RASSEGNA STAMPA

 
del 28 giugno 2007

"CARO EMILI, NON ENTRARE IN CASA ALTRUI"

E' solo un ricordo la foto di gruppo di sindaco e candidati Udc con Pierferdinando Casini alla vigilia delle elezioni: al matrimonio ratificato nelle segrete stanze della Casa dei Valori Comuni con allegato accordo scritto è seguito il burrascoso divorzio andato in scena in sala consiliare la mattina dell'insediamento dell'Emili bis. E ora l'epistolario tra il sindaco e il segretario regionale Luciano Ciocchetti si arricchisce di un nuovo capitolo. Alla durissima nota con cui Ciocchetti invitava Emili a non trattare con Gianni Turina (poi diventato presidente del consiglio comunale) e Antonio Boncompagni (chiamato in Giunta come assessore) ecco la risposta del sindaco detective: "Sto predisponendo un'adeguata documentazione per chiarire con dati di fatto l'intera vicenda - scrive Emili il 21 giugno riferendosi a filmati tv con le dichiarazioni sue e di Mauro Lattanzi - una volta ricevuta la documentazione potrai avere chiaro il quadro e soprattutto la risposta al quesito che tutti si pongono: "perché Eleuteri, Sabetta, Boncompagni, Turina, Lucani, La Fiandra, Avicenna e altri sono entrati in rotta di collisione con la struttura locale dell'Udc?" Non intendo interferire nei fatti interni del tuo partito ma dovendo stabilire con esso rapporti politici è naturale che qualche interrogativo sorga spontaneo anche in me". "Caro sindaco, il problema è proprio che hai scelto di intrometterti in casa degli altri non rispettando il patto fatto nel tuo ufficio prima delle elezioni né il sottoscritto in qualità di segretario regionale - è la risposta di Ciocchetti - I problemi interni al mio partito li conosco bene e conosco anche quali spinte esterne sono state fatte all'Udc è un fatto gravissimo e senza precedenti. Ti confermo che Turina e Boncompagni sono fuori dal partito e che ho avviato le procedure statutarie per la loro espulsione. L'Udc è all'opposizione della tua Giunta e ci rimarrà finché non torneranno ad essere rispettate le regole essenziali di comportamento fra gentiluomini e soprattutto fino a quando non saranno rispettate le forze politiche, non privilegiando le pretese dei singoli personaggi che pensano solo agli interessi personali". E ancora in tema di foto di gruppo: da quella dell'Emili bis scattata appena una settimana fa due volti rischiano (loro malgrado) di essere sfumati. Sono quelli di Gianfranco Formichetti e Marzio Leoncini, assessori al loro quarto mandato nonostante l'articolo 23 dello statuto comunale limiti i mandati a due. Senza più Coreco a cui rivolgersi in ambito regionale, né autorità "terza" in aula che faccia rispettare il regolamento, l'unica è fare ricorso al Tar. E nonostante i costi che certo non incoraggiano la pratica, c'è chi è già all'opera. E non esattamente dalle file del centro sinistra.

   
 
di Alessandra Lancia

del 21 giugno 2007

CONSIGLIO, SI RIPARTE DALLE SPACCATURE

"Che Dio ce la mandi buona", chiude il sindaco l'intervento programmatico perché quel che passa l'aula consiliare è quello che è. Più mugugni che sorrisi, ben 11 assessori a contendersi deleghe, 14 voti appena per eleggere il presidente del Consiglio (Gianni Turina), Udc fuori dalla maggioranza, il gruppo di An prossimo all'implosione e Paggi che smania per dimostrare che il centro sinistra sì, merita di stare all'opposizione "presuntuosi come sono", ma non lui. Il lato B del disco Emili comincia esattamente com'era finito il primo, con il sindaco che nel dettare la linea si attiene scrupolosamente all'ordinaria amministrazione - concedendo però un campus per i giovani e due settimane l'anno di Festival di Rieti di arte varia - undici assessori pigiati sui banchi di Giunta a ritagliarsi le deleghe per riempire scatole altrimenti vuote come le definisce Simone Petrangeli e intorno un consiglio comunale che si trasforma subito in terreno di scontro. Per carità, sulla politica o sulle idee non c'è guerra - come piacerebbe invece agli ex ragazzi del "Teseo Tesei" ("Guardateci - dice Antonio Emili di sé, di Alessandro Stazi e Giovanni Rositani - siamo noi la nuova classe dirigente") - qui e adesso solo guerriglia di posizione vista l'abbondanza di soldati auto-promossi colonnelli ma senza truppe al seguito. La cronaca: ad aprire la seduta è Giosuè Calabrese ("ne sono facoltato", in quanto consigliere più votato) per la convalida degli eletti e le operazioni di voto per il presidente del consiglio. La pausa per cercare soluzioni condivise non porta a nulla: dall'urna di vetro usciranno ben 16 schede bianche, 2 nulle, 6 voti per Moreno Imperatori, 1 per Mauro Lattanzi, 1 per Paolo Tigli e 14 per Gianni Turina. "Alla vince Bianca?" si ironizza in aula. No, il presidente è Turina, non importa se più dimezzato di così non si può: l'unico davvero contento è il figlioletto Andrea che corre a fotografare il papà che si siede dietro al sindaco. Più tardi sommessamente sarà Paolo Tigli a sollevare dubbi sulla bontà dell'elezione vista "la maggioranza scheletrica" rimarcata anche da Calabrese: problema più politico che formale ma con Ivano Paggi che si erge a fustigatore dell'Unione (a lui piacerebbe tanto fare presidente della Commissione lavoro), Bigliocchi che prende le distanze dal centro sinistra , Marroni dal centro (insomma, dai Ds) per stare più a sinistra, l'unico che veramente infierisce sulla maggioranza è Mauro Lattanzi, che con disciplina militare schiera l'Udc all'opposizione e annuncia l'espulsione di Turina e Antonio Boncompagni, scesi a patti con Emili. "Lei sindaco, non ha più la maggioranza in città visto che non può più disporre del 5% dell'Udc e neppure in questa aula, viste le 16 schede bianche della prima votazione". Unica consolazione per questo centro destra è avere di fronte questo centro sinistra: perché se è vero quel che dice Calabrese ad Emili - "Stavolta poteva osare, non l'ha fatto: non cogliamo alcuna tensione al cambiamento, solo una normalità inerziale" - è vero pure che fanno altrettanto i colleghi di minoranza. Sulla presidenza del consiglio, per esempio, a voler per davvero osare si poteva fare qualcosa di più che proporre Pierlorenzo Scacciafratte e poi ritirarsi in ordine rigorosamente sparso. Chi si prepara a marciare a ranghi serrati sono gli ex ragazzi del "Teseo Tesei", Emili, Rositani e Stazi: primo atto il rifiuto di presidenze e incarichi ("qui dentro non vogliamo lottizzazioni e spartizioni"), altre mosse verranno nei prossimi giorni. Distinguo anche da Moreno Imperatori - "Ci aspettavamo più ricambio in Giunta: la voterò ma aspetto la prova dei fatti" - e da Claudio Valentini, eletto nella fila della Lista Civica perché rifiutato da An nonostante la sua lunga militanza romana. "Invece eccomi qua" manda a dire Costini. E non solo a lui.

   
 
di Alessandra Lancia

del 20 giugno 2007

DELEGHE SDOPPIATE PER GLI 11 ASSESSORI

Emili bis al debutto, ma su un vestito non proprio nuovissimo (3 su 11 le matricole in Giunta), c'è già il primo strappo. E' quello dell'Udc di Mauro Lattanzi, lasciato solo dai suoi due ex amici Gianni Turina e Antonio Boncompagni uno pronto a salire alla presidenza del consiglio, l'altro in Giunta per occuparsi finalmente di acqua (e contestualmente di ambiente e aiuole) - ma non dal segretario regionale del partito Luciano Ciocchetti. In una lettera inviata ieri pomeriggio al sindaco, Ciocchetti ha ribadito "che i signori Boncompagni e Turina non hanno titolo alcuno a parlare a nome del partito, né di sottoscrivere accordi in nome e per conto dell'Udc" pertanto stringere patti con loro significa "stravolgere le regole democratiche e di rispetto tra partiti alleati". Se dunque ciò accadesse, "Turina e Boncompagni sarebbero espulsi dall'Udc e il partito farebbe opposizione all'attuale maggioranza" riservandosi di fare altrettanto alle Provinciali. Boncompagni - che solo ieri pomeriggio è stato chiamato dal sindaco e che glissa sull'assessorato - fa spallucce: "Sarà il caldo che fa parlare così Ciocchetti, e lo stesso vale per Lattanzi: da iscritto all'Udc aspetto che sulla mia posizione si pronuncino i probiviri, da consigliere eletto mi sarei aspettato almeno una telefonata dal segretario. Ma siccome io sto a disposizione del sindaco, continuo nel mio impegno per la città nei temi che mi sono congegnali, primo fra tutti l'acqua". Stamattina, insomma, salvo colpi di scena, Boncompagni poserà per la folto di Giunta, debuttando insieme agli azzurri Giuseppe Diana e Lidia Nobili. Con loro i veterani Marzio Leoncini (Nuova Dc) - "Per me l'Urbanistica rappresenta un banco di prova" - e Gianfranco Formichetti (Lista Civica) alla quarta esperienza, Ettore Saletti (Pri), alla seconda ma solo per stare alla seconda Repubblica, e i riconfermati Enrico fittoni, Antonio Perelli e Chicco Costini di An e Giuliano Sanesi e Daniele Fabbro in Forza Italia. Un assetto già noto, meno che per le deleghe con cui Emili ha provato fino in ultimo a contendere i delusi e puntellare gli equilibri. Pochi, troppi 11 assessorati, con incarichi talvolta sdoppiati per farci star dentro tutti? Le condizioni di Emili certo non erano queste. "Otto assessori al massimo e scelti da me, non in base alle velleità personali e neppure al numero delle preferenze ma solo in relazione alle necessità della città e alla capacità dei singoli", aveva dichiarato al Messaggero il 4 gennaio, appena rimesso piede in Municipio dopo l'intervento chirurgico del mese precedente annunciando la sua disponibilità a ricandidarsi. "Nel 2002 pensando di riequilibrare la situazione ho dato spazio ai partiti o a quel che ne resta: uno sbaglio che non rifarei". Sbaglio o no, è quel che è successo, nonostante Emili abbia centrato l'altra previsione fatta quella mattina: quella di essere l'unico in grado di portare il centro destra alla vittoria sin dal primo turno. Prendendo per giunta più voti dell'intero centro destra messo insieme. Magari una ragione in più per osare. Magari.

   
 
di Alessandra Lancia

del 20 giugno 2007

NUOVO CONSIGLIO, VECCHIA GIUNTA

Squillerà alle 10 la campanella del dg Morelli: seduta di forma e di sostanza la prima del consiglio comunale seconda dell'era Emili. Di forma innanzitutto perché trovino il loro posto in sala i 40 consiglieri eletti in prima battuta e gli 11 assessori a scorrere nelle liste del centro destra a rimpiazzare gli assessori chiamati in Giunta dal sindaco. Nomi e faccette semi nuove- le trovate in alto e con i 16 debuttanti, 12 nel centro destra (e tra loro Antonio Emili, figlio di Lorenzo, e Giovanni Rositani figlio di Guglielmo) e 4 nel centro sinistra, i 24 veterani del consiglio - donne al minimo sindacale - Zelinda De Marco per Forza Italia, Anna Maria Massimi per l'Ulivo - ma che con Lidia Nobili ritrovano un posto in giunta (dopo la fugace apparizione di Albertina Ciferri nella prima Giunta Cicchetti nel 1994) e prima prova del voto al buoi, quella dell'elezione del presidente del Consiglio Comunale. Con l'Udc di Mauro Lattanzi formalmente all'opposizione la poltrona che fu della Nobili dovrebbe passare a Gianni Turina ma quel che il sindaco offre (e l'esponente di An, ora ex anche dell'Udc accetterebbe) deve avere il placet dell'aula. Placet che nel 2002 fu negato a Luigi Gerbino (Fi), che entrò presidente e si ritrovò semplice consigliere. A questo punto la scena sarà tutta per il sindaco: al giuramento farà seguito la comunicazione della Giunta (la lista degli 11, pure nota da giorni, solo stamattina avrà il crisma dell'ufficialità) e il discorso programmatico. Guardando al futuro gli argomenti non mancheranno; saldo invece fin qui negativo tra quanto via via annunciato e promesso da Giuseppe Emili in campagna elettorale e quanto realmente mantenuto in ordine all'assetto della squadra: "Nel 2002 muovendo dal presupposto che più teste ragionano meglio di una sola, lasciai che fossero i partiti a dettare le regole. Stavolta la danza la conduce il sindaco in quanto a numero degli assessori, deleghe e uomini" aveva dichiarato al Messaggero il 4 aprile scorso. C'era da capirlo, dopo l'estenuante lotta fratricida nella Cdl che aveva visto sfilarsi assessori e partiti dalla Giunta e fatto più volte sbottare il sindaco contro "i dilettanti allo sbaraglio". Ma premiati dall'elettorato ciascuno ha avuto la sua ricompensa, meno il centro sinistra, incerto se leccarsi le ferite o far storicamente finta di niente. Paolo Bigliocchi, da buon medico, dice che no, "la quarta sconfitta ha del patologico" quando invece si vuole "normalizzare tutto. Noi da questo centro sinistra prendiamo le distanze, senza nemmeno metterci in fila come soldatini di piombo dietro a generali incapaci di guidare le truppe". Il riferimento deve essere all'ammassamento pomeridiano dei consiglieri eletti convocato da Gaetano Papalia ieri nella saletta del Quattro Stagioni appena liberata dai tifosi della Sebastiani. All'appello mancano vistosamente solo Bigliocchi e Ivano Paggi - anche lui oggi in consiglio promette sfracelli, epigono di Moreno Imperatori, che farà lo stesso per il centro destra - il resto dell'Unione c'è tutta. Se poi la sfilata in aula sarà un coordinato o un pret a porter si vedrà. Papalia farà gruppo insieme a Massimo Petrongari con la sua Lista civica. "Nuova Rieti"; nell'Ulivo guida Giosuè Calabrese, ma all'appello del sindaco sconfitto non mancano neppure Giampiero Marroni, in solitaria con la "Sinistra democratica", e Simone Petrangeli di Rifondazione. Anche l'Udeur, con Maurizio Vassallo, apprezza lo sforzo di sintesi fermo restando che se è difficile fare squadra quando si governa, marciare uniti all'opposizione può diventare una chimera. La vera novità di questo consiglio semmai è la presenza di un "terzo" soggetto, più che polo Paolo Tigli, che con "Rieti viva" si era posto in alternativa sia al centro destra che al centro sinistra. Dal 1990, anno della sua ultima elezioni in consiglio comunale, sono passate dunque tutta da inventare quella di Tigli, dato ad un certo momento in corsa addirittura alla presidenza del Consiglio. In aula entra però da semplice consigliere. Si vedrà se davvero insieme tutto è possibile.

   
 
di Alessandra Lancia

del 19 giugno 2007

DELEGHE SDOPPIATE PER GLI 11 ASSESSORI

La più leggera e leggiadra è Lidia Nobili (FI), che dall'auditorium (la chiama così) col sindaco Emili esce poco dopo l'una con la delega della Cultura nella borsetta. Ma senza dilagare a Teatro e nei Musei (e nemmeno nella Danza) sui quali continuerà a regnare Gianfranco Formichetti (all'anno XIII). Dovranno badare a dove e come si muovono anche Daniele Fabbro e Chicco Costini per l'altra delega "in tandem" dell'Emili bis ovvero i Lavori Pubblici: all'assessore di Forza Italia andrebbero quelli di piccola taglia, al presidente di An le grandi opere (e con quelle l'Università). Giuliano Sanesi (FI) riparte invece esattamente da dove aveva lasciato, ovvero dalla stanza di vice sindaco con delega a Sport e Turismo e lo stesso fa Enrico Fittoni (An), silenzioso ma evidentemente operoso assessore al Personale, ed Ettore Saletti (Pri), al quale invano hanno provato a sfilare i Servizi Sociali. Gongola Marzio Leoncini (Nuova Dc), indicato dal sindaco Emili come l'unico vincitore delle elezioni (insieme a lui), che conquista l'Urbanistica con grave scorno di Forza Italia. Assai soddisfatto anche Antonio Perelli (An) che dal famigerato Bilancio (ceduto di slancio al neofita azzurro Giuseppe Diana) passa alle Attività Produttive che furono di Anibaldi ma tiene per sé i rapporti con Asm e Sogea e il contenzioso. Continua a restare vuota la casella riservata all'Udc, con il sindaco che triangola disinvoltamente con Gianni Turina e Antonio Boncompagni, meno evidentemente con il segretario provinciale Mauro Lattanzi che gli manda a dire per iscritto di non trattare con Turina ("dimostri di avere a cuore gli interessi della città e non quelli di qualche individuo che in più di un'occasione ha dimostrato di prediligere scelte personali a scelto di partito") e che "la frustrazione di aspettative non soddisfatte penalizza il partito e i candidati e crea i presupposti per malcontenti difficilmente gestibili in futuro". Ad Antonio Boncompagni (che farà gruppo consiliare a sé) Lattanzi ricorda invece che "alla luce dello Statuto la direzione provinciale ne ha dichiarato la cessazione dell'appartenenza al partito, dandone comunicazione agli organi superiori". Boncompagni, va da sé, ribadisce la sua fedeltà all'Udc e alla causa: lui "lavora per la città". Basta chiedere. Di tempo certo ne è rimasto pochino: oggi Emili ufficializzerà le deleghe così da riferirne domani in consiglio. Consiglio che si annuncia comunque ricco di sorprese. Intanto, con la Margherita reatina al momento senza coordinatore, a Roma Pietro Carotti tiene le posizioni. Ieri è stato rieletto alla presidenza del consiglio federale dei probiviri, incarico che gli assicura un posto nella direzione nazionale del partito..

   
 
di Alessandra Lancia

del 18 giugno 2007

ASSESSORATI, RESTA L'INCOGNITA DEI "LAVORI PUBBLICI"

Questa mattina gli undici assessori indicati dal sindaco Emili saranno chiamati a firmare l'accettazione ufficiale. Dovrebbero essere Sanesi, Fabbro, Nobili e Diana per Forza Italia, Fittoni, Perelli e Costini per An, Leoncini per la Dc, Saletti per il Pri e Formichetti per la Lista Civica. Restano un'incognita le nomine dell'Udc, visto che all'interno del partito di Casini è scoppiata l'ennesima guerra fratricida. Da una parte c'è la corrente di Maselli, dall'altra il resto del gruppo. Il primo risultato eclatante è stata l'uscita di Antonio Boncompagni dal gruppo, in rotta di collisione con Mauro Lattanzi, Turina e Beccarini,. Così l'Udc è ancora più indebolito nei numeri e oltre un assessorato e il presidente del consiglio difficilmente riuscirà ad andare. Emili ha parlato a lungo sia con il segretario provinciale Lattanzi che con il referente regionale Ciocchetti. A tutti e due ha chiesto il massimo impegno per ricomporre le loro fratture interne. Uno scenario realistico potrebbe essere, alla fine, Boncompagni assessore, Turina presidente del consiglio comunale e Lattanzi investitura prestigiosa top-secret. Così stanti le cose tramonterebbe in modo definitivo (almeno per ora) l'ipotesi dell'ingresso Tigli. "Guardate, ne sto leggendo tante ma preferisco non commentare per non creare casi - ha detto Emili - ho comunque le idee chioare e le ho illustrate ai diretti interessati e ai partiti. Di sicuro inseguo la riduzione degli stipendi e delle spese assessorili e l'introduzione di deleghe innovative per dare maggiore slancio a Rieti capoluogo". Emili ieri ha limato le ultime questioni e ha concordato con il segretario generale Morelli l'appello degli assessori pwer questa mattina. La vera novità dell'ultima ora potrebbe riguardare i lavori pubblici. Il sindaco infatti, potrebbe trattenere a sé la delega per meglio controllare tempi e modi dei progetti, dei cantieri e del funzionamento degli uffici tecnici.

   
 
di Paolo Di Lorenzo

del 14 giugno 2007

GIUNTA A 12 PIU' TIGLI

Stando alle indiscrezioni che arrivano da Piazza del Comune la quadratura del cerchio per il Sindaco Giuseppe Emili è ormai a portata di mano. L'incontro (quasi) risolutore in programma per la serata di ieri è stato posticipato ad oggi pomeriggio alle 15 ma la nebbia intorno alla nuova squadra per l'Emili-bis sembra si stia diradando. "Radio-giunta" ieri parlava di una soluzione a 12 con una riduzione degli stipendi per gli assessori che permetterebbe la famosa "riduzione dei costi". Dunque, se venisse confermata l'accettazione da parte di Emili della proposta di riduzione delle indennità avanzata da Forza Italia, lo scenario immaginabile configurerebbe una giunta composta da 4 azzurri, 3 di An, 2 Udc, e 1 a testa Dcpa, Pri e Lista Civica. Tutto è nelle mani del Sindaco e, comunque, qualcuno non esclude che Emili in cuor suo stia ancora cercando un modo per comporre il puzzle con sole 10 pedine; tale ipotesi però creerebbe problemi all'interno di Forza Italia, dove uno dei big rimarrebbe certamente fuori, e in An, che si lacererebbe ancor di più tra la fazione che vuole due soli assessori per non gratificare Costini e lo stesso presidente provinciale che per voti raccolti e ruolo ricoperto aspetta la riconferma. Dunque l'ipotesi a 12 sembra quella che, oggettivamente, potrebbe consegnare maggiore tranquillità alla coalizione di governo e, inoltre, permetterebbe di rendere reale quella che era solo una voce circolata nell'ultima settimana. Pare, infatti, che nelle ultime ore il rispetto reciproco e la volontà di "lavorare per il bene di Rieti" declamati tanto dalla Cdl quanto da Rieti Viva, si stiano concretizzando in un ruolo per il candidato terzopolista Paolo Tigli. La composizione di una giunta a 12 permetterebbe di assegnare due assessorati all'Udc e questo faciliterebbe la nomina di Paolo Tigli al ruolo di Presidente del Consiglio superpartes, carica che nell'ipotesi di giunta a 10 sarebbe saldamente nelle mani dell'Udc per via di un accordo pre-elettorale. Paolo Tigli, stando alle voci, sarebbe anche disposto ad accettare, ancor più convintamente nel caso in cui dovesse ottenere il voto favorevole anche del centrosinistra o almeno di una parte di esso. Oggi, però, siamo ancora agli scenari. Domani, forse, si avranno le certezze.

   
 
di Marco Fuggetta

del 12 giugno 2007

TIGLI, SPUNTA LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Assessorati a quota 10 e un presidente del Consiglio comunale che più super partes non si può, Paolo Tigli, eletto nelle file dichiaratamente terzopoliste di "Rieti Viva". Rumors e desiderata del sindaco Giuseppe Emili in una settimana chiave ora per la formazione della Giunta, nei prossimi cinque anni per il governo della città (e dei suoi rappresentanti eletti in consiglio comunale). Questo mentre il centro sinistra si ritrova con l'Ulivo capitozzato della Margherita e con attenzioni sempre crescenti da parte del centro destra all'esperienza inedita di un candidato sindaco sconfitto (Tigli appunto) che siederà in aula non come leader dell'opposizione. "La nostra posizione è quella ribadita nei giorni scorsi dal portavoce di Rieti Viva Stefano Rossi" chiarisce Tigli. Testuale, "che in un'ottica di servizio alla Città non c'è alcun interesse specifico alla corsa alle poltrone ma che, in ogni occasione, si condurrà un'opposizione corretta, costruttiva e propositiva perché si faccia una politica per il benessere di tutti". Ma che tra Tigli ed Emili i rapporti siano particolarmente "distesi" è un fatto, vuoi per la correttezza tra i due durante la campagna elettorale, vuoi per le successive congratulazioni con l'eletto, altrove magari naturali, a Rieti con quello che si è visto e soprattutto sentito un po' meno. "Da parte nostra nessun passo né altro verso il centro destra: la nostra neutralità non può essere scambiata con accondiscendenza. L'auspicio semmai è un altro - dice Tigli - e cioè che il consiglio comunale recuperi una sua agibilità e il livello di qualità che gli è proprio". Dopo di che sarà difficile lasciarlo in mano a lui: Mauro Lattanzi, che per il buon vivere in Giunta sembra pronto a rinunciare al secondo degli assessorati per l'Udc pure messi nero su bianco prima del voto da Emili, di lasciare anche la presidenza del Consiglio comunale non ci pensa proprio. Quanto all'abbandono del gruppo da parte di Antonio Boncompagni allarga le braccia :"Difficile stargli dietro". Un po' come l'acqua: scivola. Quello che non passano, invece, sono le "ruggini" per usare un eufemismo che intaccano Forza Italia e An. I problemi maggiori continuano a stare lì, e se Emili ripete ai "piccoli" della coalizione che 10 per la Giunta sarebbe il numero perfetto perché la città capirebbe e apprezzerebbe lo sforzo di "sobrietà" e di rispetto delle promesse della vigilia, la matematica dice tutt'altro. Perché 4+3+2+1+1+1 dice 12 proprio come nel 2002 e chissà se l'esperienza tumultuosa di questi 5 anni, la promessa di tenere i partiti un passo indietro e per sé l'ultima parola spingano Emili al bel gesto di decidere davvero, forte del secondo mandato conquistato con più voti di una coalizione largamente in perdita. Però rinunciare al quarto assessore aprirebbe FI come un vaso di Pandora, sacrificare Costini (terzo assessore di An) agli (in)desiderata di Rositani significherebbe precipitare An nella guerriglia intergenerazionale. E se non bastassero i giovani a chiedere spazio vitale, ci sarebbe anche il regolamento comunale che all'articolo 23 vieta il terzo mandato agli assessori. Lettera morta è stato nel 2002 (con Formichetti e Leoncini riconfermati) e tale probabilmente sarà adesso con gli stessi in corsa senza rivali nei rispettivi partitini. "Piccolo è bello", diceva De Rita. O per lo meno conviene.

 
 
di Alessandra Lancia

del 10 giugno 2007

MARGHERITA IN AFFANNO, DS DIVISI

"Ho creduto in buona fede che il congresso avesse consacrato l'unità sostanziale del partito: oggi devo constatare che il vero congresso si è svolto durante le elezioni, con una rincorsa al successo personale con sacrificio di uomini e di idee. E se continuo a guardare con speranza al Partito democratico constato la lontananza della Margherita dal mio modo di vedere la politica: perseverare ancora in questa dicotomia significherebbe non fare chiarezza sulla condizione del partito e pregiudicare la formazione del nuovo partito: perciò ho deciso di rassegnare le mie dimissioni immediate e irrevocabili sperando di favorire chiarezza e assunzione di responsabilità da parte di tutti". Sono alcuni passaggi di un intervento sincero e appassionato con cui Elena Leonardi ha motivato la sua scelta di lasciare la segreteria del partito ma non l'attività politica: dimissioni date, insomma, non pretese dalla direzione, anzi. Ma non c'è stato verso di scongiurare l'epilogo di una crisi - tra l'ala di Fabio Melilli di cui la Leonardi era espressione e gli amici di Giosuè Calabrese - che il congresso aveva risolto alla vecchia maniera con accordi romani durati lo spazio di una campagna elettorale. Tempo di chiarezza e di conseguenti separazioni anche in casa Ds: "Forti di un 24% di voti al congresso che ha fatto della mozione "Mussi" della federazione di Rieti la prima nel Lazio abbiamo vissuto come una forzatura la campagna elettorale con la lista dell'Ulivo - ha detto ieri mattina in conferenza stampa Giampiero Marroni presentando il movimento della "Sinistra democratica" - Per cui adesso, liberi da vincoli, siamo qui non per fare l'ennesimo partitino ma per metterci al servizio di una ricomposizione della sinistra. Il 23 giugno daremo vita agli organismi dirigenti, interlocutori privilegiati partiti (Rifondazione, Comunisti italiani, Sdi, Verdi) e associazioni". In verità con Rifondazione un tentativo di fare causa comune alle elezioni c'era stato, ha rivelato l'ex senatore Angelo Dionisi (col fratello Americo, Franco Proietti, Elisabetta Celestini tra gli aderenti Sd) ma è caduto per il loro rifiuto. Sbaglia però chi pensa che le divisioni siano solo tra gli sconfitti: in An Antonio Cicchetti dice "Spero che il sindaco abbia la forza di fare quello che ha promesso, ovvero di decidere in autonomia" - i ragazzi di "Area" entrano invece in campo a favore di Chicco Costini, la cui conferma all'assessorato sarebbe naturale. "Se invece fosse vera l'indiscrezione circa un veto politico posto dall'onorevole Rositani, sarebbe un vecchio modo di fare politica basato sull'arroganza"

 
 
di Alessandra Lancia

del 7 giugno 2007

ASSESSORI, IL PATTO DELL'UDC CON EMILI

Ieri sera il conviviale alla "Foresta" del sindaco Emili con i 24 consiglieri di maggioranza, stasera l'aperitivo tra i maggioranza, della coalizione, con una Casa dei Valori Comuni alla sua vera prova su strada, ovvero la distribuzione di assessori e presidenze. Il dato nudo e crudo dei voti-con Forza Italia che ha perso il 4,2% e An il 3,6% - invece di ammansire i due partiti leader della coalizione ha aperto al loro interno un vaso di pandora che rischia di venare non solo la Giunta ma anche gli assetti in consiglio. Dentro An solo gli assessorati Tittoni e Perelli mettono tutti d'accordo: su Costini c'è un fronte trasversale che sembra inespugnabile, su Emili jr dovrebbe invece reggere il dettato normativo che vieta la "coabitazione" in Giunta a parenti in linea diretta. In Fi viceversa sarebbe l'eventuale calo di assessorati da 4 a 3 ad aprire divisioni: sopra alla soglia dei 400 voti sono giusto in 4 (Sanesi, la Nobili, Diana e Fabbro) ma se è questa la rosa offerta al sindaco avrà di che pungersi. C'è poi l'Udc, con Lattanzi che medita di andare all'incontro di stasera col segretario regionale Cicchetti: ci sarebbe infatti un impegno preso da Emili prima del voto in base al quale alla riconferma dei 3 consiglieri sarebbe seguita l'assegnazione di 2 assessorati e della presidenza del consiglio. Vai a pensare che l'Udc, dilaniato dagli abbandoni e dalla perdita del 2% dei voti, con i resti abbia tenuto le posizioni. Ora bisogna vedere se terranno i patti. La serata si annuncia invece tranquilla per Marzio Leoncini e Ettore Saletti. Un po' meno per Gianfranco Formichetti. Intanto alle 18.30 in via Pennina 8 ai cittadini che "vogliano partecipare direttamente al programma di impegno politico "obbiettivo Ics" per allacciare un rapporto diretto fra Comune e territorio".

 
 

del 4 giugno 2007

PER EMILI FESTA SI MA BAGNATA

Festa bagnata, festa fortunata. Imperterriti davanti a una pioggia invernale che non ha fatto sconti a nessuno, ieri pomeriggio come da programma i fans del sindaco Emili lo hanno festeggiato per la sua riconferma alla carica di primo cittadino. Porchetta, amatriciana, cocomero, vino e musica hanno trovato riparo sotto un paio di tendoni alzati davanti ai portici del Municipio che hanno fatto la loro doverosa parte di accoglienza istituzionale. I sostenitori del sindaco appena riconfermato sono arrivati nonostante il cattivo tempo perché non potevano far mancare la loro presenza e i loro applausi a "Peppe". Ombrelli, impermeabili, scarpe invernali e via verso piazza del Comune per non deludere le aspettative di chi aveva già rinviato (in un primo momento la festa doveva esserci venerdì 1 giugno) l'appuntamento causa maltempo. Ma il tempo si sa, segue regole diverse da quelle dei partiti politici e ieri di nuovo, ci ha messo lo zampino. Niente paura però, il brindisi al nuovo mandato di Emili è stato fatto lo stesso. Non sono mancati all'appello l'onorevole Guglielmo Rositani, Giacomo Passarani e Claudio Miliardi ovvero il mago della campagna elettorale del sindaco rieletto. Eppoi tante donne, di tutte le età, e di un solo credo. A ravvivare la scena in tono minore per la pioggia, i manifesti che Emili ha voluto per ringraziare la città. "Oggi tutto è possibile" recitano a caratteri cubitali e poi "Grazie Rieti". E ancora le parole di soddisfazione di Emili cui hanno fatto eco lunghi applausi. Poi tutti sull'amatriciana e la porchetta.

 
 

del 1 giugno 2007

FORZA LIDIA: "GLI ASSESSORI LI DECIDIAMO NOI"

Aspettando la festa in piazza - forse nel tardo pomeriggio di oggi se il tempo lo consentirà, diversamente domenica - al sindaco Giuseppe Emili con gli auguri per quanto fatto continuano ad arrivare messaggi sul da farsi. Lidia Nobili a passare per la guastafeste della situazione, non ci sta: "Col sindaco rapporti cordialissimi, non mi risultano veti sul mio nome da parte sua anche se…". Anche se? "I consensi ci sono, l'esperienza politica pure per non dire del tempo e della disponibilità: insomma ho le carte in regola per un ruolo di rilievo". In Giunta? "Quattro posti avevamo e quattro contiamo di riaverne. E sopra la soglia dei 400 voti siamo in quattro". Non tutti però sono così sicuri di ritrovare il loro posto in Giunta: con Roberto Alunni precipitato sotto i 300 voti, anche Daniele Fabbro teme esclusioni se il numero degli assessori azzurri da 4 dovesse scendere a 3. A quel punto, con l'inarrivabile Giuliano Sanesi assiso sulle sue 705 preferenze e l'intoccabile Giuseppe Diana che già si vede assessore al Bilancio, resta in pista proprio Lidia Nobili - ma una cosa deve essere chiara: che a decidere su presenze e nomi sarà il direttivo di Forza Italia. Siamo pur sempre il primo partito della coalizione e non tollereremo interferenze né consentiremo ad altri di venire a prendere decisioni in casa nostra". Emili è avvisato. Altri avvisi per altre case più o meno comuni: la "Sinistra democratica" di Fabio Mussi comincia ad attecchire in Sabina (ieri sera una riunione a Monopoli col coordinatore regionale Angelo Fredda) ma è a Rieti che il coordinatore provinciale Giampiero Marroni si prepara a mettersi in proprio. Dove? In consiglio comunale, naturalmente, con l'Ulivo destinato a perdere un rametto. Per non dire dei petali persi della Margherita: ancora di vertici e analisi del voto non si parla ma col Partito Democratico impantanato a livello nazionale si rinfocola la rabbia di molti per l'esperimento unitario fatto alle amministrative. C'è chi si consola pensando a quel 28% dell'Ulivo raccolto nelle Circoscrizioni, dove forse la pressione dei candidati era meno forte e ha vinto il richiamo del simbolo. Ma è anche chi ricorda che quando si decise di andare con una lista unitaria il candidato sindaco Gaetano Papalia fu sul punto di sfilarsi.

 
 
di A.L

del 30 maggio 2007

PAPALIA SFOGA L'AMAREZZA

Il day after è ancora più amaro. E' fatto di analisi seggio per seggio, sezione per sezione alla ricerca dei voti che sono mancati. Un po' per metabolizzare e digerire la sconfitta decretata alle urne. "Si tratta di un voto condizionato dalle promesse clientelari fatte dal centrodestra negli ultimi mesi". Sono le 19 di ieri e Gaetano Papalia commenta i dati definitivi delle elezioni che lo hanno visto fermarsi al 43,60%. Niente ballottaggio che era poi il vero obiettivo del centrosinistra e del suo candidato. "Facendo un'analisi territoriale sulle sezioni - dice Papalia - il centrodestra ha preso voti dove in teoria doveva essere bocciato. In quelle frazioni dimenticate per anni che, stando invece ai risultati, non hanno dato un giudizio sull'operato dell'amministrazione". "Il consenso - continua - con ogni probabilità è stato condizionato dall'azione clientelare del Comune". Il candidato dell'unione aveva scommesso nel ballottaggio perché "all'uno contro uno le mie idee avrebbero avuto la meglio". Ma gli elettori hanno voluto altro. Ora bisogna guardare al futuro. Siederà nei banchi dell'opposizione?""non ho ancora deciso, quello è ruolo più politico, deciderò insieme ai partiti della coalizione". E la Sebastiani? "Una cosa è certa - tuona Papalia - l'avventura in serie A si potrà affrontare solo se gli enti locali riusciranno a garantire introiti pari ad un milione di euro o, in alternativa, se si farà avanti qualcuno che mi affiancherà nella gestione. Aspetterò fino al 15 giungo, poi si vedrà. In ogni caso, qualcuno dovrà pur rispettare le promesse elettorali".

   
 
 

PAOLO TIGLI SODDISFATTO SOLO DEL SUCCESSO PERSONALE

Paolo Tigli non nasconde una certa delusione per i risultati ottenuti dalla lista Rieti Viva che, i dati ufficiali, attestano al 3,155%. Un po' poco per chi era convinto non solo di racimolare più voti (le prime proiezioni davano la lista civica al 5%) ma anche e soprattutto di poter giocarsi altre carte importanti nell'eventuale ballottaggio. Così non è stato e allora si guarda, anche con un pizzico di recriminazione, al responso delle urne. "La delusione senz'altro c'è - esordisce Paolo Tigli, candidato a sindaco per la Lista Civica Rieti Viva - anche se a livello personale le cose non sono poi andate così male (1.153 preferenze). Certo l'obiettivo era quello di attestarsi intorno al 5% ma alla fine c'è stato un ridimensionamento quasi "fisiologico". Alla vigilia delle elezioni ci era stato rimproverato che la nostra lista avrebbe finito con il favorire in qualche modo il centro destra ma, guardando come sono andate le cose questo non è accaduto anzi, è successo l'esatto contrario". Paolo Tigli poi, cerca di trovare un perché alla sconfitta del centrosinistra. "Onestamente la vittoria della Casa della Libertà non è stata così eclatante come la si vuol far passare visto che i partiti più grandi (Fi e An) hanno perso moltissimi consensi. Nel centrosinistra invece, è accaduto il contrario: a perdere voti sono stati soprattutto quei partiti (Verdi, Prc e Comunisti italiani) che avevano rivendicato e quindi "imposto" a tutta la coalizione la candidatura di Gaetano Papalia. Qualcosa vorrà pur dire".

 
 
di Lu.Spa
   

MALE AN E ULIVO, BENE LA NUOVA DC

Il giorno dopo le elezioni si sprecano i commenti da una parte politica e dall'altra. Per An, "nel Lazio è una Caporetto, dove si sommano le tessere ma si perde una valanga di voti, a furia di epurazioni ed espulsioni". E' questo il commento di Fabio Sabbatani Schiuma, presidente del gruppo Indipendente-Misto al Comune di Roma, eletto proprio nelle fila di An, per il quale "il presuntuoso rifiuto di utilizzare una risorsa come Storace lo paghiamo duramente. Nonostante gli sforzi e i comizi di Fini negli ultimissimi giorni di campagna elettorale, regaliamo Frosinone alla sinistra per una scelta sciagurata ed An precipita dal 17,3% delle politiche e dal 16,8% delle scorse comunali all'11,6 di quest'anno. A Rieti - conclude Schiuma - onore al merito a Peppe Emili che deve però ringraziare gli alleati: An aveva il 21% alle politiche, il 20% alle precedenti amministrative, il 16% oggi". "Uniti si vince". Ne sono convinti i vertici di Ds e Margherita nel loro percorso di avvicinamento al Partito democratico. Il nuovo soggetto politico non esiste ancora, ma i numeri di queste elezioni amministrative nei tre capoluoghi di provincia laziali, Frosinone, Latina e Rieti, sembrano dire il contrario. Ds e Margherita avevano ottenuto rispettivamente il 13,19% e il 7,40% che, sommati, davano un discreto 20,59%. I risultati di queste elezioni consegnano all'Ulivo un 16,10%, ben 4,5 punti in meno. Discorso analogo per Rieti, dove la perdita è stata del 4,65% rispetto al 2002. L'Ulivo ha ottenuto ieri il 19,4% contro il 24,04% registrato cinque anni fa sommando il 14,02% dei Ds e il 10,02% della Margherita. Buona affermazione invece, per la Democrazia Cristiana per le autonomie che cresce in tutti i comuni: il risultato ottenuto da Marzio Leoncini ne è la prova.

 

del 30 maggio 2007

PAPALIA: "ADDIO SEBASTIANI, CI PENSI EMILI"

Arrivare arriva, l'onda lunga del basket sulla politica cittadina, ma solo a urne chiuse ed è di quelle che squassano piazza e palazzetto: deluso da una città che ha riaffilato le sue sorti "a questo sindaco" Gaetano Papalia si prepara a mollare squadra e titolo. "I reatini potranno sempre consolarsi con la Spes in C2" (la squadra allestita dall'assessore comunale Marzio Leoncini), il commento dettato al cronista dal candidato dell'Unione nel pomeriggio di ieri, dopo una notte intera passata a cercare di digerire la sconfitta elettorale. La mattina, lungi dal fugare le nubi, ha fatto scaricare la tempesta. Sul centro sinistra è gelo: così tocca al presidente della Provincia Fabio Melilli mandare i suoi auguri a mezzo stampa al neo rieletto Giuseppe Emili - "Spero che senza più l'ansia della riconferma adesso si instaurino rapporti più fecondi con la Provincia" - ma è facile che Emili se potesse incornicerebbe piuttosto la telefonata di congratulazione ricevuta di buon'ora da Silvio Berlusconi, che aveva voluto inserire anche Rieti nel suo tour elettorale scaccia-Prodi. E torniamo allora alla politica: sugli azzurri l'effetto-Cavaliere non c'è stato. Nonostante una lista nominalmente forte e la forte presenza in Giunta, il partito del senatore Angelo Cicolani ha lasciato nelle urne il 4%. Voti in parte passati con l'ex azzurro Marzio Leoncini nella Dc per le autonomie ma non in pieno (3,9% il risultato della lista, che dei 3 consiglieri che aveva in aula ne ritrova 2): "Con sempre più liste a perdere consensi non possono che essere i grandi partiti: penso a Forza Italia ma anche ad An e soprattutto all'Ulivo - dice Luigi Gerbino - Noi in fondo siamo quelli che abbiamo tenuto più di tutti, perdendo un solo seggio". Sarà lo stesso in Giunta, magari per effetto della promessa di Emili di farsi bastare 8 assessori? "E' una vita che lo dico, non ascoltato. Vedremo poi nel quadro complessivo degli accordi". Anche An paga il suo tributo alla "diaspora che abbiamo partito con molti dei nostri migrati altrove e all'assenza dell'onorevole Rositani e dell'onorevole Cicchetti (meno un seggio a fronte di un meno 3% di voti) - dice Chicco Costini - il voto amministrativo comunque è così: paga il rapporto diretto, i legami interpersonali che talvolta esulano dalla politica". E magari anche il posto in Giunta: "Non solo il sindaco ma tutti gli assessori sono stati più che premiati dall'elettorato (lui compreso, con 420 consensi): segno che alla gente della diatriba della Giunta a 12 o a 10 o a 8 non interessa poi molto. Interessa che l'assessore ci sia quando serve". Dunque An è freddino all'idea del taglio degli assessorati? "Personalmente si, ma ho consigliato ad Emili di agire di sua iniziativa e di non sentire nemmeno i segretari di partito. Più che sulla Giunta metterei le mani sulla macchina comunale: ci sono almeno 2 o 3 figure dirigenziali che andrebbero rimpiazzate perché è lì che si decide dell'efficienza o meno dell'amministrazione". Eppure ad avere i dati finalmente definitivi c'è spazio anche per valutazioni più "raffinate" oltre al dato grezzo della vittoria di Giuseppe Emili e la sua squadra sono stati più che premiati dall'elettorato (con il sindaco che prende 917 voti più della sua coalizione, il vice sindaco Giuliano Sanesi al top delle preferenze con 706 voti personali) sul piano politico il centro destra perde il 5,4%, il centro sinistra guadagna il 4,51%. "Questo conferma gli errori strategici che ha fatto l'Unione - continua Costini - se Papalia e Calabrese invece di schierarli alle Primarie li avessero candidati alle elezioni forse oggi saremmo a parlare di ballottaggio". "Le sconfitte si accettano - premette Fabio Melilli, che sul campo ha lasciato la segretaria provinciale della Margherita Elena Leonardi - però ragionare col senno del poi sulla bontà delle candidature e delle scelte lascia il tempo che trova. Certo è che il dato delle comunali conferma il trend degli ultimi anni, ovvero che Rieti non è più una città a stragrande maggioranza a destra". Allora davvero avete toppato sul candidato sindaco: "Gaetano Papalia era sembrata una novità, peraltro consacrata dal voto dei cittadini alle Primarie. Anche secondo me Calabrese sembrava più rappresentativo…". Alla vigilia non era parso, ma vabbè: c'è il dato dell'Unione assai sconfortante. "Però il 28% alle Circoscrizioni mica è male: bisogna insistere col partito Democratico e farlo subito. Vengo dalla direzione nazionale e ho posto la questione della scelta del leader, subito". E chissà se sarà più difficile trovare quello o il leader dell'opposizione in consiglio comunale.

 
 
di Alessandra Lancia

del 29 maggio 2007

DIAMO A PEPPE QUEL CHE E' DI PEPPE

Dunque sembra che i reatini abbiano scelto l'Emili - bis. Almeno alla mezzanotte di ieri, quando le 21 sezioni scrutinate su 51 davano il Sindaco uscente al 52,96%. Stando a questi dati Giuseppe Emili consegna al centrodestra la quarta vittoria consecutiva al Comune di Rieti e, dopo 13 anni, non può essere un caso. Sinceramente rimane difficile credere che i cittadini di Rieti abbiano ancora una volta scelto la Cdl per una questione di "voto di scambio", come affermato in tarda sera ai microfoni di Mep Radio dall'assessore provinciale Luigi Taddei. Ci rimane altrettanto difficile credere che i reatini "non abbiano capito", come dichiarato in seguito alle prime proiezioni da un dirigente dei Ds. No, per favore. Concordi o meno che si sia con le opinioni e le idealità dei vincitori, lasciamo che le bassezze e le accuse che hanno contraddistinto la campagna elettorale rimangano un ricordo. E diamo a Cesare quel che è di Cesare, o meglio, a Peppe quel che è di Peppe. Se i dati verranno confermati Emili avrà conquistato quella vittoria al primo turno sulla quale in pochi avrebbero scommesso solo fino a qualche settimana prima delle elezioni. In molti, anche negli ultimi due giorni di campagna elettorale sotto il velo del silenzio imposto alla propaganda, cullavano la speranza del ballottaggio e di uno scarto ridotto tra Cdl e Unione. E invece forse aveva ragione lui. Aveva ragione Emili quando diceva che un amministratore è un buon amministratore se, innanzitutto, riesce a garantire una buona ordinaria amministrazione. Forse, se i dati confermeranno quel 52,5 %, tutti dovranno riconoscere al centrodestra di non aver governato così male da far venire voglia ai cittadini di votare per la "rivoluzione" promessa dal centrosinistra. E forse il centrosinistra, come hanno suggerito Mauro Vassallo e Giovanni Mascioletti sin dai primi dati, dovrebbe riflettere. Magari sul 19% dell'Ulivo a fronte del 30% alle politiche dello scorso anno. O forse sul 4 % di Rifondazione che cala e non poco. Per iniziare a riflettere il primo passo da fare è riconoscere che i reatini tutti, dell'uno e dell'altro schieramento, hanno votato con serenità ciò che ritenevano migliore.

   
 
di Marco Fuggetta

del 29 maggio 2007

EMILI CONFERMATO SINDACO

Emili dà una dura lezione al centro-sinistra. Vince al primo turno e manda a casa ben quattro candidati filo-Prodi/Bertinotti. Alle 00.45, momento in cui chiudiamo questo resoconto, i dati sono ancora parziali ma sono i rappresentanti di lista dei singoli partiti che, preferenze alla mano raccolte nelle 53 sezioni, conclamano la vittoria della Casa della Libertà. Emili sembrerebbe volare addirittura oltre il 52,8%: un dato che supera anche i sondaggi della campagna elettorale (51,5%). Papalia si fermerebbe al 42,5%, Tigli al 4%, Desideri al 0,8% e Bernardinetti al 0,7%. Lo scrutinio nelle sezioni è stato piuttosto tranquillo, pochissime le contestazioni. Un dato politico piuttosto significativo ha riguardato il voto disgiunto di tanti reatini che hanno indicato consiglieri comunali dell'Unione per dare poi la preferenza al sindaco Emili. Così "Peppe" è andato oltre i suoi partiti, incassando una simpatia incrociata che alla vigilia giornali e tv locali , schieratissimi, attribuivano al suo "dirimpettaio della sinistra-centro". "Dedico questa vittoria alle famiglie reatine. E un posto in prima fila ce lo hanno votato, la piccola borghesia che vive di stipendio, di sogni e di tanta onestà; abbraccio gli artigiani, le casalinghe, i residenti nella piana reatina e quelli di Villa Reatina che non è più "rossa". Ha vinto la concretezza , l'azione amministrativa fatta di piccole grandi cose ogni giorno. Gli altri hanno fondato tutto sull'apparire; hanno chiamato Fassino, Rutelli, Veltroni, ma i reatini stanchi di questi signori che fanno solo promesse e vanno in giro con i portafogli gonfi. Prodi e Marrazzo invece, le nostre tasche le stanno svuotando e per questo sono stati puniti. E poi, ha vinto la nostra compattezza. Tutti i partiti che mi hanno sostenuto sono artefici di questo successo". Adesso Emili dice di voler mettere mano alla ricomposizione del tessuto sociale cittadino, "diviso dai metodi arroganti e sbruffoni di Papalia e dei suoi fedelissimi". "Durante la campagna elettorale hanno sempre usato parole denigratorie; mi hanno insultato, hanno insultato il centro-destra, hanno cercato la provocazione, ma noi non ci siamo cascati". In effetti l'aggressività sino a ieri alle 17, si percepiva in tutti i seggi, nei comitati elettorali. Poi, con il passare delle ore, il centro-sinistra ha dovuto ammettere la sonora sconfitta. Musi lunghi, invettive e qualcuno che ha cercato di distribuire rimproveri televisivi. "Su Rtr non è stata bellissima la figura dell'assessore provinciale Taddei e di Valeri dell'Udeur - dicono dal Comitato per Emili sindaco - se la sono presa con tutti e alla fine Taddei si è alzato e se ne è andato; non sanno perdere". Il risultato elettorale più consistente dovrebbe essere quello di Forza Italia e l'abbraccio di mezzanotte tra Emili e Cicolani sta a dimostrare tutta la gratitudine del primocittadino nei confronti del senatore forzista e dei suoi candidati-consiglieri.

   
 
di Paolo Di Lorenzo

del 28 maggio 2007

EMILI SUBITO RIELETTO, PAPALIA MAI IN PARTITA

Squadra che governa non si cambia: il sindaco Giuseppe Emili centra la riconferma al primo turno (52,1% il trend consolidato quando con la mezzanotte era passata anche la soglia dei 22mila voti scrutinati su 32mila) lasciando Gaetano Papalia al 43% (e la sua coalizione al 44,2%) e ai candidati minori ruoli ancor più minoritari (Paolo Tigli al 3,5%, Giovanni Bernardinetti 0,5%, Nazzarena Desideri 0,1%). Più o meno il quadro del 2002, con il centro sinistra ricacciato di nuovo lontano dalla fatidica soglia del 50% che invece aveva superato nelle elezioni successive. "Nessuna meraviglia - dice Giuseppe Emili in tarda serata - sono realista e sapevo che saremo stati premiati dal voto popolare per quanto fatto. Non sono molto bravo a vendere, a comunicare , ma so realizzare". Certo, "adesso ci sarà da ricucire i rapporti che in questa campagna elettorale si sono un p'ò lacerati. Col senno di poi certo tante cose dette non le ripeterei. Ma saprò dimostrare di essere il sindaco di tutti i cittadini e non soltanto dei miei elettori". L'amministrazione riserva ancora fatica - per i lavori di abbellimento della città da finire e le nuove questioni impostate (ente fieristico, contratto di quartiere di Villa Reatina e grande viabilità) da cantierare - la politica non poche incognite: "ancora non ho ragionato né di nomi né di criteri ma una cosa è certa: varrà lo spirito della legge che da al solo sindaco la conduzione della linea politica e con lui al consiglio comunale mentre alla Giunta e agli assessori un ruolo tecnico di collaborazione". Considerati i primi dati disponibili sui partiti - con l'exploit della Dc per le autonomie di Marzio Leoncini e quello del Pri di Ettore Saletti non sarà semplice. Ne hanno fatto le spese i partiti grandi, a destra (FI, An) come a sinistra (con l'Ulivo sì primo partito della città ma certo non per sommatoria di Ds e Margherita), e con l'Udeur di Maurizio Vassallo quarto partito cittadino e con un buon 4% alla Lista civica per Papalia. "Quanto al mio ruolo mi rimetto alla volontà della coalizione". Ma difficilmente per fare opposizione ci sarà da spingere o fare la coda.

   
 
di Alessandra Lancia
 

BALLOTTAGGIO? UN BRIVIDO DURATO SOLO MEZZ'ORA

Il primo dato è quello che schizza fuori non si sa bene da dove, alle 16,30 su Rai 3: indirizza Rieti al ballottaggio, inchiodando Emili al 49,5%. Ma prima di avere dati veri bisogna penare altre due ore, con le frazioni che, al contrario, incoronano Emili sindaco con ampio scarto dall'inseguitore Papalia. Mezz'ora ancora mentre in piazza Emili attorniato da uno stuolo di assessori e militanti è già lì che morde il freno per festeggiare poche centinaia di metri più in giù, nella federazione della Quercia, Melilli, Perilli e Ferroni si preparano a incassare la sconfitta. Dati ufficiali ce ne sono pochissimi ma con Gustavo Marcheggiani alla macchina già bastano per indovinare il trend: praticamente lo stesso del 2002, dunque inutile sperare nel ballottaggio. Torniamo alle 16: completo grigio chiaro e cravatta azzurra, Giuseppe Emili arriva nel suo ufficio al secondo piano del Comune. Una giornata nervosa? "No, non direi proprio. Sono assolutamente tranquillo". Poi, a chi gli prospetta l'ipotesi di un ballottaggio con il candidato del centro sinistra Gaetano Papalia, taglia corto con un mezzo sorriso: "Vincerò al primo turno". Neanche mezzora, però, ed ecco il primo (ed unico) brivido vissuto dal centrodestra reatino ovvero la già ricordata proiezione che dà Emili di poco sotto al 50%. Ballottaggio allora non improbabile? Il sindaco imbocca la via dell'ascensore un po' più scuro in volto, preferisce non commentare, scende in piazza e lì rimane (quasi sempre attaccato al cellulare) per una ventina di minuti. E' un attimo, giusto un attimo di preoccupazione perché ben presto la percentuale che lo vede in testa inizia a salire. E allora comincia la spola tra Comune e piazza, "per scaricare la tensione - dirà - incontrare la gente e ricevere qualche pacca sulla spalla, perché a volte serve anche quella". Di pacche, strette di mano e abbracci ne arrivano a valanga quando intorno alle 19 rientra nell'ufficio. "Non ho mai avuto alcun dubbio sulla vittoria - ripete - men che meno sul fatto che ce l'avremo fatta al primo turno". Ore 20: ogni ipotesi di ballottaggio è definitivamente tramontata, tanto più che già da un paio d'ore nel centrodestra è convinzione unanime che l'Emili-bis è ormai cosa fatta. Cosa rimane? Brindare al trionfo mai realmente a rischio. Tutti da Gengarelli, dove Emili alza i calici circondato dai "suoi": Rositani (che era stato tra i primi a raggiungerlo nel pomeriggio in Municipio), Costini, Gerbino e Cicchetti. Altre facce in viale Matteucci: "Non c'è proprio verso di vincere eh?", saluta Papalia tra un'intervista e un'altra nella sede del comitato elettorale. Nessun brindisi ovviamente. "Da domani riprendo la mia bicicletta", si consola Alfredo Trinchi; "e io la strada per San Benedetto: cambio residenza" promette Massimo Bonanni. Papalia - nel pomeriggio a lungo introvabile - si concede invece volentieri alle interviste. Errori? "Forse un ritardo sulla partenza della campagna elettorale, ma dovevamo fare uno stacco dalle primarie". Però è apparsa freddino la fusione tra Papalia-imprenditore e la politica reatina: "Si, è vero. I partiti mi hanno lasciato solo: ciascun candidato era concentrato per sé ma non mi è stato affiancato nessuno di staff. Se solo avessi potuto contattare più gente sicuramente avremmo avuto un riscontro maggiore. Certo, c'era da vincere questa cappa di terrorismo psicologico stesa dal centro destra per non dire del clientelismo spinto". Però se il trend è lo stesso del 2002 valore aggiunto Papalia non ne ha portato alla coalizione: "Questo è presto per dirlo. Va fatta l'analisi del voto: io credo invece, di aver compensato quanto non ho avuto dai partiti". La passione del basket quindi resta: "Senz'altro. Non so se qui o altrove: non doveva arrivare Berlusconi e comprare tutto?". E' un attimo: "No, scherzo". Altro attimo: "Mica tanto".

 
 
di Alessandra Lancia e Ilaria Strinati

del 25 maggio 2007

DALLA PIAZZA ENTUSIASMO PER VELTRONI E PAPALIA

"Con Gaetano Papalia abbiamo in comune due passioni, il basket e, spero presto, il fatto di essere sindaco": la piazza aspetta Walter Veltroni e Veltroni non si fa aspettare. Papalia ha appena chiuso il suo discorso riepilogando i cinque cardini del suo progetto di città - l'emancipazione culturale, lo sblocco dell'urbanistica, un piano regolatore sociale, un patto di legislatura per lo sviluppo sostenibile e la messa in efficienza della macchina comunale - e lanciando un appello alle madri e alle nonne di Rieti "perché si fidino di noi che vogliamo dare una prospettiva ai loro figli e nipoti, siano con noi in questo cammino di rinnovamento e di apertura all'esterno di questa città". "Quello di sindaco è il mestiere più bello del mondo - dice Veltroni - mestieraccio, che ti succhia tutte le energie ma stupendo perché ti consente di mettere a frutto le tue idee e di stare al servizio della tua gente". Ed è per il sindaco che si vota, domenica e lunedì. "non credete a chi, mentendo, vi dice che il valore di questo voto è politico: quello è stato l'anno scorso e sarà di nuovo nel 2011, queste sono elezioni amministrative e sono le più importanti perché scegliete la persona a cui affidare la vostra città". Veltroni usa la metafora del pullman, "e per guidare il pullman ci vuole la patente, l'esperienza e la capacità di ascolto". Ma anche umanità e coraggio "doti che Papalia ha: non si porta una squadra in serie A senza un progetto, senza entusiasmo". Poi c'è quanto può portare in dote "l'amicizia personale oltre che la "filiera istituzionale" che ci lega: possiamo ragionare su progetti comuni in tema di turismo, volo a vela, sport". Parla venti minuti, Veltroni (che arriva da L'Aquila e Avezzano) "ma da me non sentirete né insulti né altro: chissà quanti ne saranno stati detti in questi giorni però credo che gli italiani siano stufi di un bipolarismo tribale come quello servito tutti i giorni in tv o in campagna elettorale. Quella è gente che passa, il sindaco invece resta. Perciò votate una persona che abbia la capacità di unire, di scendere nel cuore della sua comunità, di risolvere i problemi tenendo insieme cervello e cuore". Spesso un lusso, da queste parti.

 
 
di Alessandra Lancia

del 24 maggio 2007

"ECCO IL 'PATTO DEI PRIMI 100 GIORNI' PER I CINQUE CANDIDATI"

In questa fase finale della campagna elettorale per le elezioni amministrative i cinque candidati sindaci del capoluogo potrebbero compiere un atto di responsabilità verso la città impegnaqndosi nella condivisione di una carta di valori e principi comuni nonché di un programma dei primi centogiorni di amministrazione. I valori ed i principii proposti riguardano la sfera di una buona e corretta gestione della cosa pubblica ed esulano da riferimenti ideologici o interessi di parte; l'elettorato quindi apprezzerebbe che ogni candidato si uniformasse ad essi anche attraverso un impegno (o eventualmente un disconoscimento) pubblico pre-elettorale. In primo luogo si propone di riconoscere alla carica di sindaco, alla giunta e al consiglio comunale un ruolo di rappresentanza della comunità cittadina anche in quelle di situazioni di vita sociale che non riguardano strettamente l'ambito amministrativo. Si propone inoltre l'impiego di competenze tecniche come ovvio fondamentale requisito di ogni amministrazione al servizio dei cittadini. In tal senso, si potrebbe restringere alla sfera del consiglio comunale la dialettica politica mentre gli assessorati potrebbero essere guidati dai tecnici opportuni come giuristi, architetti, contabili, economisti, sociologi. Le analisi e le soluzioni delle questioni cittadine verrebbero effettuate quindi da "una giunta tecnica" ancor più prestigiosa e credibile se con componenti al di sopra delle parti. E' inoltre necessario un impegno co0ndiviso per migliorare la pubblicità degli atti dell'amministrazione. Anche attraverso organi di stampa e comunicazione, i cittadini dovrebbero poter disporre di dettagliate informazioni inerenti la gestione della città, come il bilancio annuale e le sue voci (preventivo e consuntivo) o bilanci settoriali e tematici, in modo che si possano valutare i costi e i benefici sia dei singoli provvedimenti che della gestione complessiva. Coerentemente con i valori della competenza e della pubblicità, i candidati si impegnino inoltre per la trasparenza nell'assegnazione degli appalti, degli incarichi dirigenziali e della selezione del personale. Gare e concorsi devono essere banditi con la massima pubblicità (utilizzando organi di informazione di massa per tempi prolungati) con criteri di selezione oggettivi e specifici (titoli e test da preferire, temi e prove orali da evitare). I candidati inoltre dovrebbero indicare le soluzioni ai potenziali conflitti di interesse in capo a se stessi e agli altri potenziali amministratori, dovrebbero impegnarsi per la collaborazione con le altre amministrazioni pubbliche e promuovere l'interazione con i soggetti privati. Un programma da iniziare nei primi cento giorni potrebbe riferirsi ai seguenti punti. Istituire un organo di analisi economica del territorio che serva sia gli operatori economici privati attraverso la divulgazione di analisi, previsioni e ricerche economiche attinenti al territorio sia la pubblica amministrazione attraverso strumenti idonei per valutare politiche economiche, fiscali e distributive. Attuare provvedimenti di natura ecologica come il miglioramento delle quote di rifiuti differenziati e il proseguimento del risparmio energetico anche attraverso lo sfruttamento di sinergie derivanti dalla vicinanza al nucleo industriale. Tutelare le risorse locali naturali favorendone il corretto uso, il mantenimento nel tempo e la equa composizione in caso di alienazione. Abbattere le protezioni dal mercato e favorire le liberalizzazioni. Promuovere, nell'insieme, un progetto di città giovane e proiettata al futuro, che individui nella conoscenza, nel rispetto dell'ambiente e nella qualità della vita i suoi punti di forza. Una pubblica assunzione di tali precise responsabilità potrebbe essere il primo fondamentale passo per una nuova fiducia verso le istituzioni; attuarle potrebbe generare un circolo virtuoso tale da imprimere una vera svolta nella vita sociale ed economica della città.

 
 
di Andrea Beccarini (professore di Economia politica all'Università de l'Aquila) .

del 21 maggio 2007

 

EMILI e Cicchetti protagonisti insieme nel comizio di ieri sera in piazza Vittorio Emanuele. Tanta gente, tanto entusiasmo, discorsi interrotti ben 29 volte dagli applausi dei presenti. Costini apre le danze commentando gli slogan fumosi dell'Unione e le promesse non mantenute dei vari Prodi, Marrazzo e Melilli. C'è anche l'europarlamentare di Fiamma Tricolore Luca Romagnoli.Emili sale sul palco con la "scorta". "Dopo le minacce di Papalia che dice di volermi macinare ho ingaggiato la scorta come da lui suggerito - esordisce Emili - sono questi due bambini, figli di due famiglie, reatine, cattoliche e che mi stanno sostenendo in questa dura campagna elettorale. Ma ci siamo, il successo è dietro l'angolo e il centro-sinistra le sta tentando tutte pur di buttare la campagna elettorale in bagarre. Ma io sono una persona mite e responsabile e non cadrò nelle loro provocazioni. Sono stati capaci di rire alla stampa che ieri per Rutelli c'erano gli stessi presenti registrati per Berlusconi, cioè hanno detto che i 400 di ieri sera erano come i settemila che hanno accolto Silvio e il centro-destra". E sui numeri gioca anche Cicchetti. "Ora Papalia e i suoi ammettono che sono in ritardo solo di 500 voti - sbotta il capogruppo in Regione di An - mettono le mani avanti, sanno che hanno perso e il distacco sarà ben superiore ai 500 voti. Ma d'altra parte il sig. Papalia e i comunisti hanno sbagliato a sottovalutare le famiglie di Rieti; pensavano che fosse sufficiente la sola campagna denigratoria contro l'avversario per vincere oppure l'utilizzo improprio della pallacanestro. I reatini in 13 anni di centro-destra ci hanno chiesto strade, fognature nuove, illuminazione moderna, potenziamento del Polo Universitario che ora conta nove corsi di laurea e ben 1.400 studenti, parchi e giardini, stabilizzazione dei precari, abbattimento del'Ici e potrei continuare". Cicchetti è un fiume in piena , riesce a riempire la piazza. "E poi di una cosa siamo orgogliosi, noi siamo gente onesta. Emili è un sindaco che lavora tutto il giorno in Comune e che viveva in una casa in affitto quando è stato eletto sindaco e oggi, dopo cinque anni, vive con la sua famiglia ancora in affitto, nello stesso appartamento di Micioccoli. Questa è la gente di Destra". Poi Cicchetti affonda, parla dei Dico, della legge sulla droga, dell'indulto che sta seminando delinquenti in tutta Italia, degli sprechi alla Regione. "Papalia è come Prodi e come Marrazzo e quindi i reatini si guarderanno bene dal votarlo - conclude Cicchetti - è la Sinistra dei privilegi e degli sprechi. Sta facendo il giro d'Italia lo scandalo delle auto blu e delle Commissioni del Consiglio Regionale del Lazio. Loro hanno detto che i consiglieri non debbono pagare le medicine e io mi vergogno di usufruire di questi privilegi da casta, perché i nostri stipendi ci consentono di pagarle e anche più di altri cittadini. Noi al Comune quando abbiamo iniziato a stabilizzare i precari e gli Lsu non abbiamo chiesto loro per quale partito votassero - ha chiarito Cicchetti - per la Destra sociale i lavoratori sono tutti uguali. Noi vogliamo azzerare l'Ici sulla prima casa, Rutelli ci dà ragione e Papalia dice che non è giusto. Si mettano d'accordo. Non sanno nemmeno quello che dicono". Questa sera, a partire dalle 18,30, nuova grande manifestazione di An. Ci sarà il vice presidente della Camera dei Deputati, on. Giorgia Meloni, a sostenere Giovanni Rositani, candidato in Alleanza Nazionale e presidente provinciale di Azione Giovani. Poi musica e cabaret con il comico Dado.

   
 
di Paolo Di Lorenzo

del 19 maggio 2007

RIETI SI FERMA PER BERLUSCONI

Liberisti o si è o non si è. E Berlusconi ha dimostrato di esserlo forse in maniera libertaria e senza remore all inventiva: ha cambiato ben 5 volte itinerario, così, sul tamburo, mandando in tilt la Digos che non sapeva più che cosa fare. Scontata la risposta di Rieti alla prima venuta in città dell ex presidente del Consiglio: Una risposta generosa e che non dimenticherò . Indipendentemente da come sarebbe dovuto essere questo l itinerario che è stato: Visita al vescovo, monsignor Delio Lucarelli. Incontro cordialissimo e visita alla cattedrale, al museo, alla cripta con giudizi altamente positivi: Se dovessi sposarmi un altra volta, mi sposerei qui. In Finlandia mi hanno portato a visitare una chiesa di grande tradizione e memoria storiche: non c è paragone con questa. Degna di una capitale europea . Poi, invece che salire nell aula consiliare dove erano ad attenderlo tutti i sindaci di FI, gli amministratori e i rappresentanti delle categorie sociali, è sceso dalla macchina e si è letteralmente molecolarizzato tra la gente in attesa sulla piazza poi, invece che salire in Comune come concordato, è salito sul palco ed ha cominciato a parlare determinando la discesa forzosa di chi era in attesa nell aula consiliare, sindaco Giuseppe Emili compreso. Insomma il Berlusconi popolare ha avuto la meglio su quello istituzionale e degli spazi chiusi. Ampio riconoscimento all opera del sindaco le cui linee operative e programmatiche rispecchiano quelle del nostro governo: ha lavorato bene ed ha realizzato tutto quanto promesso per la città: dalle strade ai parchi, ai giardini . E soprattutto per la politica sociale . Per cui votare per Emili significa contribuire a sfrattare il governo Prodi perché le prossime elezioni amministrative assumono una chiara valenza politica  (dà il centrodestra al 73% ed il centrosinistra al 27%). E poi un forte richiamo alla politica dell odio ed al combaciamento tra giunta comunale e linea di FI per la riduzione dell Ici . Poi il Berlusconi delle battute che decomprimono le tensioni politiche: Perché i comunisti sono sempre tristi? Perché la mattina, quando si alzano, guardandosi allo specchio vedono le proprie facce e così cadono nella tristezza . Comizio spezzato dall intervento appassionato del sindaco Emili basato soprattutto sulla politica delle cose e non delle parole e noi le cose promesse le abbiamo fatte e le seguiteremo a farle. Prima di tutto la riduzione dell Ici prima casa e addirittura l abolizione totale di essa. E poi la città-cantiere per adattarla alle esigenze del momento ed il grosso intervento finanziario sulle politiche sociali . Poi in Comune dove Berlusconi, presenti l europarlamentare Antonio Tajani ed i parlamentari Guglielmo Rositani (An) e Francesco Ciro (FI), è stato presentato dal senatore Angelo Maria Cicolani il quale ha rivendicato al governo Berlusconi e con trasparente riferimento al Reatino la politica del territorio. E qui l onorevole Berlusconi traccia un complesso quadro della politica nazionale ed europea ed un chiaro riferimento alla famiglia ed al diritto che ha la Chiesa di intervenire sulle questioni dei propri principi inerenti alla fede. Per il sindaco (donati a Berlusconi il prezioso volume Sabina  della Editalia ed una stampa della città) si è trattato della giornata più bella che la città abbia vissuto . Prima di proseguire per L Aquila Berlusconi rimette alla città un affettuoso saluto  con particolare indirizzo alle signore .

   
 
di Ajmone Fliberto Milli

del 19 maggio 2007

MINACCIE LE MIE?" PAPALIA QUERELA EMILI

E  il delirio di una campagna elettorale ormai in degrado ed ecco a stessa vicenda diventare per un candidato (Papalia) uno scambi di battute tra candidati davanti ad una frittura di pesce tra una risata, un bacio sulla guancia alla mia segretaria da parte di Sanesi ed una stretta di mano  e per l altro (Emili) un messaggio mafioso . E  quanto accaduto in un ristorante del centro di Rieti dove la frase del candidato di centrosinistra rivolta all assessore alla Sport Giuliano Sanesi a proposito dell invito ad Emili, - così ha chiarito Papalia- di munirsi di un tutore, visto che ha difficoltà nel districarsi tra gli argomenti, perché dalla prossima settimana lo macinerò sui contenuti , è diventata secondo quanto riportato da un comunicato del comitato Emili sindaco  la seguente : Avverti il tuo amico sindaco che girasse con la scorta, altrimenti lo macino . Una trasformazione  che ha scatenato le ire di Papalia il quale ieri ha annunciato nella gremita conferenza stampa, che ha visto compatto il centrosinistra, che abbandonerà il fair play querelando Emili. Ho dato mandato al penalista Giovanni Domenico Caiazza - ha annunciato - di procedere con la denuncia di Emili per diffamazione aggravata a mezzo stampa e per attribuzione del fatto determinato, perché mi sono stufato del livello da pollaio  di questa campagna elettorale mentre noi vogliamo un confronto politico e amministrativo tanto che ho deciso di partecipare anche ai prossimi faccia a faccia con Emili . E pensare che tutto era iniziato con un Papalia che, rivolgendosi a Sanesi, aveva chiesto se Berlusconi avrebbe portato i soldi per acquistare la Sebastiani  ironizzando sul fatto che avrebbe potuto farlo anche prima visto che quattro anni fa l ho tirata su sostenendo il peso da solo . Da lì la risposta di Sanesi su alcune cose che avrebbe detto Papalia a Quattro Strade, negate dal candidato del centrosinistra. Fino al presunto messaggio di stampo mafioso  (Calabrese ha ironizzato sulla vicenda portando in conferenza stampa un pezzettino di piombo ritrovato sulla sua scrivania e chiedendo ai presenti se pensassero che si trattasse di una minaccia di morte ) con un Emili che si dice disponibile nei confronti della Magistratura per confermare l accaduto . Una vicenda che segue il polverone alzato sull assenza al comizio di Fassino di Papalia, impegnato al confronto di Azione cattolica. Un confronto che, ha chiarito Papalia, doveva essere onorato anche se capisco lo stupore di chi mi ha visto rinunciare ad una piazza di mille persone a fianco di uno dei leader nazionali più stimati per intrattenersi con una cinquantina di uomini e donne che volevano conoscere il pensiero dei candidati .

   
 
di Paola Cuzzocrea

del 18 maggio 2007

 

BERLUSCONI arriverà a Rieti oggi pomeriggio alle 16. Visiterà la nostra città, per incontrare le famiglie reatine, a sostegno della candidatura del sindaco Giuseppe Emili. La prima tappa è prevista in Piazza Cesare Battisti-Piazza Mariano Vittori; il presidente sarà ricevuto da una delegazione composta da Giuseppe Emili, dal Coordinatore Regionale Francesco Giro, dal Coordinatore Provinciale Angelo Maria Cicolani, dai tre parlamentari europei di Forza Italia, eletti nella Regione Lazio, Antonio Tajani, Alfredo Antoniozzi, Stefano Zappalà e dall' On. Guglielmo Rositani. Ad attenderlo ci saranno tutti i leader del centro-destra reatino e i quasi 500 candidati della Cdl (tra Consiglio Comunale e Circoscrizioni). Ma ci saranno anche tanti tifosi della pallacanestro cittadina delusi dall'atteggiamento di patron Papalia, impegnato ad i successi sportivi per questioni di politica. "Quando ho raccontato questa storia a Berlusconi - ha detto il sen. Cicolani - lui ha sgranato gli occhi e comunque mi ha detto stiano tranquilli i reatini e gli appassionati di basket, vincerà Emili e noi non vi lasceremo soli". Tornando al programma del presidente di Forza Italia, la prima visita la farà in Cattedrale e al vescovo; poi gli incontri ufficiali con le istituzioni, i partiti della Casa delle Libertà, con gli imprenditori, con gli operai del Nucleo Industriale, con gli Lsu e i precari della Regione e della Provincia. A seguire saluto ufficiale in Comune ma soltanto per 150 persone accreditate (candidati e amministratori). Alle 17 il maxi-comizio in piazza Vittorio Emanuele. "E' chiaro che Berlusconi non viene soltanto per i candidati azzurri ma per tirare la volata a tutto il centro-destra e al sindaco Emili - ha aggiunto Cicolani - vogliamo vincere al primo turno e ci riusciremo. Noi, non voglio ripetermi, ma abbiamo messo in piedi una lista che, dagli altri, viene definita la più forte di tutta la competizione. Ci sono dentro professionisti, operai, medici, precari della Provincia, disoccupati, tanti giovani e tante donne motivate. Rieti si vuole riscattare al cospetto delle finte promesse della Sinistra provinciale, regionale e nazionale". Cicolani per oggi pomeriggio si aspetta una vera festa di popolo e un bagno di folla. "Berlusconi stesso vedrà con i suoi occhi che con il centro-destra Rieti è stata trasformata - ha aggiunto Cicolani - cantieri dappertutto, strade rifatte, marciapiedi, piazze, parcheggi, stabilizzazione dei Lsu del Comune. I candidati sono in giro per la città e raccolgono consensi; la Sinistra anche di fronte alle cose evidenti come le rotatorie, le 200 strade rifatte, i parchi ecc. si limitano a dire che non gli piacciono. Loro sono divisi su tutto e stanno litigando ogni giorno (guardate lo sgarbo di Papalia che non è salito sul palco con Fassino) ormai sono cotti, noi invece siamo compatti".

   
 
di Paolo Di Lorenzo

del 17 maggio 2007

NON E' UN VOTO POLITICO

Nonostante la pioggia c'erano proprio tutti sul palco (un po' meno sotto) allestito in Piazza Vittorio Emanuele per il comizio del leader nazionale dei Ds Piero Fassino, dal presidente della provincia Melilli ai consiglieri regionali Massimi e Perilli fino ad arrivare ai segretari provinciali dei due partiti dell'Ulivo Marino Marinangeli dei Ds e Elena Leonardi della Margherita. Mancava solo lui, il candidato sindaco dell'Unione Gaetano Papalia che, un po' a sorpresa, preferisce l'incontro promosso dall'Azione cattolica al comizio spalla a spalla con Piero Fassino. "La pioggia ha l'unico merito di accorciare gli interventi", dice Calabrese, e in effetti Marinangeli, Massimi e Melilli rubano pochi minuti a Fassino che apre il proprio intervento sottolineando "l'importanza di queste elezioni amministrative. Stiamo assistendo ad una tendenza dei leader del centrodestra a trasmettere il messaggio che questo sia un voto contro il governo Prodi. Noi pensiamo che bisogna rispettare gli elettori, e lo si fa dicendo chiaramente che chi deve governare a Roma i cittadini l'hanno già deciso un anno fa. Questo voto invece dovrà concentrarsi sui candidati alla carica di sindaco, sui programmi che si intendono mettere in campo per rispondere alle esigenze e ai bisogni della gente. Oggi" - ha proseguito Fassino - "l'attenzione dei cittadini verso la figura del Sindaco è maggiore rispetto al passato, perché è l'unica figura istituzionale che tutti conoscono e sanno che da egli dipendono molte cose grandi e piccole della propria vita quotidiana". Poi il leader della quercia ricorda come, con l'elezione diretta del primo cittadino, "spesso si voti anche per uno schieramento diverso da quello per cui si è votato nella precedente tornata elettorale nazionale o regionale", poiché nelle comunali "conta l'autorevolezza della persona, l'affidabilità, la capacità di trasmettere e queste qualità Papalia le ha e potrà essere un sindaco che saprà corrispondere alle esigenze della gente.
I cittadini vogliono un sindaco forte, autorevole, capace di offrire opportunità di sviluppo alle città e noi stiamo aiutando gli amministratori locali nel loro compito grazie alle scelte di politica nazionale". A questo punto Fassino cita la legge finanziaria del governo Prodi "nella quale vi sono scelte decisive come il piano pluriennale per gli asili nido, la costituzione del fondo nazionale per le persone non autosufficenti e per la prima volta un fondo nazionale per l'integrazione degli extracomunitari fondamentale per la nascita di una società multiculturale e multietnica. Tutte queste sono messe a disposizione dei poteri locali". Quelle amministrazioni locali che Fassino definisce "testimoni della percezioni di maggiore affidabilità che gli italiani hanno del centrosinistra al governo" viste le 16 regioni e le 80 province nelle quali "i cittadini hanno scelto di votarci". La conclusione è tutta incentrata sulla "domanda di unità, coesione e stabilità che giunge dagli elettori. Votare l'Ulivo, in questo contesto storico verso il Partito Democratico, anche a livello locale significa garantire governabilità e" - citando il primo messaggio da Capo dello Stato di Giorgio Napolitano spiega che - "i cittadini sono stufi della eccessiva frammentazione del quadro politico". Fassino conclude con l'invito a "parlare con la gente in questi ultimi 10 giorni, quindi, con una battuta, guardare meno Porta a Porta e andare più Porta per Porta".

   
 
di Marco Fuggetta
 

LA DESIDERI (Plc): RUTELLI OSCURERA' IL NOSTRO COMIZIO

Il botta e risposta tra i candidati del centrodestra e del centrosinistra, Giuseppe Emili e Gaetano Papalia, continua. Dopo che Papalia aveva "consigliato" a Emili di seguire un "corso di aggiornamento", ieri è arrivata la risposta del candidato della Cdl. "Confermo che Papalia proprio non capisce nulla di amministrazione" - esordisce - "dopo avergli fatto notare che il mandato di un sindaco dura 5 anni e non 4 come dice lui, si è arrabbiato. Si è poi giustificato dicendo che lui si riferiva al cosiddetto Peg (Piano economico di gestione). Papalia non sa neppure che il Peg è annuale e non quadriennale come invece erroneamente sostiene. Prendo atto, e non c'è nulla di male, che non capisca nulla di amministrazione essendo un politico improvvisato, ma mi domando: chi lo consiglia? Avrebbe fatto più bella figura ad ammettere l'errore invece di arrampicarsi sugli specchi. Quando qualcuno non è esperto in un campo" - conclude Emili con ironia - "(si, un campo: perché io gli agricoltori li difendo, Papalia evidentemente li disprezza), un tempo si diceva che era meglio che si desse all'ippica". Nel frattempo un'altra polemica nasce tra l'Ulivo e la sinistra-sinistra della candidata Nazzarena Desideri. Il Pcl da tempo aveva organizzato il comizio con il proprio leader nazionale Marco Ferrando per sabato 19 ma nei giorni scorsi è stato comunicato che anche il Ministro e Vicepremier Francesco Rutelli sarà in Piazza nello stesso giorno alle ore 19. Come se ne esce? "Siamo tutti uguali, ma c'è sempre chi è più uguale degli altri" - si legge in una nota diffusa ieri dal Partito Comunista dei Lavoratori - "alle ore 19 di sabato 19 maggio "cicciotello" deve parlare sulla piazza di Rieti. Questo è l'ordine che piomba, come un fulmine a cielo sereno, nella prefettura di Rieti, a tre giorni dalla data fatidica; ad attuare ed eseguire l'ordine provveda Prefettura e Digos. Il fatto che la piazza è richiesta dal Pcl, fin dal 20 aprile (data protocollo), per la sua unica manifestazione elettorale, è un dettaglio del tutto trascurabile. Il problema" - conclude la nota del Pcl - "è l'arroganza del potere sia di centrodestra sia di centrosinistra, i governi cambiano ma la musica è sempre la stessa". Per il palco si vedrà.

 
 
di Marco Fuggetta
   

del 16 maggio 2007

CONFRONTO AL VETRIOLO

Ancora un confronto tra i candidati alla carica di Sindaco per il comune di Rieti. Ieri, proprio presso la sala consiliare del municipio, è andato in scena il quarto match organizzato questa volta dalle associazioni di volontariato, tutela dei diritti e terzo settore aderenti al Comitato 80/88. Puntuali alle 17 tre dei cinque candidati sindaci, Giuseppe Emili per il centrodestra - Casa dei valori comuni, Paolo Tigli per il Terzo Polo - Rieti Viva e Giovanni Bernardinetti per la Dc. Visto l'appuntamento previsto per le 17 e 30 a Palazzo d'Oltre Velino con gli amici dell'Udc, il Sindaco Emili chiede di potere essere interrogato subito dai presenti in merito alle politiche sociali, trovando d'accordo tanto Tigli quanto Bernardinetti. "Sono assolutamente d'accordo sul fatto che per le persone diversamente abili bisogna avere un occhio di riguardo" - esordisce rispondendo al quesito posto da un rappresentante dell'associazione F.i.a.b.a. - "In questi anni, per quanto riguarda le barriere architettoniche abbiamo sistemato diversi chilometri di marciapiedi e ben 201 strade. C'è ancora da fare ma vogliamo proseguire nella manutenzione continua e costante nei prossimi anni. Per quanto riguarda il sostegno ai portatori di handicap e, più in generale al settore dei servizi sociali, vorrei sottolineare come negli ultimi cinque anni si sia passati da 4 milioni e 700 mila euro a 10 milioni e 375 mila euro destinati a questo settore nel bilancio comunale. Inoltre abbiamo organizzato dei tirocini formativi per le persone diversamente abili per tre anni totalmente a carico del comune e abbiamo emesso di recente un ulteriore bando, senza dimenticare l'assistenza psichica, domiciliare, scolastica e quella verso i disagiati gravi in ottemperanza alla legge 162. Se saremo riconfermati l'attenzione sarà ulteriormente accentuata verso questo settore perché noi, mutuando uno degli slogan del nuovo presidente francese Sarkozy, volgiamo che nessuno rimanga ai bordi della strada". Nel frattempo arriva il candidato sindaco del centrosinistra Gaetano Papalia, proprio quando il sindaco in carica Emili, vista anche l'ora, si congeda dalla sala dopo aver avuto una piccola polemica con Antonio Ferraro del comitato 80/88 che aveva interrotto le domande del pubblico per chiedere che ci si attenesse alla traccia di argomenti che era stata consegnata ai candidati. Il problema è che questa traccia Emili non l'aveva proprio ricevuta e neanche Tigli, come dice lui stesso al microfono, esortando l'assemblea a non "mettersi a dividere" su un tema così delicato. "Vi è una disparità tra l'offerta fornita dalla pubblica amministrazione e la domanda in tema di servizi sociali che arriva dai cittadini" - esordisce poi Tigli entrando nel merito del confronto - "E' necessario creare una rete che soddisfi le esigenze primarie della gente. La questione disabilità riguarda quasi tutti gli assessorati e quindi c'è bisogno di una persona che se ne occupi sotto tutti gli aspetti. Un secondo punto è che c'è la necessità di raschiare il barile per trovare tutte le risorse necessarie con le scelte che devono essere sottratte alla discrezionalità degli assessori e dei partiti. Il terzo punto è la necessità di pianificare la risposta al disagio, creando anche una consulta per le famiglie. Infine si dovrà passare dalla logica dell'assistenza a quella dell'integrazione, con un mutamento dell'offerta ma anche della cultura della domanda". Per Bernardinetti innanzitutto "è necessario acquisire una mentalità solidale con il comune che deve essere vicino al cittadino, perché al di là del volontariato c'è bisogno dell'ente pubblico. Negli utlimi trenta anni non c'è stata cultura relativamente al problema dei portatori di handicap. Sono temi molto seri sui quali bisogna riflettere ed impegnarsi. Ma vorrei chiedere ai 780 candidati che vediamo in questi giorni ridere sui loro manifesti" - includendo evidentemente anche quelli della sua lista - "quanti sanno realmente cosa dovranno fare?". La chiusura del giro di spiegazione della propria visione dei servizi sociali spetta al candidato dell'Unione Gaetano Papalia che parte "innanzitutto dal concetto di disagio economico, che oltre ad essere dramma materiale è anche travaglio interiore sul quale è necessario intervenire in maniera adeguata per non correre il rischio di produrre un effetto moltiplicatore. Sono molto vicino all'insegnamento cristiano che è un grande codice etico di vita ma la carità, l'unilaterale disponibilità deve essere dosata ed impiegata solo nelle fasi terminali del bisogno, dove non vi è alternativa. Questi interventi devono diventare delle politiche che emancipino dal bisogno, che affranchino dalla necessità le persone, che prevengano la degenerazione del fenomeno. Le politiche sociali sono anche integrazione tempistica di chi soffre il disagio. Per questo è necessario costituire un dipartimento dei servizi sociali in Comune, che sia coordinato ed omogeneo e legato ai tre, quattro, cinque progetti di rinnovamento della città, nella quale si dovrà costruire una società giusta cioè con pari opportunità per la qualità della vita". L'ennesimo faccia a faccia tra i candidati alla carica di primo cittadino è previsto per stasera dalle ore 21 presso il centro Diocesano, nella Sala San Nicola del palazzo vescovile di Via Cintia, organizzato dall'Azione Cattolica.

   
 
di Marco Fuggetta
 

EMILI E PAPALIA, SCOPPIANO ALTRE SCINTILLE

Ieri il Sindaco e candidato del centrodestra, Giuseppe Emili, ha commentato le notizie giunte dalla Sicilia che testimoniavano una netta vittoria della Cdl in quasi tutti i comuni andati al voto. "Lo stupendo successo del centrodestra nelle elezioni in Sicilia è di ottimo auspicio per le elezioni di Rieti. Mi congratulo con Diego Cammarata per la riconferma a sindaco di Palermo, con Girolamo Fazio a sindaco di Trapani, e con il presidente della Provincia di Ragusa Franco Antoci. Dalla Sicilia" - ha detto Emili - "è arrivato un chiaro segnale politico al disastroso governo Prodi, che nei prossimi giorni non potrà che giungere anche da Rieti. I nostri concittadini, infatti, sono stufi delle promesse non mantenute di Prodi, Marrazzo e Melilli e, come in Sicilia, avranno l'opportunità per dire basta al governo della sinistra". Il candidato dell'Unione Gaetano Papalia, invece, è tornato sulle ultime aspre polemiche proprio con Emili: "Ci penserei 2 volte prima di insultare il presidente di una squadra di basket che con la promozione della sua squadra ha dato lustro alla città". E ancora, dopo aver detto che non lascerà la Sebastiani basket in caso di vittoria ha spiegato che "la società può fare a meno" del contributo del comune, "se fossi eletto il rapporto economico cesserebbe. Il conflitto d'interessi, comunque, è più materia da centrodestra".

 
 
di Marco Fuggetta
   

MANIFESTI SELVAGGI PUBBLICITARI IN RIVOLTA

Questa volta non sono i politici dell'uno e dell'altro schieramento ad accusarsi reciprocamente di imbrattare la città con i propri manifesti elettorali ma la denuncia giunge direttamente da chi di marketing ci vive, letteralmente. Ieri è arrivata la dura presa di posizione della quasi totalità delle agenzie pubblicitarie di Rieti che hanno visto, nella notte tra lunedì e martedì, ricoperti molti dei propri spazi privati utilizzati per pubblicità commerciali dai manifesti propagandistici di una delle liste in supporto a Gaetano Papalia. "Si invita a far presente al sig. Papalia che non sempre viene appoggiato da elementi che ne esaltano la corretta immagine tramite una campagna elettorale a volte estremamente condannabile. Questa notte sono stati ricoperti molti degli impianti privati di agenzie pubblicitarie operanti in città con dei manifesti abusivi e provenienti dal movimento politico Controvento" - scrivono in una nota congiunta i titolari delle agenzie Pubblicittà, Se.Ge.Co.V., De Sanctis Pubblicità, Spazio 81 e Safaro - "Sarebbe il caso di evitare questi fastidiosi (ed affatto graditi) gesti che non consentono assolutamente al partito esposto di farsi una buona pubblicità" e suggeriscono al candidato sindaco del centrosinistra Gaetano Papalia di "strigliare chi mal si comporta in seno al proprio schieramento. Denunciamo questo primo abuso che oltre a rivelarsi un ignobile gesto di mal costume propagandistico elettorale, crea notevoli danni commerciali a chi fa questo lavoro da decenni e che ha sempre agito nel rispetto degli altri e della città". Pronta è arrivata anche la solidarietà agli operatori delle agenzie pubblicitarie da parte del Sindaco, e candidato del centrodestra, Giuseppe Emili. "Voglio esprimere la mia solidarietà alle agenzie pubblicitarie di Rieti, prese di mira da una lista che appoggia il candidato della sinistra-centro Gaetano Papalia" - si legge nella nota - "Comprendo che Papalia essendo esponente della sinistra radicale disprezzi la proprietà privata ottenuta con il sacrificio del lavoro, ma dovrebbe almeno sapere che avallando il comportamento immorale di chi lo sostiene reca un danno doppio: sia alle agenzie pubblicitarie, sia a coloro che se ne servono".

 
di Marco Fuggetta
 

MIGLIORE BENEDICE LA LISTA DI RIFONDAZIONE. ROMAGNOLI ACCENDE LA FIAMMA TRICOLORE

Professori, operai, professionisti, studenti, "con le foto messe tutte insieme nello stesso volantino prodotto dalla federazione reatina perché è questo il concetto che vogliamo rappresentare, un'idea collettiva e altra della politica". Così il capogruppo di Rifondazione Comunista alla Camera, Gennaro Migliore, ha "benedetto" la truppa dei 40 che, dietro al segretario reatino Simone Petrangeli, cercheranno di "dare più peso alla sinistra nell'Unione", rivolgendo un occhio alla costituente della sinistra europea del prossimo 16 giugno e l'altro, più a breve termine, sul "cambiamento di Rieti" - ha spiegato lo stesso Petrangeli - "amministrata dalla Cdl senza un progetto. Puntiamo sui servizi con la ripubblicizzazione dell'Asm, sul Terminillo con un ente parco, sulle politiche sociali con un piano regolatore sociale e sulla lotta alla precarietà". Prima dell'intervento di Migliore, l'assessore provinciale Giacomo Marchioni ricorda "le tante discussioni attorno al nome di Gaetano Papalia, tra noi e con i nostri alleati, ma poi alla fine abbiamo avuto ragione noi a proporre questo nome e la dimostrazione sono state le primarie". Tocca poi al giovane capogruppo alla Camera concludere l'appuntamento di Rifondazione. Non si sottrae dall'ammettere, in apertura dell'intervento, "di essere impegnati in una contesa con i moderati della coalizione affinché si produca quel risarcimento sociale" da consegnare ai cittadini "perché esiste in tutto il Paese la necessità di una redistribuzione economica", spiega commentando i risultati delle amministrative siciliane che comunque definisce "pur sempre un risultato amministrativo, ma bisogna reinventare a livello nazionale una comunicazione che possa servire anche a chi combatte sul territorio". Contemporaneamente, a pochi metri di distanza presso la sala giunte del Comune, il segretario nazionale della Fiamma Tricolore ed eurodeputato Luca Romagnoli presenta la "sua" di lista, affiancato dal segretario reatino Casciano e dal coordinatore regionale Lamberto Iacobelli. "L'obiettivo primario" - spiega quest'ultimo - "è ancorare il governo della città ai principi nazional popolari che fanno della questione sociale valore assoluto, dal quale non si può prescindere per lo sviluppo dell'intera comunità reatina". Adesso concentrazione sul confronto del 27 e 28 maggio, la campagna elettorale entra nel vivo.

 
di Marco Fuggetta

del 16 maggio 2007

BERLUSCONI, ECCO IL PROGRAMMA DELLA SUA PRIMA VOLTA A RIETI

Sarà perché abituati a volare "Controvento" ma i manifesti dell'omonima lista di giovani a sostegno di Gaetano Papalia nottetempo sono andati ad appiccicarsi dove non dovevano, su buona parte di impianti privati di agenzie pubblicitarie che, inviperite, hanno subito richiamato all'ordine il candidato sindaco di riferimento. "State lontani dagli impianti privati", l'oggetto del messaggio di Pubblicità Segecov De Santis Pubblicità, Spazio 81 e Safaro, subito intercettato da Giuseppe Emili: "Voglio esprimere la mia solidarietà alle agenzie pubblicitarie prese di mira da una lista che appoggia il candidato della sinistra-centro, un abuso frutto del disprezzo per la proprietà privata". Cassonetti e pensiline Asm, che invece sono pubbliche, sopportino in silenzio. E' che di argomenti in giro ce ne sono pochini, di facce e appuntamenti invece quanti se ne vuole: ieri la presentazione della lista di Rifondazione Comunista, guidata da Simone Petrangeli, oggi a mezzogiorno in Comune quella della Lsta Civica di Gianfranco Formichetti per Emili Sindaco. E stasera ancora un forum a cinque, stavolta convocato dall'Azione Cattolica nella sala San Nicola in via Cintia 81: in forse la presenza di Papalia, vista la concomitanza con il comizio in piazza di Piero Fassino. Ma in tema di "big" l'attenzione in città è già tutta per Silvio Berlusconi, atteso venerdì pomeriggio: sulla scaletta della visita circolano più versioni, anche in ossequio a ragioni di sicurezza. La più accreditata da Berlusconi in arrivo in piazza Vittori intorno alle 16 per una prima tappa in Cattedrale, dove visiterà duomo e museo accompagnato dal vescovo Delio Lucarelli. Da lì si sposterà in Comune dove sarà accolto dal sindaco Giuseppe Emili: seguirà un primo incontro con i "quadri" del partito, poi con le associazioni di categoria e quindi con i cronisti. Fasi queste tutte trasmesse in diretta su due maxi schermi allestiti in piazza. Dopo la conferenza stampa Berlusconi dovrebbe scendere di persona e decidere se tenere un comizio o godersi il bagno di folla in piazza e in via Roma prima di ripartire per la Capitale. In un pomeriggio così in centro ci sarà da sgomitare, ma alle 21 c'è già un nuovo appuntamento: a San Domenico i residenti del "Cancello" hanno convocato un'assemblea aperta per discutere di ztl e commercio con i 5 candidati a sindaco. Sul tema specifico del commercio anche l'Ascom continua a muoversi e lunedì sera ha incontrato Papalia, che si è detto pronto ad "aprire" il "patto di legislatura" anche all'associazione dei commercianti. Dal tono della nota, non sembra averli granché conquistati.

   
 
di Alessandra Lancia
 

IL GIORNO DI FASSINO: APPUNTAMENTO ALLE 21 IN PIAZZA

Il centrosinistra si dà appuntamento questa sera alle 21 in piazza Vittorio Emanuele II: per convincere i reatini a votare Gaetano Papalia arriva l'onorevole Piero Fassino, segretario nazionale dei Democratici di Sinistra. Al suo fianco anche Giosuè Calabrese e Annamaria Massimi, capilista dell'Ulivo insieme allo stesso Papalia, alla guida di una coalizione che già lascia vedere il Partito democratico. "Il voto del 27 e 28 maggio rappresenta un'occasione decisiva - scrivono i segretari provinciali dei Ds e della Margherita, Marino Marinangeli ed Elena Leonardi - per porre fine al governo fallimentare della destra a Rieti e per consentire alla nostra città di avviare una nuova fase di crescita".

 
 
di A. L.

del 14 maggio 2007

PECORARO SCANIO: "ELETTROSMOG? CI PENSERA' PAPALIA

Per sostenere Gaetano Papalia ieri è arrivato il Ministro Alfonso Pecoraro Scanio. Insieme ai due anche Loredana De Petris, presidente regionale dei Verdi, Enrico Fontana, capogruppo regionale e Roberto Lorenzetti. Il Ministro dell'agricoltura ha lodato Papalia definendolo "la persona giusta per cambiare Rieti" e ha alternato durante l'intervento affondi contro l'amministrazione Emili a elogi all' "amico" Papalia, come nel caso dell'elettrosmog per il quale, secondo il ministro, "leggi e norme regionali per togliere le antenne ci sono, questo è un tema di competenza di ordinanze sindacali" aggiungendo che Papalia "darà la delega a qualche donna del comitato di Campo Reatino per occuparsi del problema". Anche i tanti cantieri con i quali Rieti si sta rifacendo il look sono finiti nel mirino del Ministro, "se si stanno facendo nell'ultimo mese" - ha detto - "significa che prima non è stato fatto nulla". Papalia, che in precedenza aveva ottenuto i complimenti del titolare dell'agricoltura anche per l'attività nel mondo degli ippodromi "una persona onesta" - ha detto Pecoraro Scanio - "in un settore dove ci sono fior fior di mariuoli", ha sottolineato come "si stiano spendendo tanti milioni per lavori di piccola manutenzione. La città, oltre che esteticamente rabberciata, è senza prospettive, basti pensare all'80% di lavoratori precari nonostante l'illusione delle assunzioni in Municipio" - ha attaccato Papalia - "che hanno irrigidito il bilancio e che hanno portato il Comune al crac finanziario". Tornando agli "indegni attacchi a livello personale" denunciati da Papalia, a riguardo ieri è arrivata la risposta del candidato del centrodestra nella quale afferma che Papalia "è alla disperazione e accusa il colpo. Egli ignora completamente i principi basilari della vita amministrativa, non sa neanche che il mandato di un sindaco dura 5 anni e non 4, troppo abituato a frequentare salotti ed ambienti lontani da Rieti. Del resto" - conclude Giuseppe Emili - "sono convinto che abbia confuso Rieti per una città dell'estremo oriente dal momento che propone, ad esempio, l'istituzione di uno sportello per la prostituzione minorile che per nostra fortuna a Rieti non esiste. Quanto ai sondaggi anche i suoi più fedeli sostenitori sono convinti che per lui la sconfitta sia praticamente certa".

 
 
di Marco Fuggetta

del 14 maggio 2007

PECORARIO SCANIO LANCIA PAPALIA

Arrivano puntuali all'appuntamento con il candidato sindaco dell'Unione Gaetano Papalia. Il ministro Pecorario Scanio, la senatrice dei Verdi Loredana De Petris e il consigliere regionale Enrico Fontana. Comincia De Petris battendo sul tasto dei giovani, del lavoro e della precarietà. "E' necessaria una svolta - dice la senatrice - Rieti ha bisogno di cambiare. Rieti, insiste, ha diritto di ritrovare la sua identità. Papalia per noi rappresenta l'occasione giusta perché rappresenta l'occasione giusta perché rappresenta la forza delle idee e dei progetti". Dopo Enrico Fontana tocca a Gaetano Papalia che ricorda la sua "antica" amicizia con il ministro Pecorario Scanio. "Sono felice di averlo tra noi, oggi ricevo un ospite illustre - scandisce con voce tranquilla il candidato sindaco dell'Unione - ma la casa è "sporca", tenuta male, piena di cantieri che costano milioni di euro ma servono esclusivamente alla manutenzione spicciola. In cinque anni questa giunta non ha fatto niente salvo brochure e promesse con il risultato che abbiamo una città rabberciata e l'80 per cento di lavoratori precari. I giovani qui non hanno prospettive, le donne sono scoraggiate ma il centro destra in 13 anni di governo cittadino ha solo irrigidito il bilancio, stabilizzando solo le clientele. E quando noi muoviamo qualche critica le risposte sono sempre maleducate e sul piano personale. Non ho nessuna intenzione di seguirli su questa strada". L'ultima notazione di Papalia è interessante "Se vinco, né il sindaco né gli assessori avranno un compenso, la politica deve tornare ad essere passione". Infine parla il ministro e si rivolge direttamente ai reatini: "Col vostro voto potete scegliere se cambiare o meno il sindaco e il futuro di questa bella città. Ma se non cambiate sindaco non cambierete nessuno dei problemi aperti. Questa città è stata governata male, troppi cantieri dell'ultima ora lo dimostrano e se uno governa male deve andare a casa". Applausi, poi Pecorario Scanio batte sul tasto delle antenne e dell'elettrosmog: "Il sindaco può con un'ordinanza togliere le antenne che fanno schifo perché in prima persona è responsabile della salute dei suoi cittadini". Vero, tutto vero. Poi tutti al Quattro Stagioni per vedere il filmato di Al Gore sui cambiamenti del clima. Solo le immagini fanno tremare i polsi.

 
 
di A. L.

del 13 maggio 2007

SE I CANDIDATI DI SCAMBIANO "GENTILEZZE"

Aumenta, e non di poco, lo scontro tra il candidato del centrodestra e sindaco uscente Giuseppe Emili e quello del centrosinistra Gaetano Papalia. Dopo le accuse di Papalia dei giorni scorsi, relative alle assunzioni dei lsu in Comune, e la tempestiva risposta di Emili che parlava di "estrema difficoltà" e di mancata "conoscenza della macchina amministrativa" da parte del candidato dell'Unione, ieri è andata in scena una nuova puntata della polemica a suon di comunicati stampa. "Mi sarebbe piaciuto davvero misurarmi con un candidato avversario in grado di tenere elevata la qualità del confronto politico. Sarebbe stato indubbiamente gratificante e proficuo per tutti. Ma ormai è evidente che Emili non ha proprio la capacità e neanche gli argomenti idonei per arginare l'emorragia di consensi" - esordisce un comunicato a firma del comitato di Gaetano Papalia - "le maldicenze e le illazioni sul piano personale rappresentano l'estremo e disperato tentativo che resta ad Emili per provare a minare la crescente stima che i reatini stanno riservando a Gaetano Papalia". Tale parte del comunicato del comitato del candidato di centrosinistra potrebbe riferirsi ad una frase usata in una delle note prodotte da Giuseppe Emili nei giorni scorsi, sempre nel contesto della polemica sull'avvenuta stabilizzazione di precari in comuni. "Mentre il centrodestra era impegnato nella lotta al precariato il forestiero Papalia era distratto da tutt'altre faccende. Del resto la condizione di disagio provocato dalla precarietà e dalla mancanza di posti lavoro Papalia proprio non la conosce, essendo solo abituato a frequentare i salotti buoni e non a scendere tra la gente che in maniera dispregiativa continua a chiamare corte dei miracoli". Questa la frase che forse potrebbe aver scatenato la reazione del comitato per Papalia, la cui presa di posizione di ieri termina affermando che "se questo è il terreno di confronto più congeniale al sig. Emili, continui pure con il suo miserabile metodo ma passi almeno dall'illazione alla dimostrazione dei presunti misfatti personali che egli sistematicamente contesta al candidato dell'Unione. Lo invitiamo pubblicamente a farlo e riceverà dal dr. Papalia ogni chiarimento. Così accadrà che i nostri concittadini capiranno una volta per tutte la mendacità e la pochezza del sig. Giuseppe Emili". Per il "clima" politico, decisamente bollente, sembra d'essere già a ferragosto.

AZIONE GIOVANI PRESENTATA LA LISTA

Nonostante l'ostacolo rappresentato dall'unica preferenza esprimibile per i consiglieri comunali, i giovani di An Giovanni Rositani, Antonio Emili e Alessandro Stazi hanno deciso di correre tutti "dimostrando ancora una volta unità e compattezza del nostro gruppo". "Noi, al contrario di altri, non scopriamo la politica oggi" - spiega Antonio Emili, presidente di Azione Giovani fino al 2004 - "ma vogliamo proporre una nuova classe dirigente per il futuro, in continuità con le linee dell'amministrazione uscente che vede le sue punte di eccellenza nei lavori pubblici e nelle politiche sociali". "Anche se sono elezioni comunali" - aggiunge Giovanni Rositani, attuale presidente di Ag - "nelle quali conta molto il rapporto umano, noi non dimentichiamo che si scontrano due visioni del mondo, della politica e della stessa esistenza umana, ad esempio sulla droga o sullo scippo ai danni di Rieti che qualcuno a sinistra porta avanti sistematicamente, vedi la ferrovia, tentando forse di far diventare Rieti una periferia di Roma". "Alla soglia di 30 anni, dopo un lungo percorso personale e politico" - spiega Alessandro Stazi, presidente della Sala Macchine Teseo Tesei - "abbiamo voluto osare e offrire la nostra esperienza alla città, in sintonia con il Sindaco che si è sempre dimostrato pronto ad ascoltare tutti i cittadini". Dunque 3 candidati in consiglio e 4 in circoscrizione (Antonio Tittoni e Davide Iacoboni in prima, Daniele Sinibaldi in seconda e Elia Grillotti in terza) per continuare "nei palazzi" il lavoro "fatto nelle piazze".

 
 
di Marco Fuggetta

del 12 maggio 2007

CINQUE CANDIDATI UN SOLO OBIETTIVO

Il terzo match tra i 5 candidati alla carica di sindaco di Rieti si è svolto ieri presso la sala convegni dell'Hotel Serena organizzato dall'emittente radiofonica Mep Radio e coordinato da Daniele Scopigno Clima sereno, tempi e domande identiche per tutti gli sfidanti. Il primo argomento sul quale i candidati hanno fornito la propria visione della Rieti del futuro è stato l'università. Emili: "E' essenziale che il consorzio proponga almeno un paio di grandi facoltà. Solo così l'università, oltre a produrre cultura e formazione, può sostenere lo sviluppo della città stessa". Per Gaetano Papalia, invece, "deve far riferimento a nicchie prestigiose da legare alle vocazioni locali" per aiutare a "ricercare mercato oltre i confini provinciali. E" - ha aggiunto - "dovrebbe svilupparsi secondo il modello anglosassone, diffusa sul territorio urbano". Tigli ha lamentato il "ritardo" in tema di facoltà tradizionali: "Credo di più nella specializzazione e nella qualità" mentre la sede "dovrebbe essere nelle ex-aree industriali". Nazzarena Desideri ha proposto di "posizionare il polo universitario al posto della caserma Verdirosi. Inoltre" - ha aggiunto - "è necessario costruire una casa dello studente". Sul tema Università l'ultimo a dire la sua è Bernardinetti che ha indicato come "primo obiettivo il reperimento degli spazi" e ha proposto "di dividere la caserma Verdirosi, lasciandone una parte per il corso Nbc e destinando l'altra al polo universitario". Si passa poi ad uno dei temi più caldi di questa campagna elettorale, i Servizi sociali. Papalia: "Dobbiamo delineare una mappa reale del disagio, occorrono politiche sociali che favoriscano l'emancipazione dei cittadini dall'emergenza. Se si rinuncia a ciò si cronicizza il bisogno, il che potrebbe far supporre politiche artatamente dirette all'assistenzialismo che può determinare il controllo degli individui". Emili ha replicato ricordando "i 10 milioni di euro spesi per le politiche sociali, che ci assegnano il primato di città laziale in questo settore. Ci sono però 2 grandi emergenze" - ha aggiunto - "l'inserimento nel mondo del lavoro e l'immigrazione, seppur modesta. E' necessario procedere, visto che Ater non costruisce alloggi da anni, ad assegnazione di case con formule che prevedano bassi affitti". Desideri ha ricordato che "proprio i Servizi sociali ridotti al lumicino" l'hanno spinta a candidarsi. Tigli immagina invece un Comune "né caritatevole né autoritario" e evidenzia la necessità di "individuare, attraverso degli indici, la realtà dei bisogni e delle indigenze". Bernardinetti, infine, ha definito "non drammatica" la situazione. Terzo argomento, dopo la riunione di giovedì al Ministero delle attività produttive, lo stato di crisi e il problema della disoccupazione. Tigli: "Le competenze del Comune per il lavoro sono limitate, comunque si può lavorare su 4 filoni: recupero della piana reatina, Fonte Cottorella, Parco del Terminillo e sport e cultura". Desideri, nell'auspicare la "nazionalizzazione delle industrie" punta ad uno sviluppo legato ad "ambiente, turismo e artigianato". Per Bernardinetti "le opportunità sono molte, ma prima bisogna professionalizzarsi" e individua due chance nel Terminillo e nella "creazione di una società di gestione per l'aeroporto". Tocca poi a Emili indicare la strada per l'occupazione, che passa innanzitutto per una "rivoluzione culturale con i giovani che devono diventare artefici del proprio destino". Come? Puntando "sul turismo, sempre rimanendo con i piedi per terra. Abbiamo molti gioielli, come il Vespasiano ed i musei, per attrarre turisti. Il primo obiettivo sarà la realizzazione di una fiera in collaborazione con quella di Milano". Infine il lavoro secondo Papalia: "Bisogna pensare" - ha detto - "al turismo legato al pregio ambientale". Per l'industria invece ha riproposto il "Patto di legislatura" che dovrebbe anche aiutare il Comune "ad orientare il mercato verso prodotti locali". Per quanto riguarda il quarto tema dell'appuntamento, la rivitalizzazione artistica e la cultura di Rieti, la Desideri vorrebbe "investire sull'associazionismo giovanile e la collaborazione con le scuole" in sintonia con Bernardinetti che ha suggerito di "favorire l'associazionismo giovanile, anche se devo riconoscere" - ha aggiunto - "che molto è stato fatto in questi anni". Per Emili "non c'è granché di nuovo da proporre, piuttosto c'è da continuare il tanto che è stato fatto. Innanzitutto costruendo un teatro di supporto al Vespasiano e un campus per svago e cultura nell'ex mattatoio, oltre a fornire servizi" che incentivino l'apertura di nuovi locali. Per Papalia bisogna "incoraggiare l'associazionismo" facendo "da garanzia al pluralismo dell'offerta". E' Tigli a concludere il giro di opinioni sul quarto punto che considera "il più stimolante"; per l'ex sindaco è necessario costruire dei "micro-poli di attività nei quartieri, con la longa manus del Comune che deve fornire mezzi e strutture". E ancora "realizzare auditorium e teatro alternativo al Flavio". E alla fine arriva anche la famigerata Ztl. Bernardinetti: "Dico si ma bisogna prima pensare ai parcheggi, invece è stato fatto il contrario". Emili, naturalmente, si è detto "favorevole alla Ztl, per la quale fu costruito anche il parcheggio sotterraneo". Una Ztl "al servizio dei cittadini e degli operatori economici". Per Papalia invece la Ztl al momento "è inutile" cosi come "i varchi elettronici", metaforicamente "è come mettere la porta blindata in una cantina vuota. Bisogna creare le condizioni affinché la Ztl venga vista come esigenza innanzitutto dagli operatori economici". E ancora "rivitalizzare il centro, modificare i trasporti e migliorare l'arredo urbano", il tutto "in un'operazione complessiva". Tigli, molto nettamente, punta sulla "chiusura, senza orari, la parte alta della città in tempi certi" entro i quali tutti possano decidere "se andare via o rimanere" e realizzando "2 scale mobili" per giungere in centro. Anche Desideri è per la Ztl totale "per rendere vivibile il centro, creando anche ascensori e scale mobili". Il sipario sul terzo confronta cala con l'appello finale di ogni candidato. Emili ha ricordato come la sua amministrazione abbia "fatto i conti con le reali risorse senza vessare i cittadini con le imposte" che anzi ha cercato di ridurre "nonostante i tagli agli enti locali della finanziaria 2007. Andare avanti per il decoro della città, per migliorare i servizi e per un sempre maggior sostegno alle fasce più svantaggiate. I reatini non credono alle favole di chi racconta di voler cambiare Rieti o costruire i grattacieli a Rieti". Papalia: "Mi preoccupa non poco sentir dire che si vuole continuare, il mio ruolo è di assemblare una buona squadra" per quello che ha definito "un dovere" cioè "cambiare la città con un programma plueriennale" che inizierà "con un giuramento etico degli amministratori", i quali, tra l'altro, "percepiranno il minimo degli stipendi". Tigli: "Sono tornato per non prendermi la responsabilità di non aver fatto il mio dovere per Rieti", mentre Desideri si definisce "comunista non elettoralista, e fuori dal coro".

 
 
di Marco Fuggetta

del 11 maggio 2007

IN ATTESA DI FASSINO E BERLUSCONI, LORENZETTI ATTACCA EMILI

Ieri sera il comizio in piazza del segretario nazionale di Rifondazione Comunista Franco Giordano, mercoledì stessa ora, stessa piazza ma palco extra large per il leader dei Ds Piero Fassino, in città non solo per sostenere il candidato sindaco Gaetano Papalia ma per vedere l'effetto che fa una lista comune, Ds e Margherita a marchio Ulivo ma a denominazione d'origine democratica. Unico rischio: che il 16 sia anche il giorno scelto dal leader della Casa delle Libertà Silvio Berlusconi per scendere a fianco di Giuseppe Emili. Aspettando i big, si lavora per recuperare spazi perduti ed Emili non si risparmia. Mercoledì mattina il faccia a faccia (informale, per non turbare l'assessore Leoncini) con i commercianti "autoconvocati" di via Cintia e piazza, la sera quattro ore di confronto che più ufficiale non si può con la Giunta Ascom, che in una nota firmata dal vice presidente Iannello certifica la ritrovata "effettiva cooperazione e concertazione sui problemi che interessano il commercio reatino". Con Giovanni Bernardinetti in libera uscita (da candidato sindaco si è autosospeso dall'Ascom) Emili non ha lesinato impegni: moratoria triennale per il rilascio di autorizzazioni di medie e grandi strutture, centro storico come un centro commerciale naturale con parcheggi in dotazione, Osservatorio che collabori con l'assessorato alle Attività Produttive. Prosegue anche la saga dei raffronti e dei paragoni, dopo l'abbinamento Emili-Sarkozy quello Berlusconi-Emili: a suggerirlo sono i Verdi dopo la promessa del sindaco di abolire l'Ici sulla prima casa. "Gli italiani non ci hanno creduto né ci crederanno i reatini perché certe cose si fanno quando si governa, non in campagna elettorale - scrive Roberto Lorenzetti - Tanto più che se davvero dovesse abolire l'Ici Emili aumenterebbe il numero degli autovelox, che durante il suo mandato sono diventati la seconda tassa per ordine di grandezza sui cittadini". Autovelox che magari sarà il caso di spegnere sabato tanti saranno non solo i privati cittadini ma militanti e simpatizzanti politici in viaggio per Roma: al Family day "contro la sciagurata politica del Governo Prodi che vuole sgretolare la famiglia" ci tengono a far sapere che andranno il sindacio Giuseppe Emili, l'azzurro Nazzareno Figorilli (Mcl), gli amici dell'Udeur, quelli della Democrazia Cristiana per le Autonomie (Leoncini , che oggi sarà ospite della Tribuna Politica in onda su Rai 3 dalle 13.10) e quelli di Rieti Viva. Anche l'onorevole Guglielmo Rositani fa sapere che andrà a Roma ma al Family Pride (anche se pride di solito c'è parata dei gay): "A tutelare la famiglia - dichiara in una nota - prima ancora che Bibbia e Vangelo è la Costituzione". Se sana e robusta ancora meglio.

 
 
di A. L.

del 10 maggio 2007

BRACCIO DI FERRO SULL'ECONOMIA

E' andato in scena ieri pomeriggio, presso la sede dell'Assindustria reatina di Via Mercatanti, il secondo forum di questa campagna elettorale con i candidati alla carica di primo cittadino del Comune di Rieti. Assente la candidata Nazzarena Desideri del Partito Comunista dei Lavoratori, gli altri quattro, Giovanni Bernardinetti (Dc), Giuseppe Emili (Cdl), Gaetano Papalia (Unione) e Paolo Tigli (Rieti Viva - Terzo Polo), si sono confrontati con i problemi della realtà economica e produttiva locale davanti ad un'attenta platea di industriali e costruttori. Dibattito sostanzialmente sereno che si è aperto con brevi presentazioni dei candidati ed è proseguito con numerosi interventi degli imprenditori, compresi alcuni giovani, e con le successive risposte degli aspiranti-sindaco. Molti i temi toccati; dalle conseguenze della fine della cassa del mezzogiorno ai problemi infrastrutturali di Rieti, passando per il radicamento delle industrie nel nostro tessuto sociale, la cultura dell'imprenditoria in città e le azioni concrete da mettere in campo per rilanciare l'economia reatina e aumentare la ricchezza locale. Più di due ore, tanto è durato il confronto a quattro, per spiegare progetti e programmi che ognuno dei candidati intende portare avanti, anche di concerto con il mondo dell'industria, qualora riuscisse ad aggiudicarsi la vittoria nelle elezioni amministrative in calendario il 27 e 28 maggio prossimi.

EMILI: "E ORA UN ENTE FIERISTICO"

Forse era quello che aveva meno bisogno dei primi minuti di presentazione, essendo sindaco uscente, ma Giuseppe Emili non si risparmia davanti agli industriali e si definisce subito "un uomo di destra che ha abbracciato il bipolarismo. La coalizione che mi sostiene va oltre il centrodestra; è la casa dei valori comuni che sono nel Dna di tutti noi. Sono per la famiglia naturale, per la vita, per la proprietà privata e l'imprenditoria in funzione sociale" - spiega - "e credo che al centro del mondo ci sia l'uomo, da questo deriva la mia grande attenzione verso gli imprenditori perché ogni uomo è artefice della propria fortuna". Emili ripercorre le "3 fasi" dell'industrializzazione reatina "messa in crisi dall'arrivo della globalizzazione. Oggi lo sviluppo non può prescindere dall'industria ma è necessario riconvertire le aziende manifatturiere in altre di eccellenza e di qualità", e non risparmia una stoccata alle istituzioni superiori - Regione e Provincia - quando ricorda come "troppo spesso ci si è fatti grandi con parole vuote che vanno riempite, come il Polo Tecnologico". Dunque per Emili "un grande aiuto al radicamento delle imprese a Rieti deriverebbe dalla rottura dell'isolamento infrastrutturale. La nostra è la coalizione giusta per fare questo, a sinistra invece hanno il rigetto per le infrastrutture, vedi la Tav". Emili, rispondendo ad un imprenditore, indica poi come "necessaria la sburocratizzazione ma è compito dell'amministrazione centrale, del Parlamento" e elogia i piccoli e piccolissimi imprenditori reatini "che con la loro intelligenza hanno saputo in gran parte sopperire alla fine delle aziende manifatturiere in termini di occupazione. La ricchezza di Rieti è in larga misura da attribuire a loro". Infine il candidato del centrodestra elenca in concreto cosa fare per lo sviluppo nei prossimi 5 anni: "Primo, un ente fieristico in sintonia con quello di Milano. Poi continuare a valorizzare le nostre bellezze, ricordo che a settembre riapre il gioiello del Vespasiano dopo la ristrutturazione. Continuare a curare l'aspetto della città per renderla sempre più attraente e infine sviluppare l'Università, che già conta 1450 studenti, costruendo un campus polifunzionale nell'area dell'ex mattatoio tramite il project-financing". Infine l'ultima stoccata al governo regionale: "Preciso che il Piano Regolatore la mia giunta l'ha approvato. Ora aspettiamo la Regione".

PAPALIA: "LOTTA ALLA DISOCCUPAZIONE"

Prima di presentarsi Gaetano Papalia scherza descrivendo la "strana sensazione di trovarsi a guardare gli imprenditori al di qua del tavolo" per lui che imprenditore lo è stato, e lo è tutt'ora, "nel campo dei servizi e dello spettacolo" come spiega poco dopo elencando il proprio curriculum di studi e di attività lavorativa. "Certo" - spiega prima di addentrarsi sui temi dell'incontro - "se la mia scelta di candidarmi andrà a buon fine non potrà convivere con l'impegno da imprenditore, ma ho deciso di affrontare questa sfida per rigenerarmi e trovare nuovi stimoli". Parte poi ribadendo uno dei cavalli di battaglia di questi giorni, quel "tavolo da sviluppare per l'intera legislatura tra datori di lavoro e sindacati, con il Comune a fare da garanzia" accennato spesso nei giorni scorsi, al quale però questa volta aggiunge una quarta gamba "l'università". Il presidente di Assindustria, e a.d. della Eems D'antonio, pungola il candidato dell'Unione ricordando come "patti e tavoli ce ne siano stati fin troppi" e si dice perplesso della "partecipazione di tutti", con ovvio riferimento ai sindacati. Papalia risponde sottolineando che "sarebbe una scelta miope" escluderli "da uno strumento che può servire ad eliminare le tensioni sociali e ad instaurare un nuovo rapporto tra Comune e imprese". Il candidato dell'Unione inoltre spiega come "il problema delle imprese reatine" sia quello di "non essere legate al territorio non avendo alcun fattore della produzione, se non i lavoratori, ancorati alla realtà locale", per questo "è necessaria una mappatura della produzione che permetta di indirizzare il mercato verso ciò che viene prodotto, e chi l'ha detto che questa azione non può essere fatta dall'amministrazione comunale? Per noi si può fare ed è necessario ricercare mercato al di fuori delle mura cittadine guardando innanzitutto a Roma". Altra criticità per Papalia è la situazione sociale "con disoccupazione e percentuale di lavoro precario preoccupante", mentre un'opportunità "utilizzata da tante altre parti, tranne che qui, è l'urbanistica concordata". E ancora, parla dello sviluppo dell'università "da coordinare con la mappa imprenditoriale". Infine, alla pari dei colleghi candidati, indica alcuni obiettivi concreti: "un'azione di dew diligence per conoscere le reali risorse a disposizione e un'azione per legare la realizzazione dei servizi e dei prodotti alle tipicità del territorio per uno sviluppo sostenibile".

TIGLI: "RICONVERTIRE L'AREA DELL'EX ZUCCHERIFICIO"

"Mi fa piacere tornare dopo 18 anni a parlare davanti agli industriali". Così il candidato sindaco del Terzo Polo-Rieti Viva, Paolo Tigli, saluta la platea di Assindustria, ricordando che lui primo cittadino di Rieti già lo è stato "ma molti problemi di allora ci sono ancora oggi, aggravati dal passare del tempo, basti pensare all'ex Zuccherificio, in queste condizioni da 35 anni". E proprio la riconversione delle ex-aree industriali, quindi anche Montedison e Snia, secondo Tigli sono la prima priorità di quello che lui stesso definisce un "microimpegno fatto di 4 o 5 punti, ma tutti realizzabili". Si parte, appunto, da queste aree "da mettere insieme nel contesto di un progetto di sviluppo unitario", passando poi alla necessità "di riportare a Rieti quelle 8, 10mila persone che possano restituire lo standard minimo per un capoluogo di provincia", allo sviluppo del Terminillo "per il quale la soluzione migliore è l'Ente Parco che imponga decisioni ai comuni coinvolti che altrimenti non si metterebbero mai d'accordo", del "termalismo" di Fonte Cottorella e della "grande risorsa rappresentata dall'aeroporto e dal volo a vela, attorno al quale va creato un indotto", fino ad arrivare al "minimo" recupero dell'agricoltura nella Piana Reatina "costituendo una piccola filiera che guardi al mercato capitolino". L'ex Sindaco Tigli non manca di dire la sua anche sullo sviluppo infrastrutturale di Rieti: "E' necessario raddoppiare la Salaria, magari senza seguire in pieno il maxi-progetto attuale ma comunque trovando soluzioni adeguate e completare la Rieti - Torano. Sulla ferrovia invece ho forti perplessità" - conclude il candidato di Rieti Viva - "mi rimane difficile credere che nella situazione attuale lo Stato e le Fs possano impegnare quelle cifre per questo territorio. E comunque ci vorrebbero 15 o 20 anni per realizzarla".

BERNARDINETTI: "PIU' SPAZIO ALLA NOSTRA UNIVERSITA'"

Si presenta alla platea degli industriali spiegando innanzitutto il perché della scelta di riproporre "in solitaria, equidistante dalle faziosità della destra e della sinistra" il simbolo della Dc Giovanni Bernardinetti. "Un simbolo che ha fatto tanto anche per l'economia della nostra città, basti pensare alla nascita del nucleo industriale e alla figura di Franco Maria Malfatti" - esordisce - "c'è necessità di centro per gestire l'economia e la mia discesa in campo è un aiuto alla città". Indica poi nell'università il primo aspetto sul quale vorrebbe lavorare se riuscisse ad ottenere il favore dell'elettorato, per la quale "vanno reperiti innanzitutto gli spazi e alla quale bisogna fornire gli adeguati servizi poiché, anche se la politica se ne sta accorgendo ora, l'università c'è dal 1993, 1994". Dalla auto-presentazione si passa poi alle sollecitazioni fornite dalla platea e Bernardinetti sottolinea come sia "ovvio che la burocrazia è nemica dell'industria. Ma nella nostra città un altro problema, che io ho visto da vicino, è che troppo spesso progetti e programmi si decidevano nelle stanze troppo lontane dalla realtà. Ciò non ha permesso di intraprendere le strade giuste per lo sviluppo". E allora cosa fare, in concreto, per risollevare le sorti della città? "Il Comune deve dialogare con le imprese e lo sviluppo deve passare attraverso il marketing territoriale ed il turismo. E' necessario che istituzioni ed imprenditori lavorino insieme. Certo che, ad esempio, senza il Piano Regolatore Generale è difficile immaginare uno sviluppo". Infine non risparmia una critica allo sviluppo del nucleo industriale "sfregiato" - secondo il candidato Bernardinetti - "con la trasformazione degli edifici industriali in commerciali. Così si è distrutta l'idea stessa di nucleo industriale".

 
 
di Marco Fuggetta

del 08 maggio 2007

"BENVENUTO CHIAMA A RACCOLTA L'UNIONE"

"Vogliamo dotarci di nostri referenti per intervenire sulle decisioni". Così il segretario regionale della Uil, Luigi Scardaone, ha introdotto ieri l'appuntamento del "suo" sindacato alla Sala dei Cordari, alla presenza del Senatore Giorgio Benvenuto, già segretario nazionale della Uil, e del candidato dell'Unione Gaetano Papalia. L'occasione era la presentazione dei due candidati espressione del mondo Uil "per i quali dobbiamo remare tutti" - ha affermato il senatore Benvenuto - "e sul quale dobbiamo coagulare tutti i voti, perché i solisti che si candidano in altri partiti, 3o4 mi sembra con l'Udeur" - ha aggiunto Scardaone - "disperdono solo i voti senza possibilità di essere eletti". Dunque i candidati Uil Domenico Mareri e Alviso Casciani saranno nella lista Nuova Rieti "perché le liste civiche permettono di incidere senza essere classificati". Alla destra di Scardaone sedeva Papalia: "Dobbiamo dare l'assalto alla roccaforte della destra in preda ad autarchia economica e narcosi culturale. Metaforicamente" - ha detto il candidato dell'Unione - "Rieti è una cittadella medievale nella quale dobbiamo sfondare la porte di ingresso per guardare lontano e allargare gli orizzonti, cominciando da Roma. La vostra scelta" - ha concluso rivolgendosi alla platea Uil - "è prodromica al Patto di legislatura che faremo con sindacati e datori di lavoro". Lo stesso concetto Papalia lo ribadisce qualche minuto dopo a poche decine di metri di distanza, in quel dell'Hotel Serena dove "il trattore elettorale" Vassallo - come lo definisce simpaticamente un iscritto - insieme al segretario regionale Verzaschi e a quello provinciale Murrali presentano la lista dell'Udeur. "Un'anticipazione di quello che mi auguro avverrà a livello nazionale" - dice Verzaschi commentando l'inserimento di candidati del movimento Idm di Follini nella lista Udeur - "per rafforzare il centro". Cosa che avverrà, stando a sentire Papalia, "perché la vostra è la migliore lista delle 10 che mi appoggiano, avrete un risultato straordinario e io sarò veramente contento". E su questo non c'è dubbio.

 
 
di Marco Fuggetta

del 06 maggio 2007

 

"Il significato politico è molto più spiccato del passato perché questa volta presentiamo la lista dell'Ulivo dopo che i congressi di Ds e Margherita hanno sancito la nascita del Partito Democratico". Così la coordinatrice dei Dl, Elena Leonardi, ha "benedetto" la lista unitaria Ds - Margherita nella conferenza stampa di ieri. Spesso e volentieri, nelle battute iniziali della presentazione, è venuto fuori il richiamo al futuro Partito Democratico, oltre che nelle parole della Leonardi anche in quelle del segretario Ds Marino Marinangeli che ha definito la lista dell'Ulivo a Rieti "piena di idee e capacità in grado di dare il decisivo contributo per un nuovo sviluppo e per dare nuove prospettive alla città". Quell'Ulivo che vede Giosuè Calabrese capolista "dopo lo straordinario risultato delle primarie che ha sancito un rapporto equilibrato tra le due componenti che si confrontavano" - ha detto il presidente del consiglio provinciale - "Questa campagna elettorale non è facile, nulla è scontato, e noi dobbiamo agganciarla ai temi della vita amministrativa, facendo non un battaglia contro ma per". Per che cosa? "Per completare la filiera che va dal governo Prodi, alla Regione con Marrazzo, alla Provincia con Melilli, manca l'ultimo anello" - spiega con sincerità il consigliere regionale, e candidata, Anna Maria Massimi - "Così riusciremo a concretizzare il nostro programma nel quale, in tutti i suoi punti, si può ritrovare un filo rosso rappresentato da alcune parole come sviluppo e lavoro". Il medesimo concetto espresso poco prima della stessa Leonardi - "Ulivo punto di riferimento per Papalia affinché si realizzi il programma basato su sviluppo e lavoro". Dunque, oltre al Partito Democratico, l'altra gettonatissima parola era "lavoro", e pazienza se siamo in campagna elettorale per "l'ultimo anello della catena" cioè l'amministrazione comunale e non per il rinnovo dei due rami del parlamento. Lavoro, la parola suona e risuona nell'aula consiliare. Per Rino Bianchi dei Re dovrebbe derivare "innanzitutto da una crescita culturale della città", per il candidato Sindaco Gaetano Papalia "da sostenere non solo in chiave disoccupazione ma anche in chiave lavoro precario e poco garantito. E' necessario un patto sociale" - ha detto il candidato sindaco del centrosinistra - "per evitare alcuni scempi e per attenuare lo scoraggiamento dei giovani e delle donne. E' necessario" - ha aggiunto - "aumentare il potere d'acquisto dei redditi fissi attraverso la gradualità delle imposte". Per fare tutto questo big Gaetano confida in ciò che lui stesso definisce "esercito della liberazione" - cioè la lista dell'Ulivo - "dalle catene che tengono ferma Rieti, ormai in preda a narcosi culturale e autarchia economica. Lavoreremo sodo" - conclude il candidato dell'Unione - "parlando con la gente, senza raccogliere le provocazioni di avversari che, privi di argomenti, tentano di usare percorsi detestabili per imbarbarire il confronto". La battaglia è partita. L' "esercito" è pronto.

 
 
di Marco Fuggetta

del 05 maggio 2007

"TIGLI, NO INVENZIONI, RECUPERIAMO LA DIMENSIONE SOCIALE"

Tempo di presentazione ufficiale anche "Rieti Viva", il famoso terzo polo che si colloca al centro con un occhio a sinistra. Nella sala congressi dell'Asi al Nucleo Industriale la prima fila è rigorosamente riservata ai 28 candidati, che alle loro spalle riescono a portare circa 150 persone, attente nell'ascoltare il "loro" candidato (ex) Sindaco Paolo Tigli che siede da buon (ex) professore in cattedra, affiancato unicamente dalla buona compagnia del primo supporter del movimento, il segretario Cisl Natale Raccogli - presente in sala, tra gli altri, anche il vice Nando Bussi - E così, dopo un intervento sulla realtà industriale e sulla crisi sociale della città di Raccogli, Paolo Tigli fa un lungo excursus storico, ricordando la costituzione della nostra provincia - "unendo parti che poco avevano in comune" -, ripercorrendo "il lento declino" che ha portato Rieti ad abbandonare l'agricoltura, a vedere "dimezzati" gli operai nelle industrie rispetto agli anni della cassa del mezzogiorno e che soprattutto "l'ha gettata in una frammentazione sociale che inevitabilmente genera egoismo. Il segreto" - ha detto Tigli - "è recuperare la dimensione sociale dello stare insieme e del lavorare insieme che è la base di partenza per progetti di sviluppo che devono puntare sulle risorse che ci sono senza inventare progetti, come fa qualcuno, che non si realizzeranno mai". Nel frattempo, sempre nella giornata di ieri, è arrivata una nota congiunta del segretario dei Ds Marino Marinangeli e del coordinatore della mozione Mussi, Gian Piero Marroni, nella quale si smentiscono le indiscrezioni e le voci di corridoio che davano la quercia attraversata da dissidi sulla collocazione in gruppi differenti da quello dell'Ulivo dei candidati eventualmente eletti.

 
 
di Marco Fuggetta

del 04 maggio 2007

COMUNALI: PRIMARIE PROVE DI ALLEANZA

Non è rock, è politica ed è maledettamente lenta, vaga, solo a tratti incisiva e dirompente. Dietro il tavolo i cinque candidati a sindaco di Rieti, Giovanni Bernardinetti, Nazzarena Desideri, Giuseppe Emili, Gaetano Papalia e Paolo Tigli, necessariamente uguali in ossequio alla par condicio, naturalmente diverse per storie e caratura personale. Di qua la platea piccola ma interessata e a suo modo appassionata del laicato cattolico cittadino (ma ci sono anche tre sacerdoti, don Benedetto Falcetti, don Lino Marcelli e don Giovanni Franchi) chiamati a raccolta dal quindicinale Frontiera per quello che è stato il primo forum a 5 della campagna elettorale. I temi d'area hanno la precedenza - e quindi i servizi sociali, le politiche per la famiglia, il lavoro e lo sviluppo - ma nelle due ore di confronto ci si dovrebbe far stare tutto, il commercio e la ztl, l'ex Zuccherificio e l'aeroporto, l'Università e il centro storico, la ferrovia per Roma e la metro di superficie. E magari, perché no, anche un po' di politica ficcanasando sulla Giunta che sarà e, se sarà ballottaggio, sugli apparentamenti del secondo turno. La prima ad arrivare e l'ultima ad andarsene è Nazzarena Desideri, Partito Comunista dei lavoratori, seguita come un'ombra dal marito: a molte domande candidamente ammette di non aver risposte. D'altronde la sua candidatura "è una provocazione rivolta in prima battuta alle donne perché si affaccino alla politica e, in quanto disabile, per avere politiche sociali degne di questo nome". Giovanni Bernardinetti muove invece da una mozione degli affetti: "Mi sono buttato nella mischia con un simbolo storico, lo scudocrociato, cui si deve la crescita di questo paese. E da imprenditore quale sono, quello che cercherò di fare è rinnovare il volto della città moltiplicando le occasioni di lavoro". Con Papalia, Emili e Tigli il registro è oggettivamente diverso: Emili potendo spendere l'esperienza di sindaco - e prima di assessore - inanellando le cose già fatte (dai servizi sociali alle aiuole) e bollando di fantasiosità quello che promettono di fare gli altri. Tigli lavorando si di memoria storica (lui che sindaco lo fu) ma dimostrando anche una lettura del presente spigolosa e chiamando l'elettorato a scelte coraggiose: "Ci sono i programmi, è vero, e ci sono i partiti ma ci sono anche le persone e sono quelle che vanno pesate". Papalia sembra andare a corrente alternata, certi temi lo appassionano, altri molto meno ma sullo stile ribadisce: "Ai partiti e al consiglio comunale spetta elaborare le linee programmatiche, al sindaco attuarle. Questo significa che sceglierò la mia Giunta in base alle competenze e alla capacità badando ogni volta a scegliere assessori migliori di me, come faccio nelle mie aziende. Ai partiti chiederò una rosa di nomi, ma se tra quelli che mi faranno non troverò nessuno che mi dia questo genere di garanzie ne farò a meno". Questo agli apparentamenti in caso di ballottaggio "sono pronto a farne con tutti fuorché con il candidato del centro destra". Che a sua volta è ugualmente pronto a farne "ma solo con chi condivide la mia scala di valori ideali". Bernardinetti è più realista: "Si sa come va la politica, ci si mette d'accordo: noi adesso siamo al centro spaccato. Poi si vedrà in base ai programmi". Tigli è caduto al limite della reticenza: "Il giudizio su chi ha governato la città è negativo ma lo è altrettanto quello su chi non ha saputo in tanti anni contrapporre una visione alternativa delle cose. Quanto a noi, il primo obiettivo è avere una presenza in consiglio comunale: vedremo la forza che ci darà gli elettori. Poi ragioneremo tra noi e decideremo il da farsi, ma non per la lista, piuttosto per la città". Sulle cose da fare spuntano però analogie sorprendenti: è il caso della proposta di convertire la Caserma "Verdirosi" ad un uso pubblico (Università) favorendo il potenziamento della Scuola Nbc nell'area del "Ciuffelli" già occupata con Nubich. Emili lo dice "a bassa voce", Tigli "forte e chiaro". Quanto all'aeroporto, invece, tutti d'accordo sulla bontà dei venti, molto meno quando si scende sulla terra ferma: "E' roba dell'Enac, gli enti locali non possono farci nulla" la linea Emili. "Basta con la burocrazia: prendiamo in mano la situazione e facciamo fruttare quella struttura", dice Tigli, ma non con la pista in cemento cara a Bernardinetti "perché il volo a vela non ammette sovrapposizioni col volo commerciale". E' la politica che sembra non perderle mai le correnti ascensionali, incentrata tra volo a vista e volo a bassa quota. Quanto all'aria, invece, quanta ne volete".

 
 
di Alessandra Lancia

del 04 maggio 2007

UDEUR: ECCO IL DISEGNO DELLA NUOVA RIETI

Il Campanile dell'Udeur cerca spazio e nel presentare la lista alle Comunali abbozza un disegno della città: "Il centro storico deve rafforzare l'offerta di servizi - premette l'ingegner Luciano Pitoni, ex dirigente dell'Asm, neofita della politica - ma allora bisogna ricucire il tessuto antico con quello via via più esterno". Come? Immaginando una sorta di Rieti sotterranea fatta di sottopassi, parcheggi, tapis roulant in grado di garantire la sosta alle vetture e la fruibilità rapida del centro storico. "Penso al tracciato della ferrovia tra Stazione, ex Zuccherificio e Viscosa : costruendo un sottopasso si può collegare via Porrara con il parcheggio coperto di piazza Mazzini eliminando gli attuali accessi che limitano fortemente viale Morroni. E tutto questo in sotterranea, liberando il traffico in superficie e creando una sorta di parcheggio infinito e invisibile". Dalla Stazione Fs Pitoni toglierebbe anche ce n'è una ampia e libera alla fine di viale Matteucci, tra Perseo e Vanoni - continua Pitoni - mentre per ciò che riguarda il traffico delle auto penso ad altri parcheggi lungo la Giorlandina e a una passerella pedonale all'altezza del campo scuola: a piedi si arriverebbe in centro in 5 minuti". Già, il centro, il vero cruccio dell'Udeur, sia sul piano politico - "siamo moderati, ovvero allenati a cercare in ogni controversia un punto di equilibrio per un bene che sia davvero comune", dice il neo segretario provinciale Paolo Murrali - che cittadino: "Abbiamo seguito con grande attenzione le polemiche su commercio e ztl - dice Maurizio Vassallo - confidiamo in un confronto pubblico tra residenti, commercianti con tutte le forze politiche per ragionare insieme sul tema della viabilità e dei problemi del piccolo commercio". Se non ora, quando?

 
 
di Alessandra Lancia

del 30 aprile 2007

LE LISTE SUPERANO L'ESAME DELLE COMMISSIONI

Tutte ammesse le 22 liste presentate a sostegno dei cinque candidati sindaco in corsa per le Comunali del 27 e 28 maggio: la maratona degli impiegati del Comune e della Prefettura tra le 5000 firme di presentazione, seguita alle verifiche sui 782 candidati consiglieri è finita alle 8 di ieri sera con 3 nominativi cancellati per irregolarità formali. Nessun problema invece sul fronte delle compatibilità tra nomi e simboli di Dc, Udc e Democrazia Cristiana per le autonomie: lo scudo crociato "originale" schiera autonomamente un suo candidato sindaco (Giovanni Bernardinetti), Udc e Dc per le autonomie concorrono per la riconferma a sindaco di Giuseppe Emili. Ultimo adempimento formale stamane alle 9,30 per l'estrazione delle liste per stabilirne la sequenza sulla scheda. Ieri intanto è cominciata in città la caccia al nome, all'insegna del chi c'è e chi no al seguito dei 5 (con Emili e Bernerdinetti, Gaetano Papalia per l'Unione, Paolo Tigli con Rieti Viva e Nazzarena Desideri per il Pc dei Lavoratori) e delle curiosità: 6 i cittadini stranieri in lista, e per un ventunenne (Gabriele Bizzoca) che guida la lista dei ragazzi di Controvento "con un'idea pazzesca in testa: cambiare questa città", una giovane ottantasettenne, Isolina Amaranto, che ha accettato di buon grado di riempire una casella rimasta libera in Forza Italia. Medici in sala consiliare non mancheranno, c'è da giurarci e nemmeno insegnanti e dirigenti scolastici, avvocati e ingegneri. Non che i politici abbiano fatto un passo indietro: con Paolo Tigli - ex sindaco che ci riprova dopo 17 anni - tiene le posizioni Paolo Bigliocci - che sindaco lo fu nel '93, oggi capolista del Psdi - e Augusto Giovannelli - predecessore, suo malgrado, di Tigli, che segue a ruota Ivano Paggi nella testa di lista dello Sdi. Ettore Saletti non ha nemmeno dovuto aspettare un turno (guida la lista del Pri da assessore uscente) mentre per la prima volta dai gloriosi anni Settanta non c'è Antonio Cicchetti (e incredibilmente nemmeno suo figlio). Cavalieri gli amici dell'Udeur di Paolo Murrali che hanno riservato alle donne i primi posti nella lista e un occhio di riguardo ai giovani "perché tornino ad interessarsi di politica garantendo un naturale ricambio della classe dirigente che negli ultimi anni è venuto a mancare". Ora agli elettori scegliere.

 
 
di Alessandra Lancia

del 29 aprile 2007

COMUNALI, UNA POLTRONA PER CINQUE

Cinque in fila per la fascia tricolore del sindaco: in rigoroso ordine alfabetico, Giovanni Bernardinetti, ex presidente della Camera di Commercio per la Dc, Nazzarena Desideri, la pasionaria di Poggio Bustone per il Partito Comunista dei lavoratori, Giuseppe Emili sindaco uscente di An sostenuto da 9 liste, Gaetano Papalia presidente della Nuova Sebastiani Basket candidato del centrosinistra (10 liste) e Paolo Tigli ex sindaco del Pci, sostenuto dal movimento Rieti viva. Ventidue le liste in campo per un totale di 782 candidati a contendersi le 40 sedie (nemmeno poltroncine) del consiglio comunale e, i più votati tra i vincitori gli scranni di Giunta. Non proprio comodissimi ma evidentemente allettanti se quasi tutti gli uscenti sono di nuovo in pista per rientrare. Ma partiamo dai candidati a sindaco: la novità è Giovanni Bernardinetti in campo con la Democrazia Cristiana, "non una lista di commercianti ma proprio una lista di bandiera perfettamente equidistante da destra e sinistra" dice il segretario Elio Longo, che invece alle Primarie dell'Unione aveva sostenuto Calabrese "in quanto democristiano". In verità a parte l'inconfondibile scudocrociato libertas bianco-rosso su fondo azzurro, non è rimasto molto altro del partito che dominò (anche) la politica reatina fino alla sua implosione, 14 anni fa. I diccì, insomma, bisogna andare a cercarli altrove: Longo ha però badato ad allegare alla sua lista atti e sentenze che inibiscono altri partiti dall'uso del nome e del simbolo (al vaglio dell'ufficio elettorale i casi dell'Udc e della Democrazia Cristiana per le autonomie). Vacilla anche la posizione di Bernardinetti in seno all'Ascom: "Una scelta personale la sua - si legge in una nota del Vicario Orlando Iannello - e in contrasto con le indicazioni date dalla Giunta". Tutte da leggere, comunque, le liste in campo: tra grandi ritorni e silenziosi addii. Da An, per dire, nessun Cicchetti in lista ma Giovanni Rositani (di Guglielmo) e Antonio Emili (di Lorenzo); dall'Udc arriva Walter Sabetta, dalla Fiamma Giovanni Vicentini. Forza Italia non rinuncia quasi a nessuno dei suoi big (a parte Luigi Gerbino) e lancia Giuseppe Diana (direttore provinciale dell'Ufficio del Lavoro); la fastidiosa omonimia tra Lidia e Fabio Nobili è risolta a favore della prima, tra le teste di lista, mentre per il presidente uscente della seconda circoscrizione bisogna arrivare alla "N" e considerare il soprannome (ehm, Cianchetta). Il Pri va sul sicuro, con l'ex sindaco Ettore Saletti (lo slogan non a caso è Ieri, oggi, domani), il direttore del centro giovanile comunale Davide Festuccia e il consigliere uscente Elenio Santoprete; l'Udc di Mauro Lattanzi perde pezzi ma non demorde (in lista l'ex assessore azzurro Antonio Gentile, l'ex sindaco di Antrodoco Maurizio Faina e gli uscenti Antonio Boncompagni e Gianni Turina). Campagna acquisti di rilievo invece per la Lista civica di Gianfranco Formichetti che schiera l'ex vicesindaco (sfilato dall'Udc) Stefano Eleuteri e con loro Francesco Buttarelli e Andrea De Nicola. Tiene le posizioni (e i candidati) la Dc di Marzio Leoncini mentre l'Udeur di Maurizio Vassallo (e siamo nel centro sinistra) recupera Alberto Brunelli (ex segretario provinciale della Uil, dirigente scolastico al Marconi), Pierino Mancini (anche lui della Uil, ex consigliere popolare), Giorgio Gatta (ex dell'Udc) e Marco Giuseppini (ex Lista civica). Panchina lunga anche per Gaetano Papalia che nella lista civica Nuova Rieti guidata da Giovanni Angelucci iscrive Domenico Zampolini e Enrico Miluzzi (direttamente dal Palasojourner) ma anche l'ex comandante dei Vigili urbani Alfredo Trinchi, il leader dei Pendolari Claudio Infussi, l'eterno uomo-sandwich Benito Rosati (in rotta con i Verdi) e Francesco Rinaldi, il cantautore dei piccoli. Nell'Ulivo tutti in pista con i consiglieri comunali uscenti di Ds e Margherita ma all'appello del caopolista Giosuè Calabrese dalla Provincia non risponde nessuno a parte Vassallo e Vincenzo Rinaldi. In compenso tornano Angelo Dionisi e Riccardo Bianchi e da casa Carotti arriva Italo (di Pietro). Giovani e giovanissimi i candidati di Controvento (guida Gabriele Bizzoca, 21 anni ) mentre Rieti viva opta per i quarantenni (tra loro Giovanni Laureatti, Stefano Rossi, Tullio Ciogli); tra i Verdi, guidati da Roberto Lorenzetti e Giancarlo Cammerini, c'è anche il cantautore Raffaello Simeoni.

 
 
di Alessandra Lancia

del 27 aprile 2007

GIOSUE' CALABRESE GUIDERA' LA LISTA DELL'UNIONE

E' ufficiale: Giosuè Calabrese sarà capolista dell'Unione alle prossime amministrative per il capoluogo. Lo ha reso noto lo stesso presidente del consiglio provinciale spiegando che "è possibile uscire dall'attuale gravissima crisi e sognare di ricostruire Rieti secondo il progetto di città futura, giovane ed europea insieme con Gaetano Papalia". Ogni riserva è stata sciolta dopo l'ultimo colloquio d'approfondimento sul programma. "Sono fermamente convinto - ha spiegato - che i problemi che il nuovo consiglio comunale dovrà affrontare per costruire la Rieti del futuro, giovane, una politica per la natalità, per la casa, per il lavoro, la fabbrica, la scuola e l'università". Nel ringraziare per la designazione unanime, Calabrese ha sottolineato che "non trascurerà, ma anzi esalterà, i rapporti con i partiti che lo hanno sostenuto alle primarie e valorizzerà il raccordo con gli altri partiti del centrosinistra, non interrompendo il dialogo con i reatini".

 
 

del 27 aprile 2007

 

La conferma l'ha data il diretto interessato, Giosuè Calabrese sarà il capolista dell'Ulivo nelle prossime elezioni amministrative di maggio. Soprattutto "per non disperdere il grande patrimonio delle primarie", come detto qualche giorno addietro, e quindi anche per non correre il rischio di vedere un Ulivo un po' troppo colorato di rosso, con conseguente indebolimento dell'ala moderata e riformista già alle prese con il "fuoco amico" del terzo polo. E cosi il capolista Giosuè Calabrese ieri ha commentato anche uno dei temi di questi giorni, la vittoria della Sebastiani basket che sta diventando sempre di più argomento del confronto elettorale. La chiave di lettura che fornisce il Presidente del Consiglio provinciale però è più articolata, se volete, sociologica e parte da lontano. Da quegli anni 70 - precisamente il 1973 quando sempre Pesaro rappresentò l'ingresso nel paradiso della massima serie cestistica per il team reatino - periodo "cruciale della nuova industrializzazione e dello sviluppo della rete scolastica e della costruzione delle grandi opere civili come le rettifiche della Salaria, il nuovo ospedale generale provinciale e il grande depuratore posto a servizio del Nucleo industriale e della città. Il basket vi contribuì, anche apportandovi risorse dall'esterno, finanziarie ed economiche indotte e poi sul piano culturale, per la spinta che seppe dare sul piano innovativo, morale e su quello civico". Secondo Calabrese quindi "il successo non è un evento distaccato dalla nostra realtà" ma è anche il frutto del lavoro dell'Amministrazione provinciale che "ha contribuito con atti concreti e consistenti, che si riassumono nell'acquisto del Palasport, nella costruzione di un razionale parcheggio, nell'appalto concorso in via di espletamento per adeguare l'impianto sportivo alle norme di sicurezza, nei contributi annui e nelle spese generali di gestione che sono entrambi ingenti". Per questo, ma anche per non rischiare di "lasciare nulla di intentato per vincere", Giosuè Calabrese conclude segnalando "come importante e decisivo che l'intera giunta provinciale si candidi nelle rispettive liste di riferimento di ogni singolo assessore, mettendo a disposizione dell'intera coalizione il peso della esperienza e i frutti del lavoro amministrativo compiuto. Questo hanno già fatto con generosità alcuni degli assessori provinciali". Intanto qualcuno che non sarà candidato dal proprio partito, o almeno dal partito nel quale ha militato negli ultimi mesi, sarà il consigliere comunale uscente Marco Giuseppini, che è stato espulso ieri dal Psdi. Già, perché nonostante fosse stato eletto nel 2002 nella lista civica "Per Rieti" in sostegno ad Emili, abbandonò poi la maggioranza circa un anno fa passando con il Psdi di Bigliocchi - senza tralasciare di essere membro in alcune commissioni - e ora, con l'ennesimo colpo di scena, cercherà di riconfermare i 150 voti ottenuti nel 2002 in un'altra lista, sembra in quella dell'Uduer. "Il partito ha la sua dignità che deve essere difesa" - ha commentato lo stesso Bigliocchi - "Sono deluso per il rapporto umano che c'era. La norma dello statuto è chiara, il nostro partito non può essere un traghetto per arrivare ad altre destinazioni".

 
 
di Marco Fuggetta

del 27 aprile 2007

ELEZIONI, GUERRA A SUON DI MANIFESTI

Ancora la guerra con i poster, muro su muro, non è iniziata e i candidati sindaco, e non solo loro, hanno iniziato a battagliare a suon di 6 x 3. Ci sono quelli del sindaco Emili, quelli degli sfidanti, Papalia e Tigli. Ma c'è pure l'assessore Fabbro che ti viene incontro seguito da un gruppo di giovani, oppure quelli sempre azzurri e forzisti, della candidata al consiglio comunale Zelinda De Marco. Per gli altri solo poster con le facce dei politici locali e degli aspiranti tali che sorridono ai pedoni o alle auto che transitano in viale Maraini, viale Morroni o viale Matteucci. Sguardo orgoglioso ed impettito con lo slogan "Come sempre. Solo e soltanto la mia città". Sono i poster o i megamanigesti fatti stampare dal sindaco uscente Giuseppe Emili che spiega: "mi sono affidato ad un'agenzia, non di Rieti, che lavora per me in maniera del tutto volontaria. Il budget? E' magro, in fin dei conti non ho ereditato nulla e, come ho già avuto modo di dire molte volte, fino a poco tempo fa la mia famiglia girava con una Panda, oggi con una Matiz". Le fotografie? "Le ho fatte fare nuove - prosegue - un po' sono state utilizzate e un po' saranno utilizzate nei prossimi manifesti". Per quanto riguarda gli slogan "cercherò di far capire cosa ho fatto e ciò che voglio fare. La sinistra se la prende perché cito il governo Prodi nelle mie campagne? Mica è colpa mia se è di centrosinistra". Da Emili a Papalia che capeggia con la sua faccia da poste e 6x3 sparsi nelle vie strategiche della città,. Una città che stando allo slogan del patron del basket "ha il diritto di crescere". Scatto in posa, bordi verdi e la città sullo sfondo. "Per quanto riguarda la parte della comunicazione - spiega - ho dato l'incarico ad una società specializzata, foto, slogan e manifesti. Il messaggio che voglio che esca e che Rieti deve uscire da questa situazione di asfissia e tornare a sperare in una crescita". Assicura che la sua campagna è stata improntata al di là della vittoria della Sebastiani ma, non nega che "ognuno può farsi un'idea di chi sono anche in base ai risultati sportivi". I soldi? "Non è una cosa di cui mi occupo direttamente", glissa il candidato dell'Unione. Puntano molto sul candidato invece, quelli di "Rieti Viva". Finora solo qualche manifesto pagato con una colletta, 100 euro a testa, tra i 27 candidati. "Per il momento - spiega Tigli - ci faremo bastare quelli, poi nelle prossime settimane decideremo come continuare. Fino ad oggi abbiamo improntato una campagna sulla mia persona e sullo spirito di movimento della lista, ma mi piace anche costruire la comunicazione insieme alla gente che via via incontriamo avvicinandoci alle elezioni". Per ora qualche 6x3 e qualche poster poi si vedrà. Chi ancora non è partita con la campagna elettorale sui muri è Nazarena Desideri, candidata del Partito Comunista dei lavoratori. "Un manifesto lo facciamo di sicuro - dice per telefono - ma per il momento preferiamo mantenere il riserbo sugli slogan". Ma la lotta dei 6x3 non è riservata solo ai candidati per la poltrona più prestigiosa del Comune. Per esempio li ha fatti stampare 4 a 5 pure l'assessore Daniele Fabbro. Ma non si tratta dei soliti manifesti con il faccione, lo slogan e il simbolo. Nel megamanifesto l'assessore "cammina" a braccia aperte in mezzo ad un gruppo di giovani. "Il messaggio che voglio dare è quello che la politica si deve fare insieme ed è pure un messaggio in favore del circolo giovani che dirigo". Le foto sono nuove? "Certo, e si capisce dal fatto che mi ritraggono con 20 chili in più rispetto al 2002". L'assessore Marzio Leoncini si affiderà a 3 megamanifesti, i tradizionali poster e il materiale che arriverà dalla Nuova Dc. Nulla di più. "Il budget? E' ciò che ho realizzato in questi anni, credo che basti".

 
 
di Paolo Di Basilio

del 27 aprile 2007

 

Ha fatto registrare il tutto esaurito l'ennesimo appuntamento organizzato dal Club Liberal a Rieti, precisamente nella sala consiliare del Comune, avente per tema la famiglia. Coordinati dalla Presidente del Club Liberal, Lidia Nobili, sono intervenuti Umberto Folena, Vice Direttore di Avvenire e autore del libro "I Pacs della discordia", l'Onorevole forzista Elisabetta Gardini, la Senatrice Maria Burani Procaccini, già Presidente della Commissione Parlamentare per l'Infanzia della Camera dei Deputati nella scorsa legislatura e la Professoressa Eugenia Roccella, portavoce di "Più Famiglia" che sta coordinando a livello nazionale il Family Day in programma per il 12 maggio in Piazza San Giovanni a Roma. La Gardini ha ripercorso le vicende parlamentari degli ultimi anni - dal tumultuoso iter del Ddl sui "dico" alle iniziative di singoli parlamentari sul tema - attaccando duramente la legge che "facendo leva sulla tutela dei diritti individuali di una piccola minoranza, mira a stravolgere la cultura del nostro Paese mettendo a serio rischio l'unica aggregazione sociale che ancora oggi, seppur tra molte difficoltà, resta il valore di riferimento di gran lunga più importante, soprattutto per i giovani". La senatrice Procaccini ha invece affermato che "indebolire la famiglia significa inevitabilmente indebolire la società" e ha spiegato come essa stessa abbia presentato un ddl sulla famiglia che tende al rafforzamento dell'istituto del matrimonio mediante una rivisitazione del sistema delle tariffe e della tassazione in generale, con esplicito riferimento anche all'introduzione del quoziente familiare. La Roccella si è invece rivolta a tutte le mamme e ai loro figli invitandoli a partecipare alla manifestazione del 12 maggio, affinché con la loro testimonianza rappresentino quella maggioranza degli italiani secondo cui "ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese".

 
 
di Marco Fuggetta

del 27 aprile 2007

LISTE ELETTORALI, CORSA CONTRO IL TEMPO

Da stamattina alle 8 fino a domani a mezzogiorno partiti e liste civiche in fila in Prefettura per depositare simboli e candidati da schierare per le amministrative del 27 e 28 maggio. Intanto Giosuè Calabrese, già candidato alle Primarie dell'Unione contro Gaetano Papalia, conferma di aver accettato la guida della lista dell'Ulivo (ovvero Ds e Margherita insieme) quale "referente del mondo moderato, riformista e cattolico" e chiama in corsa l'intera Giunta Provinciale. Non sarebbe la prima volta né l'unica istituzione "amica" cui si bussa per un candidato: anche la consigliera regionale Anna Maria Massimi sarà nella lista ulivista. Trovarne, di candidati, d'altronde non è facile per nessuno e chi è in campo si divide come può: è il caso di Marco Giuseppini, eletto consigliere comunale con la Lista civica di Gianfranco Formichetti e passato al centro sinistra l'anno scorso dopo un violento scontro con il sindaco Giuseppe Emili. Ora su di lui pende l'espulsione dal Psdi per aver firmato l'accettazione della candidatura propostagli dall'Udeur. Infine una buona notizia per l'assessore azzurro Daniele Fabbro nominato responsabile per le Politiche sociali di FI.

 
 
di Alessandra.Lancia

del 25 aprile 2007

 

La Democrazia Cristiana per la Autonomie è arrivata prima, almeno nella presentazione della lista dei candidati al consiglio comunale di Rieti. In una conferenza stampa coordinata da Paolo Di Lorenzo, il deus ex machina del movimento di Rotondi a Rieti, Marzio Leoncini, ha introdotto i 40 candidati, tra i quali i consiglieri uscenti Luciano Pistolesi, Brunello Gunnella e Felice Nucci, oltre a ben 12 donne e diversi giovani. Alla presentazione della Dc per le autonomie sono intervenuti il Sindaco Giuseppe Emili e l'onorevole Nardi. Quest'ultimo ha spiegato ch il voto del 27 e 28 maggio "rappresenterà una straordinaria occasione per dire a Prodi vattene a casa" mentre il Sindaco Emili ha sottolineato come "per l'ennesima volta stanno conducendo una campagna elettorale piena di parole vuote" - ha esordito attaccando gli avversari dell'Unione - "parlano di progetti, di volare alto, ma poi dove amministrano non fanno altro che tavoli, incontri che non producono alcun risultato mentre noi siamo la coalizione della concretezza". Quella stessa concretezza che è proprio lo slogan scelto dall'assessore alla viabilità uscente Marzio Leoncini per la sua di campagna elettorale. "Abbiamo lavorato sempre con lealtà verso gli altri partiti e anche gli scontri che a volte si hanno in una coalizione sono serviti per confrontarci e lavorare ancora meglio" - ha detto l'assessore che ha poi rivolto un deciso affondo nei confronti del candidato sindaco del centrosinistra Gaetano Papalia - ""Vorrei ricordare che se la Sebastiani ora è in serie A è merito anche mio. Sono stato io, quando ero assessore comunale allo Sport, a rilevare il titolo sportivo di Sant'Antimo per partecipare al campionato di B2 nel 1998 dopo che la Sebastiani era fallita economicamente. Sono stato sempre io a chiamare Papalia alla guida della squadra nel 2002. Al contrario di qualcuno non ho mai sfruttato lo sport per fini politici". Ma non finisce qui, perchè il vulcanico assessore ha poi preso in prestito una battuta del Presidente Silvio Berlusconi, che tanto clamore fece nella campagna per le politiche della scorsa primavera. "Spero che i reatini non siano cog...ni" - ha detto Leoncini - "confido nella loro intelligenza", augurandosi che nessuno confonda l'entusiasmo per l'impresa del basket reatino con la politica e l'amministrazione di una città. L'anno scorso qualcuno si indignò e qualcun altro intenzionato a votare Prodi, con ironia, indossò delle spillette con su scritto "io sono un cog..ne". Chissà se qualcuno copierà l'idea anche dalle nostre parti.

 
 
di Marco Fuggetta

del 25 aprile 2007

"NON SI PUO' PENSARE CHE CHI VA IN SERIE A VINCA PURE LE ELEZIONI"

Concreto sempre, furioso spesso, Marzio Leoncini. "Non si può pensare che chi ha vinto il campionato vinca pure le elezioni a sindaco - dice presentando la lista della sua "Dc per le autonomie", la prima pronta, fresca di stampa - L'assessore Leoncini non ha mai sfruttato lo sport, è lo sport che ha sfruttato Leoncini. Chi è andato fino a Caserta a comprare il titolo del basket? Sono io, io che ho chiamato al capezzale della Sebastiani Gaetano Papalia. E allora per piacere che questo momento di enfasi non inquini la campagna elettorale. Io mi auguro che i cittadini non siano tutti cogl...!". Oxford. Ma bisogna capirlo, Leoncini: dimissionato dal sindaco Emili su diktat azzurro dopo il suo abbandono di Forza Italia, seriamente tentato di passare armi e bagagli al centro sinistra, intanto impegnato a costruire "un partito a 360 gradi", e poi, dopo mesi d'anticamera prima di essere riammesso in Giunta, aver lavorato sodo per fare di Rieti "un cantiere a 360 gradi" per non dire delle rotatorie (quelle sì rotonde) adesso questo can can del basket proprio non ci voleva. Né ci vuole il progetto di città cui tiene tanto Gaetano Papalia: "Non ci possono dire che ci manca il progetto - dice il sindaco Emili - ci devono dire qual è 'sto benedetto progetto. Anche perché tra preliminare, definitivo ed esecutivo non ci si raccapezza niente. Progetto è una parola vuota: noi preferiamo dire direttamente quello che faremo". E quello che faremo "è buona, ottima amministrazione in totale sintonia con gli amici della Dc", dice Emili omaggiando uno ad uno i 3 consiglieri della pattuglia Leoncini - Luciano Pistolesi, Felice Nucci e Brunello Gunnella - che pure più di un grattacapo in aula al sindaco l'hanno dato. Storie passate: adesso non bastasse la rotatoria di Quattro Strade - "un miracolo: io ci ho provato inutilmente 4 anni a farmi dare quel pezzetto di terra dal Ministero della Difesa, è arrivato Marzio e ha fatto il miracolo", dice Emili - c'è anche il restyling dell'ingresso in città, senza il ghirigoro a Fonte Cottorella, come ricorda Andrea Eleuteri. Tutto merito di Marzio, cui uno ad uno si inchinano i 40 della lista: "Tanti giovani e tante donne", dice lui, e senza scomodare le quote rosa. E nemmeno volti o nomi troppo noti in città, a parte la testa di lista. I candidati: Marzio Leoncini, Luciano Pistolesi, Brunello Gunnella, Felice Nucci, Augusto Ciancarelli, Maurizio Tomassetti, Roberto Mazzilli, Fernanda Antoniozzi, Pierluigi Saccenti, Felice Cerafogli, Romeo Giagnoli, Gianluca Mei, Rosaria Mancini, Stelvio Iacoboni, Liliana Di Giacomo, Gabriele Rossi, Fabrizio Ippoliti, Carlo Fonso, Stefano Conte, Dario D'Aleo, Ombretta Moronti in Simeoni, Maurizio Samperna, Danilo Casciani, Ilaria Faraone in Mamone, Vanessa Guadagnoli in Grillo, Maria Teresa Giuliani, Luisa Pileri in Petrongari, Antonio Mutasci, Giancarlo Angelucci, Carlo Carlone Elviano Cornacchiola, Daniele David, Alessandro de Angelis, Giuseppe Dionisi, Giacomo Falcetti, Riziero Scelba, Micaela Moronti in Natalizi, Gualtiero Roversi, Loredana Ianni Ficorilli e Federica Maurizi.

 
 
di Alessandra.Lancia

del 24 aprile 2007

"PAPALIA: "ASSESSORI? A PROGETTO"

Non era la prima conferenza stampa di questa campagna elettorale per Gaetano Papalia, ma era la prima da presidente di un team di Serie A1 e, naturalmente, non poteva non cominciare con un riferimento a quella notte di straordinaria tensione e gioia appena trascorsa. Rino Icardi, giornalista Rai coordinatore della conferenza stampa, spiega subito che "l'amico Papalia non è un'ipotesi di Sindaco ma lo è già, perché la vittoria della Sebastiani di stanotte rivela la natura dell'uomo che non ci sta a perdere e vince sempre". Ma siccome le elezioni sono un'altra cosa, si inizia subito a parlare di programmi e scenari con il candidato dell'Unione che sorvola sui contenuti specifici e spiega come il programma sia "un incrocio tra i nostri sentiment ed il check up svolto dal Censis", un "work in progress" aperto al contributo dei cittadini e che, inoltre, la prima cosa che farà se dovesse vincere sarà "un'azione di dew diligence per capire le reali risorse", per arrivare ad "allargare gli orizzonti", magari anche lessicali visti le diverse citazioni dall'inglese, "della politica di questa città". Una città che Papalia definisce "né sua, né tua, né mia" - con evidente riferimento ai manifesti dell'avversario del centrodestra Giuseppe Emili - "ma nostra, per la quale c'è bisogno di un progetto di base, un disegno generale che eviti il ripetersi del pressappochismo, dell'estemporaneità e delle improvvisazioni che hanno contraddistinto l'attuale amministrazione. Non bisogna più trattare la città a pezzi" - ha continuato Papalia - "perché così la si fa a pezzi". E per far si che "tutte le iniziative siano tasselli di un mosaico già disegnato" si potrebbero anche "sperimentare metodi di gestione nuovi terrorizzando le segreterie dei partiti" - parole di Papalia - "chi lo sa se li facciamo gli assessori?". Attimo di suspence ma subito il candidato spiega che la "provocazione" serviva a spiegare che si può ragionare su metodi alternativi "ad esempio abbandonando le deleghe per tema agli assessori, ma individuando 5 o 6 progetti da affidare ad altrettante persone". I vari Rinaldi, Mascioletti e gli altri segretari di partito tornano a respirare. E cosi Papalia, dopo aver spiegato ancora una volta come la priorità è il codice etico - "una sorta di solenne giuramento morale sul quale vigilerà un gruppo di saggi" - spiega che l'obiettivo è "unire l'entusiasmo dei giovani alla saggezza degli anziani". Nel raccontare poi un aneddoto - "un giovane della Piana mi ha detto che il suo problema sono i lampioni, troppi da non permettere più di vedere le stelle" - annuncia la presenza "massiccia" della società civile presente con due liste civiche a suo sostegno. Arriva poi l'intervento di sostegno di Fabio Melilli, che non lesina attacchi anche ironici al centrodestra e parla di progetti come la creazione di un centro congressi nell'ex fabbrica Bosi, del recupero delle strutture del pattinodromo che vorremmo trasformare in una specie di Capannelle, della costruzione della pista ciclabile, del cablaggio per la banda larga della zona che cinge la città e del miglioramento dei giardini del Vignola. Papalia parla anche della lista unica Ds - Dl, intorno alla quale sembra esserci ancora un po' di gelo tra i sostenitori dei due partiti: "E' una novità importante - conclude - e credo sarà un successo". E la conferenza si chiude quindi con l'invito di Icardi a lavorare per Papalia "per tornare a vedere le stelle". Quelle buone però.

 
 
di Marco Fuggetta

del 24 aprile 2007


"Gli assessori? Non so nemmeno se ci saranno". Gaetano Papalia è ironico quando si parla della composizione della sua ipotetica giunta in caso di vittoria alle prossime elezioni amministrative, ma il messaggio, non tanto velato, è alle segreterie dei partiti "che mi piace terrorizzare" aggiunge il candidato sindaco dell'Unione. Come dire che tante ingerenze sulle nomine non sarebbero tollerate. L'incontro di oggi con gli elettori si è aperto, però, con gli applausi per la promozione in serie A di basket della Sebastiani, società guidata proprio da Papalia. Un evento da non sottovalutare in prospettiva del voto, ma che il presidente della società amarantoceleste vuole "tenere fuori dalla battaglia elettorale", anche se sembra molto difficile. E infatti nel corso dell'incontro il tema viene fuori. "In caso di mia elezione - spiega Papalia - potrei anche decidere di cedere la società, ma solo a chi avesse le capacità per tenere la squadra ai livelli più alti". Il presidente della Sebastiani preferisce non scegliere in un gioco di scambio tra la vittoria in campionato e quella alle elezioni e sorridendo chiarisce: "Non sono eventi omologabili". Per quanto riguarda il programma, il candidato dell'Unione ha presentato otto linee guida che affrontano l'urbanistica, le attività produttive, il lavoro, le politiche sociali, il turismo e lo sport. "Non ci muoveremo attraverso un'estemporaneità degli interventi come avviene ora - spiega Papalia - ma con tasselli di un mosaico già progettato". A sostegno di Papalia è sceso in campo anche il presidente della Provincia, Fabio Melilli, che ribadisce la disponibilità a una piena collaborazione, grazie anche ad alcuni progetti che dovrebbero essere realizzati in sintonia. "Si tratta - spiega Melilli - della creazione di un centro congressi nell'ex fabbrica Bosi, del recupero delle strutture del pattinodromo che vorremmo trasformare in una specie di Capanelle, della costruzione della pista ciclabile, del cablaggio per la banda larga della zona che cinge la città e del miglioramento dei giardini del Vignola". Papalia parla anche della lista unica Ds-Dl, intorno alla quale sembra esserci ancora un po' di gelo tra i sostenitori dei due partiti. "È una novità importante - conclude - e credo che sarà un successo".

 
 

del 24 aprile 2007

IL CANDIDATO-PRESIDENTE PAPALIA: ECCO IL PROGRAMMA

Prima o poi doveva succedere che basket e politica, presidente e candidato, si incontrassero da qualche parte: succede a mezzogiorno in una sala consiliare più buia del solito, forse per prolungare l'atmosfera della notte. "Se siamo qui è perché prima c'è stata questa notte, questa magnifica vittoria" sussurra al microfono con il mestiere del telecronista di razza Rai Rino Icardi, rompendo l'argine fin qui tacitamente innalzato in città tra Gaetano Papalia presidente della Sebastiani e Gaetano Papalia candidato sindaco dell'Unione. "Quando anni fa dissi a Gaetano ma dove vai con questa squadra? Lui mi disse Vado in serie A. Lo ha fatto. E così farà il sindaco…". In sala c'è il presidente della Provincia Melilli e i maggiorenni dei partiti della coalizione ragazzi della lista civica "Controvento" e i più grandicelli di "Nuova Rieti", l'ex senatore Vella in prima fila e la coordinatrice della Margherita Leonardi in fondo e pazienza se posto per tutti accanto a Gaetano non ce n'è. Si va a braccio e Icardi è una spalla formidabile: "Sto cercando un impegno esclusivo con questa città che amo profondamente di base è on line sul mio sito, 8 linee guida di approfondimento su 20 temi generali, quasi un work in progress. Certo, poi bisognerà vedere le risorse che troveremo. Ma prima di tutto viene il metodo, ovvero un codice etico da far sottoscrivere agli amministratori perchè gli affari non si intreccino con la politica, non ci si abbandoni a sprechi, si superino i conflitti di interessi". E con la Nuova Sebastiani che fai? "Semplice, se sarò sindaco il Comune smetterà di sostenerla finanziariamente - risponde Papalia, correggendo il tiro rispetto a qualche settimana fa - Intendiamoci, se si trova il privato innamorato della città con la volontà di mantenere la squadra al massimo livello sono disposto a cedere le mie quote, ma solo a queste condizioni. Diversamente non la mollo". saranno contenti i tifosi duri e puri. ma ce n'è anche per i cittadini, stremati dai cantieri e tramortiti dalla grancassa elettorale di queste settimane. "Questa città ha diritto di crescere, ma si cresce solo solo se c'è una maturazione complessiva. E si matura misurandosi con un progetto complessivo di città, un mosaico da definire prima, che renda ogni iniziativa riconoscibile e coerente del tutto. Non si può più andare avanti con l'improvvisazione e il pressapochismo: non si può trattare la città a pezzi. Così si finisce per farla a pezzi". E chi lo farà con Papalia, ovvero quanti assessori in Giunta, quali funzionari alla macchina? Sulla macchina glissa, sulla Giunta no: "Assessori? E chi ha detto che servono per forza gli assessori? provoca Papalia - Capisco che ciò può terrorizzare le segreterie dei partiti ma io accarezzo con sempre più favore l'idea di incarichi a progetto, revisionabili in corso d'opera, revocabili alla fine". Vincenzo Rinaldi smette di respirare terreo, Bruno Chiarinelli tritura il chewing gum guardandosi la punta delle scarpe: ma era una battuta, anzi no, un paradosso, meglio, un sentiment. Come quello espresso da uno dei ragazzi della lista "Controvento", " un ragazzo della Piana cher si lamentò con me per via dei lampioni. Pochi? Troppi? Troppo - mi ha detto - non riusciamo più a vedere le stelle. E' la cosa più bella che ho sentito in campagna elettorale. Come si può fare a meno dei giovani, sono loro che riescono a conciliare realtà e poesia: dobbiamo riconciliarci con loro". E riconciliare la città: "Facciamo di Rieti una città giusta, facciamo di Rieti la città di tutti". La Provincia darà una mano garantisce Fabio Melilli pronto a portare in dote soldi e idee (per le piste cicliabili nella Piana e il cablaggio del circondario, per un sistema di accoglienza all'ex Bosi, per la gestione privata del Pattinodromo e della piscina coperta al Terminillo) e pazienza per i rimproveri patiti in questi 3 anni "per aver alzato troppo l'asticella: ma Rieti manca un pò quella speranza di volare alto...". Si riatterra subito con la domanda impertinente: meglio la promozione in A o la vittoria a sindaco? Papalia sorride, Icardi suggerisce: "Confronto non omologo".

 
 
di Alessandra.Lancia

del 20 aprile 2007

CENTRODESTRA, EMILI A ROMA PER CONCORDARE L'ARRIVO DI BERLUSCONI
CENTROSINISTRA, MARIANGELI RICONFERMA L'UNIONE DELLA COALIZIONE

A tu per tu con Silvio Berlusconi per concordare la presenza a Rieti a sostegno della sua candidatura a sindaco: Giuseppe Emili sarà a Roma domattina a colloquio col leader della Casa della Libertà per riempire (e poi magari incorniciare) la pagina più "pesante" della sua agenda elettorale. E dopo Berlusconi si potrà passare a programmare il ritorno in città di Gianfranco Fini e l'arrivo di Pierferdinando Casini. Campagna elettorale ad alto zero, quella del centro destra pro-sindaco Giuseppe Emili, che non sta lasciando nulla di intentato e nessuno di riposo per ottenere la riconferma a Palazzo. Né devono averlo intimorito le valutazioni del neo segretario dei Ds Marino Mariangeli, che l'altra sera - durante la prima riunione della nuova direzione provinciale del partito - "ha chiarito subito che alle amministrative di maggio si può e si deve vincere perché, a differenza delle precedenti tornate elettorali, questa volta il centro sinistra si presenta agli elettori con una coalizione coesa, unita e motivata - così si legge in una nota dei Ds - ma soprattutto si presenta con un candidato sindaco (Gaetano Papalia) fortemente legittimato dal successo alle primarie". Mariangeli torna anche sul tema della lista unitaria, nella speranza "che sia capeggiata da Calabrese" e "auspicandone una testa di lista non troppo lunga e la rappresentanza di tutte le sensibilità del partito" così "da renderla riconoscibile a tutto il popolo diessino come la loro lista di riferimento". Quanto all'avvio della campagna elettorale il segretario dei Ds ha proposto la data del 25 aprile (dal 19 avoglia…) "che a Rieti, dopo l'ignobile tentativo di intitolare una via al gerarca fascista Alessandro Pavolini da parte della destra ha un significato simbolico ancora più grande". Dalla nota non si evince se la proposta sia passata. Mentre si legge che per acclamazione "il compagno Angelo Dionisi è acclamazione "il compagno Angelo Dionisi è stato eletto alla presidenza del partito, e Massimiliano Giansanti riconfermato tesoriere". Auguri.

 
 
di A.L.

del 19 aprile 2007

"IRROMPE IL NUOVO, PAOLO TIGLI"

Professore in pensione, 65 anni, Sindaco di Rieti dal 1988 al 1990, Paolo Tigli oggi ci riprova, fuori dagli schieramenti a capo del Terzo Polo-"Rieti Viva". Quali sono le motivazioni che l'hanno spinta a rimettersi in gioco dopo17anni? "Nel1998 e nel2002 ho rifiutato perché vedevo una mancanza di novità nelle aggregazioni politiche e perché le strategie si continuavano a decidere nelle segrete stanze. Oggi ho deciso di candidarmi perché ritengo che gran parte dei problemi che Rieti aveva tanti anni fa ci sono ancora, con l'aggravante del tempo trascorso. Altre realtà limitrofe si sono evolute, come l'Umbria e l'Abruzzo, noi no". Quali sono le priorità del vostro programma? "Soprattutto l'urbanistica, anche se non è premiante elettoralmente. E' necessario far divenire le ex aree industriali (zuccherificio, Montecatini, ndr) il sito di modernizzazione della città, trasformandola da paese in capoluogo, con gli standard di autonomia e identità che questo comporta. Una modernizzazione non ideologica ma che risponda a reali esigenze; un auditorium, spazi per i giovani, un centro fieristico collegato al territorio, edilizia residenziale di pregio e una struttura universitaria". A proposito di Università, lei è per quelle "di massa" o per incrementare quelle di nicchia? "Siamo in ritardo fatale per recuperare competitività a livello di università di massa. Va creata un'università in cui la specialistica la faccia da padrona, con quelle facoltà che possono essere coniugate al territorio, al turismo, all'agricoltura e alla tecnologia. Ad esempio si potrebbe creare un centro per lo sviluppo e la ricerca sul volo a vela, magari collegato all'istituto tecnico industriale. E in questo contesto sarebbe straordinario creare una fiera internazionale della tecnologia del volo a vela. C'è bisogno di creare occasioni di sviluppo. Vorrei citare il Vescovo di Rieti che nell'opuscolo distribuito per la Quaresima dice: . Credo sia un giudizio significativo e sopra le parti". Rieti Viva si è presentata in qualche modo contro una certa politica e contro i partiti, ma poi ha scelto lei, con la sua lunga storia politica, come candidato. E' una scelta coerente? "Sono 17 anni che non esercito politica in prima persona, anche se nel mio piccolo sono stato protagonista di una vicenda che solo dopo tanti anni ha visto riconosciuta la sua validità. Parlo dell'unione tra l'ala popolare della Dc ed il socialismo riformista. La mia giunta nel 1990 era formata da Dc, Pci e Pri, unico comune in Italia insieme a Palermo con Orlando. Rivendico le mie scelte per le quali ho pagato. In un certo senso i partiti me l'hanno fatta pagare ma ho mantenuto la mia coerenza. Oggi invece, dopo anni, sembra si stia andando in questa direzione con il Partito Democratico". Nei giorni scorsi ha definito le elezioni un "inciampo"; che significa? "Inciampo perché noi volevamo continuare ad elaborare progetti e proposte senza le forzature imposte da una campagna elettorale. Vogliamo che si ricrei fiducia tra la gente e la politica ma per far questo c'è bisogno di coerenza, vicinanza reale ai cittadini e non burocratica e soprattutto di moralità, quella vera e non quella certificata". C'è chi l'accusa di "transumanza" visto la sua storia politica; prima nel Pci, poi nella Margherita e infine, oggi, fuori dal centrosinistra. Come risponde? "Che la transumanza è degli altri e che io ho agito sempre coerentemente con ciò che pensavo. Uscii dal Pci proprio perché sostenevo la necessità di ammodernamento dei partiti. Per quanto riguarda la permanenza nella Margherita, essa doveva essere provvisoria, un ponte verso il partito democratico, poi se questa esperienza è durata più a lungo non è certo colpa mia". A proposito di Pd, come giudica le molte resistenze a questo progetto? "Scoppola ha parlato di malinconia del processo del Pd, e anch'io sono pessimista. E' un problema di identità, i partiti in Italia si sentono padroni e non servitori". In che cosa secondo lei ha fallito la Cdl nell'amministrazione di Rieti? "Ci siamo imposti di non parlare degli altri, ma comunque basta vedere quello che noi vorremmo fare di Rieti per capire dove sono mancati gli altri. Anche se sono solidale con Emili, e Cicchetti prima, perché fare il Sindaco oggi è una grande responsabilità e a volte si rischia anche a livello personale, di salute e giudiziario. Il giudizio politico è altra cosa". Qual'è il vostro obiettivo alle elezioni? "Non abbiamo mezzi per fare sondaggi, ma comunque pensiamo ad una rappresentanza in consiglio, anche se è lecito attendersi qualcosa in più". Nell'eventualità del ballottaggio vi tenete le mani libere o siete già orientati a sostenere uno degli altri due candidati? "Non esiste un orientamento perché sarebbe contraddittorio con la nostra scelta. Non escludo affatto una presenza autonoma in consiglio, e quindi nessun apparentamento". Cosa direbbe agli elettori oggi? "Il voto è una straordinaria occasione per scegliere il proprio destino. Come quando ci si sente male si sceglie il medico migliore e non si va dall'amico o dal parente, così alle elezioni bisogna scegliere le persone più equilibrate, autonome e sufficientemente intelligenti alle quali affidare il proprio futuro".

 
 
di Marco Fuggetta

del 18 aprile 2007

DAI MILLE POSTER DEL CENTRODESTRA ALLE 35 PAGINE DEL CENTROSINISTRA

C'è Marzio Leoncini che presidia da vicino la rotatoria di Piazza Marconi - non si sa mai - concerto sempre, Daniele Fabbro che campeggia ovunque all'insegna dell'a me gli occhi, please; anche Giuliano Sanesi è già in pista, anzi, in vasca annunciando con sé medesimo la riapertura della piscina comunale di viale dello Sport, Chicco Costini punta sulle idee, Stefano Colantoni su buone idee, meritocrazia, sviluppo, Moreno Imperatori, onesto e capace, si ferma a due, Zelinda De Marco risplende in tutta la sua concretezza e determinazione dall'alto di un 6X3 in piazza Angelucci. Batte praticamente solo bandiera azzurra la campagna elettorale "murale" delle comunali, eccezion fatta per il sindaco Giuseppe Emili - solo e soltanto la mia città, ma manifesti ovunque e comunque - e per il leader provinciale di An. Totalmente non pervenuta l'Unione, con il sito web di Gaetano Papalia ancora inchiodato sulle Primarie e la nuova sede del comitato elettorale (in viale Matteucci, ex profumeria Tre A) con i fili per aria e le pareti da ridipingere. Ieri pomeriggio summit per chiudere definitivamente il programma, 35 pagine tutte da leggere e conservare. Intanto a 10 giorni dalla chiusura delle liste la caccia alle preferenze è già cominciata: in An con Costini capolista escono di scena Gabriella Sentinelli, Gabriella Scacchi e Lorenzo Emili e avanzano Giovanni Rositani (per lui si parla di assessorato in caso di vittoria) e Antonio Emili. In Forza Italia sarà l'attuale vicesindaco Giuliano Sanesi a guidare la lista con Lidia Nobili a convivere suo malgrado con l'omonimo Fabio (presidente di Circoscrizione) e Luigi Gerbino in libera uscita. Nel listone dell'Ulivo, guidato da Giosuè Calabrese, con i consiglieri comunali uscenti di Ds e Margherita si prepara il ritorno dei "padri fondatori" di Pci-Pds, Riccardo Bianchi, Gustavo Marcheggiani, Franco Proietti, Angelo Dionisi. Tanto per il Partito Democratico non c'è fretta. Insieme tutti, invece, per Paolo Tigli sindaco: Rieti lotta insieme a lu.

 
 
di Ajmone Filiberto Milli

del 17 aprile 2007

COMUNALI, LISTE IN SUBBUGLIO E PICCOLE LITI NEL CENTRO DESTRA

Liste in formazione, liste quasi ultimate, nomi nuovi e nomi risaputi, nomi che si "autocassano", piccole grosse liti per supposta omonimia (nella lista di FI ci sono 2 Nobili: Lidia e Fabio, presidente della seconda circoscrizione e siccome a complicar le cose alfabeticamente "f" viene anche prima di "l", al Nobili circoscrizionale la cosa non interessa proprio). In An rinunciano a presentarsi la capogruppo Gabriella Sentinelli e Beatrice Scacchi mentre nella lista civica "di Cicchetti" si presenterebbero, oltre al giovane Enrico Maria Sebastiani (figlio di quella Albertina Ciferri già molto rimpianta vicesindaco di FI) anche alcuni dissidenti dell'Udc in polemica per i rapporti che la dirigenza provinciale del partito intratterrebbe con Francesco Maselli: si parla di Stefano Eleuteri e del gruppo che farebbe capo a Cesare Giuliani, Francesco Monaco, Renato Avicenna. "Maselli? E che cosa c'entra con noi? Precisa il segretario Mauro Lattanzi - Le trattative con il sindaco Emili sono state fatte da me e dal segretario regionale Luciano Ciocchetti. Chi dell'Udc aderisse ad altre liste sarebbe statutariamente fuori del partito. Parole di Ciocchetti e parola mia". E Lattanzi aggiunge: "Attenti a non rifare un Cicchetti secondo come alle provinciali quando una certa lista civica facilitò la sconfitta di Cicchetti". Poi i posizionamenti negli schieramenti: il partito dei pensionati, diretto da Igino Boy, si schiera a sostegno della candidatura a sindaco di Giuseppe Emili, idem il Nuovo Psi il cui segretario provinciale , Claudio Greco, ritiene che "soltanto nella Casa dei valori comuni la questione socialista potrà trovare adeguata soluzione in quanto schierarsi nel centrosinistra è contraddittorio e pericoloso perché avrà come unico risultato la scomparsa della questione socialista soprattutto per mano della sinistra massimalista". Lista unitaria Ds-Margherita? Gli interessati sono certi che si farà con Giosuè Calabrese capolista. Nella lista all'incirca due terzi sono candidati diessini, il rimanente dei moderati. Tra i candidati della Margherita, come "segno di discontinuità", il consigliere della seconda circoscrizione e portavoce Alessio Angelucci.

 
 
di Ajmone Filiberto Milli

del 15 aprile 2007

 

Con un occhio, anzi tutti e due, puntati sulle imminenti elezioni amministrative e sulle trattative con gli alleati della sinistra radicale per addivenire ad una lista unitaria, il Partito dei Comunisti Italiani ha rinnovato ieri presso l'Hotel Serena il proprio organismo dirigente. I 67 votanti hanno eletto al termine della giornata 38 membri del comitato federale che, come da statuto, nelle prossime settimane provvederà a nominare la presidenza ed il segretario politico, riconfermando in quest'ultimo ruolo Luca Battisti. Il congresso del Pdci, che conta 276 iscritti a livello provinciale, "è stato innanzitutto molto partecipato con iscritti, invitati e semplici cittadini che hanno riempito la sala nel corso della giornata" - spiega lo stesso Battisti - "più di 120 persone che hanno confermato come oggettivamente il nostro sia un partito in crescita, qualitativamente e quantitativamente". Una crescita che, si spera, possa essere "messa a frutto già dalle elezioni di maggio". E qui torna l'ipotesi, già circolata nei giorni scorsi, di una lista unitaria di Pdci, Rifondazione Comunista e Verdi alle comunali del capoluogo. "La proposta di una lista unica è scaturita dal nostro partito" - conferma il segretario - "e ci si sta ragionando già da qualche tempo anche se, naturalmente, ha subito un'accelerazione nelle ultime settimane. Comunque tale scelta risulterebbe a nostro parere necessaria e sarebbe naturale a livello politico, anche alla luce dello straordinario risultato di partecipazione delle primarie. Insomma" - conclude Luca Battisti - "risponderebbe alle aspettative dei nostri elettori". Nel frattempo movimenti anche al centro, o se si vuole nel terzo polo, con Rieti Viva che organizza un nuovo appuntamento per oggi pomeriggio alle 17 con le associazioni di volontariato e del terzo settore presso la Sala parrocchiale della Chiesa di San Giovanni Bosco a Villa Reatina. All'incontro presenzieranno, naturalmente il candidato Sindaco Paolo Tigli, e due dei candidati consiglieri, Tullio Ciogli e Giovanni Leuratti.

 
 
di Marco Fuggetta

del 12 aprile 2007

"RIFONDAZIONE, VERDI E COMUNISTI PENSANO AD UNA LISTA UNICA"

Non c'è solo la lista unica di Ds e Margherita a riempire le notti dei dirigenti del centrosinistra, ma anche l'ipotesi di una aggregazione dei partiti della sinistra radicale, quegli stessi che per primi lanciarono la candidatura di Gaetano Papalia mettendo in difficoltà proprio i rapporti tra i futuri condomini del Partito Democratico. Ieri sia il Verde Roberto Lorenzetti, sia il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Simone Petrangeli hanno commentato l'ipotesi di una lista da costruire insieme agli altri "compagni" del Partito dei Comunisti Italiani. "Ne stiamo parlando" - ha spiegato Lorenzetti - "ma su certe cose bisogna tenere presente soprattutto gli scenari nazionali. Il rischio è quello di creare un cartello elettorale poco attraente", certo che "con una lista unica si possono avere una quarantina di nomi capaci di far convergere molti voti. Spesso" - conclude Lorenzetti - "con una lista autonoma si hanno candidati con poco seguito. L'identità del nostro partito rimane comunque una priorità". A confermare i ragionamenti, ma anche i dubbi, arriva anche la dichiarazione di Petrangeli che spiega come "l'obiettivo è raggiungere l'unità della sinistra in un discorso di lungo periodo", mentre alle elezioni manca un mese e mezzo. E proprio in vista delle amministrative l'Udeur si è ritrovato ieri all'hotel Serena - con tanto di vertici provinciali rinnovati - con l'assessore regionale Marco Di Stefano per fare il punto della situazione, dopo che negli ultimi mesi il partito centrista era rimasto alla finestra in attesa che l'Unione si scegliesse il candidato sindaco. Ora che il candidato c'è - ma al contrario di quanto si era anticipato, non ha partecipato all'incontro di ieri - si lavora su liste e organizzazione interna. "Abbiamo discusso soprattutto in tema di organizzazione del partito e di campagna elettorale a Rieti e Cittaducale" - spiega il neo segretario Paolo Murrali - "L'affluenza è stata molto alta, più di 100 persone, e mi è sembrato di registrare un grande entusiasmo". E la lista? "Siamo in dirittura d'arrivo, entro la settimana prossima contiamo di chiudere". Per il momento, ovviamente, certi della candidatura il deus ex machina Mauro Vassallo e lo stesso Murrali.

 
 
di Marco Fuggetta

del 11 aprile 2007

"ECCO PERCHE' MI CANDIDO PER IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI"

A volte si ha voglia di dire delle cose, di sé, della propria vita, ma non si sa a chi dirle. Vi parlo della mia vita che non è mai stata facile, causa la poliomielite che mi ha colpito a tre anni. I miei genitori erano molto poveri, così sono cresciuta in un collegio a Firenze, lontano da loro e lì ho studiato fino alla licenza magistrale, al diploma di stenodattilografia: ho imparato anche a suonare il pianoforte. Sentivo un gran vuoto affettivo perché la vita con le suore era molto dura: lì è iniziata la mia ribellione. Con un gruppo di ragazze scrivemmo ad un programma televisivo TV7: ci interrogavamo sul futuro. Ho sempre avuto voglia di lottare: ho partecipato a battaglie contro le barriere architettoniche nella sede del Consultorio familiare (mancava l'ascensore) e, recentemente, per l'agibilità della "sala di lettura" nel Vespasiano e per l'aumento dei posti riservati ai disabili nel parcheggio del De' Lellis. I disabili vivono in un disagio continuo, se si fa un piccolo passo ci chiediamo se riusciremo ad arrivare a destinazione. Nessuno ci prende sul serio, pacche sulle spalle, sorrisini e via! Rieti è piena di barriere a cominciare dai marciapiedi sprovvisti di scivoli, strade rattoppate alla meglio, finendo con gli edifici, pubblici e privati, pieni di scale e senza ascensori. Quante volte sono stata oggetto di derisione, ho lasciato il tutto dietro le spalle, anzi lo sfregio mi ha rafforzato. Abitavo a Roma quando ho avuto la mia prima figli: fui abbandonata al terzo mese di gravidanza, tutti cercavano di convincermi ad abortire, ma non ascoltai nessuno e partorii la mia Sara che oggi ha 26 anni ed è madre di due bellissime bambine: Aurora e Giorgia, vedete sono anche nonna. Ho dato lezioni private ed ho tirato avanti. Più tardi mi sono sposata ed ho avuto un'altra bambina, la mia Maria Laura che oggi ha 24 anni e si sta laureando in scienze infermieristiche. Ancora una volta sono rimasta sola con le mie bambine e ancora una volta ci sono riuscita. La mia disgrazia è diventata l'occasione per prendere coscienza dei miei diritti, la consapevolezza l'ho fatta diventare politica: mi sento solidale con tutti. Sono irrequieta, non mi fermo alle cose comuni, mi piace informarmi per sentirmi libera. Mi sembra importante uscire dai ruoli che c'imprigionano; se tutti si sforzassero di superare i loro stessi limiti mentali la vita di ognuno di noi sarebbe più semplice e più gioiosa. Mi si chiede perché mi sono candidata con il Pcl, un partito poco visibile e quindi con poche possibilità di farcela; semplicemente perché sento che è il mio partito, perché mi rappresenta in tutte le mie attese. La novità? Parlare con semplicità alla gente di quello che abbiamo in mente di fare. Il segretario dei Ds, Fassino l'altro giorno ha affermato che il comunismo è finito. Moltissime cose nella società, nell'economia e negli stessi modi di produzione sono cambiati, ma lo sfruttamento resta e la società è ancora divisa tra ricchi e poveri, tra sfruttati e sfruttatori. Penso invece che nel XXI secolo le ragioni del comunismo possano diventare più forti. E' questa la ragione che mi ha indotta a candidarmi.

 
 
di Nazzarena Desideri

del 11 aprile 2007

DALLA MARGHERITA L'OK ALLA LISTA UNITARIA DELL'ULIVO

Ds e Margherita insieme nella lista dell'Ulivo: l'orientamento già espresso dai Ds durante il congresso provinciale e a più riprese dai maggiorenti della Margherita ieri sera è stato fatto proprio dalla direzione provinciale del partito che in una nota parla "della formazione di una lista unitaria dell'Ulivo" quale "progetto strategico che semplificando il quadro politico possa attrarre la voglia di novità emersa dalle primarie". Per Giosuè Calabrese, che della lista è il capolista naturale (lui altrettanto naturalmente smentisce) "è un'operazione che va letta nella prospettiva del nascente Partito Democratico" più che come continuità con l'Ulivo che fu, infatti insieme a Ds e Margherita, annoverava anche lo Sdi che invece dovrebbe marciare per suo conto. Ancora più entusiasta Giuseppe Martellucci che dalla federazione dei Ds parla da un lato "di un atto dovuto" dall'altro "di un'occasione unica per fare di Rieti un laboratorio politico che si imponga all'attenzione nazionale". Perché se Partito Democratico ha da essere, che si cominci subito con le liste per le comunali. Solo che ad inquadrare l'operazione solo in prospettiva, si rischia di perdere i contorni del quadro attuale, che è quello delle liste costruite, più che con le fronde di Querce e Ulivi di ritorno, con gli eterni alberi genealogici di ciascun aspirante consigliere. Sono le perplessità maggiori dei tanti delusi, sia nella Quercia che nella Margherita: la regola vuole che più si è a correre e più si portano voti; nell'Ulivo, dando per scontato che sarà solo per Ds e Margherita, si parla di un rapporto 15 a 25 a favore della Quercia, con la nascita però al centro della lista della "Dc" doc, quella col simbolo originale già schieratasi con Calabrese alle Primarie. Alla "Nuova Dc per le autonomie" di Marzio Leoncini non piacerà, ma tant'è. In casa socialista intanto è l'ex Bruno Vella che prepara la rentrèe stavolta nel solco dell'Unione: come? Con un'associazione, "socialisti, riformisti, democratici" Europitalia. Destinazione, Rieti, comune.

 
 
di Alessandra Lancia.

del 11 aprile 2007

ELEZIONI, DS E MARGHERITA NELLA LISTA DELL'ULIVO

Alle prossime elezioni comunali Ds e Margherita faranno a meno dei singoli e confluiranno nella lista unitaria dell'Ulivo. Quindi non due liste, con la loro storia e per certi versi le loro diversità, ma un unico della sinistra moderata. Dalla Direzione della Margherita parlano di "scelta strategica, frutto dell'esperienza delle recenti Primarie. Sarà una novità". Ma molti cosiddetti moderati cattolici della Margherita non hanno gradito il percorso e già dicono di non volersi più candidare. La profonda spaccatura all'interno del partito centrista sta facendo registrare qualcosa di simile anche in casa diessina, soprattutto tra chi sente più vicino all'ala post-comunista. Ora Margherita- Dl rischia di scomporsi in tre tronconi: l'ala di Fabio Melilli, quella di Vincenzo Rinaldi e Giosuè Calabrese e la parte più laica e defilata dell'ex Pci Paolo Tigli.

 
 

del 06 aprile 2007

EMILI "BENEDICE" IL CANDIDATO COSTINI

Felice Costini, presidente provinciale di An ed assessore uscente, guiderà, come capolista, i 40 candidati al consiglio comunale nelle elezioni di maggio. La candidature di Costini è stata ufficializzata in un incontro al circolo culturale "Area", definito dal presidente della 1° circoscrizione, Fabio Mazzetti, "punto di incontro e di aggregazione nell'epoca delle frazioni e della dispersione". Se il sindaco Emili ha riconosciuto nell'opera di giunta di Costini "soprattutto l'affermazione dell'università presente nel bilancio comunale con lo stanziamento di 1 milione di euro" ed il suo radicamento "nella difesa dei valori cittadini e la spinta per una mai taciuta idealità", Costini, nel rivendicare "la politica come servizio, ritiene la propria candidatura come "la sintesi anagrafica di un lavoro condotto collettivamente da An per il governo di questa città depositaria della nostra storia". Con un chiaro riferimento alla caratterizzazione "sociale" della giunta Emili dove "un terzo del bilancio è ancora per questo servizio" e nel riconoscere come "tali stanziamenti siano l'indice di un disagio civico collettivo", Costini traccia le linee essenziali del suo programma che è il programma di An: potenziamento dell'università da intendersi come una nuova industria, sviluppo del Terminillo inteso come turismo non episodico ma altrettanto industriale, stretta vigilanza sulle aree ex industriale, stretta vigilanza sulle aree ex industriali perché non diventino zone di sfruttamento né edilizio né per strutture commerciali così come già stabilito dalla giunta Emili".

 
 
di A.F.M.

del 06 aprile 2007


Molte donne e spazio anche a una rappresentanza per gli stranieri. Sono questi alcuni degli ingredienti che caratterizzeranno la lista dei candidati di Alleanza nazionale alle prossime elezioni amministrative del comune di Rieti. "Saranno inclusi nomi legati a diverse categorie lavorative della città - spiega il presidente provinciale di An, Felice Costini -. Si tratta di professionisti, insegnanti e commercianti. Avremo molte donne con una novità importante: in lista sarà presente una ragazza romena". La legge prevede che possano essere eleggibili e accedere al voto per le elezioni comunali anche i cittadini di uno stato membro dell'Unione europea che si sono iscritti nelle liste elettorali del comune di residenza. Tra questi ci sono i romeni, da poco ammessi nell'Ue. "È la dimostrazione - aggiunge Costini - dell'interesse che mostriamo verso il mondo dell'immigrazione a Rieti. Noi guardiamo a chi vuole integrarsi e lo fa ottimamente mantenendo la sua cultura e rispettando la nostra". E una quota rosa si prepara a entrare nella lista di An, anche se il partito, in realtà, ha già una nutrita rappresentanza di donne al consiglio comunale. Nella scorsa consultazione elettorale, infatti, furono elette Gabriella Sentinelli (capogruppo), Maria Luisa Scacchi e Antonella Giannantoni su un totale di otto consiglieri presenti a palazzo di Città.

 
 

del 06 aprile 2007

DS E MARGHERITA, PROVE DI LISTA UNICA PER PAPALIA

Semplificare il quadro accorpando partiti per rafforzare un progetto politico oppure moltiplicare le liste sperando così di quarantuplicare i consensi? Davvero per l'Unione gli esami non finiscono mai: superato col pieno dei voti quello delle Primarie ora c'è mettere mano al capitolo liste in appoggio al candidato sindaco Gaetano Papalia. Col passare dei giorni prende sempre più consistenza l'ipotesi di una lista dell'Ulivo tra Ds e Margherita, quale test sul campo della capacità "attrattiva" del Partito Democratico che sarà. Il capolista naturale c'è ed è Giosuè Calabrese, ma all'entusiasmo dei supporters del candidato sindaco è subentrato il fastidio, se non proprio l'ostilità dei potenziali concorrenti dello stesso partito. Ieri pomeriggio lunga e tribolata riunione del direttivo della Margherita per decidere: sul piano politico e strategico il passaggio sembra obbligato ma oltre alle resistenze di ordine personale ci sono quelle più prosaiche legate alla necessità di drenare quanti più consensi possibile con quanti più candidati in strada a correre. Nelle elezioni amministrative il moltiplicarsi delle liste a sostegno di un candidato sindaco non è sinonimo di debolezza ma di forza, ed è anche a questo che fa appello - e siamo nei Ds - Giampiero Marroni, del "correntone", per frenare il partito proiettato invece versoi la lista dell'Ulivo. In tal senso durante il congresso si erano pronunciati sia il coordinatore uscente Mario Perilli che il neo segretario Marino Mariangeli. Un'operazione del genere tenta, sempre nell'Unione, anche i compagni dell'area socialista, Sdi, Psdi e Socialisti di Vella: i prossimi giorni saranno decisivi. Non sembra invece ci sia da aspettarsi ulteriori novità sul piano delle candidature a sindaco: dagli States Lidia Nobili, pure fortemente tentata in patria di mettersi in proprio con una lista di area centrista-moderata, fa sapere che nonostante il livello dello scontro con esponenti di An sia stato altissimo "e davvero sconveniente sul piano personale, io non sono persona dai colpi di testa: le cose vanno cambiate, vero, ma io preferisco farlo dall'interno".

 
 
di A.L.

del 05 aprile 2007

PRESENTATA LA CANDIDATURA DI COSTINI

Presentata ieri la candidatura di Felice Costini al Consiglio Comunale di Rieti. Un incontro molto partecipato "benedetto" anche dal sindaco Emili. "La candidatura di Costini non è una candidatura qualsiasi ma l'impegno elettorale del presidente provinciale di An - ha detto il sindaco - e Costini è stato uno degli artefici del buon governo del centro-destra in questa città. Con lui si sta preparando una grande lista, in cui troveranno spazio operai,l professionisti, medici, insegnanti, disoccupati. Gente vera e non i baroni rossi". Costini, dal canto suo, parla di impegno scontato, dovuto. "Noi di Destra abbiamo la politica nel cuore, perché la politica significa per noi aiutare una città, le famiglie, la nazione. Siamo portatori di valori che ci distinguono dalla Sinistra ma non per questo offendiamo, come invece sta facendo il candidato-sindaco dei comunisti. Lo zio d'America è tornato a Rieti e spara sentenze, dice di voler mettere un'università e non sa che a Rieti l'università esiste già e conta 1450 iscritti. Lui è per i Dico, noi per la famiglia; lui è per i supermercati e le coop rosse, noi difendiamo il piccolo commercio; loro litigano per darsi un codice etico, noi l'etica ce l'abbiamo nel nostro Dna. Siamo tutti grandi tifosi di basket ma la politica è una cosa seria che non si fa in un campo di pallacanestro". Con Costini anche una serie di consiglieri di Circoscrizione molto impegnati sul territorio a cominciare da Fabio Mezzetti. Tutti concordi sulle priorità del programma.

 
 
di P.D.L.

del 04 aprile 2007

LEONCINI: "PAPALIA SI CONFRONTI PUBBLICAMENTE CON LA CORTE DEI MIRACOLI"

Galeotta fu la lettera. Stiamo parlando della missiva di ringraziamento che il candidato Papalia ha inviato ai suoi elettori delle Primarie ma che, per i toni e gli aggettivi usati, ha finito con l'offendere gli elettori di centro-destra e la Giunta Emili. I passaggi contestati sono diversi ma ce ne sono alcuni che, più di altri, lasciano perplessi. "Lettera agli Elettori - scrive Papalia - il sig. Emili deve prepararsi, con tutta la sua corte dei miracoli, a far fagotto e togliere il disturbo dal Palazzo del Comune. Continui pure a far affiggere manifesti con messaggi deliranti a farneticare e a profferire demenzialità. Poi, secondo copione e nello stile della più reazionaria e cialtrona destra (come non ve ne è pari in alcuna parte d'Italia), sarà la volta delle ingiurie e degli intenti diffamatori. Queste le armi che disperatamente proveranno ad usare, perché la maldicenza è la sola disciplina nella quale Emili e la sua brigata eccellono e perché sono ben consapevoli che nessuna loro proposta sarà mai credibile; il governo dell'Unione saprà liberare Rieti dalle catene delle lobbies di potere che da troppo tempo la hanno preso in ostaggio ecc". Insomma parole pesantissime che hanno scatenato la reazione non già del sindaco Emili ma dio molti reatini che questa lettera hanno letto. "Di certo per chi ha dichiarato in pompa magna, di non voler seguire "l'imbarbarimento della politica", è un bel biglietto da visita - ha tuonato Marzio Leoncini Dc - la splendida lettera del dott. Gaetano Papalia ha una rozzezza davvero singolare, riesce contemporaneamente ad offendere un'intera coalizione ed i suoi amministratori, dimenticando completamente che la politica è fatta dagli uomini, con il conseguente naturale rispetto che non dovrebbe primariamente derivare nei loro confronti. Ruoli istituzionali a parte. Comunque, esaurita la breve ma necessaria premessa e sentendomi personalmente, pesantemente ed ingiustamente coinvolto da tanta gratuita "esuberanza", non posso che chiedere al dott. Papalia un incontro pubblico, che magari coinvolga anche tutti gli organi di informazione, durante il quale potremo confrontare quello che il sottoscritto ha realizzato per la città in questi 13 anni di "corte dei miracoli" e ciò che il candidato sindaco del centrosinistra ha saputo finora offrire". Leoncini si dice dispiaciuto e reputa imbarazzanti le parole messe nero su bianco dalla sinistra di Papalia ma anche da An arriva la reazione. "Noi abbiamo fatto un semplice manifesto politico e cioè Papalia uguale a Prodi, lui invece si sta avventurando sulla vita di non avere il seguito sperato e sta perdendo la bussola. Se poi si sente offeso per il paragone a Prodi, allora deve evidentemente aver sbagliato coalizione".

 
 
di Paolo Di Lorenzo

del 01 aprile2007

"LA DESTRA HA ISOLATO LA CITTA', PUNTIAMO ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE"

Una lettera per ringraziare i 2605 reatini , "che con il voto di domenica scorsa hanno voluto testimoniare la loro stima e fiducia nei miei confronti". A scriverla è il candidato sindaco Gaetano Papalia uscito vittorioso dal confronto delle primarie con l'altro candidato Giosuè Calabrese. "Il mio appello al rinnovamento della politica è stato accolto - scrive - e sono convinto che nei prossimi giorni molti altri nostri concittadini sui uniranno a noi per formare un'unica grande forza in grado di dare una svolta rigorosa e moderna al governo della città. Con l'amico Giosuè e la vasta area dei suoi sostenitori cammineremo insieme per restituire Rieti alla gente. Il popolo dell'Unione ha mostrato una grande vitalità, una ritrovata passione per la politica, uno straordinario desiderio di partecipare al governo della città". Secondo Papalia, "la generale istanza di cambiamento è palpabile nell'aria che si respira nelle strade di Rieti ed il signor Emili deve prepararsi, con tutta la sua corte dei miracoli, a far fagotto e a togliere il disturbo dal Palazzo del Comune. Continui pure a far affiggere manifesti con messaggi deliranti, a "farneticare e a profferire demenzialità. Poi, secondo copione e nello stile della più reazionaria e cialtrona destra (come non ve ne è pari in alcuna altra parte d'Italia), sarà la volta delle ingiurie e degli intenti diffamatori. Queste le armi che disperatamente proveranno ad usare, perché la maldicenza è la sola disciplina nella quale Emili e la sua brigata eccellono e perché sono ben consapevoli che nessuna loro proposta sarà mai credibile, considerato che in tredici anni di incapacità governativa, hanno ridotto Rieti all'isolamento economico ed alla narcosi socio-culturale". "Rieti sarà con noi, con il nostro progetto di città etica ed accogliente, laboriosa e solidale aperta e moderna". "Poi - prosegue - dal centro alle frazioni, assistendo i nostri anziani, concittadini, chiamando i giovani a decidere, operando con giustizia interclassista, offrendo un progetto e una prospettiva di sviluppo sostenibile". Secondo Papalia, il governo dell'Unione "saprà liberare Rieti dalle catene delle lobies di potere che da troppo tempo la hanno presa in ostaggio".

 
 

del 31 marzo 2007

IPOTESI LIDIA NOBILI - TERZO POLO

Che i rapporti tra il Presidente del Consiglio Comunale Lidia Nobili ed il resto della coalizione di centrodestra non erano dei migliori non è certo una notizia ma la voce che girava ieri in alcuni ambienti politici reatini era di quelle tali da dover verificare all'istante. Lidia Nobili con Paolo Tigli ad ingrossare le fila - e soprattutto la dote elettorale - dei reatini vivi e terzopolisti. "Mi sembra difficile che possa aver raggiunto accordi col terzo polo visto che sono appena arrivata qui", scherza Lidia Nobili - raggiunta telefonicamente - spiegando che si trova a Philadelphia e che ci resterà almeno fino a Pasqua. Però la voce circola? "Posso dire che sono stanca di assistere a certe sceneggiate e di ricevere certe offese. Al momento queste ed altre cose non mi danno la voglia necessaria per impegnarmi. Io sono una moderata, da tempi non sospetti sono stata critica nei confronti della ricandidatura di Emili ma oggi sono principalmente due le cose che mi addolorano e mi fanno riflettere" - spiega la Nobili - "la prima è che sembra che il mio partito (Forza Italia) stia valutando l'ipotesi di candidare Fabio Nobili (presidente della 1° circoscrizione, ndr) e ciò creerebbe un danno alla mia persona perché la gente commetterebbe errori e potrei perdere delle preferenze ed il secondo motivo è che sono stanca di certi atteggiamenti intransigenti e delle offese che una parte di An continua a rivolgermi". Insomma terzo polo no, ma riserve sul centrodestra. "Ma comunque voglio ricordare" - conclude la Nobili - "che sono una delle fondatrici di Forza Italia a Rieti, nonostante sia contrariata da certe decisioni e provi amarezza". Se ne saprà di più dopo Pasqua.

 
 
di Marco Fuggetta

del 30 marzo 2007

EMILI: ECCO LA CASA DEI VALORI COMUNI

C'è posto per tutti, nella Casa dei valori Comuni, già Casa delle Libertà ufficialmente in campo per rieleggere Giuseppe Emili: prove generali ieri mattina in sala consiliare, dove il primo abbraccio è stato quello tra il sindaco e Tonino Rossetti, finalmente in quiete dopo la tempestosa mattinata di mercoledì. Così con signore e ragazzotti, amministratori e militanti pigiati a più non posso tra banchi e sedie del consiglio, spreca fiato Lorenzo Emili a chiamare gli applausi: la gente, "la nostra ggente" come l'arringa Chicco Costini non aspetta altro che spellarsi le mani. "Come potete credere al conte rosso, alla promessa di trasferire Las Vegas a Rieti - dice Giuseppe Emili - Chi vi parla è un militante che ha fatto carriera sul campo, un sindaco 24 ore su 24 che ha pagato con due infarti (da cui sono perfettamente guarito) il suo impegno per la città. Non da solo ma con tutti voi, forte di un solo verbo: partecipare. Valore fondante della Casa dei Valori Comuni in cui i reatini non faticheranno a riconoscersi dopo il lavoro fatto in questi anni". In effetti la Cdl, tredici anni dopo il varo del Cicchetti I si è fatta davvero strettina e non solo per gli inquilini dell'ultim'ora (come i Pensionati di Gino Boy o gli attivisti di Area, del Circolo Giovani legati a Dell'Utri, Amore per Rieti e LiberaMente, i cattolici dell'McL, i giovani commercianti del Circolo della Libertà) ma per le diverse tramezzature alzatesi nel frattempo tra i condomini storici. An sembra tenere saldamente le chiavi forte delle "identità valoriali" e di un sindaco che ha fatto del Comune "il punto di riferimento principale dei cittadini, più ancora della Chiesa", dice Costini. Guglielmo Rositani non c'è, ma solo perché proprio ieri mattina era a colloquio col ministro dei trasporti Bianchi "per capire il destino della nostra ferrovia", come manda a dire all'amico Pepino. Sui destini di Rieti si dilunga invece Antonio Cicchetti, che rivendica al suo corso "la capacità di ben gestire la gente", alla larga dalle trappole di chi apre la campagna elettorale parlando i lavoro, ma non va oltre le promesse". Forza Italia rivendica a sé il ruolo di "garante della stabilità dentro l'amministrazione comunale", pazienza se accanto al senatore Angelo Cicolani non c'è più Lidia Nobili e l'ex azzurro prodigio Marzio Leoncini si è da tempo messo in proprio con la Dc per le autonomie e a contendersi con loro i valori (e i voti) dei moderati c'è anche l'Udc. Leoncini però ci prova lo stesso a chiedere voti "ritrovando lo spirito del '94 e per non buttare al vento il grande lavoro fatto in questi anni". Sull'area laica vigila saldamente Ettore Saletti che contestualmente lancia la candidatura del neo segretario del Pri Davide Festuccia "perché noi dobbiamo saper aprire ai giovani". Ai cattolici moderati si rivolge invece l'on. Lucani Ciocchetti che guida la folta delegazione dell'Udc di nuovo accanto ad Emili. E' vero, anche con gli amici di Mauro Lattanzi si era da mesi col muso, tipico dei separati in casa "ma noi siamo stati attenti analizzatori delle azioni del sindaco - dice il segretario provinciale - e quando abbiamo visto che i nostri temi, il lavoro dei precari, la tutela degli interessi reatini per l'acqua, gli aiuti alle famiglie numerose se li è sposati tutti volentieri, siamo tornati". Non se n'era invece mai andato Gianfranco Formichetti, che punta al tris alla guida di una lista civica che ha perso per strada il suo consigliere (Marco Giuseppini, passato al Psdi) ma non la voglia "i riproporci ai cittadini" e come Formichetti, Alberto Pirri, della Fiamma Tricolore,che assicura il contributo dei "nostri valori nazionalpopolari". Emili acco9gliem tutti alla soglia della "Casa dei Valori Comuni", forte del suo senso di ospitalità - "se dovessi scegliere per me una definizione direi il sindaco dalle porte aperte: chiunque in questi anni abbia voluto incontrare l'amico Peppe ha potuto farlo" - e della "mia umanità e del mio essere galantuomo". Quanto ai resoconti del già fatto, ce ne saranno pure, ma non servono: "basta che i cittadini si mettano in giro per la città". Cantieri ovunque. E pazienza per qualche buca ogni tanto

 
 
di Alessandra Lancia

del 30 marzo 2007

"SARO' IL SINDACO DI TUTTI"

Sala consiliare gremita ieri in Comune per la presentazione di Giuseppe Emili candidato-sindaco. Chi si aspettava un clima "raffreddato" dalle incertezze di maggioranza, che in alcuni momenti hanno contraddistinto il Consiglio Comunale di ieri l'altro, si è dovuto ricredere. Addirittura l'investitura di Emili davanti alla città si è aperta con un caloroso abbraccio pubblico tra Emili e Tonino Rossetti, il consigliere di An che si era astenuto nell'ormai famigerata votazione dell'Ordine del giorno sul Piano edilizio 167. Il resto della mattinata è scivolato via con cori da stadio ed entusiasmo alle stelle, soprattutto perché in sala si sono visti volti nuovi, decisamente autorevoli, che hanno deciso di scendere in campo in questa tornata elettorale. "Mi risulta che si stanno formando liste molto interessanti - ha osservato il consigliere regionale Antonio Cicchetti - è la risposta di un centrodestra compatto e leale con Rieti rispetto ad una sinistra radicale, massimalista e chiacchierona. Guardando l'esperienza dell'Amministrazione provinciale, della Regione e del Governo Prodi, le famiglie della nostra città si sono rese conto che i compagni prima illudono e poi deludono". In prima fila anche i vertici ed i militanti dell'Udc, che hanno siglato l'accordo per la candidatura di Emili-sindaco martedì sera. Ora il centrodestra si presenterà compatto e determinato alle prossime elezioni amministrative del 27-28 maggio. "L'intesa c'è stata perché il sindaco Emili e il resto della coalizione hanno ritenuto validi i nostri punti essenziali per il programma di governo - ha detto Lattanzi - e ci riferiamo ai temi della famiglia, al potenziamento degli asili nido, delle case popolari, del sostegno dei figli, della lotta dura alla disoccupazione, degli investimenti sulle infrastrutture e lavori pubblici. Oggi possiamo finalmente dire che con il resto del centrodestra condividiamo un programma con pari dignità". Ma i più motivati, con tanto di brochure e fischietti, sono sembrati gli esponenti della Lista Pensionati. Davvero tante persone, capitanate dal segretario provinciale Gino Boy. "Il prossimo 15 aprile i pensionati di Rieti saranno chiamati a raccolta dal nostro segretario nazionale on. Carlo Fatuzzo. Sarà in città con Boldrini per sostenere Emili e il centro-destra, visto che Prodi ci ha preso in giro". A seguire hanno parlato tutti gli altri, in un comizio-fiume che ha visto il sen. Cicolani con tutti i segretari di partito, da FI ai repubblicani di Saletti, dalla Dc al Psi, alla Fiamma Tricolore al Movimento Cristiano lavoratori alla Lista Civica dell'assessore Formichetti. "Mi aspettavo tanta gente - ha detto il sindaco - ma non tutta questa compattezza e questo entusiasmo. Grazie Rieti".

 
 

del 30 marzo 2007

GIUSEPPE EMILI SI PRESENTA PER IL BIS

La candidatura a sindaco per il centrodestra di Giuseppe Emili è stata ufficializzata ieri da tutti i partiti della coalizione (An-FI-Udc-Pri-Dc-Lc) e da varie associazioni aderenti: Mcl, Pensionati, Fiamma tricolore, Liberamente, Circoli della libertà, Amore per Rieti, Giovani per la libertà, Cittadella. Una densa presenza di pubblico molto caricata ed intenzionalmente decisa nel voler riconfermare il governo di centrodestra per la città. Tra i presenti il senatore Angelo Maria Cicolani (FI), l'onorevole Luciano Ciocchetti (Udc), il capogruppo regionale di An, Antonio Cicchetti (l'on.- Guglielmo Rositani, impegnato alla Camera, ha rimesso un saluto ed un augurio ad Emili). Molto atteso l'intervento del sindaco il quale si qualifica "sindaco delle porte aperte con la città" e sindaco "di una giunta che diventa quotidiana socialità, una giunta che ha saputo tradurre l'azione amministrativa in quotidiana azione sociale ed in una chiara e verificabile azione di adeguamento urbanistico della città alle nuove esigenze dettate dallo sviluppo della società reatina". Emili non si autodefinisce "sindaco dei partiti che mi esprimono" ma della città, nella sua complessa varietà sociale". E definisce "Rieti troppo saggia per credere alle favole di una sinistra che promette sempre ma non realizza mai" ("la sinistra delle bugie e delle promesse tanto per dire, in Provincia, in Regione, al Governo" chiosa Cicchetti). Quindi il consuntivo di attività "di un processo felicemente iniziato tredici anni fa e che ha saputo dare a Rieti nuove opportunità di orizzonte". Modernizzazioni urbanistiche (rotatorie e rifacimento dei viali), stabilizzazioni degli ultimi 27 precari comunali, la spesa per i servizi sociali da 4 a 10 milioni 300mila euro ed "in attesa che la Regione rimetta al Comune i 500 euro promessa per i 12 reatini che hanno ottenuto l'indulto non abbiamo atteso questa fin ora vana promessa ma abbiamo provveduto da soli". Vari interventi: Cicchetti e Costini (An), Leoncini (Dc), Ciocchetti e Lattanzi (Udc), Saletti (Pri), Albereto Pirri (Fiamma), Formichetti (Lc), Cicolani (FI), il quale definisce "la nostra alleanza funzionale ad una strategia politica e quindi non una mera e tattica contiguità da cartello elettorale", Saletti (Pri): precisa la non identificazione tra il significato storico del Pri con un "non meglio definito partito dei Repubblicani europei che fa pensare all'incipit di quell'articolo di Orio Vergani: "un uomo solo al comando". Ma non si tratta di Coppi ma del segretario di quel partito. Infatti dietro a lui, nessuno". Un telegramma di auguri dagli onorevoli Fattuzzo e Boldrini del partito dei Pensionati qui diretto da Gino Boy. Tutto il corso della presentazione della (ri)candidatura di Emili è stato sostenuto dall'entusiasmo dei presenti "per vincere nuovamente la scommessa tra la riconferma del nuovo corso ed il pericolo che ritorni il vecchio".

 
 
di Ajmone Filiberto Milli

del 29 marzo 2007

L'UDC TORNA ALL'OVILE

L'Udc ha siglato l'accordo per la candidatura di Emili - sindaco. Ora il centro-destra si presenterà compatto e determinato alle prossime elezioni amministrative del 27 maggio. La notizia è stata diffusa alla stampa ieri pomeriggio al "Mabì" alla presenza del segretario provinciale Mauro Lattanzi, del coordinatore regionale On. Ciocchetti, degli attuali consiglieri comunali Turina, Boncompagni e Sabetta, dei dirigenti Gentile, Beccarini, Faina. "Questo accordo elettorale è arrivato perchè il sindaco Emili e il resto della coalizione hanno ritenuto validi i nostri punti essenziali per il programma di governo - ha detto Lattanzi - e ci riferiamo ai temi della famiglia, al potenziamento degli asili nidi, delle case popolari, del sotegno ai figli, della lotta dura alla disoccupazione, degli investimenti sulle infrastrutture e lavori pubblici. Oggi possiamo finalmente dire che con il resto del centro-destra condividiamo un programma con pari dignità. Una forza che ci consentirà di correggere anche alcuni errori commessi involontariamente dalla Giunta Emili". Soddisfatto e determinato l'on. Ciocchetti. "Abbiamo raggiunto l'accordo con Emili perchè abbiamo presentato un programma di priorità che lo stesso sindaco ha ritenuto valido. Continua dunque un'alleanza con il resto del centro - destra iniziata con la prima giunta Cicchetti". Adesso, questa mattina, ci sarà la presentazione alla città del candidato-sindaco Giuseppe Emili in Sala Consiliare del Comune di Rieti (ore 11.30). A sostenerlo l'intero centro-destra compatto comprese alcune associazioni come LiberaMente Rieti, AmoreperRieti, il Movimento Cristiano Lavoratori, i Pensionati ecc. Presenti i segretari provinciali dei partiti, con la novità dei coordinatori regionali, dal sen. Ciocchetti dell'Udc all'on. Giro di Forza Italia fino al consigliere regionale Cicchetti ecc.

 
 
di Paolo Di Lorenzo

del 29 marzo 2007

E ORA PAPALIA AFFILA LE ARMI CONTRO I NEMICI

Dello spostamento verso il centro e verso strategie più moderate auspicate da Giosuè Calabrese all'indomani della vittoria di Papalia alle primarie dell'Unione non è che se ne veda granchè nel primo comunicato stampa da candidato del centro sinistra diramato dal patron della Sebastiani. Ieri Gaetano Papalia ha voluto ringraziare i 2605 reatini che "hanno voluto testimoniare la loro stima e la loro fiducia" verso il candidato di Ds e sinistra radicale. "Il mio appello alla politica del rinnovamento - si legge nella nota - è stato accolto e sono convinto che molti concittadini si uniranno a noi per formare un'unica grande forza in grado di dare una svolta rigorosa e moderna alla città". Dopo i ringraziamenti Papalia parte subito a testa bassa verso il sindaco spiegando che "con l'amico Giosuè e la vasta area dei suoi sostenitori" il centro destra sarà costretto "a fare fagotto e togliere il disturbo. Continui pure a far affiggere manifesti deliranti a farneticare e a profferire demenzialità. Poi, secondo copione e nello stile della più reazionaria e cialtrona destra, sarà la volta delle ingiurie e degli intenti diffamatori. Queste le armi che diasperatamente proveranno ad usare, perchè la maldicenza è la sola disciplina nella quale Emili e la sua brigata eccellono e perchè sono consapevoli che nessuna loro proposta sarà mai credibile".

 
 
di Marco Fuggetta

del 29 marzo 2007

"RIETI VIVA" CREA IL TERZO POLO E SI AFFIDA A PAOLO TIGLI

Senza Natale Raccogli, che comunque si "spenderà in prima persona" per Rieti Viva, ma con la guida di uno che sindaco di Rieti già lo è stato: Paolo Tigli. "Onesto e corretto - lo dipinge Stefano Rossi - con un'evoluzione che lo ha portato ad essere espressione del mondo moderato di centro". Così da ieri è ufficialmente in pista anche il terzo polo con tanto di programma "da completare insieme - ancora Rossi - nella fabbrica del programma, anche se tale definizione a livello locale ci è stata scippata". E questa è la prima di una lunga serie di punzecchiature rivolte a Gaetano Papalia. Come quando, proprio Tigli annuncia una campagna elettorale diversa, fatta di "microiniziative autofinanziate" visto che tra i reatini vivi "non c'è nessun piccolo Berlusconi". Ben inteso, la Rieti Viva nella quale "la gente diventa protagonista - come recita lo slogan - non prende le distanze ne da Emili ne da Papalia perchè è ovvio che non sta con nessuno dei due". Ma per poter rappresentare quel "nuovo afflato per Rieti" il terzo polo è consapevole di dover raccogliere la necessaria forza nelle elezioni di maggio, che Tigli definisce "quasi un inciampo per le nostre prospettive a lungo termine". Quanto, percentualmente, i reatini vivi si attendano dalle urne è ancora presto per saperlo ma ipotizzano "un consenso che possa portare almeno una, se non più voci in consiglio". Gli ospiti dell'ex sede del Pci, ora loro comitato elettorale, sottolineano con forza che l'obiettivo però "non è assolutamente rappresentare l'ago della bilancia nella competizione", utile poi a stringere apparentamenti da secondo turno e, di conseguenza, ottenere qualche incarico. Per il momento "non sono state definite eventuali alleanze per il ballottaggio - conclude il candidato (ex) Sindaco - nulla esclude che si possa fare azione di testimonianza".

 
 
di Marco Fuggetta

del 29 marzo 2007

RIETI VIVA GUARDA AL FUTURO RIPESCANDO IL SINDACO DEL 1988

"Paolo Tigli? Persona corretta per chi se lo ricorda sindaco (1988-'90): per la sua lunga esperienza politica può rappresentare bene il centro". Stefano Rossi, severo portavoce di Rieti Viva, presenta così il candidato sindaco di un movimento che più che alzare muri (arriverebbe buon ultimo) si sforza di costruire ponti. "Per noi Tigli è un ponte verso una prospettiva futura di città. Le prossime elezioni sono solo una pietra d'inciampo: i nostri progetti guardano lontano, misurarci col voto ci serve solo per pensarne la consistenza". Così, con 10 cartelle di programma disponibili sul web, inutile chiedere di apparentamenti: "Per noi il candidato sindaco ideale è l'intera città", dice Tigli, tanto più che davanti a lui siede Natale Raccogli, che pure quell'approdo l'aveva lungamente coccolato salvo mancarlo all'ultimo per problemi familiari. E allora riecco in pista Tigli, sindaco popolarissimo benchè targato Pci, che dopo anni di girovagare sembra trovarsi a suo agio tra i tanti giovani. Tullio Ciogli che bacchetta equamente il centro sinistra "per aver cominciato dalla fine" (dagli uomini più che dai programmi) e il centro destra "che non ha progetti per il futuro". O Giovanni Leuratti, che chiama la ""Rieti creativa" ad uno scatto d'orgoglio e lui ci mette del suo per spronarla a tanto. "Lo dice il nostro slogan, quando la gente diventa protagonista". Inutile chiedere biecamente "da che parte starete in un ipotetico secondo turno" o in un consiglio comunale. Certo è un pò difficile pensare ad un "apparentamento" tra Tigli ed Emili, ma le frecce più acuminate Tigli le riserva agli ex amici della Margherita (in prima fila l'ex presidente del partito Federico Fioravanti). "Che siamo contro l'attuale governo della città è fuori discussione ma non siamo in automatica sovrapposizione col centro sinistra. E poi, per favore, non chiamateci ago della bilancia: questa lista non è di e per Paolo Tigli ma è per la città". Che sulla bilancia dovrebbe pur starci tutta.

 
 
di Alessandra Lancia

del 29 marzo 2007

L'UDC SOSTERRA' LA CANDIDATURA DI GIUSEPPE EMILI

Fuori dall'alleanza ma sempre organicamente nel centro destra ("noi siamo alternativi alla sinistra" precisa Ciocchetti), l'Udc rientra nella coalizione FI - An - Pri ed appoggia la candidatura del sindaco Emili "le cui sorti - precisa Francesco Maselli - sono legate al peso elettorale dell'Udc". Rientra in quanto il sindaco ha fatto proprie le richieste che un anno e mezzo fa, allora non accettate, portarono l'Udc ad uscire dalla Giunta dove era presente il Segretario Provinciale Mauro Lattanzi. Oggi quelle richieste sono state ampiamente soddisfatte "e saranno parte sostanziosa del programma sul quale tutta la coalizione sta lavorando". E se il Segretario Regionale Luciano Ciocchetti ritiene come il superamente "delle frizioni sia dovuto al valore della politica" rilevando la necessità di una grossa forza di centro "per poter governare al meglio anche la città di Rieti e quindi la verifica del rapporto Città-Udc per un suo rafforzamento", il Segretario Lattanzi enumera le richieste "che il sindaco ha accolto esprimendo la sua massima disponibilità facendole proprie". Queste: "la valorizzazione della vita intesa soprattutto come famiglia e soprattutto come famiglia numerosa per la quale chiediamo l'abbassamento delle tariffe; la valorizzazione dell'acqua; la stabilizzazione dei precari che noi abbiamo chiesto da tempo". E quindi "i vari emendamenti presentati dal consigliere Gianni Turina" che andranno ad integrare l'impianto del programma. Inoltre la "pari dignità" tra gli alleati e quindi bando a quelle arroganze che contribuirono all'uscita dalla giunta dell'Udc. E Ciocchetti, nel richiamare "il rapporto con le associazioni cattoliche, si chiede se tutta l'area moderata del centro sinistra "sia disposta a votare per un candidato espresso dalla estrema sinistra"

 
 
di Ajmone Filiberto Milli

del 29 marzo 2007


"Rieti Viva" ha il suo candidato a sindaco. E' Paolo Tigli, ex sindaco di Rieti, che si opporrà in occasione delle prossime elezioni amministrative del 27 maggio a quella del centrodestra del sindaco uscente Giuseppe Emili ed a quella del centrosinistra rappresentata da Gaetano Papalia, risultato vincitore alle recenti primarie dell'Unione. "Rieti Viva - ha dichiarato il neo candidato - non vuole essere considerata l'ago della bilancia e per ora non manifestiamo volontà di apparentamenti né con la Cdl, né con il centro sinistra". "Per noi - ha aggiunto Tigli - le elezioni sono addirittura un intralcio in un percorso progettuale che guarda lontano". "Riteniamo che Tigli - ha detto Stefano Rossi, presidente di Rieti Viva - non sia il candidato perfetto, perché il candidato perfetto non esiste, ma è stato individuato in considerazione della sua onestà e correttezza oltre che della sua lunga esperienza politica. Un candidato in grado di fare da ponte verso prospettive future in cui troveranno spazio volti nuovi". Ancora in costruzione la lista del terzo polo, in cui figurano personaggi dell'ambiente sindacale, dell'associazionismo, della scuola oltre che della politica. In fase embrionale anche il programma che "resta aperto - ha precisato Tigli - ad ogni tipo di contributo". Tra le priorità individuate da 'Rieti Viva', la valorizzazione del territorio e delle sue risorse naturali, il potenziamento dell'agricoltura nella piana reatina, e la riconversione delle ex aree industriali come l'ex zuccherificio rimasto inutilizzato da 35 anni.

 
 

del 29 marzo 2007

PAOLO TIGLI TERZO CANDIDATO

Paolo Tigli è il candidato sindaco di "Rieti Viva", quel terzo polo che, come spiegato da Tigli, "non vuole essere considerato l'ago della bilancia e che ora non manifesta volontà di apparentemente né con la Cdl né con il centro sinistra e per il quale "le elezioni sono addirittura un intralcio in un percorso progettuale che guarda lontano". Un percorso che, ha spiegato il presidente di "Rieti Viva", Stefano Rossi, durante la conferenza stampa di ieri di presentazione della candidatura, "Ha individuato Tigli non come candidato perfetto, perché il candidato perfetto non esiste, ma soprattutto in considerazione della sua onestà e correttezza oltre che della sua lunga esperienza politica". Un candidato che " sappia fare da ponte verso prospettive future in cui troveranno spazio volti nuovi". Accanto a Tigli, già sindaco di Rieti, e davanti ad un'ampia platea di associati, c'erano Giovanni Leuratti, Stefano Rossi, Bernardino Santoboni, Tullio Ciogli, Marcella Oddi e Federico Fioravanti (mentre Natale Raccogli ha negato per problemi personali di voler entrare nella lista pur offrendo il suo contributo),"anche se la lista definitiva è ancora in costruzione". In costruzione anche il programma di "Rieti Viva", "aperta a ogni tipo di contributo", ha precisato Tigli, anche se diverse linee sono state tracciate. Si va dalla valorizzazione del territorio e delle sue risorse naturali, concetto che "Rieti Viva" vede concretizzarsi ad esempio nel Parco del Terminillo e nella trasformazione in un luogo di benessere di Fonte Cottorella, al potenziamento dell'agricoltura nella Piana Reatina "attraverso la realizzazione di una piccola filiera di produzione e conservazione aumentando di 6-7 volte il rendimento dei terreni". Simbolo della voglia di rinnovare il capoluogo, la progettualità espressa in merito all'ex zuccherificio. "Una struttura rimasta inutilizzata da 35 anni - ha spiegato Tigli - che potrebbe diventare la sede dell'università, oppure di una residenza di qualità, o di un auditorium. Insomma, basta con le invenzioni di sviluppo su risorse fittizie, quanto piuttosto una progettualità intelligente da concretizzare attraverso modalità moderne di reperire le fonti di finanziamento".

 
 
di Paola Cuzzocrea

del 27 marzo 2007

PAPALIA, VELENO SULLA VITTORIA

Il giorno dopo a mente fredda e ad emozioni sedimentate. Gaetano papalia ha vinto il confronto elettorale distanziando il concorrente Giosuè calabrese di 292 voti. Una vittoria di misura ma una vittoria, mentre affiorano le prime analisi politiche delle Primarie celebrate come un grosso evento di democrazia per la larga partecipazione registrata: 4986 elettori comprese le 68 schede non valide ma che non hanno influito sul risultato. "Grossa partecipazione? Tutt'altro, rispetto alla grossa mobilitazione pubblicitaria, Papalia a conti fatti, non è stato il portatore di alcun effetto dirompente: ha vinto in fotofinish - afferma Felice Costini presidente di An. E specifica:"in sintesi chi ha votato? Soprattutto gli apparati di partito ed il loro numeroso entourage mentre il fuori apparato è stato piuttosto scarso. Inoltre se analizziamo il confronto tra quanto ottenuto dai partiti che sostenevano Papalia alle ultime elezioni, ossia il 70% dell'elettorato, quanto incassato adesso da Papalia è intorno al 53%: ha perso in un solo colpo ben 17 punti". Per Costini "si grida evviva ma con un sorriso tutto muscolare perché se è vero, ed è vero, che Papalia ha vinto numericamente anche se soltanto per 292 voti, chi ha vinto moralmente è Calabrese il quale, dinanzi al rullo mobilitante della sinistra e dello stesso Papalia, non ha fatto certamente mancare i mezzi ed ha perso soltanto per 292 voti". E su questa differenza non diminuisce il sospetto che essa sia dovuta ad un intervento di un certo elettorato del centro destra la cui dirigenza politica ha sempre visto più pericoloso l'avversario Calabrese che non papalia. Un voto un po' drogato? Luigi Gerbino, vice coordinatore di FI e presidente dell'Asm. È didatticamente chiaro quando afferma che "tra voti per Papalia ci sono anche voti del centro destra perché Calabrese risulta un avversario più temibile per l'area moderata che rappresenta". E sul sospetto del voto drogato e quindi di un certo e non certamente esaltante "soccorso da destra", in auto a Papalia arriva il coordinatore dei Ds e consigliere regionale Mario Perilli, il quale afferma trattarsi "di una mera bufala che oltretutto cerca di banalizzare sia il confronto democratico che la stessa democrazia": per Perilli la notevole partecipazione alle Primarie pone le basi"perché il centro sinistra possa riconquistare il Comune battendo il centro destra". Inoltre altri commenti e dichiarazioni: Giorgio Pasetto, coordinatore regionale della Margherita, sottolinea "la forte affermazione di Giosuè Calabrese il quale, seppur superato per poco più di 200 voti, ha dimostrato il radicamento della Margherita sulla città", quindi l'invito al "tutti insieme per sostenere la candidatura di Papalia". Rino Bianchi (Re), nel "certificare l'ottimo stato dell'Unione", nega la evidenza dei numeri e quindi "la spaccatura" tra sinistra (52,9%) e moderati (47%). E poi Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil:" questa voglia di esserci, di voler partecipare deve essere raccolta dalla politica" e quindi "ripartire dal programma delle priorità per ridefinire le linee per un nuovo sviluppo di Rieti". Dopo il "quasi pari" tra le due aree, il discorso si sposta adesso nella composizione della lista per le elezioni di maggio perché il quasi 50 per cento della coalizione di centro sinistra è "moderato" ed il poco più del 50% è di sinistra: lo scarto percentuale è di 5,9 punti. Pur nell'unità della coalizione per battere il centro destra, si profila una trattativa che si prefigura piuttosto complessa. Infatti per Calabrese "il dato politico che emerge con forza è che il centro del centro sinistra rappresenta quasi il 50%. E di ciò bisognerà tener conto". La risposta di Papalia: "è normale che se ne debba tener conto come per la rappresentanza di altre espressioni. Però ritengo come entrambi si debba lavorare per cercare i punti di unione e non di divisione: soltanto così batteremo il centro destra".

 
 

del 27 marzo 2007

"RIETI VIVA" TORNA IN CAMPO E LANCIA PAOLO TIGLI CANDIDATO

Il silenzio come atto dovuto nei confronti di chi in questi giorni si è confrontato nelle lezioni primarie. Ma oggi, che i giochi sono fatti, il terzo polo, o meglio "Rieti Viva" torna nell'agone politico non come "comparsa" ma puntando a svolgere un ruolo di primo piano nelle prossime elezioni di fine maggio. Come? Con una sua lista e, soprattutto, con un suo candidato sindaco da contrapporre al primo turno a Emili e Papalia. Obiettivo: intercettare quei voti (moderati) oggi indecisi, in grado di spostare gli equilibri. Una dote tutta da spendere poi nello sperato ballottaggio di metà giugno. Con ogni probabilità il candidato di questa terza forza sarà l'ex sindaco Paolo Tigli, unico comunista a guidare Rieti nella sua storia repubblicana. La lista è in via di formazione e dovrebbe essere guidata da Stefano Rossi. Domani la riunione decisiva del neonato movimento per formalizzare nomi e ruoli. Giovedì poi, la presentazione ufficiale.

 
 

del 27 marzo 2007

L'UNIONE FA I CONTI CON I 4986 VOTANTI

In vista delle Comunali, il foglio dei risultati delle Primarie passa di mano in mano e non solo fra quelle del cento sinistra. La clamorosa affluenza ha reso queste consultazioni ancora più preziose per capire il dislocamento dei votanti sullo scacchiere cittadino. Spiccano, per citare un caso, i 198 voti (638 contro 440) della zona di Madonna del Cuore, la Piana, insomma con cui Papalia si è di fatto assicurato la vittoria su Calabrese. Dunque il messaggio in codice per i vecchi compagni d'arme in Provincia e futuri compagni di squadra del Partito Democratico ha fatto breccia. Eppure è ancora e sempre ai Ds che Papalia deve dire grazie se la prima battaglia per il Comune se l'è aggiudicata: a fare davvero la differenza in termini di voti con Calabrese sono stati infatti i 200 voti di scarto che ha trovato nelle urne di Madonna del Cuore, dove ordinati e numerosi si sono incolonnati i "pianaroli". "E' a loro che papalia deve la vittoria, altro che tifosi della Sebastiani" certificano dalla Margherita dove il sogno del sorpasso l'hanno accarezzato eccome, e a sapere che il distacco era "solo" di 300 voti magari ci si poteva mettere un supplemento di impegno…"Credo che Calabrese abbia fatto il suo picco storico, il partito ha corso per lui come fossero elezioni vere raschiando però tutto il raschiabile" la valutazione in casa diossina. Dove tutti hanno fatto notte tra federazione e studi della televisione, ma qualcuno più contento di altri: uno su tutti, Giuseppe Martellucci e con lui i tanti ragazzi (con Emilia Renzi alle tastiere) che hanno messo la benzina nella macchina che però secondo Calabrese, avrebbe marciato ad una velocità anomala" ("Sorta di inquinamento del voto", dice) nel seggio del centro storico (374 Papalia, 329 Calabrese) su cui ha annunciato verifiche. "Il risultato delle Primarie - aggiunge l'ex presidente della Provincia - ha comunque sancito il mio ruolo di portavoce del 50% della coalizione dell'Unione con un risultato personale che supera di gran lunga la rappresentatività cittadini dei singoli partiti che hanno sostenuto la mia candidatura. Le mie 2313 preferenze, a fronte delle 2605 dell'altro candidato, hanno messo in luce come le Primarie abbiano di fatto rafforzato notevolmente l'area di centro. Lavorerò insieme a Papalia tenendo conto di questo passaggio importante". Chi invece ha ribadito la sua "delusione" per il risultato è stato il sindaco Giuseppe Emili: "Lo dico per il centro sinistra, nel quale la spaccatura è enorme ed evidente - ha dichiarato ieri ai microfoni della Radio - hanno strombazzato un sondaggio che mi dava perdente solo contro Calabrese e poi gli hanno preferito Papalia che invece con me perde. Contenti loro…". Quanto alla reale contentezza del sindaco, è un altro discorso. Con i Ds messi come sopra, Rifondazione, Verdi, Comunisti impegnati in toto, tocca ora a Margherita, Sdi e Psdi rientrare nella squadra. "Spaccature nell'Unione non ce ne sono - chiude Rino Bianchi, repubblicani europei - semmai è il momento del day break, dell'aurora". Di solito è un attimo da cogliere al volo.

 
 
di Alessandra Lancia

del 26 marzo 2007

PAPALIA SFIDERA' EMILI

Sarà Gaetano Papalia a sfidare Giuseppe Emili per la poltrona di sindaco. Lo hanno decretato i quasi 5000 reatini (4996 per l'esattezza) che ieri hanno votato alle elezioni primarie. Una vittoria come da pronostico che però con il passare delle ore era diventata piuttosto complicata. Una vittoria in primo luogo per i cittadini, per la democrazia e soprattutto per la partecipazione attiva dei reatini alle scelte dei partiti. Nessuno si aspettava una così alta affluenza. Un dato, questo, che deve far riflettere, e che va oltre la capacità organizzativa delle forze politiche impegnate sul campo. Papalia ha vinto con pochi voti di scarto rispetto a Calabrese, segno di un equilibrio, che, forse, neppure le rispettive forze di appoggio si aspettavano. Segno, soprattutto, che il futuro della coalizione, strategie interne e rapporti di forza, andranno rivisti a partire da oggi. "E' un grande successo di tutta la coalizione - ha commentato a caldo Papalia ai microfoni di Rtr -. Ringrazio Calabrese e i partiti che lo hanno sorretto per il modo civile con il quale hanno condotto questa campagna elettorale. Con questa affluenza alle urne abbiamo dimostrato al centrodestra che non scherziamo e che abbiamo tutte le intenzioni di cambiare davvero questa città". Calabrese ha perso, ma di poco, e questa minima differenza certamente deciderà di farla pesare gettandola sul piatto del centrosinistra. Una vittoria, quella del patron del basket reatino, che è andata delineandosi soprattutto negli ultimi giorni: manifesti, volantinaggi, incontri con personaggi del mondo sportivo e del giornalismo, faccia a faccia con i giovani e per finire un mega concerto. Una campagna elettorale a tutto campo, la sua, che, evidentemente, su questa partita ha investito ingenti risorse, non solo economiche. Per Papalia una giornata davvero particolare, iniziata sotto i migliori auspici quando da Reggio Calabria gli è arrivata la notizia della vittoria della squadra e, poco dopo, quella delle sconfitte di Caserta, con la quale, oltretutto, domenica prossima dovrà vedersela la Sebastiani, e di Rimini. Una campagna elettorale innovativa, dunque, la sua. Calabrese, al contrario, ha preferito battere i sentieri consueti della politica, percorsi che conosce a menadito essendo da sempre uomo delle istituzioni e degli apparati di partito. Papalia ha preferito presentarsi come "l'uomo nuovo" del panorama politico locale. Tanto che, fin dall'inizio di questa avventura, ha tenuto a precisare: "I partiti facciano le loro scelte, io farò le mie in totale autonomia". Un'indicazione che tornerà per la campagna elettorale, quella vera, che lo vedrà confrontarsi con il sindaco Giuseppe Emili. Il quale sindaco, si vociferava da più parti nei giorni scorsi, avrebbe preferito di gran lunga doversela vedere proprio con Papalia, piuttosto che con Calabrese. Evidentemente Emili spera di portare dalla sua parte i centristi che tanti no, in questi mesi, hanno detto alla candidatura di Papalia considerato - a suo dire sbagliando - come uomo della sinistra. "Io sono per natura un moderato", ha sempre sostenuto. Da oggi sarà probabilmente questo il sentiero principale sul quale si incamminerà per attirare l'elettorato moderato reatino e soprattutto quello cattolico. Per lui, ora, si aprono due mesi intensi che, considerata la campagna elettorale per le primarie, riserveranno sorprese ai reatini. Ora resta da capire, per completare il cerchio dei sostenitori, che strada deciderà di prendere il terzo polo. Difficile una candidatura a sindaco di Natale Raccogli o di Paolo Tigli. Più facile ipotizzare una lista di appoggio a Papalia. Saranno poi i ruoli assegnati a ciascuno a stabilire il grado e il peso di questo appoggio. Allo spoglio dell'ultima scheda (le operazione sono filate via lisce senza intoppi) i sostenitori del presidente della Sebastiani sono esplosi in un boato. Tranquilli gli altri, evidentemente più avvezzi (causa la lunga militanza) alle alte e basse maree della politica italiana. Ma non è andata sempre così. Dalle 22 in poi, i voti di differenza si sono sempre mantenuti ai minimi termini, tanto che solo ben dopo le 23 i supporter di Papalia hanno parlato senza indugi di vittoria. La vittoria, però, è solo il primo passo. Ora la strada è in salita. Intanto perché il candidato dovrà vedersela con i diversi partiti della coalizione che di certo non intendono fare un passo indietro e lasciargli decidere da solo strategie, programma elettorale e soprattutto squadra. Le varie anime della coalizione, che in in questi due mesi hanno mostrato tutte le loro differenze, vorranno dire la loro e fare in modo di pesare in caso di vittoria il 27 maggio. Uno spiraglio per una facile intesa arriverà di certo da Ds (impegnati a fine mese con un difficile congresso provinciale) e Margherita, i quali, archiviate le primarie, sono chiamati non solo a vincere queste elezioni, ma soprattutto a dare corpo e gambe al partito democratico che, nonostante le differenze, tutti o quasi vogliono. Festa grande nel quartier generale di Papalia. Una curiosità: il primo messaggio, appresi i risultati definitivi, è stato quello del leader dei Verdi, nonché ministro dell'ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Non è dato sapere che da Calabrese è arrivato un messaggio di auguri. Alla vigilia il candidato dei moderati aveva assicurato: "In caso di sconfitta il mio primo atto sarà quello di alzare al cielo il braccio di Papalia in segno di vittoria". Se l'Unione vorrà vincere questa difficile sfida sarà questo il gesto per stemperare le polemiche che hanno accompagnato questa campagna elettorale. Perché solo se i due avversari di ieri saranno i primi alleati a partire da oggi la sfida, difficile, potrà diventare possibile.

 
 
di Luca Feliziani e Beatrice Masci

del 26 marzo 2007

COMUNALI, SARA' PAPALIA A SFIDARE EMILI

Tre vincitori per le Primarie dell'Unione: il centro sinistra, che manda a votare 4.996 reatini (erano stati 3342 per quelle di Prodi), Gaetano Papalia che con 2.605 voti se le aggiudica dopo uno spoglio da brivido e Giosuè Calabrese che con 2.313 voti può considerarsi a ragione una sorta di vincitore morale della consultazione. L'avvio dello spoglio tramortisce l'ala sinistra dell'Unione che fuma e si pigia nelle stanze della Quercia: il primo dato ad arrivare è infatti quello di Poggio Fidoni e dice 135 Calabrese, 33 Papalia. Con un'affluenza tanto alta - che viceversa aveva messo assai di buon umore gli amici della Margherita - si prospetta un testa a testa che certo smentisce i rapporti di forza tra i partiti in campo per l'uno e l'altro. Per registrare il sorpasso di Papalia bisogna così aspettare le 22.45, ovvero i dati di Quattro Strade. Ma solo alle 23.10 scatta l'applauso liberatorio: il vantaggio di papalia su Calabrese è tale da non poter essere colmato. Finirà come si è detto, 52,9% a 47%. Ed è per Calabrese il primo pensiero di Papalia: . Da domani si ricomincia? "No, abbiamo già cominciato". Anche Calabrese ha i suoi motivi per essere soddisfatto oltre l'sms della moglie - "Meno male…" - . "Il dato politico è straordinario sia in termini di partecipazione che per l'ala ri8formista dell'Unione, cui sono stato onorato di dare la mia faccia e la mia storia". Alle 23.45 il dato definitivo chiude i patemi d'animo e fa tirare il fiato. L'analisi del voto può aspettare, meglio ridere delle peripezie di queste Primarie vissute pericolosamente, com'è capitato agli scrutatori addetti alla sezione del centro storico - che dopo aver fantozzianamente allestito il gonfiabile se lo sono sentito venire addosso non appena ci hanno messo piede - o a quelli di Piani di Poggio Fidoni, lasciati al freddo e al gelo al punto di minacciare di chiudere alle 20. Problema comune la mancanza di schede, prontamente rifornite dal "comitato centrale": è che proprio non ci si aspettava una percentuale così ampia di votanti. Il dato migliore per ritrovarsi, e provare insieme a sfidare il centrodestra.

 
 
di Alessandra Lancia

del 26 marzo 2007

PAPALIA SFIDERA' EMILI

Il popolo del centro sinistra reatino ha deciso: sarà Gaetano Papalia a sfidare il candidato del centro destra Giuseppe Emili alle amministrative di fine maggio. Il risultato è arrivato dopo una giornata in cui si era capito subito che la partecipazione tanto auspicata da tutti c'era stata. Alla fine della giornata i reatini che hanno risposto all'appello di Giosuè Calabrese e Gateano Papalia sono stati 4996 ben oltre i circa 3200 che si recarono alle urne dell'Unione per "battezzare" Prodi leader nazionale. Una finale thrilling per certi versi, sicuramente vissuto al cardiopalma da entrambi i contendenti almeno fino ai dati riferiti al 90 per cento dei seggi, quando ormai la situazione si andava delineando. Tanto che all'inizio, all'arrivo del dato riferito al 25% dei seggi scrutinati era addirittura l'ex presidente della Provincia con 28 voti. Alla fine comunque la vittoria è andata al patron della Sebastiani che ha prevalso con il 53% dei voto contro il 46,9% dello sfidante. Applausi, cori tipici del PalaSojourner trapiantati direttamente nel comitato elettorale di Papalia dove il primo ad arrivare è stato il consigliere Mario Perilli seguito da Marchionni e Lorenzetti. E allora subito parte l'inno della campagna elettorale di Ligabue e un emozionato Papalia rilascia le prime dichiarazioni a caldo: "E' stata la vittoria di tutti questi - ha detto scorrendo l'indice sui simboli di partito sul manifesto appeso dietro di lui - ha vinto la sinistra che ha meritato questa affermazione". E allora in allegra processione - circa una settantina di persone subito radunatesi a congratularsi e a festeggiare - si arriva alla sezione dei Ds - dove Papalia aggiunge: "Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto e complimentarmi con il mio avversario che ha ottenuto un risultato strepitoso. Se saremo capaci di far convergere queste due forze, come sono sicuro accadrà, avremo la vittoria in tasca contro questa destra cialtrona e scorretta". Poi, naturalmente, tutti a festeggiare. Il discorso sarà ripreso a ridosso delle elezioni del 27 e 28 maggio.

 
 
di Marco Fuggetta

del 24 marzo 2007

CALABRESE E RICHIAMO ALL UNITA  DELL UNIONE PER SFIDARE IL SINDACO EMILI

Richiamo all unità dell Unione, al laicato cattolico a me più vicino per cultura, tradizione e per la mia appartenenza ai Popolari e quindi ai moderati riformisti , l invito a comprendere bene chi dovrà sfidare il sindaco Emili e tentare di riconquistare il Comune di Rieti riportando, dopo quasi 15 anni, il centrosinistra al governo del capoluogo . E poi per costruire insieme una Rieti giovane ed europea . E  l appello di Giosuè Calabrese, candidato alle primarie di domani per l area moderato-riformista dell Unione (si vota dalle 8 alle 22 in 11 seggi ed è necessario portare il proprio certificato elettorale). Calabrese, presidente del Consiglio provinciale e dirigente della Margherita, si augura che sul mio progetto di città giovane ed europea e sulla mia candidatura il centrosinistra ritrovi già dentro le urne la propria unità attraverso un risultato netto che mi affidi il difficile compito  del riscatto politico cittadino. Per Calabrese la novità delle primarie ha restituito alla politica valore e ruolo  e domenica sarà dunque il momento delle responsabilità ed il giorno in cui spetterà ai cittadini indicare quale delle due leadership (l altro candidato del centrosinistra alle primarie è Gaetano Papalia dr) sarà quella più favorevole alla comune sorte della città e del centrosinistra . Quindi un invito, rivolto soprattutto ai gruppi ed associazioni laicali, a valutare obiettivamente la mia candidatura che, risultando espressione di molte delle loro posizioni, è l unica che potrà compiere una sintesi dei valori di tutte le componenti dell Unione . Calabrese definisce la sua campagna elettorale breve ma intensa  con forti richiami al partito democratico (Ds più Margherita) ed all unità che si ricostruisce da domenica nella certezza che a vincere sarà la mia proposta per la costruzione di una Rieti che vada oltre l attuale: come sviluppo, identità e consistenza civica .

 
 
di Ajmone Filiberto Milli

del 24 marzo 2007

CALABRESE INVITA, NUOVA RIETI ACCUSA

Felpato ma feroce, come nella migliore tradizione democristiana, l affondo arriva nel finale: Ai partiti della Sinistra che hanno proposto la candidatura che mi si è opposta-si legge nel comunicato numero 18 dello staff di Giosuè Calabrese-sottopongo ora di valutare con spirito aperto, per le buone sorti dell unione e in vista della nascita del partito Democratico, l opportunità di preservare l unità e che questo risultato sia raggiunto sul mio nome già dentro le urne &. .
Per i normolettori ci vuole il traduttore, vero - Calabrese in pratica suggerisce ai Diessini di votare per lui - ma non per gli amici di Gaetano Papalia di Nuova Rieti  che infatti vanno già duri sia per gli attacchi personali portati rozzamente dalla destra  sia per gli ambigui comportamenti del cadidato di Margherita e Sdi, stranamente indenne da qualsiasi minima critica da parte della Casa delle Libertà  e dimentico di almeno un paio di cose.
Primo, che le Primarie sono circoscritte ai soli elettori del centrosinistra , secondo, che nel sondaggio a suo favore, indebitamente attribuito al Sole 24 Ore (che smentisce categoricamente di averne fatti) inserisce anche i DS a suo sostegno .
Ds che concorrono invece (anche se a corrente alternata) per Papalia.
Finisce così, con la campagna elettorale il fair play pure dimostrato fin qui da entrambi: Non attribuisco quel comunicato a Calabrese - dice Papalia - ne uscirebbe di lui un immagine di scarsa correttezza che non mi risulta.
Quanto alla partecipazione alle Primarie la auspichiamo alta ma d area, perché cè da sottoscrivere il programma dell unione e il 27 maggio bisogna votarlo.
E  una questione di lealtà e onestà .
Traduzioni non me ne occorrono.

 
 
di Alessandra Lancia

del 23 marzo 2007

IL CANDIDATO CALABRESE INCONTRA OGGI GLI ASSESSORI DELLA REGIONE

"Il sostegno della Regione Lazio è centrale per il nostro programma di fare di Rieti una città giovane ed europea". Il candidato alle Primarie per l'Unione Giosuè Calabrese, incontrerà oggi gli assessori regionali Silvia Costa, Bruno Astorre e Fabio Ciani "dai quali la città attende un sostegno per l'università, scuola, asili nido, case popolari ed edilizia sovvenzionata, Salaria e programmazione ferroviaria ed industria". "A chiusura della mia campagna elettorale per le Primarie, nell'incontro di oggi, con gli assessori regionali - ha detto Calabrese - sarà possibile gettare uno sguardo concreto sul nostro programma elettorale che resta quello di fare di Rieti una città giovane dell'Europa, scuotendo i cittadini dalla rassegnazione in cui sono finiti per la limitatezza politica del centrodestra. Sono certo che verranno tutti i nostri amici amministratori, i giovani, le associazioni, gli imprenditori, i professionisti, la scuola. Con la Costa, Astorre e Ciani ci sentiremo accanto tutta la giunta regionale e definiremo meglio il programma che sarà unitario per la rinascita di Rieti e del suo futuro".

 
 
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del 23 marzo 2007


NELL'INCONTRO con i cittadini di Quattrostrade la sintesi della campagna elettorale di Calabrese. Il candidato alle primarie certo di battere Emili se superera' lo scoglio di domenica prossima. Ricordando i primi sindaci del centro sinistra (de Juliis e Aloisi) che iniziarono l'ammodernamento della citta', sara' possibile aprire un nuovo e positivo ciclo amministrativo. Rieti gravemente malata ha bisogno di un chirurgo giovane, esperto e capace di guarirla ha detto Calabrese. Potra' farlo chi ha gia' amministrato bene in provincia e ha dimostrato di saper tenere uniti i numerosi partiti dell'Unione. Se domenica prossima Giosuè Calabrese riuscirà a superare lo scoglio delle Primarie, come sembra possibile, il vero e difficile ostacolo che si frappone fra lui e l'elezione a sindaco, come affermano i favorevoli sondaggi de Il Sole 24 Ore, che lo dà largamente vincente in un probabile confronto con l'attuale sindaco Emili, s'inaugurerà - ha detto Calabrese - per Rieti un'epoca nuova.. "Furono quelle giunte, di Aloisi e De Juliis - ha detto Calabrese - che ebbero il merito di iniziare la trasformazione del capoluogo in una città moderna, traghettandola oltre l'economia agricola e verso quella industriale. L'evoluzione possibile del quadro politico amministrativo delle prossime settimane è stato ipotizzato nell'incontro con i cittadini di Quattro Strade, tenutosi ieri sera a conclusione del giro elettorale compiuto per conoscere "dal basso" i veri problemi della gente". "Ad attendere la guarigione - continua - sono innanzi tutto i giovani, i disoccupati, gli handicappati e gli anziani, le famiglie, gli universitari, la sanità, l'industria, la scuola. Rieti malata grave ha bisogno di un buon medico, che sia giovane, esperto, considerato e stimato, in grado di fare il miracolo e che abbia avuto modo di dimostrare già la propria valentia. Alessio Angelucci, responsabile della sezione della Margherita di Quattro Strade, che ha organizzato l'incontro assieme ai rappresentanti di tutti i partiti del centro moderato e riformista dell'Unione presenti nel quartiere: "Calabrese - ha aggiunto Angelucci - ha fatto bene in Provincia e farà bene in Comune. La sua elezione sarà una svolta". "Per questo, domenica, prossima al voto delle Primarie dell'Unione, ha aggiunto Calabrese, i cittadini dovranno andare in tanti, oltre gli iscritti ed i simpatizzanti dei partiti che sostengono sia me che Papalia. Mi riferisco a quelli di loro che sono senza tessera, che non hanno schemi ideologici, nè infantili affettività politiche per il passato e che abbiano a cuore le sorti della città. Quindi ai moderati, ai riformisti, al laicato cattolico, ma anche alla sinistra, ai tanti amici della sinistra diessina e di quella cosiddetta radicale che sostengono l'altro candidato e con i quali ho lavorato insieme in modo proficuo in Provincia e che so che mi apprezzano e mi stimano. I cittadini valuteranno la compattezza dell'Unione che si potrà ottenere solo sotto una guida certa, sperimentata, capace di fare bene attraverso una leadership accettata, perché giusta, convincente ed autorevole. Ricordo alla città - ha concluso Calabrese - che in nove anni di centro sinistra in provincia e sotto la mia presidenza, non c'è stata mai una crisi. Assoluta stabilità di governo, dunque. Le giunte provinciali da me guidate ed espresse da Margherita, Ds, Sdi, Prc, C.I., Lista per Calabrese e Lista Dini, pur così composite, si sono concluse come erano nate. Rammentarlo, alla vigilia del voto, non guasta".

 
 

del 22 marzo 2007

CALABRESE: "LA CASA PRIMA DI TUTTO"

"La politica della casa si coniuga con quella della famiglia ed è ai primi posti delle cose da fare e che metteremo in cantiere presto, perchè su questo tema non si possono avere titubanze o ritardi. Sono a conoscenza che i nuovi vertici dell'Ater di Rieti sono riusciti in un solo anno, a risanare il bilancio dell'Istituto case popolari. Nel prossimo quadriennio in provincia di Rieti saranno investiti 40 milioni di euro per la politica della casa. Conto di poterlo fare insieme con gli amministratori dell'Ater per la parte di quella somma che riguarda il capoluogo e che so superare i 20 milioni di euro". Così si è espresso Giosuè Calabrese, candidato alle Primarie dell'Unione, dopo il tour elettorale compiuto nei rioni a ridosso del centro storico e lungo l'asse dei viale Matteucci e Maraini, cui poi si sono asggiunti gli incontri a Villa Reatina. "La casa - ha aggiunto - è una delle priorità più avvertite dei nostri concittadini. L'esigenza delle famiglie è che possiedano la casa in proprietà, per sentire realizzato un diritto più che un'aspirazione, legato alla sicurezza, all'indipendenza e alla libertà per se e per i figli. Questo concetto l'ho fatto mio nei numerosi incontri che ho avuto. E' stata un'esperienza umana, prima che politica, e quindi una vera e propria scuola di apprendimento, vissuta sul campo".

 
 
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del 22 marzo 2007

L'INVIATO DI MARE PER PAPALIA

Racconti di guerra d'autore: stasera a Rieti per Gaetano Papalia arriva l'inviato del Tg1 Franco Di Mare. Ma battaglie meno cruente attendono i due candidati alle Primarie dell'Unione fino al voto di domenica. La mattina come sempre, è per la "spesa": Papalia alle 10 sarà tra le bancarelle di piazza Tevere, Giosuè Calabrese pure, massaie e ambulanti sono avvisati. Alle 11 Papalia rientra alla base, al comitato di via Varrone, Calabrese sale nella redazione di Radiomondo da dove risponderà alle domande di cronisti e ascoltatori (diretta dalle 11.45). Il pomeriggio di papalia comincia alle ore 17 a Case San Benedetto, continua alle ore 18 alla Confartigianato e termina alle 19 al centro sociale di Quattro Strade, in vista dello spettacolo teatrale Amira in programma alle 21 al PalaLeoni. Calabrese invece un pò soldato e un pò scalatore alle 18 sale al Terminillo mentre alle 21, torna alla sala parrocchiale di Madonna del Cuore stavolta per un incontro con le società sportive. Tra due aspiranti candidati sindaco, un sindaco candidato in cerca di riconferme: Giuseppe Emili presenta martedì 27 marzo la sua candidatura e la coalizione che lo sosterrà. Tra loro anche i repubblicani, impegnati nel loro congresso provincia (ore 16.30 sala dei Cordari) cui parteciperà il segretario nazionale del Pri onorevole Francesco Nucara. Avvinti come l'edera al Palazzo del Comune con un ex sindaco come Ettore Saletti assessore tra i piu' impegnati della Giunta Emili e Davide Festuccia che si avvia a diventare segretario provinciale, perfettamente in grado di assicurare linfa giovane ad una pianta tanto antica. E sempreverde.

 
 
di Alessandra Lancia

del 22 marzo 2007

EMILI, IL GIORNO DELL'INVESTITURA. MANCA L'OK DELL'UDC

Presentazione del candidato-sindaco Giuseppe Emili rinviata a martedì 27 marzo, alla città in sala consiliare del Comune di Rieti.
A sostenerlo ci sarà tutto il centro-destra compatto, comprese alcune associazioni come LiberaMente Rieti, AmoreperRieti, il Movimento Cristiano Lavoratori ecc.
Si deciderà all'ultimo minuto anche la presenza al "tavolo elettorale" dell'Udc provinciale, sostanzialmente d'accordo con il candidato-Emili e con il programma (molto incentrato sulla famiglia e sulla difesa dei valori) ma l'accordo ufficiale con il partito di Casini potrebbe slittare di qualche giorno perché il patto su Rieti si dovrà sbloccare contestualmente assieme a quello su Frosinone.
Dunque Emili si appresta ad incassare il sostegno di una coalizione granitica, a fronte di un centro-sinistra dilaniato dalle Primarie e dai terzi poli.
Il "la" all'operazione è stato dato due settimane fa dalla Direzione Provinciale di Alleanza Nazionale (partito del sindaco), che ha ritrovato la giusta compattezza nel nome di Emili. Consequenziali sono stati i passaggi di Forza Italia, Dc, Pri, Psi, Udc e Liste Civiche.
Il documento è stato firmato da tutte le sensibilità del partito e cioè Vincenzo Silvi, Claudio Miliardi, Riccardo Bianchini, Dario Chiriacò, Domenico Palombo, Antonio Perelli, Diego De Felice, Franco Fittoni, Riccardo Guerci, Gabriella Sentinelli, Paolo Trancassioni, Roberto D'Angeli, Guglielmo Rositani, Antonuio Cicchetti, Emanuele Micarelli, Maurizio Chiarinelli, Enrico Tittoni.

 
 
di Paolo Di Lorenzo

del 21 febbraio 2007

PRIMARIE, INCONTRI SERRATI PER I CANDIDATI

Giosuè Calabrese e Gaetano Papalia - candidati alle primarie per il centro-sinistra, uniti nel comune obiettivo di battere il centrodestra ma poi alternativi dentro la coalizione per diversità di linee politiche in relazione al "modo" - stanno spendendo gli ultimi 5 giorni che li separano dalle primarie (domenica 25, dalle ore 8 alle 20 negli 11 seggi a disposizione) con serrati dialoghi intessuti con la città. Papalia si è incontrato (Quattro Stagione) con i rappresentanti dell'associazionismo per "conoscere le opinioni e le riflessioni di chi, come voi, è al servizio degli altri rimettendoci di tasca propria e spesso sottraendo tempo a se stessi ed alla famiglia", esprimendo il desiderio di "condividere un programma con il volontariato e l'associazionismo nel segno della collaborazione" (oggi, ore 18,30 si incontrerà nella sala parrocchiale in Madonna del Cuore con il vicepresidente della Regione Loredana De Patris, gli assessori regionali Luigi Neri e Mario Michelangeli, i consiglieri regionali Anna Maria Massimi, Giuseppe Colagrossi, Mario Perilli).
Calabrese pone invece al centro del dialogo e dell'analisi la politica della casa "che si coniuga con la politica della famiglia".
I viali Matteucci e Maraini e poi gli spazi di Villa Reatina sono stati il teatro degli incontri "di strada e di pianerottolo" assicurando come "nel prossimo quadriennio nel reatino saranno investiti 40 milioni di euro per la politica della casa" che ritiene "una delle priorità più avvertite dai cittadini". Il suo augurio è "di poter usare al meglio, unitamente alla dirigenza dell'Ate, i circa 20 milioni di spettanza al capoluogo".
Per Calabrese "i problemi dei giovani, degli anziani del lavoro e della scuola girano tutti intorno alla casa".

 
 
di A.F.M.

del 21 marzo 2007

DS, AMPIO CONSENSO ALLA MOZIONE FASSINO

Si è conclusa la fase congressuale dei Democratici di sinistra nelle 41 sezioni territoriali della provincia di Rieti, in vista del congresso provinciale che si terrà nella sala dei Cordari il 30 e il 31 marzo. Anche in Sabina come peraltro nelle altre province italiane, ha prevalso la mozione del segretario Fassino con il 65 per cento dei consensi. Buona l'affermazione della sinistra diossina con i seguaci di Mussi che hanno fatto registrare il 25% mentre la mozione Angius si è fermata al 7%. Spetterà ora ai 150 delegati eletti nei congressi delle sezioni, scegliere il nuovo segretario provinciale dopo le dimissioni di Emanuela Pariboni. In attesa del congresso i Ds hanno ribadito il proprio sostegno a favore di Gaetano Papalia nelle Primarie dell'Unione che si svolgeranno domenica 25 marzo. Dopo l'incontro con il mondo delle associazioni oggi pomeriggio Papalia sarà nel popoloso quartiere di Madonna del Cuore per presentare ai cittadini il proprio programma elettorale. Presso la sala parrocchiale, alle ore 18, ci sarà un incontro "per condividere e garantire un futuro alla città" presenti l'assessore regionale al bilancio di Rifondazione Comunista Luigi Nieri, il vice presidente della Regione Lazio il diessino Massimo Pompili, la senatrice Loredana de Petris dei Verdi, l'assessore regionale Pdci Mario Michelangeli, il consigliere regionale dell'Italia dei Valori Colagrossi, il segretario regionale dei Repubblicani europei Brunelli ed i consiglieri regionali diessini Mario Perilli ed Anna Maria Massimi. Molto intensa anche la campagna elettorale di Giosuè Calabrese che fa affidamento sul voto dei moderati per avere la meglio il 25 marzo. L'ex presidente della Provincia di Rieti punta molto sul contatto diretto con i cittadini. Ieri ha visitato i condomini delle case popolari nei quartieri a ridosso del centro storico ed a Villa Reatina.

 
 
di Aldo Fabriani

del 20 marzo 2007

CALABRESE IL MODERATO "TENTA" IL CENTRO DESTRA

Con Calabrese vinciamo, ammicca lo striscione appeso su viale Maraini: qualcosa di più di uno slogan quello scelto dal comitato pro Giosuè Calabrese che contende a Gaetano Papalia il 25 marzo la leadership nel centro-sinistra in vista delle elezioni del 27 e 28 maggio quando ci sarà da sfidare Giuseppe Emili per la guida della città. Il senso del messaggio che registra una sorprendente sintonia tra centro destra e centro sinistra è che contro un "moderato" come l'ex presidente della Provincia il sindaco uscente avrebbe più difficoltà ad imporsi. Calabrese d'altronde non fa nulla per sottrarsi alla "lettura": Ovunque con le associazioni di categoria come col volontariato - la parola d'ordine - ribadita negli incontri con le associazioni di area cattolica - è ritrovare moderazione, unità, condivisione. Quanto ai temi sono quelli che l'hanno accompagnato nei suoi anni di Provincia: è di ieri la "tirata" contro la Rai per la mancata nomina di un corrispondente da Rieti per il Tg regionale (i presidenti passano i problemi no). Papalia sembra invece più a suo agio negli incontri on the road e nelle cene, ma anche qui un segnale da non sottovalutare è la straordinaria virulenza degli attacchi ricevuti in questi giorni dal sindaco Emili. In fondo al momento Papalia è in campo in una competizione tutta interna all'Unione, anche se i compagni del Psdi (che sostengono Calabrese) ricordano in un breve comunicato stampa che le Primarie - per le quali si voterà domenica prossima dalle 8 alle 22 - sono aperte a tutti, tutti i cittadini residenti nel Comune. Una precisazione formalmente corretta, ma che suona politicamente sospetta nell'ala sinistra dell'Unione che teme "infiltrazioni" domenica ai seggi. Ma stiamo all'oggi: l'agenda di Papalia segnala un passaggio a Casette alle 18 e uno a piazza Tevere alle 21.30; quella di Calabrese alle 10 al "Perseo", dalle 15 alle 18 alle Case Popolari di Villa Reatina. E per chi voglia tenersi aggiornato da ieri è in rete www.amministrativerieti.it

 
 
di Alessandra Lancia

del 20 marzo 2007

UN NUOVO SITO INTERNET PER SAPERE TUTTO SULLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Mancano poco più di due mesi alle elezioni per eleggere il nuovo Consiglio Comunale di Rieti e si moltiplicano le finestre di comunicazione pubblica. E' nato il nuovo sito internet www.amministrativerieti.it all'interno del quale si avrà la possibilità di conoscere nei minimi dettagli, l'andamento e gli sviluppi delle prossime elezioni amministrative. Tutto su candidati e partiti impegnato nella corsa alla conquista del Comune di Rieti e su ciò che concerne le prossime elezioni alle quali saranno chiamati gli abitanti del capoluogo sabino. Con un'area dedicata alle amministrative dell'anno 2002 con i risultati ottenuti da ogni singolo candidato, un'area per i candidati a sindaco e fino al 25 marzo, una riservata alle elezioni primarie del centro-sinistra. Ci sarà anche la finestra riservata alla rassegna stampa dei quotidiani locali e una dedicata esclusivamente ai commenti dei cittadini. www.amministrativerieti.it vuole essere un ampio contenitore ricco di informazioni prefiggendosi di diventare un riferimento per cittadini e "addetti ai lavori" consultabile 24 ore al giorno e sempre disponibile a suggerimenti e consigli. Dunque uno strumento informativo a 360 gradi che lavorando in una fase così delicata della vita politica locale e nazionale, dovrà però guadagnarsi l'autorevolezza dell'essere "bipartizan" per non cadere nella tentazione dei favoritismi dell'ultimo minuto. CALABRESE: Ieri il candidato alle Primarie dell'area moderata riformista, Giosuè Calabrese si è rivolto all'elettorato cattolico: . PAPALIA: Il candidato alle Primarie espresso dalla Sinistra estranea, Gaetano Papalia, ieri ha incontrato molti cittadini ad anche tutte le Associazioni di Volontariato. Oggi invece, oltre ai cittadini nel comitato elettorale, terrà un dibattito nel centro sociale di Casette e poi in quello di piazza Tevere.

 
 
di Paolo Di Lorenzo

del 16 marzo 2007

DALL'ELICOTTERO DELLA FORESTALE COSTINI VEDE PAPALIA ALL'ASL

Non è piaciuto al presidente provinciale di An Chicco Costini il giro mattutino nella palazzina dell'Asl di viale Matteucci di Gaetano papalia candidato sindaco alle primarie del centrosinistra. "E' sicuramente meritevole che il noto imprenditore si interessi dello stato "disastroso" della sanità reatina, ma è inconcepibile che si utilizzi una struttura pubblica, tra l'altro in orario di apertura a scopi propagandistici". Senza nemmeno un camice bianco, come l'indimenticato presidente della Commissione sanità della Regione Alessandro Foglietta (An) in tour al de' Lellis il 26 aprile del 2004 casualmente alla vigilia delle Europee con al seguito candidati di An alle Provinciali del mese dopo, battento sul tempo l'allora assessore regionale Marco Verbaschi che piombò a Rieti il 24 maggio lui, il seguito - all'epoca targato FI - invece si. Così in tema di politic in visita tocca ora a Papalia sperimentare il brivido delle file dell'Asl. certifica il sindaco Emili. Il dottor Costini - indimenticabile la sua campagna elettorale per le Regionali - fa di più diagnosticando "l'arroganza con cui il centrosinistra gestisce la cosa pubblica, arrivandole a considerare come proprietà privata": neanche fosse un elicottero della forestale.

 
 
di Alessandra Lancia

del 14 marzo 2007

IL NOSTRO OBIETTIVO: BATTERE LA DESTRA

Un faccia a faccia per capire divergenze e punti di contatto.

Perché il polo dell'Unione dovrebbe votare lei?
CALABRESE: "Perché il popolo dell'Unione mi ha votato nel '95 e nel '99, in base ai sondaggi sul gradimento avevo un consenso più che buono. Se questo vale per un discorso di centrosinistra, credo che il popolo dell'Unione non abbia che a individuarmi come candidato naturale"
PAPALIA: "Perché la mia candidatura è nata sulle strade prima ancora che nelle segreterie dei partiti. Tutta la gente che non mi conosceva o mi conosceva solo per il basket mi ha appoggiato. In molti spesso mi chiedevano di impegnarmi anche politicamente per trasferire in quel campo le mie capacità imprenditoriali. Mi vedevano e mi vedono come una persona autonoma da vecchie logiche legate a partitocrazia e confidano in un'azione di rinnovamento".

Quali sono le cose che vi dividono?

CALABRESE: "Credo vada sostenuto il discorso che si tratta di due forze che puntano allo stesso obiettivo. Ognuno di noi è espressione di una parte della coalizione e la sua campagna risentirà delle indicazioni programmatiche della parte di coalizione che lo sostiene. Importante, tuttavia, è la contaminazione. Cosa ci divide? Ho letto la bozza programmatica di Papalia, un giudizio è ancora prematuro. Importante però, è che tutti e due abbiamo condiviso il decalogo dell'Unione e siamo d'accordo sui grandi punti".
PAPALIA: "Credo soprattutto l'esperienza di vita. Io, dopo l'università e il master in economia internazionale sono stato impegnato per 25 anni come imprenditore, in diversi settori sia nazionali che internazionali".

E le cose che invece vi uniscono?

CALABRESE: "Credo di aver risposto. Per quanto mi riguarda, ritengo sulla base del consenso, di essere io in prospettiva, un acceleratore di Partito Democratico".
PAPALIA: "La convinzione che i valori dell'area di centrosinistra specie la solidarietà, la tutela ambientale, la responsabilità, ci trovano in assoluta sintonia".

Cosa rimprovera al suo avversario?

CALABRESE: "Di aver perso domenica contro Imola. Ho sperato con l'orecchio incollato alla radiolina, di ascoltare una vittoria ma così non è stato. Ecco, questo si che gli rimprovero. Sono un tifoso della Sebastiani ma ultimamente preferisco non andare al palazzotto ma seguire la partita alla radio. La mia presenza potrebbe essere interpretata in chiave politica. E questo non mi va".
PAPALIA: "Di non essere più venuto a vedere le partite della Sebastiani. Prima ci seguiva spesso, anche in trasferta".

Passiamo al programma: tre priorità per la città.

CALABRESE: "Lavoro, sviluppo e politiche giovanili. Da perseguire da subito e in breve tempo. Sul fronte dei giovani, sono pronto a tirare fuori dal cassetto il progetto dell'università al quale ho lavorato fino a un anno fa. I giovani sanno che a Rieti c'è l'università e quest'anno ci sono stati i primi laureati. Ma questo non basta. Dopo la laurea devono sapere con certezze che per loro ci sarà un futuro in questa città".
PAPALIA: "Amministrazione irreprensibile da un punto di vista morale e competente, caratterizzata da professionalità ed entusiasmo; analisi economica e finanziaria delle risorse disponibili per la città; redigere una scala di priorità dei bisogni della collettività e dare copertura finanziaria ai problemi più stringenti. Là dove non arriva il Comune chiamare in causa i privati".

Se vincesse le elezioni, quale incarico assegnerebbe all'altro?

CALABRESE:
"In genere chi arriva secondo ha l'incarico di vice sindaco, ma credo che nessuno dei due sarebbe interessato". PAPALIA: "Giosuè è una risorsa importante. Sarebbe inevitabile colloquiare con lui e decidere insieme l'incarico più appropriato".

Se dovesse perdere le primarie, che tipo di impegno assicura alla coalizione e ai suoi sostenitori?

CALABRESE: "Alzerei il braccio di Papalia invitando gli elettori a votarlo".
PAPALIA: "Varerei subito la campagna elettorale in suo appoggio".

Faccia gli auguri al suo avversario.
CALABRESE: "Gli auguro di assistermi nella vicenda successiva alle primarie nella speranza che le vinca io".
PAPALIA: "Nella sua campagna elettorale gli auguro di saper incontrare gente leale".

 
 
di Beatrice Masci

del 08 marzo 2007

CALABRESE E PAPALIA ALL'UNISONO: "I HAVE A DREAM"

Da ieri le danze sono ufficialmente aperte. I candidati ci sono, gli schieramenti pure, il programma lo si scoprirà strada facendo "perché non è l'occasione per approfondire". Gaetano Papalia e Giosué Calabrese hanno scelto la sala consiliare del Comune per presentare le elezioni primarie del 25 marzo. Parola d'ordine: "sognare". "Per togliere un po' di polvere dalle teste dei reatini", dice Calabrese, per dare discontinuità ad una città ormai cristallizzata e ferma" aggiunge Papalia. E tanto per rimanere nel campo "onirico" entrambi hanno subito sottolineato la "bellezza di avere tutti i rappresentanti dell'Unione insieme". Un vero e proprio sogno dopo gli incubi degli ultimi mesi. Calabrese rivela un contatto telefonico con l'avversario-alleato avvenuto un paio di giorni prima e, in effetti, la "lunghezza d'onda" dei due ieri sembrava essere abbastanza calibrata da non lasciare spazio a polemiche interne.
Tanta "sintonia" che quasi ci si dimenticava delle differenze tra i rappresentanti delle due anime del centrosinistra che pure ci sono, "innanzitutto per la nostra storia" - ha spiegato Papalia - "perché lui è stato un amministratore pubblico e io vengo dall'imprenditoria.
Ma comunque credo che nella mia scelta i partiti abbiano già operato una sintesi che possa rappresentare tutte le sfumature dell'arcobaleno dell'Unione". Entrambi poi hanno assicurato il pieno sostegno all'altro nel caso dovessero soccombere perché "chi perde le primarie deve essere al servizio di chi vince - ha spiegato l'ex presidente della Provincia - "anche se poi l'impegno negli assetti amministrativi si vedrà".
E il patron della Sebastiani se dovesse perdere cosa farà da grande? "L'impegno totalizzante di essere sindaco mi porterebbe ad un disimpegno totale dalle mie aziende. Ma se così non fosse altri scenari di responsabilità sinceramente adesso non posso assicurarli perché le mie aziende o le dirigo o non le dirigo, non ci sono vie di mezzo". E così, all'unisono, si procede a parlare di temi come l'urbanistica "da sviluppare in modo sostenibile dentro e fuori le mura" per Calabrese per il quale "è ora di prendere delle decisioni su aree ottocentesche come l'ex zuccherificio" per Papalia. Capitolo Servizi Sociali: per Calabrese "devono servire a riallineare i disagiati alla società" e per Papalia "si dovrebbero attuare delle politiche sociali che aiutino la gente a non arrivare ad aver bisogno dell'assistenza economica". La sintonia da sogno dei due candidati si perde solo per un attimo, quando si parla di "Rieti Viva". Calabrese definisce il terzo polo "una minoranza elettoralmente non significativa ma che va recuperata e alla quale va garantita una rappresentanza", mentre Papalia sottolinea come "definire il terzo polo una minoranza, pur rispettando chiunque, mi sembra un'offesa alle minoranze". Però alle primarie questa minoranza al suo concorrente potrebbe anche tornare utile. Chissà.

 
 
di Marco Fuggetta

del 07 marzo 2007

PRIMARIE, CENTRO SINISTRA RIUNITI

Ciak sulle Primarie, sperando sia buona la seconda: oggi alle 17.30 in sala consigliare si presentano insieme al "popolo" del centro sinistra Gaetano Papalia - il manager reatino candidato da Ds, Rifondazione, Verdi, Comunisti Italiani, Repubblicani europei, e Italia Valori - e Giosuè Calabrese, l'ex presidente della Provincia candidato da Margherita, Sdi, Psdi e Dc. Avranno tre settimane di tempo per fare campagna elettorale sulla scia di un manifesto programmatico di massima elaborato nelle scorse settimane dai più "volenterosi" tra consiglieri comunali e esponenti dell'Unione. E se in questa prima fase ci si è tenuti sulle generali rispetto ai tanti passaggi cruciali che pure costellano il panorama politico cittadino è solo perché spetterà poi ai candidati dare la connotazione che credono a questo o a quell'aspetto del programma. Il cammino verso domenica 25 marzo - giorno scelto per la consultazione è però ancora lungo e tutt'altro che in discesa: domenica 11 è in calendario il congresso provinciale della Margherita mentre si susseguono i congressi di sezione dei Ds, anch'essi nella prospettiva dell'assise provinciale e, più in generale, della fondazione di un unico partito Democratico. Elementi che da soli basterebbero comunque a tener in fibrillazione il quadro politico, figuriamoci con le antenne delle imminenti elezioni comunali già fuori a pescare segnali nell'inedito scenario delle Primarie.

 
 
di Alessandra Lancia

del 07 marzo 2007

I CANDIDATI DELL'UNIONE PRESENTANO IL PROGRAMMA

Con le truppe orami schierate e le regole ben definite, il centrosinistra reatino si avvia alle elezioni primarie del 25 marzo.
Non si confrontano solo due candidati ma, come ormai in molti sottolineano, due visioni "contrapposte" di un centrosinistra indaffarato anche a livello nazionale a trovare una sintesi, spesso difficile, tra l'anima "riformista" e quella "radicale". A casa nostra, a rappresentare le due realtà dell'Unione ci pensano l'ex presidente della Proivincia Giosuè Calabrese lanciato dalla Margherita e sostenuto da Sdi e Psdi ed il patron della Sebastiani Basket Gaetano Papalia, lanciato da Rifondazione Comunista, Verdi e Comunisti Italiani e subito sostenuto anche dai Ds in particolar modo dal consigliere regionale Mario Perilli e successivamente da Re e Idv. L'Udeur scenderà in campo solo per la campagna elettorale vera e propria. Oggi pomeriggio alle 17.30, presso la sala consiliare del Comune, l'Unione aprirà ufficialmente le danze presentando inoltre il manifesto programmatico. Alla presenza d4ei due candidati e dei segretari di partito, il centrosinistra cercherà di recuperare quell'immagine di compattezza deterioratasi a causa delle tensioni xche hanno contraddistinto gli ultimi mesi. L'unità dell'Unione però potrebbe uscire comunque appannata dalle scelte che faranno quelli di Rieti Viva, per intendersi Tigli, Raccogli e gli altri protagonisti di questo "quasi terzo polo". Perché quasi? Perché anche se la posizione ufficiale dell'associazione "Rieti Viva" è quella di disimpegno alle primarie, in realtà sembra che ci si avvii verso una sorta di "libertà di coscienza" da lasciare ai propri seguaci.
Lo stesso Calabrese leggendo tra le righe di alcune dichiarazioni, dei giorni scorsi, sembrava auspicare "una partecipazione dei cittadini" indipendente dai partiti cghe fungono da "cassa di risonanza". Dunque per i "reatini vivi" di area centrista mani libere per andare a votare con la speranza che l'ex presidente della provincia il 25 marzo prevalga su Papalia e a quel punto probabilmente il terzo polo non esiterà più perché molti farebbero ritorno alla casa del padre, sotto la guida del moderato Calabrese. Altrimenti si correrà in proprio con Natale Raccogli già in pre allarme.

 
 
di Marco Fuggetta

del 02 marzo 2007


CALABRESE: Tra le urgenze scolastiche la piena utilizzazione del polo didattico, il liceo musicale, nuovi asili nido, il sostegno alle famiglie e all'handicap. L'universita' intesa come polo d'eccellenza. Intervenendo al X Congresso dello Snals, il presidente del Consiglio provinciale di Rieti Giosuè Calabrese, candidato alle Primarie, ha evidenziato la particolare ed utile funzione del sindacato guidato da Luciano Isceri, che si è sempre proposto come sprone nei confronti degli enti locali. Calabrese ha ripreso i temi dell'impegno verso la famiglia e l'handicap scolastico, evidenziati da Isceri, da Saletti e da Paolucci, ed ha sottolineato l'urgenza di intervenire con reali sostegni nei confronti della famiglia ed in particolare di quelle numerose, soffermandosi sulla necessità di ampliare il numero degli asili nido per venire incontro alle esigenze lavorative dei genitori impegnati entrambi per gran parte del giorno. Sull'handicap sarà opportuno studiare un moderno piano d'interventi per i bambini che soffrono di disabilità e che possono recuperare funzioni psicomotorie. Innanzi alle difficoltà dei precari della scuola e della disoccupazione magistrale, Calabrese ha parlato di un rilancio delle politiche scolastiche a partire dal capoluogo. Egli ha condiviso la richiesta dello Snals di procedere quanto prima a formulare un nuovo piano di razionalizzazione provinciale delle istituzioni scolastiche, anche nelle prospettive di sfruttare al meglio il Polo didattico di Rieti in via di definitiva realizzazione dopo l'attivazione dell'edificio destinato all'Istituto d'Arte indicato come primo modulo. Calabrese si è detto poi favorevole all'istituzione del liceo musicale a Rieti, per aiutare i giovani ed i talenti locali che da anni aspirano a completare nel capoluogo i loro studi. Quanto all'università reatina, proprio per essere stato tra i protagonisti della sua fondazione e del suo successivo positivo divenire, il presidente del consiglio provinciale ha ricordato che non va perso di vista l'obiettivo che essa è nata per confermarsi come un vero e proprio 'polo d'eccellenza' destinato alla ricerca e allo sviluppo.

 
 

del 27 febbraio 2007

PRIMARIE, I "COMPAGNI" DELLO SDI E DEL PSDI ATTESI AL VARCO

Con la chiamata alle armi di Giosuè Calabrese la Margherita prova ad archiviare il tumultuoso congresso cittadino di domenica e guarda al presente: con il congresso provinciale fissato l'11 marzo - unitario, si, ma foriero ancora di novità - e le Primarie indette il 25, l'attenzione è tutta rivolta sulle mosse dei riformisti dello Sdi e del Psdi. Delle due l'una: sostegno a Giosuè Calabrese nella corsa contro Gaetano Papalia oppure aggancio all'area centrista di "Rieti Viva", pure sottoposta in questi giorni a forti pressioni per un recupero da parte dell'Unione. Tra oggi e domani si saprà. Verso un "recupero" anche i riottosi della Casa delle Libertà: l'Udc aspetta dal "regionale" il conforto di un'indicazione "ma i segnali dio attenzione alle nostre tematiche da parte del sindaco Emili hanno il loro valore" dice Antonio Boncompagni. Questo il quadro in città. "Fuori porta" è tutta un'altra storia: i Ds - sotto schiaffo da tempo nell'Unione - provano a amettere a fuoco problemi e risorse del Montepiano facendo rete tra loro e cercando di rimettere in discussione gli equilibri in seno alla Comunità Montana (precarissimi da mesi) e a sbloccare il commissariamento della Riserva dei Laghi. , si legge in una nota diffusa dopo un incontro tenuto a Cantalice promosso dalla sezione locale al quale hanno partecipato le sezioni di Cittaducale, Consigliano, Greccio e Leonessa nonché esponenti diessini di Montenero, Monte San Giovanni, Poggio Bustone e Rivodutri. . Insomma, Provincia e Regione. Qualche esempio: piani di forestazione, miglioramento dei pascoli, valorizzazione dei corsi d'acqua, sviluppo turistico, sfruttamento delle energie rinnovabili, incremento dei servizi sociali>.
Roba concreta insomma. Di "campagna" ma concreta

 
 
di Alessandra Lancia

del 26 febbraio 2007

PRIMARIE DEL NOSTRO SCONTENTO

Il secondo congresso comunale della Margherita che ha certificato il passaggio di consegne tra Fioravanti e Pasquali in realtà assomigliava di più ad uno di quegli accesi "tavoli" dell'Unione andati in scena negli ultimi mesi. Il primo a "salutare" i futuri condomini del Partito Democratico è il diessino Bruno Chiarinelli che ha invitato a "superare le incomprensioni puntando sulle primarie".
Ad animare la sonnacchiosa domenica mattina della Sala dei Cordari ci pensa però Mascioletti, segretario dello Sdi, autore di un intervento di certo non etichettabile come il classico dei "saluti" dell'alleato di turno. "I Ds non hanno avuto responsabilità e hanno scaricato la loro crisi su tutta la coalizione". Mascioletti aumenta il tono, non solo quello vocale, e conferma come "a queste impostazioni non ci stiamo. No alle primarie e si alla ricerca di una candidatura unica". A dar man forte a queste dichiarazioni arriva anche l'intervento di uno che della Margherita è dirigente nazionale, cioè l'ex deputato Pietro Carotti: "c'è miopia politica - attacca in apertura - mi chiedo se a qualcuno interessi solo di vincere le primarie ma non le amministrative?". Il timore è che l'Unione si avvii "verso un suicidio consapevole" e quindi arriva anche il suo no alle primarie.
A questo punto ci pensa il capogruppo al consiglio comunale Mauro Mattucci a recuperare qualche sostenitore delle primarie tra il pubblico. "A noi non piace Papalia, la sua candidatura non è splendidamente trasparente e pesa anche il conflitto d'interessi - spiega - ma è proprio con le primarie che dobbiamo mettere in risalto queste cose e far vincere Calabrese".
E proprio sulla candidatura di Calabrese, era arrivato un richiamo sempre da parte di Mascioletti, rivolto al presidente della Provincia Melilli affinché "si schieri in prima fila con Calabrese". E Fabio Melilli non l'ha presa proprio bene e non gliele ha di certo mandate a dire a mascioletti: "Stranio che proprio lui richieda una certificazione dell'unità della Margherita. Piuttosto siamo noi a chiedergli di decidere visto che non si sa dove sta". E ancora "Mascioletti"è stato fuori luogo e poco elegante " ha aggiunto Melilli che ha anche discolpato la sinistra radicale all'accusa di aver creato frizioni nell'Unione, semmai qualche e responsabilità è da scrivere ai Ds - che hanno interrotto un percorso e francamente ne siamo rimasti stupiti" ma la strada per vincere "non è certo il terzo polo" ha concluso Melilli che "è un tentativo c he non ci appartiene e che danneggia il centrosinistra. Comunque continuare con questi asti all'interno dell'Unione è pericoloso". E allora provvidenziale, a chiudere gli interventi arriva la dose di camomilla del candidato dei moderati Giosuè Calabrese che ricorda "il valore aggiunto dell'unità del centrosinistra" e ribadisce la disponibilità a correre nelle primarie.

 
   

del 21 febbraio 2007

IL CENTRO SINISTRA SCEGLIE LE PRIMARIE

Non è bastato il sondaggio ordinato dai moderati per smuovere Ds e sinistra radicale. E questo forse quelli della Margherita lo sapevano già. La scelta fatta dalla maggioranza dei mille reatini interpellati che hanno scelto Calabrese non ha commosso più tanto la Quercia e i piccoli di sinistra che erano e saranno Papalia. Quindi ognun per sé e che a decidere a questo punto, siano le primarie, non più i partiti.
E questo forse quelli della Margherita lo sapevano già. La riunione di ieri sera ha avuto finalmente il coraggio dui decidere.
Dopo tanti passaggi interlocutori che hanno mostrato un centrosinistra diviso e fermo sulle sue posizioni, il summit di ieri sera ha almeno certificato queste divisioni. Niente candidato unico da contrapporre a Emili e a quello di "Rieti Viva" nel mese di maggio (la Margherita ci ha sperato fino alla fine), ma due, forse più candidati da presentare agli elettori e simpatizzanti del centrosinistra che si sfideranno il 25 marzo nelle primarie che però sono ancora tutte da costituire. Di modalità e regole si parlerà già da oggi, ma è prevedibile che i candidati siano soltanto due: Papalia e Calabrese. Difficile pensare in questo momento a terzi incomodi, anche se lo spirito delle primarie lascia spazio potenzialmente a tutti. Papalia contro Calabrese, sinistra contro area moderata: una sfida nella sfida.
Il presidente della Sebastiani basket, avrà dalla sua Ds, Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Socialisti e Italia dei Valori. Calabrese in questo momento si porta dietro soilo La Margherita ma con ogni probabilità nelle prossime ore incasserà il si anche di Sdi e Psdi. Da oggi la politica in senso stretto farà un passo indietro lasciando spazio all'organizzazione delle primarie.
Sullo sfondo però c'è sempre il terzo polo che potrebbe trovare nuovo slancio proprio dalla decisione presa ieri sera dai partiti.

 
   

del 20 febbraio 2007

LA MARGHERITA FAVORISCE IL TERZO POLO

Si fa sempre più lacerante la contrapposizione all'interno dell'Unione tra la sinistra radicale e l'ala più moderata della coalizione sulla candidatura a sindaco di Rieti. Rischia di gettare nello scompiglio l'intero centro sinistra reatino la costituzione del terzo polo la cui lista "Rieti Viva" è in gran parte composta da soggetti provenienti o vicini alla Margherita. Ed è proprio contro quello che i Verdi chiamano "l'estremismo centrista" che indirizzano gli strali più velenosi, considerando incomprensibili e preoccupanti le dichiarazioni del presidente della Margherita Federico Fioravanti.
Le pesanti accuse lanciate da Lorenzetti sembrano lasciare poco spazio alla mediazione e colpiscono al cuore la Margherita che sin dal primo momento ha rigettato la candidatura Papalia, considerata non frutto di una condivisione unitaria ma espressione della sinistra radicale. L'insistenza di quest'ultima sul patron della Sebastiani sta gettando il centro sinistra in un vicolo cieco portando sempre più acqua al mulino del terzo polo.

 
   

del 18 febbraio 2007

NON E' LA FABBRICA DEI SOGNI, MA LA 'FABBRICA DEL PROGRAMMA'

È on line il programma elettorale di Gaetano Papalia, candidato alle primarie del centrosinistra in vista delle elezioni amministrative che individueranno il sindaco di Rieti. Il presidente della Sebastiani basket pubblica sul sito www.papalisindaco.org i punti principali del documento stilato dalla 'fabbrica del programma' come lui stesso lo definisce. E sono tanti i punti su cui mette l'accento.
A partire dalla sottoscrizione di un codice etico per tutti i candidati.

Il programma proposto dalla 'fabbrica', a cui aderiscono Ds, Rifondazione comunista, Verdi, Comunisti italiani, i Socialisti, Italia dei valori, Repubblicani europei e l'associazione Nuova Rieti, "è sin da ora - si legge - soggetto a integrazioni e modifiche suggerite dalle parti sociali e dai cittadini, individualmente o in aggregazioni associative, categoriali o professionali". Tanti i punti del documento a cominciare dalla 'macchina comunale' che dovrà occuparsi del perseguimento dell'equità fiscale nell'imposizione tributaria locale, del recupero dell'evasione fiscale, attraverso un'attenta ricostruzione delle posizioni dei contribuenti e del potenziamento dell'informatizzazione degli uffici e delle strutture comunali. Forte l'impegno nelle politiche sociali che mira allo sviluppo dei 'servizi territoriali rivolti alla prevenzione dell'esclusione sociale, allo sviluppo di una cultura solidale, alla corretta e puntuale informazione sui diritti delle persone'. Sull'università si punta a un sviluppo dell'offerta dei corsi e a una 'nuova sede adeguata'. Poi le politiche per l'ambiente 'quale volano di crescita economica generale, la difesa e il rilancio della vocazione industriale e produttiva del nucleo industriale'. Nel programma anche il centro storico come 'centro commerciale naturale all'aperto', con la "valorizzazione e utilizzazione di alcune grandi aree oggi dimesse>. Sulla viabilità torna 'il perseguimento del progetto di sviluppo della ferrovia', un tema caldeggiato negli scorsi anni dal centrodestra e abbandonato, invece, dal centrosinistra reatino e dalla giunta Marrazzo. Non manca il blog su cui lasciare messaggi e commenti a cui risponderanno i candidati. Intanto continuano gli incontri per la campagna elettorale e domani alle 20 Papalia incontrerà gli elettori nella sede della federazione dei Comunisti italiani.
 
 

del 16 febbraio 2007

MEGLIO UN CANDIDATO UNICO

Oggi ricorre il secondo anniversario dell'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. Da Presidente dei Verdi e Commissario Straordinario della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile, chiediamo a Roberto Lorenzetti quale attività verranno messe in campo.
A proposito di riserva, come ha preso le critiche degli ex consiglieri e le dimissioni di Casciani e Anselmicchio dei Ds?
"Il commissario non si nomina da solo e non si stabilisce da solo quando termina il suo mandato. Il problema non è mio. Semmai è che la nostra riserva era l'unica non adeguata alla legge regionale 29 e stiamo aspettando che, come le altre 58 del Lazio, venga trasformata in ente parco. In quel momento la Regione ristabilirà le normali condizioni, che però non vuol dire far tornare il vecchio. Per quanto riguarda i dimissionari forse posso dire che in passato hanno sbagliato a chiedermi delle cose che non potevo fare. Comunque Anselmicchio si è dimesso da un posto che non c'é. Per fare una battuta è come se io mi dimettessi da senatore". Domenica avrete il congresso di partito, cosa ne uscirà? "Sicuramente il cuore saranno le elezioni comunali. Se insieme ai partiti dell'Unione decideremo di svolgere le primarie, al nostro congresso inviteremo sicuramente sia Calabrese che Papalia, perché non sono avversari, anche se Papalia rimane il nostro candidato". L'impressione di alcuni è che il centrosinistra si avvii verso una candidatura unitaria, anche lei crede che questa ipotesi sia in vantaggio su quella delle primarie? "Non so, sicuramente se arriverà la candidatura unitaria saremo tutti più contenti, ma ancora non si può dire. Certo la possibilità in effetti c'è". Non le sembra strano che, dopo gli ultimi due anni nei quali il centrosinistra in tutta Italia ha decantato le lodi delle primarie come strumento di partecipazione e democrazia, Rieti rischi di essere l'unico capoluogo dove l'Unione non le fa? "In effetti Rieti è un po' bizzarra, diciamo che siamo in diesel. D'altronde una scomposizione del centrosinistra c'è stata in tutta Italia, ma dopo le primarie si è ricomposto tutto. Come Verdi sinceramente non capiamo questa riottosità alle primarie da parte di alcuni partiti del centrosinistra. Purtroppo a Rieti alcuni le vedono un po' come uno spauracchio, mentre noi le riteniamo un grande momento di partecipazione dei cittadini. Domani vedremo, se si individuerà un candidato piu' forte evidentemente si convergerà tutti su di lui, altrimenti ci sarà un confronto costruttivo alle Primarie".

 
 
di Marco Fuggetta

del 15 febbraio 2007

FUMATA NERA AL TERMINE DELL'INCONTRO DI IERI SERA. L'UNIONE PRENDE TEMPO SULLA SCELTA DEL CANDIDATO

.Non fa certo difetto la pazienza ai segretari dei partiti reatini dell'Unione.
Dopo una riunione fiume protrattasi fino a tarda sera, la decisione finale è stata quella di rivedersi domani con appuntamento alle ore 19.
Tre i nomi messi sul tavolo del "confronto finale" di eri sera: il solito Papalia, l'ex presidente della Provincia Calabrese e Zepponi, già proposto alcune settimane addietro dall'area socialista e rilanciato negli ultimi due giorni.
"Con tre nomi sul tavolo ce n'era da discutere" scherza ma non troppo Elena Leopardi della Margherita. "Abbiamo discusso molto e la cosa positiva è che tutti hanno espresso la volontà di andare uniti a vincere".
Quindi niente primarie e tutti dietro a un unico candidato? "Lo dico sinceramente.
Per me le due ipotesi di primarie e di candidatura unica attualmente si equivalgono - spiega Simone Petrangeli di Rifondazione Comunista. Siamo ad un 50 e 50 e venerdì si scioglieranno tutti i nodi". Venerdì dunque ultima chiamata per l'ipotesi di cavalcata unitaria>.
Frase che a qualcuno potrebbe far pensare ad un "quarto nome" che faccia l'entrata teatrale e abbracci tutta la coalizione: "no, no - conclude Petrangeli - Se decideremo la candidatura unica sarà su uno dei tre nomi attualmente in gioco".
"Ormai niente quarto uomo - ribadisce Mascioletti segretario dello Sdi, che spiega come la discussione sulla candidatura unica è ancora aperta. Ora servirà uno sforzo politico per giungere ad una convergenza, ma il discorso è stato avviato".
Chi sarà a dover sostenere lo sforzo maggiore, in senso politico, lo capirà domani sera.

 
 
di Marco Fuggetta

del 14 febbraio 2007

L'UDC APRE ALLA RICANDIDATURA DI EMILI

L'Udc provinciale "apre" al sindaco Emili. Dopo la rigidità dei giorni scorsi, molti esponenti locali del partito di Casini sembrano disposti a sedersi al tavolo del confronto con il resto della coalizione. Gli inviti rivolti al segretario provinciale Lattanti dallo stesso sindaco, dal sen. Cicolani, da Baccini e addirittura dal presidente di An Gianfranco Fini, avrebbe fatto breccia tra coloro che parlano "di difesa degli ideali e del programma dell'Udc senza però distruggere il centro-destra e consegnare la città alla Sinistra. I nostri elettori non capirebbero". "Vediamo cosa diranno oggi dal tavol