“Se vuoi costruire una nave, non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi; non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro. Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato. Appena si sarà risvegliata in loro questa sete si metteranno subito al lavoro per costruire la nave”.
Il futuro della Provincia è nelle mani, nelle menti e nei cuori di tutti noi.
PROVINCIA DI RIETI: CAMBIAMOLA INSIEME
La Provincia di Rieti dopo la fine della cosiddetta “prima repubblica” è sempre stata amministrata da giunte di centrosinistra che hanno messo in campo una classe politica disattenta ai bisogni reali dei cittadini contribuendo a disgregare la comunità reatina, a farla sentire un corpo estraneo rispetto non solo alle decisioni, ma anche al territorio e alla sua identità. Un’estraneità che si riscontra non solo nei singoli, ma anche nelle amministrazioni comunali che, in mancanza di aiuti e di un coordinamento, piuttosto che andare alla deriva, si sono organizzati in maniera autonoma.
L’attività amministrativa della giunta Melilli non ha portato risultati utili per la crescita e lo sviluppo del territorio ma si è limitata all’ordinaria gestione dell’esistente.
La mancanza di coesione politica tra il “centro” e la “sinistra” ha determinato lacerazioni e abbandoni (Assessori Rinaldi e Vassallo) che sono stati il segnale della sconfitta del progetto Partito Democratico in sede locale e nazionale.
Il Centrodestra come sempre si presenta coeso nelle idealità e nei valori che sono alla base del nostro FARE POLITICA e la nascita del Popolo della Libertà è stato l’ultimo atto di un processo che ha avuto l’elettorato come primo artefice.
In queste elezioni la presenza di molte liste civiche è il segno tangibile della voglia di cambiamento che si avverte nell’elettorato che vuole vedere all’opera una nuova classe dirigente animata dalla politica del “fare” da contrapporre a coloro che fino ad oggi hanno amministrato solo per autoconservarsi nella gestione del potere.
A causa della pesantissima eredità lasciataci dall’amministrazione uscente abbiamo oggi una macchina amministrativa inadeguata a rispondere alle grandi sfide che quotidianamente si presentano e necessitano di interventi efficaci e risolutivi.
La Provincia deve tornare ad esercitare quei ruoli di coordinamento, di promozione e di ausilio nei confronti dei comuni. C’è la necessità di coinvolgere tutte le realtà presenti sul territorio per dare nuova linfa alla nostra provincia, sia da un punto di vista economico-occupazionale che da quello ideologico, per una società fondata sulla giustizia sociale, sul rispetto e sull’educazione civica.
Il progetto è ambizioso per questo necessita del coinvolgimento del “meglio” che la nostra Provincia può mettere in campo attraverso strumenti agili, dai tempi brevi e dai risultati certi, quali consulte o tavoli di concertazione tra organismi di rappresentanza delle categorie economiche e sociali ed i correlati soggetti istituzionali su temi specifici o su grandi temi, che siano di supporto e stimolo per implementare azioni strategiche.
Le strutture dell’Ente dovranno essere messe nelle condizioni di reggere il “fronte del nuovo”; il livello istituzionale, le funzioni e le rinnovate competenze andranno affrontate con una politica di bilancio in grado di razionalizzare la spesa mantenendo inalterati gli obiettivi, il monitoraggio degli iter amministrativi e l’individuazione di standard di qualità che tengano conto dei principi di efficienza ed economicità.
Un’attenzione particolare verrà posta all’organizzazione del personale, definendo un nuovo ruolo della dirigenza e una riconsiderazione dell’attività di tutti i soggetti interessati, per arrivare ad una corretta e trasparente organizzazione, e rispondere alle criticità e far percepire in maniera diffusa l’utilità dell’Istituzione. Per fare questo, è necessario considerare il personale come una risorsa strategica, premiando l’impegno ed il merito e investendo in un programma di formazione continua, aggiornamento e riqualificazione per dotare la Provincia di un’organizzazione tecnica efficiente in grado di elaborare progetti e svolgere un ruolo di affiancamento e coordinamento, in particolare dei piccoli comuni.
Noi crediamo che lo sviluppo e la coesione sociale si ottengano non attraverso “compromessi”, ma dando delle risposte celeri e concrete. L’obiettivo della nostra programmazione è quello di configurare un modello di governo locale che qualifichi degnamente la pianificazione, consenta di valutare il costo di ogni progetto, rendendo monitorabile e controllabile il raggiungimento dei risultati e fornendo agli utenti punti di riferimento certi.
L’idea è quella di un Ente che non occupi spazi ma promuova interconnessioni, che non soffochi la spontaneità e la creatività bensì la sostenga in una visione di sviluppo comunitario e condiviso.
In questi anni è mancata una politica di pianificazione e di programmazione dello sviluppo del territorio, la nostra risposta deve essere data in termini di un ruolo politico nuovo capace di suscitare interesse, di promuovere iniziative, di coinvolgere i soggetti delle realtà sociali, economico-produttive per affermare nuovi modelli di crescita.
Per rendere credibile questo grande progetto è prioritario uscire dall’isolamento “geografico” che determina anche quello politico ed economico. Il trasporto pubblico, la viabilità e la mancanza di alternative costituiscono un’emergenza che chiede risposte in termini di infrastrutture non più procrastinabili. Gli interventi necessari vanno in più direzioni: dobbiamo essere all’avanguardia nella difesa del suolo e negli interventi di prevenzione. Dobbiamo essere capaci di ridefinire il profilo delle imprese agricole tenendo conto delle nuove esigenze, della richiesta sempre più forte di qualità del prodotto e sul contributo fondamentale dell’agricoltura nella gestione del territorio e dell’ambiente, anche, attraverso lo sviluppo delle strutture agrituristiche, il sostegno ai prodotti agricoli locali, l’istituzione di fiere e manifestazioni.
Immaginiamo un grande rilancio delle imprese agricole affiancato a quello delle imprese commerciali e artigiane, poiché alla Provincia, oggi, non si chiede solo un sostegno di natura economica, ma anche una capacità di programmazione e di accesso ai finanziamenti europei che per questo settore costituiscono il vero futuro.
Formare quindi operatori comunitari in grado di interagire con l’Unione Europea ed essere punto di riferimento per una nuova collaborazione con imprese, enti pubblici e il mondo dell’università e della ricerca scientifica.
Nel campo delle politiche sociali dovrà svilupparsi un’azione incisiva che realizzi quella giustizia sociale indispensabile per il superamento delle barriere dell’indifferenza, della solitudine, dell’emarginazione e dell’isolamento. Vogliamo promuovere un nuovo modello educativo capace di arginare il dilagare di droga e alcol tra i giovanissimi e di opporsi alla violenza sulle donne, a cominciare da quella domestica. Inoltre, intendiamo recuperare il senso profondo della solidarietà e della cultura del rispetto che devono essere alla base di ogni convivenza civile.
Il ruolo della Provincia dovrà essere quello di “costruttore di fondamenta” sulle quali possano svilupparsi ed integrarsi le risorse che si esprimono nel mondo del volontariato; si dovrà favorire lo sviluppo del senso di comunità e di appartenenza, per incoraggiare gli interventi per il mantenimento o il reinserimento di soggetti nell’ambito delle comunità naturali, siano esse familiari, scolastiche o lavorative. Dobbiamo essere in grado di anticipare i bisogni, creando situazioni sociali in grado di fornire alternative, dando il via a politiche educative per giovani e giovanissimi, di supporto a quelle tradizionali, che spazino dall’educazione alimentare e sessuale, alla legalità, dalla cultura del rispetto, all’uso consapevole del denaro, dall’avvio ai valori dello sport a quelli dell’ambiente e offrire alternative per occupare, in maniera positiva, il tempo libero. La sfida vera sarà quella di far sì che la Provincia, accanto ai grandi temi, inizi a parlare di questi argomenti altrettanto importanti che non trovano mai cittadinanza nell’agenda politico-istituzionale.
Oggi sentiamo la responsabilità, verso noi stessi e verso le generazioni che verranno, di ritrovare quelle convinzioni profonde capaci di risvegliare emotività, vitalità e concretezza. Per questo c’è la necessità di un’inversione di rotta, per sanare questa frammentazione sociale e culturale, per ritrovare l’orgoglio di un’appartenenza ad una comunità e ad un territorio antico e carico di storia e tradizioni. Noi vogliamo recuperarne non solo l’identità, ma soprattutto l’anima. Adesso si può e si deve cambiare insieme.
LA PROVINCIA OPERATIVA E PARTECIPATA
La Provincia di Rieti rischia un complessivo impoverimento del tessuto economico come dimostrano i dati relativi al volume di occupazione fermo a quello della metà degli anni Novanta e la scarsa rilevanza sul sistema produttivo regionale del “polo dell’innovazione”. L’instabilità dei mercati economici-finanziari sta inevitabilmente creando un processo di destabilizzazione dell’intero sistema sociale, dove l’incertezza diventa una criticità da affrontare e superare con piani di sviluppo sostenibile.
Il nostro territorio ha delle differenze morfologiche e storico-culturali che devono essere sistematizzate per rispondere ad esigenze di sviluppo ottimale attraverso la valorizzazione delle identità territoriali con una concreta azione che definisca strategie, progetti e linee di finanziamento. Il fine è coniugare le identità locali con il globale per operare non solo in fase di “emergenza”, ma per realizzare modelli di sviluppo competitivi classificabili come “buone pratiche”.
Il nostro obiettivo è quello di trasformare la Provincia in uno strumento operativo in grado di creare convergenza tra le varie aree attraverso uno sviluppo economico-sociale sostenibile e aperto alle relazioni con le realtà regionali, nazionali e comunitarie. Si tratta di effettuare interventi strategici sia sul tessuto economico-produttivo che su quello socio-culturale generando iniziative in grado di esaltarne i punti di forza ed eliminarne eventuali punti di debolezza.
Queste priorità richiedono coesione, integrazione e programmaticità per agire in modo pragmatico sui fabbisogni dei singoli contesti locali, evitando l’involuzione sociale ed economica nella quale si rischia di cadere se si continua ad avere una visione parziale e limitata della realtà. Per questo, è opportuno organizzare e utilizzare le competenze istituzionali affinché la comunità, i cittadini e le Istituzioni locali possano vedere nell’Ente provinciale una vera opportunità di crescita, di confronto, di concertazione e non un semplice vincolo politico e burocratico.
In merito alle competenze dell’Ente, sarà costituito l’Ufficio di Coordinamento e Supporto per la pianificazione, la consulenza e la gestione dei servizi al fine di far interagire le attività svolte sul territorio per evitare sovrapposizione di strutture. Infine è necessario creare un “polo di attrazione” dei fondi nazionali, regionali e comunitari, istituendo l’Ufficio Europa vero elemento d’innovazione in ambito provinciale.
Riteniamo imprescindibile un ammodernamento degli uffici della Provincia di Rieti.
Negli ultimi anni diversi enti hanno tentato di favorire l’accesso a internet con progetti che spesso si sono rivelati unicamente di carattere propagandistico e demagogico. Non basta promuovere l’apertura di “piazze digitali” e “nodi telematici” gratuiti, è piuttosto indispensabile dare vita a progetti come quelli di recupero dei supporti informatici obsoleti che, una volta rivitalizzati, dovranno essere dotati di software open source. Al fine di conseguire questi risultati l’Amministrazione provinciale introdurrà nelle principali aree pubbliche, a partire dai propri uffici, isole telematiche in cui uno o più provider, in convenzione con la Provincia, consentiranno il collegamento gratuito. Una sfida per il futuro non solo dell’Ente, ma del concetto stesso di politica che necessita di un confronto costante con la popolazione. Il reale potere decisionale di un Ente si denota dalla capacità di coinvolgimento dei cittadini nella vita politica. Per questo è nostra intenzione predisporre una gestione equilibrata e razionale delle risorse, introducendo il bilancio partecipato per permettere a tutti di verificare se tali obiettivi siano stati raggiunti, o si renda necessario introdurre ulteriori interventi. Questo non è solo uno strumento di dialogo, ma un vero e proprio strumento di consapevolezza e quindi di gestione.
Le parole chiave intorno le quali ruoterà il nostro impegno nei prossimi anni sono: Sviluppo economico, Tutela dell'ambiente e Responsabilità sociale.
Il SISTEMA ECONOMICO - PRODUTTIVO
La crisi mondiale influenza sia le grandi imprese legate al mercato internazionale, che sul territorio hanno una ricaduta economica rilevante in termini di indotto, sia le numerose piccole imprese. Nonostante il loro diverso impatto economico, si rende necessario un supporto finalizzato all’adeguamento e allo sviluppo dell’intero sistema produttivo.
L’Ente Provincia deve assumere un ruolo fondamentale mettendosi al fianco degli imprenditori, dei lavoratori e degli Enti locali minori, al fine di creare un clima favorevole all’iniziativa economica. Si devono individuare i settori economici in cui la nostra provincia può raggiungere l’eccellenza, questo è il pre-requisito fondamentale se si vuole essere competitivi su tutti i mercati.
Indispensabile per la crescita delle imprese è il sostentamento e l’incremento delle strutture di servizio alle imprese e all’occupazione, con l’utilizzo di strumenti come i contratti d’area e il project financing. Inoltre sosteremo il Partenariato Pubblico-Privato per la realizzazione di grandi opere la cui progettazione, realizzazione, gestione e finaziamento siano affidati, in tutto o in parte, al settore privato. In questo modo il settore pubblico trae beneficio dalla riduzione dell’impegno economico-finanziario, grazie alla presenza dei privati pertanto gli utenti godranno di un miglioramento della qualità dei servizi offerti.
Il nostro impegno sarà quello di avere maggior incisività sulle politiche regionali. È necessario che alcuni indicatori, utilizzati per identificare gli ambiti territoriali, vengano ridefiniti dall’Ente in nome del principio di sussidiarietà invece di essere imposti senza una reale conoscenza della realtà, come gli indicatori ISTAT.
Il tessuto imprenditoriale non beneficia delle innovazioni introdotte dal mondo universitario; i nostri prodotti non hanno la “forza”di competere sui mercati esteri e i nostri giovani sono costretti ad abbandonare la propria terra perchè non hanno opportunità di emergere.
Riconoscere i nostri punti di debolezza è un primo passo per superare gli ostacoli e riteniamo che la Provincia possa essere uno strumento valido per sovvertire lo status quo.
I punti di forza della nostra azione saranno: innovazione, qualità e territorio.
In un tempo in cui la competitività dipende dalla produttività delle imprese diventa essenziale favorire un dialogo costruttivo tra mondo della ricerca e dell'impresa.
Tutto questo nel pieno rispetto del territorio perché vogliamo valorizzare i prodotti e le realtà urbanistiche che devono essere promosse in Italia ed all’estero.
In quest’ottica le linee strategiche da perseguire sono:
Il sostegno ai processi di imprenditorializzazione della ricerca universitaria promuovendo la collaborazione tra Università e Impresa;
Il potenziamento del Parco Scientifico Tecnologico e di tutti i Centri di Ricerca esistenti sul territorio;
la promozione dei prodotti e delle colture locali con la creazione di filiere e consorzi per fare sistema di tutte le piccole realtà locali per valorizzare le vocazioni endogene;
l’incremento dell’internazionalizzazione delle attività imprenditoriali piccole e medie;
il sostegno alla diffusione del sistema wi-fi per tutte le attività economiche-produttive.
A tal fine abbiamo individuato alcune aree di intervento progettuale:
Sostegno alle imprese che puntano sulla Ricerca e sullo Sviluppo delle energie rinnovabili;
Recupero del territorio come risorsa indispensabile per creare opportunità occupazionali e di sviluppo economico;
Potenziamento delle informazioni on-line sulle opportunità di crescita per le Piccole e Medie Imprese;
Sostegno alla realizzazione del Polo logistico di Passo Corese opera importante per la crescita economica del nostro territorio nel pieno rispetto dell’ambiente ed alla eleborazione di un piano che colleghi il polo con la S.S. 4 dir. senza congestionare il traffico cittadino;
Stipula di convezioni con gli istituti di credito per ottenere tassi agevolati per le Piccole e Medie Imprese;
Cabina di regia con tutti gli operatori, le associazioni di categorie (Confindustria Confartigianato, CCIAA...) e gli Enti Locali per definire le azioni strategiche da attivare nel territorio;
Realizzare un potenziamento dell’area areoportuale come idea imprenditoriale, quindi capace di creare un indotto economico e di fornire un ulteriore servizio al cittadino;
Sostenere i progetti della Camera di Commercio: “Distretto della Montagna” e “Distretto dell’innovazione”;
Costituire la Consulta per lo Sviluppo e l’Innovazione formata da esperti in vari settori al fine di promuovere un adeguato riposizionamento strategico del territorio e che strutturerà il proprio lavoro con metodologie di knowledge management a supporto delle attività legate alle “reti di cooperazione locale” e internazionale.
L’artigianato è un’altra risorsa su cui investire per il futuro.
Nei prossimi anni sarà necessario realizzare un salto di qualità dell’azione pubblica nei confronti di questo settore. Le priorità sono: quelle di migliorare l’accesso al credito delle imprese artigiane, quella di razionalizzare il sostegno alla partecipazione alle fiere di maggiore qualità; quella di aiutare le imprese nella commercializzazione dei loro prodotti.
La nostra azione inizierà con la creazione di ‘reti’ che favoriranno le sinergie tra turismo, agricoltura, artigianato. La nostra programmazione prevede il lancio di un Marchio dell’Artigianato, la definizione di strumenti interattivi di guida e analisi sulle aree artigianali elementi essenziali per ottenere ricadute economico-produttive sull’interno comparto.
L’azione combinata di questi elementi può avere risvolti tanto inaspettati quanto benefici per il sistema.
AGRICOLTURA
Il settore agricolo necessita di un processo di riorganizzazione al fine di elaborare progetti di promozione integrati, mettendo a sistema i prodotti locali con il patrimonio storico-ambientale; ciò è possibile solo se si passa da interventi di settore ad iniziative trasversali utilizzando tutte le risorse disponibili sul territorio che permettano una maggiore visibilità regionale/nazionale.
Un intervento importante è quello di diversificare i servizi offerti dalle aziende del territorio reatino, implementando tutte quelle attività che le rendono uniche nel territorio laziale grazie alla combinazione tra l’alta qualità e la specificità dell’offerta.
Per fare questo bisogna:
Promuovere il territorio, i prodotti agroalimentari tipici e tradizionali, le strade del vino, dell’olio di oliva e il tartufo con manifestazioni nazionali e internazionali
Fornire assistenza e sostegno alle imprese agroalimentari per l’incremento delle loro attività commerciali per mezzo dell’erogazione di contributi ai Comuni, Associazioni, Cooperative e Consorzi, intensificando i rapporti con Regione Lazio, ARSIAL, Camere di Commercio del Lazio e Province del Lazio.
Realizzare interventi diretti al miglioramento delle infrastrutture rurali e ambientali;
Incrementare l’agricoltura biologica per lo sviluppo sostenibile del territorio agricolo provinciale e incentivare l’utilizzo dei prodotti biologici nelle mense scolastiche dei Comuni della Provincia di Rieti;
Collaborare con Università, Enti di Ricerca per borse di studio, tesi e ricerche, sulle tecniche agricole ecocompatibili;
Promuovere iniziative per la sicurezza alimentare anche attraverso la creazione di un Osservatorio per la Qualità e Sicurezza Alimentare;
Sostenere cicli produttivi e commercializzazione di “Prodotti a km zero” ossia a basso impatto ambientale, di “filiera corta” e di trasporto a risparmio energetico;
Avviare una rete di “farmers market” per dare la possibilità agli agricoltori di vendere direttamente i prodotti realizzando il miglior valore aggiunto alle produzioni locali di qualità;
Programma di educazione alimentare nelle scuole con il coinvolgimento degli operatori locali.
La realtà dell’agricoltura reatina va inquadrata in un territorio morfologicamente variegato, la Sabina ha caratteristiche più vicine alla campagna romana, dove l’allevamento e la zootecnia sono più specializzate, però hanno bisogno di azioni di sostegno legate alle problematiche della collocazione e della qualità del prodotto. Maggiore attenzione va data alla montagna, luogo deputato alla transumanza ovina e a tutte quelle realtà produttive che rappresentano un potenziale settore di eccellenza (settore equino TPR e bovino). L’abbandono di parti sempre più ampie di territorio, soprattutto in aree montane, comporta ovviamente il loro degrado con conseguenti enormi problemi anche di carattere idrogeologico. Essenziale è quindi mantenere e reinsediare allevamenti zootecnici ed operatori commerciali lì dove sono presenti notevoli difficoltà produttive. Nostro obiettivo è promuovere le caratteristiche qualitative della carne prodotte in ambiente montano e il miglioramento dei pascoli. Si costituirà un centro di moltiplicazione dei bovini di razza, in particolare tori, come forma di sostegno agli allevatori. Si istituirà un’asta provinciale per la vendita dei capi di bestiame per avere un prezzo base corrispondente alla qualità delle nostre carni.
Interverremo affinché si realizzi nel nostro territorio un progetto di filiera che passa dal foraggio, all’allevamento, alla mattazione e alla trasformazione fino alla commercializzazione del prodotto che vede nel Comune di Roma il bacino d’utenza principale.
Il progetto è considerato “Integrato” perché tende ad ottenere ricadute positive sull’intero comparto zootecnico regionale in termini di valorizzazione di tutte le fasi in particolare di quelle della filiera della carne bovina, facendo “sistema” di tutte le risorse attivabili. L’idea è di creare nella Provincia di Rieti un polo regionale di macellazione, sezionamento e confezionamento della carne bovina a servizio della filiera dei bovini da carne delle razze italiane e che possa valorizzare il prodotto nella distribuzione tradizionale, nella GDO, nonché nel canale HO.RE.CA. (mense e ristorazione). Questa operazione creerà un fabbisogno di manodopera specializzata, così da attenuare almeno in parte, la crisi occupazionale che da tempo affligge l’area.
Agriturismo e Fattorie Didattiche
Il fenomeno “agriturismo” rappresenta una forte e concreta opportunità per l’agricoltura multifunzionale. Alla luce della nuova Legge di orientamento e modernizzazione del settore, l’attività agrituristica ha acquisito anche una dignità giuridica e formale che le conferisce un ruolo importante per l’integrazione del reddito aziendale e per il rapporto diretto tra il mondo della produzione e quello del consumo.
Nell’ambito della multifunzionalità agricola stanno assumendo sempre maggiore importanza le Fattorie Didattiche, vere aziende agricole e agrituristiche nelle quali gli agricoltori scelgono questa attività allo scopo di:
Instaurare un rapporto diretto tra produttore e consumatore;
Far conoscere le realtà dell’agricoltura e le caratteristiche dei prodotti;
Diversificare l’attività agricola;
Integrare il reddito aziendale.
Le Fattorie Didattiche propongono percorsi e laboratori di osservazione e conoscenza della realtà viva dell’azienda e dell’ambiente rurale, dove gli agricoltori stessi e i loro familiari trasmettono ai ragazzi la loro storia, la loro esperienza, insegnano e spiegano i processi produttivi, la vita degli animali, l’origine dei prodotti e stimolano lo spirito critico e la curiosità.
AMBIENTE E DIFESA DEL SUOLO
La difesa della nostra terra, delle nostre radici e della nostra identità, passa inevitabilmente attraverso la tutela dell’ambiente e del suolo. Questo punto prioritario oltre ad essere alla base del nostro programma elettorale, deve diventare un sentire comune e condiviso da tutta la popolazione. L’attività di programmazione, pianificazione e regolamentazione deve avere come obiettivo quello di salvaguardare e valorizzare il grande patrimonio naturale del nostro ambito. Senza per questo tralasciare o rallentare la crescita e lo sviluppo secondo principi di ecosostenibilità.
In quest’ottica, l’educazione ambientale assume una valenza strategica perché si propone di agire sui modelli culturali, sugli stili di vita, sui valori e sull’etica per diffondere consapevolezza e stimolare il maggior numero di persone a prendersi cura della terra.
Per fare questo è necessario partire da una seria politica, basata sulla:
sensibilizzazione alle tematiche ambientali e ai comportamenti responsabili mirati anche al cambiamento degli stili di vita;
promozione di progetti mirati alla conoscenza del territorio e al confronto fra le diverse realtà territoriali per promuovere uno sviluppo sostenibile;
predisposizione dei progetti per i piani di finanziamento europei, nazionali, regionali, Agende 21 locali;
formazione tutoraggio e gestione di iniziative nei comuni della Provincia, razionalizzando gli interventi al fine di ridurre sovrapposizioni;
costituzione del “Tavolo Verde” come formula di concertazione tra mondo ambientalista, realtà agricole e Istituzioni.
Inoltre, già da subito, si possono ipotizzare una serie di progetti per un’ecologia della responsabilità, per ridurre rifiuti e sprechi energetici e per lasciare più soldi nelle tasche dei cittadini.
Realizzazione di un Centro di ricerca, formazione e divulgazione per l'energia e l'ambiente.
Il Centro per “l'Energia e l'Ambiente" svolgerà attività di ricerca, formazione e divulgazione nei campi dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, nel campo degli stili di vita con l'obiettivo di promuovere una migliore qualità della vita attraverso la riduzione dell’"impronta ecologica" (consumo di risorse naturali pro capite). Le attività del Centro saranno rivolte alle piccole e medie imprese, ai cittadini, alle scuole, agli studenti universitari e ai professionisti operanti nella Provincia di Rieti.
L'attività di ricerca sarà finalizzata all'individuazione e alla catalogazione delle migliori tecnologie disponibili sul mercato nazionale e internazionale nell'ambito dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili di energia. L'attività di formazione sarà rivolta principalmente a piccole e medie imprese. Il Centro sarà anche punto di riferimento per professionisti che operano nei settori dell'edilizia (ingegneri, architetti, geometri) per l'aggiornamento professionale sui temi dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili di energia.
La nostra Provincia possiede una riserva d’acqua tra le più grandi d’Europa, gestita attraverso il sistema acquedottistico Peschiera-Le Capore. Questa enorme risorsa idrica deve essere adeguatamente tutelata e gestita. Inoltre, considerate le nostre risorse di acqua si istituirà un centro tematico per la gestione del servizio idrico integrato, assicurando unicità nella gestione nonché il superamento della frammentazione delle gestioni locali dei servizi idrici quali acquedotti, fognature e impianti di depurazione. Una Provincia come la nostra, caratterizzata da una altissima qualità delle acque superficiali, deve guardare alla salvaguardia di tale peculiarità attraverso una attenta prevenzione e controllo di ogni forma di inquinamento idrico sia di natura che industriale. In particolare, essendo l’intero territorio della Provincia di Rieti classificato come area sensibile dalla Regione Lazio per la protezione delle acque dall’inquinamento, si dovrà dare la piena attuazione alle norme di salvaguardia previste del Piano Regionale di tutela delle Acque. Inoltre, si istituirà un centro tematico dedicato alle risorse idriche quale volano per la creazione di impresa come il termalismo, la cura della bellezza e del corpo, il tempo libero e gli sport acquatici.
"LA PROVINCIA DI RIETI NON SPRECA PIÙ", racchiude progetti di recupero del deficit e di miglioramento dell'immagine ambientale attraverso interventi che puntino principalmente alla riduzione dei rifiuti e al risparmio energetico.
Partendo dal primo obiettivo, bisogna rilevare che il vigente Piano Provinciale dei rifiuti necessita di un aggiornamento alla luce della mutata quantità di rifiuti prodotti nel territorio provinciale.
Le criticità del sistema attuale di gestione dei rifiuti della Provincia di Rieti derivano dal grave ritardo incontrato nell'attuazione delle indicazioni del Piano Provinciale dei rifiuti, che prevedeva tra l’altro la realizzazione di strutture fondamentali come i Centri di trasferenza intercomunali, non realizzati, o realizzati solo parzialmente e dalle incongruenze ereditate dalle scelte impiantistiche pre-esistenti allo stesso Piano. Inoltre, in contrasto con quanto avvenuto in altre aree italiane del Centro-Nord ugualmente caratterizzate da un deficit di capacità di smaltimento, è mancato un impegno condiviso dell'insieme delle autorità locali e dei soggetti gestori per la riorganizzazione dei servizi di raccolta e per la realizzazione dei necessari impianti di supporto e trattamento (in primo luogo degli impianti di compostaggio, già localizzati nel Piano stesso).
Sarà estesa la raccolta differenziata domiciliare dei rifiuti “porta a porta” a tutta la Provincia e verrà incentivato il compostaggio domestico. Sarà impiegato il compost per la cura del verde pubblico ottenuto dalla raccolta differenziata e riciclaggio degli scarti organici. Sarà applicato il D.M. 203/2003 che richiede che gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il loro consumo annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno.
Per quanto attiene al secondo obiettivo, predisporremo un Piano energetico provinciale che orienti e promuova la riduzione dei consumi e l’efficienza energetica come priorità strategica. Inoltre favorisca e promuova l’uso delle fonti rinnovabili e la loro integrazione con le attività produttive economiche e urbane. Con l’attuazione del programma si prevede anche l’aumento del contributo delle fonti rinnovabili, la conferma del ruolo della cogenerazione a gas metano soprattutto nel nostro comparto industriale e la messa in marcia di iniziative di razionalizzazione del sistema energetico e di riduzione dei consumi. Saranno realizzate politiche di sviluppo socio-economico delle aree interessate dagli interventi, con particolare riflesso sul consolidamento o almeno il mantenimento della distribuzione demografica grazie ai benefici sui livelli occupazionali dovuti allo sviluppo di possibilità e di valorizzazione delle risorse locali.
Per concretizzare il progetto, si utilizzeranno delle lampade a basso consumo in tutte le strutture provinciali e sarà inserita nei capitolati d’appalto e di fornitura la sostituzione dei corpi illuminanti non più funzionanti con quelli a basso consumo per contrarre i consumi energetici.
Saranno installati pannelli solari su tutte le strutture provinciali per la diminuzione dei consumi energetici e per la riduzione delle emissioni inquinanti compatibilmente con eventuali vincoli artistici e paesaggistici.
Si predisporrà l’analisi energetica del patrimonio immobiliare pubblico per il restringimento dei consumi attraverso il miglioramento dell'efficienza energetica con interventi di miglioramento delle prestazioni di tetto, finestre e involucro edilizio, per ridurre di oltre il 50% la bolletta a carico dell’amministrazione.
Un’altra azione applicata sarà la sostituzione dei lampioni convenzionali con lampioni a LED per un calo dei consumi del 70% circa.
Favoriremo la diffusione e lo sviluppo di EMAS alla P.A. e alle imprese presenti all'interno del territorio distrettuale (con particolare attenzione alle PMI) affinché le imprese e le Istituzioni possano sviluppare un uso razionale delle risorse, in un equilibrio corretto tra crescita e tutela dell'ambiente, tra necessità economiche e sociali da una parte e difesa dell'ecosistema dall'altra. Adotteremo delle linee Guida per la semplificazione normativa, autorizzativa e dei controlli da parte della pubblica amministrazione locale a favore delle aziende che hanno adottato e utilizzeranno un sistema di gestione ambientale (ISO 14001, Emas).
La promozione e la diffusione dei sistemi di gestione ambientale fra le aziende del territorio e gli Enti locali, come risulta dal Piano d’Azione dell’Agenda 21 locale, è uno degli ambiti d’intervento su cui la Provincia di Rieti può muoversi per perseguire la sostenibilità dello sviluppo a livello locale.
CACCIA E PESCA
Il piano per il settore Caccia e Pesca prevedrà l’attuazione del piano faunistico venatorio provinciale che avrà come obiettivi prioritari:
la riduzione del randagismo canino che interferisce per vari aspetti con la tutela del lupo, ma anche con la tutela delle altre specie d’interesse venatorio presenti in loco;
il contrasto al Bracconaggio occasionale del lupo e dell'altra fauna selvatica potenziando la sorveglianza;
la gestione degli ungulati come “risorsa- preda” per il lupo ma anche di naturale interesse venatorio,etc.
Si perfezioneranno le superfici della Provincia (superfici utili alla caccia libera, aziende faunistiche) concertando le azioni da predisporre con tutti gli attori coinvolti per evitare mancanza di programmazione, controllo e soprattutto trasparenza amministrativa.
Si realizzeranno piani di miglioramento ambientale concordati con gli ATC (Ambiti Territoriali Caccia) finalizzati al mantenimento ed incremento della fauna selvatica. S’istituirà un tavolo di confronto per dare attenzione alle istanze degli agricoltori ed allevatori che, seppure rappresentati negli organismi degli ATC, sono i maggiori fruitori del territorio ed anche quelli che maggiormente contribuiscono al suo mantenimento, sia in termini paesaggistici che idrogeologici. Si aggiornerà il regolamento per la caccia al cinghiale (modalità, zone vocate, ecc.), e l’altro fulcro della nostra pianificazione sarà la prevenzione dei danni alle produzioni agricole da parte della fauna selvatica (controllo sia in territorio libero che in aree protette); in caso di utilizzazione di metodi di cattura (gabbie) gli animali catturati, previo esame zoo-profilattico, saranno utilizzati per il ripopolamento in altre zone del territorio.
POLITICHE COMUNITARIE
La Provincia di Rieti sconta una sorta di isolamento rispetto a quella che dovrebbe essere una politica concertata e programmata di sviluppo sostenibile; infatti l’area reatina è ancora poco attrattiva per la realizzazione d’investimenti produttivi.
Tra le criticità e i punti di debolezza della nostra Provincia, non si può non considerare la scarsa partecipazione ai piani operativi regionali, nazionali e comunitari (vedi trend storico provinciale). La mancanza di programmazione sistematica non ci ha permesso di attrarre i fondi che sono stati messi a disposizione dalla UE negli ultimi anni. Per ovviare a questo punto debole della nostra struttura economico-produttiva, è necessario adoperarsi per avviare politiche europeiste sviluppando tutte le azioni opportune per sfruttare vantaggiosamente e senza sperperi, le risorse provenienti dai Fondi strutturali, FESR, FEASR, e da tutte le potenzialità della programmazione comunitaria.
Progetto Europa
Il “Progetto Europa” nasce dall’esigenza di avvicinare il nostro territorio alle politiche comunitarie e ad una realtà volta sempre più verso il globale, ma che operi nel pieno rispetto delle identità e delle vocazioni locali. L’apertura verso l’esterno sarà un punto di forza.
Gli strumenti operativi comunitari daranno l’opportunità di appianare le disomogeneità presenti nel tessuto economico-sociale del nostro territorio. Omogeneizzare una politica di azione, non equivale ad un livellamento delle peculiarità, anzi permette di creare nuove reti di sviluppo e nuove relazioni tra le diverse aree presenti sul territorio.
La partecipazione e la concertazione di tutti gli Enti Locali è una prerogativa necessaria per stabilire le priorità del territorio senza cadere nei localismi, cosicché la nostra area possa giocare un ruolo pregnante nell’economia regionale. Il progetto avrà come obiettivo quello di avvicinare la Provincia di Rieti all’idea di sviluppo come processo di integrazione e di partecipazione dal basso, anche attraverso le opportunità offerte dai fondi comunitari perché abbiamo peculiarità storico-artistiche e ambientali che non possono rimanere fuori dalle relazioni internazionali. Il Progetto Europa sarà la nostra opportunità di rinascita: a tal proposito si realizzerà una struttura, ad hoc, che farà riferimento all’Assessorato delle Politiche Comunitarie e sarà a disposizione di tutti gli assessorati per realizzare un’ ottimizzazione delle risorse disponibili e per far sì che ne confluiscano altre.
Istituzione dell’Ufficio Europa
L’Ufficio Europa sarà un servizio finalizzato alla promozione dello sviluppo economico, sociale e culturale dei Comuni della Provincia e all’attivazione di canali informativi e di supporto relativi alle numerose opportunità comunitarie.
Sarà uno strumento operativo che metterà in relazione le opportunità comunitarie con le concrete esigenze del territorio e delle istituzioni che lo rappresentano.
Promuoverà azioni di informazione e sensibilizzazione sui temi dell’Europa, coinvolgendo gli Enti locali, il tessuto socio-economico della Provincia e in particolare i giovani, chiamati ad essere cittadini europei, capaci di vivere l’Europa ed esserne parte integrante.
Un ulteriore versante che vedrà impegnato l’Ufficio Europa è quello delle relazioni internazionali. La sempre crescente globalizzazione e la nascita di nuovi legami diretti tra territori locali e fenomeni internazionali dimostrano come tali relazioni che presuppongono la costituzione dei GECT (Gruppi Europei per la Cooperazione Territoriale) possano diventare per gli enti locali strumenti efficaci per aprire il territorio al mondo e favorirne lo sviluppo.
L’Ufficio Europa sarà uno sportello polifunzionale d’informazione ed assistenza tecnica che offre i suoi servizi sia ad utenti interni dell’Amministrazione che ad utenti esterni presenti sul territorio (comuni, università, scuole, associazioni, etc.), al fine di:
Assistere nell’elaborazione e gestione d’iniziative progettuali all’interno dei bandi comunitari;
rafforzare la capacità degli enti locali di elaborare progetti per partecipare ai bandi;
supportare gli enti locali nella corretta gestione dei piani che abbiano ottenuto il finanziamento per impedire la perdita della sovvenzione;
ottimizzare la partecipazione diretta ai bandi comunitari dell’Amministrazione provinciale;
formare il personale amministrativo provinciale e comunali;
informazione/comunicazione/sensibilizzazione rivolta ai Servizi provinciali e agli enti locali della Provincia sulle opportunità di finanziamento;
potenziare i servizi on-line anche per migliorare l’accessibilità alle imprese e ai residenti nelle zone montane;
coordinamento e assistenza tecnica nella fase di presentazione e gestione dei progetti.
Questa struttura opererà in tre ambiti:
1.progettazione,
2.formazione,
3.informazione e comunicazione.
Con un’azione mirata è possibile incrementare il potere d’investimento pubblico dei comuni, riducendo così il dato negativo di finanziamenti europei calamitati nel nostro territorio.
INFRASTRUTTURE E VIABILITÀ
La viabilità gestita dalla Provincia di Rieti ammonta a complessivi 1153,202 Km dei quali 1128 classificati provinciali e circa 25 non classificati.
Le caratteristiche plano – altimetriche delle strade risentono dell’ambiente geo-morfologico in cui sono inserite, del loro impianto e delle caratteristiche costruttive; in massima parte si tratta di strade di montagna o di collina ed in misura minore di pianura o di fondovalle, generalmente si tratta di percorsi non progettati e derivanti da strade preesistenti di origine storica, concepiti, cioè, in un contesto tecnico e sociale completamente diverso da quello odierno.
Gli investimenti realizzati dalla Provincia di Rieti, dal dopoguerra ad oggi, sono stati rivolti essenzialmente ad assicurare l’accessibilità dei vari centri abitati.
La scarsa urbanizzazione provinciale, la pluralità di insediamenti diffusi in centri amministrativi piccoli, con capacità di spesa pressoché nulla, non consentivano scelte diverse. Ne consegue un patrimonio viario vastissimo, ma di scarsa qualità, insufficiente, come è noto, ad assicurare una mobilità efficiente, tantomeno sicura e confortevole. È necessario provincializzare alcune strade comunali per permettere una migliore viabilità tra i Comuni e per collegare questi ultimi a grandi arterie stradali.
Un potenziamento significativo della viabilità Provinciale sarà realizzato tramite:
Il completamento dell’ammodernamento della S. P. Turanense che si configura come vera direttrice di mobilità territoriale fra il Capoluogo, i centri amministrativi e turistici della Valle del Turano e l’autostrada Roma Pescara;
La creazione di una direttrice fra Rieti e la bassa Sabina il cui vasto e popolato territorio si presenta scollegato dal polo di attrazione amministrativo, industriale e di servizi di Rieti, a causa della presenza del gruppo montuoso sabino; questo progetto è stato approvato nel 1997 dal consiglio provinciale e la sua realizzazione è ipotizzabile all’interno della prossima legislatura;
La ricerca di una soluzione progettuale per un nuovo collegamento con l’altopiano leonessano, fortemente isolato dagli altri centri dalla catena montuosa reatina;
Il completamento del raccordo nord – est della città di Rieti, ad integrazione di quello sud – ovest, costituito dalla variante alla SS. 4 Salaria e dalla Rieti – Terni, onde permettere la disconnessione del traffico extraurbano passante da quello urbano di Rieti;
L’inizio lavori della grande opera della ferrovia Rieti-PassoCorese, unico progetto approvato ed esecutivo dal CIPE con 90ml di euro;
L’avvio della progettazione relativa al raddoppio della Salaria;
In attesa della realizzazione del raddoppio della Salaria riteniamo indispensabile attivarsi presso gli altri Enti interessati per l’adeguamento e la messa in sicurezza della stessa al fine di prevenire l’aumento del tasso di incidenti stradali.
Queste grandi opere vanno integrate con le necessità manutentive dell’esistente viabilità, soprattutto a carattere straordinario; infatti, la carenza pressoché generalizzata di opere di sostegno, concomitante con la vulnerabilità idrogeologica del territorio impongono il ricorso, molto spesso in via d’urgenza, alla sistemazione di franamenti, di scoscendimenti e fenomeni gravitativi che si manifestano periodicamente in occasione di piogge intense e prolungate.
Oltre ad azioni straordinarie, la manutenzione delle strade partirà dall’adeguamento della segnaletica, quasi esclusivamente verticale e dalla messa in sicurezza della circolazione mediante la posa in opera di barriere di sicurezza affidabili. Le esigenze di messa in sicurezza non sono disgiunte da quelle conservative del patrimonio esistente: la necessità di limitare e di prevenire gli smottamenti mediante idonee opere di regimentazione idraulica (cunette, tombini ect.) e quella di conservare il piano viario, soggetto più che all’usura a deformazioni, richiede ulteriori risorse economiche.
Alla Provincia di Rieti è stata delegata dalla Regione Lazio, la gestione della manutenzione ordinaria delle Strade Regionali, che si estrinseca di norma nelle seguenti lavorazioni:
Riparazione di buche ed rifacimento del manto d’usura;
Taglio stagionale dell’erba e potatura di siepi ed arbusti, soprattutto in prossimità di svincoli, attraversamenti e spartitraffico, dove la situazione potrebbe essere di ostacolo alla visibilità e quindi alla sicurezza stradale;
Potatura di alberi ed essenze varie all’interno di aree spartitraffico e nelle pertinenze stradali;
Rimozione di essenze arboree cresciute spontaneamente in prossimità della piattaforma carrabile;
Rifacimento e/o ripristino, nelle zone mancanti, della segnaletica orizzontale, con particolare attenzione alle aree di svincolo, alle intersezioni, alle tratte a carreggiata unica e a quelle prive di barriere di ritenuta laterali;
Mantenimento dell’integrità di guard-rail, new-jersey, reti di protezione, delineatori ect;
Pulitura delle opere idrauliche, risagomatura dei canali di smaltimento, pulitura delle caditoie, pozzetti, griglie, etc., rimozione dei cumuli di aghi di pino lungo le banchine.
I lavori di straordinaria manutenzione sono stati affidati dalla Regione Lazio alla S.p.A. ASTRAL. Oltre alle competenze per la Manutenzione Ordinaria delle strade (Ex ANAS) la Regione ogni anno stanzia per la Provincia di Rieti importanti finanziamenti (desumibili dai bilanci) per lavori, per remunerare le prestazioni degli ex dipendenti ANAS transitati alla Provincia e per la gestione del parco macchine.
Rimane il dubbio se i finanziamenti che provengono ogni anno dalla Regione Lazio siano o meno spesi per interventi necessari a mettere in sicurezza e rendere più fluida la rete Stradale Regionale. Un capitolo a parte riguarda l’organizzazione del servizio viabilità che, ad oggi, risulta privo di ogni coordinamento sia politico che dirigenziale.
Oltre alle strade provinciali, l’ente ha in gestione le strade regionali, infatti, dopo il passaggio dall’ANAS alla Regione Lazio di strade ex statali (4 bis “del Terminillo”, 79 “Ternana”, 313 “di Passo Corese”, 471 “di Leonessa”, 521 “di Morro”, 577 “del lago di Campo Tosto”, 578 “Salto Cicolana”, e 657 “Sabina”) e la conseguente creazione di Astral, quasi 300 km di strade sono divenute “regionali” ma godono ancora della manutenzione ordinaria effettuata dalla provincia di Rieti.
Astral (Azienda strade Lazio) è un’azienda di servizio alla quale sono demandate le competenze in materia di viabilità. Molto spesso, però, la Provincia, per timore di perdere le piccole nicchie di potere di alcuni assessorati, ha ridotto il campo d’azione di quest’ultima, depotenziandone l’efficacia che in sostanza equivale a dire costi aggiuntivi per i contribuenti che non si concretizzano in benefici.
Proponiamo quindi un nuovo rapporto con l’Astral, volto a razionalizzare le attività, le spese e che permetterà una maggiore fruibilità dei servizi agli utenti; infatti, nonostante l’Astral gestisca le manutenzioni straordinarie delle strade ex statali e la provincia, con i suoi mezzi ed i suoi uomini, si occupi di manutenzioni ordinarie, non sono rari i momenti di sovrapposizione.
Al contempo, l’Astral ha alcune competenze esclusive: rilascia nulla osta, autorizzazioni e concessioni in ordine a accessi, scavi, distributori di carburante, pubblicità, gare sportive, autovelox, ponti radio, condono edilizio e quant’altro ricade nelle pertinenze e nelle fasce di rispetto delle strade, gestendone anche il contenzioso e la lotta contro ogni tipo di abuso.
La gestione di queste attività è ulteriormente dispendiosa, in quando l’Azienda gestisce tutto ciò da Roma, senza personale in loco; qualsiasi utente della provincia di Rieti, deve quindi rivolgersi alla sede centrale con aggravio di spese ed allungamento dei tempi d’azione. Al tempo stesso l’Astral, non godendo di una sede distaccata e di personale assegnato, paga un prezzo altissimo dal punto di vista economico ogni qualvolta si rendono necessari i sopralluoghi sia per i lavori di manutenzione, che per il rilascio di autorizzazioni e concessioni; a questo si aggiungono le enormi difficoltà a contrastare i fenomeni di abuso e di evasione fiscale sia per gli accessi che per la pubblicità, con grave danno economico per se stessa e quindi per la collettività.
Noi proponiamo quindi una seria trattativa con la Regione e l‘Astral volta alla razionalizzazione ed alla programmazione delle manutenzioni, sia ordinarie che straordinarie, ed ad una gestione seria ed economicamente vantaggiosa del patrimonio stradale.
Per far ciò, ci impegniamo affinché la Regione, con una legge regionale di riforma dell’Astral, consenta alle provincie del Lazio, singolarmente o come “consulta”, di acquisire in modo proporzionale tra loro parte del suo pacchetto azionario, con conseguente assorbimento di uomini e mezzi, e l’istituzione di sedi distaccate utili sia per la programmazione delle manutenzioni che per la gestione del patrimonio stradale.
All’atto di “riforma” del sistema stradale e della creazione di Astral (2003), non essendoci riferimenti relativi ad analoghe esperienze, l’allora giunta come altre a livello nazionale, comprese l’esigenza di unificare la gestione delle strade che generò questo “doppio binario operativo” tra Regione e province.
L’attuale giunta regionale, che a differenza della precedente, ha avuto il tempo di sperimentare sul campo l’assetto normativo e quindi organizzativo del sistema strade, non sembra aver compreso appieno la farraginosità del sistema stesso e naviga nell’inerzia più totale, spinta da pressioni politiche locali, interessi particolari, in contrasto con le più elementari nozioni di razionalizzazione e di risparmio.
In attesa di un cambio netto di tale atteggiamento, ci impegniamo, anche in assenza di una nuova legge regionale, ad aprire un tavolo di confronto con l’Azienda, necessario se si vuole “ripensare” e correggere gli errori passati.
Proporremo l’istituzione di una sede distaccata, all’interno della provincia stessa, volta ad istituire una sorta di “front-office” per i nostri concittadini, non più costretti a recarsi a Roma per ogni pratica riguardante le strade regionali. Si renderà il rapporto tra Ente e Azienda ancora più saldo in quanto si proporrà una convenzione per mettere il nostro personale a diposizione di Astral, sia da un punto di vista tecnico: geometri ed ingegneri, sia a livello operativo -cantonieri- per la vigilanza stradale.
SISTEMA TURISMO: “ANIMAZIONE TERRITORIALE”
La straordinaria bellezza e la varietà delle opportunità che offre la nostra provincia rappresentano le due principali leve su cui deve continuare, sempre più mirata e convincente, la campagna di promozione turistica.
Questo aspetto impone una gestione amministrativa, in primo luogo della Provincia, capace di sviluppare un indotto turistico – economico, tutelando contemporaneamente l’ambiente, senza cadere in proclami sensazionalistici privi di fondamento. La grande offerta turistica di Roma ha una forza ed un’immagine tale da creare una sorta di cono d’ombra sulle altre offerte laziali che sono sempre costrette a difendere gli spazi promozionali conquistati e difficilmente riescono ad emergere nello scenario regionale; questo malessere dovuto all’effettiva potenza della città leader può essere superato solo attraverso la ricerca di nuove offerte turistiche.
La soluzione più verosimile è forse quella di creare alcune “filiere di città laziali”, coerenti per temi, caratteristiche e peculiarità, itinerari unici e irripetibili per costumi, cibi, modi di fare e di essere che possano funzionare da valida controparte allo “strapotere” della capitale. Il nostro territorio, una volta studiate le connotazioni caratterizzanti in accordo con gli Enti, avrà un brand assolutamente inconfondibile, identificante, omnicomprensivo.
Questo faciliterà l’identificabilità della nostra provincia e di conseguenza incentiverà le vendite di tutto ciò che da essa proviene.
I prodotti principali su cui puntare per una valorizzazione e uno sviluppo del comparto turistico nella Provincia di Rieti, sono:
- Turismo artistico-culturale: i finanziamenti concessi in occasione del Giubileo hanno permesso di recuperare diverse opere monumentali della Provincia, però non c’è stato alcun seguito rilevante in termini di azioni promo-commerciali; ora è necessario innanzitutto far conoscere queste dotazioni: le chiese e le abbazie, i monumenti, i musei, le mostre diventano sempre più luoghi da visitare, da vivere in stretto collegamento con la vacanza.
- Turismo verde: l’ambiente e il patrimonio naturalistico possono diventare il fulcro del rilancio dell’area. In questa ottica è indispensabile il recupero e il potenziamento dell’area montana del Terminillo. È assurdo come la realtà a volte superi l’immaginazione, ma si investono soldi pubblici per finanziare piscine a media quota quando sarebbe stato più credibile e meno dispendioso spendere soldi, se possibile, da destinare all’ammodernamento degli impianti sciistici, almeno in servizi che non creino solo nuovi costi. La riqualificazione dell’immagine della nostra montagna attraverso alcuni interventi, scriviamo nostra montagna perché i primi ai quali torneremo a “venderla” saranno gli abitanti della provincia di Rieti, sarà attraverso la creazione di un apposito programma di eventi fuori stagione. Così, neve o non neve, sole o non sole, saliremo al Terminillo perché ci sarà “qualcosa da vedere o da fare”.
Questo ovviamente non modifica l’impegno ed il grande sforzo che produrremo per ottenere un aumento del chilometraggio di piste da sci, iniziando dalla cosa più semplice: la riapertura della Cardito nord con seggiovia prolungata alla Nordica del Conetto.
- Turismo enogastronomico: questo elemento è trasversale a tutti i prodotti dell’area che assieme alla cultura sabina consentono di caratterizzare concretamente l’intera provincia di Rieti. Si moltiplicano guide di ristoranti, di vini, dei luoghi del mangiar bene. Ci sono una trentina di magazine che parlano mensilmente di scoperte, di mangiare e di sapere gastronomico. Centinaia di manifestazioni mettono al centro il cibo, la ricerca ossessiva degli ingredienti più rari, la sofisticata selezione di vini e bevande. Questa attività, riservata una volta ai “palati fini”, ai nobili, agli intellettuali e ai gourmet, oggi è diventata un fenomeno di massa. Dalle città metropolitane partono sempre più numerosi gruppi alla ricerca di rarità, di miti, di piatti che si trovano solo in un dato posto e che non ci si può permettere di perdere. Nelle regioni più lungimiranti, questo mix paesaggio-arte-cibo è ormai strumento fondamentale della promozione turistica. Il nostro impegno sarà quello di costruire percorsi tematici, con una stretta correlazione tra l’enogastronomia, con i territori della provincia per creare relativi itinerari.
- Turismo sportivo: le attività sportive possono diventare un elemento strategico e rappresentare un valore aggiunto importante per il turismo provinciale perché caratterizzano sempre più le motivazioni di vacanza e di impiego del tempo libero. La vacanza, insomma, diventa l’occasione per mettersi in movimento, per misurarsi con le proprie capacità fisiche e relazionarsi con la natura, l’ambiente, la cultura dei luoghi.
- Turismo religioso: operazione di “rebranding” del Cammino di Francesco, la Via Fracigena e Via di Roma. È assurdo che la stessa cosa abbia tre denominazioni differenti. Per questo si intende riportare all’origine il progetto con un unico “marchio” per renderlo più spendibile in termini promozionali e per dare maggiore coerenza alle attività svolte in questi anni.
Riguardo alle problematiche relative al sistema turistico del Terminillo, tutti sono consapevoli che i “punti dolenti” di quest’area risiedono:
- nel sistema d’offerta che non riesce a rinnovarsi;
- nel settore dell'ospitalità non abbastanza dinamico per assicurare ritorni rapidi ad eventuali importanti investimenti;
- in un'imprenditoria Appenninica con scarse prospettive di sviluppo e con poche energie per avviare grandi investimenti;
- nella mancanza di una "locomotiva" e di accordi pubblico-privati per compiere insieme svolte importanti.
Per meglio inquadrare le modalità di intervento ed i vari progetti per migliorare la promozione e la qualità dell’ospitalità nella Provincia di Rieti, definiamo i principali obiettivi strategici, le motivazioni, le innovazioni, le azioni utili per il turismo provinciale:
Incrementare l’occupazione stagionale e permanente della forza lavoro giovanile; locale nel comparto turistico con una promozione mirata attivando l’ospitalità su periodi non strettamente stagionali;
Aiutare i piccoli operatori affinché possano aumentare i redditi d’impresa, superando la soglia del 50% di utilizzo degli impianti;
Incoraggiare le scelte riguardanti nuovi segmenti di domanda con vere e proprie azioni di qualificazione di tutto il territorio ad effettiva o potenziale vocazione turistica.
La metodologia d’intervento coinvolgerà gli Assessorati a diverso titolo competenti (Turismo, Programmazione Territoriale, Trasporti, Ambiente, Cultura, Sport, Agricoltura, etc.) e i diversi soggetti pubblici e privati. La promozione del nostro territorio deve partire da una necessità impellente che è quella di diffondere motivazione e sensibilità sul turismo come risorsa economica. Il nostro territorio presenta tante piccole peculiarità che prese singolarmente non hanno nessun potere, ma che se adeguatamente sistematizzate e promosse sotto un unico marchio territoriale possono rappresentare un fattore di crescita molto rilevante.
Saranno predisposti attestati di qualità “Q Operator” per coloro che miglioreranno le strutture e infrastrutture assicurando agli utenti un’offerta adeguata.
Tali attestati daranno diritto a ricevere finanziamenti in misura maggiore rispetto a chi non li ha conseguiti. Inoltre, ci occuperemo della creazione e della promozione di pacchetti turistici espressamente disegnati per il nostro territorio, la cui commercializzazione sarà curata dagli operatori locali.
CULTURA
La Provincia deve promuovere attività ed eventi che abbiano come obiettivo prioritario la promozione della cultura come momento di crescita di sviluppo e di coesione sociale. Per fare questo, è necessario uscire dalla logica dell’improvvisazione, dell’assenza di una programmazione e dalla mancanza di una strategia in grado di dare risposte complete convincenti, ma soprattutto utili, per costruire un modello capace di integrare tradizione e identità con le esigenze del territorio e con la richiesta di cultura dei cittadini. Il nostro obiettivo darà vita ad un progetto realmente condiviso e inclusivo, che diventi uno strumento di partecipazione strutturata e non occasionale tra i Comuni e di aggregazione tra le persone. Vogliamo realizzare un modello di politiche culturali condiviso tra tutte le Amministrazioni locali per poterlo coordinare con le risorse messe in campo dai Comuni, incentivando e supportando i progetti delle associazioni, degli operatori del settore, valorizzando i nuovi talenti e promuovendo il nostro ricchissimo patrimonio architettonico, storico e artistico anche attraverso opere di restauro, tutela e valorizzazione. Nella Provincia di Rieti ormai da diversi anni sono venute a consolidarsi una serie di manifestazioni che sviluppano suggestive rievocazioni storiche creando motivo di recupero culturale del territorio oltre che occasione di attrattiva turistica.
Esse, ad oggi, non costituiscono un sistema integrato tale da caratterizzare il nostro territorio provinciale limitando così il realizzarsi di sinergie culturali, economiche e promozionali.
L’Amministrazione Provinciale promuoverà un’azione di coordinamento attraverso un Ente Provinciale delle Rievocazioni Storiche e delle Realtà Popolari costituito dai responsabili delle varie manifestazioni storiche affinché si possano realizzare forme di collaborazione e di integrazione oltre a tendere ad una razionalizzazione delle risorse economiche da reperire in modo significativo all’interno dei bilanci dei vari Enti pubblici (Regione, Provincia, Stato) e con la partecipazione di sponsor privati. Il sistema-cultura trae gran parte delle proprie risorse dal finanziamento pubblico (Provincia, Regione, Comuni) o dal mondo del credito (casse rurali, banche). È necessario imprimere una svolta anche sotto questo profilo, rilanciando una strategia comune tra pubblico e privato, chiamando tutti i soggetti interessati a stringere un grande patto sociale che favorisca lo sviluppo di una “economia della cultura”, nella convinzione che proprio nella cultura una comunità trova senso, continuità e prospettive. Gli elementi portanti di questa nuova impostazione sono i seguenti: la centralità dell’esperienza associativa come motore e attore dell’investimento culturale; il sostegno alla progettualità culturale che dia alle esperienze la garanzia di non rimanere vittime della precaria logica contributiva annuale; la promozione della messa in rete, ossia la capacità di generare progetti di qualità frutto dell’incontro tra più esperienze e strutture anche minori ma qualitativamente significative. Le imprese o organizzazioni culturali occupano ormai un posto determinante nella nostra società; diviene fondamentale, a tal proposito, porre in essere una volontà concreta rispetto all’idea di tradurre in realtà il concetto di impresa culturale. Sostanzialmente il ruolo di una politica culturale efficace sta nell’arte di saper creare una relazione duratura e stabile tra gli utenti finali, cioè i cittadini. Proprio questo è l’elemento che distingue la politica nella sua funzione di educatrice e guida, promuovendo, di fatto, la formazione culturale rispetto alla fruizione dell’evento in sé, che si esaurisce in un’esperienza di natura temporanea, e a volte, troppo spesso, isolata nel tempo. Per questo, concludendo gli elementi fondamentali all’interno di un percorso politico culturale, sono essenzialmente due, strettamente correlati tra loro: continuità ed educazione alla cultura come esperienza di vita. Fare in modo che il nostro patrimonio si trasformi anche in un volano per l’economia del territorio. Mettere in atto dei processi partecipativi soprattutto verso i giovani, favorendo la nascita di una “consapevolezza culturale territoriale”. Coinvolgere all’interno delle dinamiche culturali le risorse naturali e in generale tutto il patrimonio storico-artistico della Provincia di Rieti, favorendo così una fruizione di tipo turistico culturale. Riscoprire, rivalutare e rilanciare sul piano antropologico – culturale le tradizioni storiche scientifiche della Provincia di Rieti, come l’Istituto Strampelli e la Viscosa, magari pensando alla nascita di nuove strutture museali. Mettere in atto un legame di tipo formativo tra le strutture universitarie della città e le risorse naturali e culturali del territorio, creando, di fatto, un circolo virtuoso tra il bacino occupazionale potenziale e l’offerta fattuale territoriale.
POLITICHE FORMATIVE E OCCUPAZIONALI
Nel nostro territorio c’è bisogno di una politica rivolta ad obiettivi socio-culturali. Occorre acquisire la consapevolezza che lo sviluppo economico non prescinde da interventi rivolti all’individuo e all’affermazione dei suoi valori personali e professionali, dunque è necessario fare interventi attivi sulle politiche del lavoro.
La Formazione è indispensabile per il sostegno del tessuto economico locale pertanto sarà realizzata tenendo conto delle principali esigenze lavorative locali. Questo per eliminare corsi di formazioni sterili e innalzare i profili professionali che al momento risultano tra i più bassi della Regione Lazio. Di conseguenza, saranno redatti accordi con aziende che vincolino una percentuale di assunzioni a seguito di tirocini formativi finanziati dall’Ente.
La formazione sarà orientata su più fronti:
alta formazione post-diploma e post-laurea;
formazione continua;
formazione per cittadini disoccupati o inoccupati;
sostegno per coloro che, precari o espulsi dal mondo del lavoro, scelgono di riqualificarsi;
interventi formativi per cittadini occupati del territorio provinciale;
formazione diretta all’inclusione sociale per cittadini in situazioni di svantaggio dovute a barriere linguistiche, deficit professionali e precoce fuoriuscita dal sistema educativo.
L’I.F.P. (Istruzione Formativa Provinciale) ed il C.P.I. (Centro per l’Impiego) assumeranno un ruolo strategico perché è nostra volonta erogare formazione di qualità a costi ridotti, e far in modo che i Centri per l’Impiego abbiano un ruolo cruciale nella consulenza sulle modalità per accedere ai finanziamenti pubblici, considerato che allo stato attuale questo servizio è assolutamente carente. Specifici corsi pluriennali saranno riservati ai soggetti diversamente abili che hanno difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro o che faticano ad accedervi.
Una particolare attenzione sarà posta sugli adulti Over 40 che vogliono reinserirsi nel mondo del lavoro dopo la cessazione di un precedente rapporto lavorativo.
L’Osservatorio sul Mercato del Lavoro Provinciale dovrà essere potenziato per diventare un punto di riferimento per la raccolta, l’analisi, la diffusione dei dati riguardanti il mercato del lavoro locale. Come ausilio a tali attività, saranno utlizzate sia indagini mirate sul territorio e banche dati già in possesso della Provincia, sia studi effettuati da altri Enti.
L’osservatorio sarà potenziato per captare le esigenze locali, nelle singole aree distrettuali.
Obiettivo principale è, quindi, procedere alla ricostruzione del contesto produttivo locale, sia in termini di domanda che di offerta di lavoro, per fornire, attraverso report, studi specifici e relazioni, supporto e informazioni utili.
Consolidare l’Osservatorio significa istaurare un rapporto diretto con strutture che “vivono” il territorio come le associazioni “no-profit”, le scuole, quali partners preferenziali e i rappresentanti del mondo imprenditoriale.
La Provincia si impegna a stimolare una partecipazione creativa dei giovani sulle tematiche sociali con l’obiettivo sia di apportare un valore aggiunto alla realizzazione di percorsi educativi, sia per contrastare i sempre più frequenti fenomeni di disagio ed emarginazione sociale.
L’intenzione è quella di porre i giovani al centro della nostra azione di governo chiedendo loro, attraverso proposte progettuali, di analizzare e creare, nelle modalità più vicine al loro linguaggio, e di aiutarci a rispondere alle loro esigenze d’integrazione e comunicazione con il mondo degli adulti e del lavoro.
POLITICHE SOCIALI: FAMIGLIA, GIOVANI, CATEGORIE PROTETTE
La politica è profondamente intrecciata con la nostra vita di persone. La politica è dentro di noi, ma il mondo della politica e le istituzioni troppo spesso non se ne accorgono, per questo, in una realtà complessa ed in continua evoluzione, come quella attuale, riteniamo assolutamente prioritario il tema delle politiche sociali, che troppo spesso vengono usate solo come strumento di propaganda elettorale e successivamente diventano estranee alla reale agenda politica di tutti i giorni.
La salute globale chiama fortemente in causa le tematiche sociali, per questioni di accessibilità e per la dimensione di complessità con cui definiamo la salute stessa: un modello complesso che coinvolge la cultura, la condizione sociale e l’economia del territorio. Purtroppo, le politiche sociali ancora non possono prescindere dal chiamare in causa la povertà come una dimensione dalle mille facce, legata ad una serie di privazioni di tipo materiale e economico, di mancato accesso a diverse opportunità come quelle sanitarie, formative ed educative che oggi, ancora di più, nell’epoca della globalizzazione e dello sviluppo dei mezzi di comunicazione porta, paradossalmente, all’isolamento di molte persone.
E’ per questo che desideriamo partire dalle categorie maggiormente vulnerabili e con minor potere contrattuale per una progettazione che sia realmente partecipata.
E’ sempre più avvertita l’esigenza, non solo di continuare a svolgere la funzione di “ponte” tra la società degli esclusi e quella degli inclusi, ma di impegnarsi per un maggiore collegamento tra il lavoro sociale e la politica perché sia più vicina alle esigenze dei cittadini ed in particolare per la difesa delle persone più fragili.
Porre in agenda le tematiche sociali significa promuovere lo sviluppo di bisogni non esclusivamente orientati da carenze, ma anche dal bisogno di crescita, perché la società non cresce se non c’è un’identità sociale e collettiva.
Ci muoveremo con la mappatura delle strutture esistenti per identificare eventuali carenze o sovrapposizioni di servizi e promuovere efficaci interventi organizzativi. Questo significherà entrare in contatto con il territorio per muoverci dal basso verso l’alto, non senza prima aver toccato con mano le esigenze presenti.
L’attività di prevenzione sarà al centro del nostro programma, lo stesso varrà per la promozione della salute, intesa come dimensione complessa.
Il disagio che abbiamo rilevato, specialmente nel mondo giovanile, nel contempo così ricco di risorse che non sempre trovano la possibilità di sviluppo, è uno dei “mali”della nostra società; diventa sempre più raro rintracciare dei programmi operativi che si prendano cura di queste problematiche per trasformarle in risorse per il futuro del Paese; sembra, con rammarico, che la Politica appaia sempre più miope ed imprudente di fronte a queste realtà.
È nostra volontà concertare con le scuole, soprattutto di tipo secondario e con l’AUSL, la realizzazione o l’integrazione, dove già esistano, di una serie di progetti di prevenzione legati ai problemi della tossicodipendenza, della sessualità e dell’integrazione, lasciando ai giovani la possibilità di intervenire, partecipare in modo che diventino i veri agenti, protagonisti di cambiamenti positivi.
Saremo attenti e sensibili nei confronti delle problematiche legate alla violenza, che consideriamo una delle maggiori aberrazioni della nostra società, istituendo dei nuovi centri anti-violenza e supportando l’attività di quelle strutture che già operano sul territorio, con un attento coinvolgimento in questo processo di lotta e prevenzione.
Impegno particolare sarà rivolto alla Terza età che è non solo la nostra memoria storica, ma anche fonte di saggezza e sostegno per il tessuto sociale; si tratta di intensificare l’attenzione ai bisogni ed interessi degli anziani, anche qualora siano colpiti da malattie invalidanti.
Sarà interesse dell’amministrazione sostenere, parallelamente, l’associazionismo che svolge attività orientate all’aggregazione, all’integrazione ed alla formazione, attraverso supporti logistici ed economici.
Promuoveremo la mobilità giovanile in Europa mediante il potenziamento dello sportello Europa (euro desk) e coinvolgendo le scuole secondarie, i comuni e le comunità presenti sul territorio, attuando delle politiche informative e formative.
Si favorirà l’istituzione di associazioni su tutto il territorio provinciale (centri giovanili o simili), e si avvierà un processo di messa in rete delle associazioni, così da realizzare un network indispensabile per lo scambio di idee ed esperienze e per la pubblicizzazione di eventi e manifestazioni. Riteniamo che queste siano vere forme di interscambio e collaborazioni necessarie per la crescita del territorio.
Il tema dell’intercultura sarà un altro punto centrale nel nostro programma, in una società dove l’identità di tutti gli uomini e le donne, può avvalersi oggi di una dimensione in più per lo sviluppo personale e sociale: la diversità. L’intercultura diventa una possibile articolazione della diversità, come ricchezza per tutti, interscambio che promuove la crescita, l’evoluzione. Per questo la Provincia favorirà il più possibile l’integrazione della popolazione straniera, potenziando i CSI - Centri Servizi per Immigrati - che offrono servizi di inclusione sociale e culturale. Verrà promosso l’insegnamento della Lingua italiana e dell’educazione civica come opportunità di conoscere i doveri da rispettare, ma anche di esercizio dei propri diritti, evitando che alcuni soggetti si trovino a vivere in una situazione borderline e fornendo dei validi strumenti per un iniziale processo di autonomia.
Una reale azione di integrazione non può prescindere da interventi mirati a favore dei soggetti diversamente abili. L’utilizzo di questa definizione non è casuale ed è motivata dal voler sottolineare la dimensione dell’abilità rispetto quella del deficit.
E’ necessario sempre di più lavorare in rete con gli istituti scolastici, coralmente con le famiglie, per interventi rivolti ad un adeguato inserimento dei soggetti disabili attraverso operatori qualificati che lavorino per costruire, con le persone che seguiranno, dei piani di accrescimento personale e sociale. Le altre abilità che possono essere sviluppate sono una chiara testimonianza di come la diversità sia sempre più una risorsa positiva, un patrimonio multiforme di cultura, una capacità come in questo caso, nonché un’attitudine di vita.
Vi è una chiara urgenza di introdurre nei nostri sistemi socio-sanitari efficaci misure per affrontare la complessa tematica povertà-salute. Queste misure devono avere un impatto su aspetti legislativi, organizzativi e finanziari del governare, nonché sullo sviluppo di abilità e know-how del personale che si occupa di salute pubblica.
La presenza sul territorio di Centri diurni per diversamente abili è ancora una realtà poco diffusa; pertanto la Provincia intende operare affinché ci sia un crescente sviluppo di strutture in grado di fornire assistenza continua, interventi socio-sanitari ed educativi-riabilitativi di tipo personalizzato e favorire la nascita di strutture no-profit che offrano servizi aggiuntivi alle famiglie, come l’assistenza domiciliare nelle ore notturne e/o nei periodi di assenza dei familiari.
Per una Provincia che consideri il sociale come una risorsa e una potenzialità, che possa arrivare concretamente a dare un’opportunità alle persone fragili è necessario coordinare il lavoro con le associazioni e le cooperative sociali impegnate nel territorio, tra le quali, un ruolo strategico avranno quelle dedicate alla piena integrazione e occupazione dei diversamente abili.
Il Piano per la mobilità delle persone diversamente abili garantirà loro il rispetto, il diritto all’autonomia e all’integrazione nella società, attraverso la realizzazione di una proposta di mobilità integrativa in grado di risolvere le situazioni di bisogno che gravano su queste persone e sulle loro famiglie.
Combattere la povertà e l’emarginazione vuol dire investire risorse intellettuali ed economiche capaci di attivare un circuito virtuoso fatto oltre che di uno sviluppo economico più sano, di una crescita del capitale umano e di contrasto del degrado.
Le politiche familiari sono un’altra grande sfida che vogliamo affrontare con il nostro mandato, soprattutto oggi che le realtà di impoverimento sono in notevole aumento: molti nuclei vivono sotto la soglia della povertà relativa e tantissimi sono in prossimità della soglia stessa. Lavoreremo per prevenire i percorsi di deriva, affinché una condizione di disagio economico non scaturisca in una realtà di esclusione sociale. Ci attiveremo per promuovere gli interventi finalizzati al benessere dei nuclei familiari attraverso la tutela della maternità, il sostegno alla genitorialità e il contrasto alle situazioni di disagio psico-sociale.
La Provincia promuoverà progetti che abbiano l’obiettivo di assistere le famiglie e le persone affette da malattie rare. La collaborazione tra tutti i soggetti territorialmente coinvolti (AUSL, medici di famiglia e pediatri, servizi sociali, volontari, associazioni di malati) costituisce la risposta più avanzata per fornire un elevato livello di protezione ed assistenza. La struttura dovrà avere tra le attività un elenco di priorità:
- dare ascolto alle persone portatrici di queste forme di disagio;
- incrementare la sensibilizzazione sul tema delle malattie rare;
- fare da ponte con le istituzioni sanitarie competenti, le associazioni, i medici di famiglia, i pediatri e i servizi sociali territoriali;
- disegnare una mappa delle esigenze.
La nostra attenzione sarà verso le attività legate al no-profit affinché si lavori per la comunità, ponendo al centro l’individuo, le sue transazioni con la comunità, l’ambiente di vita, e non il vantaggio economico.
Bisogna uscire dalla logica dell’oggi per prospettare un futuro diverso ai nostri figli, per formare le giovani menti alla cultura del rispetto come valido strumento di prevenzione, per creare una generazione che abbia la responsabilità e la consapevolezza di poter essere soggetto attivo nella costruzione di nuovi legami, che sia capace di farsi carico degli altri, di prendersene cura, con la voglia di vivere in uno stato nascente, con un’ebbrezza creativa capace di fondare il nuovo.
Prendersi cura del mondo del sociale con politiche ricche e impegnative per migliorare la realtà della Provincia è un investimento su cui la politica deve scommettere.
SCUOLA
Diritto allo studio
La Provincia ha il compito di ripartire tra i Comuni i fondi per il diritto allo studio, l’acquisto di scuolabus, per promuovere interventi di orientamento educativo e favorire l’integrazione dei ragazzi con esigenze particolari (diversamente abili, stranieri, soggetti disagiati); per questo dovrà intervenire con proposte, o direttamente con progetti, nelle Scuole Secondarie, specialmente per contrastare la dispersione scolastica, individuare il disagio e coordinare ed implementare quegli interventi utili ad arginare il fenomeno.
Edilizia scolastica
Dobbiamo attuare una politica, considerando le risorse disponibili, per garantire la funzionalità e la messa in sicurezza degli edifici scolastici, eliminando le barriere architettoniche e adeguandoli alle normative sulla prevenzione incendi e la sicurezza sui posti di lavoro con un’attenzione particolare al risparmio energetico e all’estetica.
Saranno effettuati interventi, sugli edifici delle scuole secondarie, rivolti alla riduzione delle sedi distaccate che sono poco consone ad una qualificata offerta formativa, e oggi creano disagi agli alunni ed agli insegnati, impedendo, di fatto, la realizzazione di un’autentica comunità educante.
PARI OPPORTUNITÀ
Dal recepimento delle direttive comunitarie sulle pari opportunità, poco è cambiato in Italia per le donne nel mondo del lavoro, ma anche nella società civile. Il tasso di occupazione è ancora a livelli molto bassi rispetto a quello degli uomini e lontano dai livelli auspicati dal Consiglio Europeo di Lisbona (60%). Occorre quindi implementare tutte quelle iniziative che facilitano l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro, favorendo l’istituzione di asili nido e la diffusione di corsi di formazione ed aggiornamento per il reinserimento delle donne nel posto di lavoro dopo la maternità.
SPORT
Uno degli obiettivi della Provincia è quello di affermare e promuovere il diritto allo sport al fine di conseguire una migliore qualità della vita e del livello di salute dei cittadini, attraverso la diffusione di attività sportive e ricreative quali strumenti d’integrazione e di sviluppo.
L’intervento è quello di favorire un accesso ad “ampio raggio” che coinvolgerà non solo i giovani, ma anche le fasce sociali più disagiate, gli anziani e i diversamente abili. La manutenzione e il potenziamento delle strutture sportive già esistenti e l’attenzione ad un’omogenea dislocazione sul territorio provinciale, sono conditio sine qua non per il perseguimento di tale obiettivo.
Lo sport deve essere un veicolo per salvaguardare la salute dei cittadini di tutte le età, di tutte le condizioni sociali e si pone come promotore di azioni preventive dei disagi per l’abbattimento delle barriere sociali e culturali.
La Provincia come ente programmatore promuoverà, in collaborazione anche con altri Enti, iniziative che coinvolgano i cittadini nella partecipazione e nella pratica dello sport attivo, incentivando e sostenendo le associazioni e le federazioni sportive che favoriscono il sano sviluppo delle attività amatoriali e agonistiche.
Sosterremo le iniziative sportive, ponendo particolare rilievo verso quelle attività che hanno mostrato importanti potenzialità di richiamo turistico (volo a vela, impianti sciistici, etc.). Le promuoveremo e le integreremo con altre correlate alle risorse ambientali (fiumi, laghi, etc.), assicurando un equilibrato e coordinato sostegno economico; questo, anche, per dare visibilità e notorietà della nostra provincia in ambito nazionale.
Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, così come la messa in sicurezza degli impianti sportivi presenti negli istituti di pertinenza della Provincia, rappresenteranno un impegno costante per il regolare e sicuro svolgimento delle attività sportive.
SICUREZZA
Sicurezza urbana
La Teoria delle Finestre Rotte è "una teoria epidemica della criminalità". Afferma che la criminalità è un fenomeno contagioso, che può iniziare con una finestra rotta e diffondersi a un’intera comunità; se una finestra è rotta e non viene riparata, chi vi passa davanti penserà che nessuno se ne preoccupa. Ben presto ne verranno rotte molte altre e la sensazione di anarchia si diffonderà da quell’edificio alla via su cui si affaccia, dando il segnale che tutto è possibile. In una città, problemi di minore importanza, come la sporcizia, il disordine pubblico e la mendicità aggressiva, secondo questa teoria, sono l’equivalente delle finestre rotte, ossia inviti a crimini più gravi.
Potenzieremo gli Osservatori Permanenti per la Sicurezza e la Legalità, rivolgendoci agli operatori della sicurezza (es. comandanti dei commissariati e delle Stazioni C.C. che realmente operano sul territorio), rappresentanti delle categorie, direttori delle Banche, etc. con l’obiettivo di conoscere le situazioni di criticità, di coordinare gli interventi e di integrare l’attività del Comitato Provinciale per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza. Promuoveremo corsi specifici nelle scuole primarie e secondarie, di educazione alla legalità e alla sicurezza.
Polizia provinciale
La Polizia Provinciale sarà potenziata e messa nelle condizioni di operare al meglio nel delicato compito di polizia locale e nei molteplici compiti istituzionali, dal rispetto dei vincoli idrogeologici, alla difesa del suolo; dall’osservanza sulla gestione dei rifiuti, al controllo degli scarichi delle acque; dai controlli ittico-venatori, ai controlli in materia di attività turistiche; dalla vigilanza sulle autoscuole a quella sugli agriturismo. Il patrimonio provinciale sarà gestito con maggior attenzione incrementando le attività di controllo e repressione delle forme di abusivismo nel settore della pubblicità e delle affissioni. Particolare attenzione sarà rivolta al recupero dell’evasione delle imposte provinciali.
Protezione civile
Gli ultimi tristi avvenimenti hanno dimostrato l’utilità di un corpo di Protezione civile all’altezza della situazione e capace di intervenire immediatamente a tutela della popolazione, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni derivanti da calamità naturali o da altri eventi. Per questo dobbiamo potenziare questo organismo, con mezzi adeguati ad ogni esigenza e in una struttura provinciale, a carattere permanente. Creare una rete di coordinamento provinciale per razionalizzare le risorse e avere una conoscenza delle esigenze delle singole realtà. Ripianificare il Piano di Emergenza da concertare con tutte le associazioni della Protezione Civile. Individuazione di zone adibite alla gestione e alla collocazione dei campi per le emergenze con tutti i Comuni. Sostenere i progetti atti alla realizzazione e al reperimento delle attrezzature necessarie per la realizzazione degli stessi.
Incoraggeremo una coscienza di protezione civile nei cittadini, d'intesa soprattutto con le autorità ed organi scolastici, anche sostenendo e promuovendo le attività di volontariato.
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