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del 28 giugno 2007 |
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"CARO EMILI, NON ENTRARE IN CASA ALTRUI"
E' solo un ricordo la foto di gruppo di
sindaco e candidati Udc con Pierferdinando Casini alla vigilia
delle elezioni: al matrimonio ratificato nelle segrete stanze
della Casa dei Valori Comuni con allegato accordo scritto
è seguito il burrascoso divorzio andato in scena in sala consiliare
la mattina dell'insediamento dell'Emili bis. E ora l'epistolario
tra il sindaco e il segretario regionale Luciano Ciocchetti
si arricchisce di un nuovo capitolo. Alla durissima nota con
cui Ciocchetti invitava Emili a non trattare con Gianni Turina
(poi diventato presidente del consiglio comunale) e Antonio
Boncompagni (chiamato in Giunta come assessore) ecco la risposta
del sindaco detective: "Sto predisponendo un'adeguata documentazione
per chiarire con dati di fatto l'intera vicenda - scrive Emili
il 21 giugno riferendosi a filmati tv con le dichiarazioni
sue e di Mauro Lattanzi - una volta ricevuta la documentazione
potrai avere chiaro il quadro e soprattutto la risposta al
quesito che tutti si pongono: "perché Eleuteri, Sabetta, Boncompagni,
Turina, Lucani, La Fiandra, Avicenna e altri sono entrati
in rotta di collisione con la struttura locale dell'Udc?"
Non intendo interferire nei fatti interni del tuo partito
ma dovendo stabilire con esso rapporti politici è naturale
che qualche interrogativo sorga spontaneo anche in me". "Caro
sindaco, il problema è proprio che hai scelto di intrometterti
in casa degli altri non rispettando il patto fatto nel tuo
ufficio prima delle elezioni né il sottoscritto in qualità
di segretario regionale - è la risposta di Ciocchetti - I
problemi interni al mio partito li conosco bene e conosco
anche quali spinte esterne sono state fatte all'Udc è un fatto
gravissimo e senza precedenti. Ti confermo che Turina e Boncompagni
sono fuori dal partito e che ho avviato le procedure statutarie
per la loro espulsione. L'Udc è all'opposizione della tua
Giunta e ci rimarrà finché non torneranno ad essere rispettate
le regole essenziali di comportamento fra gentiluomini e soprattutto
fino a quando non saranno rispettate le forze politiche, non
privilegiando le pretese dei singoli personaggi che pensano
solo agli interessi personali". E ancora in tema di foto di
gruppo: da quella dell'Emili bis scattata appena una settimana
fa due volti rischiano (loro malgrado) di essere sfumati.
Sono quelli di Gianfranco Formichetti e Marzio Leoncini, assessori
al loro quarto mandato nonostante l'articolo 23 dello statuto
comunale limiti i mandati a due. Senza più Coreco a cui rivolgersi
in ambito regionale, né autorità "terza" in aula che faccia
rispettare il regolamento, l'unica è fare ricorso al Tar.
E nonostante i costi che certo non incoraggiano la pratica,
c'è chi è già all'opera. E non esattamente dalle file del
centro sinistra.
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di Alessandra Lancia
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del 21 giugno 2007 |
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CONSIGLIO, SI RIPARTE DALLE SPACCATURE
"Che Dio ce la mandi buona", chiude il sindaco
l'intervento programmatico perché quel che passa l'aula consiliare
è quello che è. Più mugugni che sorrisi, ben 11 assessori
a contendersi deleghe, 14 voti appena per eleggere il presidente
del Consiglio (Gianni Turina), Udc fuori dalla maggioranza,
il gruppo di An prossimo all'implosione e Paggi che smania
per dimostrare che il centro sinistra sì, merita di stare
all'opposizione "presuntuosi come sono", ma non lui. Il lato
B del disco Emili comincia esattamente com'era finito il primo,
con il sindaco che nel dettare la linea si attiene scrupolosamente
all'ordinaria amministrazione - concedendo però un campus
per i giovani e due settimane l'anno di Festival di Rieti
di arte varia - undici assessori pigiati sui banchi di Giunta
a ritagliarsi le deleghe per riempire scatole altrimenti vuote
come le definisce Simone Petrangeli e intorno un consiglio
comunale che si trasforma subito in terreno di scontro. Per
carità, sulla politica o sulle idee non c'è guerra - come
piacerebbe invece agli ex ragazzi del "Teseo Tesei" ("Guardateci
- dice Antonio Emili di sé, di Alessandro Stazi e Giovanni
Rositani - siamo noi la nuova classe dirigente") - qui e adesso
solo guerriglia di posizione vista l'abbondanza di soldati
auto-promossi colonnelli ma senza truppe al seguito. La cronaca:
ad aprire la seduta è Giosuè Calabrese ("ne sono facoltato",
in quanto consigliere più votato) per la convalida degli eletti
e le operazioni di voto per il presidente del consiglio. La
pausa per cercare soluzioni condivise non porta a nulla: dall'urna
di vetro usciranno ben 16 schede bianche, 2 nulle, 6 voti
per Moreno Imperatori, 1 per Mauro Lattanzi, 1 per Paolo Tigli
e 14 per Gianni Turina. "Alla vince Bianca?" si ironizza in
aula. No, il presidente è Turina, non importa se più dimezzato
di così non si può: l'unico davvero contento è il figlioletto
Andrea che corre a fotografare il papà che si siede dietro
al sindaco. Più tardi sommessamente sarà Paolo Tigli a sollevare
dubbi sulla bontà dell'elezione vista "la maggioranza scheletrica"
rimarcata anche da Calabrese: problema più politico che formale
ma con Ivano Paggi che si erge a fustigatore dell'Unione (a
lui piacerebbe tanto fare presidente della Commissione lavoro),
Bigliocchi che prende le distanze dal centro sinistra , Marroni
dal centro (insomma, dai Ds) per stare più a sinistra, l'unico
che veramente infierisce sulla maggioranza è Mauro Lattanzi,
che con disciplina militare schiera l'Udc all'opposizione
e annuncia l'espulsione di Turina e Antonio Boncompagni, scesi
a patti con Emili. "Lei sindaco, non ha più la maggioranza
in città visto che non può più disporre del 5% dell'Udc e
neppure in questa aula, viste le 16 schede bianche della prima
votazione". Unica consolazione per questo centro destra è
avere di fronte questo centro sinistra: perché se è vero quel
che dice Calabrese ad Emili - "Stavolta poteva osare, non
l'ha fatto: non cogliamo alcuna tensione al cambiamento, solo
una normalità inerziale" - è vero pure che fanno altrettanto
i colleghi di minoranza. Sulla presidenza del consiglio, per
esempio, a voler per davvero osare si poteva fare qualcosa
di più che proporre Pierlorenzo Scacciafratte e poi ritirarsi
in ordine rigorosamente sparso. Chi si prepara a marciare
a ranghi serrati sono gli ex ragazzi del "Teseo Tesei", Emili,
Rositani e Stazi: primo atto il rifiuto di presidenze e incarichi
("qui dentro non vogliamo lottizzazioni e spartizioni"), altre
mosse verranno nei prossimi giorni. Distinguo anche da Moreno
Imperatori - "Ci aspettavamo più ricambio in Giunta: la voterò
ma aspetto la prova dei fatti" - e da Claudio Valentini, eletto
nella fila della Lista Civica perché rifiutato da An nonostante
la sua lunga militanza romana. "Invece eccomi qua" manda a
dire Costini. E non solo a lui.
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di Alessandra Lancia
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del 20 giugno 2007 |
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DELEGHE SDOPPIATE PER GLI 11 ASSESSORI
Emili bis al debutto, ma su un vestito non
proprio nuovissimo (3 su 11 le matricole in Giunta), c'è già
il primo strappo. E' quello dell'Udc di Mauro Lattanzi, lasciato
solo dai suoi due ex amici Gianni Turina e Antonio Boncompagni
uno pronto a salire alla presidenza del consiglio, l'altro
in Giunta per occuparsi finalmente di acqua (e contestualmente
di ambiente e aiuole) - ma non dal segretario regionale del
partito Luciano Ciocchetti. In una lettera inviata ieri pomeriggio
al sindaco, Ciocchetti ha ribadito "che i signori Boncompagni
e Turina non hanno titolo alcuno a parlare a nome del partito,
né di sottoscrivere accordi in nome e per conto dell'Udc"
pertanto stringere patti con loro significa "stravolgere le
regole democratiche e di rispetto tra partiti alleati". Se
dunque ciò accadesse, "Turina e Boncompagni sarebbero espulsi
dall'Udc e il partito farebbe opposizione all'attuale maggioranza"
riservandosi di fare altrettanto alle Provinciali. Boncompagni
- che solo ieri pomeriggio è stato chiamato dal sindaco e
che glissa sull'assessorato - fa spallucce: "Sarà il caldo
che fa parlare così Ciocchetti, e lo stesso vale per Lattanzi:
da iscritto all'Udc aspetto che sulla mia posizione si pronuncino
i probiviri, da consigliere eletto mi sarei aspettato almeno
una telefonata dal segretario. Ma siccome io sto a disposizione
del sindaco, continuo nel mio impegno per la città nei temi
che mi sono congegnali, primo fra tutti l'acqua". Stamattina,
insomma, salvo colpi di scena, Boncompagni poserà per la folto
di Giunta, debuttando insieme agli azzurri Giuseppe Diana
e Lidia Nobili. Con loro i veterani Marzio Leoncini (Nuova
Dc) - "Per me l'Urbanistica rappresenta un banco di prova"
- e Gianfranco Formichetti (Lista Civica) alla quarta esperienza,
Ettore Saletti (Pri), alla seconda ma solo per stare alla
seconda Repubblica, e i riconfermati Enrico fittoni, Antonio
Perelli e Chicco Costini di An e Giuliano Sanesi e Daniele
Fabbro in Forza Italia. Un assetto già noto, meno che per
le deleghe con cui Emili ha provato fino in ultimo a contendere
i delusi e puntellare gli equilibri. Pochi, troppi 11 assessorati,
con incarichi talvolta sdoppiati per farci star dentro tutti?
Le condizioni di Emili certo non erano queste. "Otto assessori
al massimo e scelti da me, non in base alle velleità personali
e neppure al numero delle preferenze ma solo in relazione
alle necessità della città e alla capacità dei singoli", aveva
dichiarato al Messaggero il 4 gennaio, appena rimesso piede
in Municipio dopo l'intervento chirurgico del mese precedente
annunciando la sua disponibilità a ricandidarsi. "Nel 2002
pensando di riequilibrare la situazione ho dato spazio ai
partiti o a quel che ne resta: uno sbaglio che non rifarei".
Sbaglio o no, è quel che è successo, nonostante Emili abbia
centrato l'altra previsione fatta quella mattina: quella di
essere l'unico in grado di portare il centro destra alla vittoria
sin dal primo turno. Prendendo per giunta più voti dell'intero
centro destra messo insieme. Magari una ragione in più per
osare. Magari.
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di Alessandra Lancia
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del 20 giugno 2007 |
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NUOVO CONSIGLIO, VECCHIA GIUNTA
Squillerà alle 10 la campanella del dg Morelli:
seduta di forma e di sostanza la prima del consiglio comunale
seconda dell'era Emili. Di forma innanzitutto perché trovino
il loro posto in sala i 40 consiglieri eletti in prima battuta
e gli 11 assessori a scorrere nelle liste del centro destra
a rimpiazzare gli assessori chiamati in Giunta dal sindaco.
Nomi e faccette semi nuove- le trovate in alto e con i 16
debuttanti, 12 nel centro destra (e tra loro Antonio Emili,
figlio di Lorenzo, e Giovanni Rositani figlio di Guglielmo)
e 4 nel centro sinistra, i 24 veterani del consiglio - donne
al minimo sindacale - Zelinda De Marco per Forza Italia, Anna
Maria Massimi per l'Ulivo - ma che con Lidia Nobili ritrovano
un posto in giunta (dopo la fugace apparizione di Albertina
Ciferri nella prima Giunta Cicchetti nel 1994) e prima prova
del voto al buoi, quella dell'elezione del presidente del
Consiglio Comunale. Con l'Udc di Mauro Lattanzi formalmente
all'opposizione la poltrona che fu della Nobili dovrebbe passare
a Gianni Turina ma quel che il sindaco offre (e l'esponente
di An, ora ex anche dell'Udc accetterebbe) deve avere il placet
dell'aula. Placet che nel 2002 fu negato a Luigi Gerbino (Fi),
che entrò presidente e si ritrovò semplice consigliere. A
questo punto la scena sarà tutta per il sindaco: al giuramento
farà seguito la comunicazione della Giunta (la lista degli
11, pure nota da giorni, solo stamattina avrà il crisma dell'ufficialità)
e il discorso programmatico. Guardando al futuro gli argomenti
non mancheranno; saldo invece fin qui negativo tra quanto
via via annunciato e promesso da Giuseppe Emili in campagna
elettorale e quanto realmente mantenuto in ordine all'assetto
della squadra: "Nel 2002 muovendo dal presupposto che più
teste ragionano meglio di una sola, lasciai che fossero i
partiti a dettare le regole. Stavolta la danza la conduce
il sindaco in quanto a numero degli assessori, deleghe e uomini"
aveva dichiarato al Messaggero il 4 aprile scorso. C'era da
capirlo, dopo l'estenuante lotta fratricida nella Cdl che
aveva visto sfilarsi assessori e partiti dalla Giunta e fatto
più volte sbottare il sindaco contro "i dilettanti allo sbaraglio".
Ma premiati dall'elettorato ciascuno ha avuto la sua ricompensa,
meno il centro sinistra, incerto se leccarsi le ferite o far
storicamente finta di niente. Paolo Bigliocchi, da buon medico,
dice che no, "la quarta sconfitta ha del patologico" quando
invece si vuole "normalizzare tutto. Noi da questo centro
sinistra prendiamo le distanze, senza nemmeno metterci in
fila come soldatini di piombo dietro a generali incapaci di
guidare le truppe". Il riferimento deve essere all'ammassamento
pomeridiano dei consiglieri eletti convocato da Gaetano Papalia
ieri nella saletta del Quattro Stagioni appena liberata dai
tifosi della Sebastiani. All'appello mancano vistosamente
solo Bigliocchi e Ivano Paggi - anche lui oggi in consiglio
promette sfracelli, epigono di Moreno Imperatori, che farà
lo stesso per il centro destra - il resto dell'Unione c'è
tutta. Se poi la sfilata in aula sarà un coordinato o un pret
a porter si vedrà. Papalia farà gruppo insieme a Massimo Petrongari
con la sua Lista civica. "Nuova Rieti"; nell'Ulivo guida Giosuè
Calabrese, ma all'appello del sindaco sconfitto non mancano
neppure Giampiero Marroni, in solitaria con la "Sinistra democratica",
e Simone Petrangeli di Rifondazione. Anche l'Udeur, con Maurizio
Vassallo, apprezza lo sforzo di sintesi fermo restando che
se è difficile fare squadra quando si governa, marciare uniti
all'opposizione può diventare una chimera. La vera novità
di questo consiglio semmai è la presenza di un "terzo" soggetto,
più che polo Paolo Tigli, che con "Rieti viva" si era posto
in alternativa sia al centro destra che al centro sinistra.
Dal 1990, anno della sua ultima elezioni in consiglio comunale,
sono passate dunque tutta da inventare quella di Tigli, dato
ad un certo momento in corsa addirittura alla presidenza del
Consiglio. In aula entra però da semplice consigliere. Si
vedrà se davvero insieme tutto è possibile.
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di Alessandra Lancia
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del 19 giugno 2007 |
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DELEGHE SDOPPIATE PER GLI 11 ASSESSORI
La più leggera e leggiadra è Lidia Nobili
(FI), che dall'auditorium (la chiama così) col sindaco Emili
esce poco dopo l'una con la delega della Cultura nella borsetta.
Ma senza dilagare a Teatro e nei Musei (e nemmeno nella Danza)
sui quali continuerà a regnare Gianfranco Formichetti (all'anno
XIII). Dovranno badare a dove e come si muovono anche Daniele
Fabbro e Chicco Costini per l'altra delega "in tandem" dell'Emili
bis ovvero i Lavori Pubblici: all'assessore di Forza Italia
andrebbero quelli di piccola taglia, al presidente di An le
grandi opere (e con quelle l'Università). Giuliano Sanesi
(FI) riparte invece esattamente da dove aveva lasciato, ovvero
dalla stanza di vice sindaco con delega a Sport e Turismo
e lo stesso fa Enrico Fittoni (An), silenzioso ma evidentemente
operoso assessore al Personale, ed Ettore Saletti (Pri), al
quale invano hanno provato a sfilare i Servizi Sociali. Gongola
Marzio Leoncini (Nuova Dc), indicato dal sindaco Emili come
l'unico vincitore delle elezioni (insieme a lui), che conquista
l'Urbanistica con grave scorno di Forza Italia. Assai soddisfatto
anche Antonio Perelli (An) che dal famigerato Bilancio (ceduto
di slancio al neofita azzurro Giuseppe Diana) passa alle Attività
Produttive che furono di Anibaldi ma tiene per sé i rapporti
con Asm e Sogea e il contenzioso. Continua a restare vuota
la casella riservata all'Udc, con il sindaco che triangola
disinvoltamente con Gianni Turina e Antonio Boncompagni, meno
evidentemente con il segretario provinciale Mauro Lattanzi
che gli manda a dire per iscritto di non trattare con Turina
("dimostri di avere a cuore gli interessi della città e non
quelli di qualche individuo che in più di un'occasione ha
dimostrato di prediligere scelte personali a scelto di partito")
e che "la frustrazione di aspettative non soddisfatte penalizza
il partito e i candidati e crea i presupposti per malcontenti
difficilmente gestibili in futuro". Ad Antonio Boncompagni
(che farà gruppo consiliare a sé) Lattanzi ricorda invece
che "alla luce dello Statuto la direzione provinciale ne ha
dichiarato la cessazione dell'appartenenza al partito, dandone
comunicazione agli organi superiori". Boncompagni, va da sé,
ribadisce la sua fedeltà all'Udc e alla causa: lui "lavora
per la città". Basta chiedere. Di tempo certo ne è rimasto
pochino: oggi Emili ufficializzerà le deleghe così da riferirne
domani in consiglio. Consiglio che si annuncia comunque ricco
di sorprese. Intanto, con la Margherita reatina al momento
senza coordinatore, a Roma Pietro Carotti tiene le posizioni.
Ieri è stato rieletto alla presidenza del consiglio federale
dei probiviri, incarico che gli assicura un posto nella direzione
nazionale del partito..
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di Alessandra Lancia
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del 18 giugno 2007 |
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ASSESSORATI, RESTA L'INCOGNITA DEI "LAVORI
PUBBLICI"
Questa mattina gli undici assessori indicati
dal sindaco Emili saranno chiamati a firmare l'accettazione
ufficiale. Dovrebbero essere Sanesi, Fabbro, Nobili e Diana
per Forza Italia, Fittoni, Perelli e Costini per An, Leoncini
per la Dc, Saletti per il Pri e Formichetti per la Lista Civica.
Restano un'incognita le nomine dell'Udc, visto che all'interno
del partito di Casini è scoppiata l'ennesima guerra fratricida.
Da una parte c'è la corrente di Maselli, dall'altra il resto
del gruppo. Il primo risultato eclatante è stata l'uscita
di Antonio Boncompagni dal gruppo, in rotta di collisione
con Mauro Lattanzi, Turina e Beccarini,. Così l'Udc è ancora
più indebolito nei numeri e oltre un assessorato e il presidente
del consiglio difficilmente riuscirà ad andare. Emili ha parlato
a lungo sia con il segretario provinciale Lattanzi che con
il referente regionale Ciocchetti. A tutti e due ha chiesto
il massimo impegno per ricomporre le loro fratture interne.
Uno scenario realistico potrebbe essere, alla fine, Boncompagni
assessore, Turina presidente del consiglio comunale e Lattanzi
investitura prestigiosa top-secret. Così stanti le cose tramonterebbe
in modo definitivo (almeno per ora) l'ipotesi dell'ingresso
Tigli. "Guardate, ne sto leggendo tante ma preferisco non
commentare per non creare casi - ha detto Emili - ho comunque
le idee chioare e le ho illustrate ai diretti interessati
e ai partiti. Di sicuro inseguo la riduzione degli stipendi
e delle spese assessorili e l'introduzione di deleghe innovative
per dare maggiore slancio a Rieti capoluogo". Emili ieri ha
limato le ultime questioni e ha concordato con il segretario
generale Morelli l'appello degli assessori pwer questa mattina.
La vera novità dell'ultima ora potrebbe riguardare i lavori
pubblici. Il sindaco infatti, potrebbe trattenere a sé la
delega per meglio controllare tempi e modi dei progetti, dei
cantieri e del funzionamento degli uffici tecnici.
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di Paolo Di Lorenzo
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del 14 giugno 2007 |
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GIUNTA A 12 PIU' TIGLI
Stando alle indiscrezioni che arrivano da
Piazza del Comune la quadratura del cerchio per il Sindaco
Giuseppe Emili è ormai a portata di mano. L'incontro (quasi)
risolutore in programma per la serata di ieri è stato posticipato
ad oggi pomeriggio alle 15 ma la nebbia intorno alla nuova
squadra per l'Emili-bis sembra si stia diradando. "Radio-giunta"
ieri parlava di una soluzione a 12 con una riduzione degli
stipendi per gli assessori che permetterebbe la famosa "riduzione
dei costi". Dunque, se venisse confermata l'accettazione da
parte di Emili della proposta di riduzione delle indennità
avanzata da Forza Italia, lo scenario immaginabile configurerebbe
una giunta composta da 4 azzurri, 3 di An, 2 Udc, e 1 a testa
Dcpa, Pri e Lista Civica. Tutto è nelle mani del Sindaco e,
comunque, qualcuno non esclude che Emili in cuor suo stia
ancora cercando un modo per comporre il puzzle con sole 10
pedine; tale ipotesi però creerebbe problemi all'interno di
Forza Italia, dove uno dei big rimarrebbe certamente fuori,
e in An, che si lacererebbe ancor di più tra la fazione che
vuole due soli assessori per non gratificare Costini e lo
stesso presidente provinciale che per voti raccolti e ruolo
ricoperto aspetta la riconferma. Dunque l'ipotesi a 12 sembra
quella che, oggettivamente, potrebbe consegnare maggiore tranquillità
alla coalizione di governo e, inoltre, permetterebbe di rendere
reale quella che era solo una voce circolata nell'ultima settimana.
Pare, infatti, che nelle ultime ore il rispetto reciproco
e la volontà di "lavorare per il bene di Rieti" declamati
tanto dalla Cdl quanto da Rieti Viva, si stiano concretizzando
in un ruolo per il candidato terzopolista Paolo Tigli. La
composizione di una giunta a 12 permetterebbe di assegnare
due assessorati all'Udc e questo faciliterebbe la nomina di
Paolo Tigli al ruolo di Presidente del Consiglio superpartes,
carica che nell'ipotesi di giunta a 10 sarebbe saldamente
nelle mani dell'Udc per via di un accordo pre-elettorale.
Paolo Tigli, stando alle voci, sarebbe anche disposto ad accettare,
ancor più convintamente nel caso in cui dovesse ottenere il
voto favorevole anche del centrosinistra o almeno di una parte
di esso. Oggi, però, siamo ancora agli scenari. Domani, forse,
si avranno le certezze.
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di Marco Fuggetta
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del 12 giugno
2007 |
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TIGLI, SPUNTA LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
Assessorati a quota 10 e un presidente del
Consiglio comunale che più super partes non si può, Paolo
Tigli, eletto nelle file dichiaratamente terzopoliste di "Rieti
Viva". Rumors e desiderata del sindaco Giuseppe Emili in una
settimana chiave ora per la formazione della Giunta, nei prossimi
cinque anni per il governo della città (e dei suoi rappresentanti
eletti in consiglio comunale). Questo mentre il centro sinistra
si ritrova con l'Ulivo capitozzato della Margherita e con
attenzioni sempre crescenti da parte del centro destra all'esperienza
inedita di un candidato sindaco sconfitto (Tigli appunto)
che siederà in aula non come leader dell'opposizione. "La
nostra posizione è quella ribadita nei giorni scorsi dal portavoce
di Rieti Viva Stefano Rossi" chiarisce Tigli. Testuale, "che
in un'ottica di servizio alla Città non c'è alcun interesse
specifico alla corsa alle poltrone ma che, in ogni occasione,
si condurrà un'opposizione corretta, costruttiva e propositiva
perché si faccia una politica per il benessere di tutti".
Ma che tra Tigli ed Emili i rapporti siano particolarmente
"distesi" è un fatto, vuoi per la correttezza tra i due durante
la campagna elettorale, vuoi per le successive congratulazioni
con l'eletto, altrove magari naturali, a Rieti con quello
che si è visto e soprattutto sentito un po' meno. "Da parte
nostra nessun passo né altro verso il centro destra: la nostra
neutralità non può essere scambiata con accondiscendenza.
L'auspicio semmai è un altro - dice Tigli - e cioè che il
consiglio comunale recuperi una sua agibilità e il livello
di qualità che gli è proprio". Dopo di che sarà difficile
lasciarlo in mano a lui: Mauro Lattanzi, che per il buon vivere
in Giunta sembra pronto a rinunciare al secondo degli assessorati
per l'Udc pure messi nero su bianco prima del voto da Emili,
di lasciare anche la presidenza del Consiglio comunale non
ci pensa proprio. Quanto all'abbandono del gruppo da parte
di Antonio Boncompagni allarga le braccia :"Difficile stargli
dietro". Un po' come l'acqua: scivola. Quello che non passano,
invece, sono le "ruggini" per usare un eufemismo che intaccano
Forza Italia e An. I problemi maggiori continuano a stare
lì, e se Emili ripete ai "piccoli" della coalizione che 10
per la Giunta sarebbe il numero perfetto perché la città capirebbe
e apprezzerebbe lo sforzo di "sobrietà" e di rispetto delle
promesse della vigilia, la matematica dice tutt'altro. Perché
4+3+2+1+1+1 dice 12 proprio come nel 2002 e chissà se l'esperienza
tumultuosa di questi 5 anni, la promessa di tenere i partiti
un passo indietro e per sé l'ultima parola spingano Emili
al bel gesto di decidere davvero, forte del secondo mandato
conquistato con più voti di una coalizione largamente in perdita.
Però rinunciare al quarto assessore aprirebbe FI come un vaso
di Pandora, sacrificare Costini (terzo assessore di An) agli
(in)desiderata di Rositani significherebbe precipitare An
nella guerriglia intergenerazionale. E se non bastassero i
giovani a chiedere spazio vitale, ci sarebbe anche il regolamento
comunale che all'articolo 23 vieta il terzo mandato agli assessori.
Lettera morta è stato nel 2002 (con Formichetti e Leoncini
riconfermati) e tale probabilmente sarà adesso con gli stessi
in corsa senza rivali nei rispettivi partitini. "Piccolo è
bello", diceva De Rita. O per lo meno conviene.
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di Alessandra Lancia
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del 10 giugno
2007 |
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MARGHERITA IN AFFANNO, DS DIVISI
"Ho creduto in buona fede che il congresso
avesse consacrato l'unità sostanziale del partito: oggi devo
constatare che il vero congresso si è svolto durante le elezioni,
con una rincorsa al successo personale con sacrificio di uomini
e di idee. E se continuo a guardare con speranza al Partito
democratico constato la lontananza della Margherita dal mio
modo di vedere la politica: perseverare ancora in questa dicotomia
significherebbe non fare chiarezza sulla condizione del partito
e pregiudicare la formazione del nuovo partito: perciò ho
deciso di rassegnare le mie dimissioni immediate e irrevocabili
sperando di favorire chiarezza e assunzione di responsabilità
da parte di tutti". Sono alcuni passaggi di un intervento
sincero e appassionato con cui Elena Leonardi ha motivato
la sua scelta di lasciare la segreteria del partito ma non
l'attività politica: dimissioni date, insomma, non pretese
dalla direzione, anzi. Ma non c'è stato verso di scongiurare
l'epilogo di una crisi - tra l'ala di Fabio Melilli di cui
la Leonardi era espressione e gli amici di Giosuè Calabrese
- che il congresso aveva risolto alla vecchia maniera con
accordi romani durati lo spazio di una campagna elettorale.
Tempo di chiarezza e di conseguenti separazioni anche in casa
Ds: "Forti di un 24% di voti al congresso che ha fatto della
mozione "Mussi" della federazione di Rieti la prima nel Lazio
abbiamo vissuto come una forzatura la campagna elettorale
con la lista dell'Ulivo - ha detto ieri mattina in conferenza
stampa Giampiero Marroni presentando il movimento della "Sinistra
democratica" - Per cui adesso, liberi da vincoli, siamo qui
non per fare l'ennesimo partitino ma per metterci al servizio
di una ricomposizione della sinistra. Il 23 giugno daremo
vita agli organismi dirigenti, interlocutori privilegiati
partiti (Rifondazione, Comunisti italiani, Sdi, Verdi) e associazioni".
In verità con Rifondazione un tentativo di fare causa comune
alle elezioni c'era stato, ha rivelato l'ex senatore Angelo
Dionisi (col fratello Americo, Franco Proietti, Elisabetta
Celestini tra gli aderenti Sd) ma è caduto per il loro rifiuto.
Sbaglia però chi pensa che le divisioni siano solo tra gli
sconfitti: in An Antonio Cicchetti dice "Spero che il sindaco
abbia la forza di fare quello che ha promesso, ovvero di decidere
in autonomia" - i ragazzi di "Area" entrano invece in campo
a favore di Chicco Costini, la cui conferma all'assessorato
sarebbe naturale. "Se invece fosse vera l'indiscrezione circa
un veto politico posto dall'onorevole Rositani, sarebbe un
vecchio modo di fare politica basato sull'arroganza"
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di Alessandra Lancia
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del 7 giugno 2007 |
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ASSESSORI, IL PATTO DELL'UDC CON EMILI
Ieri sera il conviviale alla "Foresta" del
sindaco Emili con i 24 consiglieri di maggioranza, stasera
l'aperitivo tra i maggioranza, della coalizione, con una Casa
dei Valori Comuni alla sua vera prova su strada, ovvero la
distribuzione di assessori e presidenze. Il dato nudo e crudo
dei voti-con Forza Italia che ha perso il 4,2% e An il 3,6%
- invece di ammansire i due partiti leader della coalizione
ha aperto al loro interno un vaso di pandora che rischia di
venare non solo la Giunta ma anche gli assetti in consiglio.
Dentro An solo gli assessorati Tittoni e Perelli mettono tutti
d'accordo: su Costini c'è un fronte trasversale che sembra
inespugnabile, su Emili jr dovrebbe invece reggere il dettato
normativo che vieta la "coabitazione" in Giunta a parenti
in linea diretta. In Fi viceversa sarebbe l'eventuale calo
di assessorati da 4 a 3 ad aprire divisioni: sopra alla soglia
dei 400 voti sono giusto in 4 (Sanesi, la Nobili, Diana e
Fabbro) ma se è questa la rosa offerta al sindaco avrà di
che pungersi. C'è poi l'Udc, con Lattanzi che medita di andare
all'incontro di stasera col segretario regionale Cicchetti:
ci sarebbe infatti un impegno preso da Emili prima del voto
in base al quale alla riconferma dei 3 consiglieri sarebbe
seguita l'assegnazione di 2 assessorati e della presidenza
del consiglio. Vai a pensare che l'Udc, dilaniato dagli abbandoni
e dalla perdita del 2% dei voti, con i resti abbia tenuto
le posizioni. Ora bisogna vedere se terranno i patti. La serata
si annuncia invece tranquilla per Marzio Leoncini e Ettore
Saletti. Un po' meno per Gianfranco Formichetti. Intanto alle
18.30 in via Pennina 8 ai cittadini che "vogliano partecipare
direttamente al programma di impegno politico "obbiettivo
Ics" per allacciare un rapporto diretto fra Comune e territorio".
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del 4 giugno 2007 |
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PER EMILI FESTA SI MA BAGNATA
Festa bagnata, festa fortunata. Imperterriti
davanti a una pioggia invernale che non ha fatto sconti a
nessuno, ieri pomeriggio come da programma i fans del sindaco
Emili lo hanno festeggiato per la sua riconferma alla carica
di primo cittadino. Porchetta, amatriciana, cocomero, vino
e musica hanno trovato riparo sotto un paio di tendoni alzati
davanti ai portici del Municipio che hanno fatto la loro doverosa
parte di accoglienza istituzionale. I sostenitori del sindaco
appena riconfermato sono arrivati nonostante il cattivo tempo
perché non potevano far mancare la loro presenza e i loro
applausi a "Peppe". Ombrelli, impermeabili, scarpe invernali
e via verso piazza del Comune per non deludere le aspettative
di chi aveva già rinviato (in un primo momento la festa doveva
esserci venerdì 1 giugno) l'appuntamento causa maltempo. Ma
il tempo si sa, segue regole diverse da quelle dei partiti
politici e ieri di nuovo, ci ha messo lo zampino. Niente paura
però, il brindisi al nuovo mandato di Emili è stato fatto
lo stesso. Non sono mancati all'appello l'onorevole Guglielmo
Rositani, Giacomo Passarani e Claudio Miliardi ovvero il mago
della campagna elettorale del sindaco rieletto. Eppoi tante
donne, di tutte le età, e di un solo credo. A ravvivare la
scena in tono minore per la pioggia, i manifesti che Emili
ha voluto per ringraziare la città. "Oggi tutto è possibile"
recitano a caratteri cubitali e poi "Grazie Rieti". E ancora
le parole di soddisfazione di Emili cui hanno fatto eco lunghi
applausi. Poi tutti sull'amatriciana e la porchetta.
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del 1 giugno 2007 |
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FORZA LIDIA: "GLI ASSESSORI LI DECIDIAMO
NOI"
Aspettando la festa in piazza - forse nel
tardo pomeriggio di oggi se il tempo lo consentirà, diversamente
domenica - al sindaco Giuseppe Emili con gli auguri per quanto
fatto continuano ad arrivare messaggi sul da farsi. Lidia
Nobili a passare per la guastafeste della situazione, non
ci sta: "Col sindaco rapporti cordialissimi, non mi risultano
veti sul mio nome da parte sua anche se…". Anche se? "I consensi
ci sono, l'esperienza politica pure per non dire del tempo
e della disponibilità: insomma ho le carte in regola per un
ruolo di rilievo". In Giunta? "Quattro posti avevamo e quattro
contiamo di riaverne. E sopra la soglia dei 400 voti siamo
in quattro". Non tutti però sono così sicuri di ritrovare
il loro posto in Giunta: con Roberto Alunni precipitato sotto
i 300 voti, anche Daniele Fabbro teme esclusioni se il numero
degli assessori azzurri da 4 dovesse scendere a 3. A quel
punto, con l'inarrivabile Giuliano Sanesi assiso sulle sue
705 preferenze e l'intoccabile Giuseppe Diana che già si vede
assessore al Bilancio, resta in pista proprio Lidia Nobili
- ma una cosa deve essere chiara: che a decidere su presenze
e nomi sarà il direttivo di Forza Italia. Siamo pur sempre
il primo partito della coalizione e non tollereremo interferenze
né consentiremo ad altri di venire a prendere decisioni in
casa nostra". Emili è avvisato. Altri avvisi per altre case
più o meno comuni: la "Sinistra democratica" di Fabio Mussi
comincia ad attecchire in Sabina (ieri sera una riunione a
Monopoli col coordinatore regionale Angelo Fredda) ma è a
Rieti che il coordinatore provinciale Giampiero Marroni si
prepara a mettersi in proprio. Dove? In consiglio comunale,
naturalmente, con l'Ulivo destinato a perdere un rametto.
Per non dire dei petali persi della Margherita: ancora di
vertici e analisi del voto non si parla ma col Partito Democratico
impantanato a livello nazionale si rinfocola la rabbia di
molti per l'esperimento unitario fatto alle amministrative.
C'è chi si consola pensando a quel 28% dell'Ulivo raccolto
nelle Circoscrizioni, dove forse la pressione dei candidati
era meno forte e ha vinto il richiamo del simbolo. Ma è anche
chi ricorda che quando si decise di andare con una lista unitaria
il candidato sindaco Gaetano Papalia fu sul punto di sfilarsi.
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di A.L
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del 30 maggio 2007 |
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PAPALIA SFOGA L'AMAREZZA
Il day after è ancora più amaro. E' fatto
di analisi seggio per seggio, sezione per sezione alla ricerca
dei voti che sono mancati. Un po' per metabolizzare e digerire
la sconfitta decretata alle urne. "Si tratta di un voto condizionato
dalle promesse clientelari fatte dal centrodestra negli ultimi
mesi". Sono le 19 di ieri e Gaetano Papalia commenta i dati
definitivi delle elezioni che lo hanno visto fermarsi al 43,60%.
Niente ballottaggio che era poi il vero obiettivo del centrosinistra
e del suo candidato. "Facendo un'analisi territoriale sulle
sezioni - dice Papalia - il centrodestra ha preso voti dove
in teoria doveva essere bocciato. In quelle frazioni dimenticate
per anni che, stando invece ai risultati, non hanno dato un
giudizio sull'operato dell'amministrazione". "Il consenso
- continua - con ogni probabilità è stato condizionato dall'azione
clientelare del Comune". Il candidato dell'unione aveva scommesso
nel ballottaggio perché "all'uno contro uno le mie idee avrebbero
avuto la meglio". Ma gli elettori hanno voluto altro. Ora
bisogna guardare al futuro. Siederà nei banchi dell'opposizione?""non
ho ancora deciso, quello è ruolo più politico, deciderò insieme
ai partiti della coalizione". E la Sebastiani? "Una cosa è
certa - tuona Papalia - l'avventura in serie A si potrà affrontare
solo se gli enti locali riusciranno a garantire introiti pari
ad un milione di euro o, in alternativa, se si farà avanti
qualcuno che mi affiancherà nella gestione. Aspetterò fino
al 15 giungo, poi si vedrà. In ogni caso, qualcuno dovrà pur
rispettare le promesse elettorali".
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PAOLO TIGLI SODDISFATTO SOLO DEL SUCCESSO
PERSONALE
Paolo Tigli non nasconde una certa delusione
per i risultati ottenuti dalla lista Rieti Viva che, i dati
ufficiali, attestano al 3,155%. Un po' poco per chi era convinto
non solo di racimolare più voti (le prime proiezioni davano
la lista civica al 5%) ma anche e soprattutto di poter giocarsi
altre carte importanti nell'eventuale ballottaggio. Così non
è stato e allora si guarda, anche con un pizzico di recriminazione,
al responso delle urne. "La delusione senz'altro c'è - esordisce
Paolo Tigli, candidato a sindaco per la Lista Civica Rieti
Viva - anche se a livello personale le cose non sono poi andate
così male (1.153 preferenze). Certo l'obiettivo era quello
di attestarsi intorno al 5% ma alla fine c'è stato un ridimensionamento
quasi "fisiologico". Alla vigilia delle elezioni ci era stato
rimproverato che la nostra lista avrebbe finito con il favorire
in qualche modo il centro destra ma, guardando come sono andate
le cose questo non è accaduto anzi, è successo l'esatto contrario".
Paolo Tigli poi, cerca di trovare un perché alla sconfitta
del centrosinistra. "Onestamente la vittoria della Casa della
Libertà non è stata così eclatante come la si vuol far passare
visto che i partiti più grandi (Fi e An) hanno perso moltissimi
consensi. Nel centrosinistra invece, è accaduto il contrario:
a perdere voti sono stati soprattutto quei partiti (Verdi,
Prc e Comunisti italiani) che avevano rivendicato e quindi
"imposto" a tutta la coalizione la candidatura di Gaetano
Papalia. Qualcosa vorrà pur dire".
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di Lu.Spa
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MALE AN E ULIVO, BENE LA NUOVA DC
Il giorno dopo le elezioni si sprecano i
commenti da una parte politica e dall'altra. Per An, "nel
Lazio è una Caporetto, dove si sommano le tessere ma si perde
una valanga di voti, a furia di epurazioni ed espulsioni".
E' questo il commento di Fabio Sabbatani Schiuma, presidente
del gruppo Indipendente-Misto al Comune di Roma, eletto proprio
nelle fila di An, per il quale "il presuntuoso rifiuto di
utilizzare una risorsa come Storace lo paghiamo duramente.
Nonostante gli sforzi e i comizi di Fini negli ultimissimi
giorni di campagna elettorale, regaliamo Frosinone alla sinistra
per una scelta sciagurata ed An precipita dal 17,3% delle
politiche e dal 16,8% delle scorse comunali all'11,6 di quest'anno.
A Rieti - conclude Schiuma - onore al merito a Peppe Emili
che deve però ringraziare gli alleati: An aveva il 21% alle
politiche, il 20% alle precedenti amministrative, il 16% oggi".
"Uniti si vince". Ne sono convinti i vertici di Ds e Margherita
nel loro percorso di avvicinamento al Partito democratico.
Il nuovo soggetto politico non esiste ancora, ma i numeri
di queste elezioni amministrative nei tre capoluoghi di provincia
laziali, Frosinone, Latina e Rieti, sembrano dire il contrario.
Ds e Margherita avevano ottenuto rispettivamente il 13,19%
e il 7,40% che, sommati, davano un discreto 20,59%. I risultati
di queste elezioni consegnano all'Ulivo un 16,10%, ben 4,5
punti in meno. Discorso analogo per Rieti, dove la perdita
è stata del 4,65% rispetto al 2002. L'Ulivo ha ottenuto ieri
il 19,4% contro il 24,04% registrato cinque anni fa sommando
il 14,02% dei Ds e il 10,02% della Margherita. Buona affermazione
invece, per la Democrazia Cristiana per le autonomie che cresce
in tutti i comuni: il risultato ottenuto da Marzio Leoncini
ne è la prova.
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del 30 maggio
2007 |
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PAPALIA: "ADDIO SEBASTIANI, CI PENSI EMILI"
Arrivare arriva, l'onda lunga del basket
sulla politica cittadina, ma solo a urne chiuse ed è di quelle
che squassano piazza e palazzetto: deluso da una città che
ha riaffilato le sue sorti "a questo sindaco" Gaetano Papalia
si prepara a mollare squadra e titolo. "I reatini potranno
sempre consolarsi con la Spes in C2" (la squadra allestita
dall'assessore comunale Marzio Leoncini), il commento dettato
al cronista dal candidato dell'Unione nel pomeriggio di ieri,
dopo una notte intera passata a cercare di digerire la sconfitta
elettorale. La mattina, lungi dal fugare le nubi, ha fatto
scaricare la tempesta. Sul centro sinistra è gelo: così tocca
al presidente della Provincia Fabio Melilli mandare i suoi
auguri a mezzo stampa al neo rieletto Giuseppe Emili - "Spero
che senza più l'ansia della riconferma adesso si instaurino
rapporti più fecondi con la Provincia" - ma è facile che Emili
se potesse incornicerebbe piuttosto la telefonata di congratulazione
ricevuta di buon'ora da Silvio Berlusconi, che aveva voluto
inserire anche Rieti nel suo tour elettorale scaccia-Prodi.
E torniamo allora alla politica: sugli azzurri l'effetto-Cavaliere
non c'è stato. Nonostante una lista nominalmente forte e la
forte presenza in Giunta, il partito del senatore Angelo Cicolani
ha lasciato nelle urne il 4%. Voti in parte passati con l'ex
azzurro Marzio Leoncini nella Dc per le autonomie ma non in
pieno (3,9% il risultato della lista, che dei 3 consiglieri
che aveva in aula ne ritrova 2): "Con sempre più liste a perdere
consensi non possono che essere i grandi partiti: penso a
Forza Italia ma anche ad An e soprattutto all'Ulivo - dice
Luigi Gerbino - Noi in fondo siamo quelli che abbiamo tenuto
più di tutti, perdendo un solo seggio". Sarà lo stesso in
Giunta, magari per effetto della promessa di Emili di farsi
bastare 8 assessori? "E' una vita che lo dico, non ascoltato.
Vedremo poi nel quadro complessivo degli accordi". Anche An
paga il suo tributo alla "diaspora che abbiamo partito con
molti dei nostri migrati altrove e all'assenza dell'onorevole
Rositani e dell'onorevole Cicchetti (meno un seggio a fronte
di un meno 3% di voti) - dice Chicco Costini - il voto amministrativo
comunque è così: paga il rapporto diretto, i legami interpersonali
che talvolta esulano dalla politica". E magari anche il posto
in Giunta: "Non solo il sindaco ma tutti gli assessori sono
stati più che premiati dall'elettorato (lui compreso, con
420 consensi): segno che alla gente della diatriba della Giunta
a 12 o a 10 o a 8 non interessa poi molto. Interessa che l'assessore
ci sia quando serve". Dunque An è freddino all'idea del taglio
degli assessorati? "Personalmente si, ma ho consigliato ad
Emili di agire di sua iniziativa e di non sentire nemmeno
i segretari di partito. Più che sulla Giunta metterei le mani
sulla macchina comunale: ci sono almeno 2 o 3 figure dirigenziali
che andrebbero rimpiazzate perché è lì che si decide dell'efficienza
o meno dell'amministrazione". Eppure ad avere i dati finalmente
definitivi c'è spazio anche per valutazioni più "raffinate"
oltre al dato grezzo della vittoria di Giuseppe Emili e la
sua squadra sono stati più che premiati dall'elettorato (con
il sindaco che prende 917 voti più della sua coalizione, il
vice sindaco Giuliano Sanesi al top delle preferenze con 706
voti personali) sul piano politico il centro destra perde
il 5,4%, il centro sinistra guadagna il 4,51%. "Questo conferma
gli errori strategici che ha fatto l'Unione - continua Costini
- se Papalia e Calabrese invece di schierarli alle Primarie
li avessero candidati alle elezioni forse oggi saremmo a parlare
di ballottaggio". "Le sconfitte si accettano - premette Fabio
Melilli, che sul campo ha lasciato la segretaria provinciale
della Margherita Elena Leonardi - però ragionare col senno
del poi sulla bontà delle candidature e delle scelte lascia
il tempo che trova. Certo è che il dato delle comunali conferma
il trend degli ultimi anni, ovvero che Rieti non è più una
città a stragrande maggioranza a destra". Allora davvero avete
toppato sul candidato sindaco: "Gaetano Papalia era sembrata
una novità, peraltro consacrata dal voto dei cittadini alle
Primarie. Anche secondo me Calabrese sembrava più rappresentativo…".
Alla vigilia non era parso, ma vabbè: c'è il dato dell'Unione
assai sconfortante. "Però il 28% alle Circoscrizioni mica
è male: bisogna insistere col partito Democratico e farlo
subito. Vengo dalla direzione nazionale e ho posto la questione
della scelta del leader, subito". E chissà se sarà più difficile
trovare quello o il leader dell'opposizione in consiglio comunale.
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di Alessandra Lancia
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del 29 maggio 2007 |
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DIAMO A PEPPE QUEL CHE E' DI PEPPE
Dunque sembra che i reatini abbiano scelto
l'Emili - bis. Almeno alla mezzanotte di ieri, quando le 21
sezioni scrutinate su 51 davano il Sindaco uscente al 52,96%.
Stando a questi dati Giuseppe Emili consegna al centrodestra
la quarta vittoria consecutiva al Comune di Rieti e, dopo
13 anni, non può essere un caso. Sinceramente rimane difficile
credere che i cittadini di Rieti abbiano ancora una volta
scelto la Cdl per una questione di "voto di scambio", come
affermato in tarda sera ai microfoni di Mep Radio dall'assessore
provinciale Luigi Taddei. Ci rimane altrettanto difficile
credere che i reatini "non abbiano capito", come dichiarato
in seguito alle prime proiezioni da un dirigente dei Ds. No,
per favore. Concordi o meno che si sia con le opinioni e le
idealità dei vincitori, lasciamo che le bassezze e le accuse
che hanno contraddistinto la campagna elettorale rimangano
un ricordo. E diamo a Cesare quel che è di Cesare, o meglio,
a Peppe quel che è di Peppe. Se i dati verranno confermati
Emili avrà conquistato quella vittoria al primo turno sulla
quale in pochi avrebbero scommesso solo fino a qualche settimana
prima delle elezioni. In molti, anche negli ultimi due giorni
di campagna elettorale sotto il velo del silenzio imposto
alla propaganda, cullavano la speranza del ballottaggio e
di uno scarto ridotto tra Cdl e Unione. E invece forse aveva
ragione lui. Aveva ragione Emili quando diceva che un amministratore
è un buon amministratore se, innanzitutto, riesce a garantire
una buona ordinaria amministrazione. Forse, se i dati confermeranno
quel 52,5 %, tutti dovranno riconoscere al centrodestra di
non aver governato così male da far venire voglia ai cittadini
di votare per la "rivoluzione" promessa dal centrosinistra.
E forse il centrosinistra, come hanno suggerito Mauro Vassallo
e Giovanni Mascioletti sin dai primi dati, dovrebbe riflettere.
Magari sul 19% dell'Ulivo a fronte del 30% alle politiche
dello scorso anno. O forse sul 4 % di Rifondazione che cala
e non poco. Per iniziare a riflettere il primo passo da fare
è riconoscere che i reatini tutti, dell'uno e dell'altro schieramento,
hanno votato con serenità ciò che ritenevano migliore.
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di Marco Fuggetta
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del 29 maggio 2007 |
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EMILI CONFERMATO SINDACO
Emili dà una dura lezione al centro-sinistra.
Vince al primo turno e manda a casa ben quattro candidati
filo-Prodi/Bertinotti. Alle 00.45, momento in cui chiudiamo
questo resoconto, i dati sono ancora parziali ma sono i rappresentanti
di lista dei singoli partiti che, preferenze alla mano raccolte
nelle 53 sezioni, conclamano la vittoria della Casa della
Libertà. Emili sembrerebbe volare addirittura oltre il 52,8%:
un dato che supera anche i sondaggi della campagna elettorale
(51,5%). Papalia si fermerebbe al 42,5%, Tigli al 4%, Desideri
al 0,8% e Bernardinetti al 0,7%. Lo scrutinio nelle sezioni
è stato piuttosto tranquillo, pochissime le contestazioni.
Un dato politico piuttosto significativo ha riguardato il
voto disgiunto di tanti reatini che hanno indicato consiglieri
comunali dell'Unione per dare poi la preferenza al sindaco
Emili. Così "Peppe" è andato oltre i suoi partiti, incassando
una simpatia incrociata che alla vigilia giornali e tv locali
, schieratissimi, attribuivano al suo "dirimpettaio della
sinistra-centro". "Dedico questa vittoria alle famiglie reatine.
E un posto in prima fila ce lo hanno votato, la piccola borghesia
che vive di stipendio, di sogni e di tanta onestà; abbraccio
gli artigiani, le casalinghe, i residenti nella piana reatina
e quelli di Villa Reatina che non è più "rossa". Ha vinto
la concretezza , l'azione amministrativa fatta di piccole
grandi cose ogni giorno. Gli altri hanno fondato tutto sull'apparire;
hanno chiamato Fassino, Rutelli, Veltroni, ma i reatini stanchi
di questi signori che fanno solo promesse e vanno in giro
con i portafogli gonfi. Prodi e Marrazzo invece, le nostre
tasche le stanno svuotando e per questo sono stati puniti.
E poi, ha vinto la nostra compattezza. Tutti i partiti che
mi hanno sostenuto sono artefici di questo successo". Adesso
Emili dice di voler mettere mano alla ricomposizione del tessuto
sociale cittadino, "diviso dai metodi arroganti e sbruffoni
di Papalia e dei suoi fedelissimi". "Durante la campagna elettorale
hanno sempre usato parole denigratorie; mi hanno insultato,
hanno insultato il centro-destra, hanno cercato la provocazione,
ma noi non ci siamo cascati". In effetti l'aggressività sino
a ieri alle 17, si percepiva in tutti i seggi, nei comitati
elettorali. Poi, con il passare delle ore, il centro-sinistra
ha dovuto ammettere la sonora sconfitta. Musi lunghi, invettive
e qualcuno che ha cercato di distribuire rimproveri televisivi.
"Su Rtr non è stata bellissima la figura dell'assessore provinciale
Taddei e di Valeri dell'Udeur - dicono dal Comitato per Emili
sindaco - se la sono presa con tutti e alla fine Taddei si
è alzato e se ne è andato; non sanno perdere". Il risultato
elettorale più consistente dovrebbe essere quello di Forza
Italia e l'abbraccio di mezzanotte tra Emili e Cicolani sta
a dimostrare tutta la gratitudine del primocittadino nei confronti
del senatore forzista e dei suoi candidati-consiglieri.
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di Paolo Di Lorenzo
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del 28 maggio 2007 |
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EMILI SUBITO RIELETTO, PAPALIA MAI IN PARTITA
Squadra che governa non si cambia: il sindaco
Giuseppe Emili centra la riconferma al primo turno (52,1%
il trend consolidato quando con la mezzanotte era passata
anche la soglia dei 22mila voti scrutinati su 32mila) lasciando
Gaetano Papalia al 43% (e la sua coalizione al 44,2%) e ai
candidati minori ruoli ancor più minoritari (Paolo Tigli al
3,5%, Giovanni Bernardinetti 0,5%, Nazzarena Desideri 0,1%).
Più o meno il quadro del 2002, con il centro sinistra ricacciato
di nuovo lontano dalla fatidica soglia del 50% che invece
aveva superato nelle elezioni successive. "Nessuna meraviglia
- dice Giuseppe Emili in tarda serata - sono realista e sapevo
che saremo stati premiati dal voto popolare per quanto fatto.
Non sono molto bravo a vendere, a comunicare , ma so realizzare".
Certo, "adesso ci sarà da ricucire i rapporti che in questa
campagna elettorale si sono un p'ò lacerati. Col senno di
poi certo tante cose dette non le ripeterei. Ma saprò dimostrare
di essere il sindaco di tutti i cittadini e non soltanto dei
miei elettori". L'amministrazione riserva ancora fatica -
per i lavori di abbellimento della città da finire e le nuove
questioni impostate (ente fieristico, contratto di quartiere
di Villa Reatina e grande viabilità) da cantierare - la politica
non poche incognite: "ancora non ho ragionato né di nomi né
di criteri ma una cosa è certa: varrà lo spirito della legge
che da al solo sindaco la conduzione della linea politica
e con lui al consiglio comunale mentre alla Giunta e agli
assessori un ruolo tecnico di collaborazione". Considerati
i primi dati disponibili sui partiti - con l'exploit della
Dc per le autonomie di Marzio Leoncini e quello del Pri di
Ettore Saletti non sarà semplice. Ne hanno fatto le spese
i partiti grandi, a destra (FI, An) come a sinistra (con l'Ulivo
sì primo partito della città ma certo non per sommatoria di
Ds e Margherita), e con l'Udeur di Maurizio Vassallo quarto
partito cittadino e con un buon 4% alla Lista civica per Papalia.
"Quanto al mio ruolo mi rimetto alla volontà della coalizione".
Ma difficilmente per fare opposizione ci sarà da spingere
o fare la coda.
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di Alessandra Lancia
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BALLOTTAGGIO? UN BRIVIDO DURATO SOLO MEZZ'ORA
Il primo dato è quello che schizza fuori
non si sa bene da dove, alle 16,30 su Rai 3: indirizza Rieti
al ballottaggio, inchiodando Emili al 49,5%. Ma prima di avere
dati veri bisogna penare altre due ore, con le frazioni che,
al contrario, incoronano Emili sindaco con ampio scarto dall'inseguitore
Papalia. Mezz'ora ancora mentre in piazza Emili attorniato
da uno stuolo di assessori e militanti è già lì che morde
il freno per festeggiare poche centinaia di metri più in giù,
nella federazione della Quercia, Melilli, Perilli e Ferroni
si preparano a incassare la sconfitta. Dati ufficiali ce ne
sono pochissimi ma con Gustavo Marcheggiani alla macchina
già bastano per indovinare il trend: praticamente lo stesso
del 2002, dunque inutile sperare nel ballottaggio. Torniamo
alle 16: completo grigio chiaro e cravatta azzurra, Giuseppe
Emili arriva nel suo ufficio al secondo piano del Comune.
Una giornata nervosa? "No, non direi proprio. Sono assolutamente
tranquillo". Poi, a chi gli prospetta l'ipotesi di un ballottaggio
con il candidato del centro sinistra Gaetano Papalia, taglia
corto con un mezzo sorriso: "Vincerò al primo turno". Neanche
mezzora, però, ed ecco il primo (ed unico) brivido vissuto
dal centrodestra reatino ovvero la già ricordata proiezione
che dà Emili di poco sotto al 50%. Ballottaggio allora non
improbabile? Il sindaco imbocca la via dell'ascensore un po'
più scuro in volto, preferisce non commentare, scende in piazza
e lì rimane (quasi sempre attaccato al cellulare) per una
ventina di minuti. E' un attimo, giusto un attimo di preoccupazione
perché ben presto la percentuale che lo vede in testa inizia
a salire. E allora comincia la spola tra Comune e piazza,
"per scaricare la tensione - dirà - incontrare la gente e
ricevere qualche pacca sulla spalla, perché a volte serve
anche quella". Di pacche, strette di mano e abbracci ne arrivano
a valanga quando intorno alle 19 rientra nell'ufficio. "Non
ho mai avuto alcun dubbio sulla vittoria - ripete - men che
meno sul fatto che ce l'avremo fatta al primo turno". Ore
20: ogni ipotesi di ballottaggio è definitivamente tramontata,
tanto più che già da un paio d'ore nel centrodestra è convinzione
unanime che l'Emili-bis è ormai cosa fatta. Cosa rimane? Brindare
al trionfo mai realmente a rischio. Tutti da Gengarelli, dove
Emili alza i calici circondato dai "suoi": Rositani (che era
stato tra i primi a raggiungerlo nel pomeriggio in Municipio),
Costini, Gerbino e Cicchetti. Altre facce in viale Matteucci:
"Non c'è proprio verso di vincere eh?", saluta Papalia tra
un'intervista e un'altra nella sede del comitato elettorale.
Nessun brindisi ovviamente. "Da domani riprendo la mia bicicletta",
si consola Alfredo Trinchi; "e io la strada per San Benedetto:
cambio residenza" promette Massimo Bonanni. Papalia - nel
pomeriggio a lungo introvabile - si concede invece volentieri
alle interviste. Errori? "Forse un ritardo sulla partenza
della campagna elettorale, ma dovevamo fare uno stacco dalle
primarie". Però è apparsa freddino la fusione tra Papalia-imprenditore
e la politica reatina: "Si, è vero. I partiti mi hanno lasciato
solo: ciascun candidato era concentrato per sé ma non mi è
stato affiancato nessuno di staff. Se solo avessi potuto contattare
più gente sicuramente avremmo avuto un riscontro maggiore.
Certo, c'era da vincere questa cappa di terrorismo psicologico
stesa dal centro destra per non dire del clientelismo spinto".
Però se il trend è lo stesso del 2002 valore aggiunto Papalia
non ne ha portato alla coalizione: "Questo è presto per dirlo.
Va fatta l'analisi del voto: io credo invece, di aver compensato
quanto non ho avuto dai partiti". La passione del basket quindi
resta: "Senz'altro. Non so se qui o altrove: non doveva arrivare
Berlusconi e comprare tutto?". E' un attimo: "No, scherzo".
Altro attimo: "Mica tanto".
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di Alessandra Lancia e Ilaria Strinati
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del 25 maggio 2007 |
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DALLA PIAZZA ENTUSIASMO PER VELTRONI E
PAPALIA
"Con Gaetano Papalia abbiamo in comune due
passioni, il basket e, spero presto, il fatto di essere sindaco":
la piazza aspetta Walter Veltroni e Veltroni non si fa aspettare.
Papalia ha appena chiuso il suo discorso riepilogando i cinque
cardini del suo progetto di città - l'emancipazione culturale,
lo sblocco dell'urbanistica, un piano regolatore sociale,
un patto di legislatura per lo sviluppo sostenibile e la messa
in efficienza della macchina comunale - e lanciando un appello
alle madri e alle nonne di Rieti "perché si fidino di noi
che vogliamo dare una prospettiva ai loro figli e nipoti,
siano con noi in questo cammino di rinnovamento e di apertura
all'esterno di questa città". "Quello di sindaco è il mestiere
più bello del mondo - dice Veltroni - mestieraccio, che ti
succhia tutte le energie ma stupendo perché ti consente di
mettere a frutto le tue idee e di stare al servizio della
tua gente". Ed è per il sindaco che si vota, domenica e lunedì.
"non credete a chi, mentendo, vi dice che il valore di questo
voto è politico: quello è stato l'anno scorso e sarà di nuovo
nel 2011, queste sono elezioni amministrative e sono le più
importanti perché scegliete la persona a cui affidare la vostra
città". Veltroni usa la metafora del pullman, "e per guidare
il pullman ci vuole la patente, l'esperienza e la capacità
di ascolto". Ma anche umanità e coraggio "doti che Papalia
ha: non si porta una squadra in serie A senza un progetto,
senza entusiasmo". Poi c'è quanto può portare in dote "l'amicizia
personale oltre che la "filiera istituzionale" che ci lega:
possiamo ragionare su progetti comuni in tema di turismo,
volo a vela, sport". Parla venti minuti, Veltroni (che arriva
da L'Aquila e Avezzano) "ma da me non sentirete né insulti
né altro: chissà quanti ne saranno stati detti in questi giorni
però credo che gli italiani siano stufi di un bipolarismo
tribale come quello servito tutti i giorni in tv o in campagna
elettorale. Quella è gente che passa, il sindaco invece resta.
Perciò votate una persona che abbia la capacità di unire,
di scendere nel cuore della sua comunità, di risolvere i problemi
tenendo insieme cervello e cuore". Spesso un lusso, da queste
parti.
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di Alessandra Lancia
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del 24 maggio 2007 |
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"ECCO IL 'PATTO DEI PRIMI 100 GIORNI' PER
I CINQUE CANDIDATI"
In questa fase finale della campagna elettorale
per le elezioni amministrative i cinque candidati sindaci
del capoluogo potrebbero compiere un atto di responsabilità
verso la città impegnaqndosi nella condivisione di una carta
di valori e principi comuni nonché di un programma dei primi
centogiorni di amministrazione. I valori ed i principii proposti
riguardano la sfera di una buona e corretta gestione della
cosa pubblica ed esulano da riferimenti ideologici o interessi
di parte; l'elettorato quindi apprezzerebbe che ogni candidato
si uniformasse ad essi anche attraverso un impegno (o eventualmente
un disconoscimento) pubblico pre-elettorale. In primo luogo
si propone di riconoscere alla carica di sindaco, alla giunta
e al consiglio comunale un ruolo di rappresentanza della comunità
cittadina anche in quelle di situazioni di vita sociale che
non riguardano strettamente l'ambito amministrativo. Si propone
inoltre l'impiego di competenze tecniche come ovvio fondamentale
requisito di ogni amministrazione al servizio dei cittadini.
In tal senso, si potrebbe restringere alla sfera del consiglio
comunale la dialettica politica mentre gli assessorati potrebbero
essere guidati dai tecnici opportuni come giuristi, architetti,
contabili, economisti, sociologi. Le analisi e le soluzioni
delle questioni cittadine verrebbero effettuate quindi da
"una giunta tecnica" ancor più prestigiosa e credibile se
con componenti al di sopra delle parti. E' inoltre necessario
un impegno co0ndiviso per migliorare la pubblicità degli atti
dell'amministrazione. Anche attraverso organi di stampa e
comunicazione, i cittadini dovrebbero poter disporre di dettagliate
informazioni inerenti la gestione della città, come il bilancio
annuale e le sue voci (preventivo e consuntivo) o bilanci
settoriali e tematici, in modo che si possano valutare i costi
e i benefici sia dei singoli provvedimenti che della gestione
complessiva. Coerentemente con i valori della competenza e
della pubblicità, i candidati si impegnino inoltre per la
trasparenza nell'assegnazione degli appalti, degli incarichi
dirigenziali e della selezione del personale. Gare e concorsi
devono essere banditi con la massima pubblicità (utilizzando
organi di informazione di massa per tempi prolungati) con
criteri di selezione oggettivi e specifici (titoli e test
da preferire, temi e prove orali da evitare). I candidati
inoltre dovrebbero indicare le soluzioni ai potenziali conflitti
di interesse in capo a se stessi e agli altri potenziali amministratori,
dovrebbero impegnarsi per la collaborazione con le altre amministrazioni
pubbliche e promuovere l'interazione con i soggetti privati.
Un programma da iniziare nei primi cento giorni potrebbe riferirsi
ai seguenti punti. Istituire un organo di analisi economica
del territorio che serva sia gli operatori economici privati
attraverso la divulgazione di analisi, previsioni e ricerche
economiche attinenti al territorio sia la pubblica amministrazione
attraverso strumenti idonei per valutare politiche economiche,
fiscali e distributive. Attuare provvedimenti di natura ecologica
come il miglioramento delle quote di rifiuti differenziati
e il proseguimento del risparmio energetico anche attraverso
lo sfruttamento di sinergie derivanti dalla vicinanza al nucleo
industriale. Tutelare le risorse locali naturali favorendone
il corretto uso, il mantenimento nel tempo e la equa composizione
in caso di alienazione. Abbattere le protezioni dal mercato
e favorire le liberalizzazioni. Promuovere, nell'insieme,
un progetto di città giovane e proiettata al futuro, che individui
nella conoscenza, nel rispetto dell'ambiente e nella qualità
della vita i suoi punti di forza. Una pubblica assunzione
di tali precise responsabilità potrebbe essere il primo fondamentale
passo per una nuova fiducia verso le istituzioni; attuarle
potrebbe generare un circolo virtuoso tale da imprimere una
vera svolta nella vita sociale ed economica della città.
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di Andrea Beccarini (professore di Economia
politica all'Università de l'Aquila) .
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del 21 maggio 2007 |
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EMILI e Cicchetti protagonisti insieme nel
comizio di ieri sera in piazza Vittorio Emanuele. Tanta gente,
tanto entusiasmo, discorsi interrotti ben 29 volte dagli applausi
dei presenti. Costini apre le danze commentando gli slogan
fumosi dell'Unione e le promesse non mantenute dei vari Prodi,
Marrazzo e Melilli. C'è anche l'europarlamentare di Fiamma
Tricolore Luca Romagnoli.Emili sale sul palco con la "scorta".
"Dopo le minacce di Papalia che dice di volermi macinare ho
ingaggiato la scorta come da lui suggerito - esordisce Emili
- sono questi due bambini, figli di due famiglie, reatine,
cattoliche e che mi stanno sostenendo in questa dura campagna
elettorale. Ma ci siamo, il successo è dietro l'angolo e il
centro-sinistra le sta tentando tutte pur di buttare la campagna
elettorale in bagarre. Ma io sono una persona mite e responsabile
e non cadrò nelle loro provocazioni. Sono stati capaci di
rire alla stampa che ieri per Rutelli c'erano gli stessi presenti
registrati per Berlusconi, cioè hanno detto che i 400 di ieri
sera erano come i settemila che hanno accolto Silvio e il
centro-destra". E sui numeri gioca anche Cicchetti. "Ora Papalia
e i suoi ammettono che sono in ritardo solo di 500 voti -
sbotta il capogruppo in Regione di An - mettono le mani avanti,
sanno che hanno perso e il distacco sarà ben superiore ai
500 voti. Ma d'altra parte il sig. Papalia e i comunisti hanno
sbagliato a sottovalutare le famiglie di Rieti; pensavano
che fosse sufficiente la sola campagna denigratoria contro
l'avversario per vincere oppure l'utilizzo improprio della
pallacanestro. I reatini in 13 anni di centro-destra ci hanno
chiesto strade, fognature nuove, illuminazione moderna, potenziamento
del Polo Universitario che ora conta nove corsi di laurea
e ben 1.400 studenti, parchi e giardini, stabilizzazione dei
precari, abbattimento del'Ici e potrei continuare". Cicchetti
è un fiume in piena , riesce a riempire la piazza. "E poi
di una cosa siamo orgogliosi, noi siamo gente onesta. Emili
è un sindaco che lavora tutto il giorno in Comune e che viveva
in una casa in affitto quando è stato eletto sindaco e oggi,
dopo cinque anni, vive con la sua famiglia ancora in affitto,
nello stesso appartamento di Micioccoli. Questa è la gente
di Destra". Poi Cicchetti affonda, parla dei Dico, della legge
sulla droga, dell'indulto che sta seminando delinquenti in
tutta Italia, degli sprechi alla Regione. "Papalia è come
Prodi e come Marrazzo e quindi i reatini si guarderanno bene
dal votarlo - conclude Cicchetti - è la Sinistra dei privilegi
e degli sprechi. Sta facendo il giro d'Italia lo scandalo
delle auto blu e delle Commissioni del Consiglio Regionale
del Lazio. Loro hanno detto che i consiglieri non debbono
pagare le medicine e io mi vergogno di usufruire di questi
privilegi da casta, perché i nostri stipendi ci consentono
di pagarle e anche più di altri cittadini. Noi al Comune quando
abbiamo iniziato a stabilizzare i precari e gli Lsu non abbiamo
chiesto loro per quale partito votassero - ha chiarito Cicchetti
- per la Destra sociale i lavoratori sono tutti uguali. Noi
vogliamo azzerare l'Ici sulla prima casa, Rutelli ci dà ragione
e Papalia dice che non è giusto. Si mettano d'accordo. Non
sanno nemmeno quello che dicono". Questa sera, a partire dalle
18,30, nuova grande manifestazione di An. Ci sarà il vice
presidente della Camera dei Deputati, on. Giorgia Meloni,
a sostenere Giovanni Rositani, candidato in Alleanza Nazionale
e presidente provinciale di Azione Giovani. Poi musica e cabaret
con il comico Dado.
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di Paolo Di Lorenzo
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del 19 maggio 2007 |
| RIETI
SI FERMA PER BERLUSCONI
Liberisti o si è o non si è.
E Berlusconi ha dimostrato di esserlo forse in maniera libertaria
e senza remore all inventiva: ha cambiato ben 5 volte
itinerario, così, sul tamburo, mandando in tilt la
Digos che non sapeva più che cosa fare. Scontata la
risposta di Rieti alla prima venuta in città dell ex
presidente del Consiglio: Una risposta generosa e che
non dimenticherò . Indipendentemente da come
sarebbe dovuto essere questo l itinerario che è
stato: Visita al vescovo, monsignor Delio Lucarelli. Incontro
cordialissimo e visita alla cattedrale, al museo, alla cripta
con giudizi altamente positivi: Se dovessi sposarmi
un altra volta, mi sposerei qui. In Finlandia mi hanno
portato a visitare una chiesa di grande tradizione e memoria
storiche: non c è paragone con questa. Degna
di una capitale europea . Poi, invece che salire nell aula
consiliare dove erano ad attenderlo tutti i sindaci di FI,
gli amministratori e i rappresentanti delle categorie sociali,
è sceso dalla macchina e si è letteralmente
molecolarizzato tra la gente in attesa sulla
piazza poi, invece che salire in Comune come concordato, è
salito sul palco ed ha cominciato a parlare determinando la
discesa forzosa di chi era in attesa nell aula consiliare,
sindaco Giuseppe Emili compreso. Insomma il Berlusconi popolare ha
avuto la meglio su quello istituzionale e degli
spazi chiusi. Ampio riconoscimento all opera del sindaco
le cui linee operative e programmatiche rispecchiano
quelle del nostro governo: ha lavorato bene ed ha realizzato
tutto quanto promesso per la città: dalle strade ai
parchi, ai giardini . E soprattutto per la politica
sociale . Per cui votare per Emili significa
contribuire a sfrattare il governo Prodi perché le
prossime elezioni amministrative assumono una chiara valenza
politica (dà il centrodestra al 73% ed il centrosinistra
al 27%). E poi un forte richiamo alla politica dell odio
ed al combaciamento tra giunta comunale e linea di FI per
la riduzione dell Ici . Poi il Berlusconi delle
battute che decomprimono le tensioni politiche: Perché
i comunisti sono sempre tristi? Perché la mattina,
quando si alzano, guardandosi allo specchio vedono le proprie
facce e così cadono nella tristezza . Comizio
spezzato dall intervento appassionato del sindaco Emili
basato soprattutto sulla politica delle cose e non
delle parole e noi le cose promesse le abbiamo fatte e le
seguiteremo a farle. Prima di tutto la riduzione dell Ici
prima casa e addirittura l abolizione totale di essa.
E poi la città-cantiere per adattarla alle esigenze
del momento ed il grosso intervento finanziario sulle politiche
sociali . Poi in Comune dove Berlusconi, presenti l europarlamentare
Antonio Tajani ed i parlamentari Guglielmo Rositani (An) e
Francesco Ciro (FI), è stato presentato dal senatore
Angelo Maria Cicolani il quale ha rivendicato al governo Berlusconi
e con trasparente riferimento al Reatino la politica del territorio.
E qui l onorevole Berlusconi traccia un complesso quadro
della politica nazionale ed europea ed un chiaro riferimento
alla famiglia ed al diritto che ha la Chiesa di intervenire
sulle questioni dei propri principi inerenti alla fede. Per
il sindaco (donati a Berlusconi il prezioso volume Sabina
della Editalia ed una stampa della città) si
è trattato della giornata più bella che la città
abbia vissuto . Prima di proseguire per L Aquila
Berlusconi rimette alla città un affettuoso
saluto con particolare indirizzo alle signore .
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di Ajmone
Fliberto Milli
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del 19 maggio 2007 |
| MINACCIE
LE MIE?" PAPALIA QUERELA EMILI
E il delirio di una campagna elettorale
ormai in degrado ed ecco a stessa vicenda diventare per un
candidato (Papalia) uno scambi di battute tra candidati
davanti ad una frittura di pesce tra una risata, un bacio
sulla guancia alla mia segretaria da parte di Sanesi ed una
stretta di mano e per l altro (Emili) un messaggio
mafioso . E quanto accaduto in un ristorante
del centro di Rieti dove la frase del candidato di centrosinistra
rivolta all assessore alla Sport Giuliano Sanesi a proposito
dell invito ad Emili, - così ha chiarito Papalia-
di munirsi di un tutore, visto che ha difficoltà
nel districarsi tra gli argomenti, perché dalla prossima
settimana lo macinerò sui contenuti , è
diventata secondo quanto riportato da un comunicato del comitato
Emili sindaco la seguente : Avverti il tuo amico sindaco
che girasse con la scorta, altrimenti lo macino . Una
trasformazione che ha scatenato le ire di Papalia
il quale ieri ha annunciato nella gremita conferenza stampa,
che ha visto compatto il centrosinistra, che abbandonerà
il fair play querelando Emili. Ho dato mandato al penalista
Giovanni Domenico Caiazza - ha annunciato - di procedere con
la denuncia di Emili per diffamazione aggravata a mezzo stampa
e per attribuzione del fatto determinato, perché mi
sono stufato del livello da pollaio di questa
campagna elettorale mentre noi vogliamo un confronto politico
e amministrativo tanto che ho deciso di partecipare anche
ai prossimi faccia a faccia con Emili . E pensare che
tutto era iniziato con un Papalia che, rivolgendosi a Sanesi,
aveva chiesto se Berlusconi avrebbe portato i soldi
per acquistare la Sebastiani ironizzando sul fatto
che avrebbe potuto farlo anche prima visto che quattro
anni fa l ho tirata su sostenendo il peso da solo .
Da lì la risposta di Sanesi su alcune cose che avrebbe
detto Papalia a Quattro Strade, negate dal candidato del centrosinistra.
Fino al presunto messaggio di stampo mafioso
(Calabrese ha ironizzato sulla vicenda portando in conferenza
stampa un pezzettino di piombo ritrovato sulla sua scrivania
e chiedendo ai presenti se pensassero che si trattasse di
una minaccia di morte ) con un Emili che si dice
disponibile nei confronti della Magistratura per confermare
l accaduto . Una vicenda che segue il polverone
alzato sull assenza al comizio di Fassino di Papalia,
impegnato al confronto di Azione cattolica. Un confronto che,
ha chiarito Papalia, doveva essere onorato anche se
capisco lo stupore di chi mi ha visto rinunciare ad una piazza
di mille persone a fianco di uno dei leader nazionali più
stimati per intrattenersi con una cinquantina di uomini e
donne che volevano conoscere il pensiero dei candidati . |
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di Paola
Cuzzocrea |
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del 18 maggio 2007 |
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BERLUSCONI arriverà a Rieti oggi pomeriggio
alle 16. Visiterà la nostra città, per incontrare le famiglie
reatine, a sostegno della candidatura del sindaco Giuseppe
Emili. La prima tappa è prevista in Piazza Cesare Battisti-Piazza
Mariano Vittori; il presidente sarà ricevuto da una delegazione
composta da Giuseppe Emili, dal Coordinatore Regionale Francesco
Giro, dal Coordinatore Provinciale Angelo Maria Cicolani,
dai tre parlamentari europei di Forza Italia, eletti nella
Regione Lazio, Antonio Tajani, Alfredo Antoniozzi, Stefano
Zappalà e dall' On. Guglielmo Rositani. Ad attenderlo ci saranno
tutti i leader del centro-destra reatino e i quasi 500 candidati
della Cdl (tra Consiglio Comunale e Circoscrizioni). Ma ci
saranno anche tanti tifosi della pallacanestro cittadina delusi
dall'atteggiamento di patron Papalia, impegnato ad
i successi sportivi per questioni di politica. "Quando ho
raccontato questa storia a Berlusconi - ha detto il sen. Cicolani
- lui ha sgranato gli occhi e comunque mi ha detto stiano
tranquilli i reatini e gli appassionati di basket, vincerà
Emili e noi non vi lasceremo soli". Tornando al programma
del presidente di Forza Italia, la prima visita la farà in
Cattedrale e al vescovo; poi gli incontri ufficiali con le
istituzioni, i partiti della Casa delle Libertà, con gli imprenditori,
con gli operai del Nucleo Industriale, con gli Lsu e i precari
della Regione e della Provincia. A seguire saluto ufficiale
in Comune ma soltanto per 150 persone accreditate (candidati
e amministratori). Alle 17 il maxi-comizio in piazza Vittorio
Emanuele. "E' chiaro che Berlusconi non viene soltanto per
i candidati azzurri ma per tirare la volata a tutto il centro-destra
e al sindaco Emili - ha aggiunto Cicolani - vogliamo vincere
al primo turno e ci riusciremo. Noi, non voglio ripetermi,
ma abbiamo messo in piedi una lista che, dagli altri, viene
definita la più forte di tutta la competizione. Ci sono dentro
professionisti, operai, medici, precari della Provincia, disoccupati,
tanti giovani e tante donne motivate. Rieti si vuole riscattare
al cospetto delle finte promesse della Sinistra provinciale,
regionale e nazionale". Cicolani per oggi pomeriggio si aspetta
una vera festa di popolo e un bagno di folla. "Berlusconi
stesso vedrà con i suoi occhi che con il centro-destra Rieti
è stata trasformata - ha aggiunto Cicolani - cantieri dappertutto,
strade rifatte, marciapiedi, piazze, parcheggi, stabilizzazione
dei Lsu del Comune. I candidati sono in giro per la città
e raccolgono consensi; la Sinistra anche di fronte alle cose
evidenti come le rotatorie, le 200 strade rifatte, i parchi
ecc. si limitano a dire che non gli piacciono. Loro sono divisi
su tutto e stanno litigando ogni giorno (guardate lo sgarbo
di Papalia che non è salito sul palco con Fassino) ormai sono
cotti, noi invece siamo compatti".
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di Paolo Di Lorenzo
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del 17 maggio 2007 |
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NON E' UN VOTO POLITICO
Nonostante la pioggia c'erano proprio tutti
sul palco (un po' meno sotto) allestito in Piazza Vittorio
Emanuele per il comizio del leader nazionale dei Ds Piero
Fassino, dal presidente della provincia Melilli ai consiglieri
regionali Massimi e Perilli fino ad arrivare ai segretari
provinciali dei due partiti dell'Ulivo Marino Marinangeli
dei Ds e Elena Leonardi della Margherita. Mancava solo lui,
il candidato sindaco dell'Unione Gaetano Papalia che, un po'
a sorpresa, preferisce l'incontro promosso dall'Azione cattolica
al comizio spalla a spalla con Piero Fassino. "La pioggia
ha l'unico merito di accorciare gli interventi", dice Calabrese,
e in effetti Marinangeli, Massimi e Melilli rubano pochi minuti
a Fassino che apre il proprio intervento sottolineando "l'importanza
di queste elezioni amministrative. Stiamo assistendo ad una
tendenza dei leader del centrodestra a trasmettere il messaggio
che questo sia un voto contro il governo Prodi. Noi pensiamo
che bisogna rispettare gli elettori, e lo si fa dicendo chiaramente
che chi deve governare a Roma i cittadini l'hanno già deciso
un anno fa. Questo voto invece dovrà concentrarsi sui candidati
alla carica di sindaco, sui programmi che si intendono mettere
in campo per rispondere alle esigenze e ai bisogni della gente.
Oggi" - ha proseguito Fassino - "l'attenzione dei cittadini
verso la figura del Sindaco è maggiore rispetto al passato,
perché è l'unica figura istituzionale che tutti conoscono
e sanno che da egli dipendono molte cose grandi e piccole
della propria vita quotidiana". Poi il leader della quercia
ricorda come, con l'elezione diretta del primo cittadino,
"spesso si voti anche per uno schieramento diverso da quello
per cui si è votato nella precedente tornata elettorale nazionale
o regionale", poiché nelle comunali "conta l'autorevolezza
della persona, l'affidabilità, la capacità di trasmettere
e queste qualità Papalia le ha e potrà essere un sindaco che
saprà corrispondere alle esigenze della gente.
I cittadini vogliono un sindaco forte, autorevole, capace
di offrire opportunità di sviluppo alle città e noi stiamo
aiutando gli amministratori locali nel loro compito grazie
alle scelte di politica nazionale". A questo punto Fassino
cita la legge finanziaria del governo Prodi "nella quale vi
sono scelte decisive come il piano pluriennale per gli asili
nido, la costituzione del fondo nazionale per le persone non
autosufficenti e per la prima volta un fondo nazionale per
l'integrazione degli extracomunitari fondamentale per la nascita
di una società multiculturale e multietnica. Tutte queste
sono messe a disposizione dei poteri locali". Quelle amministrazioni
locali che Fassino definisce "testimoni della percezioni di
maggiore affidabilità che gli italiani hanno del centrosinistra
al governo" viste le 16 regioni e le 80 province nelle quali
"i cittadini hanno scelto di votarci". La conclusione è tutta
incentrata sulla "domanda di unità, coesione e stabilità che
giunge dagli elettori. Votare l'Ulivo, in questo contesto
storico verso il Partito Democratico, anche a livello locale
significa garantire governabilità e" - citando il primo messaggio
da Capo dello Stato di Giorgio Napolitano spiega che - "i
cittadini sono stufi della eccessiva frammentazione del quadro
politico". Fassino conclude con l'invito a "parlare con la
gente in questi ultimi 10 giorni, quindi, con una battuta,
guardare meno Porta a Porta e andare più Porta per Porta".
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di Marco Fuggetta
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LA DESIDERI (Plc): RUTELLI OSCURERA' IL
NOSTRO COMIZIO
Il botta e risposta tra i candidati del
centrodestra e del centrosinistra, Giuseppe Emili e Gaetano
Papalia, continua. Dopo che Papalia aveva "consigliato" a
Emili di seguire un "corso di aggiornamento", ieri è arrivata
la risposta del candidato della Cdl. "Confermo che Papalia
proprio non capisce nulla di amministrazione" - esordisce
- "dopo avergli fatto notare che il mandato di un sindaco
dura 5 anni e non 4 come dice lui, si è arrabbiato. Si è poi
giustificato dicendo che lui si riferiva al cosiddetto Peg
(Piano economico di gestione). Papalia non sa neppure che
il Peg è annuale e non quadriennale come invece erroneamente
sostiene. Prendo atto, e non c'è nulla di male, che non capisca
nulla di amministrazione essendo un politico improvvisato,
ma mi domando: chi lo consiglia? Avrebbe fatto più bella figura
ad ammettere l'errore invece di arrampicarsi sugli specchi.
Quando qualcuno non è esperto in un campo" - conclude Emili
con ironia - "(si, un campo: perché io gli agricoltori li
difendo, Papalia evidentemente li disprezza), un tempo si
diceva che era meglio che si desse all'ippica". Nel frattempo
un'altra polemica nasce tra l'Ulivo e la sinistra-sinistra
della candidata Nazzarena Desideri. Il Pcl da tempo aveva
organizzato il comizio con il proprio leader nazionale Marco
Ferrando per sabato 19 ma nei giorni scorsi è stato comunicato
che anche il Ministro e Vicepremier Francesco Rutelli sarà
in Piazza nello stesso giorno alle ore 19. Come se ne esce?
"Siamo tutti uguali, ma c'è sempre chi è più uguale degli
altri" - si legge in una nota diffusa ieri dal Partito Comunista
dei Lavoratori - "alle ore 19 di sabato 19 maggio "cicciotello"
deve parlare sulla piazza di Rieti. Questo è l'ordine che
piomba, come un fulmine a cielo sereno, nella prefettura di
Rieti, a tre giorni dalla data fatidica; ad attuare ed eseguire
l'ordine provveda Prefettura e Digos. Il fatto che la piazza
è richiesta dal Pcl, fin dal 20 aprile (data protocollo),
per la sua unica manifestazione elettorale, è un dettaglio
del tutto trascurabile. Il problema" - conclude la nota del
Pcl - "è l'arroganza del potere sia di centrodestra sia di
centrosinistra, i governi cambiano ma la musica è sempre la
stessa". Per il palco si vedrà.
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di Marco Fuggetta
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del 16 maggio 2007 |
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CONFRONTO AL VETRIOLO
Ancora un confronto tra i candidati alla
carica di Sindaco per il comune di Rieti. Ieri, proprio presso
la sala consiliare del municipio, è andato in scena il quarto
match organizzato questa volta dalle associazioni di volontariato,
tutela dei diritti e terzo settore aderenti al Comitato 80/88.
Puntuali alle 17 tre dei cinque candidati sindaci, Giuseppe
Emili per il centrodestra - Casa dei valori comuni, Paolo
Tigli per il Terzo Polo - Rieti Viva e Giovanni Bernardinetti
per la Dc. Visto l'appuntamento previsto per le 17 e 30 a
Palazzo d'Oltre Velino con gli amici dell'Udc, il Sindaco
Emili chiede di potere essere interrogato subito dai presenti
in merito alle politiche sociali, trovando d'accordo tanto
Tigli quanto Bernardinetti. "Sono assolutamente d'accordo
sul fatto che per le persone diversamente abili bisogna avere
un occhio di riguardo" - esordisce rispondendo al quesito
posto da un rappresentante dell'associazione F.i.a.b.a. -
"In questi anni, per quanto riguarda le barriere architettoniche
abbiamo sistemato diversi chilometri di marciapiedi e ben
201 strade. C'è ancora da fare ma vogliamo proseguire nella
manutenzione continua e costante nei prossimi anni. Per quanto
riguarda il sostegno ai portatori di handicap e, più in generale
al settore dei servizi sociali, vorrei sottolineare come negli
ultimi cinque anni si sia passati da 4 milioni e 700 mila
euro a 10 milioni e 375 mila euro destinati a questo settore
nel bilancio comunale. Inoltre abbiamo organizzato dei tirocini
formativi per le persone diversamente abili per tre anni totalmente
a carico del comune e abbiamo emesso di recente un ulteriore
bando, senza dimenticare l'assistenza psichica, domiciliare,
scolastica e quella verso i disagiati gravi in ottemperanza
alla legge 162. Se saremo riconfermati l'attenzione sarà ulteriormente
accentuata verso questo settore perché noi, mutuando uno degli
slogan del nuovo presidente francese Sarkozy, volgiamo che
nessuno rimanga ai bordi della strada". Nel frattempo arriva
il candidato sindaco del centrosinistra Gaetano Papalia, proprio
quando il sindaco in carica Emili, vista anche l'ora, si congeda
dalla sala dopo aver avuto una piccola polemica con Antonio
Ferraro del comitato 80/88 che aveva interrotto le domande
del pubblico per chiedere che ci si attenesse alla traccia
di argomenti che era stata consegnata ai candidati. Il problema
è che questa traccia Emili non l'aveva proprio ricevuta e
neanche Tigli, come dice lui stesso al microfono, esortando
l'assemblea a non "mettersi a dividere" su un tema così delicato.
"Vi è una disparità tra l'offerta fornita dalla pubblica amministrazione
e la domanda in tema di servizi sociali che arriva dai cittadini"
- esordisce poi Tigli entrando nel merito del confronto -
"E' necessario creare una rete che soddisfi le esigenze primarie
della gente. La questione disabilità riguarda quasi tutti
gli assessorati e quindi c'è bisogno di una persona che se
ne occupi sotto tutti gli aspetti. Un secondo punto è che
c'è la necessità di raschiare il barile per trovare tutte
le risorse necessarie con le scelte che devono essere sottratte
alla discrezionalità degli assessori e dei partiti. Il terzo
punto è la necessità di pianificare la risposta al disagio,
creando anche una consulta per le famiglie. Infine si dovrà
passare dalla logica dell'assistenza a quella dell'integrazione,
con un mutamento dell'offerta ma anche della cultura della
domanda". Per Bernardinetti innanzitutto "è necessario acquisire
una mentalità solidale con il comune che deve essere vicino
al cittadino, perché al di là del volontariato c'è bisogno
dell'ente pubblico. Negli utlimi trenta anni non c'è stata
cultura relativamente al problema dei portatori di handicap.
Sono temi molto seri sui quali bisogna riflettere ed impegnarsi.
Ma vorrei chiedere ai 780 candidati che vediamo in questi
giorni ridere sui loro manifesti" - includendo evidentemente
anche quelli della sua lista - "quanti sanno realmente cosa
dovranno fare?". La chiusura del giro di spiegazione della
propria visione dei servizi sociali spetta al candidato dell'Unione
Gaetano Papalia che parte "innanzitutto dal concetto di disagio
economico, che oltre ad essere dramma materiale è anche travaglio
interiore sul quale è necessario intervenire in maniera adeguata
per non correre il rischio di produrre un effetto moltiplicatore.
Sono molto vicino all'insegnamento cristiano che è un grande
codice etico di vita ma la carità, l'unilaterale disponibilità
deve essere dosata ed impiegata solo nelle fasi terminali
del bisogno, dove non vi è alternativa. Questi interventi
devono diventare delle politiche che emancipino dal bisogno,
che affranchino dalla necessità le persone, che prevengano
la degenerazione del fenomeno. Le politiche sociali sono anche
integrazione tempistica di chi soffre il disagio. Per questo
è necessario costituire un dipartimento dei servizi sociali
in Comune, che sia coordinato ed omogeneo e legato ai tre,
quattro, cinque progetti di rinnovamento della città, nella
quale si dovrà costruire una società giusta cioè con pari
opportunità per la qualità della vita". L'ennesimo faccia
a faccia tra i candidati alla carica di primo cittadino è
previsto per stasera dalle ore 21 presso il centro Diocesano,
nella Sala San Nicola del palazzo vescovile di Via Cintia,
organizzato dall'Azione Cattolica.
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di Marco Fuggetta
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EMILI E PAPALIA, SCOPPIANO ALTRE SCINTILLE
Ieri il Sindaco e candidato del centrodestra,
Giuseppe Emili, ha commentato le notizie giunte dalla Sicilia
che testimoniavano una netta vittoria della Cdl in quasi tutti
i comuni andati al voto. "Lo stupendo successo del centrodestra
nelle elezioni in Sicilia è di ottimo auspicio per le elezioni
di Rieti. Mi congratulo con Diego Cammarata per la riconferma
a sindaco di Palermo, con Girolamo Fazio a sindaco di Trapani,
e con il presidente della Provincia di Ragusa Franco Antoci.
Dalla Sicilia" - ha detto Emili - "è arrivato un chiaro segnale
politico al disastroso governo Prodi, che nei prossimi giorni
non potrà che giungere anche da Rieti. I nostri concittadini,
infatti, sono stufi delle promesse non mantenute di Prodi,
Marrazzo e Melilli e, come in Sicilia, avranno l'opportunità
per dire basta al governo della sinistra". Il
candidato dell'Unione Gaetano Papalia, invece, è tornato sulle
ultime aspre polemiche proprio con Emili: "Ci penserei 2 volte
prima di insultare il presidente di una squadra di basket
che con la promozione della sua squadra ha dato lustro alla
città". E ancora, dopo aver detto che non lascerà la Sebastiani
basket in caso di vittoria ha spiegato che "la società può
fare a meno" del contributo del comune, "se fossi eletto il
rapporto economico cesserebbe. Il conflitto d'interessi, comunque,
è più materia da centrodestra".
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di Marco Fuggetta
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MANIFESTI SELVAGGI PUBBLICITARI IN RIVOLTA
Questa volta non sono i politici dell'uno
e dell'altro schieramento ad accusarsi reciprocamente di imbrattare
la città con i propri manifesti elettorali ma la denuncia
giunge direttamente da chi di marketing ci vive, letteralmente.
Ieri è arrivata la dura presa di posizione della quasi totalità
delle agenzie pubblicitarie di Rieti che hanno visto, nella
notte tra lunedì e martedì, ricoperti molti dei propri spazi
privati utilizzati per pubblicità commerciali dai manifesti
propagandistici di una delle liste in supporto a Gaetano Papalia.
"Si invita a far presente al sig. Papalia che non sempre viene
appoggiato da elementi che ne esaltano la corretta immagine
tramite una campagna elettorale a volte estremamente condannabile.
Questa notte sono stati ricoperti molti degli impianti privati
di agenzie pubblicitarie operanti in città con dei manifesti
abusivi e provenienti dal movimento politico Controvento"
- scrivono in una nota congiunta i titolari delle agenzie
Pubblicittà, Se.Ge.Co.V., De Sanctis Pubblicità, Spazio 81
e Safaro - "Sarebbe il caso di evitare questi fastidiosi (ed
affatto graditi) gesti che non consentono assolutamente al
partito esposto di farsi una buona pubblicità" e suggeriscono
al candidato sindaco del centrosinistra Gaetano Papalia di
"strigliare chi mal si comporta in seno al proprio schieramento.
Denunciamo questo primo abuso che oltre a rivelarsi un ignobile
gesto di mal costume propagandistico elettorale, crea notevoli
danni commerciali a chi fa questo lavoro da decenni e che
ha sempre agito nel rispetto degli altri e della città". Pronta
è arrivata anche la solidarietà agli operatori delle agenzie
pubblicitarie da parte del Sindaco, e candidato del centrodestra,
Giuseppe Emili. "Voglio esprimere la mia solidarietà alle
agenzie pubblicitarie di Rieti, prese di mira da una lista
che appoggia il candidato della sinistra-centro Gaetano Papalia"
- si legge nella nota - "Comprendo che Papalia essendo esponente
della sinistra radicale disprezzi la proprietà privata ottenuta
con il sacrificio del lavoro, ma dovrebbe almeno sapere che
avallando il comportamento immorale di chi lo sostiene reca
un danno doppio: sia alle agenzie pubblicitarie, sia a coloro
che se ne servono".
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di Marco Fuggetta
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MIGLIORE BENEDICE LA LISTA DI RIFONDAZIONE.
ROMAGNOLI ACCENDE LA FIAMMA TRICOLORE
Professori, operai, professionisti, studenti, "con le foto
messe tutte insieme nello stesso volantino prodotto dalla
federazione reatina perché è questo il concetto che vogliamo
rappresentare, un'idea collettiva e altra della politica".
Così il capogruppo di Rifondazione Comunista alla Camera,
Gennaro Migliore, ha "benedetto" la truppa dei 40 che, dietro
al segretario reatino Simone Petrangeli, cercheranno di "dare
più peso alla sinistra nell'Unione", rivolgendo un occhio
alla costituente della sinistra europea del prossimo 16 giugno
e l'altro, più a breve termine, sul "cambiamento di Rieti"
- ha spiegato lo stesso Petrangeli - "amministrata dalla Cdl
senza un progetto. Puntiamo sui servizi con la ripubblicizzazione
dell'Asm, sul Terminillo con un ente parco, sulle politiche
sociali con un piano regolatore sociale e sulla lotta alla
precarietà". Prima dell'intervento di Migliore, l'assessore
provinciale Giacomo Marchioni ricorda "le tante discussioni
attorno al nome di Gaetano Papalia, tra noi e con i nostri
alleati, ma poi alla fine abbiamo avuto ragione noi a proporre
questo nome e la dimostrazione sono state le primarie". Tocca
poi al giovane capogruppo alla Camera concludere l'appuntamento
di Rifondazione. Non si sottrae dall'ammettere, in apertura
dell'intervento, "di essere impegnati in una contesa con i
moderati della coalizione affinché si produca quel risarcimento
sociale" da consegnare ai cittadini "perché esiste in tutto
il Paese la necessità di una redistribuzione economica", spiega
commentando i risultati delle amministrative siciliane che
comunque definisce "pur sempre un risultato amministrativo,
ma bisogna reinventare a livello nazionale una comunicazione
che possa servire anche a chi combatte sul territorio". Contemporaneamente,
a pochi metri di distanza presso la sala giunte del Comune,
il segretario nazionale della Fiamma Tricolore ed eurodeputato
Luca Romagnoli presenta la "sua" di lista, affiancato dal
segretario reatino Casciano e dal coordinatore regionale Lamberto
Iacobelli. "L'obiettivo primario" - spiega quest'ultimo -
"è ancorare il governo della città ai principi nazional popolari
che fanno della questione sociale valore assoluto, dal quale
non si può prescindere per lo sviluppo dell'intera comunità
reatina". Adesso concentrazione sul confronto del 27 e 28
maggio, la campagna elettorale entra nel vivo.
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di Marco Fuggetta
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del 16 maggio 2007 |
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BERLUSCONI, ECCO IL PROGRAMMA DELLA SUA
PRIMA VOLTA A RIETI
Sarà perché abituati a volare "Controvento"
ma i manifesti dell'omonima lista di giovani a sostegno di
Gaetano Papalia nottetempo sono andati ad appiccicarsi dove
non dovevano, su buona parte di impianti privati di agenzie
pubblicitarie che, inviperite, hanno subito richiamato all'ordine
il candidato sindaco di riferimento. "State lontani dagli
impianti privati", l'oggetto del messaggio di Pubblicità Segecov
De Santis Pubblicità, Spazio 81 e Safaro, subito intercettato
da Giuseppe Emili: "Voglio esprimere la mia solidarietà alle
agenzie pubblicitarie prese di mira da una lista che appoggia
il candidato della sinistra-centro, un abuso frutto del disprezzo
per la proprietà privata". Cassonetti e pensiline Asm, che
invece sono pubbliche, sopportino in silenzio. E' che di argomenti
in giro ce ne sono pochini, di facce e appuntamenti invece
quanti se ne vuole: ieri la presentazione della lista di Rifondazione
Comunista, guidata da Simone Petrangeli, oggi a mezzogiorno
in Comune quella della Lsta Civica di Gianfranco Formichetti
per Emili Sindaco. E stasera ancora un forum a cinque, stavolta
convocato dall'Azione Cattolica nella sala San Nicola in via
Cintia 81: in forse la presenza di Papalia, vista la concomitanza
con il comizio in piazza di Piero Fassino. Ma in tema di "big"
l'attenzione in città è già tutta per Silvio Berlusconi, atteso
venerdì pomeriggio: sulla scaletta della visita circolano
più versioni, anche in ossequio a ragioni di sicurezza. La
più accreditata da Berlusconi in arrivo in piazza Vittori
intorno alle 16 per una prima tappa in Cattedrale, dove visiterà
duomo e museo accompagnato dal vescovo Delio Lucarelli. Da
lì si sposterà in Comune dove sarà accolto dal sindaco Giuseppe
Emili: seguirà un primo incontro con i "quadri" del partito,
poi con le associazioni di categoria e quindi con i cronisti.
Fasi queste tutte trasmesse in diretta su due maxi schermi
allestiti in piazza. Dopo la conferenza stampa Berlusconi
dovrebbe scendere di persona e decidere se tenere un comizio
o godersi il bagno di folla in piazza e in via Roma prima
di ripartire per la Capitale. In un pomeriggio così in centro
ci sarà da sgomitare, ma alle 21 c'è già un nuovo appuntamento:
a San Domenico i residenti del "Cancello" hanno convocato
un'assemblea aperta per discutere di ztl e commercio con i
5 candidati a sindaco. Sul tema specifico del commercio anche
l'Ascom continua a muoversi e lunedì sera ha incontrato Papalia,
che si è detto pronto ad "aprire" il "patto di legislatura"
anche all'associazione dei commercianti. Dal tono della nota,
non sembra averli granché conquistati.
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di Alessandra Lancia
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IL GIORNO DI FASSINO: APPUNTAMENTO ALLE
21 IN PIAZZA
Il centrosinistra si dà appuntamento questa
sera alle 21 in piazza Vittorio Emanuele II: per convincere
i reatini a votare Gaetano Papalia arriva l'onorevole Piero
Fassino, segretario nazionale dei Democratici di Sinistra.
Al suo fianco anche Giosuè Calabrese e Annamaria Massimi,
capilista dell'Ulivo insieme allo stesso Papalia, alla guida
di una coalizione che già lascia vedere il Partito democratico.
"Il voto del 27 e 28 maggio rappresenta un'occasione decisiva
- scrivono i segretari provinciali dei Ds e della Margherita,
Marino Marinangeli ed Elena Leonardi - per porre fine al governo
fallimentare della destra a Rieti e per consentire alla nostra
città di avviare una nuova fase di crescita".
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di A. L.
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del 14 maggio 2007 |
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PECORARO SCANIO: "ELETTROSMOG? CI
PENSERA' PAPALIA
Per sostenere Gaetano Papalia ieri è arrivato
il Ministro Alfonso Pecoraro Scanio. Insieme ai due anche
Loredana De Petris, presidente regionale dei Verdi, Enrico
Fontana, capogruppo regionale e Roberto Lorenzetti. Il Ministro
dell'agricoltura ha lodato Papalia definendolo "la persona
giusta per cambiare Rieti" e ha alternato durante l'intervento
affondi contro l'amministrazione Emili a elogi all' "amico"
Papalia, come nel caso dell'elettrosmog per il quale, secondo
il ministro, "leggi e norme regionali per togliere le antenne
ci sono, questo è un tema di competenza di ordinanze sindacali"
aggiungendo che Papalia "darà la delega a qualche donna del
comitato di Campo Reatino per occuparsi del problema". Anche
i tanti cantieri con i quali Rieti si sta rifacendo il look
sono finiti nel mirino del Ministro, "se si stanno facendo
nell'ultimo mese" - ha detto - "significa che prima non è
stato fatto nulla". Papalia, che in precedenza aveva ottenuto
i complimenti del titolare dell'agricoltura anche per l'attività
nel mondo degli ippodromi "una persona onesta" - ha detto
Pecoraro Scanio - "in un settore dove ci sono fior fior di
mariuoli", ha sottolineato come "si stiano spendendo tanti
milioni per lavori di piccola manutenzione. La città, oltre
che esteticamente rabberciata, è senza prospettive, basti
pensare all'80% di lavoratori precari nonostante l'illusione
delle assunzioni in Municipio" - ha attaccato Papalia - "che
hanno irrigidito il bilancio e che hanno portato il Comune
al crac finanziario". Tornando agli "indegni attacchi a livello
personale" denunciati da Papalia, a riguardo ieri è arrivata
la risposta del candidato del centrodestra nella quale afferma
che Papalia "è alla disperazione e accusa il colpo. Egli ignora
completamente i principi basilari della vita amministrativa,
non sa neanche che il mandato di un sindaco dura 5 anni e
non 4, troppo abituato a frequentare salotti ed ambienti lontani
da Rieti. Del resto" - conclude Giuseppe Emili - "sono convinto
che abbia confuso Rieti per una città dell'estremo oriente
dal momento che propone, ad esempio, l'istituzione di uno
sportello per la prostituzione minorile che per nostra fortuna
a Rieti non esiste. Quanto ai sondaggi anche i suoi più fedeli
sostenitori sono convinti che per lui la sconfitta sia praticamente
certa".
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di Marco Fuggetta
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del 14 maggio 2007 |
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PECORARIO SCANIO LANCIA PAPALIA
Arrivano puntuali all'appuntamento con il
candidato sindaco dell'Unione Gaetano Papalia. Il ministro
Pecorario Scanio, la senatrice dei Verdi Loredana De Petris
e il consigliere regionale Enrico Fontana. Comincia De Petris
battendo sul tasto dei giovani, del lavoro e della precarietà.
"E' necessaria una svolta - dice la senatrice - Rieti ha bisogno
di cambiare. Rieti, insiste, ha diritto di ritrovare la sua
identità. Papalia per noi rappresenta l'occasione giusta perché
rappresenta l'occasione giusta perché rappresenta la forza
delle idee e dei progetti". Dopo Enrico Fontana tocca a Gaetano
Papalia che ricorda la sua "antica" amicizia con il ministro
Pecorario Scanio. "Sono felice di averlo tra noi, oggi ricevo
un ospite illustre - scandisce con voce tranquilla il candidato
sindaco dell'Unione - ma la casa è "sporca", tenuta male,
piena di cantieri che costano milioni di euro ma servono esclusivamente
alla manutenzione spicciola. In cinque anni questa giunta
non ha fatto niente salvo brochure e promesse con il risultato
che abbiamo una città rabberciata e l'80 per cento di lavoratori
precari. I giovani qui non hanno prospettive, le donne sono
scoraggiate ma il centro destra in 13 anni di governo cittadino
ha solo irrigidito il bilancio, stabilizzando solo le clientele.
E quando noi muoviamo qualche critica le risposte sono sempre
maleducate e sul piano personale. Non ho nessuna intenzione
di seguirli su questa strada". L'ultima notazione di Papalia
è interessante "Se vinco, né il sindaco né gli assessori avranno
un compenso, la politica deve tornare ad essere passione".
Infine parla il ministro e si rivolge direttamente ai reatini:
"Col vostro voto potete scegliere se cambiare o meno il sindaco
e il futuro di questa bella città. Ma se non cambiate sindaco
non cambierete nessuno dei problemi aperti. Questa città è
stata governata male, troppi cantieri dell'ultima ora lo dimostrano
e se uno governa male deve andare a casa". Applausi, poi Pecorario
Scanio batte sul tasto delle antenne e dell'elettrosmog: "Il
sindaco può con un'ordinanza togliere le antenne che fanno
schifo perché in prima persona è responsabile della salute
dei suoi cittadini". Vero, tutto vero. Poi tutti al Quattro
Stagioni per vedere il filmato di Al Gore sui cambiamenti
del clima. Solo le immagini fanno tremare i polsi.
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di A. L.
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del 13 maggio 2007 |
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SE I CANDIDATI DI SCAMBIANO "GENTILEZZE"
Aumenta, e non di poco, lo scontro tra il
candidato del centrodestra e sindaco uscente Giuseppe Emili
e quello del centrosinistra Gaetano Papalia. Dopo le accuse
di Papalia dei giorni scorsi, relative alle assunzioni dei
lsu in Comune, e la tempestiva risposta di Emili che parlava
di "estrema difficoltà" e di mancata "conoscenza della macchina
amministrativa" da parte del candidato dell'Unione, ieri è
andata in scena una nuova puntata della polemica a suon di
comunicati stampa. "Mi sarebbe piaciuto davvero misurarmi
con un candidato avversario in grado di tenere elevata la
qualità del confronto politico. Sarebbe stato indubbiamente
gratificante e proficuo per tutti. Ma ormai è evidente che
Emili non ha proprio la capacità e neanche gli argomenti idonei
per arginare l'emorragia di consensi" - esordisce un comunicato
a firma del comitato di Gaetano Papalia - "le maldicenze e
le illazioni sul piano personale rappresentano l'estremo e
disperato tentativo che resta ad Emili per provare a minare
la crescente stima che i reatini stanno riservando a Gaetano
Papalia". Tale parte del comunicato del comitato del candidato
di centrosinistra potrebbe riferirsi ad una frase usata in
una delle note prodotte da Giuseppe Emili nei giorni scorsi,
sempre nel contesto della polemica sull'avvenuta stabilizzazione
di precari in comuni. "Mentre il centrodestra era impegnato
nella lotta al precariato il forestiero Papalia era distratto
da tutt'altre faccende. Del resto la condizione di disagio
provocato dalla precarietà e dalla mancanza di posti lavoro
Papalia proprio non la conosce, essendo solo abituato a frequentare
i salotti buoni e non a scendere tra la gente che in maniera
dispregiativa continua a chiamare corte dei miracoli". Questa
la frase che forse potrebbe aver scatenato la reazione del
comitato per Papalia, la cui presa di posizione di ieri termina
affermando che "se questo è il terreno di confronto più congeniale
al sig. Emili, continui pure con il suo miserabile metodo
ma passi almeno dall'illazione alla dimostrazione dei presunti
misfatti personali che egli sistematicamente contesta al candidato
dell'Unione. Lo invitiamo pubblicamente a farlo e riceverà
dal dr. Papalia ogni chiarimento. Così accadrà che i nostri
concittadini capiranno una volta per tutte la mendacità e
la pochezza del sig. Giuseppe Emili". Per il "clima" politico,
decisamente bollente, sembra d'essere già a ferragosto.
AZIONE GIOVANI PRESENTATA LA LISTA
Nonostante l'ostacolo rappresentato dall'unica
preferenza esprimibile per i consiglieri comunali, i giovani
di An Giovanni Rositani, Antonio Emili e Alessandro Stazi
hanno deciso di correre tutti "dimostrando ancora una volta
unità e compattezza del nostro gruppo". "Noi, al contrario
di altri, non scopriamo la politica oggi" - spiega Antonio
Emili, presidente di Azione Giovani fino al 2004 - "ma vogliamo
proporre una nuova classe dirigente per il futuro, in continuità
con le linee dell'amministrazione uscente che vede le sue
punte di eccellenza nei lavori pubblici e nelle politiche
sociali". "Anche se sono elezioni comunali" - aggiunge Giovanni
Rositani, attuale presidente di Ag - "nelle quali conta molto
il rapporto umano, noi non dimentichiamo che si scontrano
due visioni del mondo, della politica e della stessa esistenza
umana, ad esempio sulla droga o sullo scippo ai danni di Rieti
che qualcuno a sinistra porta avanti sistematicamente, vedi
la ferrovia, tentando forse di far diventare Rieti una periferia
di Roma". "Alla soglia di 30 anni, dopo un lungo percorso
personale e politico" - spiega Alessandro Stazi, presidente
della Sala Macchine Teseo Tesei - "abbiamo voluto osare e
offrire la nostra esperienza alla città, in sintonia con il
Sindaco che si è sempre dimostrato pronto ad ascoltare tutti
i cittadini". Dunque 3 candidati in consiglio e 4 in circoscrizione
(Antonio Tittoni e Davide Iacoboni in prima, Daniele Sinibaldi
in seconda e Elia Grillotti in terza) per continuare "nei
palazzi" il lavoro "fatto nelle piazze".
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di Marco Fuggetta
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del 12 maggio 2007 |
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CINQUE CANDIDATI UN SOLO OBIETTIVO
Il terzo match tra i 5 candidati alla carica
di sindaco di Rieti si è svolto ieri presso la sala convegni
dell'Hotel Serena organizzato dall'emittente radiofonica Mep
Radio e coordinato da Daniele Scopigno Clima sereno, tempi
e domande identiche per tutti gli sfidanti. Il primo argomento
sul quale i candidati hanno fornito la propria visione della
Rieti del futuro è stato l'università. Emili: "E' essenziale
che il consorzio proponga almeno un paio di grandi facoltà.
Solo così l'università, oltre a produrre cultura e formazione,
può sostenere lo sviluppo della città stessa". Per Gaetano
Papalia, invece, "deve far riferimento a nicchie prestigiose
da legare alle vocazioni locali" per aiutare a "ricercare
mercato oltre i confini provinciali. E" - ha aggiunto - "dovrebbe
svilupparsi secondo il modello anglosassone, diffusa sul territorio
urbano". Tigli ha lamentato il "ritardo" in tema di facoltà
tradizionali: "Credo di più nella specializzazione e nella
qualità" mentre la sede "dovrebbe essere nelle ex-aree industriali".
Nazzarena Desideri ha proposto di "posizionare il polo universitario
al posto della caserma Verdirosi. Inoltre" - ha aggiunto -
"è necessario costruire una casa dello studente". Sul tema
Università l'ultimo a dire la sua è Bernardinetti che ha indicato
come "primo obiettivo il reperimento degli spazi" e ha proposto
"di dividere la caserma Verdirosi, lasciandone una parte per
il corso Nbc e destinando l'altra al polo universitario".
Si passa poi ad uno dei temi più caldi di questa campagna
elettorale, i Servizi sociali. Papalia: "Dobbiamo delineare
una mappa reale del disagio, occorrono politiche sociali che
favoriscano l'emancipazione dei cittadini dall'emergenza.
Se si rinuncia a ciò si cronicizza il bisogno, il che potrebbe
far supporre politiche artatamente dirette all'assistenzialismo
che può determinare il controllo degli individui". Emili ha
replicato ricordando "i 10 milioni di euro spesi per le politiche
sociali, che ci assegnano il primato di città laziale in questo
settore. Ci sono però 2 grandi emergenze" - ha aggiunto -
"l'inserimento nel mondo del lavoro e l'immigrazione, seppur
modesta. E' necessario procedere, visto che Ater non costruisce
alloggi da anni, ad assegnazione di case con formule che prevedano
bassi affitti". Desideri ha ricordato che "proprio i Servizi
sociali ridotti al lumicino" l'hanno spinta a candidarsi.
Tigli immagina invece un Comune "né caritatevole né autoritario"
e evidenzia la necessità di "individuare, attraverso degli
indici, la realtà dei bisogni e delle indigenze". Bernardinetti,
infine, ha definito "non drammatica" la situazione. Terzo
argomento, dopo la riunione di giovedì al Ministero delle
attività produttive, lo stato di crisi e il problema della
disoccupazione. Tigli: "Le competenze del Comune per il lavoro
sono limitate, comunque si può lavorare su 4 filoni: recupero
della piana reatina, Fonte Cottorella, Parco del Terminillo
e sport e cultura". Desideri, nell'auspicare la "nazionalizzazione
delle industrie" punta ad uno sviluppo legato ad "ambiente,
turismo e artigianato". Per Bernardinetti "le opportunità
sono molte, ma prima bisogna professionalizzarsi" e individua
due chance nel Terminillo e nella "creazione di una società
di gestione per l'aeroporto". Tocca poi a Emili indicare la
strada per l'occupazione, che passa innanzitutto per una "rivoluzione
culturale con i giovani che devono diventare artefici del
proprio destino". Come? Puntando "sul turismo, sempre rimanendo
con i piedi per terra. Abbiamo molti gioielli, come il Vespasiano
ed i musei, per attrarre turisti. Il primo obiettivo sarà
la realizzazione di una fiera in collaborazione con quella
di Milano". Infine il lavoro secondo Papalia: "Bisogna pensare"
- ha detto - "al turismo legato al pregio ambientale". Per
l'industria invece ha riproposto il "Patto di legislatura"
che dovrebbe anche aiutare il Comune "ad orientare il mercato
verso prodotti locali". Per quanto riguarda il quarto tema
dell'appuntamento, la rivitalizzazione artistica e la cultura
di Rieti, la Desideri vorrebbe "investire sull'associazionismo
giovanile e la collaborazione con le scuole" in sintonia con
Bernardinetti che ha suggerito di "favorire l'associazionismo
giovanile, anche se devo riconoscere" - ha aggiunto - "che
molto è stato fatto in questi anni". Per Emili "non c'è granché
di nuovo da proporre, piuttosto c'è da continuare il tanto
che è stato fatto. Innanzitutto costruendo un teatro di supporto
al Vespasiano e un campus per svago e cultura nell'ex mattatoio,
oltre a fornire servizi" che incentivino l'apertura di nuovi
locali. Per Papalia bisogna "incoraggiare l'associazionismo"
facendo "da garanzia al pluralismo dell'offerta". E' Tigli
a concludere il giro di opinioni sul quarto punto che considera
"il più stimolante"; per l'ex sindaco è necessario costruire
dei "micro-poli di attività nei quartieri, con la longa manus
del Comune che deve fornire mezzi e strutture". E ancora "realizzare
auditorium e teatro alternativo al Flavio". E alla fine arriva
anche la famigerata Ztl. Bernardinetti: "Dico si ma bisogna
prima pensare ai parcheggi, invece è stato fatto il contrario".
Emili, naturalmente, si è detto "favorevole alla Ztl, per
la quale fu costruito anche il parcheggio sotterraneo". Una
Ztl "al servizio dei cittadini e degli operatori economici".
Per Papalia invece la Ztl al momento "è inutile" cosi come
"i varchi elettronici", metaforicamente "è come mettere la
porta blindata in una cantina vuota. Bisogna creare le condizioni
affinché la Ztl venga vista come esigenza innanzitutto dagli
operatori economici". E ancora "rivitalizzare il centro, modificare
i trasporti e migliorare l'arredo urbano", il tutto "in un'operazione
complessiva". Tigli, molto nettamente, punta sulla "chiusura,
senza orari, la parte alta della città in tempi certi" entro
i quali tutti possano decidere "se andare via o rimanere"
e realizzando "2 scale mobili" per giungere in centro. Anche
Desideri è per la Ztl totale "per rendere vivibile il centro,
creando anche ascensori e scale mobili". Il sipario sul terzo
confronta cala con l'appello finale di ogni candidato. Emili
ha ricordato come la sua amministrazione abbia "fatto i conti
con le reali risorse senza vessare i cittadini con le imposte"
che anzi ha cercato di ridurre "nonostante i tagli agli enti
locali della finanziaria 2007. Andare avanti per il decoro
della città, per migliorare i servizi e per un sempre maggior
sostegno alle fasce più svantaggiate. I reatini non credono
alle favole di chi racconta di voler cambiare Rieti o costruire
i grattacieli a Rieti". Papalia: "Mi preoccupa non poco sentir
dire che si vuole continuare, il mio ruolo è di assemblare
una buona squadra" per quello che ha definito "un dovere"
cioè "cambiare la città con un programma plueriennale" che
inizierà "con un giuramento etico degli amministratori", i
quali, tra l'altro, "percepiranno il minimo degli stipendi".
Tigli: "Sono tornato per non prendermi la responsabilità di
non aver fatto il mio dovere per Rieti", mentre Desideri si
definisce "comunista non elettoralista, e fuori dal coro".
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di Marco Fuggetta
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del 11 maggio 2007 |
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IN ATTESA DI FASSINO E BERLUSCONI, LORENZETTI
ATTACCA EMILI
Ieri sera il comizio in piazza del segretario
nazionale di Rifondazione Comunista Franco Giordano, mercoledì
stessa ora, stessa piazza ma palco extra large per il leader
dei Ds Piero Fassino, in città non solo per sostenere il candidato
sindaco Gaetano Papalia ma per vedere l'effetto che fa una
lista comune, Ds e Margherita a marchio Ulivo ma a denominazione
d'origine democratica. Unico rischio: che il 16 sia anche
il giorno scelto dal leader della Casa delle Libertà Silvio
Berlusconi per scendere a fianco di Giuseppe Emili. Aspettando
i big, si lavora per recuperare spazi perduti ed Emili non
si risparmia. Mercoledì mattina il faccia a faccia (informale,
per non turbare l'assessore Leoncini) con i commercianti "autoconvocati"
di via Cintia e piazza, la sera quattro ore di confronto che
più ufficiale non si può con la Giunta Ascom, che in una nota
firmata dal vice presidente Iannello certifica la ritrovata
"effettiva cooperazione e concertazione sui problemi che interessano
il commercio reatino". Con Giovanni Bernardinetti in libera
uscita (da candidato sindaco si è autosospeso dall'Ascom)
Emili non ha lesinato impegni: moratoria triennale per il
rilascio di autorizzazioni di medie e grandi strutture, centro
storico come un centro commerciale naturale con parcheggi
in dotazione, Osservatorio che collabori con l'assessorato
alle Attività Produttive. Prosegue anche la saga dei raffronti
e dei paragoni, dopo l'abbinamento Emili-Sarkozy quello Berlusconi-Emili:
a suggerirlo sono i Verdi dopo la promessa del sindaco di
abolire l'Ici sulla prima casa. "Gli italiani non ci hanno
creduto né ci crederanno i reatini perché certe cose si fanno
quando si governa, non in campagna elettorale - scrive Roberto
Lorenzetti - Tanto più che se davvero dovesse abolire l'Ici
Emili aumenterebbe il numero degli autovelox, che durante
il suo mandato sono diventati la seconda tassa per ordine
di grandezza sui cittadini". Autovelox che magari sarà il
caso di spegnere sabato tanti saranno non solo i privati cittadini
ma militanti e simpatizzanti politici in viaggio per Roma:
al Family day "contro la sciagurata politica del Governo Prodi
che vuole sgretolare la famiglia" ci tengono a far sapere
che andranno il sindacio Giuseppe Emili, l'azzurro Nazzareno
Figorilli (Mcl), gli amici dell'Udeur, quelli della Democrazia
Cristiana per le Autonomie (Leoncini , che oggi sarà ospite
della Tribuna Politica in onda su Rai 3 dalle 13.10) e quelli
di Rieti Viva. Anche l'onorevole Guglielmo Rositani fa sapere
che andrà a Roma ma al Family Pride (anche se pride di solito
c'è parata dei gay): "A tutelare la famiglia - dichiara in
una nota - prima ancora che Bibbia e Vangelo è la Costituzione".
Se sana e robusta ancora meglio.
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di A. L.
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del 10 maggio 2007 |
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BRACCIO DI FERRO SULL'ECONOMIA
E' andato in scena ieri pomeriggio, presso
la sede dell'Assindustria reatina di Via Mercatanti, il secondo
forum di questa campagna elettorale con i candidati alla carica
di primo cittadino del Comune di Rieti. Assente la candidata
Nazzarena Desideri del Partito Comunista dei Lavoratori, gli
altri quattro, Giovanni Bernardinetti (Dc), Giuseppe Emili
(Cdl), Gaetano Papalia (Unione) e Paolo Tigli (Rieti Viva
- Terzo Polo), si sono confrontati con i problemi della realtà
economica e produttiva locale davanti ad un'attenta platea
di industriali e costruttori. Dibattito sostanzialmente sereno
che si è aperto con brevi presentazioni dei candidati ed è
proseguito con numerosi interventi degli imprenditori, compresi
alcuni giovani, e con le successive risposte degli aspiranti-sindaco.
Molti i temi toccati; dalle conseguenze della fine della cassa
del mezzogiorno ai problemi infrastrutturali di Rieti, passando
per il radicamento delle industrie nel nostro tessuto sociale,
la cultura dell'imprenditoria in città e le azioni concrete
da mettere in campo per rilanciare l'economia reatina e aumentare
la ricchezza locale. Più di due ore, tanto è durato il confronto
a quattro, per spiegare progetti e programmi che ognuno dei
candidati intende portare avanti, anche di concerto con il
mondo dell'industria, qualora riuscisse ad aggiudicarsi la
vittoria nelle elezioni amministrative in calendario il 27
e 28 maggio prossimi.
EMILI: "E ORA UN ENTE FIERISTICO"
Forse era quello che aveva meno bisogno dei
primi minuti di presentazione, essendo sindaco uscente, ma
Giuseppe Emili non si risparmia davanti agli industriali e
si definisce subito "un uomo di destra che ha abbracciato
il bipolarismo. La coalizione che mi sostiene va oltre il
centrodestra; è la casa dei valori comuni che sono nel Dna
di tutti noi. Sono per la famiglia naturale, per la vita,
per la proprietà privata e l'imprenditoria in funzione sociale"
- spiega - "e credo che al centro del mondo ci sia l'uomo,
da questo deriva la mia grande attenzione verso gli imprenditori
perché ogni uomo è artefice della propria fortuna". Emili
ripercorre le "3 fasi" dell'industrializzazione reatina "messa
in crisi dall'arrivo della globalizzazione. Oggi lo sviluppo
non può prescindere dall'industria ma è necessario riconvertire
le aziende manifatturiere in altre di eccellenza e di qualità",
e non risparmia una stoccata alle istituzioni superiori -
Regione e Provincia - quando ricorda come "troppo spesso ci
si è fatti grandi con parole vuote che vanno riempite, come
il Polo Tecnologico". Dunque per Emili "un grande aiuto al
radicamento delle imprese a Rieti deriverebbe dalla rottura
dell'isolamento infrastrutturale. La nostra è la coalizione
giusta per fare questo, a sinistra invece hanno il rigetto
per le infrastrutture, vedi la Tav". Emili, rispondendo ad
un imprenditore, indica poi come "necessaria la sburocratizzazione
ma è compito dell'amministrazione centrale, del Parlamento"
e elogia i piccoli e piccolissimi imprenditori reatini "che
con la loro intelligenza hanno saputo in gran parte sopperire
alla fine delle aziende manifatturiere in termini di occupazione.
La ricchezza di Rieti è in larga misura da attribuire a loro".
Infine il candidato del centrodestra elenca in concreto cosa
fare per lo sviluppo nei prossimi 5 anni: "Primo, un ente
fieristico in sintonia con quello di Milano. Poi continuare
a valorizzare le nostre bellezze, ricordo che a settembre
riapre il gioiello del Vespasiano dopo la ristrutturazione.
Continuare a curare l'aspetto della città per renderla sempre
più attraente e infine sviluppare l'Università, che già conta
1450 studenti, costruendo un campus polifunzionale nell'area
dell'ex mattatoio tramite il project-financing". Infine l'ultima
stoccata al governo regionale: "Preciso che il Piano Regolatore
la mia giunta l'ha approvato. Ora aspettiamo la Regione".
PAPALIA: "LOTTA ALLA DISOCCUPAZIONE"
Prima di presentarsi Gaetano Papalia scherza
descrivendo la "strana sensazione di trovarsi a guardare gli
imprenditori al di qua del tavolo" per lui che imprenditore
lo è stato, e lo è tutt'ora, "nel campo dei servizi e dello
spettacolo" come spiega poco dopo elencando il proprio curriculum
di studi e di attività lavorativa. "Certo" - spiega prima
di addentrarsi sui temi dell'incontro - "se la mia scelta
di candidarmi andrà a buon fine non potrà convivere con l'impegno
da imprenditore, ma ho deciso di affrontare questa sfida per
rigenerarmi e trovare nuovi stimoli". Parte poi ribadendo
uno dei cavalli di battaglia di questi giorni, quel "tavolo
da sviluppare per l'intera legislatura tra datori di lavoro
e sindacati, con il Comune a fare da garanzia" accennato spesso
nei giorni scorsi, al quale però questa volta aggiunge una
quarta gamba "l'università". Il presidente di Assindustria,
e a.d. della Eems D'antonio, pungola il candidato dell'Unione
ricordando come "patti e tavoli ce ne siano stati fin troppi"
e si dice perplesso della "partecipazione di tutti", con ovvio
riferimento ai sindacati. Papalia risponde sottolineando che
"sarebbe una scelta miope" escluderli "da uno strumento che
può servire ad eliminare le tensioni sociali e ad instaurare
un nuovo rapporto tra Comune e imprese". Il candidato dell'Unione
inoltre spiega come "il problema delle imprese reatine" sia
quello di "non essere legate al territorio non avendo alcun
fattore della produzione, se non i lavoratori, ancorati alla
realtà locale", per questo "è necessaria una mappatura della
produzione che permetta di indirizzare il mercato verso ciò
che viene prodotto, e chi l'ha detto che questa azione non
può essere fatta dall'amministrazione comunale? Per noi si
può fare ed è necessario ricercare mercato al di fuori delle
mura cittadine guardando innanzitutto a Roma". Altra criticità
per Papalia è la situazione sociale "con disoccupazione e
percentuale di lavoro precario preoccupante", mentre un'opportunità
"utilizzata da tante altre parti, tranne che qui, è l'urbanistica
concordata". E ancora, parla dello sviluppo dell'università
"da coordinare con la mappa imprenditoriale". Infine, alla
pari dei colleghi candidati, indica alcuni obiettivi concreti:
"un'azione di dew diligence per conoscere le reali risorse
a disposizione e un'azione per legare la realizzazione dei
servizi e dei prodotti alle tipicità del territorio per uno
sviluppo sostenibile".
TIGLI: "RICONVERTIRE L'AREA DELL'EX
ZUCCHERIFICIO"
"Mi fa piacere tornare dopo 18 anni a parlare
davanti agli industriali". Così il candidato sindaco del Terzo
Polo-Rieti Viva, Paolo Tigli, saluta la platea di Assindustria,
ricordando che lui primo cittadino di Rieti già lo è stato
"ma molti problemi di allora ci sono ancora oggi, aggravati
dal passare del tempo, basti pensare all'ex Zuccherificio,
in queste condizioni da 35 anni". E proprio la riconversione
delle ex-aree industriali, quindi anche Montedison e Snia,
secondo Tigli sono la prima priorità di quello che lui stesso
definisce un "microimpegno fatto di 4 o 5 punti, ma tutti
realizzabili". Si parte, appunto, da queste aree "da mettere
insieme nel contesto di un progetto di sviluppo unitario",
passando poi alla necessità "di riportare a Rieti quelle 8,
10mila persone che possano restituire lo standard minimo per
un capoluogo di provincia", allo sviluppo del Terminillo "per
il quale la soluzione migliore è l'Ente Parco che imponga
decisioni ai comuni coinvolti che altrimenti non si metterebbero
mai d'accordo", del "termalismo" di Fonte Cottorella e della
"grande risorsa rappresentata dall'aeroporto e dal volo a
vela, attorno al quale va creato un indotto", fino ad arrivare
al "minimo" recupero dell'agricoltura nella Piana Reatina
"costituendo una piccola filiera che guardi al mercato capitolino".
L'ex Sindaco Tigli non manca di dire la sua anche sullo sviluppo
infrastrutturale di Rieti: "E' necessario raddoppiare la Salaria,
magari senza seguire in pieno il maxi-progetto attuale ma
comunque trovando soluzioni adeguate e completare la Rieti
- Torano. Sulla ferrovia invece ho forti perplessità" - conclude
il candidato di Rieti Viva - "mi rimane difficile credere
che nella situazione attuale lo Stato e le Fs possano impegnare
quelle cifre per questo territorio. E comunque ci vorrebbero
15 o 20 anni per realizzarla".
BERNARDINETTI: "PIU' SPAZIO ALLA NOSTRA
UNIVERSITA'"
Si presenta alla platea degli industriali
spiegando innanzitutto il perché della scelta di riproporre
"in solitaria, equidistante dalle faziosità della destra e
della sinistra" il simbolo della Dc Giovanni Bernardinetti.
"Un simbolo che ha fatto tanto anche per l'economia della
nostra città, basti pensare alla nascita del nucleo industriale
e alla figura di Franco Maria Malfatti" - esordisce - "c'è
necessità di centro per gestire l'economia e la mia discesa
in campo è un aiuto alla città". Indica poi nell'università
il primo aspetto sul quale vorrebbe lavorare se riuscisse
ad ottenere il favore dell'elettorato, per la quale "vanno
reperiti innanzitutto gli spazi e alla quale bisogna fornire
gli adeguati servizi poiché, anche se la politica se ne sta
accorgendo ora, l'università c'è dal 1993, 1994". Dalla auto-presentazione
si passa poi alle sollecitazioni fornite dalla platea e Bernardinetti
sottolinea come sia "ovvio che la burocrazia è nemica dell'industria.
Ma nella nostra città un altro problema, che io ho visto da
vicino, è che troppo spesso progetti e programmi si decidevano
nelle stanze troppo lontane dalla realtà. Ciò non ha permesso
di intraprendere le strade giuste per lo sviluppo". E allora
cosa fare, in concreto, per risollevare le sorti della città?
"Il Comune deve dialogare con le imprese e lo sviluppo deve
passare attraverso il marketing territoriale ed il turismo.
E' necessario che istituzioni ed imprenditori lavorino insieme.
Certo che, ad esempio, senza il Piano Regolatore Generale
è difficile immaginare uno sviluppo". Infine non risparmia
una critica allo sviluppo del nucleo industriale "sfregiato"
- secondo il candidato Bernardinetti - "con la trasformazione
degli edifici industriali in commerciali. Così si è distrutta
l'idea stessa di nucleo industriale".
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di Marco Fuggetta
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del 08 maggio 2007 |
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"BENVENUTO CHIAMA A RACCOLTA L'UNIONE"
"Vogliamo dotarci di nostri referenti per
intervenire sulle decisioni". Così il segretario regionale
della Uil, Luigi Scardaone, ha introdotto ieri l'appuntamento
del "suo" sindacato alla Sala dei Cordari, alla presenza del
Senatore Giorgio Benvenuto, già segretario nazionale della
Uil, e del candidato dell'Unione Gaetano Papalia. L'occasione
era la presentazione dei due candidati espressione del mondo
Uil "per i quali dobbiamo remare tutti" - ha affermato il
senatore Benvenuto - "e sul quale dobbiamo coagulare tutti
i voti, perché i solisti che si candidano in altri partiti,
3o4 mi sembra con l'Udeur" - ha aggiunto Scardaone - "disperdono
solo i voti senza possibilità di essere eletti". Dunque i
candidati Uil Domenico Mareri e Alviso Casciani saranno nella
lista Nuova Rieti "perché le liste civiche permettono di incidere
senza essere classificati". Alla destra di Scardaone sedeva
Papalia: "Dobbiamo dare l'assalto alla roccaforte della destra
in preda ad autarchia economica e narcosi culturale. Metaforicamente"
- ha detto il candidato dell'Unione - "Rieti è una cittadella
medievale nella quale dobbiamo sfondare la porte di ingresso
per guardare lontano e allargare gli orizzonti, cominciando
da Roma. La vostra scelta" - ha concluso rivolgendosi alla
platea Uil - "è prodromica al Patto di legislatura che faremo
con sindacati e datori di lavoro". Lo stesso concetto Papalia
lo ribadisce qualche minuto dopo a poche decine di metri di
distanza, in quel dell'Hotel Serena dove "il trattore elettorale"
Vassallo - come lo definisce simpaticamente un iscritto -
insieme al segretario regionale Verzaschi e a quello provinciale
Murrali presentano la lista dell'Udeur. "Un'anticipazione
di quello che mi auguro avverrà a livello nazionale" - dice
Verzaschi commentando l'inserimento di candidati del movimento
Idm di Follini nella lista Udeur - "per rafforzare il centro".
Cosa che avverrà, stando a sentire Papalia, "perché la vostra
è la migliore lista delle 10 che mi appoggiano, avrete un
risultato straordinario e io sarò veramente contento". E su
questo non c'è dubbio.
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di Marco Fuggetta
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del 06 maggio 2007 |
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"Il significato politico è molto più spiccato
del passato perché questa volta presentiamo la lista dell'Ulivo
dopo che i congressi di Ds e Margherita hanno sancito la nascita
del Partito Democratico". Così la coordinatrice dei Dl, Elena
Leonardi, ha "benedetto" la lista unitaria Ds - Margherita
nella conferenza stampa di ieri. Spesso e volentieri, nelle
battute iniziali della presentazione, è venuto fuori il richiamo
al futuro Partito Democratico, oltre che nelle parole della
Leonardi anche in quelle del segretario Ds Marino Marinangeli
che ha definito la lista dell'Ulivo a Rieti "piena di idee
e capacità in grado di dare il decisivo contributo per un
nuovo sviluppo e per dare nuove prospettive alla città". Quell'Ulivo
che vede Giosuè Calabrese capolista "dopo lo straordinario
risultato delle primarie che ha sancito un rapporto equilibrato
tra le due componenti che si confrontavano" - ha detto il
presidente del consiglio provinciale - "Questa campagna elettorale
non è facile, nulla è scontato, e noi dobbiamo agganciarla
ai temi della vita amministrativa, facendo non un battaglia
contro ma per". Per che cosa? "Per completare la filiera che
va dal governo Prodi, alla Regione con Marrazzo, alla Provincia
con Melilli, manca l'ultimo anello" - spiega con sincerità
il consigliere regionale, e candidata, Anna Maria Massimi
- "Così riusciremo a concretizzare il nostro programma nel
quale, in tutti i suoi punti, si può ritrovare un filo rosso
rappresentato da alcune parole come sviluppo e lavoro". Il
medesimo concetto espresso poco prima della stessa Leonardi
- "Ulivo punto di riferimento per Papalia affinché si realizzi
il programma basato su sviluppo e lavoro". Dunque, oltre al
Partito Democratico, l'altra gettonatissima parola era "lavoro",
e pazienza se siamo in campagna elettorale per "l'ultimo anello
della catena" cioè l'amministrazione comunale e non per il
rinnovo dei due rami del parlamento. Lavoro, la parola suona
e risuona nell'aula consiliare. Per Rino Bianchi dei Re dovrebbe
derivare "innanzitutto da una crescita culturale della città",
per il candidato Sindaco Gaetano Papalia "da sostenere non
solo in chiave disoccupazione ma anche in chiave lavoro precario
e poco garantito. E' necessario un patto sociale" - ha detto
il candidato sindaco del centrosinistra - "per evitare alcuni
scempi e per attenuare lo scoraggiamento dei giovani e delle
donne. E' necessario" - ha aggiunto - "aumentare il potere
d'acquisto dei redditi fissi attraverso la gradualità delle
imposte". Per fare tutto questo big Gaetano confida in ciò
che lui stesso definisce "esercito della liberazione" - cioè
la lista dell'Ulivo - "dalle catene che tengono ferma Rieti,
ormai in preda a narcosi culturale e autarchia economica.
Lavoreremo sodo" - conclude il candidato dell'Unione - "parlando
con la gente, senza raccogliere le provocazioni di avversari
che, privi di argomenti, tentano di usare percorsi detestabili
per imbarbarire il confronto". La battaglia è partita. L'
"esercito" è pronto.
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di Marco Fuggetta
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del 05 maggio 2007 |
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"TIGLI, NO INVENZIONI, RECUPERIAMO
LA DIMENSIONE SOCIALE"
Tempo di presentazione ufficiale anche "Rieti
Viva", il famoso terzo polo che si colloca al centro con un
occhio a sinistra. Nella sala congressi dell'Asi al Nucleo
Industriale la prima fila è rigorosamente riservata ai 28
candidati, che alle loro spalle riescono a portare circa 150
persone, attente nell'ascoltare il "loro" candidato (ex) Sindaco
Paolo Tigli che siede da buon (ex) professore in cattedra,
affiancato unicamente dalla buona compagnia del primo supporter
del movimento, il segretario Cisl Natale Raccogli - presente
in sala, tra gli altri, anche il vice Nando Bussi - E così,
dopo un intervento sulla realtà industriale e sulla crisi
sociale della città di Raccogli, Paolo Tigli fa un lungo excursus
storico, ricordando la costituzione della nostra provincia
- "unendo parti che poco avevano in comune" -, ripercorrendo
"il lento declino" che ha portato Rieti ad abbandonare l'agricoltura,
a vedere "dimezzati" gli operai nelle industrie rispetto agli
anni della cassa del mezzogiorno e che soprattutto "l'ha gettata
in una frammentazione sociale che inevitabilmente genera egoismo.
Il segreto" - ha detto Tigli - "è recuperare la dimensione
sociale dello stare insieme e del lavorare insieme che è la
base di partenza per progetti di sviluppo che devono puntare
sulle risorse che ci sono senza inventare progetti, come fa
qualcuno, che non si realizzeranno mai". Nel frattempo, sempre
nella giornata di ieri, è arrivata una nota congiunta del
segretario dei Ds Marino Marinangeli e del coordinatore della
mozione Mussi, Gian Piero Marroni, nella quale si smentiscono
le indiscrezioni e le voci di corridoio che davano la quercia
attraversata da dissidi sulla collocazione in gruppi differenti
da quello dell'Ulivo dei candidati eventualmente eletti.
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di Marco Fuggetta
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del 04 maggio 2007 |
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COMUNALI: PRIMARIE PROVE DI ALLEANZA
Non è rock, è politica ed è maledettamente
lenta, vaga, solo a tratti incisiva e dirompente. Dietro il
tavolo i cinque candidati a sindaco di Rieti, Giovanni Bernardinetti,
Nazzarena Desideri, Giuseppe Emili, Gaetano Papalia e Paolo
Tigli, necessariamente uguali in ossequio alla par condicio,
naturalmente diverse per storie e caratura personale. Di qua
la platea piccola ma interessata e a suo modo appassionata
del laicato cattolico cittadino (ma ci sono anche tre sacerdoti,
don Benedetto Falcetti, don Lino Marcelli e don Giovanni Franchi)
chiamati a raccolta dal quindicinale Frontiera per quello
che è stato il primo forum a 5 della campagna elettorale.
I temi d'area hanno la precedenza - e quindi i servizi sociali,
le politiche per la famiglia, il lavoro e lo sviluppo - ma
nelle due ore di confronto ci si dovrebbe far stare tutto,
il commercio e la ztl, l'ex Zuccherificio e l'aeroporto, l'Università
e il centro storico, la ferrovia per Roma e la metro di superficie.
E magari, perché no, anche un po' di politica ficcanasando
sulla Giunta che sarà e, se sarà ballottaggio, sugli apparentamenti
del secondo turno. La prima ad arrivare e l'ultima ad andarsene
è Nazzarena Desideri, Partito Comunista dei lavoratori, seguita
come un'ombra dal marito: a molte domande candidamente ammette
di non aver risposte. D'altronde la sua candidatura "è una
provocazione rivolta in prima battuta alle donne perché si
affaccino alla politica e, in quanto disabile, per avere politiche
sociali degne di questo nome". Giovanni Bernardinetti muove
invece da una mozione degli affetti: "Mi sono buttato nella
mischia con un simbolo storico, lo scudocrociato, cui si deve
la crescita di questo paese. E da imprenditore quale sono,
quello che cercherò di fare è rinnovare il volto della città
moltiplicando le occasioni di lavoro". Con Papalia, Emili
e Tigli il registro è oggettivamente diverso: Emili potendo
spendere l'esperienza di sindaco - e prima di assessore -
inanellando le cose già fatte (dai servizi sociali alle aiuole)
e bollando di fantasiosità quello che promettono di fare gli
altri. Tigli lavorando si di memoria storica (lui che sindaco
lo fu) ma dimostrando anche una lettura del presente spigolosa
e chiamando l'elettorato a scelte coraggiose: "Ci sono i programmi,
è vero, e ci sono i partiti ma ci sono anche le persone e
sono quelle che vanno pesate". Papalia sembra andare a corrente
alternata, certi temi lo appassionano, altri molto meno ma
sullo stile ribadisce: "Ai partiti e al consiglio comunale
spetta elaborare le linee programmatiche, al sindaco attuarle.
Questo significa che sceglierò la mia Giunta in base alle
competenze e alla capacità badando ogni volta a scegliere
assessori migliori di me, come faccio nelle mie aziende. Ai
partiti chiederò una rosa di nomi, ma se tra quelli che mi
faranno non troverò nessuno che mi dia questo genere di garanzie
ne farò a meno". Questo agli apparentamenti in caso di ballottaggio
"sono pronto a farne con tutti fuorché con il candidato del
centro destra". Che a sua volta è ugualmente pronto a farne
"ma solo con chi condivide la mia scala di valori ideali".
Bernardinetti è più realista: "Si sa come va la politica,
ci si mette d'accordo: noi adesso siamo al centro spaccato.
Poi si vedrà in base ai programmi". Tigli è caduto al limite
della reticenza: "Il giudizio su chi ha governato la città
è negativo ma lo è altrettanto quello su chi non ha saputo
in tanti anni contrapporre una visione alternativa delle cose.
Quanto a noi, il primo obiettivo è avere una presenza in consiglio
comunale: vedremo la forza che ci darà gli elettori. Poi ragioneremo
tra noi e decideremo il da farsi, ma non per la lista, piuttosto
per la città". Sulle cose da fare spuntano però analogie sorprendenti:
è il caso della proposta di convertire la Caserma "Verdirosi"
ad un uso pubblico (Università) favorendo il potenziamento
della Scuola Nbc nell'area del "Ciuffelli" già occupata con
Nubich. Emili lo dice "a bassa voce", Tigli "forte e chiaro".
Quanto all'aeroporto, invece, tutti d'accordo sulla bontà
dei venti, molto meno quando si scende sulla terra ferma:
"E' roba dell'Enac, gli enti locali non possono farci nulla"
la linea Emili. "Basta con la burocrazia: prendiamo in mano
la situazione e facciamo fruttare quella struttura", dice
Tigli, ma non con la pista in cemento cara a Bernardinetti
"perché il volo a vela non ammette sovrapposizioni col volo
commerciale". E' la politica che sembra non perderle mai le
correnti ascensionali, incentrata tra volo a vista e volo
a bassa quota. Quanto all'aria, invece, quanta ne volete".
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di Alessandra Lancia
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del 04 maggio 2007 |
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UDEUR: ECCO IL DISEGNO DELLA NUOVA RIETI
Il Campanile dell'Udeur cerca spazio e nel
presentare la lista alle Comunali abbozza un disegno della
città: "Il centro storico deve rafforzare l'offerta di servizi
- premette l'ingegner Luciano Pitoni, ex dirigente dell'Asm,
neofita della politica - ma allora bisogna ricucire il tessuto
antico con quello via via più esterno". Come? Immaginando
una sorta di Rieti sotterranea fatta di sottopassi, parcheggi,
tapis roulant in grado di garantire la sosta alle vetture
e la fruibilità rapida del centro storico. "Penso al tracciato
della ferrovia tra Stazione, ex Zuccherificio e Viscosa :
costruendo un sottopasso si può collegare via Porrara con
il parcheggio coperto di piazza Mazzini eliminando gli attuali
accessi che limitano fortemente viale Morroni. E tutto questo
in sotterranea, liberando il traffico in superficie e creando
una sorta di parcheggio infinito e invisibile". Dalla Stazione
Fs Pitoni toglierebbe anche ce n'è una ampia e libera alla
fine di viale Matteucci, tra Perseo e Vanoni - continua Pitoni
- mentre per ciò che riguarda il traffico delle auto penso
ad altri parcheggi lungo la Giorlandina e a una passerella
pedonale all'altezza del campo scuola: a piedi si arriverebbe
in centro in 5 minuti". Già, il centro, il vero cruccio dell'Udeur,
sia sul piano politico - "siamo moderati, ovvero allenati
a cercare in ogni controversia un punto di equilibrio per
un bene che sia davvero comune", dice il neo segretario provinciale
Paolo Murrali - che cittadino: "Abbiamo seguito con grande
attenzione le polemiche su commercio e ztl - dice Maurizio
Vassallo - confidiamo in un confronto pubblico tra residenti,
commercianti con tutte le forze politiche per ragionare insieme
sul tema della viabilità e dei problemi del piccolo commercio".
Se non ora, quando?
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di Alessandra Lancia
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del 30 aprile 2007 |
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LE LISTE SUPERANO L'ESAME DELLE COMMISSIONI
Tutte ammesse le 22 liste presentate a sostegno
dei cinque candidati sindaco in corsa per le Comunali del
27 e 28 maggio: la maratona degli impiegati del Comune e della
Prefettura tra le 5000 firme di presentazione, seguita alle
verifiche sui 782 candidati consiglieri è finita alle 8 di
ieri sera con 3 nominativi cancellati per irregolarità formali.
Nessun problema invece sul fronte delle compatibilità tra
nomi e simboli di Dc, Udc e Democrazia Cristiana per le autonomie:
lo scudo crociato "originale" schiera autonomamente un suo
candidato sindaco (Giovanni Bernardinetti), Udc e Dc per le
autonomie concorrono per la riconferma a sindaco di Giuseppe
Emili. Ultimo adempimento formale stamane alle 9,30 per l'estrazione
delle liste per stabilirne la sequenza sulla scheda. Ieri
intanto è cominciata in città la caccia al nome, all'insegna
del chi c'è e chi no al seguito dei 5 (con Emili e Bernerdinetti,
Gaetano Papalia per l'Unione, Paolo Tigli con Rieti Viva e
Nazzarena Desideri per il Pc dei Lavoratori) e delle curiosità:
6 i cittadini stranieri in lista, e per un ventunenne (Gabriele
Bizzoca) che guida la lista dei ragazzi di Controvento "con
un'idea pazzesca in testa: cambiare questa città", una giovane
ottantasettenne, Isolina Amaranto, che ha accettato di buon
grado di riempire una casella rimasta libera in Forza Italia.
Medici in sala consiliare non mancheranno, c'è da giurarci
e nemmeno insegnanti e dirigenti scolastici, avvocati e ingegneri.
Non che i politici abbiano fatto un passo indietro: con Paolo
Tigli - ex sindaco che ci riprova dopo 17 anni - tiene le
posizioni Paolo Bigliocci - che sindaco lo fu nel '93, oggi
capolista del Psdi - e Augusto Giovannelli - predecessore,
suo malgrado, di Tigli, che segue a ruota Ivano Paggi nella
testa di lista dello Sdi. Ettore Saletti non ha nemmeno dovuto
aspettare un turno (guida la lista del Pri da assessore uscente)
mentre per la prima volta dai gloriosi anni Settanta non c'è
Antonio Cicchetti (e incredibilmente nemmeno suo figlio).
Cavalieri gli amici dell'Udeur di Paolo Murrali che hanno
riservato alle donne i primi posti nella lista e un occhio
di riguardo ai giovani "perché tornino ad interessarsi di
politica garantendo un naturale ricambio della classe dirigente
che negli ultimi anni è venuto a mancare". Ora agli elettori
scegliere.
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di Alessandra Lancia
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del 29 aprile 2007 |
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COMUNALI, UNA POLTRONA PER CINQUE
Cinque in fila per la fascia tricolore del
sindaco: in rigoroso ordine alfabetico, Giovanni Bernardinetti,
ex presidente della Camera di Commercio per la Dc, Nazzarena
Desideri, la pasionaria di Poggio Bustone per il Partito Comunista
dei lavoratori, Giuseppe Emili sindaco uscente di An sostenuto
da 9 liste, Gaetano Papalia presidente della Nuova Sebastiani
Basket candidato del centrosinistra (10 liste) e Paolo Tigli
ex sindaco del Pci, sostenuto dal movimento Rieti viva. Ventidue
le liste in campo per un totale di 782 candidati a contendersi
le 40 sedie (nemmeno poltroncine) del consiglio comunale e,
i più votati tra i vincitori gli scranni di Giunta. Non proprio
comodissimi ma evidentemente allettanti se quasi tutti gli
uscenti sono di nuovo in pista per rientrare. Ma partiamo
dai candidati a sindaco: la novità è Giovanni Bernardinetti
in campo con la Democrazia Cristiana, "non una lista di commercianti
ma proprio una lista di bandiera perfettamente equidistante
da destra e sinistra" dice il segretario Elio Longo, che invece
alle Primarie dell'Unione aveva sostenuto Calabrese "in quanto
democristiano". In verità a parte l'inconfondibile scudocrociato
libertas bianco-rosso su fondo azzurro, non è rimasto molto
altro del partito che dominò (anche) la politica reatina fino
alla sua implosione, 14 anni fa. I diccì, insomma, bisogna
andare a cercarli altrove: Longo ha però badato ad allegare
alla sua lista atti e sentenze che inibiscono altri partiti
dall'uso del nome e del simbolo (al vaglio dell'ufficio elettorale
i casi dell'Udc e della Democrazia Cristiana per le autonomie).
Vacilla anche la posizione di Bernardinetti in seno all'Ascom:
"Una scelta personale la sua - si legge in una nota del Vicario
Orlando Iannello - e in contrasto con le indicazioni date
dalla Giunta". Tutte da leggere, comunque, le liste in campo:
tra grandi ritorni e silenziosi addii. Da An, per dire, nessun
Cicchetti in lista ma Giovanni Rositani (di Guglielmo) e Antonio
Emili (di Lorenzo); dall'Udc arriva Walter Sabetta, dalla
Fiamma Giovanni Vicentini. Forza Italia non rinuncia quasi
a nessuno dei suoi big (a parte Luigi Gerbino) e lancia Giuseppe
Diana (direttore provinciale dell'Ufficio del Lavoro); la
fastidiosa omonimia tra Lidia e Fabio Nobili è risolta a favore
della prima, tra le teste di lista, mentre per il presidente
uscente della seconda circoscrizione bisogna arrivare alla
"N" e considerare il soprannome (ehm, Cianchetta). Il Pri
va sul sicuro, con l'ex sindaco Ettore Saletti (lo slogan
non a caso è Ieri, oggi, domani), il direttore del centro
giovanile comunale Davide Festuccia e il consigliere uscente
Elenio Santoprete; l'Udc di Mauro Lattanzi perde pezzi ma
non demorde (in lista l'ex assessore azzurro Antonio Gentile,
l'ex sindaco di Antrodoco Maurizio Faina e gli uscenti Antonio
Boncompagni e Gianni Turina). Campagna acquisti di rilievo
invece per la Lista civica di Gianfranco Formichetti che schiera
l'ex vicesindaco (sfilato dall'Udc) Stefano Eleuteri e con
loro Francesco Buttarelli e Andrea De Nicola. Tiene le posizioni
(e i candidati) la Dc di Marzio Leoncini mentre l'Udeur di
Maurizio Vassallo (e siamo nel centro sinistra) recupera Alberto
Brunelli (ex segretario provinciale della Uil, dirigente scolastico
al Marconi), Pierino Mancini (anche lui della Uil, ex consigliere
popolare), Giorgio Gatta (ex dell'Udc) e Marco Giuseppini
(ex Lista civica). Panchina lunga anche per Gaetano Papalia
che nella lista civica Nuova Rieti guidata da Giovanni Angelucci
iscrive Domenico Zampolini e Enrico Miluzzi (direttamente
dal Palasojourner) ma anche l'ex comandante dei Vigili urbani
Alfredo Trinchi, il leader dei Pendolari Claudio Infussi,
l'eterno uomo-sandwich Benito Rosati (in rotta con i Verdi)
e Francesco Rinaldi, il cantautore dei piccoli. Nell'Ulivo
tutti in pista con i consiglieri comunali uscenti di Ds e
Margherita ma all'appello del caopolista Giosuè Calabrese
dalla Provincia non risponde nessuno a parte Vassallo e Vincenzo
Rinaldi. In compenso tornano Angelo Dionisi e Riccardo Bianchi
e da casa Carotti arriva Italo (di Pietro). Giovani e giovanissimi
i candidati di Controvento (guida Gabriele Bizzoca, 21 anni
) mentre Rieti viva opta per i quarantenni (tra loro Giovanni
Laureatti, Stefano Rossi, Tullio Ciogli); tra i Verdi, guidati
da Roberto Lorenzetti e Giancarlo Cammerini, c'è anche il
cantautore Raffaello Simeoni.
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di Alessandra Lancia
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del 27 aprile 2007 |
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GIOSUE' CALABRESE GUIDERA' LA LISTA DELL'UNIONE
E' ufficiale: Giosuè Calabrese sarà capolista
dell'Unione alle prossime amministrative per il capoluogo.
Lo ha reso noto lo stesso presidente del consiglio provinciale
spiegando che "è possibile uscire dall'attuale gravissima
crisi e sognare di ricostruire Rieti secondo il progetto di
città futura, giovane ed europea insieme con Gaetano Papalia".
Ogni riserva è stata sciolta dopo l'ultimo colloquio d'approfondimento
sul programma. "Sono fermamente convinto - ha spiegato - che
i problemi che il nuovo consiglio comunale dovrà affrontare
per costruire la Rieti del futuro, giovane, una politica per
la natalità, per la casa, per il lavoro, la fabbrica, la scuola
e l'università". Nel ringraziare per la designazione unanime,
Calabrese ha sottolineato che "non trascurerà, ma anzi esalterà,
i rapporti con i partiti che lo hanno sostenuto alle primarie
e valorizzerà il raccordo con gli altri partiti del centrosinistra,
non interrompendo il dialogo con i reatini".
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del 27 aprile 2007 |
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La conferma l'ha data il diretto interessato,
Giosuè Calabrese sarà il capolista dell'Ulivo nelle prossime
elezioni amministrative di maggio. Soprattutto "per non disperdere
il grande patrimonio delle primarie", come detto qualche giorno
addietro, e quindi anche per non correre il rischio di vedere
un Ulivo un po' troppo colorato di rosso, con conseguente
indebolimento dell'ala moderata e riformista già alle prese
con il "fuoco amico" del terzo polo. E cosi il capolista Giosuè
Calabrese ieri ha commentato anche uno dei temi di questi
giorni, la vittoria della Sebastiani basket che sta diventando
sempre di più argomento del confronto elettorale. La chiave
di lettura che fornisce il Presidente del Consiglio provinciale
però è più articolata, se volete, sociologica e parte da lontano.
Da quegli anni 70 - precisamente il 1973 quando sempre Pesaro
rappresentò l'ingresso nel paradiso della massima serie cestistica
per il team reatino - periodo "cruciale della nuova industrializzazione
e dello sviluppo della rete scolastica e della costruzione
delle grandi opere civili come le rettifiche della Salaria,
il nuovo ospedale generale provinciale e il grande depuratore
posto a servizio del Nucleo industriale e della città. Il
basket vi contribuì, anche apportandovi risorse dall'esterno,
finanziarie ed economiche indotte e poi sul piano culturale,
per la spinta che seppe dare sul piano innovativo, morale
e su quello civico". Secondo Calabrese quindi "il successo
non è un evento distaccato dalla nostra realtà" ma è anche
il frutto del lavoro dell'Amministrazione provinciale che
"ha contribuito con atti concreti e consistenti, che si riassumono
nell'acquisto del Palasport, nella costruzione di un razionale
parcheggio, nell'appalto concorso in via di espletamento per
adeguare l'impianto sportivo alle norme di sicurezza, nei
contributi annui e nelle spese generali di gestione che sono
entrambi ingenti". Per questo, ma anche per non rischiare
di "lasciare nulla di intentato per vincere", Giosuè Calabrese
conclude segnalando "come importante e decisivo che l'intera
giunta provinciale si candidi nelle rispettive liste di riferimento
di ogni singolo assessore, mettendo a disposizione dell'intera
coalizione il peso della esperienza e i frutti del lavoro
amministrativo compiuto. Questo hanno già fatto con generosità
alcuni degli assessori provinciali". Intanto qualcuno che
non sarà candidato dal proprio partito, o almeno dal partito
nel quale ha militato negli ultimi mesi, sarà il consigliere
comunale uscente Marco Giuseppini, che è stato espulso ieri
dal Psdi. Già, perché nonostante fosse stato eletto nel 2002
nella lista civica "Per Rieti" in sostegno ad Emili, abbandonò
poi la maggioranza circa un anno fa passando con il Psdi di
Bigliocchi - senza tralasciare di essere membro in alcune
commissioni - e ora, con l'ennesimo colpo di scena, cercherà
di riconfermare i 150 voti ottenuti nel 2002 in un'altra lista,
sembra in quella dell'Uduer. "Il partito ha la sua dignità
che deve essere difesa" - ha commentato lo stesso Bigliocchi
- "Sono deluso per il rapporto umano che c'era. La norma dello
statuto è chiara, il nostro partito non può essere un traghetto
per arrivare ad altre destinazioni".
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di Marco Fuggetta
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del 27 aprile 2007 |
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ELEZIONI, GUERRA A SUON DI MANIFESTI
Ancora la guerra con i poster, muro su muro,
non è iniziata e i candidati sindaco, e non solo loro, hanno
iniziato a battagliare a suon di 6 x 3. Ci sono quelli del
sindaco Emili, quelli degli sfidanti, Papalia e Tigli. Ma
c'è pure l'assessore Fabbro che ti viene incontro seguito
da un gruppo di giovani, oppure quelli sempre azzurri e forzisti,
della candidata al consiglio comunale Zelinda De Marco. Per
gli altri solo poster con le facce dei politici locali e degli
aspiranti tali che sorridono ai pedoni o alle auto che transitano
in viale Maraini, viale Morroni o viale Matteucci. Sguardo
orgoglioso ed impettito con lo slogan "Come sempre. Solo e
soltanto la mia città". Sono i poster o i megamanigesti fatti
stampare dal sindaco uscente Giuseppe Emili che spiega: "mi
sono affidato ad un'agenzia, non di Rieti, che lavora per
me in maniera del tutto volontaria. Il budget? E' magro, in
fin dei conti non ho ereditato nulla e, come ho già avuto
modo di dire molte volte, fino a poco tempo fa la mia famiglia
girava con una Panda, oggi con una Matiz". Le fotografie?
"Le ho fatte fare nuove - prosegue - un po' sono state utilizzate
e un po' saranno utilizzate nei prossimi manifesti". Per quanto
riguarda gli slogan "cercherò di far capire cosa ho fatto
e ciò che voglio fare. La sinistra se la prende perché cito
il governo Prodi nelle mie campagne? Mica è colpa mia se è
di centrosinistra". Da Emili a Papalia che capeggia con la
sua faccia da poste e 6x3 sparsi nelle vie strategiche della
città,. Una città che stando allo slogan del patron del basket
"ha il diritto di crescere". Scatto in posa, bordi verdi e
la città sullo sfondo. "Per quanto riguarda la parte della
comunicazione - spiega - ho dato l'incarico ad una società
specializzata, foto, slogan e manifesti. Il messaggio che
voglio che esca e che Rieti deve uscire da questa situazione
di asfissia e tornare a sperare in una crescita". Assicura
che la sua campagna è stata improntata al di là della vittoria
della Sebastiani ma, non nega che "ognuno può farsi un'idea
di chi sono anche in base ai risultati sportivi". I soldi?
"Non è una cosa di cui mi occupo direttamente", glissa il
candidato dell'Unione. Puntano molto sul candidato invece,
quelli di "Rieti Viva". Finora solo qualche manifesto pagato
con una colletta, 100 euro a testa, tra i 27 candidati. "Per
il momento - spiega Tigli - ci faremo bastare quelli, poi
nelle prossime settimane decideremo come continuare. Fino
ad oggi abbiamo improntato una campagna sulla mia persona
e sullo spirito di movimento della lista, ma mi piace anche
costruire la comunicazione insieme alla gente che via via
incontriamo avvicinandoci alle elezioni". Per ora qualche
6x3 e qualche poster poi si vedrà. Chi ancora non è partita
con la campagna elettorale sui muri è Nazarena Desideri, candidata
del Partito Comunista dei lavoratori. "Un manifesto lo facciamo
di sicuro - dice per telefono - ma per il momento preferiamo
mantenere il riserbo sugli slogan". Ma la lotta dei 6x3 non
è riservata solo ai candidati per la poltrona più prestigiosa
del Comune. Per esempio li ha fatti stampare 4 a 5 pure l'assessore
Daniele Fabbro. Ma non si tratta dei soliti manifesti con
il faccione, lo slogan e il simbolo. Nel megamanifesto l'assessore
"cammina" a braccia aperte in mezzo ad un gruppo di giovani.
"Il messaggio che voglio dare è quello che la politica si
deve fare insieme ed è pure un messaggio in favore del circolo
giovani che dirigo". Le foto sono nuove? "Certo, e si capisce
dal fatto che mi ritraggono con 20 chili in più rispetto al
2002". L'assessore Marzio Leoncini si affiderà a 3 megamanifesti,
i tradizionali poster e il materiale che arriverà dalla Nuova
Dc. Nulla di più. "Il budget? E' ciò che ho realizzato in
questi anni, credo che basti".
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di Paolo Di Basilio
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del 27 aprile 2007 |
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Ha fatto registrare il tutto esaurito l'ennesimo
appuntamento organizzato dal Club Liberal a Rieti, precisamente
nella sala consiliare del Comune, avente per tema la famiglia.
Coordinati dalla Presidente del Club Liberal, Lidia Nobili,
sono intervenuti Umberto Folena, Vice Direttore di Avvenire
e autore del libro "I Pacs della discordia", l'Onorevole forzista
Elisabetta Gardini, la Senatrice Maria Burani Procaccini,
già Presidente della Commissione Parlamentare per l'Infanzia
della Camera dei Deputati nella scorsa legislatura e la Professoressa
Eugenia Roccella, portavoce di "Più Famiglia" che sta coordinando
a livello nazionale il Family Day in programma per il 12 maggio
in Piazza San Giovanni a Roma. La Gardini ha ripercorso le
vicende parlamentari degli ultimi anni - dal tumultuoso iter
del Ddl sui "dico" alle iniziative di singoli parlamentari
sul tema - attaccando duramente la legge che "facendo leva
sulla tutela dei diritti individuali di una piccola minoranza,
mira a stravolgere la cultura del nostro Paese mettendo a
serio rischio l'unica aggregazione sociale che ancora oggi,
seppur tra molte difficoltà, resta il valore di riferimento
di gran lunga più importante, soprattutto per i giovani".
La senatrice Procaccini ha invece affermato che "indebolire
la famiglia significa inevitabilmente indebolire la società"
e ha spiegato come essa stessa abbia presentato un ddl sulla
famiglia che tende al rafforzamento dell'istituto del matrimonio
mediante una rivisitazione del sistema delle tariffe e della
tassazione in generale, con esplicito riferimento anche all'introduzione
del quoziente familiare. La Roccella si è invece rivolta a
tutte le mamme e ai loro figli invitandoli a partecipare alla
manifestazione del 12 maggio, affinché con la loro testimonianza
rappresentino quella maggioranza degli italiani secondo cui
"ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese".
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di Marco Fuggetta
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del 27 aprile 2007 |
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LISTE ELETTORALI, CORSA CONTRO IL TEMPO
Da stamattina alle 8 fino a domani a mezzogiorno
partiti e liste civiche in fila in Prefettura per depositare
simboli e candidati da schierare per le amministrative del
27 e 28 maggio. Intanto Giosuè Calabrese, già candidato alle
Primarie dell'Unione contro Gaetano Papalia, conferma di aver
accettato la guida della lista dell'Ulivo (ovvero Ds e Margherita
insieme) quale "referente del mondo moderato, riformista e
cattolico" e chiama in corsa l'intera Giunta Provinciale.
Non sarebbe la prima volta né l'unica istituzione "amica"
cui si bussa per un candidato: anche la consigliera regionale
Anna Maria Massimi sarà nella lista ulivista. Trovarne, di
candidati, d'altronde non è facile per nessuno e chi è in
campo si divide come può: è il caso di Marco Giuseppini, eletto
consigliere comunale con la Lista civica di Gianfranco Formichetti
e passato al centro sinistra l'anno scorso dopo un violento
scontro con il sindaco Giuseppe Emili. Ora su di lui pende
l'espulsione dal Psdi per aver firmato l'accettazione della
candidatura propostagli dall'Udeur. Infine una buona notizia
per l'assessore azzurro Daniele Fabbro nominato responsabile
per le Politiche sociali di FI.
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di Alessandra.Lancia
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del 25 aprile 2007 |
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La Democrazia Cristiana per la Autonomie
è arrivata prima, almeno nella presentazione della lista dei
candidati al consiglio comunale di Rieti. In una conferenza
stampa coordinata da Paolo Di Lorenzo, il deus ex machina
del movimento di Rotondi a Rieti, Marzio Leoncini, ha introdotto
i 40 candidati, tra i quali i consiglieri uscenti Luciano
Pistolesi, Brunello Gunnella e Felice Nucci, oltre a ben 12
donne e diversi giovani. Alla presentazione della Dc per le
autonomie sono intervenuti il Sindaco Giuseppe Emili e l'onorevole
Nardi. Quest'ultimo ha spiegato ch il voto del 27 e 28 maggio
"rappresenterà una straordinaria occasione per dire a Prodi
vattene a casa" mentre il Sindaco Emili ha sottolineato come
"per l'ennesima volta stanno conducendo una campagna elettorale
piena di parole vuote" - ha esordito attaccando gli avversari
dell'Unione - "parlano di progetti, di volare alto, ma poi
dove amministrano non fanno altro che tavoli, incontri che
non producono alcun risultato mentre noi siamo la coalizione
della concretezza". Quella stessa concretezza che è proprio
lo slogan scelto dall'assessore alla viabilità uscente Marzio
Leoncini per la sua di campagna elettorale. "Abbiamo lavorato
sempre con lealtà verso gli altri partiti e anche gli scontri
che a volte si hanno in una coalizione sono serviti per confrontarci
e lavorare ancora meglio" - ha detto l'assessore che ha poi
rivolto un deciso affondo nei confronti del candidato sindaco
del centrosinistra Gaetano Papalia - ""Vorrei ricordare che
se la Sebastiani ora è in serie A è merito anche mio. Sono
stato io, quando ero assessore comunale allo Sport, a rilevare
il titolo sportivo di Sant'Antimo per partecipare al campionato
di B2 nel 1998 dopo che la Sebastiani era fallita economicamente.
Sono stato sempre io a chiamare Papalia alla guida della squadra
nel 2002. Al contrario di qualcuno non ho mai sfruttato lo
sport per fini politici". Ma non finisce qui, perchè il vulcanico
assessore ha poi preso in prestito una battuta del Presidente
Silvio Berlusconi, che tanto clamore fece nella campagna per
le politiche della scorsa primavera. "Spero che i reatini
non siano cog...ni" - ha detto Leoncini - "confido nella loro
intelligenza", augurandosi che nessuno confonda l'entusiasmo
per l'impresa del basket reatino con la politica e l'amministrazione
di una città. L'anno scorso qualcuno si indignò e qualcun
altro intenzionato a votare Prodi, con ironia, indossò delle
spillette con su scritto "io sono un cog..ne". Chissà se qualcuno
copierà l'idea anche dalle nostre parti.
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di Marco Fuggetta
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del 25 aprile 2007 |
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"NON SI PUO' PENSARE CHE CHI VA IN SERIE
A VINCA PURE LE ELEZIONI"
Concreto sempre, furioso spesso, Marzio
Leoncini. "Non si può pensare che chi ha vinto il campionato
vinca pure le elezioni a sindaco - dice presentando la lista
della sua "Dc per le autonomie", la prima pronta, fresca di
stampa - L'assessore Leoncini non ha mai sfruttato lo sport,
è lo sport che ha sfruttato Leoncini. Chi è andato fino a
Caserta a comprare il titolo del basket? Sono io, io che ho
chiamato al capezzale della Sebastiani Gaetano Papalia. E
allora per piacere che questo momento di enfasi non inquini
la campagna elettorale. Io mi auguro che i cittadini non siano
tutti cogl...!". Oxford. Ma bisogna capirlo, Leoncini: dimissionato
dal sindaco Emili su diktat azzurro dopo il suo abbandono
di Forza Italia, seriamente tentato di passare armi e bagagli
al centro sinistra, intanto impegnato a costruire "un partito
a 360 gradi", e poi, dopo mesi d'anticamera prima di essere
riammesso in Giunta, aver lavorato sodo per fare di Rieti
"un cantiere a 360 gradi" per non dire delle rotatorie (quelle
sì rotonde) adesso questo can can del basket proprio non ci
voleva. Né ci vuole il progetto di città cui tiene tanto Gaetano
Papalia: "Non ci possono dire che ci manca il progetto - dice
il sindaco Emili - ci devono dire qual è 'sto benedetto progetto.
Anche perché tra preliminare, definitivo ed esecutivo non
ci si raccapezza niente. Progetto è una parola vuota: noi
preferiamo dire direttamente quello che faremo". E quello
che faremo "è buona, ottima amministrazione in totale sintonia
con gli amici della Dc", dice Emili omaggiando uno ad uno
i 3 consiglieri della pattuglia Leoncini - Luciano Pistolesi,
Felice Nucci e Brunello Gunnella - che pure più di un grattacapo
in aula al sindaco l'hanno dato. Storie passate: adesso non
bastasse la rotatoria di Quattro Strade - "un miracolo: io
ci ho provato inutilmente 4 anni a farmi dare quel pezzetto
di terra dal Ministero della Difesa, è arrivato Marzio e ha
fatto il miracolo", dice Emili - c'è anche il restyling dell'ingresso
in città, senza il ghirigoro a Fonte Cottorella, come ricorda
Andrea Eleuteri. Tutto merito di Marzio, cui uno ad uno si
inchinano i 40 della lista: "Tanti giovani e tante donne",
dice lui, e senza scomodare le quote rosa. E nemmeno volti
o nomi troppo noti in città, a parte la testa di lista. I
candidati: Marzio Leoncini, Luciano Pistolesi, Brunello Gunnella,
Felice Nucci, Augusto Ciancarelli, Maurizio Tomassetti, Roberto
Mazzilli, Fernanda Antoniozzi, Pierluigi Saccenti, Felice
Cerafogli, Romeo Giagnoli, Gianluca Mei, Rosaria Mancini,
Stelvio Iacoboni, Liliana Di Giacomo, Gabriele Rossi, Fabrizio
Ippoliti, Carlo Fonso, Stefano Conte, Dario D'Aleo, Ombretta
Moronti in Simeoni, Maurizio Samperna, Danilo Casciani, Ilaria
Faraone in Mamone, Vanessa Guadagnoli in Grillo, Maria Teresa
Giuliani, Luisa Pileri in Petrongari, Antonio Mutasci, Giancarlo
Angelucci, Carlo Carlone Elviano Cornacchiola, Daniele David,
Alessandro de Angelis, Giuseppe Dionisi, Giacomo Falcetti,
Riziero Scelba, Micaela Moronti in Natalizi, Gualtiero Roversi,
Loredana Ianni Ficorilli e Federica Maurizi.
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di Alessandra.Lancia
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del 24 aprile 2007 |
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"PAPALIA: "ASSESSORI? A PROGETTO"
Non era la prima conferenza stampa di questa
campagna elettorale per Gaetano Papalia, ma era la prima da
presidente di un team di Serie A1 e, naturalmente, non poteva
non cominciare con un riferimento a quella notte di straordinaria
tensione e gioia appena trascorsa. Rino Icardi, giornalista
Rai coordinatore della conferenza stampa, spiega subito che
"l'amico Papalia non è un'ipotesi di Sindaco ma lo è già,
perché la vittoria della Sebastiani di stanotte rivela la
natura dell'uomo che non ci sta a perdere e vince sempre".
Ma siccome le elezioni sono un'altra cosa, si inizia subito
a parlare di programmi e scenari con il candidato dell'Unione
che sorvola sui contenuti specifici e spiega come il programma
sia "un incrocio tra i nostri sentiment ed il check up svolto
dal Censis", un "work in progress" aperto al contributo dei
cittadini e che, inoltre, la prima cosa che farà se dovesse
vincere sarà "un'azione di dew diligence per capire le reali
risorse", per arrivare ad "allargare gli orizzonti", magari
anche lessicali visti le diverse citazioni dall'inglese, "della
politica di questa città". Una città che Papalia definisce
"né sua, né tua, né mia" - con evidente riferimento ai manifesti
dell'avversario del centrodestra Giuseppe Emili - "ma nostra,
per la quale c'è bisogno di un progetto di base, un disegno
generale che eviti il ripetersi del pressappochismo, dell'estemporaneità
e delle improvvisazioni che hanno contraddistinto l'attuale
amministrazione. Non bisogna più trattare la città a pezzi"
- ha continuato Papalia - "perché così la si fa a pezzi".
E per far si che "tutte le iniziative siano tasselli di un
mosaico già disegnato" si potrebbero anche "sperimentare metodi
di gestione nuovi terrorizzando le segreterie dei partiti"
- parole di Papalia - "chi lo sa se li facciamo gli assessori?".
Attimo di suspence ma subito il candidato spiega che la "provocazione"
serviva a spiegare che si può ragionare su metodi alternativi
"ad esempio abbandonando le deleghe per tema agli assessori,
ma individuando 5 o 6 progetti da affidare ad altrettante
persone". I vari Rinaldi, Mascioletti e gli altri segretari
di partito tornano a respirare. E cosi Papalia, dopo aver
spiegato ancora una volta come la priorità è il codice etico
- "una sorta di solenne giuramento morale sul quale vigilerà
un gruppo di saggi" - spiega che l'obiettivo è "unire l'entusiasmo
dei giovani alla saggezza degli anziani". Nel raccontare poi
un aneddoto - "un giovane della Piana mi ha detto che il suo
problema sono i lampioni, troppi da non permettere più di
vedere le stelle" - annuncia la presenza "massiccia" della
società civile presente con due liste civiche a suo sostegno.
Arriva poi l'intervento di sostegno di Fabio Melilli, che
non lesina attacchi anche ironici al centrodestra e parla
di progetti come la creazione di un centro congressi nell'ex
fabbrica Bosi, del recupero delle strutture del pattinodromo
che vorremmo trasformare in una specie di Capannelle, della
costruzione della pista ciclabile, del cablaggio per la banda
larga della zona che cinge la città e del miglioramento dei
giardini del Vignola. Papalia parla anche della lista unica
Ds - Dl, intorno alla quale sembra esserci ancora un po' di
gelo tra i sostenitori dei due partiti: "E' una novità importante
- conclude - e credo sarà un successo". E la conferenza si
chiude quindi con l'invito di Icardi a lavorare per Papalia
"per tornare a vedere le stelle". Quelle buone però.
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di Marco Fuggetta
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del 24 aprile 2007 |
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"Gli assessori? Non so nemmeno se ci saranno". Gaetano Papalia
è ironico quando si parla della composizione della sua ipotetica
giunta in caso di vittoria alle prossime elezioni amministrative,
ma il messaggio, non tanto velato, è alle segreterie dei partiti
"che mi piace terrorizzare" aggiunge il candidato sindaco
dell'Unione. Come dire che tante ingerenze sulle nomine non
sarebbero tollerate. L'incontro di oggi con gli elettori si
è aperto, però, con gli applausi per la promozione in serie
A di basket della Sebastiani, società guidata proprio da Papalia.
Un evento da non sottovalutare in prospettiva del voto, ma
che il presidente della società amarantoceleste vuole "tenere
fuori dalla battaglia elettorale", anche se sembra molto difficile.
E infatti nel corso dell'incontro il tema viene fuori. "In
caso di mia elezione - spiega Papalia - potrei anche decidere
di cedere la società, ma solo a chi avesse le capacità per
tenere la squadra ai livelli più alti". Il presidente della
Sebastiani preferisce non scegliere in un gioco di scambio
tra la vittoria in campionato e quella alle elezioni e sorridendo
chiarisce: "Non sono eventi omologabili". Per quanto riguarda
il programma, il candidato dell'Unione ha presentato otto
linee guida che affrontano l'urbanistica, le attività produttive,
il lavoro, le politiche sociali, il turismo e lo sport. "Non
ci muoveremo attraverso un'estemporaneità degli interventi
come avviene ora - spiega Papalia - ma con tasselli di un
mosaico già progettato". A sostegno di Papalia è sceso in
campo anche il presidente della Provincia, Fabio Melilli,
che ribadisce la disponibilità a una piena collaborazione,
grazie anche ad alcuni progetti che dovrebbero essere realizzati
in sintonia. "Si tratta - spiega Melilli - della creazione
di un centro congressi nell'ex fabbrica Bosi, del recupero
delle strutture del pattinodromo che vorremmo trasformare
in una specie di Capanelle, della costruzione della pista
ciclabile, del cablaggio per la banda larga della zona che
cinge la città e del miglioramento dei giardini del Vignola".
Papalia parla anche della lista unica Ds-Dl, intorno alla
quale sembra esserci ancora un po' di gelo tra i sostenitori
dei due partiti. "È una novità importante - conclude - e credo
che sarà un successo".
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del 24 aprile 2007 |
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IL CANDIDATO-PRESIDENTE PAPALIA: ECCO IL
PROGRAMMA
Prima o poi doveva succedere che basket
e politica, presidente e candidato, si incontrassero da qualche
parte: succede a mezzogiorno in una sala consiliare più buia
del solito, forse per prolungare l'atmosfera della notte.
"Se siamo qui è perché prima c'è stata questa notte, questa
magnifica vittoria" sussurra al microfono con il mestiere
del telecronista di razza Rai Rino Icardi, rompendo l'argine
fin qui tacitamente innalzato in città tra Gaetano Papalia
presidente della Sebastiani e Gaetano Papalia candidato sindaco
dell'Unione. "Quando anni fa dissi a Gaetano ma dove vai con
questa squadra? Lui mi disse Vado in serie A. Lo ha fatto.
E così farà il sindaco…". In sala c'è il presidente della
Provincia Melilli e i maggiorenni dei partiti della coalizione
ragazzi della lista civica "Controvento" e i più grandicelli
di "Nuova Rieti", l'ex senatore Vella in prima fila e la coordinatrice
della Margherita Leonardi in fondo e pazienza se posto per
tutti accanto a Gaetano non ce n'è. Si va a braccio e Icardi
è una spalla formidabile: "Sto cercando un impegno esclusivo
con questa città che amo profondamente di base è on line sul
mio sito, 8 linee guida di approfondimento su 20 temi generali,
quasi un work in progress. Certo, poi bisognerà vedere
le risorse che troveremo. Ma prima di tutto viene il metodo,
ovvero un codice etico da far sottoscrivere agli amministratori
perchè gli affari non si intreccino con la politica,
non ci si abbandoni a sprechi, si superino i conflitti di
interessi". E con la Nuova Sebastiani che fai? "Semplice,
se sarò sindaco il Comune smetterà di sostenerla
finanziariamente - risponde Papalia, correggendo il tiro rispetto
a qualche settimana fa - Intendiamoci, se si trova il privato
innamorato della città con la volontà di mantenere
la squadra al massimo livello sono disposto a cedere le mie
quote, ma solo a queste condizioni. Diversamente non la mollo".
saranno contenti i tifosi duri e puri. ma ce n'è anche
per i cittadini, stremati dai cantieri e tramortiti dalla
grancassa elettorale di queste settimane. "Questa città
ha diritto di crescere, ma si cresce solo solo se c'è
una maturazione complessiva. E si matura misurandosi con un
progetto complessivo di città, un mosaico da definire
prima, che renda ogni iniziativa riconoscibile e coerente
del tutto. Non si può più andare avanti con
l'improvvisazione e il pressapochismo: non si può trattare
la città a pezzi. Così si finisce per farla
a pezzi". E chi lo farà con Papalia, ovvero quanti
assessori in Giunta, quali funzionari alla macchina? Sulla
macchina glissa, sulla Giunta no: "Assessori? E chi ha
detto che servono per forza gli assessori? provoca Papalia
- Capisco che ciò può terrorizzare le segreterie
dei partiti ma io accarezzo con sempre più favore l'idea
di incarichi a progetto, revisionabili in corso d'opera, revocabili
alla fine". Vincenzo Rinaldi smette di respirare terreo,
Bruno Chiarinelli tritura il chewing gum guardandosi la punta
delle scarpe: ma era una battuta, anzi no, un paradosso, meglio,
un sentiment. Come quello espresso da uno dei ragazzi della
lista "Controvento", " un ragazzo della Piana
cher si lamentò con me per via dei lampioni. Pochi?
Troppi? Troppo - mi ha detto - non riusciamo più a
vedere le stelle. E' la cosa più bella che ho sentito
in campagna elettorale. Come si può fare a meno dei
giovani, sono loro che riescono a conciliare realtà
e poesia: dobbiamo riconciliarci con loro". E riconciliare
la città: "Facciamo di Rieti una città
giusta, facciamo di Rieti la città di tutti".
La Provincia darà una mano garantisce Fabio Melilli
pronto a portare in dote soldi e idee (per le piste cicliabili
nella Piana e il cablaggio del circondario, per un sistema
di accoglienza all'ex Bosi, per la gestione privata del Pattinodromo
e della piscina coperta al Terminillo) e pazienza per i rimproveri
patiti in questi 3 anni "per aver alzato troppo l'asticella:
ma Rieti manca un pò quella speranza di volare alto...".
Si riatterra subito con la domanda impertinente: meglio la
promozione in A o la vittoria a sindaco? Papalia sorride,
Icardi suggerisce: "Confronto non omologo".
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di Alessandra.Lancia
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del 20 aprile 2007 |
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CENTRODESTRA, EMILI A ROMA PER CONCORDARE
L'ARRIVO DI BERLUSCONI
CENTROSINISTRA, MARIANGELI RICONFERMA L'UNIONE DELLA COALIZIONE
A tu per tu con Silvio Berlusconi per concordare
la presenza a Rieti a sostegno della sua candidatura a sindaco:
Giuseppe Emili sarà a Roma domattina a colloquio col leader
della Casa della Libertà per riempire (e poi magari incorniciare)
la pagina più "pesante" della sua agenda elettorale. E dopo
Berlusconi si potrà passare a programmare il ritorno in città
di Gianfranco Fini e l'arrivo di Pierferdinando Casini. Campagna
elettorale ad alto zero, quella del centro destra pro-sindaco
Giuseppe Emili, che non sta lasciando nulla di intentato e
nessuno di riposo per ottenere la riconferma a Palazzo. Né
devono averlo intimorito le valutazioni del neo segretario
dei Ds Marino Mariangeli, che l'altra sera - durante la prima
riunione della nuova direzione provinciale del partito - "ha
chiarito subito che alle amministrative di maggio si può e
si deve vincere perché, a differenza delle precedenti tornate
elettorali, questa volta il centro sinistra si presenta agli
elettori con una coalizione coesa, unita e motivata - così
si legge in una nota dei Ds - ma soprattutto si presenta con
un candidato sindaco (Gaetano Papalia) fortemente legittimato
dal successo alle primarie". Mariangeli torna anche sul tema
della lista unitaria, nella speranza "che sia capeggiata da
Calabrese" e "auspicandone una testa di lista non troppo lunga
e la rappresentanza di tutte le sensibilità del partito" così
"da renderla riconoscibile a tutto il popolo diessino come
la loro lista di riferimento". Quanto all'avvio della campagna
elettorale il segretario dei Ds ha proposto la data del 25
aprile (dal 19 avoglia…) "che a Rieti, dopo l'ignobile tentativo
di intitolare una via al gerarca fascista Alessandro Pavolini
da parte della destra ha un significato simbolico ancora più
grande". Dalla nota non si evince se la proposta sia passata.
Mentre si legge che per acclamazione "il compagno Angelo Dionisi
è acclamazione "il compagno Angelo Dionisi è stato eletto
alla presidenza del partito, e Massimiliano Giansanti riconfermato
tesoriere". Auguri.
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di A.L.
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del 19 aprile 2007 |
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"IRROMPE IL NUOVO, PAOLO TIGLI"
Professore in pensione, 65 anni, Sindaco
di Rieti dal 1988 al 1990, Paolo Tigli oggi ci riprova, fuori
dagli schieramenti a capo del Terzo Polo-"Rieti Viva". Quali
sono le motivazioni che l'hanno spinta a rimettersi in gioco
dopo17anni? "Nel1998 e nel2002 ho rifiutato perché vedevo
una mancanza di novità nelle aggregazioni politiche e perché
le strategie si continuavano a decidere nelle segrete stanze.
Oggi ho deciso di candidarmi perché ritengo che gran parte
dei problemi che Rieti aveva tanti anni fa ci sono ancora,
con l'aggravante del tempo trascorso. Altre realtà limitrofe
si sono evolute, come l'Umbria e l'Abruzzo, noi no". Quali
sono le priorità del vostro programma? "Soprattutto l'urbanistica,
anche se non è premiante elettoralmente. E' necessario far
divenire le ex aree industriali (zuccherificio, Montecatini,
ndr) il sito di modernizzazione della città, trasformandola
da paese in capoluogo, con gli standard di autonomia e identità
che questo comporta. Una modernizzazione non ideologica ma
che risponda a reali esigenze; un auditorium, spazi per i
giovani, un centro fieristico collegato al territorio, edilizia
residenziale di pregio e una struttura universitaria". A proposito
di Università, lei è per quelle "di massa" o per incrementare
quelle di nicchia? "Siamo in ritardo fatale per recuperare
competitività a livello di università di massa. Va creata
un'università in cui la specialistica la faccia da padrona,
con quelle facoltà che possono essere coniugate al territorio,
al turismo, all'agricoltura e alla tecnologia. Ad esempio
si potrebbe creare un centro per lo sviluppo e la ricerca
sul volo a vela, magari collegato all'istituto tecnico industriale.
E in questo contesto sarebbe straordinario creare una fiera
internazionale della tecnologia del volo a vela. C'è bisogno
di creare occasioni di sviluppo. Vorrei citare il Vescovo
di Rieti che nell'opuscolo distribuito per la Quaresima dice:
.
Credo sia un giudizio significativo e sopra le parti". Rieti
Viva si è presentata in qualche modo contro una certa politica
e contro i partiti, ma poi ha scelto lei, con la sua lunga
storia politica, come candidato. E' una scelta coerente? "Sono
17 anni che non esercito politica in prima persona, anche
se nel mio piccolo sono stato protagonista di una vicenda
che solo dopo tanti anni ha visto riconosciuta la sua validità.
Parlo dell'unione tra l'ala popolare della Dc ed il socialismo
riformista. La mia giunta nel 1990 era formata da Dc, Pci
e Pri, unico comune in Italia insieme a Palermo con Orlando.
Rivendico le mie scelte per le quali ho pagato. In un certo
senso i partiti me l'hanno fatta pagare ma ho mantenuto la
mia coerenza. Oggi invece, dopo anni, sembra si stia andando
in questa direzione con il Partito Democratico". Nei giorni
scorsi ha definito le elezioni un "inciampo"; che significa?
"Inciampo perché noi volevamo continuare ad elaborare progetti
e proposte senza le forzature imposte da una campagna elettorale.
Vogliamo che si ricrei fiducia tra la gente e la politica
ma per far questo c'è bisogno di coerenza, vicinanza reale
ai cittadini e non burocratica e soprattutto di moralità,
quella vera e non quella certificata". C'è chi l'accusa di
"transumanza" visto la sua storia politica; prima nel Pci,
poi nella Margherita e infine, oggi, fuori dal centrosinistra.
Come risponde? "Che la transumanza è degli altri e che io
ho agito sempre coerentemente con ciò che pensavo. Uscii dal
Pci proprio perché sostenevo la necessità di ammodernamento
dei partiti. Per quanto riguarda la permanenza nella Margherita,
essa doveva essere provvisoria, un ponte verso il partito
democratico, poi se questa esperienza è durata più a lungo
non è certo colpa mia". A proposito di Pd, come giudica le
molte resistenze a questo progetto? "Scoppola ha parlato di
malinconia del processo del Pd, e anch'io sono pessimista.
E' un problema di identità, i partiti in Italia si sentono
padroni e non servitori". In che cosa secondo lei ha fallito
la Cdl nell'amministrazione di Rieti? "Ci siamo imposti di
non parlare degli altri, ma comunque basta vedere quello che
noi vorremmo fare di Rieti per capire dove sono mancati gli
altri. Anche se sono solidale con Emili, e Cicchetti prima,
perché fare il Sindaco oggi è una grande responsabilità e
a volte si rischia anche a livello personale, di salute e
giudiziario. Il giudizio politico è altra cosa". Qual'è il
vostro obiettivo alle elezioni? "Non abbiamo mezzi per fare
sondaggi, ma comunque pensiamo ad una rappresentanza in consiglio,
anche se è lecito attendersi qualcosa in più". Nell'eventualità
del ballottaggio vi tenete le mani libere o siete già orientati
a sostenere uno degli altri due candidati? "Non esiste un
orientamento perché sarebbe contraddittorio con la nostra
scelta. Non escludo affatto una presenza autonoma in consiglio,
e quindi nessun apparentamento". Cosa direbbe agli elettori
oggi? "Il voto è una straordinaria occasione per scegliere
il proprio destino. Come quando ci si sente male si sceglie
il medico migliore e non si va dall'amico o dal parente, così
alle elezioni bisogna scegliere le persone più equilibrate,
autonome e sufficientemente intelligenti alle quali affidare
il proprio futuro".
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di Marco Fuggetta
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del 18 aprile 2007 |
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DAI MILLE POSTER DEL CENTRODESTRA ALLE
35 PAGINE DEL CENTROSINISTRA
C'è Marzio Leoncini che presidia da vicino
la rotatoria di Piazza Marconi - non si sa mai - concerto
sempre, Daniele Fabbro che campeggia ovunque all'insegna dell'a
me gli occhi, please; anche Giuliano Sanesi è già in pista,
anzi, in vasca annunciando con sé medesimo la riapertura della
piscina comunale di viale dello Sport, Chicco Costini punta
sulle idee, Stefano Colantoni su buone idee, meritocrazia,
sviluppo, Moreno Imperatori, onesto e capace, si ferma a due,
Zelinda De Marco risplende in tutta la sua concretezza e determinazione
dall'alto di un 6X3 in piazza Angelucci. Batte praticamente
solo bandiera azzurra la campagna elettorale "murale" delle
comunali, eccezion fatta per il sindaco Giuseppe Emili - solo
e soltanto la mia città, ma manifesti ovunque e comunque -
e per il leader provinciale di An. Totalmente non pervenuta
l'Unione, con il sito web di Gaetano Papalia ancora inchiodato
sulle Primarie e la nuova sede del comitato elettorale (in
viale Matteucci, ex profumeria Tre A) con i fili per aria
e le pareti da ridipingere. Ieri pomeriggio summit per chiudere
definitivamente il programma, 35 pagine tutte da leggere e
conservare. Intanto a 10 giorni dalla chiusura delle liste
la caccia alle preferenze è già cominciata: in An con Costini
capolista escono di scena Gabriella Sentinelli, Gabriella
Scacchi e Lorenzo Emili e avanzano Giovanni Rositani (per
lui si parla di assessorato in caso di vittoria) e Antonio
Emili. In Forza Italia sarà l'attuale vicesindaco Giuliano
Sanesi a guidare la lista con Lidia Nobili a convivere suo
malgrado con l'omonimo Fabio (presidente di Circoscrizione)
e Luigi Gerbino in libera uscita. Nel listone dell'Ulivo,
guidato da Giosuè Calabrese, con i consiglieri comunali uscenti
di Ds e Margherita si prepara il ritorno dei "padri fondatori"
di Pci-Pds, Riccardo Bianchi, Gustavo Marcheggiani, Franco
Proietti, Angelo Dionisi. Tanto per il Partito Democratico
non c'è fretta. Insieme tutti, invece, per Paolo Tigli sindaco:
Rieti lotta insieme a lu.
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di Ajmone Filiberto Milli
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del 17 aprile 2007 |
| COMUNALI,
LISTE IN SUBBUGLIO E PICCOLE LITI NEL CENTRO DESTRA
Liste in formazione, liste quasi ultimate,
nomi nuovi e nomi risaputi, nomi che si "autocassano", piccole
grosse liti per supposta omonimia (nella lista di FI ci sono
2 Nobili: Lidia e Fabio, presidente della seconda circoscrizione
e siccome a complicar le cose alfabeticamente "f" viene anche
prima di "l", al Nobili circoscrizionale la cosa non interessa
proprio). In An rinunciano a presentarsi la capogruppo Gabriella
Sentinelli e Beatrice Scacchi mentre nella lista civica "di
Cicchetti" si presenterebbero, oltre al giovane Enrico Maria
Sebastiani (figlio di quella Albertina Ciferri già molto rimpianta
vicesindaco di FI) anche alcuni dissidenti dell'Udc in polemica
per i rapporti che la dirigenza provinciale del partito intratterrebbe
con Francesco Maselli: si parla di Stefano Eleuteri e del
gruppo che farebbe capo a Cesare Giuliani, Francesco Monaco,
Renato Avicenna. "Maselli? E che cosa c'entra con noi? Precisa
il segretario Mauro Lattanzi - Le trattative con il sindaco
Emili sono state fatte da me e dal segretario regionale Luciano
Ciocchetti. Chi dell'Udc aderisse ad altre liste sarebbe statutariamente
fuori del partito. Parole di Ciocchetti e parola mia". E Lattanzi
aggiunge: "Attenti a non rifare un Cicchetti secondo come
alle provinciali quando una certa lista civica facilitò la
sconfitta di Cicchetti". Poi i posizionamenti negli schieramenti:
il partito dei pensionati, diretto da Igino Boy, si schiera
a sostegno della candidatura a sindaco di Giuseppe Emili,
idem il Nuovo Psi il cui segretario provinciale , Claudio
Greco, ritiene che "soltanto nella Casa dei valori comuni
la questione socialista potrà trovare adeguata soluzione in
quanto schierarsi nel centrosinistra è contraddittorio e pericoloso
perché avrà come unico risultato la scomparsa della questione
socialista soprattutto per mano della sinistra massimalista".
Lista unitaria Ds-Margherita? Gli interessati sono certi che
si farà con Giosuè Calabrese capolista. Nella lista all'incirca
due terzi sono candidati diessini, il rimanente dei moderati.
Tra i candidati della Margherita, come "segno di discontinuità",
il consigliere della seconda circoscrizione e portavoce Alessio
Angelucci.
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di Ajmone Filiberto Milli
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del 15 aprile 2007 |
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Con un occhio, anzi tutti e due, puntati
sulle imminenti elezioni amministrative e sulle trattative
con gli alleati della sinistra radicale per addivenire ad
una lista unitaria, il Partito dei Comunisti Italiani ha rinnovato
ieri presso l'Hotel Serena il proprio organismo dirigente.
I 67 votanti hanno eletto al termine della giornata 38 membri
del comitato federale che, come da statuto, nelle prossime
settimane provvederà a nominare la presidenza ed il segretario
politico, riconfermando in quest'ultimo ruolo Luca Battisti.
Il congresso del Pdci, che conta 276 iscritti a livello provinciale,
"è stato innanzitutto molto partecipato con iscritti, invitati
e semplici cittadini che hanno riempito la sala nel corso
della giornata" - spiega lo stesso Battisti - "più di 120
persone che hanno confermato come oggettivamente il nostro
sia un partito in crescita, qualitativamente e quantitativamente".
Una crescita che, si spera, possa essere "messa a frutto già
dalle elezioni di maggio". E qui torna l'ipotesi, già circolata
nei giorni scorsi, di una lista unitaria di Pdci, Rifondazione
Comunista e Verdi alle comunali del capoluogo. "La proposta
di una lista unica è scaturita dal nostro partito" - conferma
il segretario - "e ci si sta ragionando già da qualche tempo
anche se, naturalmente, ha subito un'accelerazione nelle ultime
settimane. Comunque tale scelta risulterebbe a nostro parere
necessaria e sarebbe naturale a livello politico, anche alla
luce dello straordinario risultato di partecipazione delle
primarie. Insomma" - conclude Luca Battisti - "risponderebbe
alle aspettative dei nostri elettori". Nel frattempo movimenti
anche al centro, o se si vuole nel terzo polo, con Rieti Viva
che organizza un nuovo appuntamento per oggi pomeriggio alle
17 con le associazioni di volontariato e del terzo settore
presso la Sala parrocchiale della Chiesa di San Giovanni Bosco
a Villa Reatina. All'incontro presenzieranno, naturalmente
il candidato Sindaco Paolo Tigli, e due dei candidati consiglieri,
Tullio Ciogli e Giovanni Leuratti.
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di Marco Fuggetta
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del 12 aprile 2007 |
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"RIFONDAZIONE, VERDI E COMUNISTI PENSANO
AD UNA LISTA UNICA"
Non c'è solo la lista unica di Ds e Margherita
a riempire le notti dei dirigenti del centrosinistra, ma anche
l'ipotesi di una aggregazione dei partiti della sinistra radicale,
quegli stessi che per primi lanciarono la candidatura di Gaetano
Papalia mettendo in difficoltà proprio i rapporti tra i futuri
condomini del Partito Democratico. Ieri sia il Verde Roberto
Lorenzetti, sia il segretario provinciale di Rifondazione
Comunista Simone Petrangeli hanno commentato l'ipotesi di
una lista da costruire insieme agli altri "compagni" del Partito
dei Comunisti Italiani. "Ne stiamo parlando" - ha spiegato
Lorenzetti - "ma su certe cose bisogna tenere presente soprattutto
gli scenari nazionali. Il rischio è quello di creare un cartello
elettorale poco attraente", certo che "con una lista unica
si possono avere una quarantina di nomi capaci di far convergere
molti voti. Spesso" - conclude Lorenzetti - "con una lista
autonoma si hanno candidati con poco seguito. L'identità del
nostro partito rimane comunque una priorità". A confermare
i ragionamenti, ma anche i dubbi, arriva anche la dichiarazione
di Petrangeli che spiega come "l'obiettivo è raggiungere l'unità
della sinistra in un discorso di lungo periodo", mentre alle
elezioni manca un mese e mezzo. E proprio in vista delle amministrative
l'Udeur si è ritrovato ieri all'hotel Serena - con tanto di
vertici provinciali rinnovati - con l'assessore regionale
Marco Di Stefano per fare il punto della situazione, dopo
che negli ultimi mesi il partito centrista era rimasto alla
finestra in attesa che l'Unione si scegliesse il candidato
sindaco. Ora che il candidato c'è - ma al contrario di quanto
si era anticipato, non ha partecipato all'incontro di ieri
- si lavora su liste e organizzazione interna. "Abbiamo discusso
soprattutto in tema di organizzazione del partito e di campagna
elettorale a Rieti e Cittaducale" - spiega il neo segretario
Paolo Murrali - "L'affluenza è stata molto alta, più di 100
persone, e mi è sembrato di registrare un grande entusiasmo".
E la lista? "Siamo in dirittura d'arrivo, entro la settimana
prossima contiamo di chiudere". Per il momento, ovviamente,
certi della candidatura il deus ex machina Mauro Vassallo
e lo stesso Murrali.
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di Marco Fuggetta
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del 11 aprile 2007 |
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"ECCO PERCHE' MI CANDIDO PER IL PARTITO
COMUNISTA DEI LAVORATORI"
A volte si ha voglia di dire delle cose,
di sé, della propria vita, ma non si sa a chi dirle. Vi parlo
della mia vita che non è mai stata facile, causa la poliomielite
che mi ha colpito a tre anni. I miei genitori erano molto
poveri, così sono cresciuta in un collegio a Firenze, lontano
da loro e lì ho studiato fino alla licenza magistrale, al
diploma di stenodattilografia: ho imparato anche a suonare
il pianoforte. Sentivo un gran vuoto affettivo perché la vita
con le suore era molto dura: lì è iniziata la mia ribellione.
Con un gruppo di ragazze scrivemmo ad un programma televisivo
TV7: ci interrogavamo sul futuro. Ho sempre avuto voglia di
lottare: ho partecipato a battaglie contro le barriere architettoniche
nella sede del Consultorio familiare (mancava l'ascensore)
e, recentemente, per l'agibilità della "sala di lettura" nel
Vespasiano e per l'aumento dei posti riservati ai disabili
nel parcheggio del De' Lellis. I disabili vivono in un disagio
continuo, se si fa un piccolo passo ci chiediamo se riusciremo
ad arrivare a destinazione. Nessuno ci prende sul serio, pacche
sulle spalle, sorrisini e via! Rieti è piena di barriere a
cominciare dai marciapiedi sprovvisti di scivoli, strade rattoppate
alla meglio, finendo con gli edifici, pubblici e privati,
pieni di scale e senza ascensori. Quante volte sono stata
oggetto di derisione, ho lasciato il tutto dietro le spalle,
anzi lo sfregio mi ha rafforzato. Abitavo a Roma quando ho
avuto la mia prima figli: fui abbandonata al terzo mese di
gravidanza, tutti cercavano di convincermi ad abortire, ma
non ascoltai nessuno e partorii la mia Sara che oggi ha 26
anni ed è madre di due bellissime bambine: Aurora e Giorgia,
vedete sono anche nonna. Ho dato lezioni private ed ho tirato
avanti. Più tardi mi sono sposata ed ho avuto un'altra bambina,
la mia Maria Laura che oggi ha 24 anni e si sta laureando
in scienze infermieristiche. Ancora una volta sono rimasta
sola con le mie bambine e ancora una volta ci sono riuscita.
La mia disgrazia è diventata l'occasione per prendere coscienza
dei miei diritti, la consapevolezza l'ho fatta diventare politica:
mi sento solidale con tutti. Sono irrequieta, non mi fermo
alle cose comuni, mi piace informarmi per sentirmi libera.
Mi sembra importante uscire dai ruoli che c'imprigionano;
se tutti si sforzassero di superare i loro stessi limiti mentali
la vita di ognuno di noi sarebbe più semplice e più gioiosa.
Mi si chiede perché mi sono candidata con il Pcl, un partito
poco visibile e quindi con poche possibilità di farcela; semplicemente
perché sento che è il mio partito, perché mi rappresenta in
tutte le mie attese. La novità? Parlare con semplicità alla
gente di quello che abbiamo in mente di fare. Il segretario
dei Ds, Fassino l'altro giorno ha affermato che il comunismo
è finito. Moltissime cose nella società, nell'economia e negli
stessi modi di produzione sono cambiati, ma lo sfruttamento
resta e la società è ancora divisa tra ricchi e poveri, tra
sfruttati e sfruttatori. Penso invece che nel XXI secolo le
ragioni del comunismo possano diventare più forti. E' questa
la ragione che mi ha indotta a candidarmi.
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di Nazzarena Desideri
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del 11 aprile 2007 |
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DALLA MARGHERITA L'OK ALLA LISTA UNITARIA
DELL'ULIVO
Ds e Margherita insieme nella lista dell'Ulivo:
l'orientamento già espresso dai Ds durante il congresso provinciale
e a più riprese dai maggiorenti della Margherita ieri sera
è stato fatto proprio dalla direzione provinciale del partito
che in una nota parla "della formazione di una lista unitaria
dell'Ulivo" quale "progetto strategico che semplificando il
quadro politico possa attrarre la voglia di novità emersa
dalle primarie". Per Giosuè Calabrese, che della lista è il
capolista naturale (lui altrettanto naturalmente smentisce)
"è un'operazione che va letta nella prospettiva del nascente
Partito Democratico" più che come continuità con l'Ulivo che
fu, infatti insieme a Ds e Margherita, annoverava anche lo
Sdi che invece dovrebbe marciare per suo conto. Ancora più
entusiasta Giuseppe Martellucci che dalla federazione dei
Ds parla da un lato "di un atto dovuto" dall'altro "di un'occasione
unica per fare di Rieti un laboratorio politico che si imponga
all'attenzione nazionale". Perché se Partito Democratico ha
da essere, che si cominci subito con le liste per le comunali.
Solo che ad inquadrare l'operazione solo in prospettiva, si
rischia di perdere i contorni del quadro attuale, che è quello
delle liste costruite, più che con le fronde di Querce e Ulivi
di ritorno, con gli eterni alberi genealogici di ciascun aspirante
consigliere. Sono le perplessità maggiori dei tanti delusi,
sia nella Quercia che nella Margherita: la regola vuole che
più si è a correre e più si portano voti; nell'Ulivo, dando
per scontato che sarà solo per Ds e Margherita, si parla di
un rapporto 15 a 25 a favore della Quercia, con la nascita
però al centro della lista della "Dc" doc, quella col simbolo
originale già schieratasi con Calabrese alle Primarie. Alla
"Nuova Dc per le autonomie" di Marzio Leoncini non piacerà,
ma tant'è. In casa socialista intanto è l'ex Bruno Vella che
prepara la rentrèe stavolta nel solco dell'Unione: come? Con
un'associazione, "socialisti, riformisti, democratici" Europitalia.
Destinazione, Rieti, comune.
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di Alessandra Lancia.
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del 11 aprile 2007 |
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ELEZIONI, DS E MARGHERITA NELLA LISTA
DELL'ULIVO
Alle prossime elezioni comunali Ds e Margherita
faranno a meno dei singoli e confluiranno nella lista unitaria
dell'Ulivo. Quindi non due liste, con la loro storia e per
certi versi le loro diversità, ma un unico della sinistra
moderata. Dalla Direzione della Margherita parlano di "scelta
strategica, frutto dell'esperienza delle recenti Primarie.
Sarà una novità". Ma molti cosiddetti moderati cattolici della
Margherita non hanno gradito il percorso e già dicono di non
volersi più candidare. La profonda spaccatura all'interno
del partito centrista sta facendo registrare qualcosa di simile
anche in casa diessina, soprattutto tra chi sente più vicino
all'ala post-comunista. Ora Margherita- Dl rischia di scomporsi
in tre tronconi: l'ala di Fabio Melilli, quella di Vincenzo
Rinaldi e Giosuè Calabrese e la parte più laica e defilata
dell'ex Pci Paolo Tigli.
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del 06 aprile 2007 |
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EMILI "BENEDICE" IL CANDIDATO COSTINI
Felice Costini, presidente provinciale di
An ed assessore uscente, guiderà, come capolista, i 40 candidati
al consiglio comunale nelle elezioni di maggio. La candidature
di Costini è stata ufficializzata in un incontro al circolo
culturale "Area", definito dal presidente della 1° circoscrizione,
Fabio Mazzetti, "punto di incontro e di aggregazione nell'epoca
delle frazioni e della dispersione". Se il sindaco Emili ha
riconosciuto nell'opera di giunta di Costini "soprattutto
l'affermazione dell'università presente nel bilancio comunale
con lo stanziamento di 1 milione di euro" ed il suo radicamento
"nella difesa dei valori cittadini e la spinta per una mai
taciuta idealità", Costini, nel rivendicare "la politica come
servizio, ritiene la propria candidatura come "la sintesi
anagrafica di un lavoro condotto collettivamente da An per
il governo di questa città depositaria della nostra storia".
Con un chiaro riferimento alla caratterizzazione "sociale"
della giunta Emili dove "un terzo del bilancio è ancora per
questo servizio" e nel riconoscere come "tali stanziamenti
siano l'indice di un disagio civico collettivo", Costini traccia
le linee essenziali del suo programma che è il programma di
An: potenziamento dell'università da intendersi come una nuova
industria, sviluppo del Terminillo inteso come turismo non
episodico ma altrettanto industriale, stretta vigilanza sulle
aree ex industriale, stretta vigilanza sulle aree ex industriali
perché non diventino zone di sfruttamento né edilizio né per
strutture commerciali così come già stabilito dalla giunta
Emili".
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di A.F.M.
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del 06 aprile 2007 |
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Molte donne e spazio anche a una rappresentanza per gli stranieri.
Sono questi alcuni degli ingredienti che caratterizzeranno
la lista dei candidati di Alleanza nazionale alle prossime
elezioni amministrative del comune di Rieti. "Saranno inclusi
nomi legati a diverse categorie lavorative della città - spiega
il presidente provinciale di An, Felice Costini -. Si tratta
di professionisti, insegnanti e commercianti. Avremo molte
donne con una novità importante: in lista sarà presente una
ragazza romena". La legge prevede che possano essere eleggibili
e accedere al voto per le elezioni comunali anche i cittadini
di uno stato membro dell'Unione europea che si sono iscritti
nelle liste elettorali del comune di residenza. Tra questi
ci sono i romeni, da poco ammessi nell'Ue. "È la dimostrazione
- aggiunge Costini - dell'interesse che mostriamo verso il
mondo dell'immigrazione a Rieti. Noi guardiamo a chi vuole
integrarsi e lo fa ottimamente mantenendo la sua cultura e
rispettando la nostra". E una quota rosa si prepara a entrare
nella lista di An, anche se il partito, in realtà, ha già
una nutrita rappresentanza di donne al consiglio comunale.
Nella scorsa consultazione elettorale, infatti, furono elette
Gabriella Sentinelli (capogruppo), Maria Luisa Scacchi e Antonella
Giannantoni su un totale di otto consiglieri presenti a palazzo
di Città.
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del 06 aprile 2007 |
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DS E MARGHERITA, PROVE DI LISTA UNICA PER
PAPALIA
Semplificare il quadro accorpando partiti
per rafforzare un progetto politico oppure moltiplicare le
liste sperando così di quarantuplicare i consensi? Davvero
per l'Unione gli esami non finiscono mai: superato col pieno
dei voti quello delle Primarie ora c'è mettere mano al capitolo
liste in appoggio al candidato sindaco Gaetano Papalia. Col
passare dei giorni prende sempre più consistenza l'ipotesi
di una lista dell'Ulivo tra Ds e Margherita, quale test sul
campo della capacità "attrattiva" del Partito Democratico
che sarà. Il capolista naturale c'è ed è Giosuè Calabrese,
ma all'entusiasmo dei supporters del candidato sindaco è subentrato
il fastidio, se non proprio l'ostilità dei potenziali concorrenti
dello stesso partito. Ieri pomeriggio lunga e tribolata riunione
del direttivo della Margherita per decidere: sul piano politico
e strategico il passaggio sembra obbligato ma oltre alle resistenze
di ordine personale ci sono quelle più prosaiche legate alla
necessità di drenare quanti più consensi possibile con quanti
più candidati in strada a correre. Nelle elezioni amministrative
il moltiplicarsi delle liste a sostegno di un candidato sindaco
non è sinonimo di debolezza ma di forza, ed è anche a questo
che fa appello - e siamo nei Ds - Giampiero Marroni, del "correntone",
per frenare il partito proiettato invece versoi la lista dell'Ulivo.
In tal senso durante il congresso si erano pronunciati sia
il coordinatore uscente Mario Perilli che il neo segretario
Marino Mariangeli. Un'operazione del genere tenta, sempre
nell'Unione, anche i compagni dell'area socialista, Sdi, Psdi
e Socialisti di Vella: i prossimi giorni saranno decisivi.
Non sembra invece ci sia da aspettarsi ulteriori novità sul
piano delle candidature a sindaco: dagli States Lidia Nobili,
pure fortemente tentata in patria di mettersi in proprio con
una lista di area centrista-moderata, fa sapere che nonostante
il livello dello scontro con esponenti di An sia stato altissimo
"e davvero sconveniente sul piano personale, io non sono persona
dai colpi di testa: le cose vanno cambiate, vero, ma io preferisco
farlo dall'interno".
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di A.L.
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del 05 aprile 2007 |
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PRESENTATA LA CANDIDATURA DI COSTINI
Presentata ieri la candidatura di Felice
Costini al Consiglio Comunale di Rieti. Un incontro molto
partecipato "benedetto" anche dal sindaco Emili. "La candidatura
di Costini non è una candidatura qualsiasi ma l'impegno elettorale
del presidente provinciale di An - ha detto il sindaco - e
Costini è stato uno degli artefici del buon governo del centro-destra
in questa città. Con lui si sta preparando una grande lista,
in cui troveranno spazio operai,l professionisti, medici,
insegnanti, disoccupati. Gente vera e non i baroni rossi".
Costini, dal canto suo, parla di impegno scontato, dovuto.
"Noi di Destra abbiamo la politica nel cuore, perché la politica
significa per noi aiutare una città, le famiglie, la nazione.
Siamo portatori di valori che ci distinguono dalla Sinistra
ma non per questo offendiamo, come invece sta facendo il candidato-sindaco
dei comunisti. Lo zio d'America è tornato a Rieti e spara
sentenze, dice di voler mettere un'università e non sa che
a Rieti l'università esiste già e conta 1450 iscritti. Lui
è per i Dico, noi per la famiglia; lui è per i supermercati
e le coop rosse, noi difendiamo il piccolo commercio; loro
litigano per darsi un codice etico, noi l'etica ce l'abbiamo
nel nostro Dna. Siamo tutti grandi tifosi di basket ma la
politica è una cosa seria che non si fa in un campo di pallacanestro".
Con Costini anche una serie di consiglieri di Circoscrizione
molto impegnati sul territorio a cominciare da Fabio Mezzetti.
Tutti concordi sulle priorità del programma.
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di P.D.L.
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del 04 aprile 2007 |
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LEONCINI: "PAPALIA SI CONFRONTI PUBBLICAMENTE
CON LA CORTE DEI MIRACOLI"
Galeotta fu la lettera. Stiamo parlando della
missiva di ringraziamento che il candidato Papalia ha inviato
ai suoi elettori delle Primarie ma che, per i toni e gli aggettivi
usati, ha finito con l'offendere gli elettori di centro-destra
e la Giunta Emili. I passaggi contestati sono diversi ma ce
ne sono alcuni che, più di altri, lasciano perplessi. "Lettera
agli Elettori - scrive Papalia - il sig. Emili deve prepararsi,
con tutta la sua corte dei miracoli, a far fagotto e togliere
il disturbo dal Palazzo del Comune. Continui pure a far affiggere
manifesti con messaggi deliranti a farneticare e a profferire
demenzialità. Poi, secondo copione e nello stile della più
reazionaria e cialtrona destra (come non ve ne è pari in alcuna
parte d'Italia), sarà la volta delle ingiurie e degli intenti
diffamatori. Queste le armi che disperatamente proveranno
ad usare, perché la maldicenza è la sola disciplina nella
quale Emili e la sua brigata eccellono e perché sono ben consapevoli
che nessuna loro proposta sarà mai credibile; il governo dell'Unione
saprà liberare Rieti dalle catene delle lobbies di potere
che da troppo tempo la hanno preso in ostaggio ecc". Insomma
parole pesantissime che hanno scatenato la reazione non già
del sindaco Emili ma dio molti reatini che questa lettera
hanno letto. "Di certo per chi ha dichiarato in pompa magna,
di non voler seguire "l'imbarbarimento della politica", è
un bel biglietto da visita - ha tuonato Marzio Leoncini Dc
- la splendida lettera del dott. Gaetano Papalia ha una rozzezza
davvero singolare, riesce contemporaneamente ad offendere
un'intera coalizione ed i suoi amministratori, dimenticando
completamente che la politica è fatta dagli uomini, con il
conseguente naturale rispetto che non dovrebbe primariamente
derivare nei loro confronti. Ruoli istituzionali a parte.
Comunque, esaurita la breve ma necessaria premessa e sentendomi
personalmente, pesantemente ed ingiustamente coinvolto da
tanta gratuita "esuberanza", non posso che chiedere al dott.
Papalia un incontro pubblico, che magari coinvolga anche tutti
gli organi di informazione, durante il quale potremo confrontare
quello che il sottoscritto ha realizzato per la città in questi
13 anni di "corte dei miracoli" e ciò che il candidato sindaco
del centrosinistra ha saputo finora offrire". Leoncini si
dice dispiaciuto e reputa imbarazzanti le parole messe nero
su bianco dalla sinistra di Papalia ma anche da An arriva
la reazione. "Noi abbiamo fatto un semplice manifesto politico
e cioè Papalia uguale a Prodi, lui invece si sta avventurando
sulla vita di non avere il seguito sperato e sta perdendo
la bussola. Se poi si sente offeso per il paragone a Prodi,
allora deve evidentemente aver sbagliato coalizione".
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di Paolo Di Lorenzo
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del 01 aprile2007 |
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"LA DESTRA HA ISOLATO LA CITTA', PUNTIAMO
ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE"
Una lettera per ringraziare i 2605 reatini
, "che con il voto di domenica scorsa hanno voluto testimoniare
la loro stima e fiducia nei miei confronti". A scriverla è
il candidato sindaco Gaetano Papalia uscito vittorioso dal
confronto delle primarie con l'altro candidato Giosuè Calabrese.
"Il mio appello al rinnovamento della politica è stato accolto
- scrive - e sono convinto che nei prossimi giorni molti altri
nostri concittadini sui uniranno a noi per formare un'unica
grande forza in grado di dare una svolta rigorosa e moderna
al governo della città. Con l'amico Giosuè e la vasta area
dei suoi sostenitori cammineremo insieme per restituire Rieti
alla gente. Il popolo dell'Unione ha mostrato una grande vitalità,
una ritrovata passione per la politica, uno straordinario
desiderio di partecipare al governo della città". Secondo
Papalia, "la generale istanza di cambiamento è palpabile nell'aria
che si respira nelle strade di Rieti ed il signor Emili deve
prepararsi, con tutta la sua corte dei miracoli, a far fagotto
e a togliere il disturbo dal Palazzo del Comune. Continui
pure a far affiggere manifesti con messaggi deliranti, a "farneticare
e a profferire demenzialità. Poi, secondo copione e nello
stile della più reazionaria e cialtrona destra (come non ve
ne è pari in alcuna altra parte d'Italia), sarà la volta delle
ingiurie e degli intenti diffamatori. Queste le armi che disperatamente
proveranno ad usare, perché la maldicenza è la sola disciplina
nella quale Emili e la sua brigata eccellono e perché sono
ben consapevoli che nessuna loro proposta sarà mai credibile,
considerato che in tredici anni di incapacità governativa,
hanno ridotto Rieti all'isolamento economico ed alla narcosi
socio-culturale". "Rieti sarà con noi, con il nostro progetto
di città etica ed accogliente, laboriosa e solidale aperta
e moderna". "Poi - prosegue - dal centro alle frazioni, assistendo
i nostri anziani, concittadini, chiamando i giovani a decidere,
operando con giustizia interclassista, offrendo un progetto
e una prospettiva di sviluppo sostenibile". Secondo Papalia,
il governo dell'Unione "saprà liberare Rieti dalle catene
delle lobies di potere che da troppo tempo la hanno presa
in ostaggio".
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del 31 marzo 2007 |
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IPOTESI LIDIA NOBILI - TERZO POLO
Che i rapporti tra il Presidente del Consiglio
Comunale Lidia Nobili ed il resto della coalizione di centrodestra
non erano dei migliori non è certo una notizia ma la voce
che girava ieri in alcuni ambienti politici reatini era di
quelle tali da dover verificare all'istante. Lidia Nobili
con Paolo Tigli ad ingrossare le fila - e soprattutto la dote
elettorale - dei reatini vivi e terzopolisti. "Mi sembra difficile
che possa aver raggiunto accordi col terzo polo visto che
sono appena arrivata qui", scherza Lidia Nobili - raggiunta
telefonicamente - spiegando che si trova a Philadelphia e
che ci resterà almeno fino a Pasqua. Però la voce circola?
"Posso dire che sono stanca di assistere a certe sceneggiate
e di ricevere certe offese. Al momento queste ed altre cose
non mi danno la voglia necessaria per impegnarmi. Io sono
una moderata, da tempi non sospetti sono stata critica nei
confronti della ricandidatura di Emili ma oggi sono principalmente
due le cose che mi addolorano e mi fanno riflettere" - spiega
la Nobili - "la prima è che sembra che il mio partito (Forza
Italia) stia valutando l'ipotesi di candidare Fabio Nobili
(presidente della 1° circoscrizione, ndr) e ciò creerebbe
un danno alla mia persona perché la gente commetterebbe errori
e potrei perdere delle preferenze ed il secondo motivo è che
sono stanca di certi atteggiamenti intransigenti e delle offese
che una parte di An continua a rivolgermi". Insomma terzo
polo no, ma riserve sul centrodestra. "Ma comunque voglio
ricordare" - conclude la Nobili - "che sono una delle fondatrici
di Forza Italia a Rieti, nonostante sia contrariata da certe
decisioni e provi amarezza". Se ne saprà di più dopo Pasqua.
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di Marco Fuggetta
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del 30 marzo 2007 |
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EMILI: ECCO LA CASA DEI VALORI COMUNI
C'è posto per tutti, nella Casa dei valori
Comuni, già Casa delle Libertà ufficialmente in campo per
rieleggere Giuseppe Emili: prove generali ieri mattina in
sala consiliare, dove il primo abbraccio è stato quello tra
il sindaco e Tonino Rossetti, finalmente in quiete dopo la
tempestosa mattinata di mercoledì. Così con signore e ragazzotti,
amministratori e militanti pigiati a più non posso tra banchi
e sedie del consiglio, spreca fiato Lorenzo Emili a chiamare
gli applausi: la gente, "la nostra ggente" come l'arringa
Chicco Costini non aspetta altro che spellarsi le mani. "Come
potete credere al conte rosso, alla promessa di trasferire
Las Vegas a Rieti - dice Giuseppe Emili - Chi vi parla è un
militante che ha fatto carriera sul campo, un sindaco 24 ore
su 24 che ha pagato con due infarti (da cui sono perfettamente
guarito) il suo impegno per la città. Non da solo ma con tutti
voi, forte di un solo verbo: partecipare. Valore fondante
della Casa dei Valori Comuni in cui i reatini non faticheranno
a riconoscersi dopo il lavoro fatto in questi anni". In effetti
la Cdl, tredici anni dopo il varo del Cicchetti I si è fatta
davvero strettina e non solo per gli inquilini dell'ultim'ora
(come i Pensionati di Gino Boy o gli attivisti di Area, del
Circolo Giovani legati a Dell'Utri, Amore per Rieti e LiberaMente,
i cattolici dell'McL, i giovani commercianti del Circolo della
Libertà) ma per le diverse tramezzature alzatesi nel frattempo
tra i condomini storici. An sembra tenere saldamente le chiavi
forte delle "identità valoriali" e di un sindaco che ha fatto
del Comune "il punto di riferimento principale dei cittadini,
più ancora della Chiesa", dice Costini. Guglielmo Rositani
non c'è, ma solo perché proprio ieri mattina era a colloquio
col ministro dei trasporti Bianchi "per capire il destino
della nostra ferrovia", come manda a dire all'amico Pepino.
Sui destini di Rieti si dilunga invece Antonio Cicchetti,
che rivendica al suo corso "la capacità di ben gestire la
gente", alla larga dalle trappole di chi apre la campagna
elettorale parlando i lavoro, ma non va oltre le promesse".
Forza Italia rivendica a sé il ruolo di "garante della stabilità
dentro l'amministrazione comunale", pazienza se accanto al
senatore Angelo Cicolani non c'è più Lidia Nobili e l'ex azzurro
prodigio Marzio Leoncini si è da tempo messo in proprio con
la Dc per le autonomie e a contendersi con loro i valori (e
i voti) dei moderati c'è anche l'Udc. Leoncini però ci prova
lo stesso a chiedere voti "ritrovando lo spirito del '94 e
per non buttare al vento il grande lavoro fatto in questi
anni". Sull'area laica vigila saldamente Ettore Saletti che
contestualmente lancia la candidatura del neo segretario del
Pri Davide Festuccia "perché noi dobbiamo saper aprire ai
giovani". Ai cattolici moderati si rivolge invece l'on. Lucani
Ciocchetti che guida la folta delegazione dell'Udc di nuovo
accanto ad Emili. E' vero, anche con gli amici di Mauro Lattanzi
si era da mesi col muso, tipico dei separati in casa "ma noi
siamo stati attenti analizzatori delle azioni del sindaco
- dice il segretario provinciale - e quando abbiamo visto
che i nostri temi, il lavoro dei precari, la tutela degli
interessi reatini per l'acqua, gli aiuti alle famiglie numerose
se li è sposati tutti volentieri, siamo tornati". Non se n'era
invece mai andato Gianfranco Formichetti, che punta al tris
alla guida di una lista civica che ha perso per strada il
suo consigliere (Marco Giuseppini, passato al Psdi) ma non
la voglia "i riproporci ai cittadini" e come Formichetti,
Alberto Pirri, della Fiamma Tricolore,che assicura il contributo
dei "nostri valori nazionalpopolari". Emili acco9gliem tutti
alla soglia della "Casa dei Valori Comuni", forte del suo
senso di ospitalità - "se dovessi scegliere per me una definizione
direi il sindaco dalle porte aperte: chiunque in questi anni
abbia voluto incontrare l'amico Peppe ha potuto farlo" - e
della "mia umanità e del mio essere galantuomo". Quanto ai
resoconti del già fatto, ce ne saranno pure, ma non servono:
"basta che i cittadini si mettano in giro per la città". Cantieri
ovunque. E pazienza per qualche buca ogni tanto
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di Alessandra Lancia
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del 30 marzo 2007 |
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"SARO' IL SINDACO DI TUTTI"
Sala consiliare gremita ieri in Comune per
la presentazione di Giuseppe Emili candidato-sindaco. Chi
si aspettava un clima "raffreddato" dalle incertezze di maggioranza,
che in alcuni momenti hanno contraddistinto il Consiglio Comunale
di ieri l'altro, si è dovuto ricredere. Addirittura l'investitura
di Emili davanti alla città si è aperta con un caloroso abbraccio
pubblico tra Emili e Tonino Rossetti, il consigliere di An
che si era astenuto nell'ormai famigerata votazione dell'Ordine
del giorno sul Piano edilizio 167. Il resto della mattinata
è scivolato via con cori da stadio ed entusiasmo alle stelle,
soprattutto perché in sala si sono visti volti nuovi, decisamente
autorevoli, che hanno deciso di scendere in campo in questa
tornata elettorale. "Mi risulta che si stanno formando liste
molto interessanti - ha osservato il consigliere regionale
Antonio Cicchetti - è la risposta di un centrodestra compatto
e leale con Rieti rispetto ad una sinistra radicale, massimalista
e chiacchierona. Guardando l'esperienza dell'Amministrazione
provinciale, della Regione e del Governo Prodi, le famiglie
della nostra città si sono rese conto che i compagni prima
illudono e poi deludono". In prima fila anche i vertici ed
i militanti dell'Udc, che hanno siglato l'accordo per la candidatura
di Emili-sindaco martedì sera. Ora il centrodestra si presenterà
compatto e determinato alle prossime elezioni amministrative
del 27-28 maggio. "L'intesa c'è stata perché il sindaco Emili
e il resto della coalizione hanno ritenuto validi i nostri
punti essenziali per il programma di governo - ha detto Lattanzi
- e ci riferiamo ai temi della famiglia, al potenziamento
degli asili nido, delle case popolari, del sostegno dei figli,
della lotta dura alla disoccupazione, degli investimenti sulle
infrastrutture e lavori pubblici. Oggi possiamo finalmente
dire che con il resto del centrodestra condividiamo un programma
con pari dignità". Ma i più motivati, con tanto di brochure
e fischietti, sono sembrati gli esponenti della Lista Pensionati.
Davvero tante persone, capitanate dal segretario provinciale
Gino Boy. "Il prossimo 15 aprile i pensionati di Rieti saranno
chiamati a raccolta dal nostro segretario nazionale on. Carlo
Fatuzzo. Sarà in città con Boldrini per sostenere Emili e
il centro-destra, visto che Prodi ci ha preso in giro". A
seguire hanno parlato tutti gli altri, in un comizio-fiume
che ha visto il sen. Cicolani con tutti i segretari di partito,
da FI ai repubblicani di Saletti, dalla Dc al Psi, alla Fiamma
Tricolore al Movimento Cristiano lavoratori alla Lista Civica
dell'assessore Formichetti. "Mi aspettavo tanta gente - ha
detto il sindaco - ma non tutta questa compattezza e questo
entusiasmo. Grazie Rieti".
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del 30 marzo 2007 |
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GIUSEPPE EMILI SI PRESENTA PER IL BIS
La candidatura a sindaco per il centrodestra
di Giuseppe Emili è stata ufficializzata ieri da tutti i partiti
della coalizione (An-FI-Udc-Pri-Dc-Lc) e da varie associazioni
aderenti: Mcl, Pensionati, Fiamma tricolore, Liberamente,
Circoli della libertà, Amore per Rieti, Giovani per la libertà,
Cittadella. Una densa presenza di pubblico molto caricata
ed intenzionalmente decisa nel voler riconfermare il governo
di centrodestra per la città. Tra i presenti il senatore Angelo
Maria Cicolani (FI), l'onorevole Luciano Ciocchetti (Udc),
il capogruppo regionale di An, Antonio Cicchetti (l'on.- Guglielmo
Rositani, impegnato alla Camera, ha rimesso un saluto ed un
augurio ad Emili). Molto atteso l'intervento del sindaco il
quale si qualifica "sindaco delle porte aperte con la città"
e sindaco "di una giunta che diventa quotidiana socialità,
una giunta che ha saputo tradurre l'azione amministrativa
in quotidiana azione sociale ed in una chiara e verificabile
azione di adeguamento urbanistico della città alle nuove esigenze
dettate dallo sviluppo della società reatina". Emili non si
autodefinisce "sindaco dei partiti che mi esprimono" ma della
città, nella sua complessa varietà sociale". E definisce "Rieti
troppo saggia per credere alle favole di una sinistra che
promette sempre ma non realizza mai" ("la sinistra delle bugie
e delle promesse tanto per dire, in Provincia, in Regione,
al Governo" chiosa Cicchetti). Quindi il consuntivo di attività
"di un processo felicemente iniziato tredici anni fa e che
ha saputo dare a Rieti nuove opportunità di orizzonte". Modernizzazioni
urbanistiche (rotatorie e rifacimento dei viali), stabilizzazioni
degli ultimi 27 precari comunali, la spesa per i servizi sociali
da 4 a 10 milioni 300mila euro ed "in attesa che la Regione
rimetta al Comune i 500 euro promessa per i 12 reatini che
hanno ottenuto l'indulto non abbiamo atteso questa fin ora
vana promessa ma abbiamo provveduto da soli". Vari interventi:
Cicchetti e Costini (An), Leoncini (Dc), Ciocchetti e Lattanzi
(Udc), Saletti (Pri), Albereto Pirri (Fiamma), Formichetti
(Lc), Cicolani (FI), il quale definisce "la nostra alleanza
funzionale ad una strategia politica e quindi non una mera
e tattica contiguità da cartello elettorale", Saletti (Pri):
precisa la non identificazione tra il significato storico
del Pri con un "non meglio definito partito dei Repubblicani
europei che fa pensare all'incipit di quell'articolo di Orio
Vergani: "un uomo solo al comando". Ma non si tratta di Coppi
ma del segretario di quel partito. Infatti dietro a lui, nessuno".
Un telegramma di auguri dagli onorevoli Fattuzzo e Boldrini
del partito dei Pensionati qui diretto da Gino Boy. Tutto
il corso della presentazione della (ri)candidatura di Emili
è stato sostenuto dall'entusiasmo dei presenti "per vincere
nuovamente la scommessa tra la riconferma del nuovo corso
ed il pericolo che ritorni il vecchio".
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di Ajmone Filiberto Milli
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del 29 marzo 2007 |
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L'UDC TORNA ALL'OVILE
L'Udc ha siglato l'accordo per la candidatura
di Emili - sindaco. Ora il centro-destra si presenterà
compatto e determinato alle prossime elezioni amministrative
del 27 maggio. La notizia è stata diffusa alla stampa
ieri pomeriggio al "Mabì" alla presenza del
segretario provinciale Mauro Lattanzi, del coordinatore regionale
On. Ciocchetti, degli attuali consiglieri comunali Turina,
Boncompagni e Sabetta, dei dirigenti Gentile, Beccarini, Faina.
"Questo accordo elettorale è arrivato perchè
il sindaco Emili e il resto della coalizione hanno ritenuto
validi i nostri punti essenziali per il programma di governo
- ha detto Lattanzi - e ci riferiamo ai temi della famiglia,
al potenziamento degli asili nidi, delle case popolari, del
sotegno ai figli, della lotta dura alla disoccupazione, degli
investimenti sulle infrastrutture e lavori pubblici. Oggi
possiamo finalmente dire che con il resto del centro-destra
condividiamo un programma con pari dignità. Una forza
che ci consentirà di correggere anche alcuni errori
commessi involontariamente dalla Giunta Emili". Soddisfatto
e determinato l'on. Ciocchetti. "Abbiamo raggiunto l'accordo
con Emili perchè abbiamo presentato un programma di
priorità che lo stesso sindaco ha ritenuto valido.
Continua dunque un'alleanza con il resto del centro - destra
iniziata con la prima giunta Cicchetti". Adesso, questa
mattina, ci sarà la presentazione alla città
del candidato-sindaco Giuseppe Emili in Sala Consiliare del
Comune di Rieti (ore 11.30). A sostenerlo l'intero centro-destra
compatto comprese alcune associazioni come LiberaMente Rieti,
AmoreperRieti, il Movimento Cristiano Lavoratori, i Pensionati
ecc. Presenti i segretari provinciali dei partiti, con la
novità dei coordinatori regionali, dal sen. Ciocchetti
dell'Udc all'on. Giro di Forza Italia fino al consigliere
regionale Cicchetti ecc.
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di Paolo Di Lorenzo
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del 29 marzo 2007 |
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E ORA PAPALIA AFFILA LE ARMI CONTRO I NEMICI
Dello spostamento verso il centro e verso
strategie più moderate auspicate da Giosuè Calabrese
all'indomani della vittoria di Papalia alle primarie dell'Unione
non è che se ne veda granchè nel primo comunicato
stampa da candidato del centro sinistra diramato dal patron
della Sebastiani. Ieri Gaetano Papalia ha voluto ringraziare
i 2605 reatini che "hanno voluto testimoniare la loro
stima e la loro fiducia" verso il candidato di Ds e sinistra
radicale. "Il mio appello alla politica del rinnovamento
- si legge nella nota - è stato accolto e sono convinto
che molti concittadini si uniranno a noi per formare un'unica
grande forza in grado di dare una svolta rigorosa e moderna
alla città". Dopo i ringraziamenti Papalia parte
subito a testa bassa verso il sindaco spiegando che "con
l'amico Giosuè e la vasta area dei suoi sostenitori"
il centro destra sarà costretto "a fare fagotto
e togliere il disturbo. Continui pure a far affiggere manifesti
deliranti a farneticare e a profferire demenzialità.
Poi, secondo copione e nello stile della più reazionaria
e cialtrona destra, sarà la volta delle ingiurie e
degli intenti diffamatori. Queste le armi che diasperatamente
proveranno ad usare, perchè la maldicenza è
la sola disciplina nella quale Emili e la sua brigata eccellono
e perchè sono consapevoli che nessuna loro proposta
sarà mai credibile".
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di Marco Fuggetta
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del 29 marzo 2007 |
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"RIETI VIVA" CREA IL TERZO POLO
E SI AFFIDA A PAOLO TIGLI
Senza Natale Raccogli, che comunque si "spenderà
in prima persona" per Rieti Viva, ma con la guida di
uno che sindaco di Rieti già lo è stato: Paolo
Tigli. "Onesto e corretto - lo dipinge Stefano Rossi
- con un'evoluzione che lo ha portato ad essere espressione
del mondo moderato di centro". Così da ieri è
ufficialmente in pista anche il terzo polo con tanto di programma
"da completare insieme - ancora Rossi - nella fabbrica
del programma, anche se tale definizione a livello locale
ci è stata scippata". E questa è la prima
di una lunga serie di punzecchiature rivolte a Gaetano Papalia.
Come quando, proprio Tigli annuncia una campagna elettorale
diversa, fatta di "microiniziative autofinanziate"
visto che tra i reatini vivi "non c'è nessun piccolo
Berlusconi". Ben inteso, la Rieti Viva nella quale "la
gente diventa protagonista - come recita lo slogan - non prende
le distanze ne da Emili ne da Papalia perchè è
ovvio che non sta con nessuno dei due". Ma per poter
rappresentare quel "nuovo afflato per Rieti" il
terzo polo è consapevole di dover raccogliere la necessaria
forza nelle elezioni di maggio, che Tigli definisce "quasi
un inciampo per le nostre prospettive a lungo termine".
Quanto, percentualmente, i reatini vivi si attendano dalle
urne è ancora presto per saperlo ma ipotizzano "un
consenso che possa portare almeno una, se non più voci
in consiglio". Gli ospiti dell'ex sede del Pci, ora loro
comitato elettorale, sottolineano con forza che l'obiettivo
però "non è assolutamente rappresentare
l'ago della bilancia nella competizione", utile poi a
stringere apparentamenti da secondo turno e, di conseguenza,
ottenere qualche incarico. Per il momento "non sono state
definite eventuali alleanze per il ballottaggio - conclude
il candidato (ex) Sindaco - nulla esclude che si possa fare
azione di testimonianza".
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di Marco Fuggetta
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del 29 marzo 2007 |
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RIETI VIVA GUARDA AL FUTURO RIPESCANDO
IL SINDACO DEL 1988
"Paolo Tigli? Persona corretta per
chi se lo ricorda sindaco (1988-'90): per la sua lunga esperienza
politica può rappresentare bene il centro". Stefano
Rossi, severo portavoce di Rieti Viva, presenta così
il candidato sindaco di un movimento che più che alzare
muri (arriverebbe buon ultimo) si sforza di costruire ponti.
"Per noi Tigli è un ponte verso una prospettiva
futura di città. Le prossime elezioni sono solo una
pietra d'inciampo: i nostri progetti guardano lontano, misurarci
col voto ci serve solo per pensarne la consistenza".
Così, con 10 cartelle di programma disponibili sul
web, inutile chiedere di apparentamenti: "Per noi il
candidato sindaco ideale è l'intera città",
dice Tigli, tanto più che davanti a lui siede Natale
Raccogli, che pure quell'approdo l'aveva lungamente coccolato
salvo mancarlo all'ultimo per problemi familiari. E allora
riecco in pista Tigli, sindaco popolarissimo benchè
targato Pci, che dopo anni di girovagare sembra trovarsi a
suo agio tra i tanti giovani. Tullio Ciogli che bacchetta
equamente il centro sinistra "per aver cominciato dalla
fine" (dagli uomini più che dai programmi) e il
centro destra "che non ha progetti per il futuro".
O Giovanni Leuratti, che chiama la ""Rieti creativa"
ad uno scatto d'orgoglio e lui ci mette del suo per spronarla
a tanto. "Lo dice il nostro slogan, quando la gente diventa
protagonista". Inutile chiedere biecamente "da che
parte starete in un ipotetico secondo turno" o in un
consiglio comunale. Certo è un pò difficile
pensare ad un "apparentamento" tra Tigli ed Emili,
ma le frecce più acuminate Tigli le riserva agli ex
amici della Margherita (in prima fila l'ex presidente del
partito Federico Fioravanti). "Che siamo contro l'attuale
governo della città è fuori discussione ma non
siamo in automatica sovrapposizione col centro sinistra. E
poi, per favore, non chiamateci ago della bilancia: questa
lista non è di e per Paolo Tigli ma è per la
città". Che sulla bilancia dovrebbe pur starci
tutta.
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di Alessandra Lancia
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del 29 marzo 2007 |
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L'UDC SOSTERRA' LA CANDIDATURA DI GIUSEPPE
EMILI
Fuori dall'alleanza ma sempre organicamente
nel centro destra ("noi siamo alternativi alla sinistra"
precisa Ciocchetti), l'Udc rientra nella coalizione FI - An
- Pri ed appoggia la candidatura del sindaco Emili "le
cui sorti - precisa Francesco Maselli - sono legate al peso
elettorale dell'Udc". Rientra in quanto il sindaco ha
fatto proprie le richieste che un anno e mezzo fa, allora
non accettate, portarono l'Udc ad uscire dalla Giunta dove
era presente il Segretario Provinciale Mauro Lattanzi. Oggi
quelle richieste sono state ampiamente soddisfatte "e
saranno parte sostanziosa del programma sul quale tutta la
coalizione sta lavorando". E se il Segretario Regionale
Luciano Ciocchetti ritiene come il superamente "delle
frizioni sia dovuto al valore della politica" rilevando
la necessità di una grossa forza di centro "per
poter governare al meglio anche la città di Rieti e
quindi la verifica del rapporto Città-Udc per un suo
rafforzamento", il Segretario Lattanzi enumera le richieste
"che il sindaco ha accolto esprimendo la sua massima
disponibilità facendole proprie". Queste: "la
valorizzazione della vita intesa soprattutto come famiglia
e soprattutto come famiglia numerosa per la quale chiediamo
l'abbassamento delle tariffe; la valorizzazione dell'acqua;
la stabilizzazione dei precari che noi abbiamo chiesto da
tempo". E quindi "i vari emendamenti presentati
dal consigliere Gianni Turina" che andranno ad integrare
l'impianto del programma. Inoltre la "pari dignità"
tra gli alleati e quindi bando a quelle arroganze che contribuirono
all'uscita dalla giunta dell'Udc. E Ciocchetti, nel richiamare
"il rapporto con le associazioni cattoliche, si chiede
se tutta l'area moderata del centro sinistra "sia disposta
a votare per un candidato espresso dalla estrema sinistra"
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di Ajmone Filiberto Milli
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del 29 marzo 2007 |
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"Rieti Viva" ha il suo candidato a sindaco. E' Paolo Tigli,
ex sindaco di Rieti, che si opporrà in occasione delle prossime
elezioni amministrative del 27 maggio a quella del centrodestra
del sindaco uscente Giuseppe Emili ed a quella del centrosinistra
rappresentata da Gaetano Papalia, risultato vincitore alle
recenti primarie dell'Unione. "Rieti Viva - ha dichiarato
il neo candidato - non vuole essere considerata l'ago della
bilancia e per ora non manifestiamo volontà di apparentamenti
né con la Cdl, né con il centro sinistra". "Per noi - ha aggiunto
Tigli - le elezioni sono addirittura un intralcio in un percorso
progettuale che guarda lontano". "Riteniamo che Tigli - ha
detto Stefano Rossi, presidente di Rieti Viva - non sia il
candidato perfetto, perché il candidato perfetto non esiste,
ma è stato individuato in considerazione della sua onestà
e correttezza oltre che della sua lunga esperienza politica.
Un candidato in grado di fare da ponte verso prospettive future
in cui troveranno spazio volti nuovi". Ancora in costruzione
la lista del terzo polo, in cui figurano personaggi dell'ambiente
sindacale, dell'associazionismo, della scuola oltre che della
politica. In fase embrionale anche il programma che "resta
aperto - ha precisato Tigli - ad ogni tipo di contributo".
Tra le priorità individuate da 'Rieti Viva', la valorizzazione
del territorio e delle sue risorse naturali, il potenziamento
dell'agricoltura nella piana reatina, e la riconversione delle
ex aree industriali come l'ex zuccherificio rimasto inutilizzato
da 35 anni.
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del 29 marzo 2007 |
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PAOLO TIGLI TERZO CANDIDATO
Paolo Tigli è il candidato sindaco di "Rieti
Viva", quel terzo polo che, come spiegato da Tigli, "non vuole
essere considerato l'ago della bilancia e che ora non manifesta
volontà di apparentemente né con la Cdl né con il centro sinistra
e per il quale "le elezioni sono addirittura un intralcio
in un percorso progettuale che guarda lontano". Un percorso
che, ha spiegato il presidente di "Rieti Viva", Stefano Rossi,
durante la conferenza stampa di ieri di presentazione della
candidatura, "Ha individuato Tigli non come candidato perfetto,
perché il candidato perfetto non esiste, ma soprattutto in
considerazione della sua onestà e correttezza oltre che della
sua lunga esperienza politica". Un candidato che " sappia
fare da ponte verso prospettive future in cui troveranno spazio
volti nuovi". Accanto a Tigli, già sindaco di Rieti, e davanti
ad un'ampia platea di associati, c'erano Giovanni Leuratti,
Stefano Rossi, Bernardino Santoboni, Tullio Ciogli, Marcella
Oddi e Federico Fioravanti (mentre Natale Raccogli ha negato
per problemi personali di voler entrare nella lista pur offrendo
il suo contributo),"anche se la lista definitiva è ancora
in costruzione". In costruzione anche il programma di "Rieti
Viva", "aperta a ogni tipo di contributo", ha precisato Tigli,
anche se diverse linee sono state tracciate. Si va dalla valorizzazione
del territorio e delle sue risorse naturali, concetto che
"Rieti Viva" vede concretizzarsi ad esempio nel Parco del
Terminillo e nella trasformazione in un luogo di benessere
di Fonte Cottorella, al potenziamento dell'agricoltura nella
Piana Reatina "attraverso la realizzazione di una piccola
filiera di produzione e conservazione aumentando di 6-7 volte
il rendimento dei terreni". Simbolo della voglia di rinnovare
il capoluogo, la progettualità espressa in merito all'ex zuccherificio.
"Una struttura rimasta inutilizzata da 35 anni - ha spiegato
Tigli - che potrebbe diventare la sede dell'università, oppure
di una residenza di qualità, o di un auditorium. Insomma,
basta con le invenzioni di sviluppo su risorse fittizie, quanto
piuttosto una progettualità intelligente da concretizzare
attraverso modalità moderne di reperire le fonti di finanziamento".
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di Paola Cuzzocrea
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del 27 marzo 2007 |
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PAPALIA, VELENO SULLA VITTORIA
Il giorno dopo a mente fredda e ad emozioni
sedimentate. Gaetano papalia ha vinto il confronto elettorale
distanziando il concorrente Giosuè calabrese di 292 voti.
Una vittoria di misura ma una vittoria, mentre affiorano le
prime analisi politiche delle Primarie celebrate come un grosso
evento di democrazia per la larga partecipazione registrata:
4986 elettori comprese le 68 schede non valide ma che non
hanno influito sul risultato. "Grossa partecipazione? Tutt'altro,
rispetto alla grossa mobilitazione pubblicitaria, Papalia
a conti fatti, non è stato il portatore di alcun effetto dirompente:
ha vinto in fotofinish - afferma Felice Costini presidente
di An. E specifica:"in sintesi chi ha votato? Soprattutto
gli apparati di partito ed il loro numeroso entourage mentre
il fuori apparato è stato piuttosto scarso. Inoltre se analizziamo
il confronto tra quanto ottenuto dai partiti che sostenevano
Papalia alle ultime elezioni, ossia il 70% dell'elettorato,
quanto incassato adesso da Papalia è intorno al 53%: ha perso
in un solo colpo ben 17 punti". Per Costini "si grida evviva
ma con un sorriso tutto muscolare perché se è vero, ed è vero,
che Papalia ha vinto numericamente anche se soltanto per 292
voti, chi ha vinto moralmente è Calabrese il quale, dinanzi
al rullo mobilitante della sinistra e dello stesso Papalia,
non ha fatto certamente mancare i mezzi ed ha perso soltanto
per 292 voti". E su questa differenza non diminuisce il sospetto
che essa sia dovuta ad un intervento di un certo elettorato
del centro destra la cui dirigenza politica ha sempre visto
più pericoloso l'avversario Calabrese che non papalia. Un
voto un po' drogato? Luigi Gerbino, vice coordinatore di FI
e presidente dell'Asm. È didatticamente chiaro quando afferma
che "tra voti per Papalia ci sono anche voti del centro destra
perché Calabrese risulta un avversario più temibile per l'area
moderata che rappresenta". E sul sospetto del voto drogato
e quindi di un certo e non certamente esaltante "soccorso
da destra", in auto a Papalia arriva il coordinatore dei Ds
e consigliere regionale Mario Perilli, il quale afferma trattarsi
"di una mera bufala che oltretutto cerca di banalizzare sia
il confronto democratico che la stessa democrazia": per Perilli
la notevole partecipazione alle Primarie pone le basi"perché
il centro sinistra possa riconquistare il Comune battendo
il centro destra". Inoltre altri commenti e dichiarazioni:
Giorgio Pasetto, coordinatore regionale della Margherita,
sottolinea "la forte affermazione di Giosuè Calabrese il quale,
seppur superato per poco più di 200 voti, ha dimostrato il
radicamento della Margherita sulla città", quindi l'invito
al "tutti insieme per sostenere la candidatura di Papalia".
Rino Bianchi (Re), nel "certificare l'ottimo stato dell'Unione",
nega la evidenza dei numeri e quindi "la spaccatura" tra sinistra
(52,9%) e moderati (47%). E poi Claudio Di Berardino, segretario
generale della Cgil:" questa voglia di esserci, di voler partecipare
deve essere raccolta dalla politica" e quindi "ripartire dal
programma delle priorità per ridefinire le linee per un nuovo
sviluppo di Rieti". Dopo il "quasi pari" tra le due aree,
il discorso si sposta adesso nella composizione della lista
per le elezioni di maggio perché il quasi 50 per cento della
coalizione di centro sinistra è "moderato" ed il poco più
del 50% è di sinistra: lo scarto percentuale è di 5,9 punti.
Pur nell'unità della coalizione per battere il centro destra,
si profila una trattativa che si prefigura piuttosto complessa.
Infatti per Calabrese "il dato politico che emerge con forza
è che il centro del centro sinistra rappresenta quasi il 50%.
E di ciò bisognerà tener conto". La risposta di Papalia: "è
normale che se ne debba tener conto come per la rappresentanza
di altre espressioni. Però ritengo come entrambi si debba
lavorare per cercare i punti di unione e non di divisione:
soltanto così batteremo il centro destra".
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del 27 marzo 2007 |
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"RIETI VIVA" TORNA IN CAMPO E LANCIA PAOLO
TIGLI CANDIDATO
Il silenzio come atto dovuto nei confronti
di chi in questi giorni si è confrontato nelle lezioni primarie.
Ma oggi, che i giochi sono fatti, il terzo polo, o meglio
"Rieti Viva" torna nell'agone politico non come "comparsa"
ma puntando a svolgere un ruolo di primo piano nelle prossime
elezioni di fine maggio. Come? Con una sua lista e, soprattutto,
con un suo candidato sindaco da contrapporre al primo turno
a Emili e Papalia. Obiettivo: intercettare quei voti (moderati)
oggi indecisi, in grado di spostare gli equilibri. Una dote
tutta da spendere poi nello sperato ballottaggio di metà giugno.
Con ogni probabilità il candidato di questa terza forza sarà
l'ex sindaco Paolo Tigli, unico comunista a guidare Rieti
nella sua storia repubblicana. La lista è in via di formazione
e dovrebbe essere guidata da Stefano Rossi. Domani la riunione
decisiva del neonato movimento per formalizzare nomi e ruoli.
Giovedì poi, la presentazione ufficiale.
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del 27 marzo 2007 |
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L'UNIONE FA I CONTI CON I 4986 VOTANTI
In vista delle Comunali, il foglio dei risultati
delle Primarie passa di mano in mano e non solo fra quelle
del cento sinistra. La clamorosa affluenza ha reso queste
consultazioni ancora più preziose per capire il dislocamento
dei votanti sullo scacchiere cittadino. Spiccano, per citare
un caso, i 198 voti (638 contro 440) della zona di Madonna
del Cuore, la Piana, insomma con cui Papalia si è di fatto
assicurato la vittoria su Calabrese. Dunque il messaggio in
codice per i vecchi compagni d'arme in Provincia e futuri
compagni di squadra del Partito Democratico ha fatto breccia.
Eppure è ancora e sempre ai Ds che Papalia deve dire grazie
se la prima battaglia per il Comune se l'è aggiudicata: a
fare davvero la differenza in termini di voti con Calabrese
sono stati infatti i 200 voti di scarto che ha trovato nelle
urne di Madonna del Cuore, dove ordinati e numerosi si sono
incolonnati i "pianaroli". "E' a loro che papalia deve la
vittoria, altro che tifosi della Sebastiani" certificano dalla
Margherita dove il sogno del sorpasso l'hanno accarezzato
eccome, e a sapere che il distacco era "solo" di 300 voti
magari ci si poteva mettere un supplemento di impegno…"Credo
che Calabrese abbia fatto il suo picco storico, il partito
ha corso per lui come fossero elezioni vere raschiando però
tutto il raschiabile" la valutazione in casa diossina. Dove
tutti hanno fatto notte tra federazione e studi della televisione,
ma qualcuno più contento di altri: uno su tutti, Giuseppe
Martellucci e con lui i tanti ragazzi (con Emilia Renzi alle
tastiere) che hanno messo la benzina nella macchina che però
secondo Calabrese, avrebbe marciato ad una velocità anomala"
("Sorta di inquinamento del voto", dice) nel seggio del centro
storico (374 Papalia, 329 Calabrese) su cui ha annunciato
verifiche. "Il risultato delle Primarie - aggiunge l'ex presidente
della Provincia - ha comunque sancito il mio ruolo di portavoce
del 50% della coalizione dell'Unione con un risultato personale
che supera di gran lunga la rappresentatività cittadini dei
singoli partiti che hanno sostenuto la mia candidatura. Le
mie 2313 preferenze, a fronte delle 2605 dell'altro candidato,
hanno messo in luce come le Primarie abbiano di fatto rafforzato
notevolmente l'area di centro. Lavorerò insieme a Papalia
tenendo conto di questo passaggio importante". Chi invece
ha ribadito la sua "delusione" per il risultato è stato il
sindaco Giuseppe Emili: "Lo dico per il centro sinistra, nel
quale la spaccatura è enorme ed evidente - ha dichiarato ieri
ai microfoni della Radio - hanno strombazzato un sondaggio
che mi dava perdente solo contro Calabrese e poi gli hanno
preferito Papalia che invece con me perde. Contenti loro…".
Quanto alla reale contentezza del sindaco, è un altro discorso.
Con i Ds messi come sopra, Rifondazione, Verdi, Comunisti
impegnati in toto, tocca ora a Margherita, Sdi e Psdi rientrare
nella squadra. "Spaccature nell'Unione non ce ne sono - chiude
Rino Bianchi, repubblicani europei - semmai è il momento del
day break, dell'aurora". Di solito è un attimo da cogliere
al volo.
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di Alessandra Lancia
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del 26 marzo 2007 |
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PAPALIA SFIDERA' EMILI
Sarà Gaetano Papalia a sfidare Giuseppe
Emili per la poltrona di sindaco. Lo hanno decretato i quasi
5000 reatini (4996 per l'esattezza) che ieri hanno votato
alle elezioni primarie. Una vittoria come da pronostico che
però con il passare delle ore era diventata piuttosto complicata.
Una vittoria in primo luogo per i cittadini, per la democrazia
e soprattutto per la partecipazione attiva dei reatini alle
scelte dei partiti. Nessuno si aspettava una così alta affluenza.
Un dato, questo, che deve far riflettere, e che va oltre la
capacità organizzativa delle forze politiche impegnate sul
campo. Papalia ha vinto con pochi voti di scarto rispetto
a Calabrese, segno di un equilibrio, che, forse, neppure le
rispettive forze di appoggio si aspettavano. Segno, soprattutto,
che il futuro della coalizione, strategie interne e rapporti
di forza, andranno rivisti a partire da oggi. "E' un grande
successo di tutta la coalizione - ha commentato a caldo Papalia
ai microfoni di Rtr -. Ringrazio Calabrese e i partiti che
lo hanno sorretto per il modo civile con il quale hanno condotto
questa campagna elettorale. Con questa affluenza alle urne
abbiamo dimostrato al centrodestra che non scherziamo e che
abbiamo tutte le intenzioni di cambiare davvero questa città".
Calabrese ha perso, ma di poco, e questa minima differenza
certamente deciderà di farla pesare gettandola sul piatto
del centrosinistra. Una vittoria, quella del patron del basket
reatino, che è andata delineandosi soprattutto negli ultimi
giorni: manifesti, volantinaggi, incontri con personaggi del
mondo sportivo e del giornalismo, faccia a faccia con i giovani
e per finire un mega concerto. Una campagna elettorale a tutto
campo, la sua, che, evidentemente, su questa partita ha investito
ingenti risorse, non solo economiche. Per Papalia una giornata
davvero particolare, iniziata sotto i migliori auspici quando
da Reggio Calabria gli è arrivata la notizia della vittoria
della squadra e, poco dopo, quella delle sconfitte di Caserta,
con la quale, oltretutto, domenica prossima dovrà vedersela
la Sebastiani, e di Rimini. Una campagna elettorale innovativa,
dunque, la sua. Calabrese, al contrario, ha preferito battere
i sentieri consueti della politica, percorsi che conosce a
menadito essendo da sempre uomo delle istituzioni e degli
apparati di partito. Papalia ha preferito presentarsi come
"l'uomo nuovo" del panorama politico locale. Tanto che, fin
dall'inizio di questa avventura, ha tenuto a precisare: "I
partiti facciano le loro scelte, io farò le mie in totale
autonomia". Un'indicazione che tornerà per la campagna elettorale,
quella vera, che lo vedrà confrontarsi con il sindaco Giuseppe
Emili. Il quale sindaco, si vociferava da più parti nei giorni
scorsi, avrebbe preferito di gran lunga doversela vedere proprio
con Papalia, piuttosto che con Calabrese. Evidentemente Emili
spera di portare dalla sua parte i centristi che tanti no,
in questi mesi, hanno detto alla candidatura di Papalia considerato
- a suo dire sbagliando - come uomo della sinistra. "Io sono
per natura un moderato", ha sempre sostenuto. Da oggi sarà
probabilmente questo il sentiero principale sul quale si incamminerà
per attirare l'elettorato moderato reatino e soprattutto quello
cattolico. Per lui, ora, si aprono due mesi intensi che, considerata
la campagna elettorale per le primarie, riserveranno sorprese
ai reatini. Ora resta da capire, per completare il cerchio
dei sostenitori, che strada deciderà di prendere il terzo
polo. Difficile una candidatura a sindaco di Natale Raccogli
o di Paolo Tigli. Più facile ipotizzare una lista di appoggio
a Papalia. Saranno poi i ruoli assegnati a ciascuno a stabilire
il grado e il peso di questo appoggio. Allo spoglio dell'ultima
scheda (le operazione sono filate via lisce senza intoppi)
i sostenitori del presidente della Sebastiani sono esplosi
in un boato. Tranquilli gli altri, evidentemente più avvezzi
(causa la lunga militanza) alle alte e basse maree della politica
italiana. Ma non è andata sempre così. Dalle 22 in poi, i
voti di differenza si sono sempre mantenuti ai minimi termini,
tanto che solo ben dopo le 23 i supporter di Papalia hanno
parlato senza indugi di vittoria. La vittoria, però, è solo
il primo passo. Ora la strada è in salita. Intanto perché
il candidato dovrà vedersela con i diversi partiti della coalizione
che di certo non intendono fare un passo indietro e lasciargli
decidere da solo strategie, programma elettorale e soprattutto
squadra. Le varie anime della coalizione, che in in questi
due mesi hanno mostrato tutte le loro differenze, vorranno
dire la loro e fare in modo di pesare in caso di vittoria
il 27 maggio. Uno spiraglio per una facile intesa arriverà
di certo da Ds (impegnati a fine mese con un difficile congresso
provinciale) e Margherita, i quali, archiviate le primarie,
sono chiamati non solo a vincere queste elezioni, ma soprattutto
a dare corpo e gambe al partito democratico che, nonostante
le differenze, tutti o quasi vogliono. Festa grande nel quartier
generale di Papalia. Una curiosità: il primo messaggio, appresi
i risultati definitivi, è stato quello del leader dei Verdi,
nonché ministro dell'ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Non
è dato sapere che da Calabrese è arrivato un messaggio di
auguri. Alla vigilia il candidato dei moderati aveva assicurato:
"In caso di sconfitta il mio primo atto sarà quello di alzare
al cielo il braccio di Papalia in segno di vittoria". Se l'Unione
vorrà vincere questa difficile sfida sarà questo il gesto
per stemperare le polemiche che hanno accompagnato questa
campagna elettorale. Perché solo se i due avversari di ieri
saranno i primi alleati a partire da oggi la sfida, difficile,
potrà diventare possibile.
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di Luca Feliziani e Beatrice Masci
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del 26 marzo 2007 |
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COMUNALI, SARA' PAPALIA A SFIDARE EMILI
Tre vincitori per le Primarie dell'Unione:
il centro sinistra, che manda a votare 4.996 reatini (erano
stati 3342 per quelle di Prodi), Gaetano Papalia che con 2.605
voti se le aggiudica dopo uno spoglio da brivido e Giosuè
Calabrese che con 2.313 voti può considerarsi a ragione una
sorta di vincitore morale della consultazione. L'avvio dello
spoglio tramortisce l'ala sinistra dell'Unione che fuma e
si pigia nelle stanze della Quercia: il primo dato ad arrivare
è infatti quello di Poggio Fidoni e dice 135 Calabrese, 33
Papalia. Con un'affluenza tanto alta - che viceversa aveva
messo assai di buon umore gli amici della Margherita - si
prospetta un testa a testa che certo smentisce i rapporti
di forza tra i partiti in campo per l'uno e l'altro. Per registrare
il sorpasso di Papalia bisogna così aspettare le 22.45, ovvero
i dati di Quattro Strade. Ma solo alle 23.10 scatta l'applauso
liberatorio: il vantaggio di papalia su Calabrese è tale da
non poter essere colmato. Finirà come si è detto, 52,9% a
47%. Ed è per Calabrese il primo pensiero di Papalia: .
Da domani si ricomincia? "No, abbiamo già cominciato". Anche
Calabrese ha i suoi motivi per essere soddisfatto oltre l'sms
della moglie - "Meno male…" - . "Il dato politico è straordinario
sia in termini di partecipazione che per l'ala ri8formista
dell'Unione, cui sono stato onorato di dare la mia faccia
e la mia storia". Alle 23.45 il dato definitivo chiude i patemi
d'animo e fa tirare il fiato. L'analisi del voto può aspettare,
meglio ridere delle peripezie di queste Primarie vissute pericolosamente,
com'è capitato agli scrutatori addetti alla sezione del centro
storico - che dopo aver fantozzianamente allestito il gonfiabile
se lo sono sentito venire addosso non appena ci hanno messo
piede - o a quelli di Piani di Poggio Fidoni, lasciati al
freddo e al gelo al punto di minacciare di chiudere alle 20.
Problema comune la mancanza di schede, prontamente rifornite
dal "comitato centrale": è che proprio non ci si aspettava
una percentuale così ampia di votanti. Il dato migliore per
ritrovarsi, e provare insieme a sfidare il centrodestra.
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di Alessandra Lancia
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del 26 marzo 2007 |
| PAPALIA
SFIDERA' EMILI
Il popolo del centro sinistra reatino ha
deciso: sarà Gaetano Papalia a sfidare il candidato del centro
destra Giuseppe Emili alle amministrative di fine maggio.
Il risultato è arrivato dopo una giornata in cui si era capito
subito che la partecipazione tanto auspicata da tutti c'era
stata. Alla fine della giornata i reatini che hanno risposto
all'appello di Giosuè Calabrese e Gateano Papalia sono stati
4996 ben oltre i circa 3200 che si recarono alle urne dell'Unione
per "battezzare" Prodi leader nazionale. Una finale thrilling
per certi versi, sicuramente vissuto al cardiopalma da entrambi
i contendenti almeno fino ai dati riferiti al 90 per cento
dei seggi, quando ormai la situazione si andava delineando.
Tanto che all'inizio, all'arrivo del dato riferito al 25%
dei seggi scrutinati era addirittura l'ex presidente della
Provincia con 28 voti. Alla fine comunque la vittoria è andata
al patron della Sebastiani che ha prevalso con il 53% dei
voto contro il 46,9% dello sfidante. Applausi, cori tipici
del PalaSojourner trapiantati direttamente nel comitato elettorale
di Papalia dove il primo ad arrivare è stato il consigliere
Mario Perilli seguito da Marchionni e Lorenzetti. E allora
subito parte l'inno della campagna elettorale di Ligabue e
un emozionato Papalia rilascia le prime dichiarazioni a caldo:
"E' stata la vittoria di tutti questi - ha detto scorrendo
l'indice sui simboli di partito sul manifesto appeso dietro
di lui - ha vinto la sinistra che ha meritato questa affermazione".
E allora in allegra processione - circa una settantina di
persone subito radunatesi a congratularsi e a festeggiare
- si arriva alla sezione dei Ds - dove Papalia aggiunge: "Voglio
ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto e complimentarmi
con il mio avversario che ha ottenuto un risultato strepitoso.
Se saremo capaci di far convergere queste due forze, come
sono sicuro accadrà, avremo la vittoria in tasca contro questa
destra cialtrona e scorretta". Poi, naturalmente, tutti a
festeggiare. Il discorso sarà ripreso a ridosso delle elezioni
del 27 e 28 maggio. |
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di Marco Fuggetta
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del 24 marzo 2007 |
| CALABRESE
E RICHIAMO ALL UNITA DELL UNIONE PER SFIDARE
IL SINDACO EMILI
Richiamo all unità dell Unione,
al laicato cattolico a me più vicino per cultura,
tradizione e per la mia appartenenza ai Popolari e quindi
ai moderati riformisti , l invito a comprendere
bene chi dovrà sfidare il sindaco Emili e tentare di
riconquistare il Comune di Rieti riportando, dopo quasi 15
anni, il centrosinistra al governo del capoluogo . E
poi per costruire insieme una Rieti giovane ed europea .
E l appello di Giosuè Calabrese, candidato
alle primarie di domani per l area moderato-riformista
dell Unione (si vota dalle 8 alle 22 in 11 seggi ed
è necessario portare il proprio certificato elettorale).
Calabrese, presidente del Consiglio provinciale e dirigente
della Margherita, si augura che sul mio progetto di
città giovane ed europea e sulla mia candidatura il
centrosinistra ritrovi già dentro le urne la propria
unità attraverso un risultato netto che mi affidi il
difficile compito del riscatto politico cittadino.
Per Calabrese la novità delle primarie ha restituito
alla politica valore e ruolo e domenica sarà
dunque il momento delle responsabilità ed il giorno
in cui spetterà ai cittadini indicare quale delle due
leadership (l altro candidato del centrosinistra alle
primarie è Gaetano Papalia dr) sarà quella più
favorevole alla comune sorte della città e del centrosinistra .
Quindi un invito, rivolto soprattutto ai gruppi ed associazioni
laicali, a valutare obiettivamente la mia candidatura
che, risultando espressione di molte delle loro posizioni,
è l unica che potrà compiere una sintesi
dei valori di tutte le componenti dell Unione .
Calabrese definisce la sua campagna elettorale breve
ma intensa con forti richiami al partito democratico
(Ds più Margherita) ed all unità che si
ricostruisce da domenica nella certezza che a vincere sarà
la mia proposta per la costruzione di una Rieti che vada oltre
l attuale: come sviluppo, identità e consistenza
civica . |
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di Ajmone
Filiberto Milli |
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del 24 marzo 2007 |
| CALABRESE
INVITA, NUOVA RIETI ACCUSA
Felpato ma feroce, come nella migliore tradizione
democristiana, l affondo arriva nel finale: Ai
partiti della Sinistra che hanno proposto la candidatura che
mi si è opposta-si legge nel comunicato numero 18 dello
staff di Giosuè Calabrese-sottopongo ora di valutare
con spirito aperto, per le buone sorti dell unione e
in vista della nascita del partito Democratico, l opportunità
di preservare l unità e che questo risultato
sia raggiunto sul mio nome già dentro le urne &. .
Per i normolettori ci vuole il traduttore, vero - Calabrese
in pratica suggerisce ai Diessini di votare per lui - ma non
per gli amici di Gaetano Papalia di Nuova Rieti
che infatti vanno già duri sia per gli attacchi
personali portati rozzamente dalla destra sia per gli
ambigui comportamenti del cadidato di Margherita e Sdi, stranamente
indenne da qualsiasi minima critica da parte della Casa delle
Libertà e dimentico di almeno un paio di cose.
Primo, che le Primarie sono circoscritte ai soli elettori
del centrosinistra , secondo, che nel sondaggio
a suo favore, indebitamente attribuito al Sole 24 Ore (che
smentisce categoricamente di averne fatti) inserisce anche
i DS a suo sostegno .
Ds che concorrono invece (anche se a corrente alternata) per
Papalia.
Finisce così, con la campagna elettorale il fair play
pure dimostrato fin qui da entrambi: Non attribuisco
quel comunicato a Calabrese - dice Papalia - ne uscirebbe
di lui un immagine di scarsa correttezza che non mi
risulta.
Quanto alla partecipazione alle Primarie la auspichiamo alta
ma d area, perché cè da sottoscrivere
il programma dell unione e il 27 maggio bisogna votarlo.
E una questione di lealtà e onestà .
Traduzioni non me ne occorrono. |
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di Alessandra
Lancia |
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del 23 marzo 2007 |
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IL CANDIDATO CALABRESE INCONTRA OGGI GLI
ASSESSORI DELLA REGIONE
"Il sostegno della Regione Lazio è centrale
per il nostro programma di fare di Rieti una città giovane
ed europea". Il candidato alle Primarie per l'Unione Giosuè
Calabrese, incontrerà oggi gli assessori regionali Silvia
Costa, Bruno Astorre e Fabio Ciani "dai quali la città attende
un sostegno per l'università, scuola, asili nido, case popolari
ed edilizia sovvenzionata, Salaria e programmazione ferroviaria
ed industria". "A chiusura della mia campagna elettorale per
le Primarie, nell'incontro di oggi, con gli assessori regionali
- ha detto Calabrese - sarà possibile gettare uno sguardo
concreto sul nostro programma elettorale che resta quello
di fare di Rieti una città giovane dell'Europa, scuotendo
i cittadini dalla rassegnazione in cui sono finiti per la
limitatezza politica del centrodestra. Sono certo che verranno
tutti i nostri amici amministratori, i giovani, le associazioni,
gli imprenditori, i professionisti, la scuola. Con la Costa,
Astorre e Ciani ci sentiremo accanto tutta la giunta regionale
e definiremo meglio il programma che sarà unitario per la
rinascita di Rieti e del suo futuro".
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del 23 marzo 2007 |
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NELL'INCONTRO con i cittadini di Quattrostrade la sintesi
della campagna elettorale di Calabrese. Il candidato alle
primarie certo di battere Emili se superera' lo scoglio di
domenica prossima. Ricordando i primi sindaci del centro sinistra
(de Juliis e Aloisi) che iniziarono l'ammodernamento della
citta', sara' possibile aprire un nuovo e positivo ciclo amministrativo.
Rieti gravemente malata ha bisogno di un chirurgo giovane,
esperto e capace di guarirla ha detto Calabrese. Potra' farlo
chi ha gia' amministrato bene in provincia e ha dimostrato
di saper tenere uniti i numerosi partiti dell'Unione. Se domenica
prossima Giosuè Calabrese riuscirà a superare lo scoglio delle
Primarie, come sembra possibile, il vero e difficile ostacolo
che si frappone fra lui e l'elezione a sindaco, come affermano
i favorevoli sondaggi de Il Sole 24 Ore, che lo dà largamente
vincente in un probabile confronto con l'attuale sindaco Emili,
s'inaugurerà - ha detto Calabrese - per Rieti un'epoca nuova..
"Furono quelle giunte, di Aloisi e De Juliis - ha detto Calabrese
- che ebbero il merito di iniziare la trasformazione del capoluogo
in una città moderna, traghettandola oltre l'economia agricola
e verso quella industriale. L'evoluzione possibile del quadro
politico amministrativo delle prossime settimane è stato ipotizzato
nell'incontro con i cittadini di Quattro Strade, tenutosi
ieri sera a conclusione del giro elettorale compiuto per conoscere
"dal basso" i veri problemi della gente". "Ad attendere la
guarigione - continua - sono innanzi tutto i giovani, i disoccupati,
gli handicappati e gli anziani, le famiglie, gli universitari,
la sanità, l'industria, la scuola. Rieti malata grave ha bisogno
di un buon medico, che sia giovane, esperto, considerato e
stimato, in grado di fare il miracolo e che abbia avuto modo
di dimostrare già la propria valentia. Alessio Angelucci,
responsabile della sezione della Margherita di Quattro Strade,
che ha organizzato l'incontro assieme ai rappresentanti di
tutti i partiti del centro moderato e riformista dell'Unione
presenti nel quartiere: "Calabrese - ha aggiunto Angelucci
- ha fatto bene in Provincia e farà bene in Comune. La sua
elezione sarà una svolta". "Per questo, domenica, prossima
al voto delle Primarie dell'Unione, ha aggiunto Calabrese,
i cittadini dovranno andare in tanti, oltre gli iscritti ed
i simpatizzanti dei partiti che sostengono sia me che Papalia.
Mi riferisco a quelli di loro che sono senza tessera, che
non hanno schemi ideologici, nè infantili affettività politiche
per il passato e che abbiano a cuore le sorti della città.
Quindi ai moderati, ai riformisti, al laicato cattolico, ma
anche alla sinistra, ai tanti amici della sinistra diessina
e di quella cosiddetta radicale che sostengono l'altro candidato
e con i quali ho lavorato insieme in modo proficuo in Provincia
e che so che mi apprezzano e mi stimano. I cittadini valuteranno
la compattezza dell'Unione che si potrà ottenere solo sotto
una guida certa, sperimentata, capace di fare bene attraverso
una leadership accettata, perché giusta, convincente ed autorevole.
Ricordo alla città - ha concluso Calabrese - che in nove anni
di centro sinistra in provincia e sotto la mia presidenza,
non c'è stata mai una crisi. Assoluta stabilità di governo,
dunque. Le giunte provinciali da me guidate ed espresse da
Margherita, Ds, Sdi, Prc, C.I., Lista per Calabrese e Lista
Dini, pur così composite, si sono concluse come erano nate.
Rammentarlo, alla vigilia del voto, non guasta".
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del 22 marzo 2007 |
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CALABRESE: "LA CASA PRIMA DI TUTTO"
"La politica della casa si coniuga
con quella della famiglia ed è ai primi posti delle
cose da fare e che metteremo in cantiere presto, perchè
su questo tema non si possono avere titubanze o ritardi. Sono
a conoscenza che i nuovi vertici dell'Ater di Rieti sono riusciti
in un solo anno, a risanare il bilancio dell'Istituto case
popolari. Nel prossimo quadriennio in provincia di Rieti saranno
investiti 40 milioni di euro per la politica della casa. Conto
di poterlo fare insieme con gli amministratori dell'Ater per
la parte di quella somma che riguarda il capoluogo e che so
superare i 20 milioni di euro". Così si è
espresso Giosuè Calabrese, candidato alle Primarie
dell'Unione, dopo il tour elettorale compiuto nei rioni a
ridosso del centro storico e lungo l'asse dei viale Matteucci
e Maraini, cui poi si sono asggiunti gli incontri a Villa
Reatina. "La casa - ha aggiunto - è una delle
priorità più avvertite dei nostri concittadini.
L'esigenza delle famiglie è che possiedano la casa
in proprietà, per sentire realizzato un diritto più
che un'aspirazione, legato alla sicurezza, all'indipendenza
e alla libertà per se e per i figli. Questo concetto
l'ho fatto mio nei numerosi incontri che ho avuto. E' stata
un'esperienza umana, prima che politica, e quindi una vera
e propria scuola di apprendimento, vissuta sul campo".
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del 22 marzo 2007 |
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L'INVIATO DI MARE PER PAPALIA
Racconti di guerra d'autore: stasera a Rieti
per Gaetano Papalia arriva l'inviato del Tg1 Franco Di Mare.
Ma battaglie meno cruente attendono i due candidati alle Primarie
dell'Unione fino al voto di domenica. La mattina come sempre,
è per la "spesa": Papalia alle 10 sarà
tra le bancarelle di piazza Tevere, Giosuè Calabrese
pure, massaie e ambulanti sono avvisati. Alle 11 Papalia rientra
alla base, al comitato di via Varrone, Calabrese sale nella
redazione di Radiomondo da dove risponderà alle domande
di cronisti e ascoltatori (diretta dalle 11.45). Il pomeriggio
di papalia comincia alle ore 17 a Case San Benedetto, continua
alle ore 18 alla Confartigianato e termina alle 19 al centro
sociale di Quattro Strade, in vista dello spettacolo teatrale
Amira in programma alle 21 al PalaLeoni. Calabrese invece
un pò soldato e un pò scalatore alle 18 sale
al Terminillo mentre alle 21, torna alla sala parrocchiale
di Madonna del Cuore stavolta per un incontro con le società
sportive. Tra due aspiranti candidati sindaco, un sindaco
candidato in cerca di riconferme: Giuseppe Emili presenta
martedì 27 marzo la sua candidatura e la coalizione
che lo sosterrà. Tra loro anche i repubblicani, impegnati
nel loro congresso provincia (ore 16.30 sala dei Cordari)
cui parteciperà il segretario nazionale del Pri onorevole
Francesco Nucara. Avvinti come l'edera al Palazzo del Comune
con un ex sindaco come Ettore Saletti assessore tra i piu'
impegnati della Giunta Emili e Davide Festuccia che si avvia
a diventare segretario provinciale, perfettamente in grado
di assicurare linfa giovane ad una pianta tanto antica. E
sempreverde.
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di Alessandra Lancia
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del 22 marzo 2007 |
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EMILI, IL GIORNO DELL'INVESTITURA. MANCA
L'OK DELL'UDC
Presentazione del candidato-sindaco Giuseppe
Emili rinviata a martedì 27 marzo, alla città in sala consiliare
del Comune di Rieti.
A sostenerlo ci sarà tutto il centro-destra compatto, comprese
alcune associazioni come LiberaMente Rieti, AmoreperRieti,
il Movimento Cristiano Lavoratori ecc.
Si deciderà all'ultimo minuto anche la presenza al "tavolo
elettorale" dell'Udc provinciale, sostanzialmente d'accordo
con il candidato-Emili e con il programma (molto incentrato
sulla famiglia e sulla difesa dei valori) ma l'accordo ufficiale
con il partito di Casini potrebbe slittare di qualche giorno
perché il patto su Rieti si dovrà sbloccare contestualmente
assieme a quello su Frosinone.
Dunque Emili si appresta ad incassare il sostegno di una coalizione
granitica, a fronte di un centro-sinistra dilaniato dalle
Primarie e dai terzi poli.
Il "la" all'operazione è stato dato due settimane fa dalla
Direzione Provinciale di Alleanza Nazionale (partito del sindaco),
che ha ritrovato la giusta compattezza nel nome di Emili.
Consequenziali sono stati i passaggi di Forza Italia, Dc,
Pri, Psi, Udc e Liste Civiche.
Il documento è stato firmato da tutte le sensibilità del partito
e cioè Vincenzo Silvi, Claudio Miliardi, Riccardo Bianchini,
Dario Chiriacò, Domenico Palombo, Antonio Perelli, Diego De
Felice, Franco Fittoni, Riccardo Guerci, Gabriella Sentinelli,
Paolo Trancassioni, Roberto D'Angeli, Guglielmo Rositani,
Antonuio Cicchetti, Emanuele Micarelli, Maurizio Chiarinelli,
Enrico Tittoni.
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di Paolo Di Lorenzo
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del 21 febbraio 2007 |
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PRIMARIE, INCONTRI SERRATI PER I CANDIDATI
Giosuè Calabrese e Gaetano Papalia - candidati
alle primarie per il centro-sinistra, uniti nel comune obiettivo
di battere il centrodestra ma poi alternativi dentro la coalizione
per diversità di linee politiche in relazione al "modo" -
stanno spendendo gli ultimi 5 giorni che li separano dalle
primarie (domenica 25, dalle ore 8 alle 20 negli 11 seggi
a disposizione) con serrati dialoghi intessuti con la città.
Papalia si è incontrato (Quattro Stagione) con i rappresentanti
dell'associazionismo per "conoscere le opinioni e le riflessioni
di chi, come voi, è al servizio degli altri rimettendoci di
tasca propria e spesso sottraendo tempo a se stessi ed alla
famiglia", esprimendo il desiderio di "condividere un programma
con il volontariato e l'associazionismo nel segno della collaborazione"
(oggi, ore 18,30 si incontrerà nella sala parrocchiale in
Madonna del Cuore con il vicepresidente della Regione Loredana
De Patris, gli assessori regionali Luigi Neri e Mario Michelangeli,
i consiglieri regionali Anna Maria Massimi, Giuseppe Colagrossi,
Mario Perilli).
Calabrese pone invece al centro del dialogo e dell'analisi
la politica della casa "che si coniuga con la politica della
famiglia".
I viali Matteucci e Maraini e poi gli spazi di Villa Reatina
sono stati il teatro degli incontri "di strada e di pianerottolo"
assicurando come "nel prossimo quadriennio nel reatino saranno
investiti 40 milioni di euro per la politica della casa" che
ritiene "una delle priorità più avvertite dai cittadini".
Il suo augurio è "di poter usare al meglio, unitamente alla
dirigenza dell'Ate, i circa 20 milioni di spettanza al capoluogo".
Per Calabrese "i problemi dei giovani, degli anziani del lavoro
e della scuola girano tutti intorno alla casa".
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di A.F.M.
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del 21 marzo 2007 |
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DS, AMPIO CONSENSO ALLA MOZIONE FASSINO
Si è conclusa la fase congressuale dei Democratici
di sinistra nelle 41 sezioni territoriali della provincia
di Rieti, in vista del congresso provinciale che si terrà
nella sala dei Cordari il 30 e il 31 marzo. Anche in Sabina
come peraltro nelle altre province italiane, ha prevalso la
mozione del segretario Fassino con il 65 per cento dei consensi.
Buona l'affermazione della sinistra diossina con i seguaci
di Mussi che hanno fatto registrare il 25% mentre la mozione
Angius si è fermata al 7%. Spetterà ora ai 150 delegati eletti
nei congressi delle sezioni, scegliere il nuovo segretario
provinciale dopo le dimissioni di Emanuela Pariboni. In attesa
del congresso i Ds hanno ribadito il proprio sostegno a favore
di Gaetano Papalia nelle Primarie dell'Unione che si svolgeranno
domenica 25 marzo. Dopo l'incontro con il mondo delle associazioni
oggi pomeriggio Papalia sarà nel popoloso quartiere di Madonna
del Cuore per presentare ai cittadini il proprio programma
elettorale. Presso la sala parrocchiale, alle ore 18, ci sarà
un incontro "per condividere e garantire un futuro alla città"
presenti l'assessore regionale al bilancio di Rifondazione
Comunista Luigi Nieri, il vice presidente della Regione Lazio
il diessino Massimo Pompili, la senatrice Loredana de Petris
dei Verdi, l'assessore regionale Pdci Mario Michelangeli,
il consigliere regionale dell'Italia dei Valori Colagrossi,
il segretario regionale dei Repubblicani europei Brunelli
ed i consiglieri regionali diessini Mario Perilli ed Anna
Maria Massimi. Molto intensa anche la campagna elettorale
di Giosuè Calabrese che fa affidamento sul voto dei moderati
per avere la meglio il 25 marzo. L'ex presidente della Provincia
di Rieti punta molto sul contatto diretto con i cittadini.
Ieri ha visitato i condomini delle case popolari nei quartieri
a ridosso del centro storico ed a Villa Reatina.
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di Aldo Fabriani
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del 20 marzo 2007 |
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CALABRESE IL MODERATO "TENTA" IL CENTRO
DESTRA
Con Calabrese vinciamo, ammicca lo striscione
appeso su viale Maraini: qualcosa di più di uno slogan quello
scelto dal comitato pro Giosuè Calabrese che contende a Gaetano
Papalia il 25 marzo la leadership nel centro-sinistra in vista
delle elezioni del 27 e 28 maggio quando ci sarà da sfidare
Giuseppe Emili per la guida della città. Il senso del messaggio
che registra una sorprendente sintonia tra centro destra e
centro sinistra è che contro un "moderato" come l'ex presidente
della Provincia il sindaco uscente avrebbe più difficoltà
ad imporsi. Calabrese d'altronde non fa nulla per sottrarsi
alla "lettura": Ovunque con le associazioni di categoria come
col volontariato - la parola d'ordine - ribadita negli incontri
con le associazioni di area cattolica - è ritrovare moderazione,
unità, condivisione. Quanto ai temi sono quelli che l'hanno
accompagnato nei suoi anni di Provincia: è di ieri la "tirata"
contro la Rai per la mancata nomina di un corrispondente da
Rieti per il Tg regionale (i presidenti passano i problemi
no). Papalia sembra invece più a suo agio negli incontri on
the road e nelle cene, ma anche qui un segnale da non sottovalutare
è la straordinaria virulenza degli attacchi ricevuti in questi
giorni dal sindaco Emili. In fondo al momento Papalia è in
campo in una competizione tutta interna all'Unione, anche
se i compagni del Psdi (che sostengono Calabrese) ricordano
in un breve comunicato stampa che le Primarie - per le quali
si voterà domenica prossima dalle 8 alle 22 - sono aperte
a tutti, tutti i cittadini residenti nel Comune. Una precisazione
formalmente corretta, ma che suona politicamente sospetta
nell'ala sinistra dell'Unione che teme "infiltrazioni" domenica
ai seggi. Ma stiamo all'oggi: l'agenda di Papalia segnala
un passaggio a Casette alle 18 e uno a piazza Tevere alle
21.30; quella di Calabrese alle 10 al "Perseo", dalle 15 alle
18 alle Case Popolari di Villa Reatina. E per chi voglia tenersi
aggiornato da ieri è in rete www.amministrativerieti.it
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di Alessandra Lancia
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del 20 marzo 2007 |
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UN NUOVO SITO INTERNET PER SAPERE TUTTO
SULLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE
Mancano poco più di due mesi alle elezioni
per eleggere il nuovo Consiglio Comunale di Rieti e si moltiplicano
le finestre di comunicazione pubblica. E' nato il nuovo sito
internet www.amministrativerieti.it
all'interno del quale si avrà la possibilità di conoscere
nei minimi dettagli, l'andamento e gli sviluppi delle prossime
elezioni amministrative. Tutto su candidati e partiti impegnato
nella corsa alla conquista del Comune di Rieti e su ciò che
concerne le prossime elezioni alle quali saranno chiamati
gli abitanti del capoluogo sabino. Con un'area dedicata alle
amministrative dell'anno 2002 con i risultati ottenuti da
ogni singolo candidato, un'area per i candidati a sindaco
e fino al 25 marzo, una riservata alle elezioni primarie del
centro-sinistra. Ci sarà anche la finestra riservata alla
rassegna stampa dei quotidiani locali e una dedicata esclusivamente
ai commenti dei cittadini. www.amministrativerieti.it vuole
essere un ampio contenitore ricco di informazioni prefiggendosi
di diventare un riferimento per cittadini e "addetti ai lavori"
consultabile 24 ore al giorno e sempre disponibile a suggerimenti
e consigli. Dunque uno strumento informativo a 360 gradi che
lavorando in una fase così delicata della vita politica locale
e nazionale, dovrà però guadagnarsi l'autorevolezza dell'essere
"bipartizan" per non cadere nella tentazione dei favoritismi
dell'ultimo minuto. CALABRESE: Ieri il candidato alle Primarie
dell'area moderata riformista, Giosuè Calabrese si è rivolto
all'elettorato cattolico: .
PAPALIA: Il candidato alle Primarie espresso dalla Sinistra
estranea, Gaetano Papalia, ieri ha incontrato molti cittadini
ad anche tutte le Associazioni di Volontariato. Oggi invece,
oltre ai cittadini nel comitato elettorale, terrà un dibattito
nel centro sociale di Casette e poi in quello di piazza Tevere.
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di Paolo Di Lorenzo
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del 16 marzo 2007 |
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DALL'ELICOTTERO DELLA FORESTALE COSTINI
VEDE PAPALIA ALL'ASL
Non è piaciuto al presidente provinciale
di An Chicco Costini il giro mattutino nella palazzina dell'Asl
di viale Matteucci di Gaetano papalia candidato sindaco alle
primarie del centrosinistra. "E' sicuramente meritevole che
il noto imprenditore si interessi dello stato "disastroso"
della sanità reatina, ma è inconcepibile che si utilizzi una
struttura pubblica, tra l'altro in orario di apertura a scopi
propagandistici". Senza nemmeno un camice bianco, come l'indimenticato
presidente della Commissione sanità della Regione Alessandro
Foglietta (An) in tour al de' Lellis il 26 aprile del 2004
casualmente alla vigilia delle Europee con al seguito candidati
di An alle Provinciali del mese dopo, battento sul tempo l'allora
assessore regionale Marco Verbaschi che piombò a Rieti il
24 maggio lui, il seguito
- all'epoca targato FI - invece si. Così in tema di politic
in visita tocca ora a Papalia sperimentare il brivido delle
file dell'Asl. certifica
il sindaco Emili. Il dottor Costini - indimenticabile la sua
campagna elettorale per le Regionali - fa di più diagnosticando
"l'arroganza con cui il centrosinistra gestisce la cosa pubblica,
arrivandole a considerare come proprietà privata": neanche
fosse un elicottero della forestale.
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di Alessandra Lancia
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del 14 marzo 2007 |
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IL NOSTRO OBIETTIVO: BATTERE LA DESTRA
Un faccia a faccia per capire divergenze
e punti di contatto.
Perché il polo dell'Unione dovrebbe votare lei?
CALABRESE: "Perché il popolo dell'Unione mi ha votato
nel '95 e nel '99, in base ai sondaggi sul gradimento avevo
un consenso più che buono. Se questo vale per un discorso
di centrosinistra, credo che il popolo dell'Unione non abbia
che a individuarmi come candidato naturale"
PAPALIA: "Perché la mia candidatura è nata sulle strade
prima ancora che nelle segreterie dei partiti. Tutta la gente
che non mi conosceva o mi conosceva solo per il basket mi
ha appoggiato. In molti spesso mi chiedevano di impegnarmi
anche politicamente per trasferire in quel campo le mie capacità
imprenditoriali. Mi vedevano e mi vedono come una persona
autonoma da vecchie logiche legate a partitocrazia e confidano
in un'azione di rinnovamento".
Quali sono le cose che vi dividono?
CALABRESE: "Credo vada sostenuto il discorso che si
tratta di due forze che puntano allo stesso obiettivo. Ognuno
di noi è espressione di una parte della coalizione e la sua
campagna risentirà delle indicazioni programmatiche della
parte di coalizione che lo sostiene. Importante, tuttavia,
è la contaminazione. Cosa ci divide? Ho letto la bozza programmatica
di Papalia, un giudizio è ancora prematuro. Importante però,
è che tutti e due abbiamo condiviso il decalogo dell'Unione
e siamo d'accordo sui grandi punti".
PAPALIA: "Credo soprattutto l'esperienza di vita. Io,
dopo l'università e il master in economia internazionale sono
stato impegnato per 25 anni come imprenditore, in diversi
settori sia nazionali che internazionali".
E le cose che invece vi uniscono?
CALABRESE: "Credo di aver risposto. Per quanto mi riguarda,
ritengo sulla base del consenso, di essere io in prospettiva,
un acceleratore di Partito Democratico".
PAPALIA: "La convinzione che i valori dell'area di
centrosinistra specie la solidarietà, la tutela ambientale,
la responsabilità, ci trovano in assoluta sintonia".
Cosa rimprovera al suo avversario?
CALABRESE: "Di aver perso domenica contro Imola. Ho
sperato con l'orecchio incollato alla radiolina, di ascoltare
una vittoria ma così non è stato. Ecco, questo si che gli
rimprovero. Sono un tifoso della Sebastiani ma ultimamente
preferisco non andare al palazzotto ma seguire la partita
alla radio. La mia presenza potrebbe essere interpretata in
chiave politica. E questo non mi va".
PAPALIA: "Di non essere più venuto a vedere le partite
della Sebastiani. Prima ci seguiva spesso, anche in trasferta".
Passiamo al programma: tre priorità per la città.
CALABRESE: "Lavoro, sviluppo e politiche giovanili.
Da perseguire da subito e in breve tempo. Sul fronte dei giovani,
sono pronto a tirare fuori dal cassetto il progetto dell'università
al quale ho lavorato fino a un anno fa. I giovani sanno che
a Rieti c'è l'università e quest'anno ci sono stati i primi
laureati. Ma questo non basta. Dopo la laurea devono sapere
con certezze che per loro ci sarà un futuro in questa città".
PAPALIA: "Amministrazione irreprensibile da un punto
di vista morale e competente, caratterizzata da professionalità
ed entusiasmo; analisi economica e finanziaria delle risorse
disponibili per la città; redigere una scala di priorità dei
bisogni della collettività e dare copertura finanziaria ai
problemi più stringenti. Là dove non arriva il Comune chiamare
in causa i privati".
Se vincesse le elezioni, quale incarico assegnerebbe all'altro?
CALABRESE: "In genere chi arriva secondo ha l'incarico
di vice sindaco, ma credo che nessuno dei due sarebbe interessato".
PAPALIA: "Giosuè è una risorsa importante. Sarebbe
inevitabile colloquiare con lui e decidere insieme l'incarico
più appropriato".
Se dovesse perdere le primarie, che tipo di impegno assicura
alla coalizione e ai suoi sostenitori?
CALABRESE: "Alzerei il braccio di Papalia invitando
gli elettori a votarlo".
PAPALIA: "Varerei subito la campagna elettorale in
suo appoggio".
Faccia gli auguri al suo avversario.
CALABRESE: "Gli auguro di assistermi nella vicenda
successiva alle primarie nella speranza che le vinca io".
PAPALIA: "Nella sua campagna elettorale gli auguro
di saper incontrare gente leale".
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di Beatrice Masci
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del 08 marzo 2007 |
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CALABRESE E PAPALIA ALL'UNISONO: "I HAVE
A DREAM"
Da ieri le danze sono ufficialmente aperte.
I candidati ci sono, gli schieramenti pure, il programma lo
si scoprirà strada facendo "perché non è l'occasione per approfondire".
Gaetano Papalia e Giosué Calabrese hanno scelto la sala consiliare
del Comune per presentare le elezioni primarie del 25 marzo.
Parola d'ordine: "sognare". "Per togliere un po' di polvere
dalle teste dei reatini", dice Calabrese, per dare discontinuità
ad una città ormai cristallizzata e ferma" aggiunge Papalia.
E tanto per rimanere nel campo "onirico" entrambi hanno subito
sottolineato la "bellezza di avere tutti i rappresentanti
dell'Unione insieme". Un vero e proprio sogno dopo gli incubi
degli ultimi mesi. Calabrese rivela un contatto telefonico
con l'avversario-alleato avvenuto un paio di giorni prima
e, in effetti, la "lunghezza d'onda" dei due ieri sembrava
essere abbastanza calibrata da non lasciare spazio a polemiche
interne.
Tanta "sintonia" che quasi ci si dimenticava delle differenze
tra i rappresentanti delle due anime del centrosinistra che
pure ci sono, "innanzitutto per la nostra storia" - ha spiegato
Papalia - "perché lui è stato un amministratore pubblico e
io vengo dall'imprenditoria.
Ma comunque credo che nella mia scelta i partiti abbiano già
operato una sintesi che possa rappresentare tutte le sfumature
dell'arcobaleno dell'Unione". Entrambi poi hanno assicurato
il pieno sostegno all'altro nel caso dovessero soccombere
perché "chi perde le primarie deve essere al servizio di chi
vince - ha spiegato l'ex presidente della Provincia - "anche
se poi l'impegno negli assetti amministrativi si vedrà".
E il patron della Sebastiani se dovesse perdere cosa farà
da grande? "L'impegno totalizzante di essere sindaco mi porterebbe
ad un disimpegno totale dalle mie aziende. Ma se così non
fosse altri scenari di responsabilità sinceramente adesso
non posso assicurarli perché le mie aziende o le dirigo o
non le dirigo, non ci sono vie di mezzo". E così, all'unisono,
si procede a parlare di temi come l'urbanistica "da sviluppare
in modo sostenibile dentro e fuori le mura" per Calabrese
per il quale "è ora di prendere delle decisioni su aree ottocentesche
come l'ex zuccherificio" per Papalia. Capitolo Servizi Sociali:
per Calabrese "devono servire a riallineare i disagiati alla
società" e per Papalia "si dovrebbero attuare delle politiche
sociali che aiutino la gente a non arrivare ad aver bisogno
dell'assistenza economica". La sintonia da sogno dei due candidati
si perde solo per un attimo, quando si parla di "Rieti Viva".
Calabrese definisce il terzo polo "una minoranza elettoralmente
non significativa ma che va recuperata e alla quale va garantita
una rappresentanza", mentre Papalia sottolinea come "definire
il terzo polo una minoranza, pur rispettando chiunque, mi
sembra un'offesa alle minoranze". Però alle primarie questa
minoranza al suo concorrente potrebbe anche tornare utile.
Chissà.
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di Marco Fuggetta
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del 07 marzo 2007 |
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PRIMARIE, CENTRO SINISTRA RIUNITI
Ciak sulle Primarie, sperando sia buona
la seconda: oggi alle 17.30 in sala consigliare si presentano
insieme al "popolo" del centro sinistra Gaetano Papalia -
il manager reatino candidato da Ds, Rifondazione, Verdi, Comunisti
Italiani, Repubblicani europei, e Italia Valori - e Giosuè
Calabrese, l'ex presidente della Provincia candidato da Margherita,
Sdi, Psdi e Dc. Avranno tre settimane di tempo per fare campagna
elettorale sulla scia di un manifesto programmatico di massima
elaborato nelle scorse settimane dai più "volenterosi" tra
consiglieri comunali e esponenti dell'Unione. E se in questa
prima fase ci si è tenuti sulle generali rispetto ai tanti
passaggi cruciali che pure costellano il panorama politico
cittadino è solo perché spetterà poi ai candidati dare la
connotazione che credono a questo o a quell'aspetto del programma.
Il cammino verso domenica 25 marzo - giorno scelto per la
consultazione è però ancora lungo e tutt'altro che in discesa:
domenica 11 è in calendario il congresso provinciale della
Margherita mentre si susseguono i congressi di sezione dei
Ds, anch'essi nella prospettiva dell'assise provinciale e,
più in generale, della fondazione di un unico partito Democratico.
Elementi che da soli basterebbero comunque a tener in fibrillazione
il quadro politico, figuriamoci con le antenne delle imminenti
elezioni comunali già fuori a pescare segnali nell'inedito
scenario delle Primarie.
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di Alessandra Lancia
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del 07 marzo 2007 |
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I CANDIDATI DELL'UNIONE PRESENTANO IL PROGRAMMA
Con le truppe orami schierate e le regole
ben definite, il centrosinistra reatino si avvia alle elezioni
primarie del 25 marzo.
Non si confrontano solo due candidati ma, come ormai in molti
sottolineano, due visioni "contrapposte" di un centrosinistra
indaffarato anche a livello nazionale a trovare una sintesi,
spesso difficile, tra l'anima "riformista" e quella "radicale".
A casa nostra, a rappresentare le due realtà dell'Unione ci
pensano l'ex presidente della Proivincia Giosuè Calabrese
lanciato dalla Margherita e sostenuto da Sdi e Psdi ed il
patron della Sebastiani Basket Gaetano Papalia, lanciato da
Rifondazione Comunista, Verdi e Comunisti Italiani e subito
sostenuto anche dai Ds in particolar modo dal consigliere
regionale Mario Perilli e successivamente da Re e Idv. L'Udeur
scenderà in campo solo per la campagna elettorale vera e propria.
Oggi pomeriggio alle 17.30, presso la sala consiliare del
Comune, l'Unione aprirà ufficialmente le danze presentando
inoltre il manifesto programmatico. Alla presenza d4ei due
candidati e dei segretari di partito, il centrosinistra cercherà
di recuperare quell'immagine di compattezza deterioratasi
a causa delle tensioni xche hanno contraddistinto gli ultimi
mesi. L'unità dell'Unione però potrebbe uscire comunque appannata
dalle scelte che faranno quelli di Rieti Viva, per intendersi
Tigli, Raccogli e gli altri protagonisti di questo "quasi
terzo polo". Perché quasi? Perché anche se la posizione ufficiale
dell'associazione "Rieti Viva" è quella di disimpegno alle
primarie, in realtà sembra che ci si avvii verso una sorta
di "libertà di coscienza" da lasciare ai propri seguaci.
Lo stesso Calabrese leggendo tra le righe di alcune dichiarazioni,
dei giorni scorsi, sembrava auspicare "una partecipazione
dei cittadini" indipendente dai partiti cghe fungono da "cassa
di risonanza". Dunque per i "reatini vivi" di area centrista
mani libere per andare a votare con la speranza che l'ex presidente
della provincia il 25 marzo prevalga su Papalia e a quel punto
probabilmente il terzo polo non esiterà più perché molti farebbero
ritorno alla casa del padre, sotto la guida del moderato Calabrese.
Altrimenti si correrà in proprio con Natale Raccogli già in
pre allarme.
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di Marco Fuggetta
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del 02 marzo 2007 |
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CALABRESE: Tra le urgenze scolastiche la piena utilizzazione
del polo didattico, il liceo musicale, nuovi asili nido, il
sostegno alle famiglie e all'handicap. L'universita' intesa
come polo d'eccellenza. Intervenendo al X Congresso dello
Snals, il presidente del Consiglio provinciale di Rieti Giosuè
Calabrese, candidato alle Primarie, ha evidenziato la particolare
ed utile funzione del sindacato guidato da Luciano Isceri,
che si è sempre proposto come sprone nei confronti degli enti
locali. Calabrese ha ripreso i temi dell'impegno verso la
famiglia e l'handicap scolastico, evidenziati da Isceri, da
Saletti e da Paolucci, ed ha sottolineato l'urgenza di intervenire
con reali sostegni nei confronti della famiglia ed in particolare
di quelle numerose, soffermandosi sulla necessità di ampliare
il numero degli asili nido per venire incontro alle esigenze
lavorative dei genitori impegnati entrambi per gran parte
del giorno. Sull'handicap sarà opportuno studiare un moderno
piano d'interventi per i bambini che soffrono di disabilità
e che possono recuperare funzioni psicomotorie. Innanzi alle
difficoltà dei precari della scuola e della disoccupazione
magistrale, Calabrese ha parlato di un rilancio delle politiche
scolastiche a partire dal capoluogo. Egli ha condiviso la
richiesta dello Snals di procedere quanto prima a formulare
un nuovo piano di razionalizzazione provinciale delle istituzioni
scolastiche, anche nelle prospettive di sfruttare al meglio
il Polo didattico di Rieti in via di definitiva realizzazione
dopo l'attivazione dell'edificio destinato all'Istituto d'Arte
indicato come primo modulo. Calabrese si è detto poi favorevole
all'istituzione del liceo musicale a Rieti, per aiutare i
giovani ed i talenti locali che da anni aspirano a completare
nel capoluogo i loro studi. Quanto all'università reatina,
proprio per essere stato tra i protagonisti della sua fondazione
e del suo successivo positivo divenire, il presidente del
consiglio provinciale ha ricordato che non va perso di vista
l'obiettivo che essa è nata per confermarsi come un vero e
proprio 'polo d'eccellenza' destinato alla ricerca e allo
sviluppo.
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del 27 febbraio 2007 |
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PRIMARIE, I "COMPAGNI" DELLO SDI E DEL
PSDI ATTESI AL VARCO
Con la chiamata alle armi di Giosuè Calabrese
la Margherita prova ad archiviare il tumultuoso congresso
cittadino di domenica e guarda al presente: con il congresso
provinciale fissato l'11 marzo - unitario, si, ma foriero
ancora di novità - e le Primarie indette il 25, l'attenzione
è tutta rivolta sulle mosse dei riformisti dello Sdi e del
Psdi. Delle due l'una: sostegno a Giosuè Calabrese nella corsa
contro Gaetano Papalia oppure aggancio all'area centrista
di "Rieti Viva", pure sottoposta in questi giorni a forti
pressioni per un recupero da parte dell'Unione. Tra oggi e
domani si saprà. Verso un "recupero" anche i riottosi della
Casa delle Libertà: l'Udc aspetta dal "regionale" il conforto
di un'indicazione "ma i segnali dio attenzione alle nostre
tematiche da parte del sindaco Emili hanno il loro valore"
dice Antonio Boncompagni. Questo il quadro in città. "Fuori
porta" è tutta un'altra storia: i Ds - sotto schiaffo da tempo
nell'Unione - provano a amettere a fuoco problemi e risorse
del Montepiano facendo rete tra loro e cercando di rimettere
in discussione gli equilibri in seno alla Comunità Montana
(precarissimi da mesi) e a sbloccare il commissariamento della
Riserva dei Laghi. ,
si legge in una nota diffusa dopo un incontro tenuto a Cantalice
promosso dalla sezione locale al quale hanno partecipato le
sezioni di Cittaducale, Consigliano, Greccio e Leonessa nonché
esponenti diessini di Montenero, Monte San Giovanni, Poggio
Bustone e Rivodutri. .
Insomma, Provincia e Regione. Qualche esempio: piani di forestazione,
miglioramento dei pascoli, valorizzazione dei corsi d'acqua,
sviluppo turistico, sfruttamento delle energie rinnovabili,
incremento dei servizi sociali>.
Roba concreta insomma. Di "campagna" ma concreta
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di Alessandra Lancia
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del 26 febbraio 2007 |
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PRIMARIE DEL NOSTRO SCONTENTO
Il secondo congresso comunale della Margherita
che ha certificato il passaggio di consegne tra Fioravanti
e Pasquali in realtà assomigliava di più ad uno di quegli
accesi "tavoli" dell'Unione andati in scena negli ultimi mesi.
Il primo a "salutare" i futuri condomini del Partito Democratico
è il diessino Bruno Chiarinelli che ha invitato a "superare
le incomprensioni puntando sulle primarie".
Ad animare la sonnacchiosa domenica mattina della Sala dei
Cordari ci pensa però Mascioletti, segretario dello Sdi, autore
di un intervento di certo non etichettabile come il classico
dei "saluti" dell'alleato di turno. "I Ds non hanno avuto
responsabilità e hanno scaricato la loro crisi su tutta la
coalizione". Mascioletti aumenta il tono, non solo quello
vocale, e conferma come "a queste impostazioni non ci stiamo.
No alle primarie e si alla ricerca di una candidatura unica".
A dar man forte a queste dichiarazioni arriva anche l'intervento
di uno che della Margherita è dirigente nazionale, cioè l'ex
deputato Pietro Carotti: "c'è miopia politica - attacca in
apertura - mi chiedo se a qualcuno interessi solo di vincere
le primarie ma non le amministrative?". Il timore è che l'Unione
si avvii "verso un suicidio consapevole" e quindi arriva anche
il suo no alle primarie.
A questo punto ci pensa il capogruppo al consiglio comunale
Mauro Mattucci a recuperare qualche sostenitore delle primarie
tra il pubblico. "A noi non piace Papalia, la sua candidatura
non è splendidamente trasparente e pesa anche il conflitto
d'interessi - spiega - ma è proprio con le primarie che dobbiamo
mettere in risalto queste cose e far vincere Calabrese".
E proprio sulla candidatura di Calabrese, era arrivato un
richiamo sempre da parte di Mascioletti, rivolto al presidente
della Provincia Melilli affinché "si schieri in prima fila
con Calabrese". E Fabio Melilli non l'ha presa proprio bene
e non gliele ha di certo mandate a dire a mascioletti: "Stranio
che proprio lui richieda una certificazione dell'unità della
Margherita. Piuttosto siamo noi a chiedergli di decidere visto
che non si sa dove sta". E ancora "Mascioletti"è stato fuori
luogo e poco elegante " ha aggiunto Melilli che ha anche discolpato
la sinistra radicale all'accusa di aver creato frizioni nell'Unione,
semmai qualche e responsabilità è da scrivere ai Ds - che
hanno interrotto un percorso e francamente ne siamo rimasti
stupiti" ma la strada per vincere "non è certo il terzo polo"
ha concluso Melilli che "è un tentativo c he non ci appartiene
e che danneggia il centrosinistra. Comunque continuare con
questi asti all'interno dell'Unione è pericoloso". E allora
provvidenziale, a chiudere gli interventi arriva la dose di
camomilla del candidato dei moderati Giosuè Calabrese che
ricorda "il valore aggiunto dell'unità del centrosinistra"
e ribadisce la disponibilità a correre nelle primarie.
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del 21 febbraio 2007 |
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IL CENTRO SINISTRA SCEGLIE LE PRIMARIE
Non è bastato il sondaggio ordinato dai
moderati per smuovere Ds e sinistra radicale. E questo forse
quelli della Margherita lo sapevano già. La scelta fatta dalla
maggioranza dei mille reatini interpellati che hanno scelto
Calabrese non ha commosso più tanto la Quercia e i piccoli
di sinistra che erano e saranno Papalia. Quindi ognun per
sé e che a decidere a questo punto, siano le primarie, non
più i partiti.
E questo forse quelli della Margherita lo sapevano già. La
riunione di ieri sera ha avuto finalmente il coraggio dui
decidere.
Dopo tanti passaggi interlocutori che hanno mostrato un centrosinistra
diviso e fermo sulle sue posizioni, il summit di ieri sera
ha almeno certificato queste divisioni. Niente candidato unico
da contrapporre a Emili e a quello di "Rieti Viva" nel mese
di maggio (la Margherita ci ha sperato fino alla fine), ma
due, forse più candidati da presentare agli elettori e simpatizzanti
del centrosinistra che si sfideranno il 25 marzo nelle primarie
che però sono ancora tutte da costituire. Di modalità e regole
si parlerà già da oggi, ma è prevedibile che i candidati siano
soltanto due: Papalia e Calabrese. Difficile pensare in questo
momento a terzi incomodi, anche se lo spirito delle primarie
lascia spazio potenzialmente a tutti. Papalia contro Calabrese,
sinistra contro area moderata: una sfida nella sfida.
Il presidente della Sebastiani basket, avrà dalla sua Ds,
Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Socialisti
e Italia dei Valori. Calabrese in questo momento si porta
dietro soilo La Margherita ma con ogni probabilità nelle prossime
ore incasserà il si anche di Sdi e Psdi. Da oggi la politica
in senso stretto farà un passo indietro lasciando spazio all'organizzazione
delle primarie.
Sullo sfondo però c'è sempre il terzo polo che potrebbe trovare
nuovo slancio proprio dalla decisione presa ieri sera dai
partiti.
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del 20 febbraio 2007 |
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LA MARGHERITA FAVORISCE IL TERZO POLO
Si fa sempre più lacerante la contrapposizione
all'interno dell'Unione tra la sinistra radicale e l'ala più
moderata della coalizione sulla candidatura a sindaco di Rieti.
Rischia di gettare nello scompiglio l'intero centro sinistra
reatino la costituzione del terzo polo la cui lista "Rieti
Viva" è in gran parte composta da soggetti provenienti o vicini
alla Margherita. Ed è proprio contro quello che i Verdi chiamano
"l'estremismo centrista" che indirizzano gli strali più velenosi,
considerando incomprensibili e preoccupanti le dichiarazioni
del presidente della Margherita Federico Fioravanti.
Le pesanti accuse lanciate da Lorenzetti sembrano lasciare
poco spazio alla mediazione e colpiscono al cuore la Margherita
che sin dal primo momento ha rigettato la candidatura Papalia,
considerata non frutto di una condivisione unitaria ma espressione
della sinistra radicale. L'insistenza di quest'ultima sul
patron della Sebastiani sta gettando il centro sinistra in
un vicolo cieco portando sempre più acqua al mulino del terzo
polo.
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del 18 febbraio 2007 |
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NON E' LA FABBRICA DEI SOGNI, MA LA
'FABBRICA DEL PROGRAMMA'
È on line il programma elettorale di Gaetano
Papalia, candidato alle primarie del centrosinistra in vista
delle elezioni amministrative che individueranno il sindaco
di Rieti. Il presidente della Sebastiani basket pubblica sul
sito www.papalisindaco.org i punti principali del documento
stilato dalla 'fabbrica del programma' come lui stesso lo
definisce. E sono tanti i punti su cui mette l'accento.
A partire dalla sottoscrizione di un codice etico per tutti
i candidati.
Il programma proposto dalla 'fabbrica',
a cui aderiscono Ds, Rifondazione comunista, Verdi, Comunisti
italiani, i Socialisti, Italia dei valori, Repubblicani europei
e l'associazione Nuova Rieti, "è sin da ora - si legge - soggetto
a integrazioni e modifiche suggerite dalle parti sociali e
dai cittadini, individualmente o in aggregazioni associative,
categoriali o professionali". Tanti i punti del documento
a cominciare dalla 'macchina comunale' che dovrà occuparsi
del perseguimento dell'equità fiscale nell'imposizione tributaria
locale, del recupero dell'evasione fiscale, attraverso un'attenta
ricostruzione delle posizioni dei contribuenti e del potenziamento
dell'informatizzazione degli uffici e delle strutture comunali.
Forte l'impegno nelle politiche sociali che mira allo sviluppo
dei 'servizi territoriali rivolti alla prevenzione dell'esclusione
sociale, allo sviluppo di una cultura solidale, alla corretta
e puntuale informazione sui diritti delle persone'. Sull'università
si punta a un sviluppo dell'offerta dei corsi e a una 'nuova
sede adeguata'. Poi le politiche per l'ambiente 'quale volano
di crescita economica generale, la difesa e il rilancio della
vocazione industriale e produttiva del nucleo industriale'.
Nel programma anche il centro storico come 'centro commerciale
naturale all'aperto', con la "valorizzazione e utilizzazione
di alcune grandi aree oggi dimesse>. Sulla viabilità torna
'il perseguimento del progetto di sviluppo della ferrovia',
un tema caldeggiato negli scorsi anni dal centrodestra e abbandonato,
invece, dal centrosinistra reatino e dalla giunta Marrazzo.
Non manca il blog su cui lasciare messaggi e commenti a cui
risponderanno i candidati. Intanto continuano gli incontri
per la campagna elettorale e domani alle 20 Papalia incontrerà
gli elettori nella sede della federazione dei Comunisti italiani. |
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del 16 febbraio 2007 |
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MEGLIO UN CANDIDATO UNICO
Oggi ricorre il secondo anniversario dell'entrata
in vigore del Protocollo di Kyoto. Da Presidente dei Verdi
e Commissario Straordinario della Riserva dei Laghi Lungo
e Ripasottile, chiediamo a Roberto Lorenzetti quale attività
verranno messe in campo.
A proposito di riserva, come ha preso le critiche degli ex
consiglieri e le dimissioni di Casciani e Anselmicchio dei
Ds?
"Il commissario non si nomina da solo e non si stabilisce
da solo quando termina il suo mandato. Il problema non è mio.
Semmai è che la nostra riserva era l'unica non adeguata alla
legge regionale 29 e stiamo aspettando che, come le altre
58 del Lazio, venga trasformata in ente parco. In quel momento
la Regione ristabilirà le normali condizioni, che però non
vuol dire far tornare il vecchio. Per quanto riguarda i dimissionari
forse posso dire che in passato hanno sbagliato a chiedermi
delle cose che non potevo fare. Comunque Anselmicchio si è
dimesso da un posto che non c'é. Per fare una battuta è come
se io mi dimettessi da senatore". Domenica avrete il congresso
di partito, cosa ne uscirà? "Sicuramente il cuore saranno
le elezioni comunali. Se insieme ai partiti dell'Unione decideremo
di svolgere le primarie, al nostro congresso inviteremo sicuramente
sia Calabrese che Papalia, perché non sono avversari, anche
se Papalia rimane il nostro candidato". L'impressione di alcuni
è che il centrosinistra si avvii verso una candidatura unitaria,
anche lei crede che questa ipotesi sia in vantaggio su quella
delle primarie? "Non so, sicuramente se arriverà la candidatura
unitaria saremo tutti più contenti, ma ancora non si può dire.
Certo la possibilità in effetti c'è". Non le sembra strano
che, dopo gli ultimi due anni nei quali il centrosinistra
in tutta Italia ha decantato le lodi delle primarie come strumento
di partecipazione e democrazia, Rieti rischi di essere l'unico
capoluogo dove l'Unione non le fa? "In effetti Rieti è un
po' bizzarra, diciamo che siamo in diesel. D'altronde una
scomposizione del centrosinistra c'è stata in tutta Italia,
ma dopo le primarie si è ricomposto tutto. Come Verdi sinceramente
non capiamo questa riottosità alle primarie da parte di alcuni
partiti del centrosinistra. Purtroppo a Rieti alcuni le vedono
un po' come uno spauracchio, mentre noi le riteniamo un grande
momento di partecipazione dei cittadini. Domani vedremo, se
si individuerà un candidato piu' forte evidentemente si convergerà
tutti su di lui, altrimenti ci sarà un confronto costruttivo
alle Primarie".
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di Marco Fuggetta
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del 15 febbraio 2007 |
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FUMATA NERA AL TERMINE DELL'INCONTRO DI
IERI SERA. L'UNIONE PRENDE TEMPO SULLA SCELTA DEL CANDIDATO
.Non fa certo difetto la pazienza ai segretari dei partiti
reatini dell'Unione.
Dopo una riunione fiume protrattasi fino a tarda sera, la
decisione finale è stata quella di rivedersi domani con appuntamento
alle ore 19.
Tre i nomi messi sul tavolo del "confronto finale" di eri
sera: il solito Papalia, l'ex presidente della Provincia Calabrese
e Zepponi, già proposto alcune settimane addietro dall'area
socialista e rilanciato negli ultimi due giorni.
"Con tre nomi sul tavolo ce n'era da discutere" scherza ma
non troppo Elena Leopardi della Margherita. "Abbiamo discusso
molto e la cosa positiva è che tutti hanno espresso la volontà
di andare uniti a vincere".
Quindi niente primarie e tutti dietro a un unico candidato?
"Lo dico sinceramente.
Per me le due ipotesi di primarie e di candidatura unica attualmente
si equivalgono - spiega Simone Petrangeli di Rifondazione
Comunista. Siamo ad un 50 e 50 e venerdì si scioglieranno
tutti i nodi". Venerdì dunque ultima chiamata per l'ipotesi
di cavalcata unitaria>.
Frase che a qualcuno potrebbe far pensare ad un "quarto nome"
che faccia l'entrata teatrale e abbracci tutta la coalizione:
"no, no - conclude Petrangeli - Se decideremo la candidatura
unica sarà su uno dei tre nomi attualmente in gioco".
"Ormai niente quarto uomo - ribadisce Mascioletti segretario
dello Sdi, che spiega come la discussione sulla candidatura
unica è ancora aperta. Ora servirà uno sforzo politico per
giungere ad una convergenza, ma il discorso è stato avviato".
Chi sarà a dover sostenere lo sforzo maggiore, in senso politico,
lo capirà domani sera.
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di Marco Fuggetta
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del 14 febbraio 2007 |
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L'UDC APRE ALLA RICANDIDATURA DI EMILI
L'Udc provinciale "apre" al sindaco Emili.
Dopo la rigidità dei giorni scorsi, molti esponenti locali
del partito di Casini sembrano disposti a sedersi al tavolo
del confronto con il resto della coalizione. Gli inviti rivolti
al segretario provinciale Lattanti dallo stesso sindaco, dal
sen. Cicolani, da Baccini e addirittura dal presidente di
An Gianfranco Fini, avrebbe fatto breccia tra coloro che parlano
"di difesa degli ideali e del programma dell'Udc senza però
distruggere il centro-destra e consegnare la città alla Sinistra.
I nostri elettori non capirebbero". "Vediamo cosa diranno
oggi dal tavol
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