obiettivo. Ciò comporterebbe un grande risparmio per le casse provinciali che vogliamo reinvestire nell’ammodernamento e l’ampliamento delle infrastrutture scolastiche senza dover più ricorrere all’uso delle succursali, nonché nell’adeguamento delle stesse ai criteri antisismici vigenti.
LA CRISI DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
E DELLO SVILUPPO INDUSTRIALE E SOSTEGNO ALL’INNOVAZIONE
La grave crisi attuale non può essere affrontata con politiche di mero mantenimento a difesa dell’esistente ma occorre puntare su una profonda diversificazione e qualificazione del sistema produttivo reatino, in questo quadro si rendono necessari:
UN NUOVO APPROCCIO ALL’AGRICOLTURA
Vista la forte connotazione agricola della provincia reatina, Sinistra Critica propone di istituire una consulta sull’agricoltura e l’allevamento in cui partecipino provincia, comuni, comunità montane, organizzazioni professionali e sindacali agricole, del sistema cooperativo, dell’artigianato, del turismo e le associazioni dei consumatori al fine di organizzare una filiera corta che permetta la vendita diretta dei prodotti agroalimentari provenienti dalle nostre aziende direttamente nel nostro territorio. Il progetto prevede l’istituzione di mercati contadini di qualità, di punti di vendita diretta presso frantoi, caseifici e cantine, di distributori del latte nei centri abitati e di piccoli negozi gestiti direttamente dagli agricoltori nelle loro aziende agricole. La realizzazione della filiera corta porterebbe notevoli vantaggi sia per gli agricoltori ai quali deriverebbero maggiori introiti dalla commercializzazione dei prodotti senza intermediari, sia per i consumatori che avrebbero la possibilità di consumare cibo e bevande di qualità superiore a minor prezzo.
Alla consulta spetterà anche il compito di proporre, valutare e promuovere progetti finalizzati ai seguenti obiettivi:
produzioni biologiche o a basso impatto ambientale, capaci di garantire la salvaguardia paesaggistica e dell’habitat naturale e la salubrità dei prodotti.
tipicità dei prodotti, capace di esprimere il loro legame con il territorio e la sua cultura – 73 comuni, centinaia di frazioni, di borghi, di casolari caratteristici con un patrimonio di storia, arte, tradizioni da conoscere, raccontare, vivere – che ne garantiscono l’originalità;
alte qualificazioni dei produttori mediante strutture di formazione permanente;
iniziative di valorizzazione ed educazione alimentare; individuazione di itinerari e percorsi enogastronomici, culturali, tradizionali e il recupero di casolari e frazioni anche a fini turistici che possano integrare il reddito.
azioni di tutela e ampliamento, volte a mantenere l’equilibrio biologico, del patrimonio boschivo, dei parchi fluviali e urbani ed in genere del patrimonio arboreo ed erbaceo.
UN NUOVO SVILUPPO INDUSTRIALE SOSTENIBILE
L’unica possibilità di uscire dalla crisi è quella di coordinare gli interventi dello Stato, della Regione e propri della Provincia per affermare continue politiche d’innovazione “di processo” e soprattutto “di prodotto”, puntando alla riduzione dei consumi energetici e all’utilizzo di energie rinnovabili in tutti i settori, filiere e distretti; e su tecnologie (elettromeccanica avanzata, sistemi d’informazione e comunicazione) e nuove energie.
Naturalmente queste politiche necessitano di risorse adeguate, da mobilitare ad ogni livello, da quello locale a quello regionale e nazionale fino ai fondi europei. Il rilancio economico e produttivo dei nostri territori non può che essere accompagnato e sostenuto da un forte sistema formativo. Gli istituti superiori, la formazione professionale, l’università sono strumenti che vanno potenziati e raccordati, al fine di elevare il livello formativo complessivo e migliorare il rapporto con il sistema produttivo, anche utilizzando più razionalmente le risorse a disposizione.
IL TURISMO COME RISORSA
La Provincia dovrà intervenire per qualificare il turismo con servizi ed accoglienza attraverso un più stretto legame con il territorio dell’entroterra circostante. E’ necessario altresì ampliare e qualificare i turismi legati ai valori del territorio: agriturismo, B&B, turismo naturalistico e culturale, enogastronomia, turismo termale e del benessere, turismo montano. Essendo la nostra terra ricca di storia e tradizioni, il turismo e la cultura potrebbero rappresentare un forte impulso al rilancio economico del territorio.
Il progetto del Cammino di Francesco è una buona idea ma purtroppo finora, nonostante le tante promesse fatte dall’attuale amministrazione provinciale, stenta a decollare, pertanto Sinistra Critica si propone di completare definitivamente il tracciato nonché di realizzare le infrastrutture idonee all’accoglienza dei pellegrini. Oltre a ciò è indispensabile valorizzare attraverso la realizzazione di percorsi didattici gli altri complessi monumentali ed archeologici presenti sul territorio che oggi non sono sfruttati a dovere come ad esempio le Terme di Vespasiano in località Caporio, i conventi francescani, le abbazie, i gioielli architettonici del centro storico della città di Rieti, i luoghi dove si svolsero le prime battaglie del risorgimento italiano (gole di Antrodoco e monte Lista) e il sito archeologico di Cures Sabinii nel comune di Fara Sabina.
ECOPARCO MONTE TERMINILLO
L’immenso potenziale naturale ed economico del bacino del Monte Terminillo è oggi sfruttato in minima parte a causa della mancanza di coordinamento fra l’azione amministrativa della provincia e quella degli altri comuni (Rieti, Cittaducale, Cantalice, Micigliano, Leonessa), che ha avuto come conseguenza un incremento del turismo mordi e fuggi con gravi disagi per gli operatori economici e un impatto notevolmente negativo dal punto di vista ambientale.
La nostra proposta per il rilancio del comprensorio è la costituzione di un consorzio tra provincia, comunità montane e comuni interessati per la realizzazione dell’Ecoparco Monte Terminillo che porterebbe a ottimi risultati non solo per quel che riguarda la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e del territorio, ma anche in termini economici grazie alla maggiore continuità del flusso turistico anche nella stagione estiva, e soprattutto in termini di occupazione attraverso le azioni di controllo e pianificazione del territorio, la realizzazione delle infrastrutture per la fruizione del parco, le azioni di tutela delle specie autoctone e l’attività di informazione presso la comunità perché il miglioramento dell’ambiente non dipende esclusivamente dalle decisioni intraprese dagli enti pubblici ma anche dalla convinzione della cittadinanza di andare in una giusta e condivisa direzione. L’ecoparco è interamente finanziabile con contributi della Comunità Europea.
RISORSE NATURALI E AMBIENTE
Va innanzi tutto affermato l’impegno ad affrontare il tema dei beni comuni e dei servizi fondamentali a rete assumendone la gestione pubblica quale garanzia degli “utenti – cittadini”.
Nel merito dei rispettivi sistemi si prevede:
di incentivare la produzione di energia rinnovabile (solare, biomasse e processi anaerobici, biodiesel anche con recupero degli oli vegetali esausti, eolica, ecc.)
di attivare sistemi di controllo, qualificazione e quantificazione permanenti della qualità dell’aria, intervenendo sui soggetti inquinanti anche con l’adozione di sistemi depurativi con tecnologie di totale abbattimento (processo di immissione in acqua); di adottare l’utilizzo di carburanti meno inquinanti nei trasporti pubblici (metano e biodiesel, anche con recupero degli Oli Vegetali Esausti) e di tecnologie innovative nel riscaldamento degli edifici pubblici di contrastare le varie forme di inquinamento elettromagnetico, acustico e luminoso attuando tutte le forme di pianificazione e di controllo previste dalla legislazione molto innovativa prodotta dai governi di centrosinistra nazionale e regionale.
ACQUA BENE COMUNE
Accogliendo in pieno le istanze del “Manifesto per il diritto dell’acqua negli enti locali”, Sinistra Critica articola il suo programma nei seguenti punti:
1. Istituzione nell’ATO 3 del "Consiglio dei cittadini", cioè ambiti di partecipazione attiva di cittadini designati da organizzazioni rappresentative della società civile, con effettivo potere di incisività sulla gestione del servizio idrico intergrato;
2. Valorizzazione del “servizio pubblico dell’acqua” a livello di ATO e di impegno del consiglio provinciale, in sintonia con gli emendamenti al rapporto Miller approvati dal Parlamento Europeo (9 marzo 2004 - risoluzione n.238-C5-0379/2003- 2003/2149(INI) - che ha escluso la gestione dei "servizi idrici" dai processi di liberalizzazione e privatizzazione del "mercato interno" ed affermato il principio che l’acqua è un bene comune;
3. Sostenere ed accelerare il processo di “gestione in house” del servizio idrico integrato;
4. Rinegoziare l’accordo di interferenza con l’ATO 2 Roma per lo sfruttamento delle sorgenti Peschiera Le Capore che porterebbe maggiori introiti alla provincia reatina se solo fosse riconosciuto all’ATO 3 un equo corrispettivo.
5. Censimento e monitoraggio, dei prelievi abusivi a livello di pozzi e di prese da acquedotti, programmi di riduzione degli sprechi e delle perdite;
6. Introduzione di norme funzionali al risparmio idrico, alla realizzazione di reti idriche duali, all'uso delle acque reflue per agricoltura ed industria;
7. Incentivi per l’adozione nelle abitazioni di tecnologie di riduzione dei consumi (riduttori di flusso);
8. Impegno a destinare almeno un centesimo di euro per metro cubo di acqua fatturato come contributo al finanziamento di specifici interventi di cooperazione che perseguano modelli sostenibili di gestione delle risorse idriche nei paesi sofferenti di carenza potabile (in attuazione obiettivo del Millennio e della Dichiarazione di Roma Dicembre 2003) per garantire l’accesso ai primi 40 litri come diritto inalienabile;
9. Realizzazione di Campagne di sensibilizzazione per disincentivare il consumo dell'acqua in bottiglia, che è inquinante per l'ambiente e mercifica le migliori risorse idriche;
10. Impegno a sollecitare l’adozione di un tassa regionale sull’imbottigliamento delle acque minerali pari ad almeno 0,516 €uro per metro cubo a sostegno del servizio idrico integrato.
RACCOLTA DIFFERENZIATA
L’emergenza rifiuti è uno dei problemi più gravi che si trovano ad affrontare gli amministratori locali di Rieti a causa della lentezza e della mancanza di coordinamento con cui è stato affrontato il problema sia a livello regionale che provinciale. Sinistra Critica intende adottare la strategia delle quattro “erre” (riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero) che dovrà costituire il filo conduttore di tutti gli interventi pubblici. A partire dal piano già approvato dalla Provincia occorre operare per un’estensione nel nostro territorio dell’industria della materia seconda :
1. Analizzando il territorio e scegliendo le zone dove avviare il servizio;
2. Effettuando il censimento delle utenze;
3. Verificando le criticità del territorio;
4. Dimensionando il servizio;
5. Effettuando una accurata campagna di informazione e sensibilizzazione che tocchi ogni
singolo utente ed i maggiori centri di aggregazione;
6. Attivando il servizio;
7. Monitorando i risultati conseguiti;
8. Avviando le azioni correttive dove si riscontrino basse percentuali di riciclaggio.
Al fine di avere una raccolta differenziata efficiente è assolutamente necessario coinvolgere il cittadino all’interno del progetto attraverso:
1. Un’attenta campagna di informazione e sensibilizzazione che va svolta a sostegno di tutti gli start-up delle singole raccolte e ripetute al primo verificarsi di rigetto del sistema;
2. Condivisione con gli Enti territoriali, con le Associazioni Ambientali ed in generale con tutte
le Strutture Sociali ben radicate sul territorio, delle scelte fatte ma anche dei criteri di verifica dei
risultati;
3. Attivazione un sistema di controllo finalizzato a far sentire la presenza delle “Istituzioni” e far
capire che la raccolta differenziata è un “obbligo”, ancorché condiviso, e non una attività basata sulla volontarietà del singolo.
INFRASTRUTTURE PER LA MOBILITA’
Obbiettivo prioritario è quello di incentivare l’uso del mezzo pubblico rispetto a quello privato con lo sviluppo di un’efficace integrazione delle diverse modalità di trasporto, in quest’ottica l’amministrazione provinciale dovrebbe instaurare trattative con le Ferrovie Centrali Umbre per aumentare le corse dirette Rieti-Terni-Roma.
Obiettivo della Provincia deve essere inoltre quello di contrastare il processo di privatizzazione mantenendo la presenza pubblica, evitando che le gare siano condotte sulla base di capitolati che favoriscano la frammentazione del servizio e garantendo l'occupazione dei lavoratori. Gli orari del servizio pubblico dovranno essere armonizzati con gli orari dei servizi al cittadino.
Nell’ambito della politica tariffaria va perseguita una forte azione sociale :
introducendo tariffe agevolate per i cittadini a basso reddito;
esentando dal pagamento tutti gli anziani che vivono con la pensione minima dell'INPS;
VIABILITA’
Priorità che dovrà orientare le attività di progettazione e gli investimenti propri o derivanti da finanziamenti di altri soggetti è il raddoppio della Salaria in direzione Roma, fermo restando il rispetto dei vincoli ambientali ed il congiungimento della superstrada Rieti-Terni con la Rieti- Borgorose presso lo svincolo Rieti Est.
I SERVIZI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE
ED IL RUOLO AVANZATO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
La funzionalità dei sistemi complessi, della formazione professionale e di quella avanzata ed Universitaria, come pure la ricerca applicata, sono indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi indicati. Allo stesso tempo va messo a regime il funzionamento della Pubblica Amministrazione a servizio dello “sviluppo sostenibile”: sportello unico, marketing territoriale, sistemi di comunicazione ed informazione. In quest’ottica anche gli istituti di credito cittadino e le fondazioni ad essi connesse saranno chiamati a partecipare allo sforzo complessivo di rilancio degli investimenti nelle opere pubbliche e nei servizi alle imprese, nel campo sociale oltre che nella conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.
IN ULTIMA ANALISI LO SVILUPPO SOSTENIBILE E’ UNA EVOLUZIONE CONTINUA CHE BASA LA SUA FORZA :
SULLA VALORIZZAZIONE E SULL’USO DELLA SCIENZA, DELLA RICERCA E DEI SAPERI ANCHE COME CRESCITA CULTURALE E DELLE CONOSCENZE COMPLESSIVE;
SUL METODO DELLA COMUNICAZIONE E DELLA PARTECIPAZIONE DI TUTTI I SOGGETTI INTERESSATI;
SULLA CAPACITA’ DI ORIENTARE LE SCELTE DEGLI ORGANISMI EUROPEI, NAZIONALI, REGIONALI E SULLA CAPACITA’ DI FAR FUNZIONARE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CON TRASPARENZA, EFFICACIA E TEMPESTIVITA’ NEL PREDISPORRE LA PROGETTUALITA’ ADEGUATA AD ATTIVARE FINANZIAMENTI IDONEI, UN USO PARSIMONIOSO ED EQUO DELLA LEVA FISCALE, UN RISPETTO COSTANTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE. |