Elezioni Provincia di Rieti
 
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GIOSUE' CALABRERE


PROGRAMMA ELETTORALE
 

Le mie mani per ricominciare”. Con questo motto intendo riassumere i sentimenti e i propositi che mi animano nel candidarmi alla Presidenza della Provincia di Rieti per l'UDC – Unione di Centro - quando mi accingo a riprendere il discorso interrotto cinque anni fa con i miei concittadini.

Nel 2004, lasciai dopo nove anni di presidenza, convinto che avevamo bene operato. La mia Giunta, che ancora ringrazio, presentò un lungo elenco di concrete realizzazioni, insieme a programmi solo ipotizzati, ma saldi e concreti, sui quali ora tornerò a lavorare, prima per aggiornarli e poi per condividerli con le popolazioni. Cosicché si ricostituisca quel clima di reciproca fiducia tra amministratore e popolo che mi fece sentire, allora, accettato, stimato e in qualche caso perfino benvoluto.

Prima di ogni considerazione, prenderò subito due impegni.

Lavorerò immediatamente, perché in nessun modo un rappresentante della Provincia di Rieti sia escluso, in qualità di Assessore, dall'essere chiamato a far parte della Giunta Regionale del Lazio, com'è avvenuto nella corrente legislatura regionale.

Da questa esclusione, sono derivati molti danni, un deficit di rappresentanza all'interno dell'Esecutivo che abbiamo pagato salato, l'assenza di un nostro rappresentante nel momento delle decisioni che contano, quelle vere, assunte nel chiuso e di cui pochi sanno, la scarsa considerazione in cui è tenuta la Provincia di Rieti nei confronti delle altre consorelle laziali all'interno del Governo nazionale, una condizione di inaccettabile sudditanza e di assoluta trascuratezza, di cui dà testimonianza, se ancora ce ne fosse bisogno, il fatto che Rieti è l'unica provincia del Lazio che non ha un Ufficio di Corrispondenza RAI da anni, per cui essa è stata pressoché cancellata da ogni notiziario regionale, non figura nei palinsesti ed è stata privata di quei confronti con le altre realtà regionali, che attestano della vivacità e della cultura di una comunità, del suo peso nel dibattito regionale, della sua capacità di incidere nelle scelte politiche e amministrative della Regione Lazio.

La RAI, che gestisce il servizio pubblico, è venuta meno a un dovere, macchiandosi di un colpevole abuso di potere, attribuendosi la facoltà di cancellare dalla cronaca la vita di una Città, Rieti, e della sua Provincia sabina.

E' bene che l'opinione pubblica sappia, che il silenzio osservato sulla mancata istituzione di un Ufficio di Corrispondenza Rai da Rieti è avvenuto con la connivenza delle istituzioni nazionali e regionali.

Se sarò il prescelto decreterò immediatamente la istituzione dell'Assessorato alla Salaria e alle grandi Opere stradali, in quanto considero che se non inizieremo da qui, cioè dall'effettiva realizzazione dell'ammodernamento della Salaria, e quindi della Rieti – Torano e della Rieti – Terni e della Turanense e della Rieti – Leonessa, nulla di tutto quello che ho elencato di seguito in questo mio programma elettorale, avrà un senso.

La Salaria sarà insieme la nostra vita. Oppure com'è ora, la nostra lunga agonia mortale. La Salaria ci viene restituita dal Presidente Marrazzo così come gliela passammo quattro anni fa. Con amarezza dobbiamo denunciare che la Giunta Regionale del Lazio non vi ha disteso sopra un metro cubo di ghiaia di granito, né diluito un metro cubo di asfalto, ma compiuto soltanto un acrobatico esercizio di lunghissime procedure burocratiche, dilatorie e verbose. Tale fumogeno sistema, è stato tenuto in piedi fino alle deliberazioni della Giunta regionale di questi ultimi giorni, assunte a qualche settimana dalle elezioni. Esse non si sottraggono alle accuse che sorgono da ogni parte per essere tacciate di mero esercizio burocratico, ormai stucchevole, poiché sulla Salaria si continua a morire e a percorrerla da Rieti a Roma occorrono due ore e si rischia la vita ad ogni chilometro.

L'Assessore alla Salaria sarà persona qualificatissima, perché dedichi tutto il suo tempo alla soluzione di quel problema, seguendone la pratica e i percorsi dell'intero dossier.

Nel tempo in cui si svolge questa campagna elettorale, i cittadini tutti hanno preso coscienza dei problemi emersi e che concernono lo sviluppo economico, a cui sempre più guardiamo, quasi questo fosse infinito. Ma essi sono attenti anche a quel fitto intrecciarsi delle relazioni umane, che poggiano sulla condivisione dei valori senza cui l'economia resta un ambito vuoto di certezze.

In particolare, ciò avviene per la Provincia di Rieti, che è caratterizzata da uno scollamento delle comunità municipali e la cui economia è in affanno per varie cause, cui si è aggiunta la grave crisi finanziaria che, riflettendosi sull'economia reale del nostro territorio, ha falcidiato posti di lavoro, colpendo i ceti più deboli e causando non poche fratture d'ordine personale, fino a rendere incerta la stessa esistenza delle persone.

Il momento elettorale, che mobilita intelligenze e suscita anche ambiziosi progetti, così come è bene che sia, può rappresentare una leva importante per proporre ai cittadini chiamati al voto, modificazioni e cambiamenti nelle politiche inter relazionali ed economiche, nei rapporti con l'Europa e, per quel che ci riguarda direttamente, con noi tutti, all'interno della Sabina, con la Regione Lazio e con le Regioni vicine.

Bisogna ridare fiducia, credere che è possibile farcela e per questo bisogna contare sull'intraprendenza dei giovani e sulla esperienza e la saggezza dei meno giovani: i primi convincendoli che il nostro disegno vale d'essere realizzato e quindi sostenuto; ed i secondi spronandoli e sollecitandoli.

Insieme, ci compete in primo luogo, il dovere di snellire il funzionamento dell'amministrazione pubblica, di sostenere quella privata, di chiamare ad un impegno maggiore e nuovo tutte le forze sociali e ogni istituzione per mettere in campo le risorse disponibili, senza tralasciare l'accelerazione dello studio e della redazione di tutti i progetti che abbiamo definito e che si trovano sui nostri tavoli o chiusi nei cassetti, non aggiungendo un giorno di più ai termini di legge necessari per l'indizione di una gara d'asta, nella consegna dei lavori delle opere, senza più ritardi nel redigere una perizia o approvare una variante, senza dilettantismi e incertezze, servendoci di manager qualificati, seguendo ogni iniziativa in modo costante, evitando che i finanziamenti pubblici ristagnino in cassa, mentre fuori ci sono disoccupati, maestranze, operai in cassa integrazione, in mobilità, che attendono di essere occupati e risollevati dallo stato d'indigenza e, spesso, di depressione e che l'attivazione di nuovi lavori concorrerà ad impiegare in nuova occupazione.

Lo snellimento delle procedure amministrative e la relativa certezza dei tempi rappresentano uno dei punti di debolezza dell’intero Sistema Paese agli occhi di potenziali investitori. Fare di Rieti un territorio in cui eventuali investitori possano trovare Amministratori in grado di mettersi al loro fianco nell’abbattimento dei tempi autorizzativi è uno dei miei obiettivi.

Il depauperamento del patrimonio produttivo e quello dell'occupazione provinciale non dovranno essere aggravati da un comportamento colpevole e men che incisivo dell'Amministrazione, che verrebbe ad aggiungersi alla grave recessione economica, contribuendo a penalizzare le imprese e incidendo per questo, in modo fortemente negativo, sul tasso di coesione sociale, necessario per realizzare il programma che presentiamo e che comunque ne è alla base.

Il nuovo piano di sviluppo che conto di mettere in atto, consisterà, come parte di contributo diretto provinciale, nel progetto di destinare il 50% delle risorse delle spese per iniziative promozionali, per generare, secondo progetti seri e virtuosi, l'occupazione, nuovi posti di lavoro, mercato ed esportazioni, dopo aver ridotto e tagliato le spese inutili e gli sprechi dell'Ente.

Offrire risorse finanziarie e servizi a valore aggiunto a potenziali investitori, sarà una delle priorità della mia azione. Tale azione passa attraverso la creazione di forti ed autonomi Uffici studi che sappiano cogliere le tendenze del mercato del lavoro, anticiparne le richieste e fornire proposte per lavorare in maniera anticiclica. Porre le basi per offrire a potenziali investitori dei pacchetti di offerta che sappiano essere vantaggiosi rispetto a quanto possano offrire altri territori con cui si è in costante competizione. Creare sinergie con territori limitrofi in maniera tale da immaginare specializzazioni produttive anche al di fuori dei confini provinciali. Mettere a disposizione fondi per la creazione di microimprese e fondi per lo start up, grazie anche a partnership con investitori istituzionali nel capitale di rischio. Effettuare formazione continua in materia di cultura di impresa in maniera tale da poter far salire in superficie le latenti potenzialità imprenditoriali. Una amministrazione sempre al fianco dell’innovazione e della cultura di impresa, un ritorno al futuro.

I cittadini della Provincia di Rieti sono impegnati, per oltre il 60%, nel comparto dei servizi e svolgono quest'attività non all'interno del proprio territorio, ma soprattutto in quello della Capitale.

Anche se gli emolumenti provenienti da tale lavoro vengono poi spesi in Provincia di Rieti, c'è da eliminare però il grave costo della logistica per chi raggiunge giornalmente Roma e l'uso sbagliato del fattore tempo per chi trascorre giornalmente ore ed ore all'interno di un'auto o di un mezzo pubblico. Queste sono diseconomie non recuperabili, che gravano in modo sostanziale sulla crescita e sullo sviluppo della città di Rieti e dell'intera Sabina.

Pertanto, il mio proposito è di ribaltare questa assurda anomalia. Per farlo occorrerà da un lato che si creino in Provincia le condizioni per produrre servizi e attività cosiddetti di eccellenza, ubicando a Rieti le funzioni legate, ad esempio, ai servizi universitari, alla ricerca e dall'altro occorre che i collegamenti offerti dal servizio pubblico siano efficienti e non gravino sui bilanci dei pendolari e, comunque, sulla nostra forza lavoro.

Insomma, non possiamo restare spettatori dello sviluppo e della crescita di altri territori come Roma, a nostro unico danno.

Il mio fine è fare di Rieti una “Provincia d'Esportazione”, e quindi di lavoro, che punta a conquistare i mercati italiani, europei ed extraeuropei non solo con le produzioni industriali, che fortunatamente ancora permangono e sono numerose, malgrado la delocalizzazione e, più in generale, la deindustrializzazione, ma attraverso le produzioni agricole di grande rilevanza che solo in parte e in modo non coordinato ora riusciamo a stento ad immettere sul mercato nazionale ed internazionale.

Utilizzare i prodotti della nostra terra rendendoli attraenti per i mercati nazionali ed internazionali utilizzando le leve necessarie per l’ingresso nei singoli mercati target, aumentandone così il valore aggiunto

Il settore primario merita un’attenzione del tutto nuova che recuperi per primo gli aspetti meramente produttivi e che prepari l’agricoltura all’inevitabile e progressivo alleggerimento del sistema di sostegno comunitario.

E’ indubbio infatti che l’agricoltura della Provincia di Rieti è formata da un ottimo settore produttivo costituito da grandi professionalità e non mi riferisco in questo caso solo alle produzioni tipiche (olio, castagne, patate…) ma anche e in primo luogo a quelle produzioni di pieno campo (prevalentemente cereali) che solo nella piana reatina occupano circa 6.500 ettari. Non si capisce perché infatti nella patria di Nazareno Strampelli, grande genetista costitutore di varietà di frumento tenero, le colture cerealicole che dovrebbero avere un ruolo di primo piano non trovano in nessuna sede la considerazione dovuta.

La qualità dei prodotti agricoli costituisce un indubbio punto di forza al quale però fa da contro altare l’incapacità di trarre, da queste, il giusto valore aggiunto.

Nell’ottica di trasferire parte del plusvalore derivato dalla vendita dei prodotti agricoli dalla filiera commerciale a quella agricola, la provincia intende farsi catalizzatore di un sistema che aggregando gli attori del settore sia in grado di trasferire ai produttori il valore aggiunto derivato dalla commercializzazione organizzata dei prodotti agricoli.
Stiamo parlando in sostanza della creazione di un polo logistico che, attraverso una gestione consortile, abbatta i costi di acquisto delle materie prime e al tempo stesso crei massa critica di offerta con maggiori aspettative di mercato incrementando così il reddito dell’agricoltore.

Sostegno al settore primario significa anche maggiore attenzione ai criteri di controllo della fauna selvatica. La crescita esponenziale in particolare di alcune specie selvatiche (cinghiale) rendono sempre più non commisurati ai danni subiti gli indennizzi che gli agricoltori ricevono. Si rende quindi necessaria l’introduzione di sistemi di controllo della fauna selvatica quali l’abbattimento selettivo o la cattura. In tal modo, oltre a prevenire i danni, si potrebbe concorrere alla tutela degli eco equilibri che, come nel caso del cinghiale, sono decisamente compromessi. Tale opera dovrebbe essere affidata alla Polizia Locale, nonché alla Guardia Forestale, agli agenti venatori ecc… che potrebbero altresì avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attua il controllo o da operatori espressamente autorizzati sotto il controllo degli organi di polizia preposti. La possibilità di vendita degli animali catturati o abbattuti potrebbe essere un ulteriore sistema di indennizzo del danno.

L’agricoltura della Provincia di Rieti è fatta anche di molto zone con spiccato carattere di marginalità. E’ importante in queste zone permettere all’agricoltura di essere realmente multifunzionale e in grado di offrire al territorio rurale, oltre che ai prodotti agricoli, anche beni e servizi derivanti dalle molteplici funzioni economiche, ambientali e sociali che essa svolge. E’ quindi importante attuare tutte quelle iniziative che indirizzino il territorio verso un modello di sviluppo integrato Agricoltura – Turismo – Ambiente – Cultura. E’ necessario conferire alle aziende agricole nuove funzioni di tipo culturale, sociale, ricreativo dell’agriturismo, dalla vendita diretta alle attività di fattoria didattica, fattoria del gusto, fattoria aperta e fattoria sociale, fino ai servizi che è possibile offrire agli appassionati di escursioni ambientali, della bicicletta e del cavallo e persino i prodotti dell’artigianato.

Questo significa valorizzare tutte le produzioni tipiche come gli oli dop extravergine di oliva della Sabina, il Doc e l'IGT dei vini dei Colli Sabini e delle cantine di Poggio Mirteto, la IGP del vitellone bianco dell'Appennino centrale e procedere ad un rapido riconoscimento dell'IGP del prosciutto amatriciano, della trota reatina e della castagna reatina, lavorando per eliminare tutti gli ostacoli e gli impedimenti localistici che vi si sovrappongo.

Occorre valorizzare il territorio con i prodotti che questo offre come nel caso della Patata e il Radicchio di Leonessa, la Lenticchia di Rascino, i salumi e i formaggi di Amatrice, i fagioli di Borbona e di Colle di Tora, il miele delle zone montane, il tartufo del Cicolano e del Turano.

E’ necessaria una massiccia opera di promozione territoriale al fine di aumentare le presenza e il tempo medio di permanenza dei turisti sul territorio incrementando così la domanda di soggiorno e di produzioni tipiche. Strutture quali il Gal o il distretto rurale potrebbero avere un ruolo centrale in quest’ottica potendo, avvalendosi di un approccio realmente bottom-up, far convergere su questi temi i finanziamenti comunitari disponibili.

Con quel fondo del 50%, sosterremo anche le piccole aziende agricole esportatrici.

Ci sono da sfruttare, infatti, gli oli dop extravergine di oliva della Sabina, il Doc e l'IGT dei vini dei Colli Sabini e delle cantine di Poggio Mirteto, la IGP del vitellone bianco dell'Appennino centrale e procedere ad un rapido riconoscimento dell'IGP del prosciutto amatriciano, della trota reatina e della castagna reatina, lavorando per eliminare tutti gli ostacoli e gli impedimenti localistici che vi si sovrappongo, arricchendo di nuovi vigneti e di frutteti la Bassa Sabina, ampliando le produzioni, estendendo la coltivazione degli ortaggi nella Pianura reatina.

IN PARTICOLARE E' MIA INTENZIONE PROCEDERE A REALIZZARE IL PROGETTO “SHOP SABINA” insieme agli agricoltori e alle loro associazioni, con la valorizzazione delle risorse agricole locali a partire dai prodotti certificati Vino DOC e Olio DOP; la messa a sistema provinciale delle iniziative di promozione dei prodotti agricoli certificati; la creazione di un ufficio provinciale con il compito di:

Progettare e mettere a sistema la creazione di una “Filiera Corta Sabina” per le produzioni agro alimentari certificate, e per le produzioni tipiche.

Progettare e mettere a sistema una rete di piccoli punti vendita, “Shop Sabina” come “negozio agro alimentare sabino” che, riforniti dei prodotti locali rappresentino l’anello finale della “Filiera Corta Sabina”;
Gli stessi “Shop Sabina” con la collaborazione dell’Assessorato provinciale al Turismo, potranno fornire informazioni turistiche per l’area di riferimento e per tutta la provincia, insieme ad una attività di promozione locale.

La gestione degli “Shop Sabina” potrà essere affidata con procedure di evidenza pubblica:
- a Lavoratori Socialmente Utili per diminuire il precariato nei Comuni laddove esiste;
- a giovani locali che saranno remunerati mediante un contratto di “associazione in partecipazione” diventando così soci e protagonisti attivi dello sviluppo locale e troveranno una occupazione con grandi possibilità di stabilità e sviluppo:

Agricoltura progetto “Biomassa Sabina”

Creazione di un sistema intercomunale per la raccolta, valorizzazione e riutilizzo degli scarti delle lavorazioni agricole da destinare alla produzione di energia da biomassa.

Energia progetto “Energia Sabina”

La provincia metterà in cantiere un tavolo di coordinamento provinciale di bacini locali formati da Comuni omogenei i quali, dopo aver quantificato il costo di energia per le tutte utenze pubbliche entrerà in un progetto locale per la produzione di energia da fonti rinnovabili utilizzando le agevolazioni disponibili (conto energia) e la massa critica prodotta dall’unione dei bisogni energetici di diversi comuni per sviluppare un progetto di risparmio economico nei bilanci comunale ed un risparmio ambientale decisivo nella produzione di CO2.

Servizi progetto “Percorri Sabina”

La provincia finanzierà un intervento strategico pluriennale sul sistema stradale provinciale individuando sistemi di copertura finanziaria legati ai diversi progetti di sviluppo economico della provincia.

Il progetto “Percorsi Sabina” interverrà su tutto il sistema di viabilità provinciale riqualificando la sicurezza e la qualità delle strade con lo scopo di mettere a disposizione, in particolare all’agricoltura ed al turismo una nuova infrastruttura per lo sviluppo locale: una rete di viabilità provinciale con un valore strategico per lo sviluppo economico e culturale della Sabina.

Sviluppo Economico progetto “Valore Sabina”

La provincia attiverà una “Conferenza Permanente per lo Sviluppo Economico della Sabina”.

La conferenza permanente sarà organizzata per “Commissioni locali” formate dai Comuni dei bacini locali omogenei sui temi guida dello sviluppo economico individuati dalla giunta provinciale: Agricoltura, Turismo, Servizi, Industria” . Le commissioni organizzeranno periodicamente un sistema permanente di monitoraggio delle condizioni infrastrutturali del sistema produttivo locale, formuleranno dei progetti di sviluppo locale, si confronteranno con gli attori locali delle sviluppo economico, istituzioni, imprese, organizzazioni e associazioni, cittadini. Le commissioni locali produrranno un documento quale esame e proposta locale per un progetto di sviluppo economico che sarà esaminato dalla Conferenza Permanente Provinciale prima dell’evento annuale all’interno di una serie di tavoli interinali sui diversi temi d’indirizzo del progetto di sviluppo economico locale.

Dobbiamo lavorare perché le esportazioni, in quanto decisive per elevare il Pil provinciale, assorbano la gran parte dei trentamila quintali di extravergine d'olio prodotto ogni anno dalle nostre aziende ed insieme la carne dei diecimila allevamenti situati in zone montane, ove insistono pascoli pregiati. In prima analisi ci faremo portavoce dei nostri prodotti attraverso un’azione coordinata in fiere di settore, anche utilizzando gli Enti preposti per la promozione dei prodotti italiani all’estero. Successivamente tareremo la nostra azione tenendo conto del potenziale dei singoli mercati di sbocco coordinando l’azione e riuscendo a cogliere le migliori opportunità.

Così per la Patata e il Radicchio di Leonessa, la Lenticchia di Rascino, i salumi e i formaggi di Amatrice, i fagioli di Borbona e di Colle di Tora, il miele delle zone montane, il tartufo del Cicolano e del Turano.

Fare di Rieti una “Provincia di Residenze”, e quindi di lavoro, sfruttando la grande risorsa che ci è fornita dal territorio e che bene riassume il nostro slogan “La Provincia di Rieti, attraente per natura”, troppo rapidamente abbandonato, quando era divenuto un brand noto non soltanto in Italia, ma all'Estero.

Nei cinque anni che ci sono innanzi, l'obiettivo, ancorandolo al rispetto di tutte le normative e all'utilizzo dei prodotti dell'azienda nella misura fissata dalla legge, è quello di raddoppiare il numero attuale degli Agriturismo, attestandolo attorno alle duecentocinquanta unità, sfruttando la positiva esperienza conseguita dal Gal della Provincia di Rieti, che ha bene operato, così trasformando questo strumento dell'ospitalità moderna, in un qualificato biglietto da visita per italiani e stranieri, che hanno il desiderio di scegliere la Sabina come luogo di loro residenza, acquistando e ristrutturando immobili, tanto dall'aver trasferito, dopo la Toscana e l'Umbria, questa tendenza residenziale nell'Alto Lazio e particolarmente e sempre più nel Reatino, divenuta davvero la Terra della Residenza. Si dovranno recuperare unità residenziali all’interno dei centri storici, al fine di realizzare alberghi diffusi in maniera tale da non snaturare la struttura dei nostri borghi e creare la base per un nuovo e già diffuso modello di accoglibilità Saremo vincenti e dovremo essere vincenti nel momento in cui saremo in grado di offrire una ospitalità attestata a standard qualitativi uniformi, con capacità di fornire servizi adeguati alle aspettative della clientela target. Adeguare lo standard dell’accoglienza a livelli medio alti creando uno specifico marchio dell’ospitalità sabina.

Provincia di Residenze significa sviluppare con grande cura ed attenzione il processo di internazionalizzazione del nostro turismo, che oggi conta come mai prima, in alcuni strumenti decisivi quali il Cammino di Francesco, la Via Francigena di San Francesco, la Via Carolingia e la Via Benedicti e, insieme, può puntare sulle grandi manifestazioni internazionali dello sport.

Va continuata, pertanto, la Campagna di Comunicazione e Marketing “Sabina. Esci dalla Quotidianità”, a livello della Capitale, iniziata dal Gal della Provincia di Rieti, di cui l'anno scorso è stata realizzata la prima annualità. Vanno studiati e monitorati i flussi in entrata in Italia e in uscita dai mercati più ricchi, senza tralasciare altre specifiche nicchie, adeguando l’offerta al nostro target con campagne e rapporti personalizzati. L’obiettivo è quello di innalzare i tassi di occupazione delle nostre strutture ricettive (di almeno il 20%), creando occasioni di presenza anche in periodi non notoriamente di alta stagione, sfruttando sia le specificità della nostra terra e intercettando, soprattutto nella Sabina Romana, parte del flusso turistico diretto alla Capitale che può essere immensa risorsa se non vissuta in maniera puramente di subalternità.
Il turismo in provincia di Rieti sta mutando in modo significativo grazie ad una serie di fattori che, a partire dal Grande Giubileo del Duemila, ne hanno ridisegnato gli obiettivi ed i prodotti, introducendo elementi di novità e mettendo in rilievo quali finalità di fondo, il turismo culturale e religioso.

Da una promozione indistinta si è passati all’individuazione di strategie di maggiore incisività che hanno creato alcuni “prodotti” come la “Via del Sale”, nata nel 1997 con un protocollo d’intesa firmato presso l’abbazia di Farfa tra regioni, province e comuni capoluogo interessati dal suo percorso e che oggi sta conoscendo la sua piena attuazione. In questo senso dovranno essere riattivati in modo più incisivo i collegamenti con la provincia gemellata di Ascoli Piceno in modo tale che la conca di Amatrice possa tornare a svolgere pienamente il suo ruolo storico di collegamento tra Piceno, Aquilano e Reatino, immaginando e creando eventi che possano fare da volano per la promozione del brand in oggetto

Nell’ambito del turismo religioso “Il cammino di Francesco” ha dato l’avvio ad un percorso che sta conoscendo un notevole successo mentre più problematici sono gli altri itinerari che si stanno costruendo nella prospettiva di creare legame con Assisi e Roma, posti troppo affrettatamente sul mercato. La realizzazione di strutture di accoglienza citate, la realizzazione di spazi all’interno del percorso in cui ci si possa calare fortemente nei luoghi che hanno fatto da contorno all’esperienza mistica del Santo Francesco, possono aiutare i visitatori e pellegrini anche a cogliere in maniera migliore il Suo messaggio.

In linea generale, si dovranno mettere in atto alcune delle azioni che già vengono normalmente utilizzate in ambito turistico: penso alla possibilità di utilizzare le nuove tecnologie per attivare una serie di informazioni che il turista può avere passando di fronte ad un monumento o all’interno di una vallata.

Un grande problema da risolvere è costituito dallo sviluppo del Monte Terminillo, impaniato in una serie di visioni contrapposte sulle strategie da portare avanti e dal sovrapporsi di competenze, su questo punto sarà necessario recuperare un minimo di concretezza per sfruttare al massimo tutte le prospettive stagionali dal Terminillo “bianco” a quello “verde” e nel migliorare strutture sciistiche e servizi offerti in sintonia con il versante leonessano del massiccio. L’obiettivo del prossimo triennio è quello di mettere in atto azioni per non legare le fortune della nostra Montagna alla sola presenza della neve. Si metteranno in atto tutte le azioni per rendere appetibile la montagna al di fuori della stagione invernale, immaginando percorsi e servizi utili per attirare turisti potenziandone l’immagine. Il miglioramento delle condizioni per la fruibilità degli impianti sciistici sarà un’altra delle priorità.

Nella conca reatina da ricordare in particolar modo la Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile le cui potenzialità, anche in vista di massicci investimenti mirati al miglioramento della fruibilità e dei percorsi, sono in grado di crescere, specie dopo che saranno realizzati e completati i progetti per il potenziamento del Centro visite di Ripasottile, entrata in funzione della Stazione Orinitologica, le Vie d'Acqua e della Fede, l'impianto fotovoltaico nel Centro visite del Lago Lungo.

Finalmente, dopo una lunga e troppo complessa gestazione, sta prendendo l’avvio la navigabilità turistica del Tevere impostata con i fondi CIPE stanziati nel 1997, che potrà costituire l’intervento portante per un effettivo sviluppo turistico della Sabina tiberina da Fara in Sabina a Magliano Sabina con i due grandi poli turistico-culturali dell’abbazia benedettina di Farfa e di S. Maria a Vescovio, antica sede della diocesi di Sabina, e con gli innumerevoli insediamenti fortificati che ne punteggiano il territorio, compresi i paesaggi ambientalmente pressoché incontaminati dei monti Sabini e la Riserva naturale del Tevere-Farfa. La navigabilità del Tevere rappresenta una grande potenzialità nello sviluppo del turismo basti pensare alle possibili mete presenti al di fuori dei confini nazionali in relazione alle vacanze in barca e, quindi , alla possibilità di creare un ulteriore volano di accessibilità alle bellezze del territorio.

Le valli del Turano e del Salto sono interessate dalla presenza di due bacini artificiali le cui potenzialità turistiche non sono adeguatamente utilizzate, anche se il bacino del Turano sembra avere strutture di servizi più avanzate. Un impegno specifico dovrà essere avviato in particolare nel Cicolano per migliorarne le capacità di accoglienza e soprattutto i servizi offerti tanto lungo il perimetro lacuale quanto valorizzando in modo più incisivo i centri storici ed i bacini intermontani in quota, Rascino, Cornino, Aquilente ed i relativi percorsi naturalistici di particolare suggestione, come quelli presenti sulle montagne della Duchessa.

Utilizzare la risorsa acqua, con le varie tipologie presenti nel territorio provinciale stimolando la creazione di strutture che sappiano fornire risposta alla crescente richiesta di cura della persona e ricerca del benessere. Ampliando e slegando il concetto dell’acqua a soli scopi curativi. In tal modo, senza tralasciare gli aspetti benefici, si potranno intercettare una specifica nicchia di turisti disposta a concedere la rigenerazione del proprio corpo a strutture che sappiano creare ambienti idonei, offrendo tutta una serie di servizi culturali.

Per questo s'impone lo sfruttamento delle risorse termali, ad iniziare da un progetto di raddoppio delle Terme di Cotilia, cui lavorerò con particolare impegno.

Il territorio della provincia di Rieti è connotato da una notevole quantità di beni culturali, le cui potenzialità sono in larga misure inespresse, data anche la difficoltà che hanno i singoli comuni di affrontare il problema della valorizzazione dei loro beni culturali, perché non è sempre agevole creare un sistema di maglie e di itinerari più complessi in grado di far aumentare la visibilità e la capacità di attrazione di queste aree cosiddette “minori”, aggregandole in progetti di maggior complessità, ma anche di maggiore efficacia. Anche la rete dei musei che sono stati creati nel tempo, in particolare dal 1996 al 2004, stenta a decollare per mancanza di coordinamento e di sostegno da parte dell’amministrazione provinciale che ha depotenziato le sue strutture burocratico-amministrative in questo settore. La gestione pubblica dei beni culturali va dunque rivista, ridisegnata e riorganizzata su altre basi, nella piena convinzione che il pubblico debba mantenere con saldezza nelle sue mani le linee strategiche di intervento, i processi decisionali ed il controllo del sistema di gestione, che potrà invece essere aperto all’intervento del privato, senza il quale non si potrà ottimizzare il ritorno economico dei singoli beni.

Aprire il territorio agli interventi di investitori provenienti da altre realtà territoriali, richiamare ed organizzare manifestazioni che possano innescare una contaminazione con altre culture e sensibilità, non possono che essere il nostro riferimento. Vari studi sono stati realizzati a tal proposito e tutti hanno portato alla conclusione che realtà aperte culturalmente alle diverse culture e sensibilità sono quelle che hanno mostrato la maggiore crescita economica..

Nel settore della conoscenza dei beni culturali sul territorio provinciale dovrà essere attivato il recupero dei progetti metodologici già avviati dalla precedente amministrazione provinciale e che hanno consentito di attuare interventi significativi ed incisivi nel mondo della scuola per mezzo del “progetto scuola”, con la realizzazione di corsi di aggiornamento per docenti di scuola elementare, media e superiore, e della “settimana provinciale dei beni culturali”, con mostre ed iniziative diffuse sul territorio, tese alla conoscenza ed alla valorizzazione dei beni culturali provinciali in stretta collaborazione, in particolare, con il mondo scolastico.

Calare gli alunni nelle realtà che hanno portato alla realizzazione di alcune opere, farli sentire partecipi nella rievocazione della storia del territorio è un grande processo di investimento del territorio. Formare cittadini fieri della propria storia e consapevoli delle bellezze e delle potenzialità del territorio è la base per creare uno sviluppo duraturo.

La “settimana provinciale dei beni culturali”, intimamente collegata al progetto scuola ha, anch’essa, contribuito non poco alla valorizzazione dei beni culturali della provincia consentendo la loro conoscenza a strati sempre più ampi della società locale, con significative ricadute nel campo culturale. Un appuntamento che merita di essere potenziato ulteriormente, pur mantenendo attenzione alla qualità scientifica degli enti, delle scuole e delle associazioni che intendono partecipare all’iniziativa, con attività e mostre di vario genere che coinvolgano, in un progetto didattico finalizzato, il mondo della scuola.

Un ulteriore risorsa che meriterà di essere adeguatamente sfruttata è costituita dai centri storici, risorsa di grandi potenzialità, spesso dilapidata per interventi improvvidi che ne hanno profondamente alterato il tessuto medievale e moderno di questi antichi centri fortificati. La “settimana provinciale dei beni culturali” mira anche a suscitare ad una nuova attenzione per questo tipo di problematica spingendo le scuole, in particolar modo nei paesi minori, a studiare i centri storici di loro pertinenza, così come gli insediamenti abbandonati presenti sul territorio.

In questo settore potranno essere stimolate ed aiutate tutte quelle iniziative che mirino a coniugare la frequentazione ed il riuso dei centri storici, immaginando, come già detto, la realizzazione di alberghi diffusi,aprendone spazi poco utilizzati o poco noti come cantine o palazzi e giardini storici, con manifestazioni mirate a valorizzare la storia dell’insediamento, dell’artigianato e delle tradizioni culturali locali in particolare in centri caratterizzati da un forte valore storico-culturale, nei quali sia possibile attivare manifestazioni coordinate ed integrate. Altrettanto importante è l’aderenza dei progetti alle linee programmatiche che l’amministrazione provinciale dovrà delineare in questo settore e che mirano in particolar modo al recupero dell'identità culturale locale”, vista come fattore non secondario per ridurre ad unità culturale un territorio provinciale connotato, invece, da grande variegatura di percorsi storici e politico-istituzionali.

In questo campo è necessario stimolare una migliore progettualità, permettendo anche a piccoli comuni o ad associazioni minori, che altrimenti potrebbero essere esclusi, di ottenere finanziamenti aggiuntivi per le loro manifestazioni sempre legando le stesse ad un filo conduttore univoco che non risponda a singoli interessi di campanile. Si è molto insistito, inoltre, sull’esigenza di non confondere sullo stesso piano le iniziative culturali da quelle meramente e puramente di spettacolo, pur utili, ma non ritenute strategiche, nel senso che non sono mirate ad un’effettiva crescita del livello culturale provinciale attraverso il coinvolgimento attivo e partecipe della società locale nelle sue diverse stratificazioni.

La Provincia di Rieti ha estremamente bisogno di nuova vitalità artistica che sia, insieme, strumento strategico di attrazione turistico-culturale sia mezzo fondamentale di crescita e arricchimento esistenziale, soprattutto per le nuove generazioni.

Riteniamo che la forma artistica del teatro possa, a tal proposito, rivelarsi assolutamente efficace sia per lo sviluppo territoriale, sia per stimolare la nascita di una realtà coordinata e visibile all’ “esterno”: un Laboratorio Internazionale e Stabile di Ricerca Teatrale.

L’idea è di mettere in rete le realtà esistenti (pur rispettando la loro autonomia artistica) in prima istanza sul territorio provinciale, e via via su quelli regionale, nazionale e internazionale, al fine di fare di Rieti una sorta di Centro di Eccellenza della Ricerca in campo Teatrale (e, nel contempo, di far circolare conoscenze, esperienze e competenze).

Altro obiettivo è quello di creare, una realtà artistica che produca spettacoli da esportare in sedi extraprovinciali.

Il Laboratorio Internazionale e Stabile di Ricerca Teatrale potrebbe in seguito (per la sua collocazione nella Valle Santa) essere anche coinvolto nell’Animazione di realtà come “Il Cammino di Francesco”, di contesti urbani a particolare valenza architettonica e storica o nella Ricerca Teatrale in campo biblico e/o religioso, dando un contributo sostanziale, se divulgato in modo sistemico e non occasionale, al Turismo, specialmente religioso, nel nostro territorio, producendo un notevole indotto e dando una risposta concreta al bisogno occupazionale.

Il Laboratorio Internazionale e Stabile di Ricerca Teatrale infine, potrà collaborare con importanti Realtà già esistenti (Il Conservatorio e Il Festival di Danza).

CONTRIBUTO SULLE POLITICHE GIOVANILI

La Provincia di Rieti viene spesso dipinta come un’isola felice anche se è percepibile, a livello giovanile, un disagio latente che presenta almeno tre tipologie di “sbocchi”: fuga dal territorio dovuta alla mancanza oggettiva di opportunità lavorative e formative, alcoolismo ed uso di nuove droghe dovuti ad una sorta di noia o “apatia” esistenziale per la carenza di stimoli “non virtuali”e, infine, depressione e suicidio dovuti, anche, all’assenza pressoché totale di confronto e “dialogo” con parametri di riferimento costruttivi come la famiglia, la scuola, i centri giovanili ecc..

Oltre, quindi, alla necessità di sviluppare, in sinergia con tutti gli “attori” istituzionali e non, serie politiche per il rilancio occupazionale e il sostegno dei nuclei familiari, riteniamo opportuno sollecitare la necessità che i centri e le comunità giovanili del territorio, soprattutto quelli non privati, ossia coordinati da professionisti o associazioni debitamente incaricati/e dalla P.A., portino avanti, anche, auspicabilmente, in sinergia con le scuole, azioni non solo di natura ludico-ricreativa o sportiva, ma soprattutto finalizzate al confronto aperto su tematiche concrete come la droga, il sesso, l’aborto, la guerra, il lavoro, l’eutanasia..(tramite l’organizzazione frequente di dibattiti, convegni, conferenze di cui gli stessi giovani siano, insieme ad eventuali esperti, protagonisti).

Siamo convinti che questa impostazione sia vincente, nel medio, lungo periodo.

Inoltre le strutture giovanili dovranno, rispetto al passato, sviluppare “progettazione europea” dando, in prima persona il loro contributo, sia in fase di elaborazione e stesura che in fase di realizzazione (scambi culturali europei ecc.).

Un Assessorato specifico sarà destinato a curare questo settore, ponendosi, fra l'altro, l'obiettivo di costituire un FORUM DELLO SPORT in cui far partecipare i titolari e le associazioni che gestiscono in proprio gli eventi, per razionalizzare e coordinare i processi finanziari che li sostengono.

Insieme ai miei amici, mi sono posto l’obiettivo di rigenerare la politica provinciale, iniziando dall’Università, per la quale è già tardi non l'aver prescelto ancora un'area per la sua sede definitiva, che non potrà essere lontana dal Centro e che va certamente individuata all'interno delle aree industriali dismesse a nord della città. Ed insieme progettare accanto una moderna e sicura Casa dello Studente.

Per il progetto della Sede universitaria e della Casa dello Studente bisogna recuperare rapidamente.

Mi propongo, perciò, di assegnare lo studio di un progetto di massima, che deve avere la precedenza assoluta su tutto, essendo l'università una delle risorse di cui non possiamo più fare a meno e che va curata quotidianamente tanto che il nuovo Assessore vi si dovrà dedicare con competenza ed assiduità assolute, circondandosi di esperti.

Il Prof. Luigi Frati, presidente della Sabina Universitas e della Sapienza, bene ha fatto a interpretare il pensiero di tutti gli enti aderenti al Consorzio universitario di Rieti, e così ad intraprendere l’iniziativa di solidarizzare con l’Università degli Studi dell’Aquila, colpita pesantemente dal terremoto, per dare ospitalità a docenti, studenti e tirocinanti, rafforzando gli strettissimi legami che ci uniscono al vicino ateneo abruzzese, frequentato da tanti giovani sabini.

Nel recente passato firmammo con l’Aquila alcune convenzioni che assicuravano scambi di didattica, ricerca e di esperienze.

La lungimiranza degli amministratori di allora potrà influire significativamente sulle politiche collaborative di oggi e produrre quel clima di rinnovati scambi, già in vita nell’anno 2000 e in quelli seguenti, così che potremo tornare a sperimentarne i positivi risultati.

Non c'è dubbio che per il nuovo Anno Accademico 2009/10 le nuove immatricolazioni subiranno un incremento notevole per evidenti ragioni, assumendo Rieti la funzione di sede universitaria da scegliere per le Facoltà che vi funzionano e per la tranquillità e la serenità che la città assicura agli studenti. Immaginare uno o due centri di sviluppo di eccellenza legate alle tematiche del territorio come la gestione dei beni culturali e l’economia del turismo, specializzazioni in finanza aziendale, in ingegneria meccanica e energie alternative, dovrà essere l’obiettivo della nostra attività di Governo.

Per questo, ritengo sia necessario discutere e affrontare alcune questioni in vista dell’espansione del nostro Polo universitario che è da riprendere, come obiettivo prioritario.

Una delle prime prime nasce dalla notizia che la Conferenza Stato – Regioni ha stabilito di avviare una specializzazione post laurea in chirurgia d’urgenza, per i medici destinati al 118. Dopo una verifica delle disponibilità esistenti qui a Rieti, quale ad esempio l’attrezzato e del tutto nuovo pronto soccorso di cui è stato dotato di recente l’Ospedale generale provinciale S. Camillo de Lellis ed altri reparti collaterali, come ad esempio il del tutto nuovo Reparto di Cardiologia, inviteremo la Sapienza ad esaminare la possibilità di destinare tale nuova specializzazione al Polo universitario reatino.

Il rapporto fra Università e Ospedale va incentivato e potenziato in quanto, i due enti non possono che ricavare bene da un'intensità di nuove e migliorate relazioni, poggianti su di un'attività di reciproca collaborazione che già ora ha portato ad una qualificazione maggiore delle professionalità e a una crescita della considerazione e della stima delle popolazioni nei confronti della rete ospedaliera reatina e della stessa Università.

La Sanità, in questo quadro, ha più di un problema da risolvere, quale l'assoluta conservazione dell'attività degli Ospedali periferici, i quali sono un presidio indispensabile per consentire l'attività umana a Amatrice, Magliano, Poggio Mirteto ed evitare ogni ulteriore spopolamento.

Inoltre, non può essere non considerata come una priorità assoluta quella di assicurare il necessario sostegno alle Residenza Sanitarie per Anziani e per la Riabilitazione, come quella che appaltammo nel 2004 e che è in via di completamento in Via Togliatti.

Inoltre, Architettura degli Interni e Allestimento, Disegno industriale, Restauro e Conservazione dei Beni Architettonici, entro uno di questi tre indirizzi potrebbe essere scelto il nuovo corso di laurea della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma che l’attivazione di una sezione del Liceo artistico presso l’Istituto d’Arte “Antonino Calcagnadoro” di Rieti, annunciata per il prossimo anno, impone, almeno come iniziale riflessione, agli organi direttivi della Società Consortile Sabina Universitas.

Per il futuro del nostro Polo universitario, si evidenzia l’importanza d’istituire nuovi corsi, non appena le condizioni di legge e le risorse economiche necessarie lo consentiranno, condividendo con i Soci del Consorzio la necessità di compiere ulteriori sacrifici d'ordine economico e convincendo la Regione Lazio che gli stanziamenti fino ad ora accordati al Polo universitario reatino vanno almeno triplicati.

Tra questi e all'interno di quelli della Facoltà d'Ingegneria, la specializzazione per la prevenzione e la gestione progettuale in funzione antisismica, cui si affianchi, collateralmente e da parte della Pubblica Amministrazione ad una generalizzata verifica dello stato di stabilità di tutti gli edifici.

Tutto questo si rende necessario per ravvivare l’interesse dei giovani residenti nel bacino di raccolta delle immatricolazioni, che riguardano l’Italia centrale e ora ancor di più il Meridione, e per riprendere la politica di novità e d’impulso sulla quale tutti abbiamo concordato a suo tempo, apportando in modo unitario e appassionato il contributo e il lavoro di ciascuno, indispensabili per passare dalla vecchia Fondazione Sabina Universitas, che fu assai utile, alla sottoscrizione con l’Università la Sapienza, nell’anno 2000, della Convenzione fondante dell’attuale Polo. Da qui sono scaturiti indubbi successi nella didattica e nella ricerca, dovuti all’opera della qualificata e motivata docenza. E da allora il numero degli iscritti non è mai diminuito e anzi è cresciuto ogni anno e si è ampliato il numero dei Master.

Provincia di Residenza, ecco di nuovo il brand che si esplica ancora di più nell’ampliamento dell’offerta universitaria che darà anche lo stimolo allo sviluppo di molteplici settori dell’economia sabina. Non vi è dubbio alcuno, infatti, che il processo di sviluppo universitario vada ripreso in modo ancor più incisivo oggi che ce n’è maggiore bisogno e che abbiamo la capacità, insieme alla possibilità, di proporci quale serena, tranquilla ed assai economica città di residenza universitaria per tanti giovani del Centro Sud, collocandoci su questo singolare mercato della concorrenza universitaria, così come già avviene, con molti titoli da esibire sull'assoluta qualità degli studi e della ricerca. Ad iniziare dell'efficienza e dalla modernità e aderenza al mercato del lavoro, dei corsi di laurea rilasciati dalla più grande università europea, quale è la Sapienza e della Tuscia, così come avviene nella sede universitaria di Rieti e dei Master, con sono assai frequentati e di alta qualità tanto da richiamare giovani laureati da tutta Italia.

Da questo versante sarà necessario richiedere alla SAPIENZA, l'istituzione nella sede di Rieti di un Corso di laurea magistrale nella Facoltà di Medicina (BIENNIO DI SPECIALIZZAZIONE) e alla TUSCIA UN CORSO DI LAUREA MAGISTRALE (BIENNIO DI SPECIALIZZAZIONE) della Facoltà di Agricoltura.

C'è, perciò, l’indispensabile necessità di riprendere il nostro innovativo Progetto del Master Internazionale per lo Studio e la Gestione integrata delle Acque, legato anche all’attivazione dell’Ambito Territoriale Ottimale 3 su cui si era accentrato l’interesse di Atenei di altre nazioni e d’importanti e qualificate industrie nazionali e internazionali. Ed insieme l'istituzione di una Scuola di Alta Formazione sulla sicurezza e la manutenzione degli edifici. Lo impongono le attese dei giovani e delle loro famiglie, perché il Polo universitario non è stato soltanto un investimento culturale, ma anche un programma di sviluppo generale del territorio.

Gli enti locali che contribuiscono in modo rilevante al sostegno del Consorzio con propri finanziamenti, vi hanno visto lo stimolo indispensabile per motivare la società locale, inserire nei settori produttivi nuove intelligenze e costruire un progetto ambizioso, che ci fa ancora sognare e per il quale nutriamo altra speranza d’innovazione e di sviluppo collegata al territorio, all’industria, alla medicina, all’agricoltura e alle foreste.

L'occasione di riprendere lo slancio sotto la qualificata presidenza del Rettore Frati, ce la offre ora l’annuncio che dall’1 settembre 2009 sarà attiva a Rieti una nuova sezione di liceo artistico, che è un fatto dal rilievo storico solo perché per quasi quaranta anni, tale traguardo, pur inseguito, non si era riusciti a raggiungere.

Ancora, Provincia di Residenza per il Conservatorio musicale, che sviluppatosi per attività e corsi, sotto la guida dell'Accademia di Santa Cecilia, potrà accrescere la residenza di studenti e di studiosi di musica.

Grandi risorse legate alla conoscenza, (da noi iniziano a divenire sufficienti grazie alla presenza dell'Università) e alla tecnologia (di cui non siamo privi per l'attività delle industrie sabine) attendono di essere applicate, utilizzando finanziamenti pubblici e investimenti privati per puntare a uno sviluppo equo e sostenibile in cui, particolarmente i cristiani, hanno il dovere di impegnarsi, sviluppando il progresso economico e sociale e la cooperazione tra le associazioni, gli enti e i cittadini.

Con questo spirito ci accingiamo a sostenere convinti le iniziative assunte dall'ASI per il Polo della logistica di Passo Corese, che creerà numerose occasioni di occupazione e di generale sviluppo e dei nuovi progetti per il nucleo industriale reatino tra i quali figurano i programmi di raddoppio dello stabilimento della Baxter e il consistente incremento di quello della Toggler, società altoatesina che produce a Rieti prodotti per l'edilizia apprezzati e distribuiti in Europa e nei Paesi di tutto il bacino del Mediterraneo.

Va ripresa, pertanto, l'iniziativa industriale nel nucleo di Borgorose, contribuendo a dare alla gente la speranza di superare la crisi occupazionale e di credere alla bontà dei propositi, di favorire il lavoro e la scuola, di chiudere definitivamente le vicende ancora aperte del precariato e degli LSU, battendosi per risolvere quella preoccupante dell’ex Alcatel, facendo assurgere a problema nazionale quello che, concretamente, non è soltanto una questione locale. In quest'ultimo caso si avverte, tra tutte le altre gravissime inadempienze, come non sia stato rispettato l'impegno di inserire la RITEL nei lavori del Progetto satellitare Galileo, quando invece tutto questo era stato assicurato in più di un “tavolo ufficiale” e come sia stato praticamente quasi ininfluente il ruolo esercitato da FINMECCANICA a fronte delle decisioni assunte dalla Giunta Marrazzo nell'ambito del distretto tecnologico dell'aerospazio, sulla base dell'accordo di programma quadro 6, nel luglio 2005 tra Finmeccanica e Filas, per la realizzazione del Galileo Test Range (GTR) relativo alla costituzione, in territorio laziale, di una struttura permanente per la validazione del segnale Galileo.

Nella crisi degli investimenti, il futuro raddoppio Baxter non è solo un'opportunità da non mancare, tenuto conto che nei sei stabilimenti posseduti in Italia dalla multinazionale americana, quello di Rieti ospita la divisione Hemophilia, che si occupa della lavorazione del sangue e che assieme alla Divisione Hospital Care, fattura l'80% dei 380 milioni di euro cui ammonta il ricavato Baxter nell'anno. Così come non è solo un'opportunità l'impegno a facilitare il raddoppio della Toggler, il cui progetto di ampliamento prevede l'assunzione di diciotto nuovi addetti, quasi raddoppiando quelli esistenti.

Per facilitare il lavoro, ci impegneremo perché siano rapidamente smobilizzati i crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione e per l'anticipazione di depositi fiscali e governativi e per l'ampliamento dell'attività e dei servizi offerti nell'incubatore di imprese e in favore delle aree interne della provincia; per la realizzazione di un contratto d'area, creando un pacchetto di convenienze volto a consolidare le aziende esistenti nel territorio reatino e a favorire nuovi insediamenti produttivi, con ogni altro tipo di attività; stretta collaborazione con l'università per sviluppare la ricerca e l'attività di laboratorio, anche in funzione delle esigenze delle aziende reatine; favorire l'attività delle industrie reatine collaborando a qualificarne le iniziative.

In questo quadro, diventa centrale procedere ad una revisione generale del Piano Servizi Cotral dal lato della valenza pubblica e nel contempo stilare un piano di coordinamento con i Comuni per la gestione degli Autovelox in chiave di prevenzione e sicurezza e non come fonte di entrata per sanare insufficienze di bilancio e quindi a danno degli automobilisti.

Va studiato da subito, per evitare contrasti e proteste e per insistere lodevolmente nell'attuazione di una politica dell'ambiente, un Piano regolatore provinciale delle Antenne e un Piano regolatore provinciale per le Energie Alternative.

Per il commercio provinciale emerge la presenza eccessiva di grande distribuzione sul territorio, mentre si intravedono ancora spazi per lo sviluppo della media, se coniugata con altri fattori quali l'artigianato artistico, l'enogastronomia ed il turismo.

La prima emergenza quindi è quella di bloccare ulteriori insediamenti di grandi dimensioni prevedendone il divieto nel documento di programmazione per il commercio che la Regione Lazio si accinge ad approvare. Quindi occorre stimolare nuovi insediamenti di medie dimensioni da parte di imprese che già esercitano l'attività e vogliono condividere un progetto intersettoriale quale il distretto del commercio.

La seconda emergenza è fronteggiare l'indebolimento del sistema commerciale di vicinato che segna un pericoloso arretramento numerico. Il primo trimestre 2009 ha evidenziato un saldo assai negativo tra iscrizioni e cessazioni tenuto conto che chi chiude ha una storia, una professionalità, mentre coloro che aprono sotto questo profilo sono molto più deboli.

La problematica diventa ancora più grave nei piccoli centri dove la chiusura di un esercizio commerciale può causare la negazione per i residenti, molto spesso appartenenti alle fasce deboli, dei più elementari servizi. E' necessario adottare direttamente o farsi promotori di iniziative premiali per i piccoli negozi alle prese con una forte contrazione dei consumi, con l'aumento delle spese generali e con una contrazione del credito.

In sintesi si deve programmare seriamente lo sviluppo della rete distributiva (sede fissa, aree pubbliche e pubblici esercizi) perché il mercato in una fase così critica non ha capacità di autoregolamentazione e l'assenza di regole favorisce soltanto le grandi catene.

La coesione sociale diventa elemento per aver fede che lo sforzo comune produrrà la rinascita e il benessere per tutti.

Per questo proponiamo una nuova alleanza tra lavoro e famiglia, secondo i risultati scaturiti dal Forum per le Persone e le Associazioni di Ispirazione Cattolica nel Mondo del Lavoro, tenutosi il 15 aprile scorso a Roma, con tema “Valori Cristiani e Lavoro nel III Millennio”.

La nuova Provincia che immagino, ridisegnata dall'attuazione della Legge sul Federalismo, attraverso la istituzione della città metropolitana di Roma e con l'aggregazione di nuove aree che si determinerà per quel che concerne la riunione della Sabina romana a quella reatina, si proporrà di incidere fortemente nel dare centralità alle prestazioni sociali e al ruolo della famiglia, che dovranno assurgere ad un ruolo di attori primari.

Queste le leve suggeriteci dal Forum e che ci appresteremo ad attuare:

1)la riduzione dei costi per i servizi alla persona sostenuti dalle famiglie, migliorando la qualità delle prestazioni e riducendo il lavoro sommerso;

2)l'aumento delle diverse forme di sostegno al reddito per chi perde il lavoro in funzione del numero dei componenti a carico;

3)l'incentivazione ed il sostegno degli investimenti delle famiglie nelle piccole imprese.

Secondo il nostro progetto di completa innovazione del settore, procederemo a varare un sistema di voucher universale, già attuato in diversi Paesi europei, assegnando un certificato a cui corrisponderà un determinato valore monetario, che potrà essere speso per ragioni specifiche o per l'acquisto di specifici beni.

Sperimenteremo l'erogazione dei servizi alla persona personalizzati attraverso il voucher universale; valorizzeremo la natura giuridica del voucher universale e il raccordo con le prestazioni occasionali di tipo accessorio; amplieremo la copertura finanziaria del sistema dei vouchr soprattutto per assicurare che i servizi alle persone con essi pagati, siano adeguati ai bisogni degli anziani, delle persone non autosufficienti o con disabilità, alle famiglie incapienti o monoparentali.

Nel quadro dell'assistenza, va ripensata la nostra politica dell'immigrazione. Non c'è dubbio alcuno, come ha rilevato il Forum per le Persone, dell'esistenza di un sempre maggiore “disordine nei flussi migratori, dell'illegalità crescente, del lavoro sommerso, delle carenze dei servizi di supporto che sono le amplificazioni di problemi storici della nostra Italia e che rischiano di essere aggravati dalla crisi economica. Problemi che interrogano la cattiva coscienza di una comunità che continua a richiedere manodopera per il lavoro che gli italiani non vogliono fare, ma che non si dispone adeguatamente ad accogliere queste persone”. Le buone politiche del lavoro dovranno valorizzare il merito, la produttività e consentire la partecipazione dei lavoratori ai risultati delle aziende.

La mia candidatura alla Presidenza della Provincia trae origine da una larga esigenza riscontrata nella realtà reatina di dare voce a una cultura politica che si riferisca al Popolarismo e ai valori del Cattolicesimo democratico, assicurando la laicità dei comportamenti politici ed amministrativi, che sempre più sono oscurati da una politica troppo “semplificata”, che perde di vista la sempre maggiore complessità sociale con la conseguenza di non dare le risposte attese dai cittadini.

Il mondo che noi intendiamo rappresentare e da cui traiamo forza, può invece fornire un contributo attualissimo in termini di proposte e di riflessioni, perché più che mai è attuale la proposta che deriva dalla Dottrina sociale della Chiesa per superare i contrasti e le divisioni, dare stabilità al lavoro e al reddito, rappresentare gli ultimi, sanare le divergenze tra generazioni giovani e quelle anziane.

Mi riprometto, pertanto, di riprendere i contatti con le autorità ecclesiastiche che vi sono tenute e del laicato, per riportare a Rieti le sessioni della Settimana Internazionale di Studio della Dottrina sociale della Chiesa, che negli anni scorsi ebbero così grande successo a livello internazionale, per dibattere ed aiutare i popoli delle aree povere del mondo.

Dobbiamo puntare al benessere vero e reale delle persone, restituendo ai valori la loro centralità nella finanza e nella produzione e la solidarietà dovrà esprimersi realmente nei processi economici, evitando che molti cittadini vengano esclusi dalla comunità del lavoro, da quella della scuola, della produzione, del commercio, della cultura.

Dobbiamo creare un sistema provinciale che dia a tutti l'accesso alle conoscenze, alle tecnologie e alle risorse, che riduca i rischi della perdita del lavoro mettendo i campo protezioni sociali, come quelle sopra annunciate, particolarmente attente a favorire l'inclusione delle persone nel mercato del lavoro, dal momento che esse sono state formate nei nostri istituti secondari, presenti sul territorio e soggetti a continua qualificazione, e nell'Università che, ripeto, dobbiamo arricchire di idee, lavoro, dedizione, risorse.

Un'istituzione come la Provincia deve collocare la persona umana nella sua interezza, al centro della propria azione politica ed amministrativa, proteggere e sostenere i nuclei familiari, specie quelli più numerosi, favorire la ripresa dell'indispensabile processo di natalità, che è la forza del nostro futuro, sviluppare forme di sussidiarietà che non lascino all'improvvisazione l'utilizzazione delle grandi risorse del volontariato, ma ne incanalino le attività verso i reali bisogni della gente, privilegiando, per quanto possibile, le Associazioni che fanno davvero assistenza e supplenza dello Stato, così come le Caritas diocesane, le Associazioni come l'Alcli, eccetera.

A quanto ho già scritto sopra, mi pare necessario riconoscere il ruolo di sussidiarietà della famiglia quale luogo di cura, educazione ed assistenza non solo per i figli ma anche per gli anziani, i diversamente abili, i non autosufficienti, diventerà compito centrale della Provincia. Ciò sarà così anche meno oneroso per lo Stato e più efficace mettere a disposizione fondi per le famiglie, come il voucher universale, piuttosto che per strutture adibite a svolgere compiti di mera assistenza.

In tale prospettiva e per gli:

ASILI NIDO: si punterà al raggiungimento della copertura territoriale degli asili nido del 33% (obiettivo di Lisbona) anche attraverso la sperimentazione di nuove forme di servizio all’infanzia (asili aziendali, asili condominiali, tagesmutter).

MICROCREDITO: Costituzione di un fondo per il microcredito da destinare alle famiglie meno abbienti che non riescono ad avere accesso al credito bancario. Il fondo verrà alimentato da una dotazione iniziale dell’Ente, dalle Fondazioni bancarie e da prestiti a tasso zero di privati, che potranno godere della deducibilità sull’importo prestato. Istituzione di un organismo (gestito dalle associazioni per la famiglia e quindi svincolato dal sistema bancario) finalizzato ad offrire consulenza finanziaria alle famiglie in difficoltà, per aiutarle a trovare idonee soluzioni alla incapacità di far fronte ai propri debiti.

TARIFFE: Consumi primari (acqua, luce, gas): revisione delle tariffe tenendo conto che il maggior consumo di un nucleo familiare numeroso non significa spreco - e dunque un giustificato aumento di prezzo - ma è una cosa normale, anche in presenza di un utilizzo accorto e moderato, correlata al maggior numero di persone del nucleo familiare.

Tariffe sui servizi (asili nido, scuole materne, mense scolastiche, trasporti pubblici): prevedere il dimezzamento della tariffa per il terzo figlio e la completa gratuità dal quarto figlio in avanti;

ASSESSORATO PER LA FAMIGLIA Istituzione di uno specifico assessorato per la famiglia distinto da quello delle politiche sociali, con compito di coordinamento tra i vari assessorati, finalizzato all’adozione di concrete politiche a favore della famiglia.

CONSULTA PER LA FAMIGLIA Istituzione di una consulta per le politiche familiari permanente, con funzioni consultive e propositive a tutte le proposte di legge e delibere che riguardano la famiglia.

CASA: Sviluppo dell'edilizia convenzionata ed agevolata che tenga conto delle famiglie con più componenti e che consenta un più facile accesso alle famiglie meno abbienti. Accesso ad affitti agevolati per le giovani coppie e alle famiglie con più figli.

ISEE: Andare al di fuori delle logiche dell'ISEE per le tariffe sui servizi. Applicare invece, la c.d. fiscalità orizzontale (che tiene conto, cioè, non del reddito ma di quante persone vivono con quel reddito).

Questo tipo d'interventi sarà indipendente dal reddito, perché destinato principalmente a “premiare” il valore dei figli.

Tenuto conto di tale cornice di riferimento, è indispensabile passare a precise azioni concrete, riprendendo un discorso politico e amministrativo che si interruppe nel giugno 2004, quando ebbe termine il mio mandato presidenziale e finì il processo di realizzazione di quelle linee progettuali che ci eravamo date e che, fino ad allora, avevano avuto riscontri positivi e condivisi tra la popolazione.

Mi riferisco, fra l'altro, al grande progetto di costruzione della “Città futura fuori le Mura” di Rieti, rimasto largamente incompiuto, e che è rivolto particolarmente ai giovani, con la costruzione del complesso Istituto - Azienda agraria, dell'Istituto professionale per l'Agricoltura, bisognoso di un grande rilancio, avendone tutti compreso l'importanza per tradizione e qualità e intendendolo quale base dei corsi di laurea della Facoltà di Agricoltura di Cittaducale, così ampliando il Polo didattico di Rieti e quello del settore agricolo del Polo didattico di Passo Corese; con la costruzione, a completamento delle strutture della Cittadella provinciale dello Sport, di un Velodromo per un incisivo intervento nel settore degli sport ciclistici così tanto praticati, alla ricollocazione negli stabili dell'ex Azienda agraria dell'ospedale psichiatrico della sede dell'allora istituendo Centro europeo di alta formazione per lo studio integrato delle acque e delle risorse naturali, legandone lo sviluppo al nostro territorio, radicandovelo definitivamente, perché d'acqua esso è ricchissimo per essere il secondo bacino acquifero del Continente.

In particolare guardo con grande interesse al Programma di Sviluppo rurale che dovremo costruire insieme con la Regione Lazio e particolarmente ai Progetti Integrati di Filiera e alla cosiddetta Progettazione Integrata Territoriale, all'ipotizzato Accordo con Unionfidi, al Distretto della Montagna, al Polo d'Eccellenza delle Carni di Qualità, alla promozione e alla valorizzazione dell'olio di qualità, alla commercializzazione dei prodotti tipici, migliorando i contenuti illustrati di recente a Rieti dal titolare dell'Assessorato regionale per l'Agricoltura e risolvendo una volta per tutto il gravissimo problema dei danni in agricoltura provocati dalla fauna selvatica e quindi allo sviluppo dell’intero territorio provinciale attraverso la completa realizzazione del Piano Integrato negli ambiti in cui c'è ancora moltissimo da fare ed in particolare per realizzare:

1 - "Il Parco delle acque", che mira allo sviluppo delle aree che si distinguono per la presenza della risorsa acquifera (laghi, fiumi, terme, acqua minerale) attraverso la realizzazione di un unico progetto integrato.

2 - "La riqualificazione dei centri storici", anche in vista del Piano Casa e di una nuova legislazione edilizia che trova le sue fondamenta nell'attivazione di una "filiera della tutela storica - architettonica" che avvii un percorso di interventi mirati alla riscoperta d'attività produttive legate ai materiali storici originali delle aree interessate, allo sviluppo di nuove competenze, oltreché ad un processo di rivitalizzazione commerciale. In questo caso utilizzando un progetto di Centro Commerciale naturale, di cui una premessa di studio potrà essere quella presentata per la Città di Rieti da Business Retail Advelopment e che potrà essere esteso, come esperienza, con l'ausilio della Provincia, ad altri municipi quali Fara Sabina, Poggio Mirteto, Magliano Sabina, Leonessa, Amatrice, Borgorose, Contigliano, sfruttando i finanziamenti ora previsti dalla Regione Lazio proprio per la creazione di centri commerciali cosiddetti naturali. Il tutto in stretta collaborazione con la Facoltà d'Ingegneria del nostro polo universitario e con le associazioni di categoria di ingegneri, architetti e geometri e con l'Associazione Commercianti.

3 - "Sistemi imprenditoriali", che ha previsto, così com'è accaduto, l'inserimento della Provincia di Rieti nel Parco tecnologico dell'Alto Lazio attraverso la realizzazione di nuove strutture dedicate alla ricerca e allo sviluppo, il potenziamento dei servizi alle imprese e la creazione del Polo logistico di Passo Corese, in via di realizzazione e l’interazione con l’Università di Rieti, in parte già iniziata, ma da incentivare

4 - "Distretto turistico del Terminillo", che prevede una serie d'interventi finalizzati allo sviluppo del turismo, attraverso un miglioramento e potenziamento delle attrezzature sportive e ricettive (che è in corso), in linea con interventi di riqualificazione e bonifica dell'ambiente. Con la definitiva realizzazione del complesso della Piscina coprt, del Palazzo del Ghiaccio e soprattutto di due condizioni essenziali di ordine strutturale senza cui il rilancio della Montagna di Roma è destinato a rimanere un pio desiderio:

l'ammodernamento e l'ampliamento dell'intera rete dei mezzi di risalita, l'ammodernamento delle piste e l'indispensabile scavalcamento verso Cantalice e Leonessa.

Ritengo personalmente che esistano nella nostra Provincia le risorse umane, professionali e imprenditoriali per generare processi virtuosi in grado di produrre molta ricchezza; occorre senza altro indugio definire un’alleanza per lo sviluppo tra istituzioni, forze sociali e forze imprenditoriali che fissi le priorità con diversi orizzonti temporali per il conseguimento degli obiettivi concordati, le risorse finanziarie locali, centrali e comunitarie disponibili, il quadro degli adempimenti a carico dei vari attori individuati nel progetto con una responsabilizzazione “contrattualizzata” e la garanzia di finanziamenti e di procedure per assicurare un tempo certo al cittadino riguardo ai risultati prestabiliti.

Per premiare quanti si appresteranno a compiere atti delle loro imprese economiche in favore del bene comune, procederemo all'istituzione di un Premio annuale “Rieti per i costruttori della città dell'uomo” e lo intitoleremo “Arco di Benedetto VIII e Dighe del Salto e del Turano” per significare che esso è destinato davvero ai costruttori e agli ideatori di grandi imprese, ancora visibili e visitabili nel nostro territorio.

Il Primo Premio Rieti per i Costruttori della Città dell'Uomo intitolato “Arco di Benedetto VIII” e “Dighe del Salto e del Turano” sarà destinato ogni anno a tre personalità sabine.

Il nome di Arco di Benedetto VIII è stato scelto a ricordo del grande Pontefice che per difendere dal terremoto il Palazzo papale di Rieti, lo fece costruire arditamente a suo sostegno; quello di “Dighe del Salto e del Turano”, per sottolineare l'arditezza delle costruzioni, cui si riferiscono tutti coloro che si accingono a compiere imprese che vanno ricordate e quindi premiate.

Delineerò da subito quali saranno le mie priorità di ogni singolo semestre, presentando una reale analisi degli obiettivi raggiunti, degli eventuali scostamenti e delle successive azioni da mettere in atto per riprogrammare la mia attività. Tali informazioni saranno di dominio pubblico, accessibili da ogni singolo cittadino attraverso il Portale Web della Provincia, perché il ritorno al futuro passa anche da una costante e attiva azione di pungolo e di stimolo da parte della cittadinanza che dovrà e saprà essere attiva.